domenica 22 novembre 2020

PAESAGGI UMANI/POSTCARD

 


“Le vostre mani leggere, abili come api// cariche come mammelle di latte// intrepide come la natura” Nazim Hikmet

Paesaggi umani/ postcard” si inserisce all’interno dei progetti di collettive d’arte che l’associazione Alauda promuove ogni anno, nel mese di dicembre.

Ogni anno la collettiva è legata ad un tema e ad una suggestione tecnica o di “supporto” per le artiste e gli artisti partecipanti. Abbiamo avuto opere su e con scatole di fiammiferi, opere legate alle carte dei tarocchi, opere in piccolo formato. Quest’anno, 2020-2021, è la volta delle opere nel formato cartolina. Cartoline artistiche che possano suggerire movimento e spazialità, coralità.

L’idea è quella che ci si cimenti con la mail art, proponendo opere d’arte disponibili ad un pubblico vasto. Il nome della collettiva, “Paesaggi umani”, deriva da una suggestione “rubata” ad uno studio in itinere del gruppo musicale “La Cuspide Malva“, che ringraziamo. Si tratta del titolo di un’opera dello scrittore, poeta e attivista Nazim Hikmet, di cui la citazione sopra.

Il binomio “Paesaggi umani” rende chiaro l’intento di far ruotare le opere attorno alla relazione che l’essere umano ha con l’ambiente che lo circonda, con la struttura sociale, politica, etica in cui vive. Come l’essere umano si è costruito, decostruito e come si costruisce e decostruisce dentro e fuori di sé, soprattutto in questo delicato momento storico.

L’idea è quella di creare, attraverso le opere d’arte, una mappa dei paesaggi umani, una mappa di relazioni, emozioni, situazioni in cui l’essere umano è al centro del discorso. Una centralità che lo vede in una posizione di forte responsabilità nei confronti di se stesso, della terra con tutte le sue creature animali e vegetali, del tempo passato e di quello futuro.

Le artiste e gli artisti di questa quarta edizione di mostre d’arte a cura di Alauda sono stati in parte selezionati attraverso una call aperta e in parte invitati secondo uno storico di relazione e stima con l’associazione, che tiene in particolar modo a promuovere l’attività artistica dei partecipanti, portando il pubblico sempre un po’ più vicino al mondo artistico.

Il team organizzativo è formato non solo dalle socie fondatrici di Alauda, le sorelle Iula e Jara Marzulli, ma anche da Grazia Salierno e Nicoletta Tangorra. Ringraziando le e gli associati che, con la loro stima e vicinanza, rendono possibile lo svolgersi delle attività.

Le artiste e gli artisti della mostra “Paesaggi umani/ postcard”

*Info, link utili e bio nella sezione “Artists” di Alauda

ADINA GEORGIANA CATUCCI – ALESSIA MOSCHINI  -   ANDREINA CRISTINO – ANGELA CASCINI       -   ANGELA REGINA – ANNA COLOMBO - ANNALISA SCHETTINO – ALESSANDRO COLUCCI        -       ALESSANDRO RONCHETTI – ALESSIA MOSCHINI  -  ALESSIA SOMMAVILLA E MICHELE BOI : COLLETTIVO “MA” - ARIANNA CAFARCHIA – ARNALDO NEGR I-CAMELIA ROSTOM – CARLA MASSIMETTI     CATERINA CODATO – CATERINA SCANDURRA   -   CINZIA SCARPA – CHIRISTOPHE HOMPESCH             CLARA PATELLA – CLAUDIA VENUTO -      COJOCARU VICTORIA – CRISTINA DAVOLI -CRISTINA MANGINI – CRISTINA ZAPPATINI – DARIA PETRILLI – DOMENICO SFORZA   -    -    ELVEZIA ALLARI – ENRICO SERRAGLINI  - FRANCESCA DI CIAULA – FRANCESCA VESENTINI -FRANCESCO PIRO – FRANCO CORTESE - GIOVANNI DESERIO – GIULIANA SCHIRINZI-  GIUSEPPE MARCO ROSSETTI – GRAZIA LAMBERTI     - GRAZIA SALIERNO -ILARIA GONNELLI – INDIRA YAKOVENKO - JARA MARZULLI – JOSE IGNACIO NAHUELPAN ORELLANA -KATIA BALDELLI-LAURA MUOLO – LAURA ZERBIB       -   --         LEO RAGNO – LOREDANA -LUCA DI NAPOLI -MARIA LUCIA DINOTA – MARIELLA VALERIO    -   MARIO DE GABRIELE – MASSIMO CASALINI -  MASSIMO NARDI – MASSIMO CELLAMARE  -    MICHELE DI PINTO – MONIA STRADA ---PAKY BRUNO – PIETRO DE SCISCIOLO -SALVATORE ALESS – SALVO RIVOLO  -    SAMANTHA TORRISI – SARA PRINCIPI    -  SEBASTIANO PLUTINO – SERGIO ILLUMINATO  -TANIA PALAZZI – TANIA TULLO  -   TINA SGRO’ -VALERIA DI PONIO – VERONICA CICCARESE  -VISCONTI ERIKA

