giovedì 30 aprile 2026

Antigone di Ilaria Margutti

Ilaria Margutti, perche-il-grembo-ha-sogni.-non-e-facile-come-la-buona-terra

Al first floor e al Golden Floor, i progetti di Ilaria Margutti e Silvia Trappa si incontrano in un dialogo che attraversa il femminile come forza generativa, simbolica e trasformativa, e la lentezza come condizione necessaria del fare e del pensare.
Entrambe le ricerche si radicano in gesti che richiedono tempo — il ricamo, la lavorazione della materia — e proprio in questa durata costruiscono un linguaggio capace di sottrarsi alla velocità e alla dispersione del presente. La lentezza diventa così una postura: uno spazio in cui il senso può emergere, sedimentarsi, prendere forma.
In A corredo, l’oggetto si trasforma in reliquia laica, custode di una memoria incarnata che si deposita nella materia e nel gesto. In Antigone, il filo traccia una trama di relazioni invisibili, dando forma a un femminile che non si lascia fissare, ma continuamente si genera.

Se in Trappa la memoria si condensa negli oggetti, in Margutti essa si espande come campo di possibilità: in entrambi i casi, il femminile emerge come forza che resiste alla cancellazione e riscrive le condizioni del visibile.
Nel pomeriggio dell’inaugurazione, alle ore 16:00, questo dialogo si estende nella dimensione performativa con Togliere le parole di mano, opera in itinere di Ilaria Margutti. 
Su un lungo lenzuolo, l’artista ricama frammenti di diari personali donati nel tempo, trasformandoli in un flusso continuo di scrittura senza interruzioni: un gesto lento, ripetitivo e condiviso, che restituisce forma a una memoria collettiva e invisibile.
La performance, come le mostre, si fonda su un tempo dilatato e su un atto di cura: un rito silenzioso in cui il gesto del ricamo diventa ascolto, relazione, e costruzione di un archivio umano in continua trasformazione.

Il percorso si sviluppa così come un attraversamento: tra materia e segno, tra presenza e potenzialità, tra ciò che resta e ciò che continua a trasformarsi. La lentezza, qui, non è un tempo minore: è il luogo in cui il femminile prende forma, resiste e si rinnova.


Gilda Contemporary Art 
Antigone di Ilaria Margutti
a cura di Cristina Gilda Artese

Inaugurazione: sabato 9 maggio
in occasione di Gilda’s Breakfast dalle ore 10,30

Performance ore 16:00 – Togliere le parole di mano di Ilaria Margutti

Gilda Contemporary Art
Via San Maurilio 14, Milano

(+39) 351 6952012
(+39) 02 36559254

Mostra Personale di Ugo Martiradonna alla galleria SPAZIO START

 


Venerdì 8 maggio 2026 alle ore 19, presso la suggestiva galleria SPAZIO START nel centro storico di Giovinazzo (via Cattedrale n.14), si  inaugura la Mostra Personale dell’artista Ugo Martiradonna, a cura di Patrizia Dinoi. Presenterà la mostra Anna De Giosa.

 

La mostra è visitabile fino al 24 maggio 2026, con orario di apertura 18:00 – 20:30 dal mercoledì alla domenica, oppure su appuntamento (tel. 389 191 1159).

 

 

UGO MARTIRADONNA nasce a Bari nel 1935. Docente di discipline pittoriche presso il Liceo Artistico Statale di Bari, dal 1969 al 2005, esordisce negli anni ’60. Negli anni a seguire è uno dei protagonisti del movimento artistico “Nuova Figurazione“ che, nell’intento di svecchiare l’arte tradizionale, coniuga nuove forme espressive con problematiche sociali. Persegue su questa linea negli anni ’80 e ’90 fino al 2006 quando, con la personale “Si contano le assenze“ affronta il tema dei naufragi nel nostro mare.

Dal 2010 al 2020 il suo impegno si concentra sullo studio del corpo umano, in particolare quello femminile considerato più evocativo e simbolico. La sua ultima produzione, esposta nella sede dell’Alliance Francaise di Bari, si focalizza sulla forma, che gli appare offrire l’unica possibilità di libertà.

È in corso l’archiviazione della sua sessantennale produzione.

