giovedì 9 aprile 2026

LONDON CRAFT WEEK 2026: Contemporary Perspectives on Italian Ceramics


Contemporary Perspectives on Italian Ceramics segna la prima mostra organizzata da Avant Craft a Fitzrovia, vivace distretto creativo nel cuore di Londra, in occasione della prossima edizione della London Craft Week. L’esposizione riunisce una selezione di artisti e designer italiani indipendenti le cui ricerche affrontano la ceramica come terreno di indagine materica, sperimentazione scultorea e continuità culturale. Curata da Amalia Di Lanno e Valeria Zerbo, la mostra mette in luce alcune voci della scena contemporanea il cui lavoro amplia e ridefinisce i confini tra artigianato, arte e design.

Ogni artista si avvicina alla ceramica e alla porcellana come a un linguaggio vivo, capace di rispondere al gesto, al tempo e al processo sperimentale. Francesca Romana Cicia esplora la ceramica come traccia e frammento, utilizzando la materia per conservare impronte di natura e memoria. La ricerca di Etra Masi sulla porcellana nasce nel solco della storica tradizione della ceramica faentina, ma si sviluppa attraverso forme contemporanee e una costante indagine tecnica. Riccardo Monachesi, maestro della sua disciplina, unisce strutture essenziali e cromie vivaci, dando vita a opere che equilibrano rigore formale e ironia. Daniela Daz Moretti concepisce la ceramica come un linguaggio filosofico, sviluppando lavori che indagano ritmo, misura ed espressione silenziosa. Le opere in porcellana di Alice Reina esplorano i temi della memoria e della fragilità, mentre Anna Resmini lavora in modo intuitivo, lasciando che sia il comportamento stesso della materia a guidare la forma.

Insieme, queste opere restituiscono un’immagine della ceramica italiana contemporanea come linguaggio in continua evoluzione, in cui materia, memoria e sperimentazione ridefiniscono costantemente le possibilità espressive del medium.

Avant Craft è una piattaforma curatoriale con sede a Londra dedicata al lavoro contemporaneo di artisti e designer italiani indipendenti. Il nome richiama lo spirito dell’avanguardia artistica e riflette un interesse per il craft come ambito di sperimentazione e di espressione culturale. Attraverso mostre, selezioni curate e il proprio journal — che include interviste a talenti emergenti e approfondimenti sui principali eventi di arte e design nel Regno Unito — Avant Craft sostiene nuove voci nel panorama del craft contemporaneo, collaborando al contempo con istituzioni e gallerie italiane per promuovere lo scambio culturale.


AVANT CRAFT
Contemporary Perspectives on Italian Ceramics
a cura di Amalia Di Lanno e Valeria Zerbo

Artisti: Francesca Romana Cicia, Etra Masi, Riccardo Monachesi, Daniela Daz Moretti, Alice Reina, Anna Resmini


London Craft Week
11–17 maggio 2026

Opening: giovedì 14 maggio, ore 18- 20

Avant Craft
Indirizzo: 65 Charlotte Street, Fitzrovia, W1T 4PJ – Londra
Orari di apertura: lunedì–domenica, 10:00–18:00

Contatti: info@avantcraft.co.uk - avantcraft.co.uk +44 07856763843

Press office: Amalia Di Lanno - info@amaliadilanno.com

ENG

 

mercoledì 8 aprile 2026

Luigi Ghirri. A series of dreams

Luigi Ghirri, Modena, 1979 ©Eredi Luigi Ghirri

Palazzo dei Musei di Reggio Emilia presenta un nuovo percorso espositivo dedicato alla “misteriosa parentela” tra immagine e musica nell’opera di Luigi Ghirri, tra paesaggi visivi e paesaggi sonori.
Dal 30 aprile 2026 al 28 febbraio 2027, Palazzo dei Musei di Reggio Emilia presenta “Luigi Ghirri. A Series of Dreams. Paesaggi visivi e paesaggi sonori”, a cura di Ilaria Campioli e Andrea Tinterri, con la curatela musicale di Giulia Cavaliere. La mostra, che si apre nell’ambito della XXI edizione del festival Fotografia Europea, comprende anche un nucleo intitolato “Oltre quei monti il mare”, concepito grazie alla partecipazione del musicista Iosonouncane, e un focus allestito presso il Teatro Valli, visitabile fino al 14 giugno.
Nel 2021, nell’ambito del riallestimento curato da Italo Rota, nel secondo piano di Palazzo dei Musei è stata inaugurata una nuova sezione fotografica concepita come uno spazio dinamico di ricerca, pensiero e valorizzazione delle immagini. La sezione dedica uno spazio permanente all’opera di Luigi Ghirri, figura centrale per la storia della fotografia e per l’identità culturale della città. Il progetto – promosso dal Comune di Reggio Emilia (Musei Civici e Fototeca della Biblioteca Panizzi) in collaborazione con la Fondazione Luigi Ghirri – vede ogni anno una nuova esposizione che racconta la complessità della produzione del grande fotografo attraverso prospettive critiche inedite e il coinvolgimento di artisti contemporanei.

Il progetto espositivo per l’anno 2026-2027 esplora quella che Luigi Ghirri definisce la “strana e misteriosa parentela tra suono e immagine” che, da sempre, lo affascina. Grande appassionato di musica, Ghirri le attribuisce un ruolo centrale: lo dimostrano la passione per l’opera di Bob Dylan, la profonda amicizia con Lucio Dalla e l’importante collezione di dischi. Ma lo rivelano anche i suoi scritti, attraversati da continui rimandi all’influenza che la musica ha avuto sul suo modo di guardare e di costruire immagini. Al pari della pittura, della filosofia, della letteratura, della fotografia e del cinema, la musica concorre infatti alla formazione di quell’“immagine dell’esterno” su cui Ghirri si interrogava costantemente, riconoscendole – come alla fotografia – una capacità narrativa in grado di attivare veri e propri “squarci visionari”.

