martedì 24 marzo 2026

Miart 2026 - Trentesima edizione


miart celebra la sua trentesima edizione nella nuova sede della South Wing di Allianz MiCo con 160 gallerie provenienti da 24 Paesi, confermandosi tra le principali fiere internazionali.

Con il titolo New Directions, ispirato a John Coltrane, la fiera guarda al jazz come modello creativo, trasformando la propria struttura in uno spazio di improvvisazione e dialogo tra linguaggi, generazioni e prospettive artistiche.

Sezioni rinnovate, progetti speciali, premi e collaborazioni con istituzioni e partner compongono un programma attraversato da un ritmo comune, che estende l’esperienza da miart alla città e rafforza il ruolo di Milano nel panorama artistico globale.

Fiera Milano presenta la trentesima edizione di miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea diretta da Nicola Ricciardi che si svolge dal 17 al 19 aprile 2026 (VIP preview giovedì 16), e celebra questo importante traguardo valorizzando la propria storia e aprendosi a nuovi orizzonti.



Con il titolo New Directions – omaggio all'omonima raccolta delle incisioni realizzate nel '63 da John Coltrane (1926-1967) in occasione del centenario dalla sua nascita – miart 2026 fa propria la capacità del jazz di convertire uno standard noto in un terreno fertile per l’innovazione e abbraccia una trasformazione che coinvolge ogni aspetto della sua identità, a partire dalla nuova sede della South Wing di Allianz MiCo, uno spazio architettonico affacciato sul paesaggio contemporaneo di CityLife, pronto ad essere interpretato come uno spartito bianco.

Suddivise in tre sezioni – Emergent, Established ed Established Anthology – 160 gallerieprovenienti da 24 Paesi raccontano oltre un secolo di storia dell’arte, dai capolavori del primo Novecento alle ricerche più attuali. Un percorso che conferma miart come la fiera con la più ampia estensione cronologica e come una piattaforma capace di accogliere e rappresentare una pluralità di voci, celebrando il passato e al tempo stesso volgendo lo sguardo verso molteplici futuri.


Sezioni, gallerie e progetti speciali: il ritmo del nuovo layout
Come un’improvvisazione jazz che accosta memoria e innovazione in un dialogo vibrante, sezioni storiche e nuove prospettive sono protagoniste di un layout rinnovato che si articola su tre livelli distinti, concepiti per accompagnare i visitatori in un’esperienza di scoperta progressiva della fiera.

Ad accogliere il pubblico al piano d’ingresso trova posto Emergent, punto di partenza del percorso espositivo, che offre l’opportunità di scoprire le ultime tendenze dell’arte contemporanea attraverso una selezione di gallerie il cui programma è volto alla sperimentazione. La sezione, curata da Attilia Fattori Franchini, cresce, quest’anno, coinvolgendo 29 gallerie provenienti da tutto il mondo e conferma ancora una volta la sua posizione di riferimento internazionale. I 26 progetti espositivi affrontano temi come identità, memoria, corpo, strutture sociali e cambiamento climatico, attraverso pittura, scultura, ceramica, opere tessili, video e fotografia, con una forte presenza di artiste donne protagoniste di solo show e installazioni site-specific concepite ad hoc per la fiera.

La sezione storica Established ospiterà, al Level 0 della South Wing, 111 gallerie i cui progetti attraversano in modo organico l’arte del Novecento fino al tempo presente, mettendo in dialogo maestri dell’arte moderna, ricerche contemporanee e progettualità legate al design da collezione e d’autore. In questo ampio orizzonte, Established conferma la vocazione distintiva della fiera: far convivere tempi, media e genealogie diverse in un racconto in cui la contemporaneità si costruisce attraverso continuità, deviazioni, ritorni e nuove aperture. Tra gli stand emerge una pluralità di visioni: dai solo show monografici ai dialoghi generazionali, dai confronti tra moderno e contemporaneo ai focus su movimenti, geografie e materiali. Ne nasce una vera e propria costellazione di progetti in cui pittura, scultura, installazione, ceramica e fotografia diventano strumenti per indagare le trasformazioni del presente.

Al piano superiore prende forma la nuova sezione Established Anthology, che riunisce 20 gallerie internazionali attorno a un comune obiettivo: raccontare la complessità, le traiettorie e le trasformazioni del tempo. Le opere esposte indagano ciclicità, metamorfosi, memoria, salti temporali e futuri possibili, creando un dialogo continuo tra i linguaggi del moderno e le pratiche più attuali. Attraverso esposizioni tematiche, focus monografici e accostamenti generazionali, i progetti celebrano figure storiche e artisti contemporanei, esplorando le dimensioni di tempo, spazio e trasformazioni culturali. Established Anthology conferma così l’approccio di lunga data di miart, che considera la storia dell’arte non come una sequenza lineare, ma come un orizzonte vivo di ritorni, riscritture e anticipazioni.

A miart 2026 debutta inoltre il progetto speciale Movements, dedicato all’immagine in movimento e nato dalla collaborazione con il St. Moritz Art Film Festival. Curato da Stefano Rabolli Pansera, il programma presenta 20 film realizzati da artisti rappresentati da 15 gallerie, esplorando, per la prima volta a miart, il linguaggio poetico e sperimentale del video e del film d’artista.

Il tema di Movements: If Music indaga il rapporto tra musica e cinema come spazio di possibilità, in cui il film non è più narrazione ma vibrazione, ritmo e risonanza. Le opere presentate mostrano come il suono possa trasformare percezione, spazio e corpo, generando nuove forme di esperienza.

Organizzata in cinque movimenti, la rassegna attraversa: Materia e paesaggio, dove immagini e suoni emergono come campi di risonanza; Voce e traduzione, in cui la dissonanza diventa spazio collettivo e politico; Spazio ritmico, trasformato in architetture di loop e ripetizioni; Coreografia, dove il corpo è partitura, memoria e archivio vivente; Ritmo del lavoro, che rivela il potere trasformativo del gesto quotidiano.

Nel suo insieme, Movements | If Music propone un modo nuovo di vedere e ascoltare: la musica non accompagna le immagini, ma le genera, aprendo un territorio polifonico da abitare.

miart 2026 crea uno spartito di visioni eterogenee, in cui ogni progetto diventa nota di un accordo più ampio, generando un dialogo tra tempi, linguaggi e generazioni, e dando vita a un’esperienza collettiva in cui passato, presente e futuro dell’arte risuonano insieme e aprono nuove direzioni e possibilità creative.


