sabato 29 agosto 2026

Pratiche di Memoria...La luce che viaggia ancora

opera di Ado Brandimarte

In esposizione le opere di Ado Brandimarte, Lou Duca, Annalinda Maso e Marco Mezzacappa, quattro artisti che indagano il tema della memoria e dell'identità dei borghi italiani attraverso scultura, pittura, video e installazioni site-specific con la Direzione Artistica e curatela di Giulia Marcellini e con il testo critico di Laura Catini.

Il nucleo della mostra affonda in un interrogativo che non concede scorciatoie retoriche: cosa resta di un luogo quando la sua gente lo abbandona? E quale ruolo può assumere l'arte in questo processo di dissolvenza?

Un fenomeno silenzioso attraversa da decenni il paesaggio italiano: lo svuotamento dei borghi. Non un evento, ma un processo lento. Case che restano serrate, botteghe che calano la saracinesca per l'ultima volta, voci dialettali che si spengono in quanto non c'è più nessuno a raccoglierle. Un'erosione lenta, quasi impercettibile nel quotidiano, eppure inesorabile nel tempo lungo.

Il progetto espositivo si costruisce attorno a un'immagine scientifica trasformata in dispositivo concettuale, quella della luce stellare che continua a viaggiare nello spazio anche dopo lo spegnimento della sua sorgente. Un'immagine resa celebre da Primo Levi, qui riletta come chiave interpretativa dell'identità dei borghi italiani. 

Le pietre, le architetture, i riti e le narrazioni orali dei piccoli territori che si spopolano, funzionano secondo la stessa logica, continuano a emettere significato anche quando la comunità che li ha generati si è già, in gran parte, dissolta. Sono fotoni in transito, informazione che viaggia verso un osservatore futuro, con un margine di tempo che si assottiglia progressivamente

La mostra si propone come strumento di attenzione, prima ancora che di conservazione. Mette in luce una situazione precaria, cercando di coglierla finché è ancora possibile farlo, prima che sfugga definitivamente. In questo spazio critico, tra ciò che è andato e ciò che permane, l'arte non funziona come strumento di documentazione ma come pratica attiva di memoria, non registra semplicemente ciò che scompare, ma costruisce le condizioni affinché quella luce, arrivata fin qui attraverso il tempo, possa essere accolta, interpretata, e trasmessa ancora.

ASCOLI PICENO, 1995
Ado Brandimarte
Riporta al centro la manualità scultorea, in un'epoca dominata dall'immagine riprodotta in serie: il calco, la formatura, il gesto antico diventano un atto quasi anacronistico. Autore del Monumento alle vittime del terremoto di Accumoli, ha esposto alla GNAM di Roma e in numerose sedi in Italia e all'estero.

MILAZZO, 1983 · VIVE E LAVORA A ROMA 
Lou Duca
Tratta la materia come un archivio del tempo e dei traumi. Con cera, bronzo, gesso e stampa 3D, le sue figure che guardano all'antichità greca vengono riprodotte, ferite, ricomposte: incisioni che non distruggono l'opera, ma la riscrivono.

ROMA, 1998 VIVE A CASTELNUOVO DI PORTO 
Annalinda Maso
Lavora sul confine tra memoria collettiva e percezione individuale, con pittura, video e installazioni site-specific pensate per gli spazi storici della Rocca. Al centro della sua ricerca, la riattivazione di riti e luoghi, con l'acqua come filo simbolico tra assenza e memoria.

ROMA, 1967 VIVE E LAVORA A ROMA
Marco Mezzacappa
Costruisce la propria pittura nel dialogo tra tradizione e contemporaneità, dalla lezione pittorica del Cinque e Seicento all'influenza del fumetto d'autore, maturata anche come illustratore nel circuito musicale underground europeo.

La mostra gode del patrocinio di Regione Lazio, Comune di Castelnuovo di Porto, Parco di Veio, Associazione Dimore Storiche del Lazio, Associazione I Borghi più Belli d'Italia, ADSI – Associazione Dimore Storiche Italiane ETS, Associazione Borghi Autentici d’Italia e Vita dei Borghi e Enit - Ente Nazionale Italiano del Turismo.