 

La comunicazione è curata da Spazio Start.

Progetto grafico: Claudia Dagostino

 

Per informazioni:

Tel.:  389 191 1159

Email :  spaziostart.giovinazzo@gmail.com

Web: https://www.facebook.com/spaziostart 

 

 

martedì 28 aprile 2026

Federica Giulianini - Hear me

F. Giulianini, L'isola dei cani, tecnica mista su tela 

Il TOMAV EXPERIENCE | Torre di Moresco, Centro Arti Visive (FM), è lieto di annunciare Hear me, la personale di Federica Giulianini a cura di Barbara Caterbetti, che si inaugurerà sabato 9 maggio 2026 ore 18:00 negli spazi del TOMAV di Moresco (FM).

La ricerca di Federica Giulianini si sviluppa come un campo di tensione tra immaginario simbolico e realtà contemporanea. La sua pittura, stratificata e materica, costruisce scenari sospesi in cui il colore non descrive, ma agisce: si addensa, si ritrae, si dissolve in campiture instabili che trattengono il tempo del gesto.

La mostra, allestita nella Torre Eptagonale del TOMAV, si configura come un percorso ascensionale in cui le immagini si rarefanno, i paesaggi si fanno enigmatici, abitati da presenze che sfuggono a una definizione univoca: figure umane, animali, ibridi. Le “isole” ricorrenti diventano microcosmi visivi, luoghi di isolamento e resistenza, in cui il rapporto tra libertà e limite si rende visibile.

Il titolo HEAR ME non è una richiesta, ma una dichiarazione. Invita a sospendere l’automatismo delle idee e ad ascoltare ciò che nell’immagine resta opaco, irriducibile. In questo processo si attiva una tensione critica: le immagini non offrono risposte, ma aprono domande. La mostra si presenta, così, come un dispositivo percettivo e mentale, capace di coinvolgere lo spettatore in un’esperienza che non si esaurisce nella visione, ma si prolunga nel pensiero.


FEDERICA GIULIANINI
Ravenna, 1990
Vive e lavora a Ravenna. Si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove consegue con lode sia la Laurea Triennale sia il Biennio Specialistico in Pittura. La sua ricerca indaga la pittura come “spazio del possibile”, in cui si intrecciano le risonanze simboliche del passato e le tensioni del presente. Il suo linguaggio unisce una forte sensibilitàmaterica a riferimenti mitologici e a una dimensione concettuale che interroga la contemporaneità attraverso una pittura definita da stratificazioni cromatiche e forme archetipe.
Ha presentato mostre personali in spazi istituzionali e gallerie private, tra cui Odyssea (Studio d’Arte Cannaviello, Milano, 2020), Eros Opuntia (Galleria 8,75, Reggio Emilia, 2017) ed Entropia (Set Up Contemporary Art Fair, Bologna, 2017). Le sue opere sono state selezionate per numerose mostre collettive in Italia e all’estero, con partecipazioni, tra le altre, in Cina (Dialogo oltre lo spazio e il tempo, Chengdu, 2026) e in Russia (VII Forum Internazionale della Cultura, San Pietroburgo, 2018). 
Tra i riconoscimenti ricevuti si segnalano il Premio Speciale Rivista al 52° Premio Sulmona (2025), la segnalazione al Combat Prize (2018) e il Primo Premio al Premio Internazionale Marina di Ravenna (2015).
Parallelamente all'attività espositiva, svolge incarichi di docenza presso Accademie di Belle Arti italiane: attualmente titolare della cattedra di Pittura presso l'Accademia di Firenze, ha insegnato precedentemente presso l'Accademia di Macerata, ricoprendo anche ruoli di direzione artistica per progetti istituzionali. 
La sua produzione è documentata in cataloghi editi da Sillabe, Capit e Vanilla Edizioni, e in numerose riviste specializzate, tra cui Segno, Artribune, ArtsLife ed Exibart, tra le altre.
È rappresentata dalla Galleria Ceravento di Pescara e dallo Studio d'Arte Cannaviello di Milano.
www.federicagiulianini.com

