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venerdì 7 agosto 2026
27° Premio dell’Arte - Premio di Pittura di Anticoli Corrado
sabato 1 agosto 2026
In onore di S.Francesco Fra Franceschi chi? La moltiplicazione dell'armonia di Paolo De Santoli
Immagina di
rivolgerti a un’assemblea e chiedere, con un pizzico di arguzia: «Scusate, ma
fra i Franceschi... fra Franceschi chi?»
Si volterebbero in
molti. Tutti uniti da un medesimo nome, eppure portatori di vissuti e
prospettive irrimediabilmente unici.
Qui risiede un
paradosso affascinante: quando guardiamo alla figura di San Francesco,
l’immagine dell’umiltà si fonde immediatamente con una straordinaria lezione di
pluralità. Come ricordava Umberto Eco, l’eredità francescana non è mai stata un
invito all’omologazione, bensì una celebrazione della diversità racchiusa nel
creato — dal frate sole alla sora luna, fino a ogni singola manifestazione
della vita.
Non è un caso che
Giotto, rivoluzionando la pittura nella
Basilica di Assisi, scelse di ritrarre attorno al Santo non figure astratte o
stereotipate, ma volti reali, unici ed espressivi. L'arte giottesca ci insegna
che la santità e l'armonia non annullano l'individuo, ma ne esaltano l'umanità
in tutta la sua variopinta realtà.
La vera magia risiede
proprio in questa moltiplicazione: non una riproduzione in serie, ma una
sinfonia di individualità distinte. C’è il Francesco contemplativo, quello
incline all’azione, lo studioso e il sognatore.
In questo contesto,
il concetto di tolleranza supera la mera sopportazione e diventa, per dirla con
le parole di Voltaire, «la conseguenza naturale del nostro essere uomini»:
l'atto profondo di riconoscere la ricchezza nell'unicità dell'altro. Accettare
che "fra Franceschi" ciascuno esprima la propria singolare voce è il
vero fondamento della convivenza armonica.
lunedì 27 luglio 2026
VinArte 2026 | XVI Edizione | Sostegno e Connessione
VinArte 2026 | XVI Edizione | Sostegno e Connessione
4–10 agosto 2026 | Guardia Sanframondi (BN)
Centro Storico - Via Filippo Maria Guidi
Fb e IG VinArte official
www.vinalia.it
Press Sandro Tacinelli
lunedì 20 luglio 2026
"Allegoria": Teodora Axente torna a Siena nel segno di Ambrogio Lorenzetti
pubblica:
lunedì 6 luglio 2026
Vania Elettra Tam e AjnoS. Mi stai sulla pelle
info@orizzontiarte.it - www.orizzontiarte.it
F: Orizzontiartecontemporanea
Communication Manager
Amalia Di Lanno
www.amaliadilanno.com - info@amaliadilanno.com
lunedì 29 giugno 2026
Lori Lako - Rememory
venerdì 26 giugno 2026
CARMINE CECOLA. IL FUOCO DELLA FORMA Ritorno in Puglia Sculture, dipinti e disegni (1923-2001)
CARMINE CECOLA. IL FUOCO DELLA FORMA
Ritorno in Puglia
Sculture, dipinti e disegni (1923-2001)
27
giugno – 12 luglio 2026
Opening:
sabato 27 giugno, ore 19.00
Frantoio
Damato, Rutigliano (BA)
Il Frantoio Damato è lieto di presentare Carmine Cecola. Il fuoco della forma. Ritorno in Puglia, una mostra antologica dedicata all’artista e alla sua metamorfosi della forma. L'esposizione, curata da Tommaso Evangelista, riunisce una significativa selezione di sculture, dipinti e disegni realizzati tra gli anni Cinquanta e Novanta, restituendo al pubblico la complessità di una ricerca che ha attraversato figurazione e astrazione senza mai aderire a scuole o correnti dominanti, ma ponendosi come forma di indagine del reale.
E’ la più importante rassegna dei lavori dell’artista dal 2012, anno della retrospettiva presso il Museo Crocetti di Roma a cura di Lorenzo Canova.
