lunedì 13 dicembre 2021

Garbatella IMAGES_Contemporaneamente | Corpo

Lorena Florio

Al via il secondo capitolo del progetto Garbatella IMAGES_Contemporaneamente
Un lavoro site-specific e di nuova produzione fotografica ad opera di 4 autrici 

Una ricerca visiva attraverso gli archivi e il territorio del quartiere Garbatella

Con la direzione artistica di Francesco Zizola
a cura di Sara Alberani e Francesco Rombaldi
opere di: Olivia Brighi, Chiara Ernandes, Lorena Florio e Priscilla Pallante

Dal 10 al 20 dicembre 2021
Galleria 10b photography - via San Lorenzo da Brindisi 10b, Roma e lotti storici della Garbatella

Dal 10 al 20 dicembre 2021 la Galleria 10b photography presenta in mostra le opere fotografiche inedite di quattro giovani fotografe e un artbook a cura di Yogurt magazine. Il progetto rappresenta il secondo capitolo di un percorso triennale che quest’anno affronterà la tematica inerente al Corpo, per un lavoro site-specific in stretta relazione con il quartiere Garbatella e la sua comunità.

Ideazione e direzione artistica del progetto di Francesco Zizola con la curatela di Sara Alberani e Francesco Rombaldi(Yogurt Magazine). 

In mostra i lavori di Olivia Brighi, Chiara Ernandes, Lorena Florioe Priscilla Pallante.

Il progetto è promosso da Roma Culture ed è vincitore dell’Avviso Pubblico Contemporaneamente Roma 2020/2021/2022 curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è realizzato in collaborazione con SIAE.

Venues
Le mostre saranno allestite presso la Galleria 10b photographya Roma e nei lotti 28, 29, 38 del quartiere Garbatella.

LOTTO 28: via Giovanni de Marignolli e da via Guglielmo Massaia.
LOTTO 29: ingresso da via Francesca Saveria Cabrini 5 oppure da via Antonio Rubino 13.
LOTTO 38: ingresso da via Giovanni da Capistrano oppure da via Roberto De’ Nobili.

Galleria 10b photography via San Lorenzo da Brindisi 10b, Roma.

Programma
Inaugurazione mostre Venerdì 10 dicembre 2021
Finissage mostre Lunedì 20 dicembre 2021

Visite guidate sabato11 dicembre h. 11 e 
sabato 18 dicembre h. 11 e h. 16

Ingresso in galleria solo su appuntamento (tutti i giorni dalle 18 alle 20) 

Ingresso libero nei lotti di Garbatella.
Per prenotare, inviare una mail a info@10bphotography.com

La tematica del Corpo
Le quattro artiste selezionate per l’edizione autunnale di Garbatella Images 2021 si sono misurate con il tema del corpo, operando scelte linguistiche radicali e attivando lo spazio per la sperimentazione, laddove l’argomento occupa tuttora una parte predominante del dibattito pubblico e investe le vite individuali, a causa degli effetti della pandemia. 

Le autrici hanno declinato la tematica in una serie di narrazioni site-specificche vedono nel rapporto col territorio, i suoi abitanti, e le storie che lo hanno attraversato il loro punto di partenza e spesso anche quello di arrivo.

Nelle parole del direttore artistico e dei curatori: 
Le nuove tecnologie vengono utilizzate per restituirci nuove e sorprendenti visioni di corpi esplorati e rivisitati, con lo scopo di aprirci le menti su nuovi scenari interpretativi in cui il canone visivo è messo in discussione. Le immagini sono come reliquie del passato, e la traccia emotiva è capace di attivare connessioni con il presente attraverso radici profonde, entrambi aspetti che accomunano le ricerche delle autrici (Francesco Zizola) 

Il Corpo si fa quartiere, corpo urbano o architettonico, corpo vegetale e animale, corpo individuale e collettivo, attraverso la fotografia, qui usata come mezzo d’indagine e linguaggio creatore di nuove storie, spesso surreali. Il risultato mette in discussione il concetto stesso di archivio, a partire dalla veridicità delle immagini che stiamo guardando. Ad esso si affianca il tema della memoria, così presente a Garbatella, e interpretata con una tensione verso il futuro.(Sara Alberani) 

La scelta per questa edizione è stata coinvolgere quattro autrici che fanno della sperimentazione e della ricerca concettuale la loro cifra stilistica. Così che il corpo venga utilizzato come strumento narrativo di una punteggiatura complessa, concettualmente solida, e imprevedibile. Sottolineando, con questa proposta, come l'intento sia portare a Garbatella, e proprio su una tematica di apparentemente facile lettura, la pratica d'indagine del contemporaneo in fotografia. (Francesco Rombaldi)

Il progetto triennale Garbatella Images per Contemporaneamente 

Questo secondo capitolo Corpo aggiunge un ulteriore approfondimento alla ricerca triennale sul quartiere Garbatella e si concentra sulla sperimentazione e sulle potenzialità creative del linguaggio fotografico in relazione allo storico quartiere romano. 

In questa edizione è riconfermata la collaborazione con Francesco Rombaldi, direttore e curatore di YOGURT Magazine, rivista e network di cultura fotografica di stampo internazionale, che cura la selezione e la ricerca visiva delle autrici, in dialogo costante con la 10b photography e la sua presenza sul territorio. 

Corpo si pone come una ricerca complessa, capace di attivare uno sguardo multiforme, non didascalico, carico di un immaginario che le giovani autrici elaborano a partire dal periodo di residenza sul territorio. Gli archivi visivi pubblici e personali sono stati trattati come input iniziali e trasformati attraverso delle iperboli che accompagnano il visitatore in una visione “altra” della propria soggettività e di quella del quartiere.

Le opere prodotte saranno visibili sia dentro la 10b Photography che negli storici lotti, concependo i cortili e gli stenditoi come elemento urbano collettivo ed espositivo. 

I lavori delle autrici trovano spazio anche in un volume fotografico(secondo di tre) che andrà a comporre una narrazione complessiva triennale su Visioni – Corpo – Spazio, a cura di Yogurt Magazine. Ad arricchire il volume, il contributo artistico dell’illustratore Mattia Ammirati, che firma la copertina e il cofanetto della trilogia Garbatella Images Collection. 

