venerdì 29 agosto 2025

Anatomie Digitali, prologo di Ibrida Festival

Georgios Cherouvim, Geophone


Anatomie Digitali: mostra collettiva internazionale alla Fondazione Dino Zoli di Forlì, prologo di Ibrida Festival

55 artisti internazionali provenienti da oltre 15 Paesi, tra cui Gary Hill, Regina Josè Galindo e molti altri: inizia così la decima edizione del Festival delle Arti Intermediali curato da Vertov Project.

Un’occasione unica nel suo genere, con oltre cinquanta opere di videoarte, installazioni interattive, VR, per un viaggio a ingresso libero e gratuito nell'arte multimediale degli ultimi dieci anni: lunedì 1 settembre alle ore 19 negli spazi della Fondazione Dino Zoli di Forlì inaugura Anatomie Digitali, mostra collettiva internazionale, con 55 artisti provenienti da 15 Paesi, proposta come prologo della decima edizione di Ibrida - Festival delle Arti Intermediali, in programma a Forlì dal 25 al 28 settembre.

«Nel decimo anniversario di Ibrida Festival, abbiamo immaginato il corpus delle opere raccolte in questi anni come un grande organismo in divenire. Un corpo che cresce, muta, si evolve. E attraverso un gesto simbolico, quasi chirurgico, abbiamo tracciato un taglio per individuare alcuni degli organi vitali: opere emblematiche, artisti significativi, visioni che hanno segnato profondamente il percorso del Festival» spiegano Francesca Leoni e Davide Mastrangelo, Direttori Artistici di Ibrida Festival. «Non si tratta, dunque, di una semplice retrospettiva. Ma di una dissezione poetica e curatoriale. Un’indagine stratificata sul modo in cui il corpo, l’immagine, la tecnologia e il linguaggio video si sono trasformati nell’ultimo decennio. Un viaggio attraverso cinque sezioni tematiche che esplorano il gesto, la performance, l’animazione, il glitch, l’intelligenza artificiale e l’ibridazione dei codici».

«Siamo felici di ospitare anche per l’edizione 2025 di Ibrida Festival una mostra presso la Fondazione Dino Zoli, in occasione di un traguardo importante: il decimo anniversario della manifestazione», dichiara Monica Zoli, vice presidente di Dino Zoli Group. «Essere sede off di Ibrida significa per noi aprirci a linguaggi e visioni meno consuete rispetto ai percorsi narrativi che abitualmente seguiamo. È un’occasione preziosa per entrare in dialogo con artisti e forme espressive che portano nuove prospettive e stimoli, arricchendo il nostro sguardo e il nostro impegno culturale. Crediamo profondamente nel valore dell’incontro con la diversità, come fonte di ispirazione e crescita, per noi e per il nostro pubblico».

L’esposizione è accompagnata da un catalogo contenente un’introduzione dei curatori Francesca Leoni e Davide Mastrangelo e contributi della direttrice della Fondazione Dino Zoli Nadia Stefanel e dello storico delle immagini in movimento Bruno Di Marino.

Anatomie Digitali è visitabile gratuitamente fino al 12 ottobre. La Fondazione Dino Zoli (Viale Bologna 288, Forlì) è aperta al pubblico dal martedì al giovedì dalle 9.30 alle 12.30, dal venerdì alla domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30. 

Ingresso libero e gratuito.

Il Festival è possibile grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Forlì e della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì.

Info e programma dettagliato: http://ibridafestival.it/, ibridafestival@gmail.com.

Artisti in mostra:
Gianluca Abbate, Alessandro Amaducci, Karin Andersen, Apotropia, Elena Bellantoni, Filippo Berta, Sara Bonaventura, Robert Cahen, Matteo Campulla, Rita Casdia, Carlos Casas, Georgios Cherouvim, Citron/Lunardi, Zlatko Ćosić, Martín Córdoba, DEHORS/AUDELA, Brecht De Cock, Iginio De Luca, Silvia De Gennaro, Sandrine Deumier, Michele Di Pirro, Elisabetta Di Sopra, Ilaria Di Carlo, Felix Dierich, Francesca Fini, Laura Focarazzo, Regina José Galindo, Daniele Grosso, Marcia Beatriz Granero, Gary Hill, Igor Imhoff, Jacopo Jenna, Yoshihisa Kitamura, Fenia Kotsopoulou, Francesca Lolli, Marcantonio Lunardi, Eleonora Manca, Antonello Matarazzo, Sofia Melikova, Albert Merino, Ethann Néon, Donato Piccolo, Luis Carlos Rodriguez, Miguel Rozas, Hiroya Sakurai, Ursula San Cristobal, Guli Silberstein, Valentin Sismann, Lino Strangis, Rino Stefano Tagliafierro, Cosimo Terlizzi, Devis Venturelli, Virgilio Villoresi, Debora Vrizzi, Hernando Urrutia, Shon Kim.

ufficio stampa Ibrida Festival Michele Pascarella 
346 4076164 michelepascarellateatro@gmail.com 

martedì 26 agosto 2025

Paolo Di Capua | UMANA NATURA

+ de 1 Luna x Volta, 2015

Venerdí 5 settembre 2025 si inaugura presso il Palau Martorell di Barcellona, Spagna, una mostra antologica dell’artista italiano Paolo Di Capua, dal titolo Umana Natura, curata da Mario de Candia. 

L’esposizione resterà aperta fino al 16 novembre 2025 ed è patrocinata dall’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona. 

«Io cerco sempre di fare in modo che dalle mie opere arrivi più di tutto armonia, anche attraverso frequenti contrasti». Paolo Di Capua 

Le sculture di Paolo Di Capua (Roma, 1957) rispecchiano la predisposizione dell’artista verso una costante ricerca dell’essenza della “natura umana”, intesa come sintetica relazione tra gli opposti che convivono nella stessa struttura umana.