Partner e premi: l’orchestra delle collaborazioni
In occasione della trentesima edizione, miart rafforza il dialogo con partner e sponsor, come un ensemble jazz in cui ogni voce contribuisce al ritmo collettivo, dando vita a un programma vivace di premi, fondi di acquisizione e iniziative speciali che celebrano la creatività condivisa.

Si rinnova la collaborazione con il Gruppo Intesa Sanpaolo, che supporta miart in qualità di main partner. Internazionalità, eccellenza e attenzione allo sviluppo culturale del territorio sono i valori che legano miart al gruppo bancario, con l'obiettivo di consolidare la centralità di Milano nel panorama nazionale e internazionale e di offrire alla città un ulteriore volano di crescita e sviluppo economico, culturale e civile.

In occasione di miart 2026, la Banca presenta il progetto Standard/Variations, curato da Nicola Ricciardi, che indaga il dialogo tra pittura e jazz negli anni Sessanta, mettendo in relazione le prime ricerche di Robert Ryman e Mario Schifano con l’evoluzione del jazz modale inaugurata da Kind of Blue di Miles Davis. Il progetto – realizzato anche con opere della Collezione Luigi e Peppino Agrati e distribuito tra l’area lounge della Banca in fiera e il caveau delle Gallerie d’Italia in Piazza Scala – interpreta il jazz non come semplice decorazione concettuale, ma come paradigma della modernità: l’innovazione nasce lavorando all’interno delle regole, trasformando la forma senza distruggerla. Le tele bianche di Ryman e i monocromi di Schifano mostrano come lo standard possa diventare soglia e risorsa, offrendo una lettura della sperimentazione come intensità distribuita nel tempo e armonia tra struttura e libertà. Nello spazio dedicato all’interno della fiera trovano spazio due monocromi emblematici: il rosso Analogo (1961) di Schifano e il bianco Winsor 20 (1966) di Ryman.
Sempre nell’area lounge della Banca, Intesa Sanpaolo Private Banking sarà presente con il servizio di art advisory, dedicato a chi considera l'arte un'opportunità di crescita diversificata del proprio patrimonio e vuole avvalersi di una consulenza altamente specializzata nella selezione, valutazione e gestione di collezioni o singole opere d’arte.
Si conferma anche il Fondo di Acquisizione di Fondazione Fiera Milano, istituito nel 2012. Del valore di 100.000 euro, il Fondo è destinato a opere d'arte che andranno a implementare la collezione di Fondazione Fiera Milano, oggi ospitata all'interno della Palazzina degli Orafi, sede di Fondazione, e che attualmente si compone di oltre 140 lavori in rappresentanza di linguaggi artistici differenti. Tutte le opere sono visibili su https://www.fondazionefieramilano.it/it/il-patrimonio/patrimonio-artistico.html.

Giungono all’undicesima edizione il Premio Herno, che conferisce un riconoscimento di 10.000 euro allo stand con il miglior progetto espositivo, e il Premio LCA Studio Legale per Emergent, del valore di 4.000 euro, istituito in collaborazione con LCA Studio Legale e destinato alla galleria che si distingue per la migliore presentazione all'interno della sezione Emergent.

Viene inoltre confermata per la quarta edizione la presenza a miart del Premio Orbital Cultura – Nexi Group, l’unico riconoscimento interamente dedicato alla fotografia, insieme al Premio Matteo Visconti di Modrone, istituito in ricordo del Presidente della Fonderia Artistica Battaglia. Per quest'ultimo viene assegnato un riconoscimento del valore di 10.000 euro destinato a un artista selezionato tramite open call, che avrà l’opportunità di realizzare la propria opera all’interno della fonderia, avvalendosi del supporto e della competenza dei maestri artigiani. La Fonderia Artistica Battaglia introduce inoltre quest’anno una Menzione Speciale, del valore di 1.000 euro, che offre all’artista selezionato la possibilità di utilizzare il contributo per realizzare una produzione o una sperimentazione presso la fonderia.

Si rinnova anche la SZ Sugar miart commission, nata in collaborazione con SZ Sugar, casa editrice dedicata alla musica colta contemporanea. Il progetto di questa edizione, che coinvolgerà anche CAM Sugar – il più ampio e prestigioso catalogo di colonne sonore originali italiane –, si concentra su due opere fondamentali del 1960: Audace colpo dei soliti ignoti di Piero Umiliani, tra i più prolifici e visionari compositori italiani di musica per il cinema, con la collaborazione del musicista jazz statunitense Chet Baker; e Invenzione su una voce per nastro magnetico di Bruno Maderna, uno dei compositori e direttori d’orchestra più influenti dell’avanguardia musicale italiana del ventesimo secolo. Le gallerie partecipanti a miart sono invitate a proporre ai loro artisti un lavoro di intervento diretto sui nastri delle due opere, da rielaborare e trasformare in nuove produzioni artistiche.

Inaugura in occasione della trentesima edizione della fiera Archivorum Publication Award per miart, che nasce in continuità con la filosofia che guida le attività di Archivorum. Il premio sostiene lo sviluppo e la realizzazione di un progetto editoriale originale, concepito in stretta collaborazione tra l’artista selezionato e un editore indipendente. L’iniziativa mira a superare il formato tradizionale del catalogo, favorendo la sperimentazione di nuovi linguaggi editoriali – tra cui, ma non solo, il libro d’artista.

La scelta dell’artista avverrà nell’ambito delle presentazioni della sezione Emergent e il premio avrà un valore di 20.000 euro.

Si confermano anche quest’anno il Premio Rotary Club Milano Brera per l’Arte Contemporanea e Giovani Artisti – istituito nel 2009 come primo riconoscimento nel contesto di miart e ora alla sua sedicesima edizione – che prevede l’acquisizione di un’opera di un artista emergente o mid-career da donare al Museo del Novecento di Milano, e il Premio Massimo Giorgetti, giunto alla sua quarta edizione. Nato dalla volontà dello stilista e collezionista Massimo Giorgetti di supportare giovani artisti all'inizio della propria carriera, il riconoscimento assegna un premio del valore di 5.000 euro.

L’assegnazione di questi prestigiosi riconoscimenti i sarà guidata dal contributo di direttori e curatori internazionali di altissimo profilo, che parteciperanno in qualità di giurati, tra cui: Clément Delépine, Direttore, Lafayette Anticipations, Parigi; Helena Kritis, Capo Curatore, WIELS Centre for Contemporary Art, Bruxelles; Arturo Galansino, Direttore Generale, Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze; Vittoria Matarrese, Curatrice Indipendente, Parigi; Edward Gillman, Direttore, Chisenhale Gallery, Londra; Alessio Antoniolli, Direttore, Triangle Network, Londra & Curatore Fondazione Memmo, Roma.