Completa il programma una serie di visite guidate, condotte dai curatori della mostra e da Francesca Romana Stabile(Università Roma Tre) e Claudio D’Aguanno(giornalista). Le visite sono aperte e gratuite ma su prenotazione, e rappresentano un’occasione per condurre gli abitanti e un pubblico più vasto lungo il percorso della mostra. 


 
Priscilla Pallante                                                   Chiara Ernandes

Olivia Brighi


Le Artiste

Olivia Brighi
Olivia Brighi nasce nel 1998 a Roma. Nel 2021 conclude il percorso di studi presso l’Istituto Superiore di Fotografia. Nel corso di questi anni si appassiona alla fotografia autoriale utilizzandola come strumento per approfondire tematiche sociali con cui viene a contatto. Con i suoi progetti cerca di analizzare i temi così da poter scaturire una riflessione e un dibattito in chi li guarda. Le immagini che caratterizzano la sua produzione prevedono la riappropriazione di materiali già esistenti, come ad esempio archivi fotografici, che vengono integrati e frammentati per poter accompagnare la narrazione. 

Chiara Ernandes 
Chiara Ernandes nasce Roma l’8 agosto del 1989.
Dopo il Liceo Classico rivolge la sua attenzione alla fotografia e frequenta il corso triennale della Scuola Romana di Fotografia. Partecipa a corsi di approfondimento e workshop, con particolare interesse alla fotografia contemporanea. L’autrice, inoltre, si interessa a materie umanistiche e sociologiche che arricchiscono e influenzano il suo percorso artistico e di ricerca. Negli ultimi due anni si dedica al suo progetto ‘Still Birth’, che a luglio 2021 è diventato un libro edito da Yogurt Edition.

Lorena Florio
Lorena Florio (Pescara, 1996) si è laureata in Nuove Tecnologie dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Le sue fotografie, che spesso partono da semplici elementi della realtà, sono sottoposte a diversi livelli di lavorazione sia fisica che digitale nel tentativo di trasporre le rappresentazioni all’interno del proprio immaginario. E’ stata selezionata per le ultime tre pubblicazioni di Yogurt magazine Quarantine flavour, Bad Taste eMojo flavoured ha preso parte alla mostra collettiva New Talents 2020 curata da ‘PEP’ presso la galleria B-part a Berlino. Ha recentemente pubblicato il suo primo libro “Lacerazioni” con Self Self books ed è nel team organizzativo di Charta: a photobook festivaldi Roma curato ed organizzato da Yogurt Magazine. Attualmente vive e lavora tra Pescara e Roma.

Priscilla Pallante
La ricerca di Priscilla Pallante mette in discussione il medium fotografico, ne evidenzia e sfrutta i limiti nella riproduzione oggettiva della realtà, forzandolo a stringere alleanze anomale con scienza, nuove tecnologie, suono e installazione. Nei lavori dell’artista si registra un’ossessiva propensione all’indagine della rappresentazione di aspetti non visibili della realtà. La fotografia diviene pertanto uno strumento di documentazione di un lungo processo che dal virtuale e, in generale, da ciò che non ha una propria forma, estrapola materia. Per poi cadere nuovamente nell’intangibile dimensione dell’oggetto fotografico, in un processo circolare di eterna sospensione tra realtà e finzione. Il suo lavoro è stato premiato in Italia e all’estero e di recente inserito nel volume “222 artisti emergenti su cui investire, 2021”, edito da Exibart. 

Contatti
info@10bphotography.com
social networks: Facebook: 10bphotography; Instagram: 10bphotography
tel. 067011853 e 0670306913 

Press sashataormina14@gmail.com
Tel 3339023456

pubblica: 

Romina Bassu - Arché

Romina Bassu, exhibition view, "Archè", AlbumArte, 2021, 
photo by Alessandra Trucillo, courtesy AlbumArte


AlbumArte, spazio indipendente per l’arte contemporanea di Roma, presenta fino al 31 dicembre 2021, la mostra personale di Romina Bassu (Roma 1982) dal titolo Arché, che, oltre alla fase espositiva, comprenderà una serie di laboratori, visite guidate e dibattiti che coinvolgeranno varie comunità attive sul territorio.

L’archetipo è un contenuto dell’inconscio collettivo, che determina la tendenza a reagire e a percepire la realtà secondo forme tipiche, costanti nei vari gruppi culturali e periodi storici. Gli archetipi, contenuti nei livelli più profondi dell’inconscio, non risultano mai accessibili direttamente, ma affiorano nel linguaggio figurato, nei miti, nei simboli onirici, nelle rappresentazioni folcloriche, tutte manifestazioni che possono essere utilizzate nella terapia analitica per indagare il modo in cui l’inconscio collettivo modella le forme fondamentali dell’adattamento, perciò diventano condizionamenti sociali.

In linea con la ricerca dell’artista visiva Romina Bassu, che da sempre si occupa di modelli e stereotipi sociali, cercando di analizzarli da più punti di vista e l’attenzione che AlbumArte ha sempre riservato all’espressione artistica e alla condizione femminile e di genere, la mostra personale Archè, riflette sulla rappresentazione degli archetipi intesi come radice dell’identità femminile. Per Archè verranno prodotte opere inedite: sette dipinti, che vorranno ognuna corrispondere simbolicamente ad un archetipo e un insieme di acquarelli e disegni.

L’artista intende entrare in contatto profondo con queste figure della mitologia, relazionandosi ad ognuna per sintetizzarla e tracciare in maniera poetica un percorso di riabilitazione dello stereotipo e di profonda auto-cura, preziosa in questo momento molto difficile nel quale tutti ci siamo resi più fragili e turbati, perché ritrovare e legittimare le dee all’interno della propria personalità, rappresenta un enorme potenziale per la lettura di se stessi e delle interazioni sociali. Il mito, infatti, rievoca immagini, che, anche se non comprese nell’immediato, come nei sogni, rimangono importanti sul piano simbolico. La mitologia greca rispecchia la società patriarcale di allora, che però ha continuato in varie forme fino a tempi recenti. In questo progetto analizzeremo l’influenza che questi miti hanno avuto nello sviluppo della psicologia femminile, interrogandoci su quali fossero le Dee, o i loro tratti, che la nostra cultura non sostiene - ad esempio Afrodite sminuita per la sua sensualità e condannata a rappresentare, nel tempo, semplicemente la prostituta.

