venerdì 7 agosto 2026

27° Premio dell’Arte - Premio di Pittura di Anticoli Corrado


 
Il Comune di Anticoli Corrado indice il “27° Premio dell’Arte - Premio di Pittura di Anticoli Corrado”, valorizzando la pittura contemporanea in relazione alle sue capacità di porsi in dialogo con il territorio e con la storia di ieri e di oggi e consentendo l’espressione di una chiave individuale mirante a riportare la propria originalità in un’area segnata dalla presenza, negli anni, di maestri come Fausto Pirandello, Felice Carena, Giuseppe Capogrossi, Emanuele Cavalli, Attilio Selva e molti altri protagonisti della Scuola Romana, e Arturo Martini, Oskar Kokoschka, Nino Bertoletti, Orazio Amato e Pietro Gaudenzi, le cui opere sono ospitate nel Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Anticoli Corrado. Il Museo è collocato nel cuore del Comune, a pochi passi dalla piazza centrale, la Piazza delle Ville, nel cui epicentro è sita “La fontana” di Arturo Martini (1926). Il centro storico è densissimo di rilevanze architettoniche, come “…il Palazzo baronale con l’incomparabile giardino pensile e la piazzetta antistante, il palazzetto Brancaccio, il palazzo Carboni con il balcone barocco, il palazzo Majoli dal portale rinascimentale annerito e consunto, le bifore superstiti di una casa trecentesca, la chiesa romanica di San Pietro insieme agli studi vuoti, alle antiche dimore, alle botteghe e taverne arroccate e servite da ripide e tortuose viuzze a gradini mozzafiato”, così come si evince dalle preziose pagine del volume “Un paese immaginario: Anticoli Corrado”, a cura di U. Parricchi e con i saggi di personalità, tra le quali figurano F. Pratesi, T. D. M. e R. Petrilli, L. Quaroni, F. Zeri, M. Marini e M. Fagiolo, J. Recupero, O. Lottini e U. Parricchi ed edito dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Libreria dello Stato. E, in effetti, l’edificazione e l’impiego degli studi d’artista sono già testimoniati nel 1935, quando ne erano censiti ben cinquantacinque come testimonianza principe della nota portata della scena artistica locale, degli artisti e dei noti modelli anticolani, richiesti anche nella Capitale.

Il “27° Premio dell’Arte - Premio di Pittura di Anticoli Corrado”, con la sua relativa cerimonia e seguente opening della mostra che espone le opere dei vincitori e dei finalisti, è sostenuto dalle persone autorevoli del Sindaco Francesco De Angelis, del Vicesindaco Massimo Fabbi e da tutte le istituzioni comunali e patrocinato dal Comune di Anticoli Corrado e dal Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Anticoli Corrado.

Il Premio guarda, dunque, alla storia di Anticoli Corrado che, sin dall’‘800 si è posto come polo della grande pittura europea e ha accolto i protagonisti dell’arte moderna. 

La mission del Premio è designare una continuità nell’essere baluardo della Pittura tutt’oggi, eleggendo, con trasparenza, le nuove voci che possano tracciare l’importanza del linguaggio della pittura all’interno del contesto ricercato. Per delineare una mappatura in progress dei pittori di oggi, ci si propone di individuare filologicamente delle tematiche che siano strettamente legate al tessuto storico-artistico del perno dell’arte anticolana attuale, quello del Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Anticoli Corrado e che si riferiscano, unitamente, alla nostra contemporaneità, ponendosi come argomenti tesi a parlare dei nostri giorni. 

“Seduzione” ed “Enigma” sono i due termini scelti dal Comitato scientifico, da cui gli artisti potranno partire per ideare o scegliere un’opera adepta da presentare per il Premio. 

La “Seduzione”, termine che trae le sue radici dal latino se-ducere, con il significato letterale di "condurre a sé" o di "portare via", è un vocabolo che concerne tanto il nucleo abitativo di Anticoli Corrado rispetto alla scena artistica di ieri e di oggi, quanto il fascino dei suoi modelli che hanno posato per i grandi maestri, come le donne che, da semplici abitanti della Valle dell'Aniene, divennero modelle di rilevanza internazionale per maestri come De Carolis e Fausto Pirandello. Non è semplice soffermarsi sulla bellezza dei ritratti, presenti nelle sale del Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Anticoli Corrado, senza subirne il fascino ancora attuale. Come contemporanea è la voce “seduzione”, reinterpretabile dagli artisti partecipanti in base alla nostra società contemporanea. 