Date e luoghi
La mostra delle cartoline d’arte di artisti selezionati si svolgerà in data indicativa dal 13 dicembre 2020 fino al 6 gennaio 2021, salvo impedimenti o ritardi particolari dovuti all’attuale situazione emergenziale, mentre il luogo, sempre salvo possibili cambiamenti, sarà il palazzo storico dell’ Ex Municipio di Adelfia, comune pugliese in provincia di Bari.

alauda.ala@gmail.com 

venerdì 20 novembre 2020

Lisetta Carmi. Voci allegre nel buio Fotografie in Sardegna 1962-1976

Il MAN Museo d’Arte Provincia di Nuoro presenta da venerdì 4 dicembre 2020 a domenica 7 marzo 2021 una grande antologica dedicata a Lisetta Carmi (Genova, 1924), una delle più significative protagoniste della fotografia italiana del secondo dopoguerra.
La mostra, a cura di Luigi Fassi e Giovanni Battista Martini, si inserisce nell’ambito

La rassegna porta alla luce un capitolo inedito della fotografia di Lisetta Carmi, quello dedicato alla Sardegna, riunendo centinaia di scatti in bianco e nero realizzati tra il 1962 e il 1976 durante numerosi e ripetuti soggiorni nell’isola. Completa il percorso espositivo una serie inedita di diapositive a colori che ritraggono i paesaggi dell’entroterra sardo, con boschi, fiumi e laghi colti nella loro dimensione più arcana ed evocativa.

Due sezioni della mostra sono poi dedicate alla serie de I Travestiti (1965-1971) e agli operai del porto di Genova (1964). La prima è l'esito degli anni di frequentazione dedicati da Lisetta Carmi alla comunità dei travestiti di Genova, relegata ai margini della società, condividendo con empatia un quotidiano che contrappone alla marginalizzazione sociale momenti di vita in comune. La seconda è l'esito di un servizio fotografico del 1964 sui lavoratori del porto del capoluogo ligure, realizzato con l'obiettivo di denunciare le durissime condizioni del lavoro.

La mostra è accompagnata da un ampio catalogo monografico edito da Marsilio e corredato da saggi critici di Etienne Bernard, Nicoletta Leonardi, Giovanni Battista Martini e Luigi Fassi.

Da venerdì 04 dicembre 2020 a domenica 07 marzo 2021, il MAN di Nuoro presenta inoltre il progetto espositivo D’oro e verderame, una selezione di opere tratte dalla collezione permanente del museo a cura di Luigi Fassi ed Emanuela Manca.