“Luigi Ghirri. A Series of Dreams. Paesaggi visivi e paesaggi sonori” intende affrontare questi diversi livelli di contatto tra fotografia e musica, articolandoli in un percorso in tre parti. Il corridoio centrale raccoglie fotografie dedicate ai luoghi della musica: disegni parietali di trombe e percussioni, interni di teatri, chiese con organi come fossero piccoli monumenti, juke-box e pianoforti, che insieme compongono un ritratto stratificato che intreccia cultura alta e popolare, mostrando la musica come presenza storica o apparizione fugace. Un secondo nucleo della mostra presenta numerosi materiali, anche inediti, che raccontano la relazione di Ghirri con i musicisti fra cui Lucio Dalla, Gianni Morandi, Ron, Luca Carboni, i CCCP e molti altri. Questa restituzione è anche l’occasione per valorizzare il contributo ­­– ancora poco raccontato – di Paola Borgonzoni, designer e figura decisiva accanto a Ghirri (compagna di vita e di lavoro) sia nei progetti editoriali sia nell’ideazione delle copertine dei dischi.
Il terzo nucleo, intitolato “Oltre quei monti il mare”, è concepito come uno spazio di sperimentazione e ricerca sul soundscape e sulla relazione tra paesaggio visivo e paesaggio sonoro, grazie all’intervento artistico, realizzato appositamente per la mostra, del cantautore, produttore discografico e compositore Iosonouncane. L’intervento intende mettere in relazione l’ecologia dello sguardo di Ghirri e l’ecologia acustica del compositore, scrittore e ambientalista Raymond Murray Schafer, evidenziando come, negli stessi anni ma in ambiti diversi, entrambi abbiano riflettuto su una crescente difficoltà nel vedere e nel sentire, causata dalla saturazione dell’ambiente esterno. Paesaggio visivo e paesaggio sonoro emergono così come due modalità di orientamento e di relazione con l’ambiente e la natura.

Dal 30 aprile al 14 giugno 2026, in occasione del festival Fotografia Europea, un ulteriore focus dedicato alle immagini per le copertine di musica classica della storica etichetta discografica RCA, è allestito nella sala ottagonale del Teatro Valli. La scelta richiama un luogo centrale nell’esperienza di Luigi Ghirri, che con I Teatri di Reggio Emilia ha collaborato a lungo, fotografando spettacoli e ambienti. Accanto alle copertine, sono esposte anche immagini preziose custodite nell’Archivio storico del Teatro Municipale: fotografie degli spettacoli realizzati negli anni che restituiscono lo sguardo di Ghirri sulla scena e sul tempo teatrale. La presenza di queste opere sottolinea il valore dell’archivio come luogo vivo di conservazione e di cura, capace di custodire la memoria e la bellezza nel tempo e di renderle nuovamente accessibili e condivise.
La mostra è accompagnata da una serie di contenuti testuali e audio originali a cura di Giulia Cavaliere: approfondimenti, dialoghi e interviste che si intrecciano al percorso e invitano a una fruizione “in ascolto”. Le voci di artisti e musicisti – alcuni dei quali hanno collaborato con Ghirri o ne hanno condiviso un tratto di strada – restituiscono, in forma diretta, il dialogo tra suono e immagine che attraversa l’intero progetto.


Luigi Ghirri (Scandiano, 1943 – Reggio Emilia, 1992) è considerato uno dei più importanti fotografi europei del XX secolo. Il suo lavoro affronta i codici della fotografia: le sue immagini non sono atti di mimesi o semplici riproduzioni, ma modi di esplorare la realtà, sottolineando il carattere fittizio della visione e della rappresentazione. La sua cultura figurativa ha radici nelle poetiche del Novecento, dall’objet trouvé dadaista all’arte concettuale, fino alla pop art americana, mentre in campo fotografico i suoi punti di riferimento sono i fotografi della scuola americana e francese. All’intensa attività espositiva, Ghirri affianca l’idea di un importante lavoro di promozione culturale con la messa a punto di progetti editoriali sviluppati all’interno della casa editrice “Punto e Virgola” e con l’organizzazione di mostre come “Iconicittà” (1980), “Viaggio in Italia” (1984) e “Esplorazioni sulla via Emilia” (1986), pietre miliari nella storia della fotografia contemporanea italiana che lo vedranno al centro di un animato dibattito.
Iosonouncane (Jacopo Incani, 1983) è un musicista sardo che vive a Bologna. Dopo l’esperienza con gli Adharma, avvia un progetto solista pubblicando su MySpace brani composti con loop e campionatori. Nel 2015 esce “DIE”, disco che lo consacra tra i nomi di riferimento della musica italiana, seguito da tour anche internazionali. Collabora con artisti come Edoardo Tresoldi e Paolo Angeli, firma colonne sonore e lavora come produttore. Nel 2020 pubblica il vinile “Novembre / Vedrai Vedrai” e ottiene il Disco d’Oro FIMI con “Stormi”. Tra il 2023 e il 2024 pubblica nuovi live, produce “SPIRA” di Daniela Pes e compone colonne sonore, ottenendo una candidatura ai David di Donatello per il film “Berlinguer. La Grande Ambizione”. Nel 2025 debutta in duo con Daniela Pes e riceve il Premio Ciampi.
Mostra promossa da Comune di Reggio Emilia (Musei Civici, Biblioteca Panizzi). In collaborazione con Fondazione I Teatri, Fondazione Luigi Ghirri e ISIA U. Con il contributo Art Bonus di IREN e di BDC – Bonanni Del Rio Catalog. Sponsorizzazione tecnica RCF.


Luigi Ghirri. A series of dreams
Paesaggi visivi e paesaggi sonori
Oltre quei monti il mare – Iosonouncane

30 aprile 2026 – 28 febbraio 2027

Inaugurazione giovedì 30 aprile ore 19.00

A cura di Ilaria Campioli e Andrea Tinterri
Curatela musicale Giulia Cavaliere


Palazzo dei Musei, via Spallanzani 1, Reggio Emilia
dall’8 maggio al 14 giugno:
da martedì a giovedì › 10-13
venerdì, sabato, domenica e festivi › 10-18


Nordine Sajot - Can I tell you?

In occasione della prima mostra personale dal titolo Can I tell you? di Nordine Sajot presso AAIE Center for Contemporary Art, viene presentata una serie multipla di opere che l'artista ha eseguito in tempi diversi, che ci riportano volutamente anche alla relatività del concetto di qui e ora attraverso fotografie, installazioni, oggetti ibridi, incisioni e sculture.

Michela Becchis ci invita a leggere con accuratezza, attraverso la sua scrittura, i diversi piani di lettura della struttura linguistica e visiva dell'artista : “Partiamo quindi da Consumare parola che può vantarsi di derivare da ben due verbi latini, consumere e consummare. Il primo ha il significato etimologico di ‘prendere interamente’, e quindi ‘togliere del tutto’; il secondo, quello di ‘sommare definitivamente’. È dentro questi due significati che l’artista ci apre la porta di questo lavoro, è in questa sommatoria difficile da tenere insieme, perché a pensarci bene ‘togliere del tutto’ e ‘sommare definitivamente’ appaiono inconciliabili eppure la vita del Grande Consumatore, di quella parte di mondo che vive per consumare, si svolge in questo controsenso che solo all’apparenza non sembra disorientare.”