La mostra presenta un ampio numero di lavori perlopiù in legno in cui si alternano opere nello spazio ad altre in una concezione contemporanea del bassorilievo. Con frequenza possiamo osservare l’attenzione dell’artista per la percezione dello spazio, dove a volte è sfiorato il confine tra scultura ed architettura, come nell’opera “Come fosse casa vostra”. In altre situazioni viene coinvolta la partecipazione del pubblico, come nel caso della composizione “+ di 1 Luna x Volta”. 

Sarà presente in mostra anche la proiezione del video “me”, per mezzo del quale è possibile visitare lo studio di Paolo Di Capua, Hyunnart Studio di Roma, ed assistere alla realizzazione di una sua opera. 

Come il curatore Mario de Candia scrive in catalogo: «Paolo Di Capua interviene e raggiunge la forma portando gli equilibri al limite della rottura, compromettendone le fondamenta sia statiche che intrinseche alla stessa materia. Una forma ancora integra, “primitiva” nel senso più nobile che si possa dare alla parola, e icastica come qualcosa di elevato all’arte e all’uomo. Ma questa forma, molto raramente con un’evidenza assoluta del reale, è come sovradeterminata da un “di più”, per effetto di una tensione linguistica che la proietta in un “oltre”, in quell’oltre che intende rappresentare. Sentiamo che l’artista vuole farci percepire qualcosa che comunque non si è mai visto nel mondo. Qualcosa che è aldilà di quello che solitamente percepiamo come reale, ma che con le vicende umane e con l’umano ha una parentela stretta e di sangue. Tutto ha a che fare con l’uomo, con l’umanità, con la natura umana. Il “di più” di Paolo Di Capua sfugge, nonostante la sua necessaria corporeità, ad una presa corporea. Volume e materia si dispongono in uno stato diverso da quello a cui siamo abituati, determinato da una concretezza di effetti di aria e di luce, di tutto ciò che avvolge le forme, i corpi e le loro apparenze». 

La mostra si accompagna di un catalogo che include il testo critico del curatore Mario de Candia e un’intervista all’artista di Carlo Alberto Bucci. 

CONTATTO UFFICIO STAMPA 
SMI 
Mónica Iglesias 
info@studiomonicaiglesias.com | +34 620 421 253 

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UMANA NATURA. Paolo Di Capua 
5 settembre – 16 novembre 2025 

Palau Martorell 
Carrer Ample, 11. Barcelona. Spagna 
palaumartorell.com

lunedì 25 agosto 2025

Octavia Monaco e Maurizio Dusio: OMNIA, Oracoli d’Anima

La galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni inaugura sabato 6 settembre 2025, alle ore 19.00, la mostra bipersonale degli artisti Octavia Monaco e Maurizio Dusio, dal titolo OMNIA, Oracoli d’Anima, a cura di Manrico Massari.

La programmazione espositiva all’interno della project room della galleria ostunese saluta l’estate con una proposta progettuale misterica, un invito alla visione e alla lettura delle nostre profondità attraverso il risveglio che l’opera dei due artisti evocano, un dialogo che indaga l’arcano, l’archetipo e la natura.

Le opere di Octavia Monaco sono esito della spontanea tensione verso ciò che concerne l'archetipo Femminino, in particolare nel rapporto simbolico tra Donna e Natura. Questo mitologema è il filo conduttore della sua più intima ricerca iconografica e antropologica e della più profonda necessità di risposta artistica, soprattutto in questo momento di generale devastazione del mondo del vivente. L'intera opera pittorica della Monaco propone la prospettiva di un rinnovato anthropos, che non perpetui una concezione separativa e predatoria, bensì una modalità inclusiva caratterizzata da nuove alleanze vitalistiche con tutte le manifestazioni della vita: umana, animale e vegetale. L’anima individuale dunque, si identifica con l’anima mundi annullando le differenze tra il sacro e il profano, per risvegliare in noi la consapevolezza e il valore del nostro senso di profonda appartenenza al mondo di Natura. È desiderio dell’artista evocare con le sue opere immaginifiche, quel senso di meraviglia per il mondo che abitiamo e ci abita, che susciti e preveda rispetto, responsabilità e cura, quelle stesse facoltà che animano e generano ogni moto della sua pittura.

Il lavoro di Maurizio Dusio invece, si sofferma sul concetto di mutazione, dove l'anima nel processo di in-corporazione, trae la materia dalla quale prende forma, in una traslazione che non conosce pausa. Ogni vissuto scivola nell'altro, fondendosi in un’unica identità. L'arte si innesta proprio lì, nel processo di attivazione del mutamento che l'artista coglie, non attraverso gli occhi ma tramite l'intuizione. Difatti i paesaggi di Dusio non sono mai didascalici e i ritratti non sono mai ritratti, tutto scorre uno nell'altro, perdendosi. L'occhio dell'osservatore, allorquando si concentra su uno dei 99 elementi del patchwork, subisce uno spaesamento di spazio e di tempo, alla ricerca di una possibile relazione tra di essi. Ma non la troverà mai, in nessuna direzione lineare. In questo trova spazio l'essenza dell’opera dell’artista; si mette in moto un sistema sincronico dove non trova applicazione nessuna relazione logico causale di senso. Questa, forse, è nella poetica di Dusio, l’oracolarità dell'anima.

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Octavia Monaco e Maurizio Dusio
OMNIA
Oracoli d’Anima
a cura di Manrico Massari

Inaugurazione sabato 6 settembre ore 19,00
6 settembre – 4 ottobre 2025

Orario visite:
dal lunedì al sabato 10.30-14.30 e 16.30-19.30
domenica solo mattina

GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA
Piazzetta Cattedrale (centro storico)
72017 Ostuni (Br)
Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506
info@orizzontiarte.it - www.orizzontiarte.it
F: Orizzontiartecontemporanea

Communication Manager
Amalia Di Lanno
www.amaliadilanno.com - info@amaliadilanno.com

 

giovedì 21 agosto 2025

CARTA – Per un’arte sostenibile. Seconda edizione: Tornare a respirare quando tutto è buio

La seconda edizione del progetto CARTA - Per un'arte sostenibile sarà inaugurata il giorno venerdi 23 agosto 2025 alle ore 20.00 presso gli Spazi Espositivi della Giudea in Via Olmo Perino 21, Fondi (LT).