Quattro linguaggi sulla memoria
A cura di Giulia Marcellini, con testo critico di Laura Catini
Dove Palazzo Rocca Colonna – Piazza Vittorio Veneto 10, 00060 Castelnuovo di Porto (Roma)
Quando: Dal 4 settembre al 4 ottobre 2026
Orari: Dal martedì alla domenica, 10:30–13:00 / 16:30–19:00
Ingresso Gratuito
Accessibilità Percorso e spazi completamente accessibili, privi di barriere architettoniche
Opening 4 settembre 2026, ore 18:00

In between | Foglie d’Autunno | Ahmed Faizan Naveed e Gianvito Zito

Ahmed Faizan Naveed, Between Here and There (2010)

L'Associazione Culturale Dunia è lieta di presentare il terzo appuntamento della rassegna In between con la mostra Foglie d’Autunno dedicata a Ahmed Faizan Naveed e Gianvito Zito.

Il titolo Foglie d’Autunno, citazione dell’omonimo titolo in inglese (Autumn Leaves) della serie di fotografie realizzate da Ahmed Faizan Naveed tra il 2015 e il 2021, traduce metaforicamente il concetto del tempo in rapporto all’essere umano e al paesaggio architettonico e naturale, secondo l’interpretazione di Ahmed Faizan Naveed e Gianvito Zito. Nella profonda diversità dei lavori di questi due autori, la fotografia genera dialogo, avvicinando l’osservatore alla materialità del tempo per stimolare un’intimità più riflessiva con il reale. Da una parte la serie di ritratti in bianco e nero di donne e uomini anziani, di cui l’artista pakistano coglie le fragilità di un equilibrio mutante che racconta nella giustapposizione con il paesaggio naturale, sottolineano che proprio “ai vecchi è affidata la memoria, il racconto, la tradizione orale”. Dall’altra, invece, Gianvito Zito attraverso le fotografie a colori degli scorci architettonici del Cimitero Monumentale di Parabita (in provincia di Lecce), coglie la bellezza nell’essenzialità delle linee degli edifici funebri, lasciando in secondo piano la formale imponenza di questo modello di architettura post-moderna perfettamente integrato nel paesaggio salentino. A firmare il progetto gli architetti romani Alessandro Anselmi e Paola Chiatante, che nel febbraio del 1968 consegnarono il lavoro esecutivo: l’opera fu iniziata nel 1972 e il cimitero venne inaugurato dieci anni dopo.

Ahmed Faizan Naveed (Pakistan 1989, vive e lavora a Lahore, Pakistan) laureato in Fine Arts alla Beaconhouse National University (School of Visual Arts) di Lahore ha iniziato la carriera come assistente di Rashid Rana. Artista visivo che spazia nell’utilizzo dei media, esplora i temi della dislocazione e della coesistenza in un particolare contesto spazio temporale. La sua opera Observation of refraction of Light Through Obejects III (2016) è nella Imago Mundi Collection. Nel 2023 ha collaborato con The Upside Space espandendo la sua pratica nel metaverso.
Tra le mostre recenti: 2024 - A cavallo di un manico di scopa. Fiaba, mito, narrazione, ex Asilo, L’Aquila (a cura di M. De Leonardis); 2022 – Autumn Leaves – X edizione Castelnuovo Fotografia, Castelnuovo di Porto, Roma (a cura di M. De Leonardis); The Factory: Project 1.0, Chawla Footwear Factory, Sundar Industrial Estate, Pakistan; 2021 - Points of Departure, Indus Valley School of Art & Architecture, Karachi; Left A Mark, Satrang Art Gallery, Islamabad; 2020 - A Site for a Sight, evento collaterale Lahore Biennale - 02, Lahore; 2019 - Exit Strategy, Islamabad Arts Festival, National Art Gallery, Islamabad; Preserving the Paradigm, Islamabad Literary Festival, Satrang Art Gallery Islamabad; Soliloquy, Full Circle Gallery, Karachi (personale); Mapping the Genius, Lahore Arts Council, Alhamra, Lahore; Letters to the Land, Taseer Art Gallery, Lahore (personale).

