mercoledì 26 giugno 2024

Pippo Patruno | Archivio Sentimentale

Pippo Patruno, Animula vagula blandula (2012)

A un anno dalla sua prematura scomparsa, Monopoli rende omaggio a Pippo Patruno con “Archivio Sentimentale”, prima importante retrospettiva dell’artista monopolitano curata da Antonella Marinoe Carmelo Cipriani. 

Ideato dall’Associazione Culturale Pippo Patruno insieme all’Assessore alla Cultura Rosanna Perricci, il progetto è realizzato da Formula Brand, con il sostegno della Città di Monopoli e il Patrocinio istituzionale della Regione Puglia - Fondazione Pino Pascali e dell’Accademia di Belle Arti di Bari.

La mostra riunisce le opere più significative del quarantennale percorso di Patruno, caratterizzato da una polarità tra impulso emotivo e controllo razionale e incentrato sulla geometria e sulla parola, che si avvicendano e a volte compenetrano nei diversi cicli succedutisi a ritmo serrato per un incessante bisogno di sperimentare.

Dai primi anni Novanta, la reiterazione modulare diviene il principale strumento espressivo dell’artista, un viatico attraverso cui dare ordine al mondo. L’elemento geometrico è all’origine di una raffinata ricerca astratta di vaga matrice minimalista, ma anche profondamente italiana nella gestione degli spazi, delle proporzioni, degli accordi cromatici, che ha connotato la sua attività per circa trent’anni.

La parola è invece fondativa dell’ultima parte del suo percorso: moltiplicata fino a costituire una texture, isolata al centro e ottenuta in negativo, è assunta da Patruno tanto per la sua valenza estetica che per quella semantico-concettuale.

Sono i diversi aspetti di una speculazione artistica complessa e raffinata, in cui centrale è anche una riflessione sul tempoche implica l’idea di transitorietà e cambiamento, con inevitabili accostamenti alla condizione umana.

Queste le dichiarazioni dei soggetti istituzionali che interverranno all’inaugurazione: Angelo Annese, Sindaco di Monopoli:“Pippo Patruno è uno dei figli di Monopoli, scomparso troppo presto, che avrebbe potuto ancora per molto regalarci la sua arte. Le opere in esposizione a Monopoli ci condurranno attraverso un viaggio immersivo nelle opere di un artista che va scoperto e riscoperto”.

Rosanna Perricci, Assessore alla Cultura: “L’Assessorato alla Cultura ha fortemente voluto sostenere questo evento, che per un mese consentirà a tutti di conoscere e apprezzare l’estro creativo e intimo di Pippo Patruno”.

Giuseppe Teofilo, Direttore Artistico Fondazione Pino Pascali:“Pippo Patruno è tra i protagonisti dell’arte prodotta in Puglia nei decenni a cavallo tra Novecento e Duemila. La retrospettiva è il primo evento espositivo ad essere ospitato nella Biblioteca Rendella di Monopoli, scelta per il suo essere luogo della parola, elemento visivo e semantico tanto caro all’artista e s’inserisce in quella sistematica azione di valorizzazione degli artisti pugliesi, attuata dalla Fondazione”.

Giancarlo Chielli, Direttore Accademia di Belle Arti di Bari:“Pippo era un artista schivo, ma un amico generosissimo. Insieme abbiamo pensato la sede di Mola (l’Accademia dei Laboratori) e insieme ai colleghi di pittura abbiamo voluto sognare una Scuola di Pittura diversa, propositiva. È stato un eccellente Consigliere Accademico; anche per questo ruolo l'Accademia gli deve molto”.

Francesca Patruno, Presidente Associazione Culturale Pippo Patruno:“Archivio Sentimentale è un omaggio a Pippo e alla sua arte. Questo è il primo progetto della nostra Associazione, che vuole tutelare, valorizzare e rendere fruibile a tutti il patrimonio artistico che ci ha lasciato”.

Nel corso della serata inaugurale, l’Associazione Culturale Pippo Patruno donerà un’opera dell’artista alla Città di Monopoli.