ARTISTA: Federica Giulianini
TITOLO: Hear me
CURATORE: Barbara Caterbetti 
INAUGURAZIONE: sabato 9 maggio 2026 ore 18:00
PERIODO: 9 maggio – 21 giugno 2026
ORARI: sab. – dom. | ore 18 – 20 
PARTNER: Tomav Experience Ass. Cult | Ipsumars | Amalassunta Edizioni | Yoruba diffusione arte contemporanea | MOCAfeast | Giusti Contemporary Art
PATROCINIO: Comune di Moresco | Pro Loco Moresco
DIREZIONE ARTISTICA: Andrea Giusti


 

lunedì 27 aprile 2026

Pacanowska | Pacanoswki 1907/1962 due epoche un dialogo

 


La Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni inaugura domenica 10 maggio alle ore 18.30 la stagione espositiva duemilaventisei della Project Room con la mostra personale dell’artista italo-polacco Andrea Pakanowski, dal titolo Pacanowska | Pacanoswki 1907/1962 due epoche un dialogo, a cura di Ilaria Caravaglio. 

Due epoche un dialogo, un filo rosso che lega arte e sangue.

In questo ultimo progetto Andrea Pacanowski sviluppa una ricerca personale e artistica che intreccia memoria, identità e sperimentazione visiva.

Con Pakanowska | Pakanowski, l’artista rielabora le opere della pittrice Felicia Pacanowska, sua parente stretta ed esponente dell’École de Paris, dando vita a un dialogo tra epoche e linguaggi differenti. Andrea Pacanowski non si limita solo ad una mera reinterpretazione bensì, attraverso la fotografia, costruisce un processo di trasformazione in cui le immagini si smaterializzano e si espandono nello spazio, superando i confini tradizionali del mezzo fotografico. 

La sua pratica si distingue per una forte componente pittorica, dove luce, materia e colore diventano strumenti espressivi capaci di generare profondità emotiva e percettiva.
In collaborazione con il graphic designer Stefano Zingaro, sviluppa composizioni tridimensionali nelle quali pittura, grafica e fotografia confluiscono in un unico flusso visivo. Il risultato è una fusione alchemica che reinterpreta l’estetica del Novecento in chiave contemporanea. Il progetto si articola tra reinterpretazioni figurative, animate da presenze femminili, e sperimentazioni astratte, dove forme e colori si espandono oltre i confini tradizionali della fotografia.

Pacanowska | Pacanoswki è la rappresentazione di un’indagine intima: un confronto tra generazioni e uno sguardo personale su un’eredità artistica complessa. Le opere diventano così luoghi di passaggio tra passato e presente, in cui la memoria si trasforma in esperienza visiva sensoriale e l’arte diventa spazio di continuità tra generazioni e visioni.

La mostra, che apre la quarta stagione della project room, prosegue le riflessioni in corso in galleria sulla fragilità della materia, come indagata da Ezia Mitolo in Frangibile (2023), il ritiro intimo e sospeso di Emilio D’Elia in Al riparo dai rumori del mondo (2024) e la tensione stratificata e lirica di Massimo Ruiu in Il verso del piombo, il colore della cenere (2025). All’interno di questa traiettoria curatoriale, il progetto di Andrea Pacanowski rappresenta un ulteriore momento di transizione: non più solo un’esplorazione dello spazio e della materia, ma del tempo stesso, inteso come dimensione fluida, porosa e continuamente riscrivibile.

Andrea Pacanowski
Pacanowska | Pacanoswki 
1907/1962 
due epoche, un dialogo

a cura di Ilaria Caravaglio

Inaugurazione domenica 10 maggio ore 18,30


Dal 10 al 29 maggio 2026

Orario visite: 
dal lunedì al sabato 10.30-14.00 e 16.30-19.30
domenica solo mattina 

GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA 
Piazzetta Cattedrale (centro storico) 
72017 Ostuni (Br)
Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506
F: Orizzontiartecontemporanea

Communication Manager
Amalia Di Lanno 

giovedì 16 aprile 2026

Grazie dei fior


Grazie dei fior nasce dal desiderio di tornare a guardare la natura nella sua presenza più immediata e vitale — nei colori, nella luce, nelle materie e nelle sensazioni che sa evocare — lasciando agli artisti il compito di restituirne interpretazioni personali e sensibili. Un invito a soffermarsi, a osservare con attenzione e a ritrovare, attraverso l’arte, un rapporto diretto e concreto con ciò che ci circonda.