Per la trentesima edizione di miart si rinnovano altre partnership strategiche, come quella con il brand di moda MSGM, diretto e fondato da Massimo Giorgetti, che ha commissionato all'artista Alessandro Di Pietro (Messina, 1987) un’opera di animazione site-specific prodotta grazie alla collaborazione con OGR Torino e concepita appositamente per lo schermo LED outdoor della South Square di Allianz MiCo, spazio di connessione e accesso al nuovo ingresso della fiera. Il progetto, intitolato Buena vista, è un cortometraggio d’animazione che ha come protagonista Testa di Casa, personaggio creato da Di Pietro e apparso su FRANKENSTEIN Magazine nel 2023: unə ragazzinə milanese con un tetto al posto della testa che, dopo uno sfratto, si trova a fare i conti con una nuova condizione e con i bisogni più elementari, come mangiare e riposare: Milano diventa il suo letto e i simboli della città il suo nutrimento. Attraverso una sequenza di episodi quotidiani dal tono tragicomico e sfondi essenziali sullo stile de “La Linea” di Osvaldo Cavandoli, l’opera affronta il tema del diritto alla casa ponendolo come nucleo narrativo e politico del lavoro.

Anche Maison Ruinart conferma il suo impegno nel mondo dell'arte e della sostenibilità, presentando, all'interno della Lounge Ruinart e per la prima volta in Italia, le opere dell’artista giapponese Tadashi Kawamata, protagonista della serie Conversations with Nature 2026. Famoso per le sue opere e installazioni realizzate con legno e parti di arredi, l’artista invita a osservare le vibrazioni della natura, elemento fondamentale per l’armonia dello champagne.

Elle Decor Italia e Kartell valorizzano invece lo spazio del VIP Restaurant by Cracco, la rinnovata collaborazione con l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto racconta l’incontro e la contaminazione tra due eccellenze, arte e food, mentre l’inedita partnership con Radio Monte Carlo, official radio della manifestazione, rafforza e amplifica la vocazione jazz di miart 2026.Si rinnova per il quarto anno consecutivo la collaborazione con ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, che continua a offrire un contributo significativo allo sviluppo della dimensione internazionale della fiera. Il sostegno di ICE consente di amplificare la visibilità di miart all'estero e di favorire la partecipazione internazionale, consolidando il ruolo della manifestazione all’interno del panorama artistico globale.

Anche la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura torna a miart con uno spazio istituzionale aperto al confronto con operatori, istituzioni e stakeholder. L'occasione per presentare i programmi che strutturano la politica pubblica per l'arte contemporanea — Italian Council, Strategia Fotografia, PAC – Piano per l'Arte Contemporanea — nei loro diversi ambiti di intervento: dalla produzione e promozione internazionale degli artisti italiani al rafforzamento delle collezioni pubbliche. Nello spazio sarà anche possibile consultare le pubblicazioni che illustrano alcune delle ricerche prodotte nell'ambito di questi progetti.

Mostre e progetti speciali: il suono della città
Durante la settimana di miart, Milano si presenta come un paesaggio attraversato da molteplici risonanze. Tra mostre, performance e progetti speciali, emerge un fil rouge musicale che accompagna alcune delle principali proposte in città, mettendo in relazione pratiche, linguaggi e dispositivi espositivi diversi. Il suono, il ritmo, l’improvvisazione, la variazione e l’ascolto — oltre a essere elementi caratterizzanti del tema curatoriale di miart 2026 — diventano così strumenti per interrogare lo spazio, il gesto e la dimensione collettiva dell’esperienza.

Alle Gallerie d’Italia, il progetto “Ryman/Schifano : Standard/Variations” trova ulteriore spazio all’interno del Caveau, eccezionalmente aperto nei giorni di miart, con un nucleo di opere dei due artisti selezionate da Nicola Ricciardi attingendo anche alla Collezione Luigi e Peppino Agrati, la prestigiosa raccolta d’arte contemporanea oggi parte delle collezioni del Gruppo Intesa Sanpaolo grazie al lascito del Cavalier Luigi Agrati. I lavori trasformano lo spazio in una vera e propria “camera d’ascolto” della pittura, dove la riduzione del linguaggio rende percepibili differenze minime, scarti e possibilità del gesto. Il progetto espositivo dialoga poi, nella Sala Manzoni al piano superiore, con la monumentale Surface Veil IV di Ryman. Inserita in questo contesto curatoriale, l’opera rende ancora più evidente che la pittura non è semplicemente un genere o un’immagine, ma un fatto spaziale e materiale, quasi spirituale, in una relazione tra luce, fisicità, gesto e tempo di visione che ne rendono l’esperienza non dissimile da quella dell’ascolto dal vivo del jazz.

La mostra “Il ritmo dell’occhio. Don Bronstein e la scena jazz a Chicago 1953–1968” presso Triennale Milano, a cura di Filippo Fossati e Nicola Ricciardi, presenta per la prima volta in Europa il lavoro del fotografo Don Bronstein, figura appartata ma centrale nella cultura visiva americana del dopoguerra. Attraverso una selezione di fotografie dedicate ai protagonisti del jazz tra gli anni Cinquanta e Sessanta — da Nat King Cole a Miles Davis — il progetto restituisce un linguaggio visivo capace di trasformare il documento in esperienza sensibile. La mostra inaugura inoltre un percorso di ricerca che troverà continuità in Triennale nei mesi a seguire con “Henri Matisse. Jazz as a Method”, a cura di Viviana Bertanzetti e Nicola Ricciardi: un ulteriore capitolo di approfondimento che, a partire dall’opera Jazz (1947) del maestro francese, estenderà la riflessione al rapporto tra arti visive, composizione e sperimentazione editoriale.

Al PAC - Padiglione d’Arte Contemporanea trova invece casa “The only true anarchy is that of power”, la prima monografica europea dedicata a Marco Fusinato, artista e musicista tra i più innovativi della scena contemporanea internazionale. A cura di Diego Sileo, l’esposizione propone una selezione delle opere più significative degli ultimi anni, tra cui Desastres, l’imponente opera-performance con cui l’artista ha rappresentato l’Australia alla 59ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia nel 2022. La mostra segna il ritorno in Italia di Fusinato e invita il pubblico a entrare in un universo sonoro e visivo radicale, in cui la percezione è costantemente messa alla prova.

