giovedì 11 luglio 2024

X EDIZIONE Notte Verde | ...il “gioco ermetico” degli artisti Gianni De Serio e Daniela Chionna


Tra principio di corrispondenza e panteismo il “gioco ermetico” degli artisti Gianni De Serio e Daniela Chionna.

Videoarte - installazione
Presentazione della decima edizione della Notte Verde – Cisternino
SGUARDI

Con il patrocinio del Comune di Cisternino, PACT (Polo Arti Cultura e Turismo Regione Puglia), Accademia di Belle Arti di Lecce, Notte Verde, Associazione Urbieterre, Meteo Valle d’Itria ODV, associazione di promozione sociale Ideando

“Come è sopra, così è sotto e come è sotto, così è sopra. Come è dentro, così è fuori e come è fuori, così è dentro. Come nel grande, così nel piccolo e come nel piccolo, così nel grande”.

Così recita il principio di corrispondenza, tra gli insegnamenti ermetici il più conosciuto.

Gianni De Serio artista, docente di Tecniche grafiche speciali presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce e Daniela Chionna artista e designer, si sono approcciati a questo principio attraverso lo Sguardo, ristabilendo un contatto profondo tra natura e uomo, sciogliendo le resistenze e le contraddizioni dell’ordinaria ragione.

Il video “Come sopra, così sotto e nel mezzo l’acqua” è strumento di narrazione di un percorso dove i due artisti sperimentano, attraverso l’osservazione, il legame tra trasmutazione della natura e divinizzazione dell’uomo, quindi, rivolgendo lo sguardo sull’importanza del simbolo, diventano essi stessi simbolo e medium tra i differenti piani dell’esistenza. 

Già presentato nel programma del Festival Apulia Land Art 2016 evento internazionale, “Come sopra, così sotto e nel mezzo l’acqua” sarà riproposto nel suggestivo, antico nucleo della contrada Caranna di Cisternino, in occasione della serata inaugurale della decima edizione della Notte Verde che quest’anno ha come tema SGUARDI. In contemporanea, nello stesso nucleo, nella piccola cappella ottocentesca, sarà ospitata l’installazione “Icona Arcaica”, opera di Daniela Chionna; non solo un omaggio al naturalismo religioso ma un chiaro incitamento a rivalutare una visione panteistica dell’intero Creato.

La serata sarà allietata da momenti musicali a cura del musicista Angelo Guarino.

Sempre dell’artista Daniela Chionna, sull’altare maggiore della Nuova Chiesa di Caranna, sarà ospitata la scultura luminosa Graffito di Luce, opera realizzata con materiali di recupero e già presentata in diversi eventi artistici degni di nota in Puglia.

Graffito di Luce farà parte del progetto PAC (Percorso Artistico Caranna- dal 24 luglio al 30 agosto 2024);un percorso, tra muretti a secco, antichi trulli, piazze, cortili e aie, dedicato all’arte nelle sue molteplici espressioni. L’itinerario seguirà una strategia unitaria e condivisa sul tema Sguardi, coerente con il contesto dei luoghi in cui si sviluppa. Il perimetro scelto, che attraverserà il cuore della contrada, sarà disseminato di opere grazie al contributo di artisti che hanno aderito all’iniziativa. Un progetto plurale, dunque, nato dalla convinzione che la cittadinanza e il territorio possano offrire prospettive multiple attraverso l’inclusione e la partecipazione.

Progetto PAC artisti partecipanti:
Domenico Campagna, Daniela Chionna, Michele D’Amico, Rosalia Ferreri, Doriana Ivone, Franco La Porta, Enza Loparco, Daniela Maleddu, Rosa Marigliano, Giovanni Martellini, Rosanna Muraglia, Caterina Palmisano, Carlo Perretti, Carmela Semeraro, Enza Sibilla.


*Il video “Come sopra, così sotto e nel mezzo l’acqua” e l’installazione “Icona Arcaica” saranno fruibili dal pubblico solo per la serata di presentazione del 24 luglio.

*In foto: Locandina presentazione NOTTE VERDE 2024, Immagine del video “Come sopra, così sotto e nel mezzo l’acqua” di Gianni De Serio e Daniela Chionna, “Icona Arcaica” installazione di Daniela Chionna 


Contrada Caranna – Cisternino (BR)
24 luglio 2024 - ore 20:00
Decima edizione Notte Verde Festival
Piazzale delle Torri, via Libertà

L’ARRIVO DELLA NOTTE



Il piano terra di un palazzo storico di Ragusa Ibla ospita dal 27 Luglio al 31 Agosto 2024 L’ARRIVO DELLA NOTTE, quarta mostra del progetto artistico iniziato da Margherita Ratti nel 2021, che propone uno sguardo contemporaneo sul territorio della Sicilia Sud Orientale, attraverso i lavori inediti di artisti e designers italiani e internazionali. 

L’ARRIVO DELLA NOTTE è una celebrazione della vita celata dei palazzi nobiliari siciliani, luoghi di divertimenti notturni della società aristocratica settecentesca. I palazzi erano dotati di ingressi per le carrozze, connessi con cortili interni dai quali si accedeva alle scale con ampie finestre a vetri colorati che conducevano gli invitati al piano nobile. La mostra ricostruisce una scena notturna al piano terreno di un palazzo -all’arrivo degli ospiti in carrozza- attraverso due lustri, un grande dipinto figurativo ed un insieme di sculture murali. 

Il designer Giuseppe Arezzi è l’autore di due lampade sospese (Barlume, 2024). Si tratta di strutture in ferro alle quali sono fissati trapezi di metacrilato colorato trasparente, che fanno eco alle grandi lanterne che decoravano gli ingressi dei palazzi e che garantivano la luce di notte. I loro riverberi sul soffitto e sui muri della galleria, rievocano l’atmosfera delle feste nobiliari. 

Un cavallo è il soggetto di un grande dipinto che occupa l’estremità dello spazio espositivo. La sua presenza si avverte sin dalla soglia. Il cavallo fa tutt’uno con il suo sfondo blu notte, ed è illuminato da una luce di taglio. Intitolato Il Siciliano, 2024 in riferimento alla razza equina indigena siciliana, è un'opera del giovane artista francese Michelangelo Menu, già autore di due precedenti lavori dedicati alla Sicilia Sud Orientale (Dry Stone Wall e Serra/Cappella, entrambi del 2023). 