Il percorso espositivo riunisce le opere di Paolo Fabiani, Fabrizio Corneli, Vittorio Corsini, Roberto Orlando, Erika Pellicci, Mohsen Baghernejad Moghanjooghi e Sandra Tomboloni, mettendo in evidenza approcci, linguaggi e soluzioni differenti attorno a uno stesso ambito tematico.

La mostra, accompagnata da un testo di Stefania Gori, si configura come un’occasione di confronto, aperta alla costruzione di una possibile lettura condivisa del presente. 

Grazie dei fior rappresenta anche un saluto alla primavera, un messaggio di fiducia in un tempo segnato da divisioni e conflitti. 


***

Grazie dei fior

Paolo Fabiani, Fabrizio Corneli, Vittorio Corsini, Mohsen Baghernejad Moghanjooghi, Roberto Orlando, Erika Pellicci, Sandra Tomboloni

testo di Stefania Gori

inaugurazione domenica 8 marzo ore 11:00 - 20:00

fino al 16 maggio 2026

mercoledì - venerdì 17:00 -19:30 sabato 9:30 - 12:30 / 17:00 -19:30
o su appuntamento tel. +39 0573 20066 +39 335 6745185
www.mevannucci.com

Galleria ME Vannucci, Via Gorizia, 122 Pistoia



mercoledì 15 aprile 2026

In between | Velare, svelare, rivelare | Muzna Al Musafer e Angela Ferrara

Angela Ferrara, Filo, Pane e Terra, 2026 (ph. Anna Maria Triggiano)

L'Associazione Culturale Dunia è lieta di inaugurare la propria attività con la prima mostra della rassegna In between dal titolo Velare, svelare, rivelare con le opere di Muzna Al Musafer e Angela Ferrara

Riflettono sul tema dell’identità culturale, tra tradizione e modernità, Muzna Al Musafer e Angela Ferrara trovando punti di contatto attraverso l’utilizzo di linguaggi artistici diversi: video e video still l’artista e filmmaker omanita, scultura ceramica l’artista triggianese. 

Muzna Al Musafer racconta uno spaccato della società omanita utilizzando il dispositivo del paradosso e dell’ironia: il legame con il passato è visto come “identità culturale” anche attraverso segni esteriori. In Oman le donne, pur non avendo l’obbligo di indossare il niqab, celano abiti di taglio occidentale sotto l’abaya e hanno per lo più il capo coperto. A questi aspetti della tradizione si riferisce il video Niqab (2010) nel quale l’artista esprime la complessità e le contraddizioni sociali che vive sulla propria pelle, in un dialogo tra sé e sé come davanti ad uno specchio. La giovane donna interpreta tanti personaggi femminili: romantica, maliziosa, aggressiva, emancipata, conservatrice, lasciando infine che il nero del velo che indossa la avvolga completamente celandone la figura, l’identità. 

Per Angela Ferrara il termine identità è legato alla tradizione della panificazione: il pane di Triggiano di grano tenero con la sua mollica bianca e compatta e la crosta scura e croccante è particolarmente noto per le sue qualità. L’artista lascia intuire queste qualità attraverso l’azione della levitazione che avviene sotto i tessuti ricamati (realizzati in ceramica) che coprono l’impasto lasciandolo riposare. Simbolicamente questi piccoli teli di copertura e protezione rappresentano anche una firma identitaria che riconnette con la tradizione ancestrale femminile. Quanto al pane in sé è leggibile il suo sconfinamento di alimento tra sacro e profano. “Amo il pane perché mi fa sentire bambina. Quando modello l’argilla per creare il pezzo del pane, rinasco, torno indietro nel tempo. Se penso al presente credo che il pane riesca ad avvicinare i popoli con le loro tradizioni”, afferma l’artista che nel 2012 aveva realizzato l’opera Panecotto, esposta nella mostra Proponiamo la Puglia al Palazzo Comunale di Triggiano. “Ogni pane affonda le sue radici nella famiglia e nella sacralità che esso stesso contiene.”