Il termine “Enigma” è titolo dell’esemplare in bronzo appartenente alla collezione del Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Anticoli Corrado, una celebre scultura (1919) dell’artista triestino Attilio Selva. Il Premio intende, in accordo con le azioni di diffusione e di valorizzazione portate avanti dalla Direttrice del Museo, dare l’adeguata visibilità alle opere site nella collezione permanente, scegliendo, di anno in anno, un’opera, da cui trarre una delle due tematiche, designate per essere vagliate dagli artisti partecipanti. La parola “enigma”, inoltre, condensa una vasta gamma di significazioni che abbracciano la nostra contemporaneità, permettendo una variabile declinazione dell’argomento. 

Le opere dei dieci finalisti saranno esposte nelle importanti e storiche sale espositive dello spazio comunale “Spazio Arte” d’arte contemporanea, attigue al Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Anticoli Corrado, presso Piazza Santa Vittoria, dal 19 settembre al 20 ottobre 2026. Dalle ore 18.00, le sale espositive apriranno ai visitatori, con la cerimonia di premiazione.

Ai primi due artisti premiati verrà consegnato un riconoscimento in denaro. È, inoltre, contemplata la successiva residenza artistica, finalizzata agli artisti che ricopriranno le prime tre posizioni di selezione del Premio, nel periodo primaverile, presso il centro storico di Anticoli Corrado. Al termine del periodo di permanenza di una settimana, si inaugurerà, in ordine progressivo, la personale di ognuno dei tre artisti selezionati. Durante l’arco di tempo, in cui verranno esposte le opere, è previsto un relativo public program. È possibile inscriversi al premio entro la data del 25 agosto 2026.

Il Comitato scientifico di selezione vede le figure dell’Artista Laura Barbarini, del Docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma e Artista visivo Eclario Barone, del Critico d’Arte e Direttore artistico della Rivista di Attualità Internazionale d’Arte Contemporanea Segno Ivan D’Alberto, della Critica e Curatrice d’Arte Contemporanea Laura Catini, dell’Architetto Giovanni Gaudenzi, dell’Attore Antonio Sanna, del Docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma e Artista visivo Vincenzo Scolamiero, dell’Artista Azadeh Shirmast e dell’Artista Raha Vismeh.

Mail di invio del modulo di iscrizione al “27° Premio dell’Arte - Premio di Pittura di Anticoli Corrado”: info@comune.anticolicorrado.rm.it


“27° Premio dell’Arte - Premio di Pittura di Anticoli Corrado”
Comune di Anticoli Corrado 
Opening 19 settembre - ore 18.00
Spazio Arte – Spazio d’Arte Contemporanea attiguo al Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Anticoli Corrado, presso Piazza Santa Vittoria
Piazza delle Ville 00022 - Anticoli Corrado (RM)
Dal 19 settembre al 20 ottobre 2026
sabato e domenica – dalle ore 10.00 alle ore 12.00; dalle ore 17.00 alle ore 19.00 

Visitabile su appuntamento:
dal lunedì al venerdì - dalle ore 10.00 alle ore 12.00; dalle ore 17.00 alle ore 19.00
Tel.: +39 3355794827


sabato 1 agosto 2026

In onore di S.Francesco Fra Franceschi chi? La moltiplicazione dell'armonia di Paolo De Santoli

 



A Terlizzi nel Chiostro ex Convento di Cappuccini






 

Immagina di rivolgerti a un’assemblea e chiedere, con un pizzico di arguzia: «Scusate, ma fra i Franceschi... fra Franceschi chi?»

Si volterebbero in molti. Tutti uniti da un medesimo nome, eppure portatori di vissuti e prospettive irrimediabilmente unici.

Qui risiede un paradosso affascinante: quando guardiamo alla figura di San Francesco, l’immagine dell’umiltà si fonde immediatamente con una straordinaria lezione di pluralità. Come ricordava Umberto Eco, l’eredità francescana non è mai stata un invito all’omologazione, bensì una celebrazione della diversità racchiusa nel creato — dal frate sole alla sora luna, fino a ogni singola manifestazione della vita.