"Nordine crea un rapporto tra dismisura ed essenziale. Perché a fronte della dismisura pone la negazione dell’essenziale alla sopravvivenza, la richiesta inevasa che trasforma il bisogno vero in trascurabile resto."

Via aspettiamo mercoledì 15 aprile dalle ore 18:00 per il vernissage. Il periodo espositivo sarà puntuato da presentazioni di nuovi lavori e progetti connessi alla mostra, anche attraverso degustazioni di vini e spiriti, le cui aziende hanno avviato una collaborazione con l’artista.

Si ringraziano per la collaborazione: 
Tenuta Baroni Campanino
Arbos
Amaretto Adriatico

Nordine Sajot
Artista visiva pluridisciplinare. La sua ricerca si posiziona da un punto di vista antropologico con uno sguardo sulla società dei consumi e sulla globalizzazione. Una particolare attenzione è riservata al cibo, all’evoluzione umana, al corpo e ai linguaggi e quindi all’identità e ai processi sociali che si formano all’interno dell’inconscio collettivo e dei flussi umani. Il suo lavoro è stato presentato in diverse gallerie, spazi istituzionali e festival in Italia e all’estero, tra cui: MACRO future Roma, GNAMC Roma, Palazzo delle Esposizioni Roma, Museo del Corso Roma, MLAC Museo Laboratorio di Arte Contemporanea Università “La Sapienza” Roma, CIAC Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea Castello Colonna Genazzano/Roma, The Factory for Art and Design Copenhagen Danimarca, Careof Fabbrica del Vapore Milano, Luigi Pecci Centro per l’Arte Contemporanea Prato, Istanbul Contemporary Art Museum, MNAC Museo Nazionale di Arte Contemporanea Bucarest Romania, Cortile del Maglio Torino, Galleria Metis-NL Amsterdam, Studio Stefania Miscetti Roma, Galleria Tina Modotti Udine, Teatro Miela e Galleria LipanjePuntin Trieste, Centro d’Arte Contemporanea Bruxelles, Galleria EOF Parigi, Goethe Institut Toronto Canada, Up and Coming Film Festival Hannover Germania. PREMI E BORSE ARTISTICHE: 24 Finalista Premio FABBRI Contemporary photography Fondazione Fabbri Pieve di Soligo Treviso 09 Finalista PREMIO TERMOLI Galleria Civica di Arte Contemporanea 08 Finalista PREMIO TERNA 01 sezione Gigawatt Roma - Finalista TALENT PRIZE premio arti visive Fondazione Roma Museo del Corso Roma 06 Vincitrice Premio Unicredit Group Fondazione Arnaldo Pomodoro Concorso Internazionale per giovani scultori - Grant di partecipazione al Berlinale Talent Campus del Festival del Cinema di Berlino 05 Vincitrice concorso TALK TO THE CITY a cura di C/O Careof Milano - Vincitrice concorso PAGINEBIANCHE D’AUTORE SEAT a cura di Luca Beatrice con l’opera fotografica PASSO MANGIABILE O51 per la regione Abruzzo 02 POETRY FILM FESTIVAL Berlino(D) premio del pubblico per il video CANTINE & CO. 00 Incarico della città di Saint-Etienne per la realizzazione dell’opera PETITE FORME URBAINE-Biennale Internazionale di design di Saint-Etienne 99 Borsa di studio Master di ricerca in arte e design-Accademia delle Belle Arti di Saint-Etienne - Borsa artistica dell’ A.F.A.A. Viaggio di ricerca artistica in Mali : reportage fotografico e realizzazione di sculture.

Le sue opere sono state acquisite in collezioni private e pubbliche quali: UNICREDIT Group Torino, Akso Nobel Art Foundation Amsterdam, SEAT Pagine Bianche Torino, Co.Re.Ve Consorzio Recupero Vetri Milano, Saint-Gobain vetri Savona, Museo d’Arte Contemporanea ex-manifattura tabacchi Città Sant’Angelo.



Nordine Sajot
Can I tell you?
a cura di Michela Becchis

Dal 15.04.2026 fino al 10.05.2026

AAIE Center for Contemporary Art
Via Sermide 7 - 00182 Roma RM

Opening mercoledì 15.04 dalle ore 18:00





venerdì 27 marzo 2026

Epochè. Verità e visione nell'arte logica di Paolo Gobbi

Sabato 28 marzo, alle ore 17.30, presso il Teatro Comunale di Monte Vidon Corrado, sarà inaugurata la mostra Epochè. Verità e visione nell'arte logica di Paolo Gobbi, a cura di Nunzio Giustozzi, visitabile all’interno della Casa Museo Osvaldo Licini fino al 10 maggio 2026.

Gli ambienti della cantina e del primo piano, in un allestimento essenziale, ospitano quaranta opere pittoriche e grafiche, risalenti perlopiù all’ultimo decennio, di un pittore che per coerenza, profondità e finezza della ricerca artistica sin dagli esordi della sua ormai consolidata carriera, permeata da combinazioni tecniche personali e inedite, è stato dalla critica avvicinato a Osvaldo Licini.

Il titolo “filosofico” della mostra rimanda al controllo intellettuale che l’autore mantiene nella composizione: attraverso i rigorosi sintagmi logici del segno Paolo Gobbi riesce a costruire, nel processo della percezione e della conoscenza, sui formati della memoria, geometrie dell’indicibile, talvolta interrotte o abitate dall’uso lirico, melodico del colore, di una tavolozza rarefatta e sublime, riscoperto nelle sue potenzialità espressive.

Germogliano così esperienze visive che attivano nel riguardante ricordi o sensazioni, facendo riaffiorare immagini interiori ai confini con le teorie del profondo, l’immenso e misterioso patrimonio degli archetipi che impasti, accumuli, amniotiche trasparenze, grafismi polimorfi imprigionano o liberano.

EPOCHÈ
verità e visione nell’arte logica 
di PAOLO GOBBI

Monte Vidon Corrado (FM)
Casa Museo e Centro Studi Osvaldo Licini
28 marzo – 10 maggio 2026
a cura di Nunzio Giustozzi

Apertura: sabato e domenica dalle ore 16,30 alle ore 19,30
info: 334 927 6790
www.centrostudiosvaldolicini.it

Piazza Osvaldo Licini, 5 Monte Vidon Corrado (FM)
catalogo: Amalassunta edizioni


martedì 24 marzo 2026

Miart 2026 - Trentesima edizione


miart celebra la sua trentesima edizione nella nuova sede della South Wing di Allianz MiCo con 160 gallerie provenienti da 24 Paesi, confermandosi tra le principali fiere internazionali.