In questa serie, ogni dipinto vuole corrispondere simbolicamente ad un archetipo: Artemide, dea della caccia, rappresenta la concentrazione sulla meta e l’indipendenza; Atena, dea della saggezza e dei mestieri é il simbolo del pensiero logico e della strategia, archetipo orientato alla realizzazione; Estia, dea del focolare, punta l’attenzione all’interno e al centro spirituale della personalità; Era, dea del matrimonio, rappresenta il ruolo tradizionale di moglie; Demetra, dea delle messi, nel mito che la riguarda viene esaltato il ruolo di madre; Persefone, figlia di Demetra vive sempre in nell’ambivalenza bambina-donna; Afrodite, dea dell’amore e della bellezza, porta con sé sensualità intesa come energia creativa e selvaggia.

Attivare gli archetipi dentro di sé e metterli in dialogo tra di loro significa effettuare una ricognizione dell’identità in contrapposizione agli stereotipi ideologici consegnati dalla tradizione storica. Ritrovare e legittimare le dee all’interno della propria personalità rappresenta un enorme potenziale per la lettura di se stesse e delle interazioni sociali, questa consapevolezza si fissa nelle relazioni con gli altri, dando luogo all’etica della responsabilità collettiva.

Il progetto prevede un’intensa interazione con il territorio e le comunità, attraverso una fitta agenda di appuntamenti nel corso della mostra, che coinvolgeranno tra gli altri, alcune delle partecipanti del progetto Donne (non più) anonime. Confronto sul femminicidio, che daranno vita a due dibattiti diretti e coordinati da Daniela Trincia, riguardo “gli archetipi in relazione al ruolo sociale delle donne”. La Casa delle Donne Lucha Y Siesta di Roma sarà coinvolta in un laboratorio di pittura tenuto dall’artista. Gli studenti e le studentesse dell’Accademia di Belle Arti di Roma - corso di Menagement per l’arte, docente Marta Silvi- e di un Istituto tecnico statale di Roma, parteciperanno ad un incontro con la psicologa sul tema “Jung e l’archetipo”.

Saranno realizzate speciali visite guidate partecipate, dove si attiverà il confronto tra gli studenti, universitari, della RUFA - Rome University of Fine Arts di Roma - corsi di Installazioni multimediali e Tecniche performative, docente Simone Cametti - dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone - Corso di Museologia del contemporaneo, docente Adriana Polveroni. Visita partecipata e focus sui miti e gli archetipi, per gli Artisti Residenti della Real Academia de Espana en Roma.


Si ringrazia Casale del Giglio per la degustazione dei vini durante l’opening della mostra.

Romina Bassu, Artemide, 2021, acrilico su tela, _Archè_, AlbumArte, 2021, photo by Alessandra Trucillo, Courtesy AlbumArte

Romina Bassu è nata a Roma nel 1982, dove attualmente vive e lavora. Studia all’Accademia di Belle Arti di Roma e presso la Facultad de Bellas Artes di Siviglia. Sviluppa il suo percorso artistico tra Londra, Berlino e Spagna. Negli anni la sua ricerca verte sempre di più sulla rappresentazione di quegli stereotipi femminili modellati secondo le esigenze di una cultura maschile. Il suo segno distintivo risiede nella rappresentazione a tratti ironica e irriverente.

Tra le ultime partecipazioni si segnalano:

My Blueberry Night II, Club GAMeC, Ex Ateneo, Bergamo, 2019; The Female Line, SMAC Gallery, Cape Town, 2019; Monday Blues (solo show), Studio Sales di Norberto Ruggeri, Roma, 2019; 19esimo Premio Cairo, Palazzo Reale, Milano, 2018.


SCHEDA TECNICA
Mostra: Arché
Artista: Romina Bassu
Curatrice: Paola Ugolini
Direzione progetto: Cristina Cobianchi
Direzione e coordinamento dibattiti: Daniela Trincia
Sede: AlbumArte, Via Flaminia 122, Roma
Data: dal 30 novembre al 31 dicembre. Opening 30 novembre dalle 18.30. 
Orari: dal lunedi al sabato dalle 15.00 alle 19.00
Dibattiti, laboratori e attività verranno segnalati volta per volta

L’iniziativa è finanziata con fondi della Regione Lazio

• CONTATTI STAMPA

AlbumArte: +39 06 24402941 | info@albumarte.org | INFO: www.albumarte.org

giovedì 9 dicembre 2021

IO RESISTO 03 NON SPEGNERE IL MIO CUORE Mostra di arte contemporanea Un progetto di Elisabeth Vermeer

 

