mercoledì 11 febbraio 2026

Mostra al castello di Galliate dedicata a De Filippi, Carena e Surbone

 



Galliate Contemporanea, la mostra dedicata all’arte italiana degli anni Settanta, è ospitata presso il Castello di Galliate e riunisce le opere di Fernando De Filippi, Antonio Carena e Mario Surbone, protagonisti del secondo Novecento italiano.
L’iniziativa è realizzata con il sostegno del Comune di Galliate,  e con il Patrocinio di Regione Piemonte, Provincia di Novara, Terre dell’Alto Piemonte Novara e Rotary Club Val Ticino Novara. Alla realizzazione del progetto collaborano gli Amici del Teatro Carlo Coccia di Novara, il Conservatorio Guido Cantelli di Novara, la Bottega della Cornice di Novara e Italgrafica. I contributi critici e la presentazione degli artisti sono a cura di Giovanni Cordero e Federica Mingozzi. Nel corso dell’inaugurazione, la mostra sarà accompagnata da un intervento musicale degli allievi del Conservatorio Guido Cantelli di Novara. (V.S.)

GALLIATE CONTEMPORANEA
 a cura di 
Vincenzo Scardigno

DE FILIPPI 
CARENA 
SURBONE 
I'Arte italiana degli anni 70

CASTELLO DI GALLIATE
21 febbraio - 29 marzo 2026
Ven./Sab./Dom.10/13-15/19

INAUGURAZIONE  
Sabato 21 febbraio - h.17

ORGANIZZAZIONE 
Comune di Galliate

CON IL PATROCINIO 
Regione Piemonte
Provincia di Novara 
Terre dell'Alto Piemonte
Rotary Club Val Ticino 

COLLABORAZIONI
Amici del Teatro Carlo Coccia 
Conservatorio Guido Cantelli 
Bottega della Cornice 
Italgrafica 


Digging Up di Alessio Deli


Von Buren Contemporary è lieta di presentare DIGGING UP, la nuova mostra personale dello scultore romano Alessio Deli, in cui dialogano una serie di opere scultoree e pittoriche. 

L'espressione inglese digging up, che letteralmente significa "scavare", può assumere anche il significato di "portare alla luce", "far riemergere". Deli sembra infatti voler dissotterrare forme e modelli antichi per confrontarli con la contemporaneità, attraverso materiali e soluzioni formali originali.

Le opere, costellate di riferimenti al mondo dell'arte classica, tracciano un percorso di rilettura del passato, che va dalla rielaborazione delle immagini delle grottesche - decorazioni pittoriche parietali romane - dipinte da Deli su tavole di legno, alla realizzazione di un bassorilievo raffigurante Gradiva, protagonista della novella di Wilhelm Jensen, ritratta mentre cammina per le strade di Pompei.

Nel fondere passato e presente, Alessio Deli, artista fondante della scuderia della galleria, racconta la propria poetica attraverso una serie di riferimenti universali e senza tempo.

Alessio Deli è nato a Marino, in provincia di Roma, nel 1981. Dopo gli studi all'Istituto d'Arte di Marino si è diplomato all'Accademia di Belle Arti di Carrara dove si è specializzato in scultura. Successivamente si abilita all'insegnamento delle Discipline Plastiche presso l'Accademia di Belle Arti a Roma. Fra le tante mostre citiamo la personale museale KORAI Incipit Memoria a Palazzo Valentini di Roma nel 2019, la partecipazione alla mostra Da Giotto a Pasolini al Museo di Palazzo Doebbing di Sutri nel 2020, la personale Anthropocene al MacS (Museo d'Arte Contemporanea Sicilia) di Catania nel 2021, la mostra Fragile nelle sale del Museo dell'Arte Classica dell'Università La Sapienza di Roma nel 2024 e Patina memoriae, sua personale alle Case Romane del Celio nel 2025. Sempre nel 2025, l'ente nazionale per le attività culturali ENAC gli conferisce, per la categoria arti visive, il Premio Mameli.