Gianvito Zito nato nel 1971 a Bari, vive e lavora a Noicattaro (Bari). Architetto, si appassiona all’arte della fotografia sin da giovane, coniugando lo studio della tecnica ad una ricerca costante sugli aspetti minimali del paesaggio urbano e naturale. Vincitore per tre edizioni consecutive del Concorso Fotografico indetto dall’Associazione Culturale La Piazza di Sammichele di Bari, con le sue fotografie che interpretano i caratteri del territorio pugliese attraverso un uso originale della luce e dei chiaroscuri tradotti in composizioni di pure linee ed elementari geometrismi grafici. Con la curatela di Giuseppe Pavone e Vincenzo Velati ha partecipato a due collettive nell’ambito delle edizioni promosse dal Centro Ricerche per la Fotografia Contemporanea dedicate al territorio di Triggiano. Nel primo progetto intitolato “Campagna e Giardini” (2009) le sue fotografie in bianconero “producono un sentimento di vitalismo sofferto ed espressivo (V. Velati)”. Nel secondo - “Architetture & Paesaggi - Omaggio a Luigi Ghirri” (2012), dedicato ai luoghi dell’architettura e a quanto il processo di trasformazione possa incidere sulla percezione collettiva e individuale del paesaggio modificato, ha presentato immagini notturne di spazi “residuali” di centri commerciali con l’intento di narrare, nonostante i colori vivaci, il sentimento di alienazione che questi “non luoghi” spesso possano suscitare nell’essere umano. Prediligendo costantemente l’uso del bianconero, la sua ricerca è tesa sempre più verso un lavoro di sottrazione, affidando a pochi elementi essenziali il compito di destare nello spettatore interesse ed emozione. Nella terza edizione del 2018 del The Next Generation Short Film Festival, dal tema FUTURI possibili e/o impossibili, ha ricevuto la Menzione Speciale per il cortometraggio FUTURE BOX CONNECTION “per aver osato una cinetica della soggettività interinale, prima ancora che digitale, dal frame al frammentario, dove la dinamica è la statica (i piedi dello spettatore del Se) e la dinamicità (i piedi in cammino) nasconde eterni ritorni”.

Inaugurata con la mostra Velare, svelare, rivelare con le opere di Muzna Al Musafer e Angela Ferrara, e successivamente con Rethinking the Landscape (Ripensare il paesaggio) con opere di Lim Young Kyun e Daniele Nitti, la rassegna In between, curata da Manuela De Leonardis, concepita dall’ Associazione Culturale Dunia e realizzata con la partnership della Fondazione Pasquale Battista e il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e Conoscenza della Regione Puglia, della Città Metropolitana di Bari e del Comune di Triggiano con l’obiettivo di sottolineare la pluralità di questi linguaggi nel farsi portavoce di tematiche di grande urgenza come l’identità culturale, la memoria personale e collettiva, la storia, la trasformazione urbana, le politiche di genere, la sostenibilità, l’ecologia al fine di offrire ad un pubblico eterogeneo una piattaforma di riflessione accessibile a diversi livelli, proseguirà con le mostre:
Novembre/Dicembre 2026 – 100Kabuli, Sardar Hasani | Marco Marucci

Foglie d’Autunno
Ahmed Faizan Naveed / Gianvito Zito
a cura di Manuela De Leonardis
8 /29 settembre 2026 

Associazione DUNIA
via Menotti, 2 – 70019 Triggiano (Bari)
venerdì/domenica ore 18.00– 21.00
lunedì/giovedì su appuntamento:
@duniassociazione
mob. +39 339.3187430

lunedì 24 agosto 2026

Gin Floornic

 


Frantoio Damato inaugura Display

Gianmaria Battafarano presenta Gin Floornic, installazione site-specific a cura di Alessandra Onorio

Opening 27 agosto 2026, ore 19
Frantoio Damato, Via San Francesco d’Assisi 12, Rutigliano (BA)

Il Frantoio Damato inaugura Display, nuovo progetto espositivo dedicato agli interventi site-specific e alle installazioni. Il programma nasce attorno a una formula essenziale: una sola opera, un solo spazio, uno sguardo continuo. A inaugurare il progetto, mercoledì 27 agosto alle ore 19, sarà Gin Floornic di Gianmaria Battafarano, a cura di Alessandra Onorio.

Display concentra l’intera esperienza espositiva su un unico intervento, lasciando che sia l’opera a occupare, modificare e ridefinire l’ambiente. Dopo l’opening l’installazione resta visibile dalla vetrina del Frantoio anche a galleria chiusa, trasformando l’affaccio sulla strada in una superficie espositiva permanente. Il pubblico può incontrare il lavoro passando, fermandosi, tornando a osservarlo in ore differenti; un QR code permette di accedere ai contenuti dedicati all’artista, al progetto e alla ricerca che accompagna l’intervento.