In mostra per la prima volta Grafemi, 2024 dell'artista Beatrice Dettori: sculture in argilla nera, interpretazioni formali di elementi in ferro battuto - chiavistelli, ganci, maniglie, morsi ad anello e bardature per cavalli - che compongono un alfabeto enigmatico di grafemi, in un gioco di pesi e contrappesi, al confine tra arte e design. 

Il pubblico avrà la possibilità di scoprire altri progetti connessi con il territorio siciliano: gli oggetti-souvenir Carruba, 2021 di Giuseppe Arezzi e SI SICILIA, 2022 di Undo-Redo e le ceramiche Minne, 2023 di MARə, che esprimono la volontà di Margherita Ratti di rivisitare gli archetipi locali in chiave contemporanea e di promuovere la loro singolarità e unicità. 

L’ARRIVO DELLA NOTTE 
A cura di Margherita Ratti 
Inaugurazione il 26 Luglio dalle 19h 
Mostra dal 27 Luglio al 31 Agosto 2024 

Corso XXV Aprile, 56 
Ragusa Ibla 
Per informazioni: Margherita Ratti 

+33 6 21 55 46 36 margherita.ratti@gmail.com margheritaratti.com 


Biografie 
Margherita Ratti 
Professionista nel campo dell'Architettura del Design e dell'Arte, curatrice e produttrice di progetti culturali riconosciuti per il loro spirito innovativo, Margherita sta progettando la fattibilità di un museo dedicato alla cultura contemporanea che aprirà prossimamente nella Sicilia sud-orientale. 

Precedenti mostre in Sicilia: “Design Neo Rurale” 2021, “SI SICILIA” 2022, “Locus Amœnus” 2023, “Oggetti Liberi” 2023 

Giuseppe Arezzi 
Giuseppe Arezzi crede nel Design come soluzione funzionale alle esigenze del quotidiano e ad esse attribuisce un significato antropologico. Il Design multifunzionale di Giuseppe Arezzi combina un approccio moderno con le radici siciliane. I suoi progetti sono estremamente contemporanei, liberi da tendenze o riferimenti nostalgici. 

Michelangelo Menu 
Michelangelo Menu è un giovane artista francese che vive e lavora in Italia. Attratto dalla nozione di novità e interessato alla “giustezza” dell'opera, smonta e rimonta con la sua visione ogni idea per ritrascriverla nello spazio con i mezzi più espressivi. 

Beatrice Dettori 
L’approccio artistico di Beatrice Dettori fonde sapientemente Arte e Design, dando vita a opere che esplorano mezzi espressivi diversi. Le sue recenti sculture Grafemi rivisitano l'immaginario domestico mediterraneo, dove l’argilla e il ferro battuto sono protagonisti da tempo immemore, proiettandoli nel futuro. 

MARə 
MARə è la pronuncia fonetica della parola “mare” di molti dialetti del sud italia. Fondato da Biagio Luca Intorrella, MARə è il racconto di un ritorno al Sud, alla terra, alle origini. Un viaggio verso un luogo interiore prima che geografico. Dal mare, metafora collettiva dell’inconscio, emerge materia ibrida e meticcia dove il passato si confonde con il futuro e la memoria con il progetto. 

Undo-Redo 
Undo-Redo è uno studio grafico parigino fondato e diretto da Nicola Aguzzi che disegna segni, costruisce forme e progetta storie attraverso le immagini. Ogni progetto è immaginato come un oggetto unico con un'attenzione particolare ai dettagli, ai materiali e all'esplorazione delle tecniche di produzione. 

Margherita Ratti - 47 rue de Lancry 75010 Paris 
+33 6 21 55 46 36 - margherita.ratti@gmail.com - margheritaratti.com



mercoledì 10 luglio 2024

Grosseto. Design Funzione Arte: un viaggio nell'evoluzione dell'ingegno umano


Torna la seconda edizione dell’evento dedicato alla creatività e progettazione a Grosseto dall’8 al 10 luglio 2024 

Il Comune di Grosseto inaugura i nuovi spazi della Biblioteca Chelliana con la seconda edizione dell’evento Design Funzione e Arte a cura di Alessandro Corina dedicato a celebrare l’evoluzione generata dall’ingegno umano a vantaggio del bene comune.

L’evento, dal tema “La bellezza del design, insieme al suo comfort e alla sua utilità e con l’arte di ieri e di oggi si evolve attraverso l’emozione e il punto di vista”, sarà declinato attraverso tre concetti fondamentali: Design, Funzione e Arte, che saranno esplorati attraverso incontri, esposizioni, iniziative e luoghi diversi.

La Biblioteca Comunale Chelliana, protagonista di un importante processo di riqualificazione urbana che ha restituito alla collettività questo luogo promotore di cultura, e la Cattedrale di San Lorenzo, saranno le suggestive location che ospiteranno questo straordinario evento. Il coinvolgimento della Biblioteca Comunale Chelliana, tornata nella storica sede di Palazzo Mensini in via Mazzini e aperta nuovamente per l’evento, rappresenterà un'inedita occasione per la città di Grosseto per veicolare esperienze, socialità e significati condivisi, influenzando positivamente il contesto urbano.

L'evento, che avrà luogo dal 8 al 10 luglio 2024, avrà come fulcro il mondo affascinante del design, esplorando il connubio tra comfort, praticità e iconica innovazione. Attraverso una vasta gamma di complementi d'arredo e oggetti contemporanei, Design Funzione Arte metterà in luce il ruolo centrale del design nella nostra vita quotidiana.

Si evidenzierà anche come il design grazie alla sua bellezza, praticità e utilità, possa generare un’emozione. Attraverso una tavola rotonda nel Teatro Degli Industri e la partecipazione di rinomati ospiti, il pubblico indagherà il legame tra l'evoluzione del design e l'esperienza umana esplorando nuove vie comunicative.

Infine sarà un'opportunità unica per esplorare il connubio tra l'arte digitale, massima espressione della contemporaneità, e l'arte sacra, che fungerà da portale figurato e reale per vivere un'esperienza immersiva di un'opera Nft all’interno della scenografica architettura del Duomo.




CALENDARIO EVENTI

8 luglio 
Design: un viaggio attraverso l'evocazione estetica e la funzionalità pratica

Inaugurazione mostra dedicata all'evoluzione della seduta e dei piccoli elettrodomestici come oggetti di design nel corso dell’ultimo secolo (fino al 21 luglio) 

Tavola rotonda con Matteo Bazzicalupo e Raffaella Mangiarotti designer di deepdesign e di Smeg, lo Studio di progettazione Angelettiruzza e il designer Alessandro Corina moderati dalla giornalista Elena Cattaneo. Presso Teatro Degli Industri ore 18.