Il progetto propone una riflessione approfondita e attuale sul complesso rapporto tra essere umano e ambiente, avvalendosi degli strumenti espressivi dell'arte contemporanea. Il tema scelto per questa edizione, "Tornare a respirare quando tutto è buio", evoca la necessità di rigenerazione nei momenti di crisi, individuale e collettiva, ponendo l'accento su un'urgenza esistenziale e ambientale di grande attualità.

La carta, intesa non solo come supporto materiale ma anche come simbolo di fragilità e resilienza, diviene metafora di memoria, rinascita e possibilità. In tale prospettiva, sedici artisti provenienti da differenti contesti geografici e culturali sono stati invitati a confrontarsi con il linguaggio della sostenibilità, dando vita a un articolato dialogo tra materiali, territori e visioni.

La mostra si inserisce nel contesto storico e paesaggistico della città di Fondi, borgo medievale del sud Italia situato tra il mare e la montagna, luogo attraversato nel tempo da figure mitiche e storiche quali Ulisse, Ercole, Goethe, Poussin e Cy Twombly. Un territorio denso di stratificazioni culturali, ideale per accogliere una riflessione sul legame tra arte, natura e memoria.

Artisti: Chiara Arturo, Michael McGrath, Enzo Casale, Teo Di Cicco, Giorgio Pahor, Vincenzo Bucci, Luisa Lanarca, Ana Biolchini, Ak2deru, Sara Heinemann, Sergio Pallone, Flaminia Mantegazza, Flavia Bucci, Alessandra Comaroli, Bruna Cacique

PROGETTO SPECIALE Maria Ginzburg - Chiesa di San Martino, via Vitruvio Vacca 29

In un tempo segnato da crisi e oscurità, la mostra invita a un cammino attraverso la trasformazione. Scarti e materiali dimenticati si fanno voce e rinascita. Un percorso poetico e politico, dove dal buio riemerge il respiro della materia.

Informazioni utili

CARTA – Per un’arte sostenibile. Seconda edizione: Tornare a respirare quando tutto è buio
a cura di Luciana Pretta in collaborazione con Marianna Coscione

testo critico di Giovanna Dalla Chiesa

Spazi Espositivi della Giudea
Via Olmo Perino 21, Fondi (LT)

Inaugurazione: sabato 23 agosto 2025, ore 20.00
dal 23 agosto al 2 settembre 2025

Artisti in mostra: 16
Ingresso libero

Per ulteriori informazioni e richieste stampa:
cartaceo22@gmail.com
+393890209905


 

giovedì 14 agosto 2025

A Bari. Il mattino ha Lory in bocca, IV edizione


Otto giorni di arte sui balconi e di performance ed eventi in strada offerti gratuitamente alla città, con sessanta artisti coinvolti: si annuncia variegata e piena di sorprese la quarta edizione della mostra-festaIl mattino ha Lory in bocca”, ideata nel 2022 e curata anno dopo anno da Francesco Paolo Del Re.

Dal 24 al 31 agosto 2025, l’incrocio tra via Dalmazia e via Spalato a Bari, alle spalle della pinacoteca, viene abitato e vivificato da una vera e propria festa d’arte dedicata al quartiere Madonnella e ai suoi abitanti. Realizzata con il supporto organizzativo di Loredana Savino (la “Lory” evocata dal titolo della mostra) e di Matteo De Napoli che su via Dalmazia abitano e sono collezionisti d’arte, “Il mattino ha Lory in bocca” si inaugura domenica 24 agosto a partire dalle ore 19 ed è visitabile liberamente da chiunque passi per strada a qualsiasi ora del giorno e della notte. L’iniziativa ha il patrocinio dell’Assessorato allo Sviluppo locale e alla Blue economy del Comune di Bari.

Gli artisti protagonisti della mostra e degli eventi serali sono sessanta: Natascia Abbattista, Marco Affaitati, Pier Alfeo, Alice e Ahad, Mariantonietta Bagliato, Gianmaria Battafarano, Michele Bellini, Angelo Bellobono, Ado Brandimarte, Angela Capotorto, Valeria Carrieri, Pierluca Cetera, Guido Corazziari, Daniela Corbascio, Giulia Cotterli, Roberta Cotterli, Sabino de Nichilo, Stefania Fabrizi, Francesco Rocco Ferruccio, Luciana Galli, Francesco Paolo Gassi, Simona Anna Gentile, Axel Gouala, Mon Jelly, Dana Kamel, Ferencz Kilian, Silvana Kuhtz e Poesia in Azione, Paolo Laudisa, Biagio Lieti, Ivana Pia Lorusso, Peppe Losapio, Francesco Malizia, Rita Mandolini, Rosaria Lucia Marrone, Iula A Marzulli, Barbara Mazzetta, Pierpaolo Miccolis, Antonio Milano, Ezia Mitolo, Dario Molinaro, Rosy Moretta, Mario Nardulli, ‘Ndrame (Annarita Gaudiomonte), Cristiano Pallara, Alessandro Passaro, Stefania Pellegrini, Patrizia Piarulli, Nunzia Picciallo, Fabrizio Riccardi, Michela Rondinone, Giuseppe Rossetti, Massimo Ruiu, Andrea Rupolo, Ester Santovito, Loredana Savino, Elisabetta Sbiroli, Danilo Sciorilli, Francesca Speranza, Donato Trovato, Claudio Zorzi.

Anche quest’anno la proposta è duplice, giocata su due piani spesso intersecantesi: una mostra collettiva di arte da guardare con il naso all’insù, per non lasciarsi sfuggire neanche una delle opere – grandi e piccole – esposte sui balconi e fatte sventolare giù dalle ringhiere e lungo le facciate dei palazzi, e un serrato calendario di appuntamenti serali, che invitano il pubblico a radunarsi e a lasciarsi stupire da incantesimi e malie che appaiono e scompaionoper il tempo di una performance, di un happening artistico, di un lampo di teatro urbano, di un guizzo di danza, di una lettura di poesia, di un laboratorio o di un gioco, di un momento di pittura en plein air o di costruzione condivisa di un’opera d’arte collettiva.