Conferenza stampa di presentazione e preview giornalisti:
mercoledì 26 giugno, ore 11:00, Biblioteca “Rendella” di Monopoli

Il progetto sarà arricchito da tre eventi, ospitati sempre in Biblioteca “Rendella”:
martedì 2 luglio: Amici per Pippo - Immagini, suoni e parole in onore di Pippo Patruno, Paolo Panaro, Lorena Carbonara, Alessandro Giangrande, Raffaella Ronchi, Elisabetta Stragapede, Matilde Sabato e Leonardo Vita ricorderanno Pippo Patruno. A cura di Cosimo Mimmo Panaro.

domenica 7 luglio: Premio Pippo Patruno
Saranno proclamati i vincitori del concorso, rivolto agli studenti del Liceo Artistico di Monopoli. 

In collaborazione con l’IISS “Luigi Russo” di Monopoli
domenica 14 luglio: Viaggi sonori. Contaminazione al confine

Il Contamination Open Ensemble (Michele Di Modugno, Francesca Perrone, Gabriele Cavallo, Alessandro Turi e Sabrina Preite) in concerto: danze greche, R&B, musica elettronica, swing, funky per una vera e propria contaminazione di stili e culture musicali. 

In collaborazione con il Conservatorio di Musica “Nino Rota” di Monopoli.

Nota biografica
Formatosi presso l’Istituto d’Arte di Monopoli, Pippo Patruno (Monopoli, 1955 – 2023) si è diplomato in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bari. I suoi primi lavori importanti sono espressionisti, per poi virare decisamente verso un percorso pittorico nel quale l’esuberanza espressiva degli inizi si prosciugava in una nuova sintassi di forme geometriche minimali ma insieme ambigue (“Tradimensioni improbabili”, 1992). Ha esposto le sue opere nelle principali gallerie italiane, tra le quali la Galleria Marilena Bonomo di Bari, presso la quale pubblica i cataloghi “Comporre l’infinito” (1997)e “Capoverso” (2010)ed è protagonista delle mostre personali “Le stanze del giardiniere” (1999)e “Indicativo transitivo” (2005). Nel 2011 ha partecipato alla 54aEdizione della Biennale di Venezia, presentando la serie “Edizioni Fuori Tempo” al Padiglione Italia, Regione Puglia. Nelle opere successive, la tensione verso una parola che racchiude in sé l’universo assume quasi valore di ricerca spirituale, sperimentando, con la parola scritta, i limiti dell’astrazione e del concetto: “Solglass”,“I pensieri di Dio”e “Flores”anticipano “Futuro remoto”, la sua intensa attività speculativa sul presente e sulla possibilità di coerenti e aggiornate rappresentazioni della contemporaneità, che esclude naturalmente la pittura, relegandola a linguaggio “remoto”.  Nel corso della sua carriera ha collaborato con artisti italiani e internazionali, tra i quali Sol LeWitt, che ha frequentato presso la Galleria Bonomo. Alla sua intensa produzione artistica ha unito l’attività di docente, dapprima presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e poi, per oltre 20 anni, presso l’Accademia di Belle Arti di Bari.  Le sue opere compaiono in numerosi cataloghi ed in collezioni pubbliche e private.

Selezione mostre:1982: “Patruno”, Galleria Il Traghetto, Venezia. 1986: “Bambù”, Galleria Centrosei, Bari. 1992: “Tradimensioni improbabili”, Chiesa San Martino, Monopoli. 1998: “Comporre l’infinito”, Associazione Culturale Modì, Bari. 1999: “Le stanze del giardiniere”, Galleria Bonomo, Bari. 2005: “Indicativo transitivo”, Galleria Bonomo, Bari. 2014: “Flores”, EdicolaRara, Terlizzi. 2019: “Futuro Remoto”, Museo Nuova Era, Bari.


Pippo Patruno
ARCHIVIO SENTIMENTALE
a cura di Antonella Marino e Carmelo Cipriani

Monopoli, Biblioteca “Prospero Rendella”, Piazza Garibaldi 24

Inaugurazione: giovedì 27 giugno 2024, ore 19-22.