Presso Pirelli HangarBicocca, la mostra “The House That Jack Built” di Rirkrit Tiravanija indaga trent’anni di ricerca intorno alle pratiche spaziali e architettoniche dell’artista. Il progetto include dispositivi come untitled 2026 (demo station n. 9), una piattaforma a spirale pensata per incontri, performance e workshop, e configura l’esposizione come uno spazio da abitare e attivare. In questo contesto, venerdì 17 aprile, si inserisce l’intervento di Giotto Orsini, studente del Politecnico delle Arti di Bergamo, la cui ricerca si colloca in una linea di continuità tra linguaggi musicali afroamericani — techno, jazz e blues — intesi come pratiche di sperimentazione, resistenza e autonomia. Con The Blue Circle, Orsini evoca il dancefloor come condizione percettiva; riprendendo una lezione che rimanda anche a Miles Davis, l’attenzione qui si concentra su ciò che accade tra i suoni: pause, interstizi, zone di sospensione.

Sempre in Pirelli HangarBicocca, sabato 18 aprile la mostra “Rebecca” di Benni Bosetto, prima grande esposizione istituzionale dell’artista italiana, prende vita con un programma dedicato alle sue performance. Durante tutta la giornata, in diversi spazi della mostra, Benni Bosetto rimette in scena momenti tratti da suoi lavori performativi che emergono come apparizioni inaspettate, immagini oniriche che riattivano le opere in luoghi e tempi differenti. Attraverso momenti musicali, di danza e di canto le tre aree in cui è divisa la mostra, la Guancia, la Pancia e il Cuore, entrano in una modalità performativa che rimanda alla lunga ricerca di Benni Bosetto sui linguaggi del corpo. 

Infine, Fondazione Prada, e in particolare il Cinema Godard, prosegue la propria programmazione dedicata al cinema del presente e del passato. Durante il fine settimana di miart, all'interno della sezione #Supernova, rivolta ai talenti emergenti, al Cinema Godard verrà proiettato White Snail. Il film, scritto e diretto da Elsa Kremser e Levin Peter e presentato in concorso a Locarno nel 2025, si distingue anche per la colonna sonora originale firmata da John Gürtler e Jan Miserre, due compositori che negli ultimi anni si sono imposti come voci particolarmente riconoscibili della musica per immagini europea, capaci di costruire partiture tese, atmosferiche e molto sensibili alla relazione tra suono, spazio e intensità emotiva.

Numerose altre iniziative animano, dal 13 al 19 aprile, la Milano Art Week, manifestazione diffusa dedicata all’arte in tutte le sue forme, coordinata dall’Assessorato alla Cultura e organizzata da Arte Totale ETS . Un calendario di opening, installazioni, mostre, eventi e incontri accendono i riflettori sulla vivacità del sistema dell’arte milanese, e vedono protagoniste le principali istituzioni pubbliche e private della città.

New Directions vuole essere un invito a lasciarsi attraversare da linguaggi che si rinnovano, da artisti che osano, da gallerie che scommettono, da un pubblico che ascolta. Così come si ascolta il jazz: con rispetto, con stupore, con desiderio.

È questa la vocazione di miart 2026: come in un brano in cui ogni nota dialoga con la successiva, la manifestazione conferma con orgoglio le proprie radici reinterpretando la sua identità per raccontare il presente e immaginare nuove prospettive per il futuro.

Ufficio stampa Fiera Milano - miart:
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Stampa internazionale:
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miart 2026
17 - 19 aprile 2026
VIP Preview 16 aprile 2026
Allianz MiCo South Wing, gate 1-2 Milano




mercoledì 18 marzo 2026

DESTINATARIO SCONOSCIUTO

Serena Giorgi, Giulio Perfetti_Spazio immaginato 


Spazio Blue Train e The Kitchen art gallery, due spazi di Milano in zona Gorla - Naviglio Martesana, presentano dal 13 marzo al 16 aprile 2026 nella loro consueta modalità ‘una mostra, due spazi’ Destinatario sconosciuto, mostra collettiva, a cura di Silvia Franceschi, incentrata sul libro d’artista, al quale tuttavia ogni partecipante accosta anche lavori di altro tipo.

Discostandosi dalla forma tradizionale del libro e coniugando arte visuale e uso della parola, il libro d’artista appare una delle forme più pure di libertà di espressione, in linea con una visione dell’arte come spazio aperto e luogo di transito.

Non a caso il titolo della mostra è anche quello del libro del 1938 dell’autrice statunitense Kressmann Taylor, che tocca il tema della censura raccontando lo scambio epistolare tra un gallerista d’arte di San Francisco e il suo ex socio tornato in Germania agli albori del nazismo. Basato su una storia vera, il libro ricorda l’importanza di non abbassare la guardia di fronte a coloro che oggi, anche in occidente, sferrano attacchi inaccettabili alla libertà di espressione, di cui il mondo dell’arte per primo dovrebbe essere il baluardo.

La mostra invita un gruppo di sedici artisti di diverse generazioni che utilizzano tecniche anche molto diverse a esprimersi liberamente nel trasmettere il loro messaggio a un destinatario sconosciuto. Sconosciuto in quanto, così come il libro tradizionale è dialogo e narrazione con e per un pubblico che non si conosce se non in astratto, allo stesso modo l’arte visuale e il libro d’artista si rivolgono a un destinatario sconosciuto. 

Con questo destinatario il dialogo si fa solo apparentemente più semplice, perché l’artista che espone è consapevole che il pubblico può non apprezzarlo e addirittura denigrarlo. Il suo è quindi prima di tutto un atto di coraggio, ma anche di generosità, perché il suo messaggio è a disposizione del pubblico che sceglie di accostarvisi. Un messaggio che, nell’arte contemporanea, è spesso criptico, ma risiede forse proprio qui la sua forza più dirompente, quella di stimolare riflessioni, scardinare l’ordine costituito, immaginare altri mondi possibili e risvegliare quello spirito critico che nella società di oggi appare sempre più sopito.