Con il titolo New Directions, ispirato a John Coltrane, la fiera guarda al jazz come modello creativo, trasformando la propria struttura in uno spazio di improvvisazione e dialogo tra linguaggi, generazioni e prospettive artistiche.

Sezioni rinnovate, progetti speciali, premi e collaborazioni con istituzioni e partner compongono un programma attraversato da un ritmo comune, che estende l’esperienza da miart alla città e rafforza il ruolo di Milano nel panorama artistico globale.

Fiera Milano presenta la trentesima edizione di miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea diretta da Nicola Ricciardi che si svolge dal 17 al 19 aprile 2026 (VIP preview giovedì 16), e celebra questo importante traguardo valorizzando la propria storia e aprendosi a nuovi orizzonti.



Con il titolo New Directions – omaggio all'omonima raccolta delle incisioni realizzate nel '63 da John Coltrane (1926-1967) in occasione del centenario dalla sua nascita – miart 2026 fa propria la capacità del jazz di convertire uno standard noto in un terreno fertile per l’innovazione e abbraccia una trasformazione che coinvolge ogni aspetto della sua identità, a partire dalla nuova sede della South Wing di Allianz MiCo, uno spazio architettonico affacciato sul paesaggio contemporaneo di CityLife, pronto ad essere interpretato come uno spartito bianco.

Suddivise in tre sezioni – Emergent, Established ed Established Anthology – 160 gallerieprovenienti da 24 Paesi raccontano oltre un secolo di storia dell’arte, dai capolavori del primo Novecento alle ricerche più attuali. Un percorso che conferma miart come la fiera con la più ampia estensione cronologica e come una piattaforma capace di accogliere e rappresentare una pluralità di voci, celebrando il passato e al tempo stesso volgendo lo sguardo verso molteplici futuri.


Sezioni, gallerie e progetti speciali: il ritmo del nuovo layout
Come un’improvvisazione jazz che accosta memoria e innovazione in un dialogo vibrante, sezioni storiche e nuove prospettive sono protagoniste di un layout rinnovato che si articola su tre livelli distinti, concepiti per accompagnare i visitatori in un’esperienza di scoperta progressiva della fiera.

Ad accogliere il pubblico al piano d’ingresso trova posto Emergent, punto di partenza del percorso espositivo, che offre l’opportunità di scoprire le ultime tendenze dell’arte contemporanea attraverso una selezione di gallerie il cui programma è volto alla sperimentazione. La sezione, curata da Attilia Fattori Franchini, cresce, quest’anno, coinvolgendo 29 gallerie provenienti da tutto il mondo e conferma ancora una volta la sua posizione di riferimento internazionale. I 26 progetti espositivi affrontano temi come identità, memoria, corpo, strutture sociali e cambiamento climatico, attraverso pittura, scultura, ceramica, opere tessili, video e fotografia, con una forte presenza di artiste donne protagoniste di solo show e installazioni site-specific concepite ad hoc per la fiera.

La sezione storica Established ospiterà, al Level 0 della South Wing, 111 gallerie i cui progetti attraversano in modo organico l’arte del Novecento fino al tempo presente, mettendo in dialogo maestri dell’arte moderna, ricerche contemporanee e progettualità legate al design da collezione e d’autore. In questo ampio orizzonte, Established conferma la vocazione distintiva della fiera: far convivere tempi, media e genealogie diverse in un racconto in cui la contemporaneità si costruisce attraverso continuità, deviazioni, ritorni e nuove aperture. Tra gli stand emerge una pluralità di visioni: dai solo show monografici ai dialoghi generazionali, dai confronti tra moderno e contemporaneo ai focus su movimenti, geografie e materiali. Ne nasce una vera e propria costellazione di progetti in cui pittura, scultura, installazione, ceramica e fotografia diventano strumenti per indagare le trasformazioni del presente.

Al piano superiore prende forma la nuova sezione Established Anthology, che riunisce 20 gallerie internazionali attorno a un comune obiettivo: raccontare la complessità, le traiettorie e le trasformazioni del tempo. Le opere esposte indagano ciclicità, metamorfosi, memoria, salti temporali e futuri possibili, creando un dialogo continuo tra i linguaggi del moderno e le pratiche più attuali. Attraverso esposizioni tematiche, focus monografici e accostamenti generazionali, i progetti celebrano figure storiche e artisti contemporanei, esplorando le dimensioni di tempo, spazio e trasformazioni culturali. Established Anthology conferma così l’approccio di lunga data di miart, che considera la storia dell’arte non come una sequenza lineare, ma come un orizzonte vivo di ritorni, riscritture e anticipazioni.

A miart 2026 debutta inoltre il progetto speciale Movements, dedicato all’immagine in movimento e nato dalla collaborazione con il St. Moritz Art Film Festival. Curato da Stefano Rabolli Pansera, il programma presenta 20 film realizzati da artisti rappresentati da 15 gallerie, esplorando, per la prima volta a miart, il linguaggio poetico e sperimentale del video e del film d’artista.

Il tema di Movements: If Music indaga il rapporto tra musica e cinema come spazio di possibilità, in cui il film non è più narrazione ma vibrazione, ritmo e risonanza. Le opere presentate mostrano come il suono possa trasformare percezione, spazio e corpo, generando nuove forme di esperienza.

Organizzata in cinque movimenti, la rassegna attraversa: Materia e paesaggio, dove immagini e suoni emergono come campi di risonanza; Voce e traduzione, in cui la dissonanza diventa spazio collettivo e politico; Spazio ritmico, trasformato in architetture di loop e ripetizioni; Coreografia, dove il corpo è partitura, memoria e archivio vivente; Ritmo del lavoro, che rivela il potere trasformativo del gesto quotidiano.

Nel suo insieme, Movements | If Music propone un modo nuovo di vedere e ascoltare: la musica non accompagna le immagini, ma le genera, aprendo un territorio polifonico da abitare.

miart 2026 crea uno spartito di visioni eterogenee, in cui ogni progetto diventa nota di un accordo più ampio, generando un dialogo tra tempi, linguaggi e generazioni, e dando vita a un’esperienza collettiva in cui passato, presente e futuro dell’arte risuonano insieme e aprono nuove direzioni e possibilità creative.


Partner e premi: l’orchestra delle collaborazioni
In occasione della trentesima edizione, miart rafforza il dialogo con partner e sponsor, come un ensemble jazz in cui ogni voce contribuisce al ritmo collettivo, dando vita a un programma vivace di premi, fondi di acquisizione e iniziative speciali che celebrano la creatività condivisa.