Non è un caso che Giotto, rivoluzionando  la pittura nella Basilica di Assisi, scelse di ritrarre attorno al Santo non figure astratte o stereotipate, ma volti reali, unici ed espressivi. L'arte giottesca ci insegna che la santità e l'armonia non annullano l'individuo, ma ne esaltano l'umanità in tutta la sua variopinta realtà.

La vera magia risiede proprio in questa moltiplicazione: non una riproduzione in serie, ma una sinfonia di individualità distinte. C’è il Francesco contemplativo, quello incline all’azione, lo studioso e il sognatore.

In questo contesto, il concetto di tolleranza supera la mera sopportazione e diventa, per dirla con le parole di Voltaire, «la conseguenza naturale del nostro essere uomini»: l'atto profondo di riconoscere la ricchezza nell'unicità dell'altro. Accettare che "fra Franceschi" ciascuno esprima la propria singolare voce è il vero fondamento della convivenza armonica.

 

lunedì 27 luglio 2026

VinArte 2026 | XVI Edizione | Sostegno e Connessione


Una comunità esiste finché continua a costruire relazioni. Sostenerle è una scelta. Coltivarle è una responsabilità. È in questa prospettiva che nasce la XVI edizione di VinArte, il progetto ideato e diretto da Giuseppe Leone, in programma dal 4 al 10 agosto 2026 nel centro storico di Guardia Sanframondi, nell'ambito della XXXIII edizione di Vinalia.

Il tema Sostegno e Connessione, condiviso con la visione delineata da Titina Pigna, responsabile del Comitato Vinalia, attraversa l'intero progetto come una scelta culturale. L'arte non viene chiamata a illustrare un concetto, ma a generare occasioni di incontro, confronto e responsabilità condivisa. In un tempo in cui i legami appaiono sempre più fragili, VinArte rivendica il valore della cultura come spazio nel quale il dialogo continua a essere possibile. Da sedici edizioni il progetto dimostra come un territorio possa produrre cultura senza rinunciare alla propria identità e, proprio per questo, restare aperto. Guardia Sanframondi non è il punto di arrivo di un racconto locale, ma il luogo da cui si irradiano esperienze, visioni e linguaggi capaci di attraversare confini geografici e disciplinari. L'entroterra diventa così una condizione di libertà: uno spazio nel quale la memoria non trattiene, ma rende possibile l'incontro.

L'edizione 2026 nasce dall'idea di connessioni tramite cui artisti che da anni condividono una ricerca tornano a dialogare e altri si incontrano per la prima volta, mettendo in relazione poetiche, materiali e sensibilità differenti. Non si cerca l'uniformità, ma la possibilità che ogni linguaggio trovi nell'altro un'occasione di apertura. Il percorso espositivo diventa così un'esperienza corale, nella quale il sostegno coincide con il riconoscimento reciproco e la connessione assume il valore di una pratica culturale.

La restaurata Chiesa dell'Ave Gratia Plena, con il progetto degli Altari dell'Arte, la Sagrestia, dedicata al Genius Loci, il Monte dei Pegni e Palazzo Marotta Romano, sede della sezione fotografia, compongono un unico itinerario nel quale architettura, memoria e arte contemporanea si richiamano reciprocamente. L'ideazione e la direzione artistica sono affidate a Giuseppe Leone e la sezione fotografia e l'apparato critico sono curati da Azzurra Immediato, prospettive che danno vita ad un percorso di lettura dedicato alle poetiche degli artisti e ai temi che attraversano questa edizione.

Protagonisti di VinArte 2026 sono Marco Abbamondi, Max Coppeta, Amedeo Sanzone, Ernesto Pengue, Margherita Palmieri, Noemi Verdoliva, Stefania Ianniello, Mariapia Saccone, Ludovica Buonanno e Giuseppe Leone, con opere di pittura, scultura e installazione, e Francesco Garofano, Luciano Ferrara, Alessandro Caporaso, Pierluigi Fresia, Angelo Lanfranchi, Anna Rosati e Natalino Russo, protagonisti della sezione dedicata alla fotografia contemporanea.

Il programma comprende anche un importante appuntamento editoriale. Martedì 5 agosto, nell'ambito della rassegna I Libri di Vinalia, sarà presentata la monografia I giorni della clessidra. O la libertà del cuore, dedicata all'opera di Giuseppe Leone edita da Guida Editore, a cura di Azzurra Immediato, con un saggio di Marco Bussagli e l'identità visuale di Rolando Leone. Alla presentazione interverranno Armida Filippelli, Assessore alla Formazione Professionale della Regione Campania, Diego Guida, editore, e Titina Pigna, responsabile del Comitato Vinalia, oltre a Giuseppe Leone.