Muzna Al Musafer (Muscat 1987) è artista visiva e regista, membro del Consiglio Direttivo dell’Oman Film Society e direttrice artistica del Muscat International Film Festival (MIFF) 2018. La sua ammirazione per le immagini è iniziata in tenera età attraverso il padre, che è un pittore e un fotografo. Si è laureata alla Kuwait University specializzandosi in comunicazione di massa e nel 2011 ha frequentato corsi di cultura cinematografica e televisiva svedese all'Università di Stoccolma. Il suo primo cortometraggio Niqab (2010) è stato vincitore del concorso studentesco e del Gulf Film Festival nel 2010; il secondo cortocircuito Cholo (2014), supportato da Enjaaz (DIFF) e Image Nation, Abu Dhabi è stato proiettato al Dubai International Film Festival 2013 e ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura all’Abu Dhabi Film Festival: è stato proiettato allo Smithsonian’s National Museum of African American History and Culture di Washington e Institute du Mond Arabe di Parigi. Nel 2015 i suoi documentari PASHK e The Goats of Dana hanno partecipato a DOX Film festival a Copenhagen, FIFAK in Tunisia e alla Women Deliver world conference. Muzna è stata membro di giuria nella sezione documentari al Saudi Film Festival di Dammam (Arabia Saudita) e al concorso di cortometraggi di Sultan Qaboos High Centre for Culture and Arts (SQCC) (Oman). Ha esposto in diverse mostre collettive: Place of silence(2015) e Reflection of the Other (2016) alla Stal Gallery di Muscat. In Italia ha esposto nella doppia personale Hassan al Meer e Muzna Al Musafir. Giocando con l’identità: artisti contemporanei dell’Oman (a cura di M. De Leonardis), VI edizione Festival Castelnuovo Fotografia - Rocca Colonna, Castelnuovo di Porto (Roma), 2018 e alla galleria Acta International, Roma 2018 (a cura di M. De Leonardis). Insieme a Raiya Al Rawahi, con il progetto The Prophecy (serie Men at work) ha esposto nella collettiva FUORI 8, Galleria Gallerati, Roma 2019 (testo critico in catalogo di Manuela De Leonardis).

Angela Ferrara (Noicattaro 1965, vive e lavora tra Bari e Triggiano). La sua esperienza artistica muove attraverso sperimentazioni soprattutto nel campo della ceramica, della didattica dell’arte e dell’uso della materia. Nel suo percorso che attraversa luoghi edenici, a volte iperrealistici, scintillanti di colore, oppure suadentemente bianchi per poi attraversare i colori caldi della terra, nel tempo si sono consolidate collaborazioni con gli artisti Tarshito e Iginio Iurilli. Nel 2010 sperimenta il fischietto in terracotta, uno dei classici della tradizione ceramica pugliese, vincendo il premio per la tecnica con l’opera La Befana con cui interpreta in modo satirico il tema “Tra sacro e profano” del 22° Concorso del Fischietto in Terracotta del Comune di Rutigliano (BA). Nel 2012 nasce MAD, sigla che segna la collaborazione tra Angela Ferrara e Dino Lorusso. MAD partecipa all’VIII Biennale Rocco Dicillo - Premio Internazionale d’Arte Contemporanea vincendo il I premio della sezione Installazione con l’opera Piombo 2012.

Tra le mostre recenti: 2025 - Fuck Design, Studio Dunia, Triggiano (Bari); 2024 - A cavallo di un manico di scopa. Fiaba, mito, narrazione, ex Asilo, L’Aquila (a cura di M. De Leonardis);; 2021 - Fiorinarte, Orto Botanico, Roma (a cura di M. De Leonardis); 2020 - Design, opera Bambola, Eumakers, Bari; 2019 - Collectionshow, opera 6/Mimmo, ItrArti, Bari (a cura di C. Fusca e S. Labini); Shibam / Sopravvivenza delle cose, Palodesign (a cura di M. Meschieri - M. Corrado); Un progetto per l’ambiente/ La pensilina (a cura di E. Chiddo); 2016 - Ceramica Mediterranea, Castello di Grottaglie (BA) (a cura di D. De Vincentis); 2015 - Al Safara. In viaggio tra Medio Oriente e Puglia - installazione 17x23x1_Ex-voto di MAD_Angela Ferrara e D. Lorusso, Lector in Fabula 2015, Conversano (BA); Collectionshow, opera Mater1, ItrArti, Bari (a cura A. Caporizzi e C. Fusca); Conviviale Mostra Ceramica 2015 Castello di Grottaglie, Castello Episcopio; ExpoMilano, opera Cuore di Puglia, mosaico in ceramica per il Comune di Triggiano (BA).