Si rinnova la collaborazione con il Gruppo Intesa Sanpaolo, che supporta miart in qualità di main partner. Internazionalità, eccellenza e attenzione allo sviluppo culturale del territorio sono i valori che legano miart al gruppo bancario, con l'obiettivo di consolidare la centralità di Milano nel panorama nazionale e internazionale e di offrire alla città un ulteriore volano di crescita e sviluppo economico, culturale e civile.

In occasione di miart 2026, la Banca presenta il progetto Standard/Variations, curato da Nicola Ricciardi, che indaga il dialogo tra pittura e jazz negli anni Sessanta, mettendo in relazione le prime ricerche di Robert Ryman e Mario Schifano con l’evoluzione del jazz modale inaugurata da Kind of Blue di Miles Davis. Il progetto – realizzato anche con opere della Collezione Luigi e Peppino Agrati e distribuito tra l’area lounge della Banca in fiera e il caveau delle Gallerie d’Italia in Piazza Scala – interpreta il jazz non come semplice decorazione concettuale, ma come paradigma della modernità: l’innovazione nasce lavorando all’interno delle regole, trasformando la forma senza distruggerla. Le tele bianche di Ryman e i monocromi di Schifano mostrano come lo standard possa diventare soglia e risorsa, offrendo una lettura della sperimentazione come intensità distribuita nel tempo e armonia tra struttura e libertà. Nello spazio dedicato all’interno della fiera trovano spazio due monocromi emblematici: il rosso Analogo (1961) di Schifano e il bianco Winsor 20 (1966) di Ryman.
Sempre nell’area lounge della Banca, Intesa Sanpaolo Private Banking sarà presente con il servizio di art advisory, dedicato a chi considera l'arte un'opportunità di crescita diversificata del proprio patrimonio e vuole avvalersi di una consulenza altamente specializzata nella selezione, valutazione e gestione di collezioni o singole opere d’arte.
Si conferma anche il Fondo di Acquisizione di Fondazione Fiera Milano, istituito nel 2012. Del valore di 100.000 euro, il Fondo è destinato a opere d'arte che andranno a implementare la collezione di Fondazione Fiera Milano, oggi ospitata all'interno della Palazzina degli Orafi, sede di Fondazione, e che attualmente si compone di oltre 140 lavori in rappresentanza di linguaggi artistici differenti. Tutte le opere sono visibili su https://www.fondazionefieramilano.it/it/il-patrimonio/patrimonio-artistico.html.

Giungono all’undicesima edizione il Premio Herno, che conferisce un riconoscimento di 10.000 euro allo stand con il miglior progetto espositivo, e il Premio LCA Studio Legale per Emergent, del valore di 4.000 euro, istituito in collaborazione con LCA Studio Legale e destinato alla galleria che si distingue per la migliore presentazione all'interno della sezione Emergent.

Viene inoltre confermata per la quarta edizione la presenza a miart del Premio Orbital Cultura – Nexi Group, l’unico riconoscimento interamente dedicato alla fotografia, insieme al Premio Matteo Visconti di Modrone, istituito in ricordo del Presidente della Fonderia Artistica Battaglia. Per quest'ultimo viene assegnato un riconoscimento del valore di 10.000 euro destinato a un artista selezionato tramite open call, che avrà l’opportunità di realizzare la propria opera all’interno della fonderia, avvalendosi del supporto e della competenza dei maestri artigiani. La Fonderia Artistica Battaglia introduce inoltre quest’anno una Menzione Speciale, del valore di 1.000 euro, che offre all’artista selezionato la possibilità di utilizzare il contributo per realizzare una produzione o una sperimentazione presso la fonderia.

Si rinnova anche la SZ Sugar miart commission, nata in collaborazione con SZ Sugar, casa editrice dedicata alla musica colta contemporanea. Il progetto di questa edizione, che coinvolgerà anche CAM Sugar – il più ampio e prestigioso catalogo di colonne sonore originali italiane –, si concentra su due opere fondamentali del 1960: Audace colpo dei soliti ignoti di Piero Umiliani, tra i più prolifici e visionari compositori italiani di musica per il cinema, con la collaborazione del musicista jazz statunitense Chet Baker; e Invenzione su una voce per nastro magnetico di Bruno Maderna, uno dei compositori e direttori d’orchestra più influenti dell’avanguardia musicale italiana del ventesimo secolo. Le gallerie partecipanti a miart sono invitate a proporre ai loro artisti un lavoro di intervento diretto sui nastri delle due opere, da rielaborare e trasformare in nuove produzioni artistiche.

Inaugura in occasione della trentesima edizione della fiera Archivorum Publication Award per miart, che nasce in continuità con la filosofia che guida le attività di Archivorum. Il premio sostiene lo sviluppo e la realizzazione di un progetto editoriale originale, concepito in stretta collaborazione tra l’artista selezionato e un editore indipendente. L’iniziativa mira a superare il formato tradizionale del catalogo, favorendo la sperimentazione di nuovi linguaggi editoriali – tra cui, ma non solo, il libro d’artista.

La scelta dell’artista avverrà nell’ambito delle presentazioni della sezione Emergent e il premio avrà un valore di 20.000 euro.

Si confermano anche quest’anno il Premio Rotary Club Milano Brera per l’Arte Contemporanea e Giovani Artisti – istituito nel 2009 come primo riconoscimento nel contesto di miart e ora alla sua sedicesima edizione – che prevede l’acquisizione di un’opera di un artista emergente o mid-career da donare al Museo del Novecento di Milano, e il Premio Massimo Giorgetti, giunto alla sua quarta edizione. Nato dalla volontà dello stilista e collezionista Massimo Giorgetti di supportare giovani artisti all'inizio della propria carriera, il riconoscimento assegna un premio del valore di 5.000 euro.

L’assegnazione di questi prestigiosi riconoscimenti i sarà guidata dal contributo di direttori e curatori internazionali di altissimo profilo, che parteciperanno in qualità di giurati, tra cui: Clément Delépine, Direttore, Lafayette Anticipations, Parigi; Helena Kritis, Capo Curatore, WIELS Centre for Contemporary Art, Bruxelles; Arturo Galansino, Direttore Generale, Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze; Vittoria Matarrese, Curatrice Indipendente, Parigi; Edward Gillman, Direttore, Chisenhale Gallery, Londra; Alessio Antoniolli, Direttore, Triangle Network, Londra & Curatore Fondazione Memmo, Roma.