La prima installazione scelta per questa nuova esperienza è Gin Floornic, lavoro nel quale Battafarano parte da un elemento ordinario della socialità giovanile – il consumo di gin tonic economico durante le serate tra amici – per costruire un’indagine sui rituali collettivi, sull’appartenenza e sulle modalità attraverso cui un gruppo costruisce codici condivisi. Il titolo nasce dalla fusione tra gin tonic e floor, pavimento. Una distesa di bicchieri trasparenti, ciascuno accompagnato da una cannuccia nera, invade il suolo. Il contenuto è volutamente “terra-terra”, definizione che assume contemporaneamente valore fisico e simbolico. L’accumulo genera un paesaggio apparentemente uniforme, attraversato da una disarmonia sottile; qualcuno sembra essere appena passato, una festa potrebbe essersi conclusa pochi istanti prima, oppure potrebbe non essere mai cominciata. Dell’essere umano rimane un’impronta indiretta, affidata agli oggetti. Il bicchiere perde così la propria neutralità. Diventa un artefatto sociale, il segnale minimo attraverso cui riconoscersi all’interno di una situazione condivisa. Il rito del bere precede l’ingresso nel gruppo, scandisce la serata, offre una gestualità comune. Nell’installazione quella consuetudine viene però arrestata: l’ambiente occupato dai bicchieri non può essere attraversato. Il visitatore osserva qualcosa che conosce, senza potervi prendere parte. La festa diviene scena; il consumo, immagine; ciò che appartiene alla prossimità viene mantenuto a distanza. Persino l’odore acre dell’alcol concorre alla costruzione dell’intervento. Una componente invisibile supera idealmente i limiti degli oggetti, suggerendo una situazione che resta inaccessibile nella sua interezza. Battafarano congela così l’istante successivo o precedente all’azione, lasciando emergere l’ambivalenza di pratiche capaci di produrre appartenenza e, contemporaneamente, ripetizione. Il gin tonic nella sua versione più economica diviene emblema di un’evasione fragile, connessa nel testo progettuale anche alla precarietà socioeconomica delle giovani generazioni.

La scelta di Gin Floornic per inaugurare Display trova una particolare corrispondenza con la ricerca di Gianmaria Battafarano, già orientata verso interventi pensati in rapporto diretto con i luoghi. Il portfolio documenta progetti site-specific realizzati dall’ex convento di Santa Chiara a Mola di Bari nel 2023 al Castello Svevo di Rocca Imperiale nel 2024, fino agli interventi sviluppati nel 2025 tra Carrara, Imperia, Bari e Torino. Particolarmente significativa appare la capacità dell’artista di misurarsi con contesti profondamente differenti: il lavoro attraversa architetture storiche, cave di marmo, scogliere, ambienti urbani e strutture industriali, assumendo di volta in volta configurazioni determinate dal luogo. A Bari, nel quartiere Madonnella, Battafarano ha realizzato nel 2025 un intervento site-specific per Il Mattino ha Lory in Bocca; nello stesso anno è intervenuto ai Docks Dora di Torino per Trip Festival 2.

Con Gin Floornic questa attitudine incontra la struttura particolare di Display. La vetrina acquista un ruolo decisivo: separa fisicamente pubblico e installazione, trasformando quella distanza – già inscritta concettualmente nel lavoro – in una condizione concreta di osservazione. L’opera può essere vista senza necessariamente entrare, anche dopo la chiusura dello spazio. Il Frantoio diventa display urbano, un punto luminoso lungo la strada nel quale l’arte continua a essere presente oltre l’orario dell’evento. La curatela è affidata ad Alessandra Onorio, giovane curatrice d’arte contemporanea e studentessa magistrale presso l’Accademia Albertina di Torino, la cui ricerca si concentra sul rapporto tra opera e contesto espositivo e sul confronto con artisti emergenti e realtà indipendenti.

Con questo nuovo programma il Frantoio Damato amplia la propria attività dedicata alla ricerca contemporanea, sperimentando una formula agile capace di mettere in comunicazione interno ed esterno, galleria e strada, frequentazione intenzionale e incontro casuale. Display è un invito a guardare: un’opera alla volta, abbastanza a lungo da permetterle di modificare il luogo che la accoglie e lo sguardo di chi vi passa davanti.

 

INFORMAZIONI

Gin Floornic. Gianmaria Battafarano

A cura di Alessandra Onorio

 

Con il patrocinio di:

Comune di Rutigliano (BA)

 

Opening
Giovedì 27 agosto, ore 19.00

27-31 agosto 2026

 