L'inaugurazione è in programma martedì 4 agosto alle ore 18.00. Le mostre saranno visitabili fino al 10 agosto, ogni pomeriggio e sera, con ingresso gratuito.

La XVI edizione di VinArte è resa possibile da una rete di soggetti pubblici e privati che riconoscono nell'arte contemporanea e nella cultura un investimento strategico per il territorio. Il progetto si svolge nell'ambito della XXXIII edizione di Vinalia con il sostegno della Regione Campania, della Provincia di Benevento, del Comune di Guardia Sanframondi, della Camera di Commercio Irpinia Sannio, dei GAL Titerno, Fortore e Alto Tammaro, della Cantina La Guardiense e di tutti i partner che, negli anni, hanno contribuito a fare di VinArte un luogo stabile di ricerca, confronto e partecipazione.


VinArte 2026 | XVI Edizione | Sostegno e Connessione
4–10 agosto 2026 | Guardia Sanframondi (BN)
Centro Storico - Via Filippo Maria Guidi
Fb e IG VinArte official
www.vinalia.it
Press Sandro Tacinelli

lunedì 20 luglio 2026

"Allegoria": Teodora Axente torna a Siena nel segno di Ambrogio Lorenzetti

Teodora Axente, Allegoria Dedica ad Ambrogio Lorenzetti, Siena_Courtesy Galleria Rosenfeld

Al Museo Civico la nuova mostra site-specific dell'artista rumena, pittrice del Drappellone di agosto 2026

Sarà inaugurata venerdì 8 agosto, alle ore 17, nella Sala del Concistoro del Museo Civico di Siena la mostra "Allegoria. Dedica ad Ambrogio Lorenzetti", nuovo progetto site-specific dell'artista rumena Teodora Axente, curato da Riccardo Freddo e Michela Eremita. Un'esposizione concepita per dialogare con uno dei massimi capolavori della pittura medievale europea, il ciclo dell'Allegoria ed Effetti del Buono e del Cattivo Governo (1338) di Ambrogio Lorenzetti, e che rinnova il legame tra una delle più autorevoli pittrici della scena contemporanea europea e la città di Siena.

Il percorso espositivo si sviluppa intorno a due monumentali polittici, composti da ventidue dipinti inediti, collocati in diretto confronto spaziale e concettuale con gli affreschi di Lorenzetti. L'installazione invita il pubblico a riflettere sui temi della moralità, della responsabilità civica e dell'esercizio del potere, rileggendo in chiave contemporanea il messaggio universale del Buon Governo.

Le figure simboliche che popolano gli affreschi trecenteschi – Giustizia, Pace, Prudenza e Temperanza da un lato, Tirannide, Crudeltà e Frode dall'altro – trovano nella pittura di Axente un'inedita interpretazione contemporanea. Le sue opere, sospese tra forza e vulnerabilità, trascendenza e fragilità, restituiscono una riflessione sulla condizione umana attraverso un linguaggio figurativo di straordinaria precisione tecnica e intensità simbolica.

La mostra rappresenta il secondo importante progetto che Teodora Axente dedica a Siena. Già nel 2025 il Santa Maria della Scala aveva ospitato "Metamorfosi del Sacro", esposizione site-specific di venticinque opere realizzata con la Galleria Rosenfeld di Londra e curata dagli stessi Riccardo Freddo e Michela Eremita. Se allora il dialogo era con il patrimonio spirituale e architettonico dell'antico ospedale, oggi è il cuore della storia civile della città a diventare protagonista, in un confronto diretto con il capolavoro di Ambrogio Lorenzetti.

Bio
Nata a Sibiu nel 1984, Teodora Axente vive e lavora a Cluj-Napoca, dove ha conseguito il Master e il Dottorato di ricerca presso l'Università di Arte e Design. Considerata una delle più importanti interpreti della pittura figurativa contemporanea, ha esposto in prestigiose istituzioni internazionali, tra cui l'Essl Museum di Vienna, il Boulder Museum of Contemporary Art in Colorado, il Museo d'Arte di Cluj-Napoca, l'Hugo Voeten Art Center in Belgio e il Frissiras Museum di Atene. Ha inoltre partecipato a importanti manifestazioni internazionali come The Armory Show di New York e le sue opere fanno parte di collezioni di rilievo, tra cui quella della The Obayashi Foundation di Tokyo. Tra i riconoscimenti ricevuti figurano il Grand Prize del Frissiras Award for European Painting e l'Essl Art Award.