Nato a Monteroduni nel 1923 e
formatosi a Napoli presso l’Accademia di Belle Arti col maestro Alessandro
Monteleone, Carmine Cecola ha costruito nel corso della sua lunga attività un
linguaggio personale fondato sulla riduzione della forma all'essenziale. Nelle
sue opere il corpo umano, il cavallo, il gruppo di figure, il segno e la
geometria diventano occasioni per una continua riflessione sul rapporto tra
presenza e sintesi, tra materia e idea. La sua produzione rivela una costante
tensione verso l'essenza delle cose, una ricerca che attraversa tecniche e
materiali differenti mantenendo intatta una rigorosa coerenza poetica. Le sue
sculture si trovano in musei e collezioni private in Italia, Svizzera, Francia,
Spagna, Inghilterra, Irlanda, Venezuela, Messico e Canada, tra cui Ministero
della Pubblica Istruzione Italiano, Museo di Campobasso, Museo Guttuso di
Bagheria, Museo Emilio Notte a Ceglie Messapica, Museo Remo Brindisi a
Comacchio, Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, Galleria dell’Accademia
di Belle Arti di Napoli, Museo D'Arte delle generazioni italiane del 900 G.
Bargellini di Pieve di Cento, Musma Museo della Scultura Contemporanea Matera.
Il titolo della mostra nasce
proprio da questa tensione creativa. Il fuoco è elemento simbolico di definizione
cromatica e dinamica, ma anche il principio che alimenta la trasformazione
della materia e conduce la forma verso una progressiva purificazione. Come il bronzo
nella fusione o l'argilla nella cottura, i lavori di Cecola sembrano
attraversare una combustione lenta che elimina il superfluo per lasciare
emergere strutture essenziali, archetipiche, capaci di oscillare continuamente
tra riconoscibilità e astrazione, alla quale arriva verso gli ultimi anni della
sua vita, con esiti singolari. Anche il disegno rivela una deformazione
espressionista che si scontra con la sua severa definizione plastica. Scrive il
curatore «Da una parte la configurazione antropica tende verso assetti sempre
più assoluti; dall'altra le strutture geometriche sembrano custodire la memoria
di una presenza organica pronta a riaffiorare. Ne deriva una condizione di
costante mobilità nella quale ogni forma conserva tracce del proprio possibile
divenire mentre l'opera si presenta come un organismo in trasformazione».
L'esposizione assume inoltre
il valore di un ritorno simbolico in Puglia, terra legata alla vicenda
biografica dell'artista. Nel 1962 Cecola sposa infatti Milva Soria, sua allieva
e collega, originaria di Gioia del Colle, instaurando con la regione un
rapporto umano e culturale destinato a consolidarsi negli anni. Tale legame è
stato recentemente rinnovato dalla partecipazione al Premio Emilio Notte Over
40, edizione 2019, dedicata alla memoria di Goffredo Godi e curata da Vanda
Valente presso il Castello Ducale di Ceglie Messapica.
Ospitata negli spazi di
archeologia industriale del Frantoio Damato, la mostra, che segue l’importante retrospettiva
dedicata ad Antonio Rega, mette in dialogo il lavoro dell'artista con un luogo
dove il tema della trasformazione della materia è inscritto nella memoria
stessa dello spazio. Le antiche macchine del frantoio, le superfici consumate
dal tempo e la dimensione raccolta degli ambienti diventano così il contesto
ideale per accogliere opere che nascono da un analogo processo di
sedimentazione, sottrazione e metamorfosi.
Attraverso sculture, dipinti
e disegni emerge il ritratto di un autore che ha perseguito con ostinazione una
visione autonoma dell'arte, costruendo un lessico personale in cui il segno si
fa struttura, il corpo si trasforma in ritmo e costruzione e la forma diventa
luogo di incontro tra memoria, modernità e tensione spirituale.
INFORMAZIONI
Carmine
Cecola. Il fuoco della forma. Ritorno in Puglia
Sculture, dipinti e disegni (1923-2001)
A cura di
Tommaso Evangelista
Con il
patrocinio di:
Comune di
Rutigliano (BA)
Comune di
Monteroduni (IS)
MUSMA – Museo
della Scultura Contemporanea di Matera
27 giugno – 12
luglio 2026
Opening
Sabato 27 giugno, ore 19.00
Aperture
Giovedì – domenica 18.30 – 20.30
Aperture
straordinarie e visite su appuntamento
Frantoio Damato APS
Via San Francesco d'Assisi 12
Rutigliano (BA)