9 luglio
Funzione: L'emozione dell'evolvere del design e della bellezza pratica


Tavola rotonda con Paolo Stella che ha definito una nuova e inesplorata strada per comunicare il design moderata dall'esperta di design, Santa Nastro, l’incontro sarà l'occasione per approfondire il ruolo del design nell'evoluzione della società e per esplorare nuove vie comunicative. Presso Teatro Degli Industri ore 18.

10 luglio
Arte: il parallelismo tra arte digitale e arte sacra


Inaugurazione mostre 
“Symbiotica” di Giuseppe Lo Schiavo nel Duomo di Grosseto che sarà il portale d’accesso all’opera NFT coinvolgendo il pubblico in un momento esperienziale e sensoriale unico nel suo genere 

Ciel’in città – format del Comune di Grosseto che porta l’arte nei luoghi della città maggiormente frequentati – sarà allestita l’opera di Giuseppe Gallo, “Eroi”, proposta dall’associazione Hypermaremma 
(entrambe fino al 21 luglio) 

Tavola rotonda parteciperanno: Serena Tabacchi, direttrice e co-fondatrice del MoCDA-Museum of contemporary digital art di Londra, don Paolo Gentili della Diocesi di Grosseto, Carlo Patris di Hypermaremma, Fabio Becherini, direttore della Banca Tema e il designer Alessandro Corina modera da Giacomo Nicolella Maschietti, giornalista specializzato in arte digitale. Presso Banca TEMA, corso Carducci Grosseto, ore 18.

Al seguente link è possibile scaricare il PRESS KIT con le nuove immagini e tutti i materiali disponibili.

lunedì 8 luglio 2024

Ufuk Boy e Doğu Çankaya | fly inwards fly homewards



La Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni inaugura, sabato 13 luglio 2024 alle ore 20,00 all’interno della project room, la bipersonale degli artisti turchi Ufuk Boy e Doğu Çankaya, dal titolo fly inwards fly homewards, a cura di Ipek Çankaya. 

L'approccio curatoriale della mostra pone in evidenza la profonda introspezione degli artisti coinvolti necessaria per riflettere sulla questione casa/patria, il continuo dilemma dei nostri tempi. Questo approccio è un invito a esplorare i percorsi reali, emotivi e psicologici che conducono verso casa, con le riflessioni sull’esperienza in luoghi diversi a breve o lungo termine e la compagnia che favorisce questo viaggio. 

La nostra epoca contemporanea è caratterizzata da diverse modalità di cambiamento dei luoghi dove vivere e da sfide per raggiungere questi nuovi luoghi in cui le persone stabiliscono la propria casa. Alcuni viaggi nascono da crisi, altri dalla ricerca deliberata dell'individuo.

L'indagine curatoriale della mostra è interessata alla rappresentazione poetica di situazioni di potenziale crisi, concentrandosi sull'elemento umano piuttosto che sulle teorie politiche a proposito di migrazione. Inoltre esplora la rappresentazione visiva del senso di libertà e della speranza per una vita migliore in un posto nuovo. Infatti si concentra sull'espressione attraverso la pittura e la scultura di ciò di cui le persone hanno bisogno personalmente e culturalmente nelle loro relazioni con l'ambiente, per questo gli artisti ci mostrano quello che sta a loro più a cuore e ciò di cui hanno più bisogno nella vita: di libertà, di serenità, di amicizia, di uno spazio fisico...

La mostra si concentra anche sull’importanza di avere il sostegno della comunità in cui si vive. Tutti insieme, questi fattori contribuiscono a far sì che una persona trovi la strada verso casa oppure un nuovo posto dove si sentirà accolta come se fosse a casa. Le parole chiave di questa mostra infatti sono: imparare a volare, senso di libertà, strade da percorrere, viaggiatore, migrante, stare a casa, stare all'estero e compagnia; mentre le sensazioni che più mette in luce sono i sentimenti umani fondamentali come il desiderio, la speranza, la curiosità, la preoccupazione, il dolore e la solidarietà che rimangono gli stessi indipendentemente dal tempo o dalla geografia.

Ipek Çankaya



UFUK BOY DOĞU ÇANKAYA
fly inwards fly homewards
a cura di Ipek Çankaya

Inaugurazione 13 luglio 2024 ore 20,00

Dal 13 luglio al 7 agosto 2024

La mostra è in collaborazione con Halka Art Project Turchia

Orario visite:
dal lunedì al sabato 11.00-13.30 e 17.00-19.00
domenica solo mattina
INGRESSO LIBERO

GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA
Piazzetta Cattedrale (centro storico)
72017 Ostuni (Br)
Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506
info@orizzontiarte.it- www.orizzontiarte.it
F: Orizzontiartecontemporanea

Communication Manager
Amalia Di Lanno
www.amaliadilanno.com- info@amaliadilanno.com

sabato 6 luglio 2024

Agnese Purgatorio | OASI CI ATTENDONO ALLE SOGLIE DEL MARE


Al Museo Archeologico di Santa Scolastica di Bari venerdì 5 luglio alle 18,30 si inaugura la nuova installazione site specific di Agnese Purgatorio.

"OASI CI ATTENDONO ALLE SOGLIE DEL MARE" .

Interventi previsti; Francesca Pietroforte Consigliera Delegata ai Beni Culturali, Ines Pierucci Assessora alla Cultura Comune di Bari, Francesco Lombardo Dirigente del Servizio Beni Culturali e ICO, Micaela Paparella, Consigliera Comunale delegata alle politiche di valorizzazione del patrimonio storico, artistico ed architettonico; dialoga con l'artista Francesca Pietropaolo, Storica dell'arte.

In occasione della inaugurazione della nuova installazione di Agnese Purgatorio, sarà presentato il catalogo delle due opere dell'artista entrate nelle collezioni della Pinacoteca Corrado Giaquinto di Bari e del Museo Archeologico di Santa Scolastica con un saggio di Francesca Pietropaolo.

Agnese Purgatorio (Bari, vive tra Belgrado e Beirut) è artista multidisciplinare con uno sguardo trasversale orientato sulla complessa realtà che restituisce coniugando etica ed estetica. Le sue azioni e l'attitudine a contaminare linguaggi, in una sfida costante alle convenzioni dell'arte contemporanea, la connotano sin dagli esordi; attraverso linguaggi espressivi diversi, dalla performance alla fotografia, dal video all'installazione, dalla scrittura al suono, dal collage digitale all' analogico, l'artista segue le tracce di un'umanità sempre in transito.

