sabato 9 maggio 2026

Imogen Allen - Echo

Windsong 41x46cm, oil on canvas, 2026


MONTI8 è lieta di presentare “Echo”, prima personale italiana dell’artista britannica Imogen Allen che aprirà il 14 maggio, in occasione della Gallery Night.

Per questa occasione, l’artista ha realizzato un nuovo corpo di lavori che sviluppano il suo interesse per la natura e per il modo in cui noi ne facciamo esperienza. Piante, funghi e altri elementi dell’ecosistema incarnano il punto di partenza della sua ricerca, incentrata più sull’aspetto emozionale che la pittura comunica che sulla narrazione di una storia. 

Anche in questa mostra, Allen si concentra su un soggetto al quale recentemente si è dedicata in modo quasi seriale, le ali di farfalla. Attraverso questo soggetto, tuttavia, l’artista non vuole solo rappresentare delle ali intese come simbolo o crearne un racconto, ma guarda piuttosto al lato spirituale e all’esperienza emotiva che l’osservatore ne può fare. Guardando questi dipinti, infatti, siamo invitati a esplorare il nostro subconscio, che è chiamato a rispondere a input sensoriali suggeriti dall’uso di colori brillanti e forme naturali dai contorni sfumati che riempiono la superficie della tela. Tali forme, sono rappresentate sotto un nuovo punto di vista, sfocate e zoommate drasticamente per offrirne una nuova prospettiva. 

Scrive nel suo testo Maria Vittoria Pinotti: “Per Imogen Allen dipingere non significa soltanto rappresentare, ma indagare in modo macroscopico la parte più visibile della realtà, approfondendola e scandagliandola. Sebbene il punto di partenza sia la natura e il modo in cui venga percepita, ogni opera instaura un rapporto con ciò che appare più immediato, permettendoci di conoscerlo nella stessa misura con cui ce lo fa perdere. Concentrandosi sulle ali di farfalla, l’artista sviluppa una ricerca analitica che ne esplora forme, luci e profondità. Tale anatomia viene ingrandita a dismisura, le venature e la membrana che la compongono perdono il loro aspetto ordinario per trasformarsi in un’estensione di forme e tonalità. In questo processo, la pittura abbandona la sua qualità descrittiva e mimetica, mutandosi in un labirinto visivo, tanto per la mente quanto per l’occhio. Qui emerge il valore visionario della sua ricerca e proprio come teorizzava Wassily Kandinsky, la forma anche quando completamente astratta e geometrica possiede un suono interiore, per questa ragione nelle opere in mostra, il vedere si trasforma in ascolto, affinché ogni pittura si unisca alle altre fino a comporre gli echi di un’unica grande sonorità.”

La mostra è inserita nel programma di Contemporanea - Roma Gallery Weekend che avrà luogo dal 15 ale 17 maggio.

BIO
Nata nel 1997 a Newlyn (Cornwall) dove vive e lavora. Ha conseguito un BA in Fine Art Painting from Camberwell College of Arts nel 2020.
Tra le mostre recenti: Soho Revue Gallery, Unit London Gallery e Mulrooney Gallery. Ha partecipato a fiere quali Nada Miami Art Fair in 2025, Felix Art Fair in 2026 e Can Art Madrid in 2026.

INFO:
IMOGEN ALLEN - ECHO
Opening: 14 maggio H 18 - 20
Dal 15 maggio al 30 giugno
Testo a cura di Maria Vittoria Pinotti

MONTI8
via degli Ausoni 57 - Roma
Info@monti8.com | monti8.com | IG: monti8_



 

 

martedì 5 maggio 2026

Ilaria Sagaria. Tutto ciò che tace


Maja Arte Contemporanea è lieta di presentare Tutto ciò che tace, la seconda personale di Ilaria Sagaria (Salerno, 1989) negli spazi di via Monserrato 30 a Roma.

La mostra riunisce una selezione di venti fotografie realizzate tra il 2019 e il 2025, appartenenti a diversi cicli di lavoro – tra cui "Piena di grazia" e "Crisalidi" – insieme a un nucleo di opere inedite che dà il titolo all'esposizione.