Per la trentesima edizione di miart si rinnovano altre partnership strategiche, come quella con il brand di moda MSGM, diretto e fondato da Massimo Giorgetti, che ha commissionato all'artista Alessandro Di Pietro (Messina, 1987) un’opera di animazione site-specific prodotta grazie alla collaborazione con OGR Torino e concepita appositamente per lo schermo LED outdoor della South Square di Allianz MiCo, spazio di connessione e accesso al nuovo ingresso della fiera. Il progetto, intitolato Buena vista, è un cortometraggio d’animazione che ha come protagonista Testa di Casa, personaggio creato da Di Pietro e apparso su FRANKENSTEIN Magazine nel 2023: unə ragazzinə milanese con un tetto al posto della testa che, dopo uno sfratto, si trova a fare i conti con una nuova condizione e con i bisogni più elementari, come mangiare e riposare: Milano diventa il suo letto e i simboli della città il suo nutrimento. Attraverso una sequenza di episodi quotidiani dal tono tragicomico e sfondi essenziali sullo stile de “La Linea” di Osvaldo Cavandoli, l’opera affronta il tema del diritto alla casa ponendolo come nucleo narrativo e politico del lavoro.

Anche Maison Ruinart conferma il suo impegno nel mondo dell'arte e della sostenibilità, presentando, all'interno della Lounge Ruinart e per la prima volta in Italia, le opere dell’artista giapponese Tadashi Kawamata, protagonista della serie Conversations with Nature 2026. Famoso per le sue opere e installazioni realizzate con legno e parti di arredi, l’artista invita a osservare le vibrazioni della natura, elemento fondamentale per l’armonia dello champagne.

Elle Decor Italia e Kartell valorizzano invece lo spazio del VIP Restaurant by Cracco, la rinnovata collaborazione con l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto racconta l’incontro e la contaminazione tra due eccellenze, arte e food, mentre l’inedita partnership con Radio Monte Carlo, official radio della manifestazione, rafforza e amplifica la vocazione jazz di miart 2026.Si rinnova per il quarto anno consecutivo la collaborazione con ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, che continua a offrire un contributo significativo allo sviluppo della dimensione internazionale della fiera. Il sostegno di ICE consente di amplificare la visibilità di miart all'estero e di favorire la partecipazione internazionale, consolidando il ruolo della manifestazione all’interno del panorama artistico globale.

Anche la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura torna a miart con uno spazio istituzionale aperto al confronto con operatori, istituzioni e stakeholder. L'occasione per presentare i programmi che strutturano la politica pubblica per l'arte contemporanea — Italian Council, Strategia Fotografia, PAC – Piano per l'Arte Contemporanea — nei loro diversi ambiti di intervento: dalla produzione e promozione internazionale degli artisti italiani al rafforzamento delle collezioni pubbliche. Nello spazio sarà anche possibile consultare le pubblicazioni che illustrano alcune delle ricerche prodotte nell'ambito di questi progetti.

Mostre e progetti speciali: il suono della città
Durante la settimana di miart, Milano si presenta come un paesaggio attraversato da molteplici risonanze. Tra mostre, performance e progetti speciali, emerge un fil rouge musicale che accompagna alcune delle principali proposte in città, mettendo in relazione pratiche, linguaggi e dispositivi espositivi diversi. Il suono, il ritmo, l’improvvisazione, la variazione e l’ascolto — oltre a essere elementi caratterizzanti del tema curatoriale di miart 2026 — diventano così strumenti per interrogare lo spazio, il gesto e la dimensione collettiva dell’esperienza.

Alle Gallerie d’Italia, il progetto “Ryman/Schifano : Standard/Variations” trova ulteriore spazio all’interno del Caveau, eccezionalmente aperto nei giorni di miart, con un nucleo di opere dei due artisti selezionate da Nicola Ricciardi attingendo anche alla Collezione Luigi e Peppino Agrati, la prestigiosa raccolta d’arte contemporanea oggi parte delle collezioni del Gruppo Intesa Sanpaolo grazie al lascito del Cavalier Luigi Agrati. I lavori trasformano lo spazio in una vera e propria “camera d’ascolto” della pittura, dove la riduzione del linguaggio rende percepibili differenze minime, scarti e possibilità del gesto. Il progetto espositivo dialoga poi, nella Sala Manzoni al piano superiore, con la monumentale Surface Veil IV di Ryman. Inserita in questo contesto curatoriale, l’opera rende ancora più evidente che la pittura non è semplicemente un genere o un’immagine, ma un fatto spaziale e materiale, quasi spirituale, in una relazione tra luce, fisicità, gesto e tempo di visione che ne rendono l’esperienza non dissimile da quella dell’ascolto dal vivo del jazz.

La mostra “Il ritmo dell’occhio. Don Bronstein e la scena jazz a Chicago 1953–1968” presso Triennale Milano, a cura di Filippo Fossati e Nicola Ricciardi, presenta per la prima volta in Europa il lavoro del fotografo Don Bronstein, figura appartata ma centrale nella cultura visiva americana del dopoguerra. Attraverso una selezione di fotografie dedicate ai protagonisti del jazz tra gli anni Cinquanta e Sessanta — da Nat King Cole a Miles Davis — il progetto restituisce un linguaggio visivo capace di trasformare il documento in esperienza sensibile. La mostra inaugura inoltre un percorso di ricerca che troverà continuità in Triennale nei mesi a seguire con “Henri Matisse. Jazz as a Method”, a cura di Viviana Bertanzetti e Nicola Ricciardi: un ulteriore capitolo di approfondimento che, a partire dall’opera Jazz (1947) del maestro francese, estenderà la riflessione al rapporto tra arti visive, composizione e sperimentazione editoriale.

Al PAC - Padiglione d’Arte Contemporanea trova invece casa “The only true anarchy is that of power”, la prima monografica europea dedicata a Marco Fusinato, artista e musicista tra i più innovativi della scena contemporanea internazionale. A cura di Diego Sileo, l’esposizione propone una selezione delle opere più significative degli ultimi anni, tra cui Desastres, l’imponente opera-performance con cui l’artista ha rappresentato l’Australia alla 59ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia nel 2022. La mostra segna il ritorno in Italia di Fusinato e invita il pubblico a entrare in un universo sonoro e visivo radicale, in cui la percezione è costantemente messa alla prova.

Presso Pirelli HangarBicocca, la mostra “The House That Jack Built” di Rirkrit Tiravanija indaga trent’anni di ricerca intorno alle pratiche spaziali e architettoniche dell’artista. Il progetto include dispositivi come untitled 2026 (demo station n. 9), una piattaforma a spirale pensata per incontri, performance e workshop, e configura l’esposizione come uno spazio da abitare e attivare. In questo contesto, venerdì 17 aprile, si inserisce l’intervento di Giotto Orsini, studente del Politecnico delle Arti di Bergamo, la cui ricerca si colloca in una linea di continuità tra linguaggi musicali afroamericani — techno, jazz e blues — intesi come pratiche di sperimentazione, resistenza e autonomia. Con The Blue Circle, Orsini evoca il dancefloor come condizione percettiva; riprendendo una lezione che rimanda anche a Miles Davis, l’attenzione qui si concentra su ciò che accade tra i suoni: pause, interstizi, zone di sospensione.