Apertura:dal 27 giugno al 28 luglio 2024. Dal Martedì al Sabato: ore 9-13 e 16-21. Domenica: ore 16-21. Ingresso libero.
Un progetto Associazione Culturale Pippo Patruno, realizzato da Formula Brand.

Con il Patrocinio istituzionale di: Città di Monopoli - Assessorato alla Cultura, Regione Puglia - Fondazione Pino Pascali, Accademia di Belle Arti di Bari.


pubblica: 



Trullo 227 | Around photography

opera di Maria Grazia Carriero

Divenuto ormai un appuntamento fisso per gli amanti dell’arte, ritorna con la sua settima edizione Trullo 227, la mostra di arte contemporanea a cura di Graziella Melania Geraci. Il doppio opening, fissato per il 29 e 30 giugnodalle ore 21.00, vedrà quest’anno gli spazi del trullo Nicolò a Martina Franca accogliere fotografi e artisti internazionali che offriranno uno spaccato variegato delle pratiche contemporanee legate alla fotografia. Per la prima volta l’evento non propone una tematica ma la condivisione di un terreno comune, la sperimentazione e le possibilità di un mezzo di indagine visiva. In una piccola esplorazione di generi Trullo 277_Around photography si propone di segnalare alcune tra le tendenze attuali in fotografia attraverso lo sguardo di Maria Grazia Carriero, Circolo Fotografico Il Castello, Clément Colliard, Francesco Paolo Gassi, Giovanni Izzo, Achraf Khalis, Mario Laporta, Vincenzo Mattei, Paolo Lorusso e Filomena Moschetta, Barbara Rigon. Le opere fotografiche saranno visibili il 29 e 30 giugno insieme agli interventi artistici di Cristiano Pallara e di Giordano Santoro, mentre le opere esterne di Pierluca Cetera, Teresa Chimienti e Michela Rondinone, rimarranno nella campagna circostante fino al 29 luglio accessibili su appuntamento. 

Il percorso allestitivo pone in dialogo artisti come Maria Grazia Carriero, che esplora la convergenza tra la religiosità popolare tradizionale e la rivisitazione contemporanea in chiave artistica, e Francesco Paolo Gassi, le cui immagini ruvide e spiazzanti focalizzano lo sguardo su una corporeità fatta di imperfezioni, ribaltando così una consuetudine estetica. Poetiche le visioni macro di Clément Colliard in cui i fiori e il loro deperimento evocano la decadenza dei corpi e la compromissione della salute dello stesso fotografo. Scene di vita e movimento sono alla base della narrazione di Achraf Khalis che coglie attimi silenti in folle colorate durante un’estate marocchina colta da uno sguardo prolungato e contemplativo. Lo spostamento di interesse di Paolo Lorusso e Filomena Moschetta sugli ambienti interni degli hotel e sui particolari di solito ignorati eleva la realtà kitsch ad un oggetto degno di credibilità visiva. Piglio documentaristico nei paesaggi urbani di Mario Laporta dove la vita di strada, i volti e gli spazi assurgono a racconto estetico mentre le luci e le sagome dei grattacieli delle metropoli cinesi diventano sequenze astratte sottolineando un cambio di prospettiva. Le immagini che Giovanni Izzo è riuscito a catturare esplorano il mondo della prostituzione nigeriana nell’area del litorale domizio, i ritratti delle donne sfruttate diventano denunce e documenti dei maltrattamenti subiti ma la fotografia conferisce loro dignità e affermazione. La piccola roulotte posta nel terreno che circonda il trullo accoglie foto-cartoline di Barbara Rigon, paesaggi come appunti di viaggio che sembrano appartenere ad un immaginario individuo proprietario della casa su ruote che muovendosi ha tenuto traccia dei luoghi visitati e vissuti. L’esplorazione del mondo del circo e dei suoi protagonisti negli scatti di Vincenzo Mattei ne rivela l’animo recondito, il sospiro e l’essenza fatta di volti e di sguardi colti lontano dai riflettori. Il Circolo Il Castello con le immagini di Viviana Zito, Bonaventura Novellino, Valentina Funetta, Ezio Bruno, Pierluca Lubello, Enzo Ferrari, Marco Costanzo presenta una narrazione variegata che spazia dalla fotografia immediata a quella minimalista aggiungendo alla già ricca esposizione un’ulteriore molteplicità di stili.