In linea con la visione dell’arte come spazio di libertà e inclusione, è prevista una forma partecipativa anche deivisitatori che saranno invitati a imbucare, in una buca delle lettere presente in mostra, una busta con un messaggio indirizzato a un destinatario sconosciuto. Il destinatario potrà essere conosciuto da chi scrive/disegna (si potrà comunicare con un amore segreto, se stessi fra 5/10 anni, l’abitante di un altro pianeta, un rappresentante delle istituzioni) ma quanto comunicato resterà comunque sconosciuto al destinatario che non lo riceverà. Il messaggio potrà essere di qualunque tipo, scritto, disegnato etc., firmato oppure in forma anonima secondo la preferenza del singolo. 

Con i messaggi imbucati, a mostra finita, The Kitchen art gallery e Spazio Blue Train comporranno un libro d’artista collettivo che sarà esposto in un evento distinto in data da destinarsi. I messaggi potranno essere imbucati nel corso di tutta la mostra, ma a tale attività sarà anche dedicato un evento specifico domenica 22 marzo dalle ore 15.00 alle 19.00. 

La mostra si dipana in due diversi spazi di Milano, intimi e pieni di fascino in zona Gorla - Naviglio Martesana. Due realtà, Spazio Blue Train e The Kitchen art gallery, che dal 2021 dialogano organizzando insieme mostre, laboratori ed eventi.

L’inaugurazione di giovedì 12 marzo comincerà alle ore 18.00 contemporaneamente nei due spazi.

Gli spazi
È inizio estate 2021 quando Silvia Franceschi, founder di Spazio Blue Train e Serena Giorgi di The Kitchen art gallery si incontrano fortuitamente per la prima volta dal corniciaio di zona dietro al Naviglio Martesana. La prima, avvocato di formazione da sempre appassionata d'arte, ha già organizzato e curato mostre, e, approfittando di una tregua della pandemia, sta organizzando una collettiva nel suo spazio privato sulla Martesana. L'artista Serena Giorgi ha da poco aperto The Kitchen art gallery, in pieno Covid, con la doppia missione di luogo del fare e per esporre arte. L'intesa tra le due è immediata. Da allora hanno sempre collaborato nell'organizzazione di mostre che intendono soprattutto come espressione del loro sentire e dei loro valori.



 
Anna Giuntini_Avevamotutto
Silvia De Marchi_Libro libero

Andrea Meregalli_Fragile

INFORMAZIONI MOSTRA
Titolo: Destinatario sconosciuto
Artisti: Alessandra Angelini, Alberto Casiraghy, Silvia De Marchi, Bruna Ginammi, Serena Giorgi|Giulio Perfetti, Anna Giuntini, Mimmo Iacopino, Angelo Jelmini, Giusi Loisi, Giuseppina Maurizi, Andrea Meregalli, Marta Nijhuis, René Pascal, Mauro Pipani, Alfredo Rapetti Mogol, Paola Ricci.

A cura di: Silvia Franceschi

Luoghi: Spazio Blue Train (Via Fratelli Pozzi, 4 MI) 
The Kitchen art gallery (Via Asiago, 4 MI)

Durata: dal 13 marzo al 16 aprile 2026

Orari di apertura dal 13 marzo al 16 aprile 2026: 

@ Spazio Blue Train su appuntamento
@ The Kitchen art gallery
Martedì / venerdì:
a.m. su appuntamento / p.m. 15:30-19:00
Sabato: 10:00-12:30 /p.m. su appt 

Contatti e info: 
Spazio Blue Train
spaziobluetrain@gmail.com
+ 39 338 2167166

The Kitchen
thekitchenartgallery@gmail.com
+39 340 6798402

Ufficio Stampa 
Laura Cometa 
press@lauracometa.com | + 39 327 1778443

GIULIA NAPOLEONE | le ferite dell’azzurro...e il mare

SOPRA LE COLLINE, 2025

… al mare e al cielo, alle colline e al paesaggio adriatico, alle ferite dell’azzurro è dedicato l’evento espositivo a cura di Lúcio Rosato con il quale zerozerosullivellodelmare segna l’equinozio di primavera del 2026 e festeggia tre anni di attività, inaugurando sabato 21 marzo alle ore 19.00 l’esposizione del lavoro di Giulia Napoleone.

Le ferite dell’azzurro ... e il mare è un polittico in sei carte, coperte quasi completamente da pastello blu che lascia segni o frammenti di vuoto come cicatrici a disegnare provvisori confini, modificabili e attraversabili, finanche cancellabili con lo stesso blu, che inonda di mare e di cielo lo spazio della mente e dello sguardo felice ed emozionato come per una sintonia di intenti e di visioni, ci dice Lúcio Rosato, curatore dello spazio-officina di via dei marrucini, di sapere che questo lavoro è stato concepito da Giulia Napoleone appositamente per slm00 e realizzato nei primi mesi di questo nuovo anno per essere presentato in questa occasione, insieme ad altri lavori recenti (2025 > 2026) che indagano il silenzio attraverso il blu e un punto di rosso, delineando un nuovo paesaggio fatto di memorie e di possibilità trovano collocazione in questa esposizione anche tre lavori storici: due chine (viaggio nel sogno del 1987 e ombre lontanedel 1991) e un acquarello azzurro (trasparenze del 1986) che insieme raccontano con essenzialità e rigore un esercizio che ha visto da sempre impegnata Giulia Napoleone alla ricerca della verità attraverso il silenzio il suo operare è come un Karma, una preghiera fatta da una “suora laica”, come la definiva già negli anni Novanta Lorenza Trucchi per la dedizione e la devozione che Giulia rivolge da sempre al proprio lavoro; un lavoro fatto di movimenti continui che si ripetono apparentemente uguali a ricercare esattezza negli affiancamenti, nelle coesioni, nella sintesi, capaci davvero di disegnare un mondo diverso attraverso quello che Lorenzo Fiorucci definisce il suo “gesto morale”ci troviamo davanti a segni senza confine che manifestano la capacità di un artista di interrogarsi e intervenire in un periodo storico segnato da confini chiusi e/o da confini usurpati, con l’azione concreta, come lo è quella dell’arte, di rompere il silenzio attraverso il silenzio. “Giulia è infatti capace di tracciare un segno che non è mai confinato in un recinto spaziale, ma semmai lo connota” scrive Lorenzo Fiorucci in uno dei testi che accompagna, insieme a quelli di Bruno Corà e Luigi Lambertini, il catalogo dell’esposizione tenutasi nella Pinacoteca Vasariana di Città di Castello nel 2025 un particolare ringraziamento alla galleria Il Ponte di Firenze e al suo direttore Andrea Alibrandi 