La ricerca artistica di Axente coniuga una raffinata tecnica figurativa con un immaginario simbolico e visionario, nel quale memoria, spiritualità e trasformazione si intrecciano in immagini di forte intensità poetica. Un linguaggio capace di mettere in dialogo la tradizione iconografica europea con la sensibilità contemporanea, creando un ponte tra passato e presente che trova nella storia e nel patrimonio artistico di Siena un terreno particolarmente fertile.

Il percorso che lega Teodora Axente alla città conoscerà un ulteriore e prestigioso capitolo con il Palio dell'Assunta. L'artista è stata infatti scelta per realizzare il Drappellone del 16 agosto 2026, che quest'anno ricorderà anche il cinquecentenario della storica Battaglia di Camollia. 

Informazioni. Per ricevere le informazioni sul Comune di Siena è attivo il Canale Whatsapp. L’iscrizione al canale del Comune è gratuita e può essere effettuata al link https://whatsapp.com/channel/0029VavhmgRKbYML2sHYt60J. E’ possibile seguire il Comune di Siena sulle pagine ufficiali dell’amministrazione di Facebook e Instagram


"Allegoria": Teodora Axente torna a Siena 
nel segno di Ambrogio Lorenzetti 

Museo Civico di Palazzo Pubblico | Piazza del Campo 1, 53100, Siena (SI)
dall’8 agosto al 27 settembre 2026
Inaugurazione: 8 agosto 2026 | ore 17.00

Ufficio stampa
Comune di Siena
stampa@comune.siena.it
Fisso: +39 0577 292166 / 292284 | Mobile: +39 333 4789784
Palazzo Berlinghieri, Il Campo 7 - 53100 Siena


Ufficio Stampa HF4 www.hf4.it
Marta Volterra marta.volterra@hf4.it
Valentina Pettinelli valentina.pettinelli@hf4.it 347 449 9174
Eleonora D’Urbano eleonora.durbano@hf4.it 328 153 5324

pubblica: 

lunedì 6 luglio 2026

Vania Elettra Tam e AjnoS. Mi stai sulla pelle


La Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni inaugura sabato 18 luglio alle ore 19.00 la mostra bipersonale, Mi stai sulla pelle, di Vania Elettra Tam e AjnoS a cura di Carlo Micheli.

Mi stai sulla pelle è una mostra che non resta in superficie: entra, s'insinua, morde, vibra. Qui il corpo non è un tema da manuale, ma un territorio vivo, dove emozioni e memorie si attaccano come soprannomi azzeccati. La pelle diventa paesaggio, diario, specchio: tutto ciò che siamo — e ciò che fingiamo di non essere più — torna a galla. 

Due artiste, due mondi, un’unica scossa. 

Vania Elettra Tam, scrive il curatore, porta in scena corpi che non hanno paura di raccontarsi. Il ciclo "Mi ricompongo" è trasfigurato da un mix esplosivo di ironia, confessioni e musica sotto forma di tatuaggi: ex amanti cancellati come titoli di vecchi capitoli, Beethoven che convive con i Sex Pistols, Elvis che fa l’occhiolino ai Nirvana. Tam non tatua: scrive. Scrive ciò che brucia, ciò che resta, ciò che fa ridere quando ormai non fa più male. La pelle diventa un diario rock, senza filtri e senza pudore. 

AjnoS lavora dall’interno, come se ascoltasse il corpo con un microfono puntato sul cuore. Le sue figure dagli occhi enormi non guardano... assorbono. Sono attraversate dai quattro elementi — terra, acqua, aria, fuoco — non come simboli, ma come ingredienti vitali. Per lei la natura non è sfondo, ma materia che ci compone. Radici, membrane, vuoti, fratture: ogni elemento è una voce che affiora. Un promemoria potente: siamo, da sempre, la stessa carne del mondo. 

Due direzioni, un unico brivido. Tam mostra ciò che resta. AjnoS ciò che affiora. Insieme ricordano che la pelle non è un dettaglio estetico: è un linguaggio. Un confine che non separa, ma unisce.