Pierluca Cetera immerge nelle acque della piscina le sue sagome incendiate, accuse ai tempi turbolenti e bellicosi, e alla sommersione comunicativa.

L’installazione di Giordano Santoro posta nel trullino, pensato per riporre gli attrezzi dell’agricoltura, gioca con la luce e il suo riflesso e trova nella comunità degli oggetti sospesi l’essenza da cui scaturisce il pensiero diffuso.

Cristiano Pallara sfida i visitatori a mettersi in gioco e lo fa riportandoli alla dimensione ludica con un distributore di palline vintage al cui interno ha racchiuso disegni di un suo personalissimo universo visivo.

Spazio anche ai giovanissimi dell’Accademia di Belle Arti di Bari con gli interventi di Teresa Chimienti e Michela Rondinone a cura di Pierluca Cetera. 

Sabato 29 giugno, nello scenario naturale creato da un enorme noce si terranno le letture di poesie “Sotto l’albero di noce” a cura di Barbara Gortan. L’evento sarà introdotto da Rossella Grandolfo, giornalista Mediaset. Parteciperanno i poeti: Anna Cellaro, Pasquale Vadalà, Barbara Gortan, Letizia Cobaltini, Cosimo Rodia, Rita Greco, Elisabetta Stragapede, Lucia Diomede, Maurizio Evangelista, Aldo Perrone.

Brindisi offerti da Antonio Prevete con riflessioni: “Lo zen e l’arte di bere vino”.

L’apertura dell’evento si terrà il 29 giugno dalle ore 21.00 presso il Trullo Nicolò in via Ostuni 227 M, Martina Franca (TA) (digitare su google map Trullo Nicolò)


Media partners: Taranto Buonasera 
Grazie a: Poliambulatorio Pediatrico Buongiorno Dottore, sedi a Taranto e Martina Franca

Trullo Nicolo’, Via Ostuni 227 zona M, Martina Franca (TA)

lunedì 24 giugno 2024

Nelle nostre stanze di Giuseppe Ciracì

La mosca, 2024 olio, disegno a matita, 
pagina di libro esposta per settimane alle intemperie trasformata dal tempo e incollata su tela, busta con cenere e busta con mosca, cm 24x30


Mercoledì 3 luglio alle ore 19:00, presso il Castello Dentice di Frasso di Carovigno, verrà inaugurata la mostra Nelle nostre stanze di Giuseppe Ciracì, promossa dall’Associazione Le Colonne e il PAST Puglia, in collaborazione con Kyro Art Gallery di Pietrasanta e patrocinata da Regione Puglia, Provincia di Brindisi e Comune di Carovigno.

All’inaugurazione saranno presenti la presidente dell’Associazione Le Colonne, Anna Cinti, il sindaco di Carovigno Massimo Lanzillotti, il consigliere regionale Alessandro Leoci e il curatore della mostra Antonello Tolve.

La mostra sarà ospitata all’interno del Castello fino al 6 Ottobre, impreziosendo la visita del maniero, già custode di una ricca storia millenaria, per tutto il periodo estivo.

Pensato per gli ambienti del Castello Dentice di Frasso, e più precisamente per i raccolti locali del piano nobile, Nelle nostre stanze è un racconto diviso in cinque tappe, in cinque sale comunicanti e distanziate tra loro su due livelli specifici, dove Giuseppe Ciracì narra, mediante opere di piccole medie e grandi dimensioni, molte delle quali realizzate appositamente per l’occasione, tante storie che si mescolano tra loro e che nel contempo ruotano attorno alla vicenda maestra di Alfredo e della sua adorata consorte, Elisabetta, ultimi eredi e abitatori di un luogo – dimora d’amore – che «con grande sensibilità ed acume curarono insieme» sin dal 1905 per trasformarlo in ambiente di vita quotidiana.