Firenze, 7 dicembre 2021 – Alla fine di novembre la Biblioteca Comunale “Giovanni Colonna” di Santeramo con il Patrocinio della Cooperativa sociale SoleLuna  ha dato una nuova prova delle sue linee guide ispirate alla cultura come base della vita. Nel contesto della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, gli ampi spazi della Biblioteca ospitano, fino a metà gennaio 2022, la terza edizione di “Io resisto”, sottotitolo “Non spegnere il mio cuore”. La manifestazione multiculturale non aderisce affatto agli stereotipi del pensiero patriarcale che dipinge le donne come mogli amorevoli e fedeli, madri che si sacrificano per la famiglia, pazienti e propense al perdono dei tradimenti. La storia ufficiale venne già contradetta dalle scrittrici dell’Otto e Novecento italiano che documentano la vita delle donne in maniera diversa, rammentando i loro tentativi coraggiosi al fine di conquistare piccoli spazi di libertà. In questa ottica sette artiste contemporanee, di generazioni e geografie diverse, raccontano le loro battaglie individuali e tristemente collettive, con l’obiettivo di rifiutare drasticamente di cedere alle manipolazioni maschili che producono fenomeni di violenza domestica, psicologica, politica, sociale, professionale ed economica.  
“Chiediamolo a noi stesse ed alle altre donne, quand’è che la donna, ricca o povera, di grado sociale elevato o modesto è stata libera nel tempo, di essere se stessa nel mondo occidentale? Difficile la risposta.” Così inizia un testo della poetessa e psicoterapeuta genovese Laura Supino Ghiron scritto esattamente un anno fa. Poi continua: “Siamo al 25 novembre del 2020. I manicomi non esistono più. Si pu   dire che la violenza verso le donne, se non scomparsa, si sia attutita?  No, certo, e in questi ultimi anni è cresciuta in modo esponenziale ed è profondamente doloroso e preoccupante verificare questo.” Lo ricordiamo insieme negli spazi della Biblioteca dove le opere ingrandiscono la disparità mai scomparsa sotto la lente dell’arte. Poiché la pandemia non ha reso possibile la realizzazione della   
DONNEINQUIETE
 seconda edizione di “Io resisto”  in presenza, essa si è conclusa finalmente poco fa con una grande novità. Nell’intento di costituire la prima collezione d’arte pubblica dedicata alla lotta contro la violenza, Design of the Universe, con la sua fondatrice Elisabeth Vermeer, ha offerto due opere importanti al Comune di Santeramo in donazione: il frammento dell’Action Painting “Momenti di Isabel” dell’artista romana Cinzia Fiaschi e il grande dipinto “La parola negata” della pittrice italoargentina Silvia Bibbo. Come testimoni della terza edizione anche le artiste Enza Lomonaco e Maria Cristina Cincidda aderiscono all’iniziativa con la donazione di due opere.   
Tutto parte da una frase della poetessa tedesca ebrea Else Lasker-Schüler che si contraddistingue per la potenzialità di cui è carica ogni singola parola, nota dell’anima e testimonianza creativa della storia. “Non spegnere il mio cuore” è il leitmotiv concettuale, tradotto dalle artiste della mostra in maniera soggettiva, con aspetti formali, estetici e tecnici differenti. Il denominatore comune è l’installazione “Il Cuore intrappolato” realizzata da Elisabeth Vermeer, mettendo al centro un’opera di Fatima Messana, un cuore in resina avvolto da una rete da pesca. Si sente il suo battito, una melodia in crescendo per liberarsi dalla sua prigione.   
Il percorso della mostra si snoda al pianoterra della Biblioteca nell’ambiente antistante la Sala di Lettura, dove l’architetto e artista sarda Maria Cristina Cincidda ci riporta la memoria delle Sorelle Mirabal, simbolo della Giornata Internazionale contro la Violenza nei confronti delle Donne riconosciuta dall’ONU nel 1999. La sua riflessione è quella del rosso che nasce dagli strati di una pittura materica e unisce la tempera con la densità dei pigmenti. Il dipinto agisce sulla nostra percezione, offrendo una vasta gamma di sfumature e delle rispettive associazioni, espressione dialettica di sentimenti forti nel bene e nel male, sangue e vitalità oppure sangue ferocemente versato. Nella genesi di “Cupido e Distruzione” ogni gesto, ogni pennellata di Maria Cristina Cincidda è riferita alle donne che non ci sono più, che lasciano un vuoto incolmabile tra le pieghe del rosso che grida.   
“Shaking all over”, cinque dipinti di Erzsebet Palasti che scendono dalla ringhiera per fluttuare negli spazi tra le colonne portanti, dominano la Sala di Lettura sia per la loro monumentalità che per l’impetuosità   cromatica. Palasti conta tra le artiste ungheresi che hanno scelto l’estero  per poter esprimere al meglio l’arte in libertà. La sua biografia non è priva di cadute libere dal alto piano dei sogni, di battaglie sessiste e di graffi sull’anima. Si è salvata grazie alla pittura, esternando la sua forza emotiva e trasformandola sulla tela nel linguaggio del colore. Le sue pennellate sembrano urla furiose imbevute dall’ingiustizia incontrata.  
Enza Lomonaco partecipa al progetto in un doppio ruolo, come artista e scrittrice. Nella pittura come nella scrittura rifiuta l’estetica del violento che secondo il suo parere non educa alla pacifica coesistenza. Lomonaco celebra piuttosto una bellezza che dimora in tempi passati quando grandi maestri come Dante e Leonardo, portavano rispetto e venerazione per le donne. I suoi dipinti ad olio accompagnano il libro autobiografico “Una stanza piccola” che narra l’evolversi della sua vita da periodi drammatici ad una risurrezione personale impegnata in nuove missioni civili ed artistiche.   
Morvarid Ghasemi, giovanissima artista di Teheran, non si fa intimidire di fronte ad una situazione politica e sociale in cui alle donne è negato un ruolo alla guida. La video-maker, scrittrice e attivista alza la voce puntando il dito nelle ferite del sistema che è l’equivalente ad una regressione temporale a tradizioni ataviche. Si presenta con quattro brevissimi video che raccontano l’isolamento della donna alla ricerca della sua identità e completezza. Grazie alla sua specializzazione nel campo delle tecnologie all’Avanguardia Ghasemi sviluppa il tema storico  dell’emancipazione femminile in Iran attraverso una narrazione stilizzata ultra contemporanea, accompagnata da sfondi sonori high-tech.    
Il lavoro di Joanne Morgan, designer, creatrice di libri d’artista e attivista inglese con base a Londra, è il frutto di un’indagine nel suo vicinato e nella scena culturale della capitale al fine di raccogliere una serie di racconti che l’artista ha tradotto in immagini coloratissime disegnate su cartone. Ventidue “poesie visive” allestite nella stanza-loft del Caffè Bibliolab, sono lo specchio della vita delle donne accanto di cui, finora, sapevamo poco o niente. Il linguaggio di Morgan che racconta gli episodi in inglese e in italiano, rassomiglia al vocabolario di un cartone animato o di un romanzo a puntate disegnato sulla pagina di un giornale. L’effetto è la percezione di una feroce carica di disumanità nei comportamenti, più diretto di un qualsiasi documentario sui generis. L’intellettuale   
 newyorkese Claire Jeanine Satin, formatasi al Sarah Lawrence College e  al Pratt Institute, New York, come scultrice, è il simbolo di una carriera che annovera tra le collaborazioni John Cage e Merce Cunningham. I suoi celebri libri d’artista che si trovano nelle collezioni dalla Washington Congress Library, al Victoria and Albert Museum, Londra, al Getty Center for the History of Arts and Humanities, L.A., illustrano il mondo nella sua complessità e in tutte le sue faccettature. Il contributo artistico di Satin alla mostra è il video “(my) Women in Movement”, ormai un classico realizzato per Donne Inquiete alcuni anni fa, e due libri d’artista, a Santeramo solo in versione virtuale: il primo dedicato a Ruth Bader Ginsburg, giudice della Suprema Corte degli Stati Uniti dal 1993 e  scomparsa due anni fa. Il secondo è un libro d’artista  sulla violenza dal titolo KCALB BOOK, un anagramma della parola “black”. Le macchie rosse, come i petali di una rosa del male sono il riferimento al sangue innocente versato. Il libro fa parte della collezione della Tuffs University.   
E’ un passaggio dovuto, quello di ricordare l’importanza di ogni singola persona nell’architettura di un progetto poiché fungono da colonne portanti. Per questo il mio sentito ringraziamento va a tutte le artiste Maria Cristina Cincidda;  Morvarid Ghasemi; Enza Lomonaco; Fatima Messana; Joanne Morgan; Erzsebet Palasti; Claire Jeanine Satin. Alla Biblioteca Comunale “Giovanni Colonna” di Santeramo nella figura di Rosa Angela Silletti; allo staff Marilena Barberio, Maria Ciccerone, Mariangela Colacicco, Elvira Fraccalvieri, Annateresa Lassandro, Glenda Lassandro, Ilenia Stano. Al Sindaco del Comune di Santeramo Fabrizio Baldassarre e all’Assessore al Welfare e ai servizi sociali Serena Baldassarre; ad Anna Rita Lorusso e Nadia Pontrandolfo.   
Il progetto “Io resisto 03. Non spegnere il mio cuore” a cura di Elisabeth Vermeer, è coordinato da Design of the Universe e Donne Inquiete,  realizzato e promosso  in collaborazione con la Biblioteca Comunale Giovanni Colonna, con il patrocinio del Comune di Santeramo in Colle con il Patrocinio della Cooperativa sociale SoleLuna  e con il sostegno di BiblioTE-CUM, Fondazione Con il Sud, e Centro per il Libro e la Lettura. Pubbliche Relazioni Calliope Bureau. Hanno partecipato il B&B I Bannisti e Villa Brigida Collection. Il progetto è ulteriormente promosso da Giulia Giornaliste, Roma.  
I contributi artistici, poetici, musicali e le performance di teatro e di danza della seconda edizione 2020, realizzati da Elisabeth Vermeer, resteranno disponibili sui canali dei social media e nei siti di Design of the Universe,  
 Biblioteca Giovanna Colonna e Calliope Bureau. I video “Testimonianze I”, “Testimonianze II”, “Testimonianze III” e “Testimonianze IV” con le videoregistrazioni sono pubblicati nel Canale Youtube di Design of the Universe.   
Riferimenti  
   Biblioteca Comunale Giovanni Colonna     Piazza Di Vagno - 70029 Santeramo in Colle (BA) Telefono: +39.080.3033314      info@bibliotecasanteramo.it www.bibliotecasanteramo.it Facebook – Instagram @bibliospazi_giovannicolonna  
Design of the Universe Contatto info@design-of-the-universe.com    www.design-of-the-universe.com Instagram @designoftheuniverse      Canale Youtube Design of the Universe  
   Donne Inquiete    Contatto  donneinquiete@design-of-the-universe.com Instagram @donneinquiete  
Calliope Bureau P.R.     contact@calliopebureau.eu    calliope.bureau@yahoo.com www.calliopebureau.eu    Instagram  @bureau_calliope    Tumblr https://yes-calliope.tumblr.com    Skype  - calliope.bureau@outlook.fr    Telegram Calliope Bureau  
Le Artiste https://www.facebook.com/palasti.erzsebet * www.cinziafiaschi.com www.epalasti.it * www.satinartworks.com * www.fatimamessana.com www.facebook.com/enza.lomonaco * www.facebook.com/Maria Cristina Cincidda www.polarmermaid.com * @polarmermaid (Instagram)  Morvardi Ghasemi @morvarid.ghasemi (Instagram)  Silvia Bibbo @bibbosi (Instagram) 
  