Le opere di Deli sono collocate in prestigiose collezioni sia pubbliche che private in Italia e all'estero, tra cui il MacS (Museo Arte Contemporanea Sicilia), Catania; la Raccolta Civica d'Arte Contemporanea di Palazzo Simoni Fè, Brescia; il Museo Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona di Rende, Cosenza; la Galleria Nazionale della Calabria, Cosenza; il Palazzo Municipale di San Quirico d'Orcia, Siena; l'Antico Collegio Martino Filetico, Città di Ferentino; l'Università degli Studi "La Sapienza" di Roma; la Nuova Chiesa S. Pietro Apostolo, Cosenza; ed il Parco Porporati, Torino. 


Von Buren Contemporary 

Digging Up
mostra personale di Alessio Deli

Vernissage Sabato 14 e domenica 15 febbraio 2026 dalle 18:00 alle 21:00

Testo critico: Edoardo Marcenaro
Curatrice e organizzazione: Michele von Büren

la mostra resterà aperta fino al 10 marzo 2026
orari: martedì-sabato 11:00-13:30 e 15:30-19:30

Von Buren Contemporary
Via Giulia 13, 00186 Roma

Ufficio stampa
Alessandra Lenzi | alessandralenzi.press@gmail.com
Tel: (+39) 320 5621416

Giacomo Montanaro - La Forma dell’Istante


Mercoledì 18 febbraio dalle ore 18.00 la Shazar Gallery presenta La Forma dell'Istante di Giacomo Montanaro, a cura di Domenico de Chirico. Alla sua seconda personale nella sede di via Scura, Montanaro presenta un nuovissimo progetto che sembra apportare ennesimamente una svolta nella sua produzione. Sperimentatore instancabile, l'artista passa con disinvoltura da una pittura di rivelazione ad una meditata immersione in paesaggi immaginifici, presentando per l'occasione lavori che sembrano abbandonare il gesto per approcciarsi ad un segno ponderato che non sfugge tuttavia al fascino misterioso e calcolato della reazione chimica degli acidi. Il cambio di registro non si distacca da una cifra stilistica che continua a caratterizzare il percorso dell'artista, e che, ne La Forma dell'Istante, si sviluppa verso una inedita visione dell'umano. I circa 20 ritratti pensati per gli spazi della Shazar frammentano l'identità della sfera figurativa per dirigersi verso l'indagine della coscienza e del vissuto esistenziale. 

Come scrive il curatore Domenico de Chirico nel testo critico “La mostra restituisce il senso di una ricerca che non si limita a ridefinire il linguaggio pittorico, ma interroga anche il tempo vissuto, l'importanza del gesto e la natura stessa dell’immagine. Offre allo spettatore un’esperienza visiva intensa e silenziosa, aperta alla contemplazione e alla scoperta di scenari inediti che si dispiegano oltre la superficie già data, in dialogo con lo stato d’animo di ciascuno, pronti a essere vissuti.” 

“ … la ricerca di Giacomo Montanaro si sviluppa lungo un percorso coerente e radicale, segnato fin dagli esordi da una spiccata vocazione sperimentale. Nato a Torre del Greco nel 1970 si forma tra l’Istituto Statale d’Arte e l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove si diploma nel 1993 sotto l’egida dello scultore visionario Augusto Perez. Nelle prime opere la figura umana è centrale: corpi ridotti all’essenza, presenze che non descrivono ma suggeriscono, rinunciando al dettaglio per far emergere la stringente urgenza espressiva del gesto. Questo percorso di sperimentazione trova un punto di svolta nel 2002, quando Montanaro abbandona la tela e i materiali pittorici tradizionali per confrontarsi con un supporto inusuale: la carta fotografica. Gli acidi diventano così il nuovo strumento del dipingere, introducendo nel processo una componente di rischio e irreversibilità.”

La forma dell'istante rimarrà aperta fino al 17 aprile 2026 dal martedì al sabato dalle 14.30 alle 19.30 e su appuntamento.