Spazio fisico e metaforico, ogni stanza usata dall’artista è oggi locale in cui sostare, luogo attraversato e vissuto da ricordi indelebili (all’indomani della scomparsa di Elisabetta, Alfredo annota una frase amara da cui Ciracì trae il titolo dell’esposizione – «è atroce, mi devo muovere nelle nostre stanze, nel suo giardino dove tutto è lei che non c’è e che non tornerà mai più»), ma è anche giardino d’utopia dove poter sperimentare la magia di ogni eterotopia, è camera munita di soglie che delimitano e che si presentano come inevitabili zone di transito, brani che uniscono il prima e il dopo, confini che separano e che raccordano luoghi psichici diversi. Muovendosi con disinvoltura tra il disegno la pittura e il libro d’artista (inteso, quest’ultimo, come oggetto del sapere o come compatto corpo culturale), Ciracì mostra sempre uno sguardo affilato, determinato da un’indagine alquanto meditata, capace di cogliere l’eredità di artisti quali Leonardo, Raffaello o Caravaggio, per riproporla – applicarla – in percorsi inediti, legati a prese dirette della realtà, a lessici familiari, a percorsi privati e soggettivi. Ogni superficie, che sia tela intelaiata o carta o cartone, è da lui infatti trattata come un banco di prova analitica dove non solo si avverte l’idea di abitare il tempo da latitudinidifferenti, ma anche di adattare (finanche adottare) lacerti di storie e di intrecciarle tra loro per dar vita a raffinate e morbide fantasie d’avvicinamento, a sogni che non possono vederci né tantomeno sognarci.

Giuseppe Ciracì (Brindisi, 1975) si diploma presso il Liceo Artistico Edgardo Simone di Brindisi e prosegue gli studi in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Lecce.Avvia il suo percorso professionale in Puglia per poi trasferirsi, nel 2003, a Milano dove sviluppa le ricerche nell’ambito della pittura figurativa, impegnandosi in un’originale rilettura della storia dell’arte antica e moderna. Nel 2007 collabora con i suoi dipinti al film-documentario Sigmund Freud, Il grande pensatoreper la regia di Ferruccio Valerio e focalizza l’intera produzione sul tema del ritratto per poi approdare alla serie polimaterica ispirata ai fogli di Windsor di Leonardo da Vinci (2011-2014). Nel 2015 viene selezionato dal critico Alberto Dambruoso a partecipare alla Residenza Artistica BoCs Art di Cosenza. Prende parte a numerose collettive e personali in Italia e all’estero ed è stato finalista in diversi premi nazionali tra cui il Premio Celeste, il Premio Arte Mondadori, il Premio Arte Laguna di Venezia, il Premio di Pittura Zingarelli Rocca delle Macìe, il Premio Ora e ha vinto la 2^ edizione del Premio di Pittura Giuseppe Casciaro.

Attualmente è impegnato nel progetto editoriale Gli origami di Stendhal, a cura di Francesca Londino, una collana di racconti dedicata al connubio arte e scrittura per la quale ha illustrato le copertine e i frontespizi interni dei volumi. Nel suo lavoro più recente, al virtuosismo della tecnica affianca l’incompletezza della figurazione; i suoi dipinti, simili a carte che il tempo cancella, trasforma (o progressivamente disvela) sono il risultato di un lungo percorso di pensiero compiuto tra possibilità della mano e azione creatrice della natura.

Vive e lavora a Brindisi dove è titolare della cattedra di Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico Musicale Simone - Durano.