                                
                                                            

VERA - Una mappatura degli spazi indipendenti a Roma


Dal 12 dicembre è acquistabile sul sito https://www.quodlibet.it/, nelle maggiori librerie online e nelle librerie di settore, VERA il primo libro di Damiana Leoni, edito da Quodlibet.

VERA, il cui titolo è la declinazione plurale della parola latina “ver” che si traduce con “primavere”, racconta la fioritura degli spazi artistici indipendenti nella Capitale, uno dei pochi effetti positivi dei numerosi lockdown che hanno attraversato l’intero 2020 e parte del 2021, nati dalla la volontà di molti artisti di fare gruppo e tornare a vivere e lavorare a Roma dopo anni di esperienze all’estero, contribuendo al nuovo fermento artistico e arricchendo la scena contemporanea della città. 

VERA è una mappatura di queste realtà, alcune esistenti già da diversi anni, altre emerse invece proprio a seguito della pandemia, rivendicando il desiderio di condivisione, di stare, fare, sperimentare arte insieme. 

Le sedi selezionate da Damiana Leoni si trovano in aree non centrali della città se non addirittura periferiche: un vero e proprio percorso che parte da Spazio in Situ a Tor Bella Monaca, passando per il nascente Post Ex a Centocelle e Off1c1na al Quadraro, attraversando i quartieri di San Lorenzo con gli spazi di Numero Cromatico e /Ombrelloni e di Pietralata con Paese Fortuna, fino ad arrivare a Spazio Mensa nell’ex Cartiera Salaria, adiacente all’Aeroporto dell’Urbe. Il percorso si chiude con CASTRO, che sta per Contemporary Art Studios Rome, il quale mette a disposizione di artisti italiani e internazionali degli studi nel cuore di Trastevere. 

Il libro li racconta attraverso schede di testo e la documentazione fotografica di quattro giovani fotografi due dei quali fanno parte di due degli spazi: Eleonora Cerri Pecorella documenta gli spazi collettivi e gli studi d’artista, Salvatore Nuzzi esalta gli artisti con le loro abitudini nei propri studi nei momenti di creazione e di interazione; Marta Scotti guarda ai dettagli e coglie momenti di intimità. Un’altra sezione, curata da Mohamed Keita, è destinata al racconto dei quartieri in cui si trovano gli spazi. 