Frantoio Damato APS
Via San Francesco d'Assisi 12
Rutigliano (BA)

frantoiodamato.rutigliano@gmail.com

 

https://www.instagram.com/_jamaria__/

venerdì 7 agosto 2026

27° Premio dell’Arte - Premio di Pittura di Anticoli Corrado


 
Il Comune di Anticoli Corrado indice il “27° Premio dell’Arte - Premio di Pittura di Anticoli Corrado”, valorizzando la pittura contemporanea in relazione alle sue capacità di porsi in dialogo con il territorio e con la storia di ieri e di oggi e consentendo l’espressione di una chiave individuale mirante a riportare la propria originalità in un’area segnata dalla presenza, negli anni, di maestri come Fausto Pirandello, Felice Carena, Giuseppe Capogrossi, Emanuele Cavalli, Attilio Selva e molti altri protagonisti della Scuola Romana, e Arturo Martini, Oskar Kokoschka, Nino Bertoletti, Orazio Amato e Pietro Gaudenzi, le cui opere sono ospitate nel Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Anticoli Corrado. Il Museo è collocato nel cuore del Comune, a pochi passi dalla piazza centrale, la Piazza delle Ville, nel cui epicentro è sita “La fontana” di Arturo Martini (1926). Il centro storico è densissimo di rilevanze architettoniche, come “…il Palazzo baronale con l’incomparabile giardino pensile e la piazzetta antistante, il palazzetto Brancaccio, il palazzo Carboni con il balcone barocco, il palazzo Majoli dal portale rinascimentale annerito e consunto, le bifore superstiti di una casa trecentesca, la chiesa romanica di San Pietro insieme agli studi vuoti, alle antiche dimore, alle botteghe e taverne arroccate e servite da ripide e tortuose viuzze a gradini mozzafiato”, così come si evince dalle preziose pagine del volume “Un paese immaginario: Anticoli Corrado”, a cura di U. Parricchi e con i saggi di personalità, tra le quali figurano F. Pratesi, T. D. M. e R. Petrilli, L. Quaroni, F. Zeri, M. Marini e M. Fagiolo, J. Recupero, O. Lottini e U. Parricchi ed edito dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Libreria dello Stato. E, in effetti, l’edificazione e l’impiego degli studi d’artista sono già testimoniati nel 1935, quando ne erano censiti ben cinquantacinque come testimonianza principe della nota portata della scena artistica locale, degli artisti e dei noti modelli anticolani, richiesti anche nella Capitale.

Il “27° Premio dell’Arte - Premio di Pittura di Anticoli Corrado”, con la sua relativa cerimonia e seguente opening della mostra che espone le opere dei vincitori e dei finalisti, è sostenuto dalle persone autorevoli del Sindaco Francesco De Angelis, del Vicesindaco Massimo Fabbi e da tutte le istituzioni comunali e patrocinato dal Comune di Anticoli Corrado e dal Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Anticoli Corrado.

Il Premio guarda, dunque, alla storia di Anticoli Corrado che, sin dall’‘800 si è posto come polo della grande pittura europea e ha accolto i protagonisti dell’arte moderna. 

La mission del Premio è designare una continuità nell’essere baluardo della Pittura tutt’oggi, eleggendo, con trasparenza, le nuove voci che possano tracciare l’importanza del linguaggio della pittura all’interno del contesto ricercato. Per delineare una mappatura in progress dei pittori di oggi, ci si propone di individuare filologicamente delle tematiche che siano strettamente legate al tessuto storico-artistico del perno dell’arte anticolana attuale, quello del Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Anticoli Corrado e che si riferiscano, unitamente, alla nostra contemporaneità, ponendosi come argomenti tesi a parlare dei nostri giorni. 

“Seduzione” ed “Enigma” sono i due termini scelti dal Comitato scientifico, da cui gli artisti potranno partire per ideare o scegliere un’opera adepta da presentare per il Premio. 

La “Seduzione”, termine che trae le sue radici dal latino se-ducere, con il significato letterale di "condurre a sé" o di "portare via", è un vocabolo che concerne tanto il nucleo abitativo di Anticoli Corrado rispetto alla scena artistica di ieri e di oggi, quanto il fascino dei suoi modelli che hanno posato per i grandi maestri, come le donne che, da semplici abitanti della Valle dell'Aniene, divennero modelle di rilevanza internazionale per maestri come De Carolis e Fausto Pirandello. Non è semplice soffermarsi sulla bellezza dei ritratti, presenti nelle sale del Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Anticoli Corrado, senza subirne il fascino ancora attuale. Come contemporanea è la voce “seduzione”, reinterpretabile dagli artisti partecipanti in base alla nostra società contemporanea. 

Il termine “Enigma” è titolo dell’esemplare in bronzo appartenente alla collezione del Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Anticoli Corrado, una celebre scultura (1919) dell’artista triestino Attilio Selva. Il Premio intende, in accordo con le azioni di diffusione e di valorizzazione portate avanti dalla Direttrice del Museo, dare l’adeguata visibilità alle opere site nella collezione permanente, scegliendo, di anno in anno, un’opera, da cui trarre una delle due tematiche, designate per essere vagliate dagli artisti partecipanti. La parola “enigma”, inoltre, condensa una vasta gamma di significazioni che abbracciano la nostra contemporaneità, permettendo una variabile declinazione dell’argomento. 

