mercoledì 31 luglio 2013

PERCORSI INTRECCIATI


PERCORSI INTRECCIATI esposizione di Arte Contemporanea
di Petrucci Pasquale
locazione : sala riunioni “Federico Fellini” del Comune di FURORE /cost. amalfitana (SA)
durata :dal 03 agosto  fino al 28 settenbre 2013
orario: dalle 17,00 / 20,00 per info Comune Furore tel. 089 874100
cell. 333 2765 867

          
Nella nuovissima sala dedicata all’indimenticabile“Federico Fellini” nel comune di Furore /costiera amalfitana (SA) è stata allestita una esposizione itinerante di arte contemporanea dell’artista salernitano Pasquale Petrucci.L’esposizione è  denominata “Percorsi Intrecciati”perché  raccoglie diverse opere realizzate tra il 2004 e il 2013 che complessivamente rappresentano il risultato di diverse  ricerche espressive che pur avendo completato  un traguardo espressivo,  continuano ad alimentare con lo stesso entusiasmo   iniziale un percorso di ricerca che oggi sembra essere interminabile perché sistematicamente l’evoluzione espressiva si arricchisce di ulteriori e diversi risultati elaborativi. La traccia espressiva nel suo evolversi si   intreccia con diverse spazialità – dalla staticità delle“Fotocomposizioni   Metafisiche” e delle “Nuraghe Contemporanee” - si sviluppa la potenzialità espressive delle Composizioni che sono  caratterizzate da una chiara essenza metafisica da intendersi come dettato-guida e non come un coinvolgimento totale. Il percorso continua con il Fotodinamismo Futurista che nella esposizione realizzata a Milano Carlo Franza ha scritto: “La fotografia, arte sovrana, ha raccontato la modernità prima e la postmodernità oggi, con scatti  che hanno reso la realtà  sollecitata da un progress di sequenze continue  e visibilmente elastiche,come il fotodinamismo futurista  di Anton Giulio Bragaglia, processo quest'ultimo che ha sollecitato il recente lavoro di Pasquale Petrucci, artefice di alterazioni (edifici) e dinamismi (persone) urbani. Un teatro sofisticato di immagini anonime, eclatanti, disincantate,surrogate, selvagge, ingenue, sfasate ed enigmatiche,azzardo di un quotidiano franto e squarciato ma anche allusivo, sottinteso,seduttivo e patologicamente volto al verso naturale. Il sogno si svela così reale, pronto a scoprirsi in una luce viziata che maschera il corpo innamorato delle strade, dei rioni, della città,del territorio, e brucia di colori atmosferici la fetta ripresa, i confini con i suoi ritmi, i luoghi dove palpitano sembianze umane,architetture immerse nella vespertina alterità, miraggi insistenti e implacabili. Le immagini svelano la fortuna e la traccia dei miraggi, gli straniamenti di quest'operazione sacrificale  che invita come in un'estasi a chiudere gli occhi e guardare sotto la spinta di pulsioni optical,mentre una telecamera cattura fantasmi e irrequiete ombre,naufragi a ondeggiamenti,tracce e guizzi, artifici di un occhio sicuro che sa cogliere il vano dell'esistenza. Così Pasquale Petrucci con fiuto formativo e corrosivi scatti s'è mosso  alla produzione di capitoli dove ha proiettato  la transitorietà e la bellezza del mondo, nella diversità e nell'evocazione,scoprendo vertigini, bave di vuoto, filamenti di assedio, ingombri ramosi, ombre in movimento, frammenti di fenditure,  macule spoglie, colori febbricitanti, annunciando una rete di alfabeti visivi diversi  che sono ormai il ritratto della sua nuova contaminazione”.  

Pasquale Petrucci