CONTATTI PER LA STAMPA
PCM Studio di Paola C. Manfredi
Via Carlo Farini, 70 - 20159 Milanowww.paolamanfredi.com | press@paolamanfredi.comT. +39 02 36769480

INFORMAZIONI PRATICHE

Lisetta Carmi. Voce allegre nel buio Fotografie in Sardegna 1962-1976
a cura di Luigi Fassi e Giovanni Martini

Da venerdì 4 dicembre 2020 a domenica 7 marzo 2021

Open day: venerdì 4 dicembre 2020 dalle ore 10 alle 19.00

MAN Museo d’Arte Provincia di Nuoro
via Sebastiano Satta 27, Nuoro
www.museoman.it | info@museoman.it
T. +39 0784 252110
Orari 10:00 – 20:00 | lunedì chiuso.
Biglietti intero 5 euro; ridotto 3 euro (dai 18 ai 25 anni); gratuito under 18 e prima domenica del mese.

NOTE BIOGRAFICHE

Lisetta Carmi (Genova, 1924) nasce da una famiglia borghese di origini ebraiche e sarà per questo costretta all'esilio in Svizzera in tenera età. Dopo un lungo periodo dedicato alla musica e al pianoforte, Carmi abbandona la carriera di pianista per dedicarsi alla fotografia come mezzo di impegno politico e di personale ricerca interiore. Autodidatta, impara le basi del mestiere lavorando per tre anni come fotografa di scena al teatro Duse, nella sua città, quindi compie una serie di reportage, come quello sui lavoratori del porto di Genova. Il suo impegno nella fotografia prosegue compiendo numerosi viaggi in Israele tra il 1958 e il 1967, quindi in America Latina nel 1969, per spostarsi poi in Oriente, visitando l'Afghanistan, il Pakistan, l'India e il Nepal. Tra il 1962 e il 1974 si reca con frequenza in Sardegna, documentando con i suoi scatti la vita sociale dell'isola, in particolar modo in Barbagia.


Nel 1972 è pubblicato il volume I travestiti, che provoca un certo scandalo. In uno dei viaggi in Oriente conosce Babaji, un incontro che segna una svolta radicale nella sua vita e la porta nel 1979 a fondare l'ashram Bhole Baba a Cisternino in Puglia, dove si dedica alla pratica e alla divulgazione degli insegnamenti del suo maestro.

MAN | Museo d’Arte Provincia di Nuoro
Il MAN apre al pubblico nel 1999 all’interno di un edificio degli anni Venti situato nel centro storico di Nuoro. Il primo nucleo della collezione nasce dall’accorpamento di alcune raccolte pubbliche (Provincia, Comune,Ente provinciale per il turismo, Camera di commercio).
L’idea di una pinacoteca provinciale trova presto sviluppo in un progetto museale aggiornato in cui al lavoro di ricerca e conservazione si affianca un’intensa attività espositiva e laboratoriale. La collezione si arricchiscedi nuove acquisizioni e l’attività si estende al contesto territoriale. Nel 2004 il museo acquisisce autonomia gestionale ed entra a fare parte di Amaci, l’Associazione Nazionale dei Musei d’Arte Contemporanea. Nel 2013 il MAN ottiene il riconoscimento regionale come museo d’eccellenza.

pubblica: 

mercoledì 18 novembre 2020

Chiara Fumai. Poems I Will Never Release, 2007–2017

CHIARA FUMAI, THE BOOK OF EVIL SPIRITS, 2015
FILM STILL. COURTESY THE CHURCH OF CHIARA FUMAI

In December, 2020, the Centre d’Art Contemporain Genève will proudly inaugurate Poems I Will Never Release, the first retrospective of the oeuvre of Chiara Fumai (b. Rome, 1978–d. Bari, 2017). The exhibition is curated by Francesco Urbano Ragazzi and Milovan Farronato in collaboration with Andrea Bellini.

Three years after the artist’s untimely death, a group of institutions has gathered around her estate in order to deepen her legacy and transmit her extraordinary work to a broader public. The exhibition will travel for the next two years, making available its decisive investigation of a creative personality who markedly developed the languages of performance art and feminist aesthetics for the twenty-first century.

Poems I Will Never Release gathers together an almost complete selection of artworks that translates and elaborates into material form the elusive performances that Chiara Fumai herself intentionally and consistently declined to document.