Giulia Napoleone (Pescara 1936) rientrata nel 2009 da Aleppo, dove avrebbe voluto continuare a vivere se le vicende geopolitiche lo avessero permesso, si allontana definitivamente da Roma per vivere e lavorare in un piccolo borgo della Tuscia Viterbese, alternando frequenti permanenze in Svizzera. All’interesse per la pittura affianca da subito quello per la musica, che coltiva con lo studio del violino, e per la fotografia. Si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Roma e si specializza nelle tecniche incisorie frequentando la Sala Studio della Calcografia Nazionale di Roma. La carta si rivela da subito il supporto preferito sul quale interviene con inchiostro, acquarello e pastello. Tante le esposizioni nazionali ed internazionali: dalla prima alla galleria Numero di Firenze nel 1963 alla più recente alla pinacoteca vasariana di Città di Castello nel 2025. Nel 2018 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma ricompone il suo percorso artistico con una mostra antologica a cura di Giuseppe Appella, mentre nel 2020 la galleria Il Ponte di Firenze affida a Bruno Corà la curatela di “nero di china” che ne ripercorre tutta la produzione ad inchiostro di china.

GIULIA NAPOLEONE | le ferite dell’azzurro...e il mare 
a cura di Lúcio Rosato 

inaugurazione sabato 21 marzo 2026 ore 19.00
fino al 18 aprile 2026
da martedì a sabato, dalle 18.00 alle 20.00

s.l.m.00 - via dei marrucini, 19-23 - Pescara

martedì 10 marzo 2026

RITUALI CONTEMPORANEI al Museo CAM

Bassam Kyrillos (Libano)

Il 20 marzo, dalle ore 21.30, il CAM Museum apre le sue porte a “Rituali Contemporanei”, un evento che celebra la forza dell’arte come linguaggio universale e strumento di riflessione tra ritualità secolari e conflittualità contemporanee. Pensata prima dello scoppio degli ultimi scontri in Iran e in tutto il Medio Oriente, la mostra, a cura di Alma Idrizi,riunisce le opere di 45 artisti provenienti da diverse parti del mondo quale segno di unione tra i popoli, ribadendo attraverso l'arte e la musica un messaggio di pace. 

Antonio Manfredi, direttore del CAM, sottolinea l'impegno del museo nel sensibilizzare le coscienze denunciando gli orrori della guerra e superando le barriere fisiche e culturali: “ Il CAM si è sempre contraddistinto per la sua interdisciplinarietà e per l'internazionalizzazione ma soprattutto per l'attenzione agli eventi dell'attualità. Sono nate così mostre a sostegno di oppressi e di popoli invasi, i loro artisti ci hanno inviato le proprie opere per far sentire una voce troppo spesso ignorata. Abbiamo raccolto una collezione imponente che testimonia quanto il panorama creativo sia estremamente eterogeneo. Il nostro compito, e quello della cultura tutta, è quello di scuotere gli animi, di abbattere gli steriotipi e cercare di ampliare lo sguardo sulla realtà. Veicoliamo tale messaggio attraverso l'arte e questo evento ci parla ancora una volta di unità, di confronto e di dialogo tra culture.”

Il percorso espositivo al museo di Casoria intreccia infatti visioni e sensibilità differenti. Pittura, scultura, installazioni, fotografia e performance dialogano tra loro in un racconto corale che esplora i rituali del nostro tempo, mettendo in luce le trasformazioni e le crisi della società contemporanea.

Le opere si fondono con la musica dell’artista Ivan Granatino, con la direzione musicale di Stella Manfredi e Luigi Castiello, creando un’esperienza immersiva in cui suoni e immagini si intrecciano per amplificare emozioni e significati. Un viaggio multisensoriale che utilizza i diversi linguaggi dell’arte per raggiungere un messaggio universale: in un’epoca complessa e in continuo cambiamento, l’arte può e deve mantenere il suo ruolo di denuncia, stimolando consapevolezza e dialogo.

Il percorso artistico sarà arricchito dalla partecipazione di numerosi ospiti speciali, in un alternarsi di teatro e musica Accompagneranno il pubblico in una serata intensa e coinvolgente: il carisma e la profondità di Peppe Lanzetta, l’originalità musicale di Ebbanesis, le sonorità contemporanee di Mikael G e l’eleganza dei CAM QUARTET.

“Rituali Contemporanei” non è solo una mostra, ma un’esperienza collettiva: un incontro tra artisti, pubblico e territorio, dove l’arte diventa rito condiviso, spazio di confronto e strumento di trasformazione culturale.

La serata si concluderà con un dj set presso l’EXIT, il Concept Bar del CAM.
Ingresso con contributo associativo 
Info: +39 3332972239


ARTISTI IN MOSTRA:
Jalal Alwan (Regno Unito) - Ahmed Atef Gaafary (Egitto) - Khalid Alshatti (Kuwait) - Omar Alrashid Alhosani (Bahrain) - Tarek Basha (Egitto) – Bahaiden (Germania) - Andjelija Brankovic (Serbia) - Fabio Massimo Caruso (Italia) - Irina Cernjavski Santric (Serbia) - Monika Dimitrova (Bulgaria) - Tasneem Elmeshad (Egitto) - Khalid El Bekay (Marocco) - Sher Ifa Farghal (Egitto) - Zainab Foda (Egitto) - Yasser Gaessa (Egitto) - Aleksandra Gedeon (Serbia) - Zieyad Ghazi (Iraq) - Taher Hamouda (Egitto) - Zaman Jassim (Arabia Saudita) - Moataz Kamal (Egitto) - Bassam Kyrillos (Libano) - Miroslava Ledo (Venezuela) - Manuela Mandic (Croazia) - Kinda Marouf (Egitto) - Siham Mansour (Arabia Saudita) - Jo Ann Morning (Stati Uniti) - Ali Nabeel (Iraq) - Nahar Marzooq (Arabia Saudita) - Katarina Novakovic (Serbia) - Ahmed Osman (Egitto) - Natasa Petejcuk (Montenegro) - Sergei Pietila (Finlandia) - Mehrnoush Pishroyan (Iran) - Carmen Poenaru (Romania) - Mimoza Rraci (Kosovo) - Ahmed Sakr (Egitto) - Dina Sabri (Egitto) - Gehan Saude (Egitto) - Rasha Soliman (Egitto) - Brian Testa (Stati Uniti) - Naheed Turkestani (Arabia Saudita) - Jafer Taouri (Svezia) - Mirsada Vejselaj (Germania) - Kadri Wassilla (Algeria) - Yip Yew Chong (Singapore)