Scrive Francesca Pietropaolo «L'arte di "Agnese Purgatorio" evoca spazi oltre il confine, spazi nel mondo e spazi interiori. [...] Le sue sculture di luce hanno un forte impatto espressivo. Sono inizi di un viaggio che l'osservatore è invitato ad intraprendere con la forza della sua immaginazioneParole scritte a mano prendono corpo nella materialità duttile del neon e s'illuminano di colore conquistando lo spazio entro cui sono presentate, emergendo dal fondo della parete che le accoglie. Illuminazioni in cui testo e immagine, linguaggio e oggetto sono un tutt'uno, un solo corpo. La scelta del neon come materiale consente all'artista di giocare con la luce, la forma, il colore e lo spazio per creare opere dalla spiccata capacità evocativa pur nella prosaicità del materiale scelto, legato originariamente alle insegne commerciali che animano il tessuto urbano. Questi frammenti di testi-immagini invitano una partecipazione attiva dell'osservatore: per essere pienamente completata, l'opera ha bisogno di essere letta perché l'immagine che essa evoca prenda forma nella mente di chi guarda. L'opera è il luogo, dunque, di un incontro, tra artista e pubblico, tra soggetto creatore e società

Museo archeologico di Santa Scolastica
Via Venezia n. 73 - 70122 Bari -
Infotel 080 0990882
museoarcheologico@cittametropolitana.ba.it

CRISTIANA D'ALESIO - UFFICIO STAMPA CITTA' METROPOLITANA DI BARI
TEL 080/5412497- E-MAIL.: ufficiostampa(@cittametropolitana.ba.it

venerdì 5 luglio 2024

Ágrapha di Virginia Lorenzetti


Curva Pura è lieta di presentare, Ágrapha, la personale romana di Virginia Lorenzetti, a cura di Andrea Romagnoli e con testo di Angelica Speroni.

La mostra, include una selezione degli ultimi lavori della giovane artista emergente, studiati per un intervento site specific a Curva Pura.

I concetti di evoluzione e trasformazione sono alla base della sua ricerca, sia a livello concettuale che formale. Lo studio costante e la documentazione dei processi legati alla trasformazione della materia – le fibre vegetali e i colori di derivazione naturale – costituiscono il principale stimolo creativo; questa pratica porta l’artista a confrontarsi con l’imprevedibilità dei risultati e a riflettere sulla relatività del tempo e dello spazio in cui la materia si trasforma.

Scrive Speroni: «la ricerca di Virginia Lorenzetti non cerca di estrapolare nulla, ma assume “come proprio compito la sostanziale ambiguità del linguaggio” (Eco, 1997) operando uno svuotamento del contenuto semantico della parola che si traduce in segno, forme organiche o simboli grafici e che sta a noi interpretare. D’altronde, l’artista crea una possibilità, ma chi la custodisce e prolunga l’atto creativo è il fruitore».

Bio
Virginia Lorenzetti (n. 1998) è un’artista italiana. Vive e lavora a Dresda (Germania).
Nel 2023 consegue il diploma di laurea magistrale in Grafica d’Arte all’Accademia di Belle Arti di Roma. Attualmente è studentessa Master post-graduate presso la Hochschule für Bildende Künste Dresden con la Prof.ssa Anne Neukamp. Ha partecipato vari progetti e mostre in Italia e all’estero, esponendo in diverse città tra cui Roma, Torino, Bruxelles, Dublino, Atene, Dresda, Berlino e Budapest. Nel 2021 vince il primo premio del concorso “Il Ventaglio del Presidente - XIV edizione”.

Ágrapha
Virginia Lorenzetti
a cura di Andrea Romagnoli
testo di Angelica Speroni

Opening 5 Luglio 2024 ore 18:30

Fino al 6 settembre 2024

Orari: martedì e giovedì dalle ore 18:30 e su appuntamento - prenotare via mail curvapura@gmail.com o whatsapp 3289228797 - 3314243004

Curva Pura
Via Giuseppe Acerbi, 1a - Roma


mercoledì 3 luglio 2024

Luca Moscariello | TROMPE-l’ŒIL


Il TOMAV – Torre di Moresco Centro Arti Visive è lieto di annunciare Trompe-l’œil, personale di Luca Moscariello che si terrà dal 06 luglio al 15 settembre 2024 in cui l’artista propone una nuova serie di lavori sull’incertezza percettologica offerta dall’immagine.

Seguendo un itinerario messo in campo nel 2020 con Il narratore di silenzi(2020) e con i vari Puzzle, Luca Moscariello si incanala nella grande tradizione del trompe-l’œil con dispositivi che annullano e scollano ogni rapporto con la realtà fenomenica per produrne una ulteriorità riduttivo-costruttiva, dove non c’è più l’urgenza di fissare sulla tela alcuni oggetti d’uso comune e di valersene come suscitatori d’immagini ma piuttosto quella di dar vita a illusioni, a apparecchi della visione fisicamente e percettivamente presenti come luoghi concreti di strategica riflessione: superfici su cui fermarsi per attivarsi, per vivere intervalli di pensiero e interruzioni, per elaborare integrazioni cognitive, per percepire la potenza dello studioso che mentre dipinge studia e si stupisce perché scorge la scintilla del pensiero in potenza che pensa se stesso.

Chiuse in un preciso sistema geometrico, le strutture fondamentali utilizzate da Moscariello in questa nuova esposizione seguono ancora una volta un ordine che mette sotto scacco lo sguardo dello spettatore mediante una ripresa della mimesis e concentrandosi pertanto sull’ambiguità di una pittura che mira a farsi finzione visiva, abbaglio o potente chocgrazie a una ritmica combinatoria dove la stesura cromatica sembra ora ricordare potentemente un tratto di nastro carta, ora un foglio accartocciato o anche una lamiera smaltata, ora un interstizio o una fessura oltre la quale è custodito tutto il segreto della pittura.

Articolati nello spazio del TOMAV come riquadri che assorbono lo sguardo per portarlo della dolcezza di una eterotopia, i lavori realizzati da Moscariello – ad aprire la mostra è Domani nella luce(2024) – rompono la rigidità della parete e seguendo l’eptagonalità della torre aprono brecce immaginifiche, scarnificazioni, vivaci e fragranti vie di fuga dalla realtà per indurre l’occhio in una narrazione pittorica suadente e sfuggente. 