Ever refusing to be victimized, minoritized, or diminished as a female artist, Fumai adopted the vocabulary of threat, offence, revolt, vandalism, violence, and boredom to produce uncomfortable situations, collages, environments, and actions in order to foster her ideals of anarchist feminism. Playing an ironical game of “true fiction” and using the techniques of remixing and channeling, Chiara Fumai’s performative pieces evoke female figures who, with their courage and anger, left their mark on human history just before being excluded or forgotten. These include Annie Jones, the “bearded lady” who toured with P.T. Barnum; Zalumma Agra, who posed as a “Circassian beauty” in one of Barnum’s displays; the German terrorist Ulrike Meinhof; the illiterate Italian spiritualist and medium Eusapia Palladino; the philosopher and socialist revolutionary Rosa Luxemburg; the feminist writer Carla Lonzi; and many other personalities. This remarkable and peculiar gallery of portraits included a few male characters as well, like the illusionist Harry Houdini. Not to be forgotten is Nico Fumai, the first of Chiara Fumai’s fictional personas and unique in having a biographical origin. With him, Fumai not only imagined a new profession—that of a singer—for her father but also used her interest in 1980s Italo Disco as a strategy for interpreting a specific historical era as well as bringing together a number of different fields of research.

Two domestic spaces that marked Fumai’s career will be also exhibited. The first one is The Moral Exhibition House, an environmental installation being recreated for the first time since its display at documenta 13 in Kassel (2012). The house is a space of feminist insurrection disguised as the domestic location of a freak show. The second installation—a house museum—reproduces a room of the Milan apartment where the artist lived crucial years of her adult life. The environment, an ironical self-celebration Fumai planned for a future retrospective, now contains a selection of stage clothes, props, books, and vinyl records. All these research documents come from the artist’s archive, a portion of which was secured in Bari by The Church of Chiara Fumai (the organization charged with preserving the artist’s memory and estate) and a portion of which was donated to the Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea in Turin.

As when Chiara Fumai received the Furla Art Award in 2013, the present retrospective will feature I Did Not Say or Mean “Warning”, a work that channels the spirit of an anonymous woman guiding the viewer through the historical art collection of the Querini Stampalia Foundation in Venice. It will display Fumai’s fictional propaganda for Valerie Solanas’s S.C.U.M. Manifesto, mirroring the first campaign of Italian politician Silvio Berlusconi (Chiara Fumai reads Valerie Solanas). It will also include The Book of Evil Spirits (2015), a video installation produced for CONTOUR 7 – A Moving Image Biennale in which the artist documented a series of séances held by Eusapia Palladino and retrospectively rewrote the story of Palladino’s live acts. Wall drawings will further represent Fumai’s interest in mediumistic experiences and black magic, including This Last Line Can Not Be Translated, which was produced by the artist for the Premio New York, which she won in 2017 and which was posthumously presented at the 58th Venice Biennale in 2019.

With its wide selection of artworks and documents, this retrospective tries to capture what Chiara Fumai loved to call her “unwork,” a ten-year performative production that goes well beyond the performances for which she was best known. The exhibition title is drawn from an unfinished sculpture, the artist’s last self-portrait: a puppet in a t-shirt with the motto Poems I Will Never Release. While the phrase might seem melancholy—evoking what might have been had the artist lived longer—it actually states a matter of fact. Fumai based her work on performing words written by others. She herself never composed poems; instead, she channeled the words of others, women who needed revenge and historical recognition. This retrospective is not only dedicated to Chiara Fumai but to those who came before her.

This exhibition will be presented at Centro Pecci, Prato (March 2021), La Loge, Brussel (September 2021) and La Casa Encendida, Madrid (2022).

A first major monograph of Chiara Fumai’s work will accompany the retrospective. The volume, published by Nero Editions, will include essays by Irene Aristizabal, Andrea Bellini, Federico Campagna, Milovan Farronato, Gabriel Lester and Raimundas Malašauskas, Chus Martinez, Mara Montanaro, Cristiana Perrella and Marcello Bellan, Francesco Urbano Ragazzi, and Giovanna Zapperi. The publication is supported by the Italian Council program (7th Edition, 2019) for promoting Italian contemporary art in the world by the Directorate/General for Contemporary Creativity of the Italian Ministry of Cultural Heritage and Activities and Tourism.