Mi stai sulla pelle è una mostra da gustare lentamente, come lentamente osserviamo un tatuaggio che racconta troppo, o una lacrima che scivola lenta da occhi grandi come specchi. Ogni segno è un incontro, una perdita, una trasformazione. Qui il corpo non è immagine, è luogo. E la pelle non è ciò che ci divide dal mondo, ma ciò che del mondo ci resta addosso.


Vania Elettra Tam | AjnoS
Mi stai sulla pelle
A cura di Carlo Micheli

Inaugurazione sabato 18 luglio ore 19,00


18 luglio – 9 agosto 2026

Orario visite: dal lunedì al sabato 10.30-14.00 e 16.30-19.30, domenica solo mattina 

GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA 
Piazzetta Cattedrale (centro storico) 
72017 Ostuni (Br)
Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506
info@orizzontiarte.it - www.orizzontiarte.it
F: Orizzontiartecontemporanea

Communication Manager
Amalia Di Lanno
www.amaliadilanno.com - info@amaliadilanno.com

lunedì 29 giugno 2026

Lori Lako - Rememory

Lori Lako, rememory, ph. Erika Pellicci


Fino al 31 luglio 2026 negli spazi della galleria ME Vannucci di Pistoia si tiene Rememory, mostra personale dell’artista Lori Lako (Pogradec, Albania, 1991), che indaga le complesse stratificazioni del potere contemporaneo, muovendosi tra l’archeologia tecnologica e la manipolazione dei simboli delle identità nazionali. Accompagna la mostra un testo di Stefania Rispoli.
Il cuore dell’esposizione risiede in una serie di kilim tessuti a mano, dove le icone dei nazionalismi provenienti da alcune bandiere si fondono in chimere fantastiche, sfidando la rigidità dei simboli.
Attraverso l’installazione di schermi smartphone danneggiati che rivelano segreti satellitari della Guerra Fredda, l’artista traccia un parallelo tra la sorveglianza orbitale di ieri e l'auto-esposizione digitale di oggi. 
La ricerca prosegue nel video generato tramite intelligenza artificiale, che rianima il viaggio di una famiglia italiana nell'Albania ideologica del 1978, un pellegrinaggio politico tra propaganda e vita privata, reso possibile solo dall'appartenenza al Partito Comunista. 
Nelle serie grafiche in mostra, la cianotipia vira verso il seppia per raccontare le promesse tradite dell’utopia Y2K (Year 2000, corrente di pensiero che incarna la transizione epocale verso il digitale, divisa tra l'euforia tecnologica per il nuovo millennio e l'ansia apocalittica), mentre stampe anastatiche "svestono" i tessuti propagandistici della loro morbidezza. Trasformando indumenti bellici in reperti cartacei, il corpo rivela la sua vulnerabilità di fronte al controllo esterno. L’opera stessa si trasforma in un dispositivo di interrogazione costante del passato, dove la memoria viene processata attraverso la creazione di una frattura, di un glitch che scardina la linearità storica. 
Rememory espone la fragilità delle narrazioni dominanti, dissolvendo le identità fisse nella trama del tessuto e nel vetro infranto della tecnologia.
"Rememory" è un neologismo coniato dalla scrittrice afro-americana Toni Morrison (Lorain, 18 febbraio 1931 – New York, 5 agosto 2019) nel suo capolavoro Amatissima (Beloved), romanzo vincitore del Premio Pulitzer nel 1988. Più di un semplice ricordo, il termine descrive l'idea che il passato non svanisca ma continui a fluttuare nello spazio.
“Parlavo del tempo. Mi è così difficile crederci. Certe cose passano, se ne vanno. Altre invece restano. Un tempo pensavo che fosse la mia rimemoria [rememory]. Sai, certe cose le dimentichi, altre non le dimentichi mai. Ma non è così. I luoghi, i luoghi sono ancora là. Se una casa brucia, non c'è più, ma il luogo — l'immagine di essa — resta, e non solo nella mia rimemoria, ma là fuori, nel mondo."

Mostra realizzata con il contributo del Ministero per la Cultura e lo Sport dell’Albania.