Sempre in Pirelli HangarBicocca, sabato 18 aprile la mostra “Rebecca” di Benni Bosetto, prima grande esposizione istituzionale dell’artista italiana, prende vita con un programma dedicato alle sue performance. Durante tutta la giornata, in diversi spazi della mostra, Benni Bosetto rimette in scena momenti tratti da suoi lavori performativi che emergono come apparizioni inaspettate, immagini oniriche che riattivano le opere in luoghi e tempi differenti. Attraverso momenti musicali, di danza e di canto le tre aree in cui è divisa la mostra, la Guancia, la Pancia e il Cuore, entrano in una modalità performativa che rimanda alla lunga ricerca di Benni Bosetto sui linguaggi del corpo. 

Infine, Fondazione Prada, e in particolare il Cinema Godard, prosegue la propria programmazione dedicata al cinema del presente e del passato. Durante il fine settimana di miart, all'interno della sezione #Supernova, rivolta ai talenti emergenti, al Cinema Godard verrà proiettato White Snail. Il film, scritto e diretto da Elsa Kremser e Levin Peter e presentato in concorso a Locarno nel 2025, si distingue anche per la colonna sonora originale firmata da John Gürtler e Jan Miserre, due compositori che negli ultimi anni si sono imposti come voci particolarmente riconoscibili della musica per immagini europea, capaci di costruire partiture tese, atmosferiche e molto sensibili alla relazione tra suono, spazio e intensità emotiva.

Numerose altre iniziative animano, dal 13 al 19 aprile, la Milano Art Week, manifestazione diffusa dedicata all’arte in tutte le sue forme, coordinata dall’Assessorato alla Cultura e organizzata da Arte Totale ETS . Un calendario di opening, installazioni, mostre, eventi e incontri accendono i riflettori sulla vivacità del sistema dell’arte milanese, e vedono protagoniste le principali istituzioni pubbliche e private della città.

New Directions vuole essere un invito a lasciarsi attraversare da linguaggi che si rinnovano, da artisti che osano, da gallerie che scommettono, da un pubblico che ascolta. Così come si ascolta il jazz: con rispetto, con stupore, con desiderio.

È questa la vocazione di miart 2026: come in un brano in cui ogni nota dialoga con la successiva, la manifestazione conferma con orgoglio le proprie radici reinterpretando la sua identità per raccontare il presente e immaginare nuove prospettive per il futuro.

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miart 2026
17 - 19 aprile 2026
VIP Preview 16 aprile 2026
Allianz MiCo South Wing, gate 1-2 Milano




mercoledì 18 marzo 2026

DESTINATARIO SCONOSCIUTO

Serena Giorgi, Giulio Perfetti_Spazio immaginato 


Spazio Blue Train e The Kitchen art gallery, due spazi di Milano in zona Gorla - Naviglio Martesana, presentano dal 13 marzo al 16 aprile 2026 nella loro consueta modalità ‘una mostra, due spazi’ Destinatario sconosciuto, mostra collettiva, a cura di Silvia Franceschi, incentrata sul libro d’artista, al quale tuttavia ogni partecipante accosta anche lavori di altro tipo.

Discostandosi dalla forma tradizionale del libro e coniugando arte visuale e uso della parola, il libro d’artista appare una delle forme più pure di libertà di espressione, in linea con una visione dell’arte come spazio aperto e luogo di transito.

Non a caso il titolo della mostra è anche quello del libro del 1938 dell’autrice statunitense Kressmann Taylor, che tocca il tema della censura raccontando lo scambio epistolare tra un gallerista d’arte di San Francisco e il suo ex socio tornato in Germania agli albori del nazismo. Basato su una storia vera, il libro ricorda l’importanza di non abbassare la guardia di fronte a coloro che oggi, anche in occidente, sferrano attacchi inaccettabili alla libertà di espressione, di cui il mondo dell’arte per primo dovrebbe essere il baluardo.

La mostra invita un gruppo di sedici artisti di diverse generazioni che utilizzano tecniche anche molto diverse a esprimersi liberamente nel trasmettere il loro messaggio a un destinatario sconosciuto. Sconosciuto in quanto, così come il libro tradizionale è dialogo e narrazione con e per un pubblico che non si conosce se non in astratto, allo stesso modo l’arte visuale e il libro d’artista si rivolgono a un destinatario sconosciuto. 

Con questo destinatario il dialogo si fa solo apparentemente più semplice, perché l’artista che espone è consapevole che il pubblico può non apprezzarlo e addirittura denigrarlo. Il suo è quindi prima di tutto un atto di coraggio, ma anche di generosità, perché il suo messaggio è a disposizione del pubblico che sceglie di accostarvisi. Un messaggio che, nell’arte contemporanea, è spesso criptico, ma risiede forse proprio qui la sua forza più dirompente, quella di stimolare riflessioni, scardinare l’ordine costituito, immaginare altri mondi possibili e risvegliare quello spirito critico che nella società di oggi appare sempre più sopito.

In linea con la visione dell’arte come spazio di libertà e inclusione, è prevista una forma partecipativa anche deivisitatori che saranno invitati a imbucare, in una buca delle lettere presente in mostra, una busta con un messaggio indirizzato a un destinatario sconosciuto. Il destinatario potrà essere conosciuto da chi scrive/disegna (si potrà comunicare con un amore segreto, se stessi fra 5/10 anni, l’abitante di un altro pianeta, un rappresentante delle istituzioni) ma quanto comunicato resterà comunque sconosciuto al destinatario che non lo riceverà. Il messaggio potrà essere di qualunque tipo, scritto, disegnato etc., firmato oppure in forma anonima secondo la preferenza del singolo. 

Con i messaggi imbucati, a mostra finita, The Kitchen art gallery e Spazio Blue Train comporranno un libro d’artista collettivo che sarà esposto in un evento distinto in data da destinarsi. I messaggi potranno essere imbucati nel corso di tutta la mostra, ma a tale attività sarà anche dedicato un evento specifico domenica 22 marzo dalle ore 15.00 alle 19.00. 

La mostra si dipana in due diversi spazi di Milano, intimi e pieni di fascino in zona Gorla - Naviglio Martesana. Due realtà, Spazio Blue Train e The Kitchen art gallery, che dal 2021 dialogano organizzando insieme mostre, laboratori ed eventi.

L’inaugurazione di giovedì 12 marzo comincerà alle ore 18.00 contemporaneamente nei due spazi.