In Italia è rappresentato da Kyro Art Gallery di Pietransanta - www.kyroartgallery.com

Per ulteriori info o per la prenotazione:
Telefono: 379 1092451
email: castellodicarovigno@gmail.com







sabato 22 giugno 2024

Just add water: Something fishy | bipersonale di Alessandra Cecchini e Andrea Frosolini


Buy my purple wig for my mermaid video


Sabato 22 giugno 2024 dalle ore 18:00 inaugura presso il rinnovato spazio espositivo di PrimaLinea Studio, Just Add Water la mostra bipersonale di Alessandra Cecchini e Andrea Frosolini. I due membri dell’artist-run space Spazio Insitu presentano per l’occasione una serie di installazioni inedite sul tema della sirena, figura allegorica e pervasiva dell’immaginario collettivo. Nell’Odissea le sirene sono descritte come figure seducenti e mortifere, che soggiogano il viaggiatore attirandolo con canti melodiosi. Queste fanciulle virginali, incarnano con la loro ambiguità il binomio Eros e Thanatos. Secondo alcune interpretazioni, con il canto invitano il viaggiatore a ottenere la conoscenza "onnisciente" che porta alla morte minacciando di compromettere i legami familiari e civili. Questa creatura fantastica e ancestrale è indagata dagli artisti in chiave antropologica con i più recenti strumenti tecnologici attraverso la cultura post-internet e pop. Ne conseguono lavori che analizzano la percezione di sé e degli altri e che considerano le rivoluzioni del nostro tempo. Le installazioni, in parte realizzate con le intelligenze artificiali, sono declinate su oggetti di uso comune. 

Le figure androgine nell’opera Come on girl look at you (but it’s not you) di Alessandra Cecchini, sono ibridate non solo dal punto di vista di genere ma anche da quello tecnico: analogico e digitale. Le sue immagini antropomorfe stampate su veli mettono in dubbio le nostre certezze riguardo al passaggio dal reale al virtuale dando origine a nuovi luoghi di incontro-scontro tra osservazione e pensiero. I corpi che osserviamo hanno connotati umani che vanno oltre le classiche fattezze per scompaginare in forme irreali e post-umane. Il tema dell’ibrido ricorre anche in May Jailer di Andrea Frosolini che includendo nell’opera l’elemento sonoro indaga l’aspetto antropologico della sirena. La traccia audio presente nell’installazione è frutto della fusione di brani metal, originariamente molto violenti con le voci delle popstar più amate della musica contemporanea e simula il canto melodioso della sirena. L’artista, in chiave critica, schietta ma ironica, cita icone e movimenti della cultura pop ’90-’20, evidenziando le modalità effimere dell’ultra-attualità. Il titolo della mostra allude a un episodio della serie teen H2O, infatti nel complesso la mostra ha una carattere spiccatamente femminile che esalta la contrapposizione tra vita e morte intesa sia come forza creativa che distruttiva. Questo principio esistenziale dell’analisi freudiana, si riduce alla pulsione di vita (Eros), che implica il principio della sopravvivenza e alla pulsione di morte (Thanatos), che si manifesta invece in tendenze autodistruttive. Questa pluralità è rintracciabile anche nel rapporto con la tecnologia: i nuovi strumenti tecnologici e le nuove culture nate in rete, come le sirene, sono generatori di nuove bellezze, di nuove estetiche ma rappresentano anche la minaccia di morte dei vecchi sistemi e del vecchio gusto. La rivoluzione sociale in atto e la rapida diffusione di nuove identità sono interpretate da alcuni come una possibilità di autodeterminazione, mentre per altri rappresentano una minaccia per la sopravvivenza della specie. Questi principi sono reiterati in Buy my purple wig for my mermaid videoopera condivisa in cui gli assunti sono espressi tramite l’elemento del pozzo, oggetto dalla duplice valenza, fonte di vita o pericolo di morte. Nel complesso Just Add Waterè un viaggio attraverso la percezione di sé e degli altri in cui esplorare il valore del dualismo e il contrasto tra minaccia e bellezza attraverso il filtro della tecnologia e della cultura contemporanea.


Alessandra Cecchini, il suo lavoro riguarda l’immagine che è intesa come forma esteriore e le dinamiche attraverso le quali determina, costruisce la nostra percezione del mondo. Quest’ultimo, frammentato e ricomposto, contrapposto e duale, appare come il territorio di incontro-scontro tra reale e virtuale. Il risultato è un contesto ibrido entro il quale l’artista ricerca gli elementi contraddittori e i confini labili così come gli spazi di continuità. 