Le immagini sono introdotte da un contributo di Luigi Ontani e da brevi testi di approfondimento. Un primo testo, scritto da Giuseppe Armogida - dottore di ricerca in Filosofia e Teoria delle scienze umane e già autore della pubblicazione Roma Nuda, dove raccoglie sessanta conversazioni sull'arte – racconta l’evoluzione degli spazi collettivi romani; il secondo, a cura di Giulio Cederna - scrittore esperto in comunicazione sociale – tratta del valore delle attività socio-culturali legate alle periferie. Il tutto è corredato da interviste realizzate ad hoc per artisti e curate da Emma Rosi, che indagano la storia e l’identità di ogni singolo spazio. 

VERA è stato reso possibile grazie al generoso sostegno di Alessia Bulgari e di Regione Lazio; Redbrick Investment Group; Azienda Agricola Boccea – Solaria; Immobiliare.it; Paolo Bulgari; Calabresi Noleggio Autobus e Molto.

VERA sostiene Pianoterra (www.pianoterra.net)


Veduta interna, Spaziomensa, Foto Eleonora Cerri Pecorella
Veduta interna, Castro, Foto Eleonora Cerri Pecorella

VERA
Roma, 8 spazi, 54 studi Rome, 8 spaces, 54 studios 

Concept Damiana Leoni 
Testi: Giuseppe Armogida Giulio Cederna Damiana Leoni 
Con il contributo di Nicola Zingaretti – Presidente della Regione Lazio 
Fotografie: Eleonora Cerri Pecorella Mohamed Keita Salvatore Nuzzi, Marta Scotti 
Conversazioni: Emma Rosi 

Trascrizioni: Giuseppe Armogida 
Traduzione Stella D. Silver 
Produzione: DLI–Damiana Leoni Invita 
Project management: Nina De Maria
Design: Caneva Nishimoto 

Editore: Quodlibet

© Quodlibet 2021
Via Giuseppe e Bartolomeo Mozzi, 23 Macerata, Italia

ISBN 978-88-229-0787-5

Info: snastro@gmail.com +39 3201122513

WELCOME BACK Progetto di arte pubblica A cura di Carmelo Cipriani e Alexander Larrarte

 













WELCOME BACK

Progetto di arte pubblica

 

A cura di

Carmelo Cipriani e Alexander Larrarte

 

Artisti

Dario Agrimi, Ak2deru, Mariantonietta Bagliato, Gianfranco Basso, Guillermina De Gennaro, Iginio Iurilli, Angela Lazazzera, Oronzo Liuzzi, Paolo Lunanova, Paola Mancinelli, Mario Nalli, Paszca, Jasmine Pignatelli, Mariateresa Quercia, Raffaele Quida, Fabrizio Riccardi, Massimo Ruiu, Gregorio Sgarra, Leandro Summo, Tarshito

 

6-13 dicembre 2021

Corato

Corso Giuseppe Mazzini – Piazza Battisti

 

 

 

Lunedì 6 dicembre, dopo “The Cure”, progetto di arte pubblica ideato da Alexander Larrarte, svoltosi a marzo, e in continuità con il primo intervento con lenzuoli organizzato da CoArt Gallery nel 2011, nel centro di Corato, tra Corso Giuseppe Mazzini e Piazza Cesare Battisti, è partito il nuovo progetto di arte pubblica “Welcome Back”, curato da Carmelo Cipriani e Alexander Larrarte. Venti artisti, con ricerche e linguaggi differenti, sui balconi del centro cittadino, hanno realizzato altrettanti interventi dedicati agli studenti.

Gli artisti coinvolti sono: Dario Agrimi, Ak2deru, Mariantonietta Bagliato, Gianfranco Basso, Guillermina De Gennaro, Iginio Iurilli, Angela Lazazzera, Oronzo Liuzzi, Paolo Lunanova, Paola Mancinelli, Mario Nalli, Paszca, Jasmine Pignatelli, Mariateresa Quercia, Raffaele Quida, Fabrizio Riccardi, Massimo Ruiu, Gregorio Sgarra, Leandro Summo, Tarshito. Il progetto ufficialmente presentato il 6 mattina dalle ore 8.00 nelle scuole coinvolte, alla presenza dei curatori, degli artisti e delle autorità.

 

Il lungo periodo di restrizioni e limitazioni dovute alla pandemia ha segnato l’intera società e, in particolar modo, i più giovani. L’impossibilità di una regolare attività didattica, la socialità negata e le nuove modalità di conoscenza e apprendimento, hanno generato un senso di straniamento e smarrimento negli studenti di ogni ordine e grado. La comunità dell’arte, in tutto questo periodo, non ha fatto mancare il proprio sostegno, offrendo nuove possibilità e invitando a meditare su nuove visioni della comunità. I balconi, durante la pandemia, hanno rappresentato il confine tra l’interno e l’esterno, luoghi liminali di un contatto con il mondo fuori, ultimo baluardo di un contatto con la società. Le opere sono realizzate su lenzuoli del formato di un letto singolo, quello su cui dormono nelle loro case gli studenti. Percorrendo il tragitto da casa a scuola, i bambini e i ragazzi, alzando gli occhi al cielo, in un gesto di per sé foriero di speranza, coglieranno visioni e suggestioni capaci di farli riflettere sul periodo trascorso e ancora non del tutto concluso.

 

L'arte nasce con una finalità di comunicazione con il sociale, veicola attitudini e sensibilità di una determinata epoca storica e di un territorio. Le nuove forme artistiche necessitano spazi nuovi. Il progetto si configura come un'indagine aperta e in progress sul rapporto tra arte e spazio espositivo e su come la funzione di entrambe si intrecci al territorio e alla socialità dell'arte. Un'operazione culturale che mira a promuovere l'arte nel territorio, sviluppando una sensibilità critica nei confronti di tematiche come quelle del territorio e dell'inclusione sociale. Nel corso del progetto saranno promossi incontri all’interno delle scuole, con artisti, curatori e critici d’arte. Il 10 dicembre gli studenti guideranno i visitatori che vorranno conoscere più approfonditamente gli interventi degli artisti. Le visite guidate partiranno da piazza Cesare Battisti e si svolgeranno dalle 18 alle 20.