«Una grande giostra di eventi senza palco e senza sipario – spiega il curatore Francesco Paolo Del Re – coinvolge direttamente in prima persona sia chi a Madonnella abita e offre il proprio balcone per ospitare l’intervento degli artisti, sia il pubblico che non manca di onorare questo appuntamento ormai fisso dell’estate barese, sia i semplici passanti capitati per caso tra un dipinto e una scultura volante. Si trovano tutti insieme a vivere l’esperienza condivisa di una mostra che diventa una festa. In questa sfacciata occasione di abitare artisticamente le facciate dei condomini si ritrova, opera dopo opera, evento dopo evento, una comunità più salda e più solidale, fatta di persone diverse che partecipano con gioia e curiosità, ciascuna a modo proprio, alla costruzione di un grande monumento effimero fatto di meraviglia, stupore, momenti di riflessione e impulsi di impegno civile e sociale. Un ritmato susseguirsi di incontri, di scambi, di momenti di partecipazione collettiva e di conoscenza reciproca vede protagonisti in primis i cittadini del quartiere e poi, in mezzo a loro e adottati da loro, i tantissimi artisti che espongono, portando a Bari le loro opere da varie parti dell’Italia e dall’estero».

Sono multiformi e inaspettati gli interventi artistici sospesi sui palazzi e agganciati ai balconi, con la leggerezza del bucato steso ad asciugare. «Il modo festoso di inventarci gli spazi per una mostra dove spazi espositivi non ci sono – prosegue Del Re – è il nostro antidoto scherzosamente ribelle alla guerra, alle violenze e alla prevaricazione. È un esperimento pacifico di riappropriazione e di liberazione di una città che amiamo. Cerchiamo di contribuire alla sua polifonia con la nostra pluralità. Gli artisti sono invitati a pensare le loro opere in maniera site specific, per adattarsi al particolare contesto espositivo stradale che non è neutro come quello di una mostra allestita dentro una galleria o nelle sale di un museo, ma carico di rumore di fondo e disturbo visivo: una sfida che viene accettata non cercando di sovrastare e sovvertire con le opere il paesaggio urbano o entrando in conflitto con esso, ma sintonizzandosi con il contesto e facendolo entrare nei singoli interventi artistici, in uno scambio reciproco che è la cifra distintiva e peculiare della visione curatoriale che sottende la mostra. Così, sotto il cielo di Bari, in un quartiere multiculturale che combatte i rischi della gentrificazione e di un turismo distratto, si stagliano le visioni e le provocazioni di artisti che parlano ciascuno con linguaggi e poetiche differenti. Dipinti, fotografie, sculture volanti o appollaiate, opere tessili, dispositivi sonori, video, opere fluttuanti, opere in fieri che verranno create dal pubblico, pitture invisibili che diventano visibili, installazioni e interventi effimeri trasformano la mostra in un grande caleidoscopio di arte pubblica. Si scopre, alla fine di questa esperienza, che l’arte è un pretesto per ritrovarsi in strada e stare insieme e che la festa abbraccia l’intera comunità all’insegna di una rinnovata emozione, di un desiderio di bellezza che si fa accoglienza, mescolando l’allegria alla serietà e il gioco al rispetto dell’altro. Per guardare con occhi nuovi e sognanti gli spazi consueti che quotidianamente abitiamo e le architetture note della città e innamorarsi nuovamente e infinitamente della polis e dei valori che la animano».


INFORMAZIONI TECNICHE:
TITOLO DELLA MOSTRA: “Il mattino ha Lory in bocca”
A CURA DI: Francesco Paolo Del Re
ARTISTI: Natascia Abbattista, Marco Affaitati, Pier Alfeo, Alice e Ahad, Mariantonietta Bagliato, Gianmaria Battafarano, Michele Bellini, Angelo Bellobono, Ado Brandimarte, Angela Capotorto, Valeria Carrieri, Pierluca Cetera, Guido Corazziari, Daniela Corbascio, Giulia Cotterli, Roberta Cotterli, Sabino de Nichilo, Stefania Fabrizi, Francesco Rocco Ferruccio, Raffaele Fiorella, Luciana Galli, Francesco Paolo Gassi, Simona Anna Gentile, Axel Gouala, Mon Jelly, Dana Kamel, Ferencz Kilian, Silvana Kuhtz e Poesia in Azione, Paolo Laudisa, Biagio Lieti, Ivana Pia Lorusso, Peppe Losapio, Francesco Malizia, Rita Mandolini, Rosaria Lucia Marrone, Iula A Marzulli, Barbara Mazzetta, Pierpaolo Miccolis, Antonio Milano, Ezia Mitolo, Dario Molinaro, Rosy Moretta, Mario Nardulli, ‘Ndrame (Annarita Gaudiomonte), Cristiano Pallara, Alessandro Passaro, Stefania Pellegrini, Patrizia Piarulli, Nunzia Picciallo, Fabrizio Riccardi, Michela Rondinone, Giuseppe Rossetti, Massimo Ruiu, Andrea Rupolo, Ester Santovito, Loredana Savino, Elisabetta Sbiroli, Danilo Sciorilli, Francesca Speranza, Donato Trovato, Claudio Zorzi.
LUOGO: balconi e incrocio di via Dalmazia e via Spalato, Bari
QUANDO: dal 24 al 31 agosto 2025
VERNISSAGE: domenica 24 agosto 2025, ore 19
INFORMAZIONI: cell. 3381016153 – 3928918793


Diario di bordo Scoppa. Frammenti di un patrimonio perduto, il libro di Anna de Fazio Siciliano


Il Parco Regionale Naturale delle Serre è lieto di annunciare la recente pubblicazione del volume di Anna de Fazio Siciliano, Diario di bordo Scoppa. Frammenti di un patrimonio perduto, pubblicato per Gangemi Editore International, nella collana Beni Culturali.