Giacomo Montanaro
La Forma dell’Istante
A cura di Domenico de Chirico
Opening: mercoledì 18 febbraio 18,00
dal 19 febbraio al 17 aprile 2026

Shazar Gallery
Via Pasquale Scura 8
80134 Napoli
Tel. 081 1812 6773
www.shazargallery.cominfo@shazargallery.com Instagram: shazargallery – FB: shazargallery
Press officer: Graziella Melania Geraci 3475999666 press@shazargallery.com

mercoledì 28 gennaio 2026

In Verso. Frammenti narrativi di Oliviero Rainaldi

Oliviero Rainaldi Battesimi Umani 1998 gesso - Courtesy of the artist- ph. Claudio Abate 


Il tempo, il sacro e l’identità sono le tre direttrici lungo cui, dal 21 febbraio al 17 maggio, si sviluppa In Verso. Frammenti narrativi, la nuova mostra di Oliviero Rainaldi nelle sale storiche di Palazzo Pretorio di Certaldo, a cura di Beatrice Audrito e Davide Sarchioni. Il progetto riunisce oltre trenta opere tra lavori storici e recenti — alcuni inediti — offrendo uno spaccato significativo di una ricerca intensa e coerente, capace di far convivere classicismo e modernità in un linguaggio essenziale e riconoscibile.

Tra gli artisti della sua generazione che più hanno indagato il tema del sacro, Rainaldi rielabora i repertori iconografici della tradizione in una visione contemporanea: le immagini vengono sottratte alla narrazione per tornare a una dimensione primaria, quasi originaria. Il confronto con Palazzo Pretorio, antica sede del vicariato, dà vita a un dialogo serrato con la storia del luogo, attraverso un allestimento concepito “all’inverso” che invita il visitatore a sovvertire la direzione canonica del percorso e a interrogare il tempo come materia viva, reversibile e stratificata.

Nel continuo passaggio tra pittura e scultura, pieno e vuoto, corpo e ombra, il sacro non è mai didascalico ma profondamente umano, attraversato da fragilità e attesa. Le iconografie cristiane, private della loro funzione narrativa, diventano presenze simboliche essenziali, chiamando lo sguardo contemporaneo a una relazione diretta con l’opera. Così il dialogo con l’architettura e con i frammenti ad affresco trecenteschi e quattrocenteschi non è illustrativo ma strutturale, poiché lo spazio amplifica la riflessione e definisce una dimensione site-specific.

In questo contesto si innesta anche il tema dell’identità, intesa come processo. Le figure di Rainaldi non affermano ma interrogano, come nei lavori più recenti dove la forma si frammenta e si apre, mettendo in discussione l’idea di compiutezza. L’opera diventa così traccia, passaggio e luogo di trasformazione.

Nato nel 1956 a Caramanico Terme, in provincia di Pescara, Oliviero Rainaldi si forma all’Accademia di Belle Arti di Venezia con Emilio Vedova e successivamente all’Accademia dell’Aquila con Fabio Mauri. La sua ricerca, da sempre incentrata sulla figura umana, attraversa disegno, pittura e scultura, sviluppando un linguaggio essenziale e fortemente simbolico. Ha esposto in importanti sedi museali e istituzionali, tra cui la Galleria d’Arte Moderna di Bologna, Palazzo Venezia a Roma, il Museo Nazionale di Villa Pisani a Venezia, il Museo di Arte Contemporanea di Shanghai, la Petronas Gallery di Kuala Lumpur e la Venice International University in occasione della Biennale di Venezia. Il suo lavoro ha spesso dialogato con luoghi emblematici della storia dell’arte e dell’architettura, da Sant’Andrea al Quirinale al Tempietto del Bramante, fino al Pio Monte della Misericordia di Napoli. È stato insignito di numerosi riconoscimenti, tra cui il titolo di Accademico della Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon, il Premio Personalità Europea e il Franco Cuomo International Award. Sue opere fanno parte di collezioni pubbliche internazionali, tra cui il Palazzo dell’ONU a Ginevra e la sede del Premio Nobel a Stoccolma.