Nota biografica
Luca Moscariello è nato a San Giovanni in Persiceto nel 1980, vive e lavora a Sala Bolognese. Ha vinto numerosi premi e ha all’attivo numerose personali, tra le più recenti si ricordano almeno Puzzle(MEB - Museo Ebraico di Bologna, 2022) in collaborazione con la Federico Rui Arte Contemporanea, Gerico(Fondazione Stelline, Milano 2023), Moduli strategici per imbastire equivoci(Centro Culturale Macello, Argenta 2024), Reassuring the sudden (Hidden Garage, Bologna 2024) e la più recente collettiva alla Barbara Paci Gallery (Forte dei Marmi, 2024).


TOMAV - Torre Moresco Centro Arti Visive, Moresco (FM)
Direttore artistico: Andrea Giusti


Luca Moscariello. Trompe-l’œil
a cura di Antonello Tolve

06 luglio | 15 settembre 2024

opening 06 luglio ore 18:00

Patrocinio: Comune e Pro Loco di Moresco (FM)
info | www.tomav.it / +39 0734 259983 / +39 351 5199570
apertura | sabato e domenica, dalle 18:00 alle 20:00 o su appuntamento

Pietro Bologna e Pino Deodato | CORRISPONDENZE. Barlumi, Angeli e altre storie


Si inaugura sabato 6 luglio a Pietrasanta, in occasione della Collectors Night, “Corrispondenze. Barlumi, Angeli e altre storie”terza mostra del programma estivo della Galleria Susanna Orlando. È un’opera site-specific realizzata e curata da Pietro Bologna e Pino Deodato per lo spazio di via Garibaldi 30, progetto nato da una conversazione a due voci che unisce fotografia, scultura e pittura.

In mostra le creazioni in terracotta policroma a ingobbio di Pino Deodato - tra le quali “Angeli”, “Deposizione” e “Porto Salvo” - le opere fotografiche, edizione unica, di Pietro Bologna dal titolo “Barlumi”; a coronamento, i lavori a quattro mani di pittura e gum print, e l’intervento pittorico site-specific di Deodato, eseguito come da tradizione sulle mura della galleria, ideale congiunzione dei due percorsi intesi e generati come un unicum.

Non è solo un progetto, ma una “dichiarazione d’amore” che nasce dalla materializzazione di un dialogo, di uno scambio che trascende il progetto stesso, sottendendo un comune sentire, un’intima complicità, una sublimale corrispondenza. Da questo prende forma un “viaggio onirico” tra “frammenti di pensiero”: storie in cui l’umanità dell’uno si muove nello spazio aperto dell’altro, che a sua volta si fa scenografia di un racconto, dando così vita ad una nuova storia. E così via in pressoché infinite combinazioni.

La chiave di accesso a questo mondo fatto di natura e poesia è la “sintesi”, intesa come viatico verso l’assoluto. Procedere per sottrazione o cancellazione, in una ricerca rabdomantica, al fine di veicolare un messaggio universale e inclusivo, una “rivoluzione gentile”, un invito ad avere cura dell’opera che custodisce “l’essenza delle cose”: la natura. 

Il risultato è un romanzo poetico la cui narrazione rifugge qualsiasi linearità per procedere attraverso subitanei bagliori, barlumi e soffuse epifanie; liberi fotogrammi in cui il colore diviene strumento empatico e semantico; una partitura musicale aperta, che lungi dal condurre ad una inopinabile verità, insinua riflessioni e interrogativi circa la natura e l’umanità come parte di essa. 

Un’osmosi che ridisegna la galleria come giardino alchemico, un luogo in cui lo spirito si muove in una danza contemplativa, tra “barlumi, angeli e altre storie”. Opere, oggetti, ‘cose’ dotate di anima e di vita. 

*Le citazioni sono estrapolate da Pietro Bologna e Pino Deodato,“Conversazione a casa di P.”, testo della mostra, giugno 2024.


PINO DEODATO
Nasce a Nao, Vibo Valentia, nel 1950. Dagli anni Novanta l’espressione artistica di Deodato è caratterizzata da un realismo magico che, trovando ispirazione nelle pieghe della sua memoria, dà origine a vere e proprie metafore della vita. Questo percorso prosegue nel nuovo millennio: Deodato, umanista e alchimista dell’immagine, sempre in transito tra scultura e pittura, continua a narrare la storia dell’uomo con uno sguardo severo e gentile, acuto e poetico, aperto al meraviglioso e al fantastico. Ha esposto in Italia e all’estero in gallerie e spazi museali, tra Milano, Roma, Torino, Pietrasanta e Kuwait City.

PIETRO BOLOGNA
Nato a Milano nel maggio del ’72, Pietro Bologna èautodidatta. Nei primi anni Novanta si trasferisce in Germania e successivamente in Argentina lavorando come modellista, assistente fotografo, fotogiornalista e docente di camera oscura. Oggi affianca alla sua ricerca in ambito artistico la professione di designer. La sua prima mostra personale risale al 1998 al centro Cultural J.L. Borges di Buenos Aires. Negli anni successivi ha esposto in Italia e all’estero in spazi pubblici e privati.


CORRISPONDENZE. Barlumi, Angeli e altre storie.
Pietro Bologna e Pino Deodato
Profilo critico a cura di Tiziana Tommei
Dal 6 luglio al 20 agosto 2024

Inaugurazione sabato 6 luglio 2024, dalle ore 18

GALLERIA SUSANNA ORLANDO
Via Garibaldi 30 Pietrasanta

Orari dal 7 luglio
11-13.30 / 18-22 tutti i giorni

info@galleriasusannaorlando| 0584 70214

Press contact Studio Ester Di Leo | ufficiostampa@studioesterdileo.it | M. 348 3366205


mercoledì 26 giugno 2024

Pippo Patruno | Archivio Sentimentale

Pippo Patruno, Animula vagula blandula (2012)

A un anno dalla sua prematura scomparsa, Monopoli rende omaggio a Pippo Patruno con “Archivio Sentimentale”, prima importante retrospettiva dell’artista monopolitano curata da Antonella Marinoe Carmelo Cipriani. 