Coerentemente con le finalità perseguite dal Parco, il volume propone un viaggio attraverso la storia, l’arte, la ricerca d’identità e il senso dei luoghi del territorio partendo da Palazzo Scoppa a Sant’Andrea Apostolo dello Ionio - di cui, attraverso un’indagine accurata, il libro restituisce il valore architettonico e culturale, tracciandone le origini come grangia certosina e il successivo passaggio alla famiglia Scoppa - e dal suo legame con la Certosa di Serra San Bruno fino ad arrivare al Castello della Baronessa Enrichetta Scoppa ricadente nel territorio tra Brognaturo e Cardinale, all’interno del Parco stesso.

È Alfonso Grillo, Commissario Straordinario del Parco, a sottolinearne la scelta perché in linea con i valori stessi del Parco: “In qualità di Commissario del Parco delle Serre ho voluto fortemente sostenere la pubblicazione del libro di Anna de Fazio Siciliano poiché tra le sue pagine evidenzia e interseca molti dei nostri valori fondativi di tutela, promozione, valorizzazione della biodiversità territoriale e della ricchezza culturale e storica delle nostre aree di competenza”. 

Ed è proprio la Baronessa Enrichetta Scoppa, complessa figura di mecenate e benefattrice, ad essere al centro del libro, la cui storia viene approfondita con rigore, sfatando le leggende che l’hanno circondata e offrendo una nuova lettura del suo operato.

Il libro valorizza il contesto paesaggistico e artistico, portando alla luce anche elementi inediti sulla mobilia, le opere d’arte e le decorazioni del palazzo.

Con uno stile coinvolgente e appassionante che fonde ricerca storica e narrazione personale, Diario di bordo Scoppa, arricchito da un cospicuo repertorio fotografico realizzato da Serafina Figliuzzi e impreziosito dalle parole di Salvatore Settis in quarta di copertina, non è solo una testimonianza del passato e un’indagine sulle ragioni storiche della mancata valorizzazione del patrimonio calabrese, ma un contributo significativo alla conoscenza dello stesso. Un’opera che riaccende l’attenzione su un capitolo di storia nascosta ancora tutto da scoprire, come sottolinea l’Autrice: “Siamo una terra invisibile, sotterranea, siamo la terra della bellezza nascosta tra le crepe”.


martedì 12 agosto 2025

ITINERIS Dalla Terra al Cielo I Contenitori di Luce di Daniela Chionna

 



ITINERIS

Dalla Terra al Cielo
I Contenitori di Luce di Daniela Chionna in mostra dal 10 al 19 agosto alla Torre Civica di Cisternino (BR)
Partner istituzionali
Polo Arti Cultura Turismo Regione Puglia; Comune di Cisternino; GAL Valle d’Itria; Città di Fasano; Terre di Fasano; Festival Notte Verde; Ass. Urbieterre; Ass. Ideando
La Torre Civica di Cisternino, struttura emblematica della città, risalente all'epoca normanno-sveva e posta a Guardia della Valle d’Itria, ospiterà dal 10 al 19 agosto la mostra ITINERIS: Contenitori di Luce dell’artist designer pugliese Daniela Chionna. Un percorso unico, essenziale e al contempo suggestivo curato dalla stessa autrice.
ITINERIS è un andare mirato, nel caso di Daniela Chionna è un viaggio iniziato nel 1995 con il Festival dei Due Mondi di Spoleto e che ha trovato un punto di svolta significativo nel 2002 in occasione del SaloneSatellite, sezione del Salone del Mobile di Milano dedicata ai giovani designer under 35.
In quell’occasione vennero presentati al grande pubblico i primi Contenitori di Luce: parallelepipedi dalla struttura metallica rivestita da un abito polimaterico composto da tessuto, carta, plastica, stilisticamente ispirato all’astrattismo organico e geometrico degli anni 30; poi l’inserimento di un elemento luminoso consegnava l’intera opera a una nuova dimensione.
i Contenitori di Luce si sono evoluti, quasi fossero creature indipendenti alla ricerca della propria compiutezza. L’artista li ha liberati da ogni decorativismo per ricondurli a forme pure ed essenziali, riconducendo sempre più le opere alla dimensione dell’installazione e della scultura, innescando quasi un processo di regressione dell’immagine – forma allo stadio preiconografico.
Scatole di vetro contenenti luce e memoria, dove l’utilizzo di materiali di recupero diventa quasi necessario, non per vocazione all’ecosostenibile ma per la necessità di ridare voce a oggetti e materiali che hanno un vissuto. L’inserimento di rami d’albero e pietre crea un dialogo tra natura e artificio, celebrazione arcaica dell’unione tra creazione divina e umana.
Strutture caratterizzate da una forte valenza rievocativa. Corpi di Luce senza tempo raccontano un viaggio visivo dove l’arte contemporanea si fonde con il design.
Il modus operandi dell’artista , sempre fluttuante tra rigore geometrico, naturalità, cromatismo e funzione, ha sempre rivelato uno studio filosofico e pratico centrato non solo sull’opera ma anche sulla relazione che intercorre tra la stessa e lo spazio che la contiene.
In esposizione un mirato numero di opere realizzate dal 2002 al 2025.
La mostra ITINERIS fa parte del calendario eventi del Festival Notte Verde di Cisternino, curato da Giuseppe Losavio; appuntamento estivo tra i più attesi e vivaci in Valle d’Itria, votato alla valorizzazione di uno dei territori più belli e suggestivi d’Italia .
Fino al 19 agosto anche la Masseria San Lorenzo Resort di Fasano (BR) ospita nella sua elegante reception, alcune opere luminose di Daniela Chionna. Un’occasione per apprezzare e scoprire l’autentico fascino di una tipica Masseria Pugliese circondata da antichi uliveti e votata all’accoglienza d’eccellenza.
Daniela Chionna collabora con aziende nell’ambito del design e dell’arredamento, architetti, scenografi, curatori, musicisti.
Le sue opere sono presenti su set televisivi (Rai) e cinematografici, numerose le mostre personali e collettive in Italia e all’estero, diverse le pubblicazioni su riviste di settore italiane ed estere.