Andrea Frosolini, la sua ricerca ha origine dall’osservazione di pratiche comunicative contemporanee con l’intento di offrire nuove visioni e punti di vista tramite processi di sintetizzazione digitali della realtà. L’opera diviene un pretesto per raccontare crudamente la realtà, da una parte convertendo in un’unica forma il rapporto, quasi inscindibile, che intercorre tra superficie, volume e contenuto; dall’altra legittimando come spazio potenzialmente infinito di contestualizzazione del reale.


PrimaLinea Studio
Via Giovan Battista Gandino 31, 00167, Roma, RM
Opening sabato 22 giugno dalle ore 18:00
La mostra è visitabile dal lunedì al sabato, dalle 16:00 alle 20:00
dal 22 giugno fino al 7 settembre con una pausa estiva
l’Ingresso è libero su appuntamento 

INFO E CONTATTI STAMPA:
+39 3896904704
primalinea@mail.com

mercoledì 19 giugno 2024

Piero Percoco Solo Show. The Rainbow Over Milan


BiM – dove Bicocca incontra Milano, il progetto di rigenerazione urbana nel distretto Bicocca che sta trasformando un iconico edificio in una work destination all’avanguardia, ospita negli spazi di C41 la mostra fotografica Piero Percoco Solo Show. The Rainbow Over Milan di Piero Percoco. Il titolo dell’esposizione fa riferimento al nome d’arte con cui il fotografo è noto sui social, @therainbow_is_underestimated (“l’arcobaleno è sottovalutato”): con il suo debutto milanese, Percoco porta in città la sua personale, caleidoscopica visione, di cui l’arcobaleno diventa appunto metafora.

La mostra s’inserisce nel più ampio progetto di collaborazione tra BiM e C41, rivista indipendente e casa di produzione creativa che cura due spazi dedicati alla fotografia contemporanea nel complesso in via di riqualificazione di Viale dell’Innovazione 3: C41 Gallery (al primo piano) - luogo di sperimentazione in cui vengono esplorati i diversi aspetti della cultura visiva contemporanea - e C41 Panorama (al piano terra), un luogo di passaggio, accessibile a tutti, che invita a fermarsi, osservare e lasciarsi trasportare altrove con l’immaginazione. 

Piero Percoco Solo Show. The Rainbow Over Milan si apre con una preview in C41 Panorama, dove gli spettatori vengono introdotti all’ironia e all’estetica distintiva del fotografo, il cui focus è la quotidianità della provincia, l’assurdo e il bello di ciò che lo circonda nella vita di tutti i giorni. Le opere esposte fanno parte di due serie di lavori tratti dall’archivio del fotografo e qui proposti attraverso una rilettura di C41 che affronta due tematiche: la prima dedicata al colore rosa, la seconda al mondo delle pulizie. Qui è possibile consultare le copie del progetto editoriale cui Percoco ha partecipato, The Passenger–Mediterraneo, pubblicato da Iperborea. In fondo alla galleria è esposta la foto di un altro oggetto che evoca un universo domestico e quotidiano tradizionale: l’iconico picchietto abbattimosche rosso. 

Proseguendo negli spazi al primo piano di C41 Gallery, l’identità artistica di Piero Percoco emerge attraverso le fotografie del suo archivio Instagram, piattaforma su cui è cresciuto esponenzialmente (@therainbow_is_underestimated). Nello spazio sono allestite 80 foto tratte dal libro The Rainbow Is Underestimated (Skinnerboox, 2019), oltre a una selezione di immagini tratte dalla serie di Piero Percoco sui cieli, una fotografia della sua celebre serie sulle estati italiane e quattro scatti tratti dalla serie sul Carnevale di Putignano, un unicum nella sua opera in quanto caratterizzata da un’estetica più dark e notturna. Tutti gli articoli in esposizione, dai volumi di Iperborea alle fotografie dell’artista, sono disponibili per l'acquisto. 

