giovedì 1 ottobre 2026

A Sort of Song. Peter Marcasiano | Michele Tocca

Michele Tocca, Pink Broom, 2026. Courtesy the artist and z2o Sara Zanin


La Fondazione Giuliani è lieta di presentare A Sort of Song, una mostra di Peter Marcasiano e Michele Tocca. Sebbene appartengano a generazioni e contesti artistici differenti, entrambi gli artisti hanno sviluppato forme di pittura fondate su un personale, insolito raccoglimento nelle cose. Mettendo in dialogo le loro pratiche, la mostra esplora i modi in cui la pittura può trasformare la nostra percezione di ciò che è familiare: attraverso la ripetizione e l’osservazione, attraverso i ritmi della quotidianità e attraverso un’attenzione capace di conferire agli oggetti ordinari un’intensità inattesa.

Il titolo fa riferimento alla poesia del 1944 di William Carlos Williams, “A Sort of a Song”, nella quale il poeta americano riflette sul rapporto tra il linguaggio e il mondo fisico. La sua affermazione, secondo cui non dovrebbero esserci “idee se non nelle cose”, non costituisce tanto un rifiuto delle idee, quanto l’insistenza sul fatto che il pensiero debba emergere dal contatto con il mondo materiale. Questo principio offre un punto di partenza per la mostra, nella quale cipolle, pesci, fiori, frutta, scope, finestre, polvere e il mutare della luce diventano esercizio di osservazione.

Per entrambi gli artisti, la ripetizione è una forma di indagine. Tornare sullo stesso soggetto non produce lo stesso dipinto: al contrario, mette al centro le differenze infinitesimali. Marcasiano ha dipinto ripetutamente oggetti modesti, lasciando che ogni incontro registrasse una diversa relazione tra forma, spazio e tempo. I suoi dipinti di piccolo formato, costruiti attraverso sottili strati di pittura diluita, spesso riducono gli oggetti ai loro contorni essenziali. Le loro superfici delicate e la prospettiva sottilmente instabile danno vita a immagini che appaiono al tempo stesso precise e stranamente sospese. Marcasiano torna talvolta sulle opere, a distanza di mesi o anni, annotando a matita direttamente sulla tela le date dei propri interventi e permettendo così alla durata di incorporarsi fisicamente nel dipinto.

Anche i dipinti di Tocca sono profondamente radicati nell’osservazione, ma spesso colgono la singolarità di circostanze e fenomeni ricorrenti anziché accumulare incontri successivi. La condensa su una finestra, le case osservate a distanza attraverso il binocolo, la polvere che si raccoglie in un angolo diventano soggetti attraverso cui registrare il mutare delle condizioni di luce e dell’atmosfera. I suoi dipinti spesso nascono negli spazi domestici della sua stessa vita. In questo senso, la mostra considera la domesticità non semplicemente come soggetto, ma come modello alternativo di produzione artistica. La cucina diventa un atelier; la routine si trasforma in una disciplina dell’attenzione; gli spazi della vita quotidiana diventano luoghi del vedere e del fare. Questa dedizione alla vita domestica è centrale anche nella pratica di Marcasiano. Lavorando nel suo appartamento parigino, l’artista ha sviluppato un rituale quotidiano attorno a un vocabolario ristretto di soggetti. Per entrambi gli artisti, il domestico mette in discussione l’idea tradizionale dello studio come luogo privilegiato della produzione artistica.

A Sort of Song riunisce inoltre due forme di devozione: il ritorno di Marcasiano sullo stesso oggetto e la concentrazione di Tocca sulla singolarità di fenomeni ricorrenti. I loro dipinti condividono una qualità quasi angelica dell’attenzione, accompagnata da un senso di stupore di fronte a cose che altrimenti potrebbero rimanere invisibili. In entrambe le pratiche, l’ordinario diventa luogo di meraviglia silenziosa.

Peter Marcasiano (1921–1984) nasce in un piccolo paese nei pressi di Benevento ed emigra con la famiglia ancora bambino nel New Jersey. Dopo aver studiato presso il Chouinard Art Institute di Los Angeles e l’Art Students League di New York, si trasferisce in Europa nei primi anni Cinquanta, trascorrendo lunghi periodi a Londra, Amsterdam, Berlino, Firenze e Roma. Nel 1968 si stabilisce definitivamente a Parigi, dove sviluppa una pratica artistica in larga misura estranea alle narrazioni dominanti dell’epoca. Durante la sua vita espone una sola volta, alla Galerie Welz di Salisburgo nel 1959. Dopo la sua morte, il suo lavoro è rimasto in gran parte all’interno del suo appartamento parigino fino alla sua graduale riscoperta, iniziata con la partecipazione alla mostra Les Promesses du passé al Centre Pompidou nel 2010. Tra le successive presentazioni figurano Family Affair (2018), Début d’hiver presso Double Séjour(2021), Nature morte alla Galerie Valentin (2022) e My Onion Canvases are Ballet… alla DS Galerie (2025), Parigi.


Michele Tocca (n. 1983) vive e lavora tra la sua città natale, Subiaco, e Roma. Studia pittura in Italia e in Belgio prima di conseguire un MA in Painting presso il Royal College of Art di Londra (2011). Sue mostre personali e bi-personali sono state presentate in istituzioni, gallerie e spazi indipendenti tra cui: AM-G-5, Glasgow; FLAG Art Foundation, New York; Fondazione Coppola, Vicenza; Fuoricampo, Siena; Studiolo Project, Milano; z2o Sara Zanin, Roma. Nel 2023, il suo lavoro è stato oggetto di un’ampia personale museale, Repoussoir, presso la GAM – Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea di Torino. Tra le principali mostre collettive figurano: Rethinking Romanticism, CAMeC, La Spezia (2026); Vita Minore, Musei Civici, Spoleto (2026); Journeys, Alma Pearl, Londra (2025); La Collezione, GAM, Torino (2024); Italian Painting Today, Triennale Milano (2023); 63° Premio Termoli, MACTE (2023); Le realtà ordinarie, Palazzo de’ Toschi, Bologna (2020); Out Looking Inwards, Praksis, Oslo (2019).


A SORT OF SONG
PETER MARCASIANO | MICHELE TOCCA 
OPENING GIOVEDÌ 8 OTTOBRE 2026 ORE 18:00 - 21:00

FONDAZIONE GIULIANI
Via Gustavo Bianchi, 1
00153 Roma
Italia