“In Verso. Frammenti narrativi” è promossa dal Comune di Certaldo ed è organizzata da Exponent in collaborazione con TerraMedia APS

Ingresso: intero 5,00 € - ridotto 4,00 €
Orario: da novembre a marzo: lunedì-venerdì (10-13 e 14:30-16:30) e sabato-domenica (10-13 e 14:30-17:30). da aprile a maggio: 10-13 e 14.30-19 chiuso il martedì. Tel. 0571.661219

IN VERSO. FRAMMENTI NARRATIVI
Il tempo, il sacro, l’identità: l’opera di Oliviero Rainaldi a Certaldo a cura di Beatrice Audrito e Davide Sarchioni

Dal 21 febbraio al 17 maggio 2026, trenta opere per una rassegna dedicata all’artista italiano nel Palazzo Pretorio del borgo di Certaldo Alto (FI)

Palazzo Pretorio di Certaldo Alto (FI) Piazzetta del Vicariato, 4, 50052 Certaldo FI


Ufficio Stampa HF4 www.hf4.it
Marta Volterra, Head Press Office - marta.volterra@hf4.it
Eleonora D’Urbano - eleonora.durbano@hf4.it 328.153.53.24


ARTE FIERA 49 - COSA SARÀ


Dopo una brillante edizione nel 2025, che ha visto le più grandi gallerie italiane e i più importanti collezionisti darsi appuntamento a Bologna, Arte Fiera ritorna dal 6 all’8 febbraio 2026, con Preview il 5 febbraio, inaugurando idealmente un nuovo ciclo con la prima direzione artistica di Davide Ferri (già curatore per cinque edizioni di Pittura XXI, sezione interamente dedicata al medium pittura), affiancato da Enea Righi, che per il quarto anno ricoprirà il ruolo di direttore operativo.

Arte Fiera, la più longeva tra le fiere d’arte italiane, è tornata ad essere un appuntamento e un riferimento imprescindibile per il sistema dell’arte del nostro Paese, un ruolo che le appartiene sin dalla sua nascita, nel 1974. Pur con diversi cambiamenti – un rinnovato team di curatori, un nuovo progetto per il padiglione del “moderno” e una diversa articolazione delle sezioni curate – la fisionomia di Arte Fiera 49 vuole riaffermare e rafforzare questa identità, celebrando l’arte italiana in tutte le sue multiformi e sfaccettate componenti: un sistema policentrico, polifonico, eterogeneo, capace di svilupparsi con la stessa intensità nei grandi e piccoli centri, e a diverse latitudini: Bologna, in questo senso – e così anche Arte Fiera –, svolge storicamente un ruolo di collegamento e cerniera tra Nord e Sud del nostro Paese.

Il titolo di questa edizione, Cosa sarà, sottende uno slancio e una proiezione verso il futuro; un grado di imponderabilità, di desiderio di rinnovare il “formato fiera”; un rimando a quella componente di mistero che tiene il pubblico di collezionisti e appassionati visceralmente legati alle opere d’arte del presente.

La fedeltà che lega il pubblico ad Arte Fiera sprigiona un calore dato dalla lunga frequentazione degli spazi della fiera: i due padiglioni che tradizionalmente la ospitano, illuminati dall’inizio alla fine da una luce diurna, costituiscono una partitura dove le proposte che affondano in un Novecento storico (pad. 26) dialogano con il contemporaneo e le ricerche delle ultime generazioni (pad. 25).
La nuova identità visiva, ideata da Al mare. Studio, rilancia la suggestione del titolo: vagamente pop e, insieme, minimalista ed elegante, trasforma il bollino che da sempre contraddistingue l’identità di Arte Fiera in un segno in movimento, che innalzandosi da una ipotetica linea d’orizzonte diventa vero e proprio sole nascente.


Cinque sezioni, nuovi curatori
Alla Main Section di Arte Fiera, suddivisa come sempre in arte storicizzata e contemporaneo, si affiancano cinque sezioni curate e su invito, con alcune significative novità.