Pubblica
Massimo Nardi

martedì 29 luglio 2025

CasermArcheologica ospita la residenza artistica di Lucy Orta: Trame di Comunità


CasermArcheologica ospita la residenza artistica di Lucy Orta
Verso la mostra Trame di Comunità 

Incontro pubblico mercoledì 30 luglio CasermArcheologica, a Sansepolcro ore 18:00

Dal 29 luglio 2025 prende il via la residenza artistica di Lucy Orta, una delle artiste più riconosciute a livello internazionale per la sua straordinaria capacità di coniugare arte visiva e impegno sociale.

La residenza darà origine a una mostra conclusiva, frutto di un processo di arte partecipativa, che sarà inaugurata nel marzo 2026 a Palazzo Muglioni — l’edificio storico nel cuore di Sansepolcro, in Alta Valtiberina, rigenerato da CasermArcheologica.

Da oltre undici anni, CasermArcheologica ha trasformato questo spazio, un tempo abbandonato, in un centro dinamico di creatività, formazione e rigenerazione sociale, diventando un luogo aperto al confronto e al dialogo con il territorio.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra CasermArcheologica, Lucy+Jorge Orta e la consulenza curatoriale di Simonetta Carbonaro, già docente universitaria, ricercatrice e consulente strategica di fama internazionale nell’ambito delle dimensioni umanistiche della sostenibilità.

Il progetto fa parte del programma di residenze e mostre sostenuto dalla Fondazione CR Firenze, che da anni affianca CasermArcheologica, riconoscendone il valore culturale e generativo. Il sostegno della Fondazione permette la realizzazione di un calendario qualificato di residenze artistiche e progetti espositivi tra il 2025 e il 2026, rafforzando il ruolo di CasermArcheologica come laboratorio vivo di arte, comunità e territorio.

Lucy Orta è una delle artiste più riconosciute a livello globale per la sua capacità di unire arte visiva e impegno sociale. Dal1991 insieme a suo marito Jorge, il duo crea opere e progetti che affrontano infatti tematiche come la migrazione, la tutela dell’ambiente, i diritti umani e la costruzione di comunità. Le loro opere sono state esposte in istituzioni prestigiose come la Barbican a Londra, la Biennale di Venezia e l’Hangar Pirelli Bicocca di Milano, rappresentando esempi potenti di come l’arte possa essere motore di trasformazione sociale.

Il lavoro di Orta si distingue inoltre per la sua intensa e continua attività di arte partecipativa socialmente impegnata coinvolgendo attivamente le comunità locali – attraverso workshop, performance e installazioni collettive – nei propri processi creativi. L’arte diventa così strumento di dialogo, trasformazione e costruzione di senso condiviso, capace di generare nuove forme di relazione tra individui, territori e identità.

Durante la sua residenza in Alta Valtiberina (29 luglio – 3 agosto 2025), Lucy Orta esplorerà il territorio toscano incontrando realtà locali significative e alcune tra le opere d’arte più rappresentative del patrimonio culturale della zona.

Il cuore del progetto, però, sarà costituito dagli incontri individuali che l’artista terrà con giovani, artigiani, contadini, artisti, insegnanti, imprenditori, attivisti e cittadini: momenti di ascolto e scambio in cui verranno raccolte storie e testimonianze orali legate al vissuto e all’identità del territorio.

Un percorso di connessione profonda e partecipata, che conferma CasermArcheologica come catalizzatore di relazioni, memoria collettiva e processi di trasformazione culturale, sociale e ambientale.

Eventi previsti: 
Il 30 luglio alle ore 18:00, presso CasermArcheologica, si terrà un incontro pubblico con l’artista, che sarà introdotta da Simonetta Carbonaro, già docente universitaria e ricercatrice nell’ambito delle dimensioni umanistiche della sostenibilità. L’incontro sarà occasione per un dialogo aperto con la cittadinanza.


Nei giorni 1 e 2 agosto, l’artista terrà colloqui individuali con un numero limitato di persone selezionate, invitate a raccontare una propria storia.

La selezione dei partecipanti si è basata su due criteri principali:la varietà delle esperienze (giovani, artigiani, artisti, contadini, insegnanti, imprenditori, attivisti, amministratori…);
il legame – presente o passato – con CasermArcheologica, inteso come forma di “in-trazione”, secondo un concetto delle scienze sociali che descrive la relazione viva e trasformativa tra individui e comunità.

Durante il colloquio individuale, ciascun partecipante sarà invitato a raccontare una propria storia personale. Ogni racconto sarà chiamato a esprimere, da un lato, il legame con questo territorio e, dall’altro, le difficoltà o le ragioni che spingono ad allontanarsene. L’artista porrà inoltre alcune domande guida per meglio cogliere il genius loci di queste terre.

Dopo questo primo viaggio esplorativo, Lucy Orta realizzerà le opere che saranno esposte a CasermArcheologica nel marzo 2026. La mostra prenderà ispirazione dai luoghi visitati, dalle testimonianze raccolte e dalle narrazioni condivise. Il materiale verrà rielaborato artisticamente in una serie di ritratti e paesaggi, utilizzando un linguaggio che unisce antiche tecniche di ricamo a tecnologie digitali contemporanee.

Informazioni 
Incontro con l’artista Lucy Orta
Mercoledì 30 luglio 2026, ore 18.00
Luogo: CasermArcheologica, Via Aggiunti – Sansepolcro (AR)