Il percorso espositivo si sviluppa per accostamenti e risonanze, in una sequenza in cui le immagini tra di loro si richiamano, generando connessioni sottili e stratificate. Alla base della ricerca di Ilaria Sagaria vi è un processo che nasce da un'urgenza interiore: il bisogno di dare espressione a stati emotivi e pensieri che, attraverso un tempo di sedimentazione e approfondimento teorico, si traducono in racconto visivo. In questo senso, ogni scatto diventa un autoritratto, anche quando il soggetto non coincide con l'artista stessa. Ciascuna immagine è il frutto di una costruzione attenta – dall'ambientazione agli abiti, dagli oggetti alla scelta dei volti – a cui l'artista sottrae progressivamente gli elementi della messa in scena per lasciare affiorare una dimensione più essenziale. La formazione pittorica si riflette nell'uso della luce e del colore, così come nei rimandi alla storia dell'arte, che attraversano il lavoro senza mai tradursi in citazioni esplicite.
Come osserva Valentina Rippa, «i dettagli acquistano una centralità assoluta [...], elementi minimi si caricano di valore simbolico e sembrano trattenere una memoria latente». È nel dettaglio - nel punctum - che l'immagine può "ferire", attivando risonanze intime e non del tutto traducibili.

Il titolo "Tutto ciò che tace", ripreso dall'omonima serie, si estende all'intera mostra come chiave di lettura del linguaggio estetico dell'artista. Il silenzio ne è la condizione percettiva: si manifesta in gesti sospesi e tracce che affiorano senza imporsi, aprendo uno spazio di relazione.
Nelle opere esposte, natura, paesaggio e figura umana si offrono come presenze vive, sospese tra dimensione onirica e memoria archetipica. Il femminile, in particolare, emerge come spazio di trasformazione, in equilibrio tra fragilità e consapevolezza, tra adolescenza e maturità.
Il lavoro di Ilaria Sagaria apre una soglia: non chiude il senso, lo sospende, lasciando allo sguardo il tempo di sostare, nel silenzio.

La mostra segna un nuovo capitolo nella collaborazione tra l'artista e la galleria, iniziata nel 2023 con la partecipazione alla residenza "Una Residenza tutta per sé", promossa da Maja Arte Contemporanea in collaborazione con i collezionisti Umberto Morera e Anna Maria Balsano Morera, e proseguita con la doppia personale inaugurata nel dicembre dello stesso anno.


NOTE BIOGRAFICHE
Ilaria Sagaria (Salerno, 1989) vive e lavora a Milano. Dopo i diplomi in pittura e fotografia presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, ha lavorato tra Napoli e Monaco di Baviera. 
Le sue opere sono state esposte in gallerie, musei e Istituti Italiani di Cultura in Italia e all'estero, e presentate in numerosi festival internazionali, tra cui il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Verzasca Photo Festival, il Format Festival nel Regno Unito e il Centre de la photographie Genève. 
Nel 2021 ha realizzato una mostra personale alle Gallerie degli Uffizi, dove è tornata nel 2023 con una donazione alla collezione permanente degli autoritratti.
Vincitrice di numerosi premi, tra cui Portfolio Italia (2021), New Talent Prize (2023) e il Premio Portfolio del Festival Fotografico Europeo (2024), affianca alla ricerca artistica l'attività di insegnamento nelle discipline visive e audiovisive.


SCHEDA INFORMATIVA 
Artista: Ilaria Sagaria
Titolo: Tutto ciò che tace
A cura di: Daina Maja Titonel
Testo di: Valentina Rippa

Sede: Maja Arte Contemporanea, Via di Monserrato, 30 – 00186 Roma

Inaugurazione: Giovedì 14 maggio 2026, ore 18

Apertura al pubblico: 14 maggio — 27 giugno 2026 / Ingresso gratuito
ORARI MOSTRA: martedì – venerdì, ore 15.30 - 19.30 / sabato, ore 11-13 e 15-19
lunedì chiuso / altri orari su appuntamento
Info: +39 06 6880 4621 / +39 338 5005 483 / mail: info@majartecontemporanea.com
Instagram: @majartecontemporanea

giovedì 30 aprile 2026

Antigone di Ilaria Margutti

Ilaria Margutti, perche-il-grembo-ha-sogni.-non-e-facile-come-la-buona-terra

Al first floor e al Golden Floor, i progetti di Ilaria Margutti e Silvia Trappa si incontrano in un dialogo che attraversa il femminile come forza generativa, simbolica e trasformativa, e la lentezza come condizione necessaria del fare e del pensare.
Entrambe le ricerche si radicano in gesti che richiedono tempo — il ricamo, la lavorazione della materia — e proprio in questa durata costruiscono un linguaggio capace di sottrarsi alla velocità e alla dispersione del presente. La lentezza diventa così una postura: uno spazio in cui il senso può emergere, sedimentarsi, prendere forma.
In A corredo, l’oggetto si trasforma in reliquia laica, custode di una memoria incarnata che si deposita nella materia e nel gesto. In Antigone, il filo traccia una trama di relazioni invisibili, dando forma a un femminile che non si lascia fissare, ma continuamente si genera.