IVAN GRANATINO 
Nasce a Caserta nel 1984 e fin da piccolo inizia a muovere i primi passi nel mondo della musica grazie al padre, interprete di musica classica napoletana, che gli trasmette quella che è diventata poi una grande passione che si orienta sempre di più verso il rock e l'hip hop, tanto da intraprendere un percorso artistico personale che lo porta a creare un crossover tra questi due generi musicali. Ivan Granatino collabora con grandi artisti del panorama italiano come Clementino, Club Dogo, Luchè, Gué Pequeno, Gigi D'Alessio, Franco Ricciardi e D-Ross. Nel 2014 il grande palcoscenico di Rai Due di The Voice of Italy offre al giovane rapper la possibilità di farsi conoscere dal grande pubblico e farsi apprezzare dalla giuria, infatti dopo aver superato l'audizione al buio sceglie J-Ax come coach nella sua avventura. Dopo l'esperienza tv, Ivan esce con il singolo "Pare mo," pubblicato nel 2015. A maggio 2017 pubblica l'album "Ingranaggi". Diversi brani di Ivan sono stati utilizzati come colonne sonore di film e serie tv: "Gomorra 4" e "Gomorra 5 - l'ultima serie" "Reality" di Matteo Garrone, il corto presentato alla 75esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia "La Gita" , l'ultimo film di Claudia Gerini, "Mancino Naturale". Anche attore nei film dei Manetti Bros "Song e Napule" e "Ammore e mala vita" e "L'oro di Scampia" di Marco Pontecorvo con Giuseppe Fiorello.

PEPPE LANZETTA 
Napoletano classe ’56, debutta sulla scena nel 1983 con Napoletano pentito. Autore e interprete di numerosi spettacoli teatrali, ha vinto con Malaluna il premio Olimpici del teatro 2004. Attore e autore anche per cinema e televisione, ha lavorato con registi come Piscicelli, Tornatore, Cavani, De Crescenzo, Loy, Martone, Asia Argento, Scimeca, Abel Ferrara. Ha pubblicato libri di racconti, ballate, romanzi, tra cui Figli di un Bronx minore, Incendiami la vita e Giugno Picasso (premio Domenico Rea 2006). Le ultime opere di Peppe Lanzetta InferNapoli (Garzanti) 2011,Pane e peperoni. Ad est dell’equatore, 2012 e Sognando l’Avana. Cento Autori, 2013, Il cavallo di ritorno 2014, L’isola delle femmine 2015.

LE EBBANESIS
Duo napoletano formato nel 2017 da Viviana Cangiano e Serena Pisa. Nate sul web con reinterpretazioni in chiave moderna del repertorio partenopeo, raggiungono rapidamente grande popolarità social. Dopo il tour SerenVivity in Italia e all’estero, pubblicano gli album Serenvivity (2018) e Transleit (2020), quest’ultimo dedicato a celebri brani tradotti in napoletano, tra cui Bohemian Rhapsody dei Queen. Hanno preso parte al film Qui rido io di Mario Martone, collaborato con Massimo Ranieri e con Mario Tronco in una versione napoletana del Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart, affermandosi come realtà originale tra tradizione e innovazione.

MIKAEL G
Musicista, polistrumentista, autore e compositore originario di Napoli. È riconosciuto per la sua versatilità artistica e la capacità di fondere elementi melodici con ritmiche moderne, costruendo un’identità sonora personale che lo distingue nel panorama italiano. Nel corso della sua carriera ha pubblicato diversi singoli e brani apprezzati dal pubblico (tra cui Ho visto Maradona, Sarò con Te e Conquista la Vittoria), consolidando la sua reputazione sia come interprete sia come talento creativo nella scrittura e negli arrangiamenti musicali. La sua collaborazione con artisti di rilievo include anche il contributo al nuovo singolo di Ivan Granatino, dove ha partecipato alla realizzazione del brano tramite composizione, arrangiamento o performance, confermando ancora una volta la sua dimensione professionale e il suo ruolo attivo nelle produzioni più attuali.

CAM QUARTET
Il Cam Quartet è il quartetto d’archi stabile del CAM Museum, formatosi nel 2018. Il gruppo è composto da Pasquale Termini, Nico Giordano, Antonella De Chiara e Stella Manfredi. Nel corso degli anni hanno collaborato con artisti della scena nazionale e internazionale come Lucky Salvadori, Scott Siskynd,La Maschera, Tommaso Primo, Franco Ricciardi, Vesuviano, Ivan Granatino, Andrea Tartaglia, Gabriele Esposito e molti altri protagonisti del panorama musicale contemporaneo. Nel loro percorso artistico hanno ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Massimo Troisi e il Global Shell 2020.

Graziella Melania Geraci
Press officer
mob.+39 3475999666 (Italy)
mail pressofficecam@gmail.com
CAM MUSEUM Via Calore sic, Casoria, Napoli www.casoriacontemporaryartmuseum.com

Rita Angelotti Biuso. Chiari del bosco

Inafferrabile 2021

Il 14 marzo 2026, dalle ore 18.00, Hyunnart Studio presenta la personale di Rita Angelotti Biuso, “Chiari del bosco”, con testo critico di Tiziana Musi.

In mostra una serie di dipinti ad olio, realizzati sin dal 1993 fino alle più recenti tele del 2026, in cui si denota una progressiva predilezione per l’astrazione lirica e per il tema del paesaggio, divenuto protagonista assoluto della sua poetica. “La natura è percepita, non come realtà statica e stabile, ma come fenomeno in continuo movimento. Rita Angelotti Biuso si compenetra con il paesaggio, attraverso pennellate rapide di colore, nervosamente sovrapposte in una spuma materica luminosa che si espande dalle ombre. Il colore giocato su variazione timbriche dense si fa segno ritmico, si apre su squarci di luce verticali decentrati, o scontorna un centro di spazio- luce”. 

La ricerca dell’artista si fonda sulla necessità di arrivare in modo anarchico alla pittura, attraverso ripetute stesure di colore, continuamente ripensate, annullate, sperimentando anche linguaggi differenti: la scrittura (nel 2018 pubblica un piccolo libro “Scritti Incompiuti”), la poesia, l’assemblage, l’incisione. “Posso essere anarchica a trasformare la mia idea in corso d’opera e dopo mille ripensamenti tornare alla primigenia”, afferma l’artista.