“Fotografia e dintorni” è il nuovo nome della sezione dedicata al medium fotografico ed è affidata a partire dalla prossima edizione a Marta Papini, curatrice indipendente che dal 2024 cura Radis, il progetto di arte pubblica promosso dalla Fondazione CRT per l’arte. La sezione racconta la fotografia da una prospettiva ampia, che include autori storicizzati e giovani talenti, ricerca formale e approccio concettuale, così come l’intersezione con altri media.

“Multipli” – per la prima volta a cura di Lorenzo Gigotti, editor, co-fondatore e co-direttore editoriale di NERO – attraversa un ampio spettro di linguaggi e formati (litografie, libri d’artista, pezzi di design, grafiche, fotografie, ma anche edizioni audio e nuovi media), raccontando come, in Italia e all’estero, una parte significativa della scena artistica stia adottando pratiche orientate alla riproducibilità e all’accessibilità. Un approccio che mira a dar vita a forme di mercato più aperte e inclusive, capaci di coinvolgere pubblici nuovi.

“Pittura XXI” – affidata per la prima volta a Ilaria Gianni, critica e curatrice e co-direttrice artistica dello spazio indipendente IUNO, Roma – riscopre la pittura come linguaggio del presente in una stagione in cui questo medium si è potentemente riaffermato sulla scena dell’arte, e include alcune delle ricerche più emblematiche, svolte da artisti di generazioni diverse, emergenti e midcareer, italiani e internazionali, dal 2000 a oggi.

“Prospettiva”, al suo secondo anno di vita, è nuovamente a cura di Michele D’Aurizio, critico e curatore indipendente. La sezione è dedicata alle ricerche creative delle nuove generazioni e si articola in presentazioni monografiche promosse da gallerie emergenti, con meno di dieci anni di attività, e da gallerie strutturate ma con un programma di ricerca.

“Ventesimo+” è il nuovo progetto per il padiglione del moderno, rivolto alle gallerie che operano nell’ambito di un Novecento storico. È dedicato all’arte italiana e internazionale dall’inizio del XX secolo a oggi, ed è affidato ad Alberto Salvadori, critico e curatore, direttore e fondatore di Fondazione ICA di Milano. “Ventesimo+” mette al centro la pratica del collezionare indicandone possibili modi e declinazioni all’insegna dell’eclettismo e della trasversalità, e guardando allo sviluppo di ogni collezione come fenomeno specifico, particolare e identitario.


Collaborazioni e partnership
Si rinnova anche per il 2026 la collaborazione fra Arte Fiera e Fondazione Furla per la performance; a curare il programma di azioni dal vivo sarà nuovamente Bruna Roccasalva, Direttrice artistica della Fondazione. Il progetto, giunto alla quarta edizione, conferma la volontà di Fondazione Furla e Arte Fiera di sviluppare insieme il lavoro sulla performance, presente ad Arte Fiera fin dalle origini e divenuto un elemento distintivo della manifestazione bolognese.

Arte Fiera è lieta di annunciare che BPER, già Main Partner di Arte Fiera dell’edizione 2025, prosegue con il suo impegno a favore della manifestazione. La Banca si conferma dunque una realtà attenta alla promozione dell'arte, della cultura e della creatività, nella convinzione che questi valori siano un volano di crescita per cittadini e territori e strumenti importanti di inclusione sociale.

Prosegue inoltre l’attivo rapporto di collaborazione con ANGAMC, l'Associazione Nazionale Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea, con cui Arte Fiera ha aperto un tavolo di confronto permanente.

 

ARTE FIERA 49 - COSA SARÀ
6-8 febbraio 2026
Preview 5 febbraio 2026

Arte Fiera – Ufficio Stampa Elena Pardini elena@elenapardini.it +39 348 3399463 
Claudia Malfitano claudia@mayvenice.com +39 346 5401118 

BolognaFiere – Comunicazione & Media 
Elena Sabbatini elena.sabbatini@bolognafiere.it +39 051 28287


giovedì 22 gennaio 2026

Slightly Off — il nuovo progetto site-specific di Gian Maria Marcaccini a PrimaLinea Studio


Slightly Off, il nuovo progetto site-specific di Gian Maria Marcaccini, esplora il confine tra percezione e realtà attraverso uno scarto minimo, quasi impercettibile, che modifica lo spazio senza interromperne la funzionalità. L ’allestimento invita lo spettatore a confrontarsi con una realtà anomala, dove ciò che appare familiare si rivela fragile e in continua ridefinizione. Non si tratta di illusioni spettacolari, ma di deviazioni sottili che mettono in discussione la fiducia nella percezione e stimolano una partecipazione riflessiva.