Se in Trappa la memoria si condensa negli oggetti, in Margutti essa si espande come campo di possibilità: in entrambi i casi, il femminile emerge come forza che resiste alla cancellazione e riscrive le condizioni del visibile.
Nel pomeriggio dell’inaugurazione, alle ore 16:00, questo dialogo si estende nella dimensione performativa con Togliere le parole di mano, opera in itinere di Ilaria Margutti. 
Su un lungo lenzuolo, l’artista ricama frammenti di diari personali donati nel tempo, trasformandoli in un flusso continuo di scrittura senza interruzioni: un gesto lento, ripetitivo e condiviso, che restituisce forma a una memoria collettiva e invisibile.
La performance, come le mostre, si fonda su un tempo dilatato e su un atto di cura: un rito silenzioso in cui il gesto del ricamo diventa ascolto, relazione, e costruzione di un archivio umano in continua trasformazione.

Il percorso si sviluppa così come un attraversamento: tra materia e segno, tra presenza e potenzialità, tra ciò che resta e ciò che continua a trasformarsi. La lentezza, qui, non è un tempo minore: è il luogo in cui il femminile prende forma, resiste e si rinnova.


Gilda Contemporary Art 
Antigone di Ilaria Margutti
a cura di Cristina Gilda Artese

Inaugurazione: sabato 9 maggio
in occasione di Gilda’s Breakfast dalle ore 10,30

Performance ore 16:00 – Togliere le parole di mano di Ilaria Margutti

Gilda Contemporary Art
Via San Maurilio 14, Milano

(+39) 351 6952012
(+39) 02 36559254

Mostra Personale di Ugo Martiradonna alla galleria SPAZIO START

 


Venerdì 8 maggio 2026 alle ore 19, presso la suggestiva galleria SPAZIO START nel centro storico di Giovinazzo (via Cattedrale n.14), si  inaugura la Mostra Personale dell’artista Ugo Martiradonna, a cura di Patrizia Dinoi. Presenterà la mostra Anna De Giosa.

 

La mostra è visitabile fino al 24 maggio 2026, con orario di apertura 18:00 – 20:30 dal mercoledì alla domenica, oppure su appuntamento (tel. 389 191 1159).

 

 

UGO MARTIRADONNA nasce a Bari nel 1935. Docente di discipline pittoriche presso il Liceo Artistico Statale di Bari, dal 1969 al 2005, esordisce negli anni ’60. Negli anni a seguire è uno dei protagonisti del movimento artistico “Nuova Figurazione“ che, nell’intento di svecchiare l’arte tradizionale, coniuga nuove forme espressive con problematiche sociali. Persegue su questa linea negli anni ’80 e ’90 fino al 2006 quando, con la personale “Si contano le assenze“ affronta il tema dei naufragi nel nostro mare.

Dal 2010 al 2020 il suo impegno si concentra sullo studio del corpo umano, in particolare quello femminile considerato più evocativo e simbolico. La sua ultima produzione, esposta nella sede dell’Alliance Francaise di Bari, si focalizza sulla forma, che gli appare offrire l’unica possibilità di libertà.

È in corso l’archiviazione della sua sessantennale produzione.

 

La comunicazione è curata da Spazio Start.

Progetto grafico: Claudia Dagostino

 

Per informazioni:

Tel.:  389 191 1159

Email :  spaziostart.giovinazzo@gmail.com

Web: https://www.facebook.com/spaziostart 

 

 

martedì 28 aprile 2026

Federica Giulianini - Hear me

F. Giulianini, L'isola dei cani, tecnica mista su tela 

Il TOMAV EXPERIENCE | Torre di Moresco, Centro Arti Visive (FM), è lieto di annunciare Hear me, la personale di Federica Giulianini a cura di Barbara Caterbetti, che si inaugurerà sabato 9 maggio 2026 ore 18:00 negli spazi del TOMAV di Moresco (FM).

La ricerca di Federica Giulianini si sviluppa come un campo di tensione tra immaginario simbolico e realtà contemporanea. La sua pittura, stratificata e materica, costruisce scenari sospesi in cui il colore non descrive, ma agisce: si addensa, si ritrae, si dissolve in campiture instabili che trattengono il tempo del gesto.