Gli spazi
È inizio estate 2021 quando Silvia Franceschi, founder di Spazio Blue Train e Serena Giorgi di The Kitchen art gallery si incontrano fortuitamente per la prima volta dal corniciaio di zona dietro al Naviglio Martesana. La prima, avvocato di formazione da sempre appassionata d'arte, ha già organizzato e curato mostre, e, approfittando di una tregua della pandemia, sta organizzando una collettiva nel suo spazio privato sulla Martesana. L'artista Serena Giorgi ha da poco aperto The Kitchen art gallery, in pieno Covid, con la doppia missione di luogo del fare e per esporre arte. L'intesa tra le due è immediata. Da allora hanno sempre collaborato nell'organizzazione di mostre che intendono soprattutto come espressione del loro sentire e dei loro valori.



 
Anna Giuntini_Avevamotutto
Silvia De Marchi_Libro libero

Andrea Meregalli_Fragile

INFORMAZIONI MOSTRA
Titolo: Destinatario sconosciuto
Artisti: Alessandra Angelini, Alberto Casiraghy, Silvia De Marchi, Bruna Ginammi, Serena Giorgi|Giulio Perfetti, Anna Giuntini, Mimmo Iacopino, Angelo Jelmini, Giusi Loisi, Giuseppina Maurizi, Andrea Meregalli, Marta Nijhuis, René Pascal, Mauro Pipani, Alfredo Rapetti Mogol, Paola Ricci.

A cura di: Silvia Franceschi

Luoghi: Spazio Blue Train (Via Fratelli Pozzi, 4 MI) 
The Kitchen art gallery (Via Asiago, 4 MI)

Durata: dal 13 marzo al 16 aprile 2026

Orari di apertura dal 13 marzo al 16 aprile 2026: 

@ Spazio Blue Train su appuntamento
@ The Kitchen art gallery
Martedì / venerdì:
a.m. su appuntamento / p.m. 15:30-19:00
Sabato: 10:00-12:30 /p.m. su appt 

Contatti e info: 
Spazio Blue Train
spaziobluetrain@gmail.com
+ 39 338 2167166

The Kitchen
thekitchenartgallery@gmail.com
+39 340 6798402

Ufficio Stampa 
Laura Cometa 
press@lauracometa.com | + 39 327 1778443

GIULIA NAPOLEONE | le ferite dell’azzurro...e il mare

SOPRA LE COLLINE, 2025

… al mare e al cielo, alle colline e al paesaggio adriatico, alle ferite dell’azzurro è dedicato l’evento espositivo a cura di Lúcio Rosato con il quale zerozerosullivellodelmare segna l’equinozio di primavera del 2026 e festeggia tre anni di attività, inaugurando sabato 21 marzo alle ore 19.00 l’esposizione del lavoro di Giulia Napoleone.

Le ferite dell’azzurro ... e il mare è un polittico in sei carte, coperte quasi completamente da pastello blu che lascia segni o frammenti di vuoto come cicatrici a disegnare provvisori confini, modificabili e attraversabili, finanche cancellabili con lo stesso blu, che inonda di mare e di cielo lo spazio della mente e dello sguardo felice ed emozionato come per una sintonia di intenti e di visioni, ci dice Lúcio Rosato, curatore dello spazio-officina di via dei marrucini, di sapere che questo lavoro è stato concepito da Giulia Napoleone appositamente per slm00 e realizzato nei primi mesi di questo nuovo anno per essere presentato in questa occasione, insieme ad altri lavori recenti (2025 > 2026) che indagano il silenzio attraverso il blu e un punto di rosso, delineando un nuovo paesaggio fatto di memorie e di possibilità trovano collocazione in questa esposizione anche tre lavori storici: due chine (viaggio nel sogno del 1987 e ombre lontanedel 1991) e un acquarello azzurro (trasparenze del 1986) che insieme raccontano con essenzialità e rigore un esercizio che ha visto da sempre impegnata Giulia Napoleone alla ricerca della verità attraverso il silenzio il suo operare è come un Karma, una preghiera fatta da una “suora laica”, come la definiva già negli anni Novanta Lorenza Trucchi per la dedizione e la devozione che Giulia rivolge da sempre al proprio lavoro; un lavoro fatto di movimenti continui che si ripetono apparentemente uguali a ricercare esattezza negli affiancamenti, nelle coesioni, nella sintesi, capaci davvero di disegnare un mondo diverso attraverso quello che Lorenzo Fiorucci definisce il suo “gesto morale”ci troviamo davanti a segni senza confine che manifestano la capacità di un artista di interrogarsi e intervenire in un periodo storico segnato da confini chiusi e/o da confini usurpati, con l’azione concreta, come lo è quella dell’arte, di rompere il silenzio attraverso il silenzio. “Giulia è infatti capace di tracciare un segno che non è mai confinato in un recinto spaziale, ma semmai lo connota” scrive Lorenzo Fiorucci in uno dei testi che accompagna, insieme a quelli di Bruno Corà e Luigi Lambertini, il catalogo dell’esposizione tenutasi nella Pinacoteca Vasariana di Città di Castello nel 2025 un particolare ringraziamento alla galleria Il Ponte di Firenze e al suo direttore Andrea Alibrandi 

Giulia Napoleone (Pescara 1936) rientrata nel 2009 da Aleppo, dove avrebbe voluto continuare a vivere se le vicende geopolitiche lo avessero permesso, si allontana definitivamente da Roma per vivere e lavorare in un piccolo borgo della Tuscia Viterbese, alternando frequenti permanenze in Svizzera. All’interesse per la pittura affianca da subito quello per la musica, che coltiva con lo studio del violino, e per la fotografia. Si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Roma e si specializza nelle tecniche incisorie frequentando la Sala Studio della Calcografia Nazionale di Roma. La carta si rivela da subito il supporto preferito sul quale interviene con inchiostro, acquarello e pastello. Tante le esposizioni nazionali ed internazionali: dalla prima alla galleria Numero di Firenze nel 1963 alla più recente alla pinacoteca vasariana di Città di Castello nel 2025. Nel 2018 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma ricompone il suo percorso artistico con una mostra antologica a cura di Giuseppe Appella, mentre nel 2020 la galleria Il Ponte di Firenze affida a Bruno Corà la curatela di “nero di china” che ne ripercorre tutta la produzione ad inchiostro di china.

GIULIA NAPOLEONE | le ferite dell’azzurro...e il mare 
a cura di Lúcio Rosato 

inaugurazione sabato 21 marzo 2026 ore 19.00
fino al 18 aprile 2026
da martedì a sabato, dalle 18.00 alle 20.00

s.l.m.00 - via dei marrucini, 19-23 - Pescara