Centre d’Art Contemporain Genève
Chiara Fumai. Poems I Will Never Release, 2007–2017
Curated by Francesco Urbano Ragazzi and Milovan Farronato in collaboration with Andrea Bellini
4 November 2020 – 28 February 2021

SPECIAL GUEST VISIT WITH DR. MARC J. RATCLIFF, REBECCA SAUVIN AND NIC ULMI
3 December 2020

A project co-produced by Centre d’Art Contemporain Genève and Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato in partnership with La Casa Encendida, Madrid, La loge, Brussels and The Church of Chiara Fumai

giovedì 12 novembre 2020

PINO, un film su Pino Pascali


Roma, estate 1968. Pino Pascali, all'apice di un fulminante percorso artistico, muore giovanissimo in un incidente in motocicletta. Con lui scompare uno dei protagonisti di una straordinaria stagione creativa dell'arte italiana e internazionale. Cinquant'anni dopo il Museo Pascali di Polignano a Mare, terra d'origine di Pino, compra ed espone la sua opera Cinque Bachi da Setola e un Bozzolo. Il racconto del ritorno nei luoghi delle proprie origini è l'occasione per una riflessione su Pascali in una dimensione narrativa in cui spazio e tempo si piegano e si cancellano.

Quando il Museo Pascali mi ha chiesto di documentare la storica acquisizione dell'opera di Pino Cinque bachi da setola ed un bozzolo, la proposta è stata di allargare gli orizzonti del racconto e provare a evocare possibili contenuti “altri” (quello del ritorno alle proprie origini/radici ad esempio). Spinto dall'intensità (e dalla luminosa chiarezza) delle opere e della vita di Pino, nel mettere in dialogo musica, immagini, voci e suoni i numi tutelari sono stati Arthur Rimbaud, Chris Marker ed Alain Resnais, che ci hanno ricordato come l'esplorazione creativa sia aperta a infinite possibilità di direzione e bellezza. Avendo scelto la strada del racconto per immagini fotografiche, ho avuto la fortuna di essere affiancato da alcuni eccezionali compagni di viaggio: Pascali innanzitutto, le cui straordinarie (e poco note) fotografie ci hanno permesso di entrare nel suo sguardo. E soprattutto Pino Musi, sempre riconoscibile per stile ed esiti proprio in quanto ricercatore del senso profondo dell'immagine. Le sue fotografie originali scandiscono la narrazione del film in una dimensione che trascende la ricerca del “momento decisivo”. Il meraviglioso repertorio fotografico di Claudio Abate, Elisabetta Catalano, Ugo Mulas ha saputo restituirci un'immagine vivida di Pino e di quella stagione creativa di cui il gallerista Fabio Sargentini è stato demiurgo, e per noi complice di qualità insuperabile. I film di Luca Maria Patella ed Alfredo Leonardi, gli illuminati testi critici e poetici compulsati e rielaborati nel racconto vocale delle nostre tre narratrici: Suzanne Vega, Alma Jodorowsky e Monica Guerritore. In una sintesi che cerca di attraversare spazio e tempo trasportandoci in qualche modo in prossimità della breve e intensa vicenda umana e artistica di Pino Pascali. (Walter Fasano). 

PINO è una produzione Passo Uno per Regione Puglia, Fondazione Pino Pascali (www.museopinopascali.it) e Apulia Film Commission. Il progetto è nato nel 2018, nell'ambito del progetto #Pascali2018, nel 50. anniversario dalla scomparsa dell’artista, in occasione dell’acquisizione da parte del Museo di Polignano a Mare dell'opera “Cinque bachi da setola e un bozzolo" (1968).