Ideato dall’Associazione Culturale Pippo Patruno insieme all’Assessore alla Cultura Rosanna Perricci, il progetto è realizzato da Formula Brand, con il sostegno della Città di Monopoli e il Patrocinio istituzionale della Regione Puglia - Fondazione Pino Pascali e dell’Accademia di Belle Arti di Bari.

La mostra riunisce le opere più significative del quarantennale percorso di Patruno, caratterizzato da una polarità tra impulso emotivo e controllo razionale e incentrato sulla geometria e sulla parola, che si avvicendano e a volte compenetrano nei diversi cicli succedutisi a ritmo serrato per un incessante bisogno di sperimentare.

Dai primi anni Novanta, la reiterazione modulare diviene il principale strumento espressivo dell’artista, un viatico attraverso cui dare ordine al mondo. L’elemento geometrico è all’origine di una raffinata ricerca astratta di vaga matrice minimalista, ma anche profondamente italiana nella gestione degli spazi, delle proporzioni, degli accordi cromatici, che ha connotato la sua attività per circa trent’anni.

La parola è invece fondativa dell’ultima parte del suo percorso: moltiplicata fino a costituire una texture, isolata al centro e ottenuta in negativo, è assunta da Patruno tanto per la sua valenza estetica che per quella semantico-concettuale.

Sono i diversi aspetti di una speculazione artistica complessa e raffinata, in cui centrale è anche una riflessione sul tempoche implica l’idea di transitorietà e cambiamento, con inevitabili accostamenti alla condizione umana.

Queste le dichiarazioni dei soggetti istituzionali che interverranno all’inaugurazione: Angelo Annese, Sindaco di Monopoli:“Pippo Patruno è uno dei figli di Monopoli, scomparso troppo presto, che avrebbe potuto ancora per molto regalarci la sua arte. Le opere in esposizione a Monopoli ci condurranno attraverso un viaggio immersivo nelle opere di un artista che va scoperto e riscoperto”.

Rosanna Perricci, Assessore alla Cultura: “L’Assessorato alla Cultura ha fortemente voluto sostenere questo evento, che per un mese consentirà a tutti di conoscere e apprezzare l’estro creativo e intimo di Pippo Patruno”.

Giuseppe Teofilo, Direttore Artistico Fondazione Pino Pascali:“Pippo Patruno è tra i protagonisti dell’arte prodotta in Puglia nei decenni a cavallo tra Novecento e Duemila. La retrospettiva è il primo evento espositivo ad essere ospitato nella Biblioteca Rendella di Monopoli, scelta per il suo essere luogo della parola, elemento visivo e semantico tanto caro all’artista e s’inserisce in quella sistematica azione di valorizzazione degli artisti pugliesi, attuata dalla Fondazione”.

Giancarlo Chielli, Direttore Accademia di Belle Arti di Bari:“Pippo era un artista schivo, ma un amico generosissimo. Insieme abbiamo pensato la sede di Mola (l’Accademia dei Laboratori) e insieme ai colleghi di pittura abbiamo voluto sognare una Scuola di Pittura diversa, propositiva. È stato un eccellente Consigliere Accademico; anche per questo ruolo l'Accademia gli deve molto”.

Francesca Patruno, Presidente Associazione Culturale Pippo Patruno:“Archivio Sentimentale è un omaggio a Pippo e alla sua arte. Questo è il primo progetto della nostra Associazione, che vuole tutelare, valorizzare e rendere fruibile a tutti il patrimonio artistico che ci ha lasciato”.

Nel corso della serata inaugurale, l’Associazione Culturale Pippo Patruno donerà un’opera dell’artista alla Città di Monopoli.

Conferenza stampa di presentazione e preview giornalisti:
mercoledì 26 giugno, ore 11:00, Biblioteca “Rendella” di Monopoli

Il progetto sarà arricchito da tre eventi, ospitati sempre in Biblioteca “Rendella”:
martedì 2 luglio: Amici per Pippo - Immagini, suoni e parole in onore di Pippo Patruno, Paolo Panaro, Lorena Carbonara, Alessandro Giangrande, Raffaella Ronchi, Elisabetta Stragapede, Matilde Sabato e Leonardo Vita ricorderanno Pippo Patruno. A cura di Cosimo Mimmo Panaro.

domenica 7 luglio: Premio Pippo Patruno
Saranno proclamati i vincitori del concorso, rivolto agli studenti del Liceo Artistico di Monopoli. 

In collaborazione con l’IISS “Luigi Russo” di Monopoli
domenica 14 luglio: Viaggi sonori. Contaminazione al confine

Il Contamination Open Ensemble (Michele Di Modugno, Francesca Perrone, Gabriele Cavallo, Alessandro Turi e Sabrina Preite) in concerto: danze greche, R&B, musica elettronica, swing, funky per una vera e propria contaminazione di stili e culture musicali. 

In collaborazione con il Conservatorio di Musica “Nino Rota” di Monopoli.

Nota biografica
Formatosi presso l’Istituto d’Arte di Monopoli, Pippo Patruno (Monopoli, 1955 – 2023) si è diplomato in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bari. I suoi primi lavori importanti sono espressionisti, per poi virare decisamente verso un percorso pittorico nel quale l’esuberanza espressiva degli inizi si prosciugava in una nuova sintassi di forme geometriche minimali ma insieme ambigue (“Tradimensioni improbabili”, 1992). Ha esposto le sue opere nelle principali gallerie italiane, tra le quali la Galleria Marilena Bonomo di Bari, presso la quale pubblica i cataloghi “Comporre l’infinito” (1997)e “Capoverso” (2010)ed è protagonista delle mostre personali “Le stanze del giardiniere” (1999)e “Indicativo transitivo” (2005). Nel 2011 ha partecipato alla 54aEdizione della Biennale di Venezia, presentando la serie “Edizioni Fuori Tempo” al Padiglione Italia, Regione Puglia. Nelle opere successive, la tensione verso una parola che racchiude in sé l’universo assume quasi valore di ricerca spirituale, sperimentando, con la parola scritta, i limiti dell’astrazione e del concetto: “Solglass”,“I pensieri di Dio”e “Flores”anticipano “Futuro remoto”, la sua intensa attività speculativa sul presente e sulla possibilità di coerenti e aggiornate rappresentazioni della contemporaneità, che esclude naturalmente la pittura, relegandola a linguaggio “remoto”.  Nel corso della sua carriera ha collaborato con artisti italiani e internazionali, tra i quali Sol LeWitt, che ha frequentato presso la Galleria Bonomo. Alla sua intensa produzione artistica ha unito l’attività di docente, dapprima presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e poi, per oltre 20 anni, presso l’Accademia di Belle Arti di Bari.  Le sue opere compaiono in numerosi cataloghi ed in collezioni pubbliche e private.