La mostra, allestita nella Torre Eptagonale del TOMAV, si configura come un percorso ascensionale in cui le immagini si rarefanno, i paesaggi si fanno enigmatici, abitati da presenze che sfuggono a una definizione univoca: figure umane, animali, ibridi. Le “isole” ricorrenti diventano microcosmi visivi, luoghi di isolamento e resistenza, in cui il rapporto tra libertà e limite si rende visibile.

Il titolo HEAR ME non è una richiesta, ma una dichiarazione. Invita a sospendere l’automatismo delle idee e ad ascoltare ciò che nell’immagine resta opaco, irriducibile. In questo processo si attiva una tensione critica: le immagini non offrono risposte, ma aprono domande. La mostra si presenta, così, come un dispositivo percettivo e mentale, capace di coinvolgere lo spettatore in un’esperienza che non si esaurisce nella visione, ma si prolunga nel pensiero.


FEDERICA GIULIANINI
Ravenna, 1990
Vive e lavora a Ravenna. Si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove consegue con lode sia la Laurea Triennale sia il Biennio Specialistico in Pittura. La sua ricerca indaga la pittura come “spazio del possibile”, in cui si intrecciano le risonanze simboliche del passato e le tensioni del presente. Il suo linguaggio unisce una forte sensibilitàmaterica a riferimenti mitologici e a una dimensione concettuale che interroga la contemporaneità attraverso una pittura definita da stratificazioni cromatiche e forme archetipe.
Ha presentato mostre personali in spazi istituzionali e gallerie private, tra cui Odyssea (Studio d’Arte Cannaviello, Milano, 2020), Eros Opuntia (Galleria 8,75, Reggio Emilia, 2017) ed Entropia (Set Up Contemporary Art Fair, Bologna, 2017). Le sue opere sono state selezionate per numerose mostre collettive in Italia e all’estero, con partecipazioni, tra le altre, in Cina (Dialogo oltre lo spazio e il tempo, Chengdu, 2026) e in Russia (VII Forum Internazionale della Cultura, San Pietroburgo, 2018). 
Tra i riconoscimenti ricevuti si segnalano il Premio Speciale Rivista al 52° Premio Sulmona (2025), la segnalazione al Combat Prize (2018) e il Primo Premio al Premio Internazionale Marina di Ravenna (2015).
Parallelamente all'attività espositiva, svolge incarichi di docenza presso Accademie di Belle Arti italiane: attualmente titolare della cattedra di Pittura presso l'Accademia di Firenze, ha insegnato precedentemente presso l'Accademia di Macerata, ricoprendo anche ruoli di direzione artistica per progetti istituzionali. 
La sua produzione è documentata in cataloghi editi da Sillabe, Capit e Vanilla Edizioni, e in numerose riviste specializzate, tra cui Segno, Artribune, ArtsLife ed Exibart, tra le altre.
È rappresentata dalla Galleria Ceravento di Pescara e dallo Studio d'Arte Cannaviello di Milano.
www.federicagiulianini.com

ARTISTA: Federica Giulianini
TITOLO: Hear me
CURATORE: Barbara Caterbetti 
INAUGURAZIONE: sabato 9 maggio 2026 ore 18:00
PERIODO: 9 maggio – 21 giugno 2026
ORARI: sab. – dom. | ore 18 – 20 
PARTNER: Tomav Experience Ass. Cult | Ipsumars | Amalassunta Edizioni | Yoruba diffusione arte contemporanea | MOCAfeast | Giusti Contemporary Art
PATROCINIO: Comune di Moresco | Pro Loco Moresco
DIREZIONE ARTISTICA: Andrea Giusti


 

lunedì 27 aprile 2026

Pacanowska | Pacanoswki 1907/1962 due epoche un dialogo

 


La Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni inaugura domenica 10 maggio alle ore 18.30 la stagione espositiva duemilaventisei della Project Room con la mostra personale dell’artista italo-polacco Andrea Pakanowski, dal titolo Pacanowska | Pacanoswki 1907/1962 due epoche un dialogo, a cura di Ilaria Caravaglio. 

Due epoche un dialogo, un filo rosso che lega arte e sangue.

In questo ultimo progetto Andrea Pacanowski sviluppa una ricerca personale e artistica che intreccia memoria, identità e sperimentazione visiva.