Le opere dei dieci finalisti saranno esposte nelle importanti e storiche sale espositive dello spazio comunale “Spazio Arte” d’arte contemporanea, attigue al Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Anticoli Corrado, presso Piazza Santa Vittoria, dal 19 settembre al 20 ottobre 2026. Dalle ore 18.00, le sale espositive apriranno ai visitatori, con la cerimonia di premiazione.

Ai primi due artisti premiati verrà consegnato un riconoscimento in denaro. È, inoltre, contemplata la successiva residenza artistica, finalizzata agli artisti che ricopriranno le prime tre posizioni di selezione del Premio, nel periodo primaverile, presso il centro storico di Anticoli Corrado. Al termine del periodo di permanenza di una settimana, si inaugurerà, in ordine progressivo, la personale di ognuno dei tre artisti selezionati. Durante l’arco di tempo, in cui verranno esposte le opere, è previsto un relativo public program. È possibile inscriversi al premio entro la data del 25 agosto 2026.

Il Comitato scientifico di selezione vede le figure dell’Artista Laura Barbarini, del Docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma e Artista visivo Eclario Barone, del Critico d’Arte e Direttore artistico della Rivista di Attualità Internazionale d’Arte Contemporanea Segno Ivan D’Alberto, della Critica e Curatrice d’Arte Contemporanea Laura Catini, dell’Architetto Giovanni Gaudenzi, dell’Attore Antonio Sanna, del Docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma e Artista visivo Vincenzo Scolamiero, dell’Artista Azadeh Shirmast e dell’Artista Raha Vismeh.

Mail di invio del modulo di iscrizione al “27° Premio dell’Arte - Premio di Pittura di Anticoli Corrado”: info@comune.anticolicorrado.rm.it


“27° Premio dell’Arte - Premio di Pittura di Anticoli Corrado”
Comune di Anticoli Corrado 
Opening 19 settembre - ore 18.00
Spazio Arte – Spazio d’Arte Contemporanea attiguo al Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Anticoli Corrado, presso Piazza Santa Vittoria
Piazza delle Ville 00022 - Anticoli Corrado (RM)
Dal 19 settembre al 20 ottobre 2026
sabato e domenica – dalle ore 10.00 alle ore 12.00; dalle ore 17.00 alle ore 19.00 

Visitabile su appuntamento:
dal lunedì al venerdì - dalle ore 10.00 alle ore 12.00; dalle ore 17.00 alle ore 19.00
Tel.: +39 3355794827


sabato 1 agosto 2026

In onore di S.Francesco Fra Franceschi chi? La moltiplicazione dell'armonia di Paolo De Santoli

 



A Terlizzi nel Chiostro ex Convento di Cappuccini






 

Immagina di rivolgerti a un’assemblea e chiedere, con un pizzico di arguzia: «Scusate, ma fra i Franceschi... fra Franceschi chi?»

Si volterebbero in molti. Tutti uniti da un medesimo nome, eppure portatori di vissuti e prospettive irrimediabilmente unici.

Qui risiede un paradosso affascinante: quando guardiamo alla figura di San Francesco, l’immagine dell’umiltà si fonde immediatamente con una straordinaria lezione di pluralità. Come ricordava Umberto Eco, l’eredità francescana non è mai stata un invito all’omologazione, bensì una celebrazione della diversità racchiusa nel creato — dal frate sole alla sora luna, fino a ogni singola manifestazione della vita.

Non è un caso che Giotto, rivoluzionando  la pittura nella Basilica di Assisi, scelse di ritrarre attorno al Santo non figure astratte o stereotipate, ma volti reali, unici ed espressivi. L'arte giottesca ci insegna che la santità e l'armonia non annullano l'individuo, ma ne esaltano l'umanità in tutta la sua variopinta realtà.

La vera magia risiede proprio in questa moltiplicazione: non una riproduzione in serie, ma una sinfonia di individualità distinte. C’è il Francesco contemplativo, quello incline all’azione, lo studioso e il sognatore.

In questo contesto, il concetto di tolleranza supera la mera sopportazione e diventa, per dirla con le parole di Voltaire, «la conseguenza naturale del nostro essere uomini»: l'atto profondo di riconoscere la ricchezza nell'unicità dell'altro. Accettare che "fra Franceschi" ciascuno esprima la propria singolare voce è il vero fondamento della convivenza armonica.