Opera finanziata nell'ambito del progetto "Pascali 2018, l'arte contemporanea tra innovazione e sviluppo sociale". DGR N.2083/2017




PINO
un film di
Walter Fasano

con le voci di
Suzanne Vega, Alma Jodorowsky, Monica Guerritore e Michele Riondino

38. Torino Film Festival
Italiana.doc
(www.torinofilmfest.org)

Ufficio stampa
Gabriele Barcaro
340 5538425
press@gabrielebarcaro.it


Per Fondazione Pino Pascali
press@museopinopascali.it
+39 3201122513


lunedì 2 novembre 2020

RE:HUMANISM ART PRIZE 2 - Call for artists


Al via RE:HUMANISM ART PRIZE 2
La II edizione del progetto incentrato sulle relazioni fra arte contemporanea e Intelligenza Artificiale

Call for artists
27 ottobre 2020 – 12 gennaio 2021

Mostra
maggio 2021
MAXXI – Museo nazionale delle Arti del XXI secolo

Le trasformazioni dei concetti di Corpo e Identità nell’era dell’Intelligenza Artificialee le implicazioni politiche che ne conseguono, le nuove modalità di produzione della conoscenza e i cambiamenti introdotti dalla robotica e dal machine learning, la definizione di un approccio antropologico all’AIe le visioni sul futuro del nostro Pianeta: sono queste le attualissime aree racchiuse dal tema “Re:define the boundaries”al centro della seconda edizione di Re:Humanism, l’art prize incentrato sulle relazioni fra arte contemporanea e Intelligenza Artificiale.

Il progetto, nato nel 2018 in risposta alla sempre crescente esigenza di riflettere sullo stato del progresso tecnologico con particolare riferimento all’Intelligenza Artificiale,è ideato e realizzato dall’associazione culturale Re:Humanism. Curato dalla storica dell’arte e curatrice Daniela Cotimbo, Re:Humanism 2 si articola in una call for artists internazionalee in una grande mostra,in programma nel mese di maggio 2021al MAXXI – Museo nazionale delle Arti del XXI secolo,che presenterà al pubblico le opere dei dieci artisti finalisti, oltre ad ospitare workshop e talk con i grandi guru dell’AI provenienti da tutto il mondo.

La call si apre martedì 27 ottobre 2020ed è rivolta agli artisti professionisti di tutte le età e provenienze geografiche che potranno partecipare gratuitamente presentando i propri progetti entro le ore 12 del 12 gennaio 2021. I vincitori verranno annunciati entro il 31 gennaio 2021sul sito www.re-humanism.com

I progetti verranno selezionati da una giuria composta dagli organizzatori e da esperti di arte contemporanea e nuove tecnologie, che assegnerà ai primi tre classificati un premio monetario, oltre a un contributo economico per la realizzazione del progetto. Novità di questa edizione è il Premio Digitalive di Romaeuropadestinato a un progetto performativo che verrà prodotto e presentato in occasione dell’edizione 2021 del Festival. Tutte le opere scelte, inoltre, verranno pubblicate in un catalogo edito da Kappabit.

In giuria siederanno: Alfredo Adamo, CEO di Alan Advantage; le curatrici, storiche e critiche d’arte Daniela Cotimbo, Federica Patti e Ilaria Gianni; il curatore e storico dell’arte Valentino Catricalà, l’artista Lorem e Michael Mondria,managing director a Ars Electronica;il ricercatore Mauro Martino, fondatore e direttore del Visual Artificial Intelligence Lab all'IBM Research; il docente di Filosofia e Etica dell’Informazione all’Università di OxfordLuciano Floridie Trond Wuellner, Product Director di Google.


giovedì 29 ottobre 2020

Daniele Puppi | 2020


Magazzino è lieta di annunciare l'inaugurazione della terza mostra personale di Daniele Puppi in galleria, dopo FATICA N.17 (2002) e BLAST (2013), accompagnata da un contributo critico di Valentino Catricalà e Barbara London. 

In 2020, Puppi presenta due videoinstallazioni inedite. 

La video installazione THEY LIVE (2019) parte da un frammento dell’omonimo film di John Carpenter del 1988. L’iconica scena di combattimento (una delle più lunghe della storia del cinema) è trasformata radicalmente dall’artista mediante il movimento cinematico, il suono innestato incalzante e minaccioso e la dimensione monumentale della proiezione. Questa rianimazione rende l’opera carica di energia ostile ed avversa, trascinando lo spettatore in un ipnotico cortocircuito tra l’esterno del cortile e l’interno sbarrato della galleria. Un interno liberato dalla sua funzione “espositiva”. Un expanded cinema che si proietta in uno spazio totale.