Con Pakanowska | Pakanowski, l’artista rielabora le opere della pittrice Felicia Pacanowska, sua parente stretta ed esponente dell’École de Paris, dando vita a un dialogo tra epoche e linguaggi differenti. Andrea Pacanowski non si limita solo ad una mera reinterpretazione bensì, attraverso la fotografia, costruisce un processo di trasformazione in cui le immagini si smaterializzano e si espandono nello spazio, superando i confini tradizionali del mezzo fotografico. 

La sua pratica si distingue per una forte componente pittorica, dove luce, materia e colore diventano strumenti espressivi capaci di generare profondità emotiva e percettiva.
In collaborazione con il graphic designer Stefano Zingaro, sviluppa composizioni tridimensionali nelle quali pittura, grafica e fotografia confluiscono in un unico flusso visivo. Il risultato è una fusione alchemica che reinterpreta l’estetica del Novecento in chiave contemporanea. Il progetto si articola tra reinterpretazioni figurative, animate da presenze femminili, e sperimentazioni astratte, dove forme e colori si espandono oltre i confini tradizionali della fotografia.

Pacanowska | Pacanoswki è la rappresentazione di un’indagine intima: un confronto tra generazioni e uno sguardo personale su un’eredità artistica complessa. Le opere diventano così luoghi di passaggio tra passato e presente, in cui la memoria si trasforma in esperienza visiva sensoriale e l’arte diventa spazio di continuità tra generazioni e visioni.

La mostra, che apre la quarta stagione della project room, prosegue le riflessioni in corso in galleria sulla fragilità della materia, come indagata da Ezia Mitolo in Frangibile (2023), il ritiro intimo e sospeso di Emilio D’Elia in Al riparo dai rumori del mondo (2024) e la tensione stratificata e lirica di Massimo Ruiu in Il verso del piombo, il colore della cenere (2025). All’interno di questa traiettoria curatoriale, il progetto di Andrea Pacanowski rappresenta un ulteriore momento di transizione: non più solo un’esplorazione dello spazio e della materia, ma del tempo stesso, inteso come dimensione fluida, porosa e continuamente riscrivibile.

Andrea Pacanowski
Pacanowska | Pacanoswki 
1907/1962 
due epoche, un dialogo

a cura di Ilaria Caravaglio

Inaugurazione domenica 10 maggio ore 18,30


Dal 10 al 29 maggio 2026

Orario visite: 
dal lunedì al sabato 10.30-14.00 e 16.30-19.30
domenica solo mattina 

GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA 
Piazzetta Cattedrale (centro storico) 
72017 Ostuni (Br)
Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506
F: Orizzontiartecontemporanea

Communication Manager
Amalia Di Lanno 

giovedì 16 aprile 2026

Grazie dei fior


Grazie dei fior nasce dal desiderio di tornare a guardare la natura nella sua presenza più immediata e vitale — nei colori, nella luce, nelle materie e nelle sensazioni che sa evocare — lasciando agli artisti il compito di restituirne interpretazioni personali e sensibili. Un invito a soffermarsi, a osservare con attenzione e a ritrovare, attraverso l’arte, un rapporto diretto e concreto con ciò che ci circonda.

Il percorso espositivo riunisce le opere di Paolo Fabiani, Fabrizio Corneli, Vittorio Corsini, Roberto Orlando, Erika Pellicci, Mohsen Baghernejad Moghanjooghi e Sandra Tomboloni, mettendo in evidenza approcci, linguaggi e soluzioni differenti attorno a uno stesso ambito tematico.

La mostra, accompagnata da un testo di Stefania Gori, si configura come un’occasione di confronto, aperta alla costruzione di una possibile lettura condivisa del presente. 

Grazie dei fior rappresenta anche un saluto alla primavera, un messaggio di fiducia in un tempo segnato da divisioni e conflitti. 


***

Grazie dei fior

Paolo Fabiani, Fabrizio Corneli, Vittorio Corsini, Mohsen Baghernejad Moghanjooghi, Roberto Orlando, Erika Pellicci, Sandra Tomboloni

testo di Stefania Gori

inaugurazione domenica 8 marzo ore 11:00 - 20:00

fino al 16 maggio 2026

mercoledì - venerdì 17:00 -19:30 sabato 9:30 - 12:30 / 17:00 -19:30
o su appuntamento tel. +39 0573 20066 +39 335 6745185
www.mevannucci.com

Galleria ME Vannucci, Via Gorizia, 122 Pistoia