Per ulteriori informazioni:
info@casermarcheologica.it
Instagram: @casermarcheologica

oppure clicca QUI


Immagini tratte dalla mostra Traces: Stories of Migration, 2022-2023 Canvas, silk organza, hand and machine embroidery, beadwork 90 x 90 x 4 cm
Courtesy Lucy + Jorge Orta / ADAGP Paris, 2025
Photo: Bertrand Huet

domenica 27 luglio 2025

VinArte - XV edizione: Speranza al femminile

Anna Rosati

La Speranza al femminile è il concetto chiave che guiderà la XV edizione di VinArte , rassegna che, in seno alla kermesse Vinalia, e con alla direzione artistica l’ideatore Giuseppe Leone e alla guida della Sezione Fotografia Azzurra Immediato, si farà portatrice di uno sguardo tutto al femminile – o quasi – seguendo un percorso affascinante. “Il concetto che accompagna questa edizione, seguendo il tema della XXXII edizione di Vinalia – con cui tutto è iniziato – ‘Spes contra spem’, è stata la scintilla. Un’eco lontana eppure vivissima, che vibra in ogni epoca segnata dalla crisi. Sperare quando ogni speranza sembra venire meno: un paradosso solo apparente, che rivela invece una delle azioni più radicali che un essere umano possa compiere, come sottolinea anche Titina Pigna. E se c’è un gesto che somiglia alla speranza, è quello del generare. Per questo, la speranza è, da sempre, profondamente donna.” Afferma il direttore Leone che, nell’eterno femminino, legge quel senso ancestrale e potente capace di portare nuova promessa di vita. Quindicesimo anno per una rassegna d’arte tra le prime di arte diffusa nel Sannio, format apprezzato e ripreso in molte altre località, eppure la capacità di rinnovarsi è sempre forte “C’è un momento, nella vita di ogni progetto, in cui non basta più proseguire. Si avverte, invece, la necessità di trasformare. Dopo quindici anni di VinArte – un percorso che ha saputo crescere, reinventarsi, radicarsi – ho sentito che il tempo era maturo per un cambiamento profondo. Non un cambio di rotta casuale, ma una scelta consapevole: affidare l’intera XV edizione alla visione femminile. Non per includere, ma per rigenerare” continua Giuseppe Leone, non rivelando molto ma aprendo a nuove visioni e azioni trasversali. In primis la scelta tutta al femminile e sguardi di artiste in dialogo diretto ed indiretto, anche grazie ad una residenza artistica, un progetto laboratoriale, frutto di quella capacità generatrice che è il senso più primigenio dell’Arte: fecondare per donare senso all’interpretazione e alla comprensione della realtà, secondo grandi novità per il pubblico che segue e conosce VinArte. 

“Attivare lo sguardo, pensare per immagini e dar vita ad un flusso che, attraversando la materia del visibile, si nutre della tensione del concetto Spes contra spem. È nell’arte delle donne che la speranza si fa forma, presenza, resistenza silenziosa. La fotografia, come scrittura di luce, raccoglie questo impulso e lo trasforma in memoria sensibile, gesto politico e visione rigenerante” suggerisce Azzurra Immediato accogliendo le esponenti della Fotografia di questa edizione che, tuttavia, presenta una piccola eccezione: la presenza di un reporter, unico punto di vista maschile nella rassegna ma che, tuttavia, mediante il suo obiettivo racconterà della speranza che appartiene e guida l’umanità, in un mondo sempre più complesso, cupo ed ingiusto. 

Ed allora c’è ancora tempo per la Speranza, per ‘ascoltare’ la voce delle artiste, vedere attraverso i loro occhi, il loro gesto, la loro sensibilità e scoprire che il domani può esser diverso da come immaginavamo, certamente, ma può rinascere ancora, lasciandosi guidare dalle opere di questa visione al femminile come da una costellazione: stelle, racconti di una speranza che non è attesa passiva, ma scelta di vita. A guidare tali traiettorie le artiste pittrici, scultrici Tonia Erbino, Gabriella Gaeta, Stefania Ianniello, Margherita Palmieri, Mariapia Saccone, Maria Carolina Siricio, Angela Tammaro e le fotografe Iole Capasso e Anna Rosati, accompagnate dal reporter Francesco Garofano. Ad interloquire con le artiste invitate, anche nel 2025, il lavoro progettuale di Carmine Carlo Maffei e del suo atelier Pietre Vive.

VinArte si conferma appuntamento unico per chi desidera immergersi in un crocevia culturale in continua espansione, celebrando la diversità e costruendo una comunità fondata sulla condivisione e sul rispetto reciproco. È in questo spazio di incontro e creazione che l'arte trova la sua vera essenza, rinnovandosi e riscoprendosi in ogni istante, tra suggestioni extramoenia o del genius loci. Luoghi speciali del borgo antico di Guardia Sanframondi, da Palazzo Marotta Romano, icona della fotografia, al cuore pulsante di VinArte e Vinalia, alla chiesa dell’Ave Gratia Plena e la sua Sagrestia sino al Monte dei Pegni e non soltanto, una cartografia che si anima secondo una volontà dell’arte di innervarsi nelle architetture del tempo, espressione profonda di una collettività che scopre, ritrova, immagina, predice e sa ancora meravigliarsi.

Il 4 agosto alle 18 la conferenza di presentazione nella splendida Chiesa dell’Ave Gratia Plena e poi tutto si dipanerà nei luoghi chiave di Vinalia e VinArte.

VinArte 2025
Dal 4 al 10 agosto 2025
Guardia Sanframondi (BN)
Ingresso gratuito 

Nell’ambito di VInalia XXXII Edizione
Facebook VinArte Instagram vinarte_official




giovedì 24 luglio 2025

CANTIERE APERTO, terza edizione


Sabato 6 settembre 2025, dalle 12:00 alle 18:00, torna Cantiere Aperto, alla sua terza edizione, presso No Man’s Land in contrada Rotacesta a Loreto Aprutino (PE). Per il terzo anno consecutivo, arte contemporanea, musica e poesia si intrecciano in una giornata di condivisione collettiva, in un luogo che si propone come spazio aperto, accogliente e partecipato.

Il festival è promosso dalla Fondazione No Man’s Land e curato da Zerynthia – Associazione per l’Arte Contemporanea OdV, in collaborazione con Aware – Bellezza Resistente e con il patrocinio del Comune di Loreto Aprutino. L’edizione 2025 è sostenuta dal Laboratorio di Creatività Contemporanea e promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Cantiere Aperto rappresenta l’appuntamento più emblematico della programmazione annuale di No Man’s Land, un progetto che si propone come modello etico e replicabile di trasformazione sociale. L’accoglienza è la sua parola chiave.