Nelle opere di Rita Angelotti Biuso la vita e l’arte si sono fuse in una progressiva sedimentazione di emozioni e sovrapposte in una costante sperimentazione quotidiana del fare, che si rivelano anche nella sua abitazione/studio, dove sono raccolti numerosi oggetti realizzati con scarti del quotidiano, bottiglie di plastica, pezzi di legno, frammenti di carte colorate, ecc. Il percorso espositivo dello Hyunnart Studio cercherà di restituire alcune atmosfere dello studio dell’artista.

Rita Angelotti Biuso, Roma 1934, si diploma in scenografia nel 1957 con Toti Scialoja e Mario Rivasecchi. Mostre in Italia, Germania, Romania. Vive a Roma.



Rita Angelotti Biuso
chiari del bosco

testo di Tiziana Musi
14 marzo – 24 aprile 2026

Inaugurazione sabato 14 marzo 2026, ore 18.00

Hyunnart Studio
viale Manzoni 85-87, Roma 00185
orario settimanale: dal martedì al venerdì 16.00/18.30
per appuntamento: 3355477120, pdicapua57@gmail.com


venerdì 27 febbraio 2026

Marcello Nitti – Proxemica



Nuovo appuntamento con l’arte contemporanea da Spazio MICROBA, che presenta Proxemica, mostra di Marcello Nitti, a cura di Riccardo Pavone e Marialuisa Sorrentino con un testo critico di Nicola Zito, che sarà inaugurata sabato 28 febbraio 2026, alle ore 18,30.


Nell’ambito della personale, l’artista propone una selezione di lavori pittorici e installativi inediti che si configurano come il frutto di un’esplorazione delle molteplici dimensioni e dinamiche che regolano il rapporto tra l’uomo e l’ambiente circostante, che viene inteso sia come spazio naturale e urbano che come luogo di incontro e di relazione sociale tra gli individui.

L’esposizione delle opere di Marcello Nitti, realizzata in collaborazione con l’Associazione culturale Achrome e inserita in De corporis fabrica, programma di mostre personali curate da Riccardo Pavone, Marialuisa Sorrentino e Nicola Zito, resterà aperta e visitabile fino al 28 marzo 2026, dal martedì al sabato, dalle ore 17 alle ore 20.

MICROBA si pone lontano dal canonico concetto di galleria d’arte e, anche in questo nuovo ciclo di eventi, rinnova la propria aspirazione di spazio laboratoriale e sperimentale. Attraverso le opere e le esperienze di artisti giovani ma già di respiro nazionale e internazionale, il centro barese persegue la propria missione nel territorio e intende introdurre stimoli di riflessione nel contesto culturale circostante.

L’Associazione culturale Achrome è un collettivo che opera nel campo dell'Arte Contemporanea, muovendosi tra molteplici ambiti, dalla didattica alla ricerca, dall'organizzazione di eventi espositivi alla formazione professionale. Intessendo rapporti con il territorio, Achrome si propone di favorire un rinnovato e più proficuo dialogo tra la città – e i suoi abitanti – e le dinamiche dell'Arte Contemporanea.

Marcello Nitti nasce a Taranto nel 1988. Nel 2007 si iscrive al corso di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, dove coltiva il proprio interesse per la figurazione. Conseguito il diploma accademico di I livello, decide di proseguire autonomamente la propria ricerca, approfondendo la conoscenza degli aspetti tecnici e formali della tradizione pittorica e contemporaneamente cercando di sviluppare una poetica personale. Negli ultimi anni recupera l’interesse per la calcografia sviluppando diversi progetti che vedono protagonista questa tecnica. Nel 2019 si iscrive al corso di Grafica d’Arte dell’Accademia delle Belle Arti di Lecce dove consegue il diploma accademico di II livello. Nel 2021 fonda, insieme a Mauro Curlante, Guado Edizioni, progetto editoriale incentrato sulle tecniche di stampa tradizionali e sul loro utilizzo nelle pratiche contemporanee. Dal 2023 è docente precario nella scuola secondaria. Coinvolto in progetti di residenza artistica in Italia e all’estero, ha all’attivo diverse mostre, tra cui: What’s more than enough e Esprit de Géométrie, presso Riccardo Costantini Contemporary, Torino (2024 e 2025); Zacht, Stil en Traag, collettiva presso il PAK – Platform Voor Actuele Kunsten, Gistel, Belgio (2024); Fear, collettiva presso lo Psychiatrisch Centrum Sint-Amandus, Beernem, Belgio (2023); Immagini immaginari, bipersonale con Niccolò Masini presso il MUST – Museo Storico Città di Lecce (2021). Attualmente vive e lavora a Lecce.


martedì 24 febbraio 2026

Trees: Manolis Baboussis ,Lydia Dambassina, Lello Gelao, Gabriela Golder, Carolina Jonsson, Clare Langan , Margarida Paiva


Muratcentoventidue Artecontemporanea è lieta di presentare Trees, una mostra collettiva che annovera tra i partecipanti Manolis Baboussis, Lydia Dambassina, Lello Gelao, Gabriela Golder, Carolina Jonsson, Clare Langan , Margarida Paiva.

L'albero è oggi riconosciuto come un pilastro fondamentale dell'ecosistema, un essere dotato di intelligenza collettiva e un modello di resilienza indispensabile per la nostra sopravvivenza. L'arte contemporanea ha giocato un ruolo cruciale nel superare la "Plant Blindness", ovvero l'incapacità storica dell'uomo di percepire le piante come organismi vitali, trasformando l'elemento vegetale da semplice sfondo a "co-autore" attivo dell'opera e simbolo di urgenza climatica.

L'albero non è più un'icona statica, ma un perno etico necessario per ripensare il nostro rapporto con la biosfera. Attraverso linguaggi che spaziano dalla fotografia all'installazione, gli artisti in mostra ci invitano a superare la visione antropocentrica e a riconoscere finalmente l'albero nella sua complessa e vitale interezza.


TREES
Manolis Baboussis, Lydia Dambassina, Lello Gelao, Gabriela Golder,Carolina Jonsson, Clare Langan, Margarida Paiva

Inaugurazione
Sabato 21 febbraio 2026 ore 19.00

Periodo
21 febbraio – 31 marzo 2026

Muratcentoventidue-Artecontemporanea
Via G. Murat 122/b – Bari
Orari di apertura

La mostra sarà visitabile solo su appuntamento

Info
3348714094 – 392.5985840
info@muratcentoventidue.com
www.muratcentoventidue.com


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