Lori Lako (Pogradec, Albania, 1991). Ha studiato Pittura e Nuovi Linguaggi Espressivi presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze e Monaco di Baviera. Vive e lavora tra l’Italia e l’Albania. La sua pratica indaga i temi della memoria, della costruzione dell’identità e del potere delle immagini, attraverso video, installazioni e lavori multimediali che combinano materiali d’archivio, ricostruzioni digitali e narrazione personale.
Tra le mostre personali si ricordano: È da un po' che non sogno di volare, mostra personale a cura di Ilaria Mariotti, Centro Esposizioni Villa Pacchiani, Santa Croce sull'Arno, 2024 (IT); Ich höre einen Vogel Klagen, I hear a bird lament, un progetto in collaborazione con l'Accademia Austriaca della Scienza, Lichtungen Magazine & Rotor Center for Contemporary Art, Landesbibliothek, Graz, 2024 (AT); Scripta Festival, un progetto di Pietro Gaglianò, Brac Library, Florence, 2023 (IT); Going Nowhere Slow, a cura di Darko Vukic, Bazement Art Space, Tirana, 2023 (AL); Assuming we can reach the sky, Residency Unlimited, New York, 2022 (USA); Made in Italy, OFF, un progetto curato da Sergio Risaliti, Museo Novecento, Florence, 2020 (IT); Still Life, doppia personale con Adrian Paci, a cura di Alessandra Poggianti, Terzopiano Arte Contemporanea, Lucca, 2019 (IT); Lontano da dove, (Lesfull) with Arber Elezi, un progetto di Pier Luigi Tazzi, Fondazione Lanfranco Baldi, Pelago, 2013 (IT).
Ha partecipato a mostre collettive in spazi pubblici e privati, in Italia e all’estero tra le quali: Post Print Media, pratiche di residenzialità nella grafica contemporanea, a cura di Silvia Bellotti, Il Bisonte art gallery, Firenze, 2026 (IT); Summer Love - Welcome Home, a cura di Serena Becagli, Galleria ME Vannucci, Pistoia (IT); Paesaggi Personali, Galleria ME Vannucci, Pistoia (IT); Careof, Milan (IT); Piazza dell’Immaginario, a cura di Alba Braza, Dryphoto Arte Contemporanea, Prato (IT); Fuori Uso, Avviso di garanzia, a cura di Giacinto di Pietrantonio e Simone Ciglia, Ex - tribunale, Pescara (IT); TU 35 Expanded, Center for Contemporary Art, Luigi Pecci, Prato (IT) e la realizzazione dell’opening clip per 'Lo schermo dell’Arte', Cinema La Compagnia, Florence (IT) nel 2019. È stata inoltre selezionata per residenze artistiche tra cui: Off Season, Vlora, 2023 (AL); Some Call us Balkans, itinerant residency in the Balkans, 2022; Residency Unlimited, New York, 2022 (USA); Styria-Artist-in-Residence, Graz, Austria (AT); Infrared, Fondazione 17, Prishtina (XK); Resistance, Regional Residency, Zeta Gallery, Tirana, 2020 (AL); Appocundria, Abbazia di Mirasole x Casa Testori, Milan, 2019 (IT); Stand up for Africa, HYmmo Art Lab, Pratovecchio, 2019 (IT); La cura, Manifattura Tabacchi, Florence, 2018 (IT).


GALLERIA ME VANNUCCI Via Gorizia, 122 Pistoia, Italia
tel. +39 057320066 mob. +39 335 6745185 
www.mevannucci.com

venerdì 26 giugno 2026

CARMINE CECOLA. IL FUOCO DELLA FORMA Ritorno in Puglia Sculture, dipinti e disegni (1923-2001)




CARMINE CECOLA. IL FUOCO DELLA FORMA
Ritorno in Puglia

Sculture, dipinti e disegni (1923-2001)

 

27 giugno – 12 luglio 2026

Opening: sabato 27 giugno, ore 19.00

Frantoio Damato, Rutigliano (BA)


Il Frantoio Damato è lieto di presentare Carmine Cecola. Il fuoco della forma. Ritorno in Puglia, una mostra antologica dedicata all’artista e alla sua metamorfosi della forma. L'esposizione, curata da Tommaso Evangelista, riunisce una significativa selezione di sculture, dipinti e disegni realizzati tra gli anni Cinquanta e Novanta, restituendo al pubblico la complessità di una ricerca che ha attraversato figurazione e astrazione senza mai aderire a scuole o correnti dominanti, ma ponendosi come forma di indagine del reale. 

E’ la più importante rassegna dei lavori dell’artista dal 2012, anno della retrospettiva presso il Museo Crocetti di Roma a cura di Lorenzo Canova.