Il progetto No Man’s Land (NML) nasce nel 2016 da un’idea condivisa tra Yona Friedman – l’architetto delle utopie realizzabili – e Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier (Zerynthia). Situata su circa due ettari di terreno agricolo, la Fondazione NML è uno spazio di libertà, natura e arte, dove i partecipanti dialogano attraverso interventi artistici, condivisione di idee e pratiche collettive. Una “terra di tutti”, immersa nel paesaggio collinare di Loreto Aprutino, tra uliveti e vigneti.

Alle installazioni site-specific già presenti di Alvin Curran, Alberto Garutti, Donatella Spaziani, Jimmie Durham, Fabrice Hyber, Gülsün Karamustafa, Leonid Tishkov e Michelangelo Lupone con Licia Galizia, si aggiunge quest’anno una nuova installazione permanente dell’artista Bruna Esposito – Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1999. Dalla sua esperienza newyorkese negli anni ’80 legata alla performance art, Esposito ha sviluppato una ricerca che esplora lo spazio come estensione del corpo e dell’idea artistica, utilizzando mezzi eterogenei: dalla fotografia al suono, dal video alla scultura.

La terza edizione di Cantiere Aperto si aprirà con l’inaugurazione dell’opera permanente di Bruna Esposito, un’amaca d’artista… per poi proseguire nel bosco di noceto e nel giardino della Fondazione, con performance, interventi musicali, letture poetiche e momenti di riflessione condivisa. 

Nel programma della giornata, è previsto un omaggio a tre poeti significativi per l’Abruzzo e oltre: Anna Cascella, Daniele Pieroni e Marco Tornar, con l’interpretazione di Samuele Gambino. Sarà presente anche Camillo De Felice con una performance poetica originale.

Tra le proposte musicali di questa edizione:
· Karima 2G, cantante e beatmaker italiana di origini liberiane,
· GNUČČI (Ana Rab), artista serbo-svedese tra hip hop ed elettronica,
· Daniele Sciolla, esploratore del suono elettronico,
· The Blues Against the Youth, progetto one-man-band di Gianni Tbay,
· Gincana, duo romano di musica elettronica e voce.

Il festival si conferma come uno spazio di resistenza poetica e artistica, un laboratorio a cielo aperto dove i linguaggi si intrecciano per dare voce a nuove forme di coesistenza, memoria e futuro.

***

PROGRAMMA DELLA GIORNATA 
12.00 Saluti del Sindaco di Loreto Aprutino Renato Mariotti e inaugurazione
13.00 intervallo con brindisi e dj set
a seguire dalle 14.00 alle 18.00 performance musicali e di poesia 

UFFICIO STAMPA: RP/Press
Contatti: Marcella Russo - M. +39 349 3999037 | www.rp-press.it | E. press@rp-press.it
PRESS KIT: https://drive.google.com/drive/u/0/folders/1_bzV48nztCapecaXbDxZZFHv_NdXDyal

INFO No Man’s Land:
Come arrivare: https://goo.gl/maps/fDxvQyShQsQ2 

SCHEDA TECNICA:
Titolo: Cantiere Aperto III
Artisti Arte_Musica_Poesia: Bruna Esposito (arte), Simone Gambino (poesia), Camillo De Felice (poesia), Karima 2G (musica), GNUČČI (musica) , Daniele Sciolla (musica), The Blues Against the Youth (musica), Gincana (musica)
A cura di: Zerynthia, Associazione per l’Arte Contemporanea OdV
Data: 6 settembre 2024 dalle ore 12 alle 18
Dove: Loreto Aprutino (PE)_ Contrada Rotacesta
Organizzazione: Fondazione No Man’s Land in collaborazione con Aware – Bellezza Resistente
Patrocinio: Comune di Loreto Aprutino
Ufficio Stampa: www.rp-press.it, Pescara
PROGETTO sostenuto da Laboratorio di Creatività Contemporanea e promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

sabato 19 luglio 2025

"Attraverso l’Arte la Metamorfosi del Mondo" Mario Surbone e Artisti in dialogo contemporaneo

 

"Attraverso l’Arte la Metamorfosi del Mondo"

Mario Surbone e Artisti in dialogo contemporaneo

 

A cura di Vincenzo Scardigno

Con contributo critico di Rosanna Mele

Sala dei Templari, Molfetta

27.07 – 17.08.2025

Inaugurazione Domenica 27 luglio 2025 ore 18.00 ingresso libero

In un tempo in cui l’Arte non solo interpreta il mondo ma lo trasforma, questa mostra collettiva riunisce Mario Surbone — figura centrale dell’astrazione lirica italiana con una selezione di Artisti uniti da una comune tensione verso la ricerca artistica come strumento di metamorfosi, riflessione e visione.



La Sala dei Templari di Molfetta si fa crocevia di segni, colori e sensibilità diverse, in un dialogo vivo tra generazioni e linguaggi. Le opere esposte raccontano percorsi autonomi ma intrecciati, accomunati dalla volontà di partecipare attivamente al cambiamento del reale, attraverso lo sguardo dell’Arte.

In quest’ottica, grazie alla collaborazione dell' artista Massimo Nardi, la mostra si apre ad altri artisti del Progetto "il Gusto dell'Arte" invitandoli anch'essi ad entrare in dialogo con la scena contemporanea, condividere idee, esperienze e visioni, e contribuire alla creazione di nuove opportunità artistiche e culturali. Un invito a rendere l’Arte sempre più luogo di incontro, contaminazione e crescita collettiva.

Espongono gli artisti: special Guest MARIO SURBONE, ANTONIO GIANNINI, ANTONIO LAURELLI, CARMEN CEFFA, DOMENICO MINNITI, DOMENICO POMPA, ENNIO LAVE’, FRANCO CORTESE, GIANMARCO PULIMENI, GIORGIO PANELLI, GIUSEPPE PAVIA, LUIGIA METTITIERI, LUIGI SERGI, MASSIMO NARDI, MIRIAM PRACCHI, PAOLO DESARIO, RAFFAELE DRAGANI, RAFFAELE IACONE, PIETRO DESCISCIOLO, STEFANO RABOZZI, STEFANO VENTURINI, TEGI CANFARI, TINA PAROTTI, ULISSE GUALTIERI, VITO RUSSO.

         

info:  scardigno.v@hotmail.com

+39 347 2536848