Selezione mostre:1982: “Patruno”, Galleria Il Traghetto, Venezia. 1986: “Bambù”, Galleria Centrosei, Bari. 1992: “Tradimensioni improbabili”, Chiesa San Martino, Monopoli. 1998: “Comporre l’infinito”, Associazione Culturale Modì, Bari. 1999: “Le stanze del giardiniere”, Galleria Bonomo, Bari. 2005: “Indicativo transitivo”, Galleria Bonomo, Bari. 2014: “Flores”, EdicolaRara, Terlizzi. 2019: “Futuro Remoto”, Museo Nuova Era, Bari.


Pippo Patruno
ARCHIVIO SENTIMENTALE
a cura di Antonella Marino e Carmelo Cipriani

Monopoli, Biblioteca “Prospero Rendella”, Piazza Garibaldi 24

Inaugurazione: giovedì 27 giugno 2024, ore 19-22.

Apertura:dal 27 giugno al 28 luglio 2024. Dal Martedì al Sabato: ore 9-13 e 16-21. Domenica: ore 16-21. Ingresso libero.
Un progetto Associazione Culturale Pippo Patruno, realizzato da Formula Brand.

Con il Patrocinio istituzionale di: Città di Monopoli - Assessorato alla Cultura, Regione Puglia - Fondazione Pino Pascali, Accademia di Belle Arti di Bari.


pubblica: 



Trullo 227 | Around photography

opera di Maria Grazia Carriero

Divenuto ormai un appuntamento fisso per gli amanti dell’arte, ritorna con la sua settima edizione Trullo 227, la mostra di arte contemporanea a cura di Graziella Melania Geraci. Il doppio opening, fissato per il 29 e 30 giugnodalle ore 21.00, vedrà quest’anno gli spazi del trullo Nicolò a Martina Franca accogliere fotografi e artisti internazionali che offriranno uno spaccato variegato delle pratiche contemporanee legate alla fotografia. Per la prima volta l’evento non propone una tematica ma la condivisione di un terreno comune, la sperimentazione e le possibilità di un mezzo di indagine visiva. In una piccola esplorazione di generi Trullo 277_Around photography si propone di segnalare alcune tra le tendenze attuali in fotografia attraverso lo sguardo di Maria Grazia Carriero, Circolo Fotografico Il Castello, Clément Colliard, Francesco Paolo Gassi, Giovanni Izzo, Achraf Khalis, Mario Laporta, Vincenzo Mattei, Paolo Lorusso e Filomena Moschetta, Barbara Rigon. Le opere fotografiche saranno visibili il 29 e 30 giugno insieme agli interventi artistici di Cristiano Pallara e di Giordano Santoro, mentre le opere esterne di Pierluca Cetera, Teresa Chimienti e Michela Rondinone, rimarranno nella campagna circostante fino al 29 luglio accessibili su appuntamento. 

Il percorso allestitivo pone in dialogo artisti come Maria Grazia Carriero, che esplora la convergenza tra la religiosità popolare tradizionale e la rivisitazione contemporanea in chiave artistica, e Francesco Paolo Gassi, le cui immagini ruvide e spiazzanti focalizzano lo sguardo su una corporeità fatta di imperfezioni, ribaltando così una consuetudine estetica. Poetiche le visioni macro di Clément Colliard in cui i fiori e il loro deperimento evocano la decadenza dei corpi e la compromissione della salute dello stesso fotografo. Scene di vita e movimento sono alla base della narrazione di Achraf Khalis che coglie attimi silenti in folle colorate durante un’estate marocchina colta da uno sguardo prolungato e contemplativo. Lo spostamento di interesse di Paolo Lorusso e Filomena Moschetta sugli ambienti interni degli hotel e sui particolari di solito ignorati eleva la realtà kitsch ad un oggetto degno di credibilità visiva. Piglio documentaristico nei paesaggi urbani di Mario Laporta dove la vita di strada, i volti e gli spazi assurgono a racconto estetico mentre le luci e le sagome dei grattacieli delle metropoli cinesi diventano sequenze astratte sottolineando un cambio di prospettiva. Le immagini che Giovanni Izzo è riuscito a catturare esplorano il mondo della prostituzione nigeriana nell’area del litorale domizio, i ritratti delle donne sfruttate diventano denunce e documenti dei maltrattamenti subiti ma la fotografia conferisce loro dignità e affermazione. La piccola roulotte posta nel terreno che circonda il trullo accoglie foto-cartoline di Barbara Rigon, paesaggi come appunti di viaggio che sembrano appartenere ad un immaginario individuo proprietario della casa su ruote che muovendosi ha tenuto traccia dei luoghi visitati e vissuti. L’esplorazione del mondo del circo e dei suoi protagonisti negli scatti di Vincenzo Mattei ne rivela l’animo recondito, il sospiro e l’essenza fatta di volti e di sguardi colti lontano dai riflettori. Il Circolo Il Castello con le immagini di Viviana Zito, Bonaventura Novellino, Valentina Funetta, Ezio Bruno, Pierluca Lubello, Enzo Ferrari, Marco Costanzo presenta una narrazione variegata che spazia dalla fotografia immediata a quella minimalista aggiungendo alla già ricca esposizione un’ulteriore molteplicità di stili.

Pierluca Cetera immerge nelle acque della piscina le sue sagome incendiate, accuse ai tempi turbolenti e bellicosi, e alla sommersione comunicativa.

L’installazione di Giordano Santoro posta nel trullino, pensato per riporre gli attrezzi dell’agricoltura, gioca con la luce e il suo riflesso e trova nella comunità degli oggetti sospesi l’essenza da cui scaturisce il pensiero diffuso.

Cristiano Pallara sfida i visitatori a mettersi in gioco e lo fa riportandoli alla dimensione ludica con un distributore di palline vintage al cui interno ha racchiuso disegni di un suo personalissimo universo visivo.

Spazio anche ai giovanissimi dell’Accademia di Belle Arti di Bari con gli interventi di Teresa Chimienti e Michela Rondinone a cura di Pierluca Cetera. 