NOTTURNO (2020), per contrasto ha l’immobilità di un’immagine costruita in laboratorio che fissa l’esterno. L’opera cattura ciò che si vede fuori dallo studio dell’artista: una tempesta elettromagnetica di fine estate. Per un lasso di tempo prolungato si susseguono nel cielo una serie di scariche elettriche, la cui percezione è amplificata dal lavoro in post-produzione; questo paesaggio, carico di mistero, emana forze ambigue e non precisamente definibili.

2020 è un’attonita trascrizione che cerca, con rispetto, di non imporre un significato né di affidarsi alla suggestione simbolica dell’immagine. Puppi ricerca piuttosto una oggettività paziente, in grado di arrivare al fondo. Scuotendolo. 

Per consentire una più facile partecipazione, l'inaugurazione avverrà dalle ore 17.00 alle 21.00 del 12 Novembre.

AVVISO IMPORTANTE: in merito alle nuove misure di sicurezza legate all'emergenza epidemiologica da Covid-19, Magazzino predisporrà un limite di presenza fisica all'interno degli spazi espositivi durante l'inaugurazione, di 10 persone. All'interno dei locali della galleria, così come all'esterno, sarà obbligatorio l'uso dei dispositivi di protezione individuale. Per salvaguardare la vostra salute e quella degli altri partecipanti all'evento, vi invitiamo a rispettare queste indicazioni di sicurezza, e vi ringraziamo sin d'ora per la comprensione.

Daniele Puppi (1970) vive e lavora tra Pordenone e Roma. Fin dagli esordi alla metà degli anni Novanta, lavora a scardinare quell'idea di spazio che ancora si percepisce e ruota all'interno delle coordinate euclidee. Privilegiando la video installazione, ha manifestato una nuova attitudine al mezzo enfatizzando e rovesciando radicalmente l'utilizzo del suono e della riconfigurazione visivo-architettonica. Puppi concepisce il lavoro come un vero e proprio work in regress, che nasce dopo un periodo di gestazione trascorso all’interno degli spazi, durante il quale l’artista sperimenta l’ambiente e stabilisce con esso una relazione quasi carnale, valutandone limiti e potenzialità. Le tecnologie utilizzate sono funzionali all’attivazione e all’amplificazione multisensoriale delle facoltà percettive, visive e uditive dello spettatore, come parte integrante dell’opera stessa. Lo spettatore è chiamato a entrare in una nuova e straniante dimensione spazio-sensoriale. Tra le principali mostre personali: RESPIRA (Galleria Borghese, Roma 2017); Gotham Prize (Istituto italiano di cultura, New York 2015); 432 HERTZ, (Australian Experimental Art Foundation, Adelaide 2013); HAPPY MOMS (MAXXI, Roma 2013); FATICA N..23 (Galleria Nazionale, Roma 2010); FATICA N..16 (HangarBicocca, Milano 2008); FATICA N.27 (Melbourne International Arts Festival. Melbourne 2005). Tra le principali mostre collettive a cui ha partecipato: 18° Festival Internacional de la imagen(Manizales, CO, 2019); The Raft - Art Is (Not) Lonely (Mu.ZEE - Oostende, 2017); 17 New Artists Integration (Jan Fabre Troubleyn/ Laboratorium, Antwerp, 2015); EL TOPO (Nuit Blanche, Paris, 2013); Digitalife – Human Connections (Ex-Gil/ Macro Museum, Rome, 2012); Spheres 4 (Galeria Continua/ La Moulin, France, 2011/12); Taking Time (M.A.R.C.O. Museum, Vigo, Spain, 2007); Tupper und Video (Marta Herford Museum, Germany, 2006). 