 

lunedì 27 luglio 2026

VinArte 2026 | XVI Edizione | Sostegno e Connessione


Una comunità esiste finché continua a costruire relazioni. Sostenerle è una scelta. Coltivarle è una responsabilità. È in questa prospettiva che nasce la XVI edizione di VinArte, il progetto ideato e diretto da Giuseppe Leone, in programma dal 4 al 10 agosto 2026 nel centro storico di Guardia Sanframondi, nell'ambito della XXXIII edizione di Vinalia.

Il tema Sostegno e Connessione, condiviso con la visione delineata da Titina Pigna, responsabile del Comitato Vinalia, attraversa l'intero progetto come una scelta culturale. L'arte non viene chiamata a illustrare un concetto, ma a generare occasioni di incontro, confronto e responsabilità condivisa. In un tempo in cui i legami appaiono sempre più fragili, VinArte rivendica il valore della cultura come spazio nel quale il dialogo continua a essere possibile. Da sedici edizioni il progetto dimostra come un territorio possa produrre cultura senza rinunciare alla propria identità e, proprio per questo, restare aperto. Guardia Sanframondi non è il punto di arrivo di un racconto locale, ma il luogo da cui si irradiano esperienze, visioni e linguaggi capaci di attraversare confini geografici e disciplinari. L'entroterra diventa così una condizione di libertà: uno spazio nel quale la memoria non trattiene, ma rende possibile l'incontro.

L'edizione 2026 nasce dall'idea di connessioni tramite cui artisti che da anni condividono una ricerca tornano a dialogare e altri si incontrano per la prima volta, mettendo in relazione poetiche, materiali e sensibilità differenti. Non si cerca l'uniformità, ma la possibilità che ogni linguaggio trovi nell'altro un'occasione di apertura. Il percorso espositivo diventa così un'esperienza corale, nella quale il sostegno coincide con il riconoscimento reciproco e la connessione assume il valore di una pratica culturale.

La restaurata Chiesa dell'Ave Gratia Plena, con il progetto degli Altari dell'Arte, la Sagrestia, dedicata al Genius Loci, il Monte dei Pegni e Palazzo Marotta Romano, sede della sezione fotografia, compongono un unico itinerario nel quale architettura, memoria e arte contemporanea si richiamano reciprocamente. L'ideazione e la direzione artistica sono affidate a Giuseppe Leone e la sezione fotografia e l'apparato critico sono curati da Azzurra Immediato, prospettive che danno vita ad un percorso di lettura dedicato alle poetiche degli artisti e ai temi che attraversano questa edizione.

Protagonisti di VinArte 2026 sono Marco Abbamondi, Max Coppeta, Amedeo Sanzone, Ernesto Pengue, Margherita Palmieri, Noemi Verdoliva, Stefania Ianniello, Mariapia Saccone, Ludovica Buonanno e Giuseppe Leone, con opere di pittura, scultura e installazione, e Francesco Garofano, Luciano Ferrara, Alessandro Caporaso, Pierluigi Fresia, Angelo Lanfranchi, Anna Rosati e Natalino Russo, protagonisti della sezione dedicata alla fotografia contemporanea.

Il programma comprende anche un importante appuntamento editoriale. Martedì 5 agosto, nell'ambito della rassegna I Libri di Vinalia, sarà presentata la monografia I giorni della clessidra. O la libertà del cuore, dedicata all'opera di Giuseppe Leone edita da Guida Editore, a cura di Azzurra Immediato, con un saggio di Marco Bussagli e l'identità visuale di Rolando Leone. Alla presentazione interverranno Armida Filippelli, Assessore alla Formazione Professionale della Regione Campania, Diego Guida, editore, e Titina Pigna, responsabile del Comitato Vinalia, oltre a Giuseppe Leone.

L'inaugurazione è in programma martedì 4 agosto alle ore 18.00. Le mostre saranno visitabili fino al 10 agosto, ogni pomeriggio e sera, con ingresso gratuito.

La XVI edizione di VinArte è resa possibile da una rete di soggetti pubblici e privati che riconoscono nell'arte contemporanea e nella cultura un investimento strategico per il territorio. Il progetto si svolge nell'ambito della XXXIII edizione di Vinalia con il sostegno della Regione Campania, della Provincia di Benevento, del Comune di Guardia Sanframondi, della Camera di Commercio Irpinia Sannio, dei GAL Titerno, Fortore e Alto Tammaro, della Cantina La Guardiense e di tutti i partner che, negli anni, hanno contribuito a fare di VinArte un luogo stabile di ricerca, confronto e partecipazione.