 

Il progetto, ideato da Alexander Larrarte e promosso da CoArt Gallery di Corato, in collaborazione con Fidapa BPW-Italy Sezione di Corato, è patrocinato dal Comune di Corato. Partner del progetto sono gli istituti secondari di secondo grado di Corato: I.I.S.S. “A. Oriani - L. Tandoi”, I.I.S.S. “Federico II, Stupor Mundi”, I.T.E.T. “Padre A.M. Tannoia”.

Ringraziamo il Sindaco Corrado De Benedittis, il Vicesindaco Beniamino Marcone, la Polizia Locale di Corato, i Dirigenti scolastici e i docenti, l’impresa edilizia di Giuseppe Mangione, le famiglie e gli esercenti di Corso Giuseppe Mazzini e di Piazza Cesare Battisti.

 

Crediti fotografici

Francesco De Marinis

martedì 7 dicembre 2021

Marco Cingolani - PERPETUUM MOBILE


Il TOMAV – Torre di Moresco Centro Arti Visive è lieto di annunciare Perpetuum mobile, un progetto di Marco Cingolani che si terrà dal 18 dicembre 2021 al 30gennaio 2022 dedicato a procedimenti linguistici che puntano l’attenzione sull’elasticità e dunque sulla tensioattività.

Le recenti opere realizzate da Marco Cingolani per gli spazi della Torre di Moresco, sono sottili interventi ambientali con cui l’artista fa proprie le leggi dell’elettrodinamica classica, in particolare l’interazione elettromagnetica, per concepire ingranaggi duttili – agganciati alla matière subtile – carichi di energie attrattive e inclusive. 

Distribuiti nello spazio come piccoli tempi e come ritagli d’ambiente, gli stati di tensione e le forme persistenti di coesione realizzate da Cingolani nell’arco dell’ultimo biennio ridefiniscono emotivamente il contesto espositivo con l’idea chiara di porsi come corpi minimi, come atteggiamenti, come processi, come apparecchi perpetuamente mobili – la cui mobilità è determinata dai picchi, dalle gole, dalle oscillazioni di luce durante le ore del giorno. 

«Le opere sono costituite da elementi metallici e piccoli magneti» avvisa l’artista: «coerentemente con la mia ricerca artistica» questi lavori «proseguono una riflessione sul concetto di fragilità, utilizzano gli stessi medium e mantengono un approccio ermetico ed introspettivo, ma affrontano in maniera più approfondita il concetto di forza, intesa come forma di resistenza, come una forza di resistente coesione tra i vari elementi che compongono il lavoro».

Direttamente proporzionali agli stati dello spettro luminoso e dunque a tutta una serie di spinte, stimoli, condizioni temporospaziali i suoi nuovi lavori si presentano come dispositivi camaleontici e versatili che rispondono a una prassi libera, armonicamente disarmonica e asimmetrica, (s)vincolata all’azione pneumatica circostante e contestualmente a questa legata da sofisticati rapporti di partecipazione, di compenetrazione, di reciprocità.



TOMAV - Torre di Moresco Centro Arti Visive, Moresco (FM)
Marco Cingolani. Perpetuum mobile
a cura di Antonello Tolve
18 dicembre – 30 gennaio 2022
info | www.tomav.it/ +39 0734 259983
apertura | sabato e domenica, dalle 17:00 alle 19:00 o su appuntamento.
Instagram | torre_moresco ||| facebook TorreMorescoCentroArtiVisive
Green pass on

Elisa Montessori - Piante e Fiori (moralità boschiva)

Elisa Montessori 
Due punti,2021 
tecnica mista su carta, 116 x 145 cm 
Courtesy l'artista e Monitor Roma, Lisbona, Pereto


‘Conosce, riconosce somiglianze, abbondanze, legami, dettami correlati, celati, inizi intricati, indizi ingarbugliati, e nei recessi gli eccessi.’
Wislawa Szymborska, da Moralità boschiva, Due punti, Adelphi, 2005

Un itinerario immaginario che si muove nello spazio linguistico o più precisamente in uno spazio di ambivalenza e di slittamento del linguaggio. 

A partire da questo incipit, dalla ricerca sull’elemento segnico e dal costante e appassionato confronto e dialogo con la poesia e la letteratura, Elisa Montessori (Genova, 1931) presenta a Monitor la sua seconda mostra personale dal titolo Piante e Fiori (moralità boschiva).

Attraverso una serie di opere inedite, poste in dialogo con una puntuale selezione di lavori storici, la forma racconto lascia il passo a una serie di indizi apparentemente slegati fra loro, riconducibili all’unico intento di far cogliere in ogni segno della natura, un segno riconoscibile - e significante - nella propria mente o nella propria esperienza.

Attraverso il gioco linguistico Montessori ci esorta ad un esercizio visivo: cogliere nell’informe, nell'imperfetto, nel casuale, immagini che si conoscono già. O meglio oggetti che la nostra mente non conosce ma che ri-conosce. E ancora una volta l’artista ci rivela che è la natura ad essere all’origine di quel segno che attraverso l’azione si fa scrittura.

Elisa Montessori interviene pittoricamente su mappe che perdono le loro coordinate topografiche originali, trasformandosi in territori non ancora esplorati, ad uso di viaggi dell’immaginazione e della memoria. Sulle tele, frammenti di piante interagiscono con accostamenti di paesaggi o piuttosto di segni tratti dal sistema della natura. Fisicità e astrazione convivono in un itinerario a tratti realistico ma mai reale.

Un pavimento realizzato in polietilene poggiato come un mosaico senza precisi punti di congiungimento ricopre la superficie di una stanza della galleria. Si tratta di tessere che si sovrappongono e si intersecano tra di loro facendo trasparire il nero del disegno, tracciatocon una precisa intenzione segnica. A due libri inediti, è affidato il compito raccogliere e contenere la parola scritta e il dialogo visivo dell’artista con i temi principali della mostra.