Daniele Puppi | 2020
A cura di Valentino Catricalà
12 Novembre - 12 Dicembre 2020

Inaugurazione Giovedì 12 Novembre 2020
Ore 17.00 - 21.00


Via dei Prefetti, 17 - 00186 Roma - Italy | T +39066875951 | info@magazzinoartemoderna.com
www.magazzinoartemoderna.com | fb /magazzinogallery | ig @magazzinogallery

Max Renkel | Score, Form, Two Heads



Mario Iannelli ha il piacere di presentare una mostra di Max Renkel dal titolo “Score, Form, Two Heads” dal 10 novembre al 31 dicembre 2020.

Il titolo della mostra è un gioco linguistico che, nonostante sembri apparentemente avere un senso compiuto, è ottenuto invece mediante l’accostamento di termini provenienti da contesti diversi. 
Con la narrativa tipica del cut-up, Renkel presenta un gruppo di tre opere: “Score” che consiste in una composizione di frammenti di rami inseriti in una cornice vuota, “Form” ovvero il dipinto di una forma astratta e “Two Heads”, due sculture dalle fattezze primitive. “Score, Form, Two Heads” rimanda quindi ad un significato logico che va oltre la comprensibilità letterale, aspirando a sottolinearne principalmente il processo creativo. Una mappa concettuale che, partendo da un diagramma, passa attraverso un’immagine e termina nel volume. Ciò che ne emerge è sia la centralità del processo percettivo sia quella metodologica dell’opera d’arte.

In quest’ottica si inquadra la scelta di includere un insieme di opere di artisti con cui la galleria collabora, condividendone così una prossimità d’indagine e con lo scopo di estendere la riflessione attraverso ulteriori connessioni.

Fa parte della mostra un'edizione con testi di Max Renkel e Giuseppe Garrera.

Max Renkel (1966, Monaco, Germania) vive e lavora a Roma.
Mostre (selezione): Galleria Ugo Ferranti, Roma: 2002, 2003, 2006, 2007; Galleria Lorcan O'Neill, Roma: 2004, 2007, 2012; Galerie Thomas Flor, Düsseldorf: 2005; Schirmer/Mosel Showroom, Monaco: 2009, 2010, 2012, 2017; Una Vetrina, Roma: 2014, 2015, 2016, 2017, 2019; Marco Gietmann, Berlin: 2014, 2019.

La mostra è aperta dal mercoledì al venerdì dalle 16 alle 19 o su appuntamento.

ENG____

Mario Iannelli is pleased to present an exhibition by Max Renkel entitled “Score, Form, Two Heads" from 10 November to 31 December 2020.

The title of the exhibition is a linguistic game that seems to have full sense, but it is obtained by combining terms from different contexts.
With the typical narrative of the cut-up, Renkel presents a group of three works: "Score" which consists of a composition of branches inserted in an empty frame, "Form" the painting of an abstract form and, "Two Heads", two sculptures with primitive features.
”Score, Form, Two Heads" therefore refers to a logical meaning that goes beyond our literal comprehensibility, aspiring to emphasize mainly the creative process.
A conceptual map that it starts from a diagram passes through an image, and it ends in a volume.

What comes to light it is either the centrality of the perceptual process and the methodological one of the work of art.

In this perspective, the choice of including a set of artists works with whom the gallery cooperates, thus sharing proximity of investigation and aiming to extend the reflection through further connections.

An edition featuring texts by Max Renkel and Giuseppe Garrera is part of the exhibition.

Max Renkel (1966, Munich, Germany) lives and works in Rome.
Selected exhibitions: Galleria Ugo Ferranti, Rome: 2002, 2003, 2006, 2007; Galleria Lorcan O'Neill, Rome: 2004, 2007, 2012; Galerie Thomas Flor, Düsseldorf: 2005; Schirmer/Mosel Showroom, Munich: 2009, 2010, 2012, 2017; Una Vetrina, Rome: 2014, 2015, 2016, 2017, 2019; Marco Gietmann, Berlin: 2014, 2019.

The exhibition is open from Wednesday to Friday 4-7pm or by appointment.

Max Renkel
Score, Form, Two Heads

Inaugurazione 10.11 ore 16-20
10.11 - 31.12.2020


Via Flaminia 380
00196 Roma
+39 06 92958668