La pratica di Gian Maria Marcaccini da sempre indaga il rapporto tra gesto, spazio e rappresentazione. In Slightly Off, questa ricerca trova una nuova forma: uno spazio che non impone, ma accompagna lo sguardo fino al punto in cui smette di essere completamente affidabile, offrendo un’esperienza intensa, stimolante e profondamente contemporanea.

La mostra è accompagnata dai testi di Alessio d’Anelli e di Laura Catini

L 'esposizione sarà visitabile fino al 19 marzo 2026, dal martedì al venerdì, dalle 15:00 alle 19:00. o su appuntamento. Ingresso libero. 

Con Slightly Off, Gian Maria Marcaccini e PrimaLinea Studio invitano il pubblico a esplorare la percezione e il disallineamento come esperienze attive.

L ’artista Gian Maria Marcaccini è un artista visivo formatosi tra il D.A.M.S., le Accademie di Belle Arti di Bologna e Brera, il Barnett College di Londra. La sua pratica, spazia tra diversi media e indaga il confine tra percezione e rappresentazione, presenza e assenza. In Slightly Off Marcaccini propone un’esperienza che non cerca comfort: lo spazio appare familiare e funzionante, eppure qualcosa non coincide, costringendo lo spettatore a confrontarsi con una realtà instabile.

L’INAUGURAZIONE SI TERRÀ GIOVEDÌ 22 GENNAIO ALLE ORE 17:00

PrimaLinea Studio
Roma, Via Giovan Battista Gandino 31
mail: studioprimalinea@gmail.com




lunedì 19 gennaio 2026

Virginia Carbonelli - Spazi interni


Il 31 gennaio 2026, dalle ore 18.00, Hyunnart Studio presenta la personale di Virginia Carbonelli, artista romana specializzata in calcografia e tecniche di stampa tradizionale e sperimentale.

Le incisioni in mostra sono paesaggi onirici, mappe di immagini nutrite dalla mutazione emotiva dell’artista, in grado di intraprendere imprevedibili percorsi, come negli eleganti tratteggi delineati su matrici di rame o nelle sperimentazioni segniche su polimetacrilato.
Siamo di fronte a un alfabeto grafico astratto in continuo rinnovamento, dove i segni solcano un’infinità di altri segni (punti, linee e tracciati multiformi), che hanno origine dalle esperienze e dai luoghi vissuti filtrati dalla memoria dell’artista.
Insieme ai lavori calcografici e ai monotipi, l’artista presenta per la prima volta una serie di xilografie intitolata “Spazi interni”. In questo caso verranno esposte sia le stampe sia le matrici incise che le hanno generate. 
Nelle xilografie, le «linee tracciate sulla superficie lignea rimarcano le venature e le potenzialità espressive dell’elemento naturale, rievocando il vitalismo dell’universo femminile, inteso come femminile interiore … Si palesano anche graffi, crepe, ferite, che non sono lacerazioni da rimarginare, ma cave da esplorare. Lo scavo del legno diventa metafora del profondo. Eppure, nelle opere non prevale mai il senso del dramma, forse la vena malinconica dell’artista che riflette sulla natura e sull’esistenza».
Conclude il percorso espositivo un’opera site-specific ideata su sollecitazione dell’artista Paolo Di Capua, responsabile dello Hyunnart Studio.

Virginia Carbonelli - Spazi interni
testo di Simona Pandolfi
31 gennaio – 7 marzo 2026

Inaugurazione sabato 31 gennaio 2026, ore 18.00

Hyunnart Studio
viale Manzoni 85-87, Roma 00185

orario settimanale: dal martedì al venerdì 16.00/18.30
per appuntamento: 3355477120, pdicapua57@gmail.com