Sabato 29 giugno, nello scenario naturale creato da un enorme noce si terranno le letture di poesie “Sotto l’albero di noce” a cura di Barbara Gortan. L’evento sarà introdotto da Rossella Grandolfo, giornalista Mediaset. Parteciperanno i poeti: Anna Cellaro, Pasquale Vadalà, Barbara Gortan, Letizia Cobaltini, Cosimo Rodia, Rita Greco, Elisabetta Stragapede, Lucia Diomede, Maurizio Evangelista, Aldo Perrone.

Brindisi offerti da Antonio Prevete con riflessioni: “Lo zen e l’arte di bere vino”.

L’apertura dell’evento si terrà il 29 giugno dalle ore 21.00 presso il Trullo Nicolò in via Ostuni 227 M, Martina Franca (TA) (digitare su google map Trullo Nicolò)


Media partners: Taranto Buonasera 
Grazie a: Poliambulatorio Pediatrico Buongiorno Dottore, sedi a Taranto e Martina Franca

Trullo Nicolo’, Via Ostuni 227 zona M, Martina Franca (TA)

lunedì 24 giugno 2024

Nelle nostre stanze di Giuseppe Ciracì

La mosca, 2024 olio, disegno a matita, 
pagina di libro esposta per settimane alle intemperie trasformata dal tempo e incollata su tela, busta con cenere e busta con mosca, cm 24x30


Mercoledì 3 luglio alle ore 19:00, presso il Castello Dentice di Frasso di Carovigno, verrà inaugurata la mostra Nelle nostre stanze di Giuseppe Ciracì, promossa dall’Associazione Le Colonne e il PAST Puglia, in collaborazione con Kyro Art Gallery di Pietrasanta e patrocinata da Regione Puglia, Provincia di Brindisi e Comune di Carovigno.

All’inaugurazione saranno presenti la presidente dell’Associazione Le Colonne, Anna Cinti, il sindaco di Carovigno Massimo Lanzillotti, il consigliere regionale Alessandro Leoci e il curatore della mostra Antonello Tolve.

La mostra sarà ospitata all’interno del Castello fino al 6 Ottobre, impreziosendo la visita del maniero, già custode di una ricca storia millenaria, per tutto il periodo estivo.

Pensato per gli ambienti del Castello Dentice di Frasso, e più precisamente per i raccolti locali del piano nobile, Nelle nostre stanze è un racconto diviso in cinque tappe, in cinque sale comunicanti e distanziate tra loro su due livelli specifici, dove Giuseppe Ciracì narra, mediante opere di piccole medie e grandi dimensioni, molte delle quali realizzate appositamente per l’occasione, tante storie che si mescolano tra loro e che nel contempo ruotano attorno alla vicenda maestra di Alfredo e della sua adorata consorte, Elisabetta, ultimi eredi e abitatori di un luogo – dimora d’amore – che «con grande sensibilità ed acume curarono insieme» sin dal 1905 per trasformarlo in ambiente di vita quotidiana.

Spazio fisico e metaforico, ogni stanza usata dall’artista è oggi locale in cui sostare, luogo attraversato e vissuto da ricordi indelebili (all’indomani della scomparsa di Elisabetta, Alfredo annota una frase amara da cui Ciracì trae il titolo dell’esposizione – «è atroce, mi devo muovere nelle nostre stanze, nel suo giardino dove tutto è lei che non c’è e che non tornerà mai più»), ma è anche giardino d’utopia dove poter sperimentare la magia di ogni eterotopia, è camera munita di soglie che delimitano e che si presentano come inevitabili zone di transito, brani che uniscono il prima e il dopo, confini che separano e che raccordano luoghi psichici diversi. Muovendosi con disinvoltura tra il disegno la pittura e il libro d’artista (inteso, quest’ultimo, come oggetto del sapere o come compatto corpo culturale), Ciracì mostra sempre uno sguardo affilato, determinato da un’indagine alquanto meditata, capace di cogliere l’eredità di artisti quali Leonardo, Raffaello o Caravaggio, per riproporla – applicarla – in percorsi inediti, legati a prese dirette della realtà, a lessici familiari, a percorsi privati e soggettivi. Ogni superficie, che sia tela intelaiata o carta o cartone, è da lui infatti trattata come un banco di prova analitica dove non solo si avverte l’idea di abitare il tempo da latitudinidifferenti, ma anche di adattare (finanche adottare) lacerti di storie e di intrecciarle tra loro per dar vita a raffinate e morbide fantasie d’avvicinamento, a sogni che non possono vederci né tantomeno sognarci.

Giuseppe Ciracì (Brindisi, 1975) si diploma presso il Liceo Artistico Edgardo Simone di Brindisi e prosegue gli studi in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Lecce.Avvia il suo percorso professionale in Puglia per poi trasferirsi, nel 2003, a Milano dove sviluppa le ricerche nell’ambito della pittura figurativa, impegnandosi in un’originale rilettura della storia dell’arte antica e moderna. Nel 2007 collabora con i suoi dipinti al film-documentario Sigmund Freud, Il grande pensatoreper la regia di Ferruccio Valerio e focalizza l’intera produzione sul tema del ritratto per poi approdare alla serie polimaterica ispirata ai fogli di Windsor di Leonardo da Vinci (2011-2014). Nel 2015 viene selezionato dal critico Alberto Dambruoso a partecipare alla Residenza Artistica BoCs Art di Cosenza. Prende parte a numerose collettive e personali in Italia e all’estero ed è stato finalista in diversi premi nazionali tra cui il Premio Celeste, il Premio Arte Mondadori, il Premio Arte Laguna di Venezia, il Premio di Pittura Zingarelli Rocca delle Macìe, il Premio Ora e ha vinto la 2^ edizione del Premio di Pittura Giuseppe Casciaro.

Attualmente è impegnato nel progetto editoriale Gli origami di Stendhal, a cura di Francesca Londino, una collana di racconti dedicata al connubio arte e scrittura per la quale ha illustrato le copertine e i frontespizi interni dei volumi. Nel suo lavoro più recente, al virtuosismo della tecnica affianca l’incompletezza della figurazione; i suoi dipinti, simili a carte che il tempo cancella, trasforma (o progressivamente disvela) sono il risultato di un lungo percorso di pensiero compiuto tra possibilità della mano e azione creatrice della natura.

Vive e lavora a Brindisi dove è titolare della cattedra di Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico Musicale Simone - Durano.

In Italia è rappresentato da Kyro Art Gallery di Pietransanta - www.kyroartgallery.com

Per ulteriori info o per la prenotazione:
Telefono: 379 1092451
email: castellodicarovigno@gmail.com