VinArte 2026 | XVI Edizione | Sostegno e Connessione
4–10 agosto 2026 | Guardia Sanframondi (BN)
Centro Storico - Via Filippo Maria Guidi
Fb e IG VinArte official
www.vinalia.it
Press Sandro Tacinelli

lunedì 20 luglio 2026

"Allegoria": Teodora Axente torna a Siena nel segno di Ambrogio Lorenzetti

Teodora Axente, Allegoria Dedica ad Ambrogio Lorenzetti, Siena_Courtesy Galleria Rosenfeld

Al Museo Civico la nuova mostra site-specific dell'artista rumena, pittrice del Drappellone di agosto 2026

Sarà inaugurata venerdì 8 agosto, alle ore 17, nella Sala del Concistoro del Museo Civico di Siena la mostra "Allegoria. Dedica ad Ambrogio Lorenzetti", nuovo progetto site-specific dell'artista rumena Teodora Axente, curato da Riccardo Freddo e Michela Eremita. Un'esposizione concepita per dialogare con uno dei massimi capolavori della pittura medievale europea, il ciclo dell'Allegoria ed Effetti del Buono e del Cattivo Governo (1338) di Ambrogio Lorenzetti, e che rinnova il legame tra una delle più autorevoli pittrici della scena contemporanea europea e la città di Siena.

Il percorso espositivo si sviluppa intorno a due monumentali polittici, composti da ventidue dipinti inediti, collocati in diretto confronto spaziale e concettuale con gli affreschi di Lorenzetti. L'installazione invita il pubblico a riflettere sui temi della moralità, della responsabilità civica e dell'esercizio del potere, rileggendo in chiave contemporanea il messaggio universale del Buon Governo.

Le figure simboliche che popolano gli affreschi trecenteschi – Giustizia, Pace, Prudenza e Temperanza da un lato, Tirannide, Crudeltà e Frode dall'altro – trovano nella pittura di Axente un'inedita interpretazione contemporanea. Le sue opere, sospese tra forza e vulnerabilità, trascendenza e fragilità, restituiscono una riflessione sulla condizione umana attraverso un linguaggio figurativo di straordinaria precisione tecnica e intensità simbolica.

La mostra rappresenta il secondo importante progetto che Teodora Axente dedica a Siena. Già nel 2025 il Santa Maria della Scala aveva ospitato "Metamorfosi del Sacro", esposizione site-specific di venticinque opere realizzata con la Galleria Rosenfeld di Londra e curata dagli stessi Riccardo Freddo e Michela Eremita. Se allora il dialogo era con il patrimonio spirituale e architettonico dell'antico ospedale, oggi è il cuore della storia civile della città a diventare protagonista, in un confronto diretto con il capolavoro di Ambrogio Lorenzetti.

Bio
Nata a Sibiu nel 1984, Teodora Axente vive e lavora a Cluj-Napoca, dove ha conseguito il Master e il Dottorato di ricerca presso l'Università di Arte e Design. Considerata una delle più importanti interpreti della pittura figurativa contemporanea, ha esposto in prestigiose istituzioni internazionali, tra cui l'Essl Museum di Vienna, il Boulder Museum of Contemporary Art in Colorado, il Museo d'Arte di Cluj-Napoca, l'Hugo Voeten Art Center in Belgio e il Frissiras Museum di Atene. Ha inoltre partecipato a importanti manifestazioni internazionali come The Armory Show di New York e le sue opere fanno parte di collezioni di rilievo, tra cui quella della The Obayashi Foundation di Tokyo. Tra i riconoscimenti ricevuti figurano il Grand Prize del Frissiras Award for European Painting e l'Essl Art Award.

La ricerca artistica di Axente coniuga una raffinata tecnica figurativa con un immaginario simbolico e visionario, nel quale memoria, spiritualità e trasformazione si intrecciano in immagini di forte intensità poetica. Un linguaggio capace di mettere in dialogo la tradizione iconografica europea con la sensibilità contemporanea, creando un ponte tra passato e presente che trova nella storia e nel patrimonio artistico di Siena un terreno particolarmente fertile.

Il percorso che lega Teodora Axente alla città conoscerà un ulteriore e prestigioso capitolo con il Palio dell'Assunta. L'artista è stata infatti scelta per realizzare il Drappellone del 16 agosto 2026, che quest'anno ricorderà anche il cinquecentenario della storica Battaglia di Camollia. 

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"Allegoria": Teodora Axente torna a Siena 
nel segno di Ambrogio Lorenzetti 

Museo Civico di Palazzo Pubblico | Piazza del Campo 1, 53100, Siena (SI)
dall’8 agosto al 27 settembre 2026
Inaugurazione: 8 agosto 2026 | ore 17.00

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