La rassegna In between, curata da Manuela De Leonardis, concepita dall’ Associazione Culturale Dunia e realizzata con la partnership della Fondazione Pasquale Battista e il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e Conoscenza della Regione Puglia e del Comune di Triggiano con l’obiettivo di sottolineare la pluralità di questi linguaggi nel farsi portavoce di tematiche di grande urgenza come l’identità culturale, la memoria personale e collettiva, la storia, la trasformazione urbana, le politiche di genere, la sostenibilità, l’ecologia al fine di offrire ad un pubblico eterogeneo una piattaforma di riflessione accessibile a diversi livelli proseguirà con le mostre: 

Giugno/Luglio 2026 – Lim Young Kyun | Daniele Nitti, Rethinking landscape
Settembre/Ottobre 2026 – Ahmed Faizan Naveed | Gianvito Zito, Foglie d’Autunno
Novembre/Dicembre 2026 – Sardar Hasani | Marco Marucci, 100Kabul


Velare, svelare, rivelare
Muzna Al Musafer | Angela Ferrara
a cura di Manuela De Leonardis
27 aprile -19 maggio 2026

via Ciro Menotti, 2 – 70019 Triggiano (Bari)
martedì/domenica ore 18.00– 21.00

info e prenotazioni:
duniassociazione@gmail.com
@duniassociazione
mob. +39 339.3187430

pubblica:

EL MEJOR DEL MUNDO, una collettiva in un bar di Roma


Giovedì 30 aprile ci incontriamo al Bar Cuba Gelati Sanson, in zona quartiere Nomentano a Roma per EL MEJOR DEL MUNDO, un titolo che più che una prospettiva è un’insegna, sospesa in alto, su una delle vetrine del bar. 

Qui si spazierà. Da una fusione tra “Naturalia” e “Artificialia”, con le opere di Emma Brunelli, Anica Huck, Luca di Terlizzi, Alice Papi, Samantha Passaniti a un passaggio dal Cielo alla Terra, dal  giorno alla notte, e viceversa, con Giorgia Accorsi, Alessandra Cecchini, Eirene e Tetiana Mykhailina, attraversando un collage di paesaggi, insieme ad Anna Budkova e Caterina Flaminii Minuto. Dall’esterno si procede verso l’interno, in una sfera più intima e personale, con Axel Gouala, Martha Micali, William Pilè, Veronica Neri, ma anche “comune”, pubblica e quotidiana, tra grafica e rimandi pubblicitari, oggetti e azioni, con i lavori di Matteo Baccino, Stéphane Lambion, Alberto Montorfano, Matteo Patrevita e Yoann Van Parys. 

Infine la locandina, realizzata da Marco Fratarcangeli, va a coronare questo quadro, cogliendone lo spirito e la temperatura. 

MOSTRA COLLETTIVA 
Titolo: EL MEJOR DEL MUNDO 

Artisti/e: Giorgia Accorsi, Matteo Baccino, Emma Brunelli, Anna Budkova, Alessandra Cecchini, Eirene,  Luca Di Terlizzi, Axel Gouala, Anica Huck, Stéphane Lambion, Martha Micali, Caterina Flaminii Minuto, Alberto Montorfano, Tetiana Mykhailina, Veronica Neri, Alice Papi, Samantha Passaniti, Matteo Patrevita, William Pilè, Yoann Van Parys 

Curatela: Valeria De Siero

Luogo: Bar Cuba Gelati Sanson, Via Ignazio Giorgi 64, Roma

Inaugurazione: Giovedì 30 aprile 2026, dalle 17.00 alle 20.00

Periodo: 30 aprile - 30 maggio 2026

Apertura: dal lunedì al sabato, dalle 7.00 alle 19.00. Chiusura: domenica e festivi

locandina by Marco Fatarcangeli