Nato a Monteroduni nel 1923 e formatosi a Napoli presso l’Accademia di Belle Arti col maestro Alessandro Monteleone, Carmine Cecola ha costruito nel corso della sua lunga attività un linguaggio personale fondato sulla riduzione della forma all'essenziale. Nelle sue opere il corpo umano, il cavallo, il gruppo di figure, il segno e la geometria diventano occasioni per una continua riflessione sul rapporto tra presenza e sintesi, tra materia e idea. La sua produzione rivela una costante tensione verso l'essenza delle cose, una ricerca che attraversa tecniche e materiali differenti mantenendo intatta una rigorosa coerenza poetica. Le sue sculture si trovano in musei e collezioni private in Italia, Svizzera, Francia, Spagna, Inghilterra, Irlanda, Venezuela, Messico e Canada, tra cui Ministero della Pubblica Istruzione Italiano, Museo di Campobasso, Museo Guttuso di Bagheria, Museo Emilio Notte a Ceglie Messapica, Museo Remo Brindisi a Comacchio, Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, Museo D'Arte delle generazioni italiane del 900 G. Bargellini di Pieve di Cento, Musma Museo della Scultura Contemporanea Matera.

Il titolo della mostra nasce proprio da questa tensione creativa. Il fuoco è elemento simbolico di definizione cromatica e dinamica, ma anche il principio che alimenta la trasformazione della materia e conduce la forma verso una progressiva purificazione. Come il bronzo nella fusione o l'argilla nella cottura, i lavori di Cecola sembrano attraversare una combustione lenta che elimina il superfluo per lasciare emergere strutture essenziali, archetipiche, capaci di oscillare continuamente tra riconoscibilità e astrazione, alla quale arriva verso gli ultimi anni della sua vita, con esiti singolari. Anche il disegno rivela una deformazione espressionista che si scontra con la sua severa definizione plastica. Scrive il curatore «Da una parte la configurazione antropica tende verso assetti sempre più assoluti; dall'altra le strutture geometriche sembrano custodire la memoria di una presenza organica pronta a riaffiorare. Ne deriva una condizione di costante mobilità nella quale ogni forma conserva tracce del proprio possibile divenire mentre l'opera si presenta come un organismo in trasformazione».

L'esposizione assume inoltre il valore di un ritorno simbolico in Puglia, terra legata alla vicenda biografica dell'artista. Nel 1962 Cecola sposa infatti Milva Soria, sua allieva e collega, originaria di Gioia del Colle, instaurando con la regione un rapporto umano e culturale destinato a consolidarsi negli anni. Tale legame è stato recentemente rinnovato dalla partecipazione al Premio Emilio Notte Over 40, edizione 2019, dedicata alla memoria di Goffredo Godi e curata da Vanda Valente presso il Castello Ducale di Ceglie Messapica.

Ospitata negli spazi di archeologia industriale del Frantoio Damato, la mostra, che segue l’importante retrospettiva dedicata ad Antonio Rega, mette in dialogo il lavoro dell'artista con un luogo dove il tema della trasformazione della materia è inscritto nella memoria stessa dello spazio. Le antiche macchine del frantoio, le superfici consumate dal tempo e la dimensione raccolta degli ambienti diventano così il contesto ideale per accogliere opere che nascono da un analogo processo di sedimentazione, sottrazione e metamorfosi.

Attraverso sculture, dipinti e disegni emerge il ritratto di un autore che ha perseguito con ostinazione una visione autonoma dell'arte, costruendo un lessico personale in cui il segno si fa struttura, il corpo si trasforma in ritmo e costruzione e la forma diventa luogo di incontro tra memoria, modernità e tensione spirituale.

 

INFORMAZIONI

Carmine Cecola. Il fuoco della forma. Ritorno in Puglia
Sculture, dipinti e disegni (1923-2001)

 

A cura di Tommaso Evangelista

 

Con il patrocinio di:

Comune di Rutigliano (BA)

Comune di Monteroduni (IS)

MUSMA – Museo della Scultura Contemporanea di Matera

 

27 giugno – 12 luglio 2026

 

Opening
Sabato 27 giugno, ore 19.00

 

Aperture
Giovedì – domenica 18.30 – 20.30

Aperture straordinarie e visite su appuntamento

 

Frantoio Damato APS
Via San Francesco d'Assisi 12
Rutigliano (BA)

frantoiodamato.rutigliano@gmail.com