Una serie di oggetti raccolti dalla Montessori in diversi momenti della propria vita - piante e arbusti essiccati, palme, frutti - nella trasposizione espositiva diventano simulacro. Essi appaiono in occasione della mostra presso Monitor in dialogo con lo spazio, ma in precedenti momenti sono stati trascritti, riprodotti sulla tela o ricalcati su carta. Alcuni disegni di piccolo formato e collage degli anni Settanta che raccolgono e riproducono elementi del mondo vegetale ci riportano alle origini della ricerca della Montessori in cui l’investigazione del soggetto mitologico della Dafne ricongiungeva in un serrato confronto trasformazione vegetale e metamorfosi umana, l’indagine della natura e del segno che la traccia.

Nella costruzione di una dimensione che oscilla tra vista naturale e una visione mentale, Elisa Montessori, riconferma la sua identità di artista - traduttrice di esperienze e di modalità di ricerca delle cose e del mondo sempre diverse, uniche e sorprendenti.

La mostra è accompagnata da un testo critico di Cecilia Canziani.


Elisa Montessori (Genova, 1931, vive e lavora a Roma)
Mostre personali (selezionate): 
2020 Fondazione Giuliani, “La Camera Bianca”, a cura di Adrienne Drake, Roma; 
2018 Auditorium Parco della Musica, “Lungotevere”, Roma;
2017 Casa delle Letterature, “Fiori Scarlatti Manguste e Volo Notturno”, Roma 
2016 Monitor, Roma “Ogni cosa è un'altra”; 
2015 Casina delle Civette, “Bamboo”, Roma;
2006 Galleria Nazionale d’Arte Moderna, “Elisa Montessori. Shangai Blues”, a cura di L.Velani, catalogo curato da M. Picciau, Roma; 
2005 Galleria Navona, “Architetture corporee”, Roma; 
2001, Castello di San Giorgio, a cura di B. Tosi, Roma; 
2000 Galleria Il Segno, “Elisa Montessori” testi di F. Purini, N. Fusini, Roma; 
1997 Sala Rossa, Loggia-Lombardesca, “Isole-Islands”, curata da M.L. Strocchi Reggio Emilia, Ass. Cult, 8.75, “Indian Summer”, presentazione di S. Parmiggiani, Ravenna; 
1994 Galleria Mazzocchi, “Paesaggio da Oriente”, testi di F. Moschini, L. Cherubini, G. Iovane, C. Terenzi, F. Menna, I. Mussa, B. Tosi, C. Dardi, M. Vescovo, M. Corgnati, A.M. Sauzeau Boetti, Parma; 
1993 – 1994 Studio Bocchi, “Rotoli”, presentazione di A.M. Sauzeau-Boetti, Roma; Palazzo delle Esposizioni, “Omaggio a Ingeborg Bachman”, with G. Beitling, Rome; 
1991 Galleria Mazzocchi, “Elisa Montessori – Viaggio d’inverno”, presentazione di M. Corgnati, Roma; 
1990 Palazzo de Andrè, “Il Giardino delle Effemeridi, installation of 56 Mosaichs”, Ravenna; 
1989 Villa Cuoghi, Antologica, presentazione di B. Tosi New York, Marina Urbach, “The painter’s garden”, omaggio a Sylvia Plath, presentazione di A.M.Sauzeau Boetti, Fiorano Modenese; 
1987 Galleria Spatia, “Notti e giardini”, Bolzano;
1985 Galleria A.A.M, “Paesaggio in una stanza”, presentazione di Francesco Moschini, Roma;
1983 Centre Culturel Francais, “L’objet c’est la poetique, poemes de Francis Ponge et dessins di Elisa Montessori”, Roma; 
1977 Napoli, Studio d’Arte Lia Rumma; 
1975 Galleria Seconda Scala, Presentazione di F.Menna, Rome; 
1974 Galleria Centrosei, presentazione di I. Mussa, Roma
1966 Galleia Artecentro, Milano 
1957 Galleria la Strozzina, presentazione di P.C. Santini, Firenze.

Mostre collettive (selezionate): 
2021 “I say I / Io dico Io”, a cura di Cecilia Canziani, lara Conte e Paola Ugolini,La Galleria Nazionale, Roma; 
2020 “Io sono verticcale”, Monitor, Pereto (AQ) ; “Ecco come Piranesi ha ispirato gli artisti contemporanei”, a cura di Marta Gazzetti, Casa di Goethe, Roma;

2018 “Vita, morte, miracoli. L'arte della longevità”, a cura di Carlo Antonelli e Anna Daneri, Museo d'Arte Contemporanea Villa Croce, Genova; “ Magma. Il corpo e la parola nell'arte delle donne tra Italia e Lituania dal 1965 ad oggi”, a cura di Benedetta Carpi D Resmini e Laima Kreivyte, Istituto Centrale per la Grafica, Roma;
2016 “Con Goethe in Italia, Michele Maria Langstein, Elisa Montessori, Claudia Peill”, Casa di Goethe, Roma; 
2011 Padiglione nazionale Italia Biennale di Venezia, a cura di Vittorio Sgarbi, Venezia;
2004 “Punto uno”, curata da M. Coccia, M. De Candia, Seul, Tokyo, Osaka, Roma;
1999 “Elisa Montessori. Quando il segno diventa suono”, curata da C. Terenzi, Roma, Università La Sapienza, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea;
1993 “Trasparenza sulla via della carta”, a cura di A.B. Oliva, Pechino; 
1991 Istituto Italiano in Canada, Vancouver; 
1989 Festival dei Due Mondi, curata da B. Mantura, Spoleto; 
1988 “Gli strumenti della pittura”, curata da I. Mussa Heidelberg V Biennale Grafica Europea, Udine, Galleria Plurima; 
1986 XI Quadriennale, Palazzo delle Esposizioni, Roma “Ofelia ‘86”, curata da F. Di Castro, Istituto Italiano di Cultura, Parigi; 
1983 XVII Biennale d’Arte, presentazione di B. Mantura, San Paolo del Brasile; “International Kunstmesse Art 5’84’’. Basilea; 
1982 “Aperto 82/Tempo”, XL Biennale di Venezia, curata da T. Trini, Venezia “Arteder-’82 – Muestra Internacional de Arte Grafica”, Bilbao.


ELISA MONTESSORI
PIANTE E FIORI
(Moralità boschiva)
Opening 11.12.2021 Ore 16 – 21
Mostra fino al 28.01. 2022

MONITOR
Palazzo Sforza Cesarini
via Sforza Cesarini 43a
00186 Roma
t: +39 0639378024