I lavori di Piero Percoco, nato a Bari nel 1987, sono stati esposti in gallerie e festival italiani e internazionali: Dusseldorf Photo Weekend, SP4 Gallery Treviso, Leica Store Milano, e sono stati pubblicati su The New Yorker, Guggenheim Venezia, New York Times, Rolling Stones, The British Journal of Photography e molti altri media internazionali. 

Aperto al pubblico anche il Bookshop curato da C41 che propone in vendita i suoi magazine e le special edition, il merch e una selezione di magazine indipendenti scelti da Reading Room di Francesca Spiller. 

In occasione della mostra, il Bookshop rinnova il proprio design annunciando la collaborazione con USM Modular Furniture, azienda svizzera che da quasi 60 anni fornisce mobili modulari di alta qualità e senza tempo, adatti sia alla casa che all’ufficio. Riconosciuto come un classico del design, gli oggetti di USM sono parte della Collezione permanente del Museum of Modern Art di New York, a conferma del carattere artistico del prodotto. 

Incubatore di progetti artistici e culturali, BiM rappresenta un modello innovativo di rigenerazione urbana, che vive il percorso di avvicinamento all’inaugurazione – prevista nel 2024 per l’edificio Pirelli 10 e nel 2026 per Innovazione 3 – come un’opportunità di valorizzazione per il distretto e la città. Per tutta la durata del cantiere, gli spazi di BiM sono animati da un programma di attività culturali temporanee aperte a tutti e gratuite. Il programma, patrocinato dal Comune di Milano, si sviluppa attraverso partnership e collaborazioni con istituzioni ed eccellenze attive sul territorio e la sinergia con le principali manifestazioni della città. L’obiettivo è trasformare il “tempo di attesa” del cantiere in un’occasione per progettare il futuro in modo sostenibile e inclusivo, invitando i cittadini a scoprire e a vivere le aree in via riqualificazione come uno spazio di incontro e aggregazione. Un punto di riferimento di un tessuto urbano in forte sviluppo, un complesso architettonico vivace che abbraccia la città e si affaccia sul mondo. 

Orari di apertura:

Piero Percoco Solo Show. The Rainbow Over Milan 
fino al 15 ottobre 2024 

C41 GALLERY accesso libero lunedì-venerdì dalle 11.00 alle 17.00
C41 PANORAMA accesso libero lunedì-venerdì dalle 09.00 alle 20.00
Sabato su appuntamento
Viale dell’Innovazione 3, Milano

C41 Panorama - piano terra
C41 Gallery - primo piano – lotto B Informazioni: info@c41magazine.com 
Tutti i dettagli alla pagina: https://bim-milano.com/life-in-bim-agenda/ 

BiM – Dove Bicocca incontra Milano 
BiM, Dove Bicocca Incontra Milano, è un importante progetto di rigenerazione urbana di un intero isolato nel cuore di Bicocca a Milano. Il progetto è promosso da Aermont Capital, società di asset management paneuropea con focus sul real estate, e Kervis SGR, società dedicata alla gestione di fondi riservati a investitori istituzionali internazionali di primario standing, insieme a MTDM – Manifattura Tabacchi Development Management in qualità di project manager. L’opera, firmata dai progettisti Piuarch e Antonio Perazzi, è finalizzata alla riqualificazione in una logica di ‘retrofitting’, degli edifici situati in viale Piero e Alberto Pirelli 10 e in viale dell’Innovazione 3: un’area di oltre 50.000 metri quadri, di cui 43.300 metri quadri a destinazione direzionale, 3.400 metri quadri di spazi retail, 800 metri quadri di Pavilion multifunzionale e 6.000 metri quadri di spazi verdi e giardino. BiM si propone come modello di riqualificazione urbana autenticamente sostenibile, trasformando gli spazi in Classe A e rispondendo ai più alti requisiti di ESG e sostenibilità. 
https://bim-milano.com/

C41 
È una rivista indipendente e una casa di produzione creativa. Focalizzata su temi contemporanei provenienti da tutto il mondo, riflette le più straordinarie visioni del nostro tempo, coinvolgendo nuove generazioni di style leaders in ogni ambito. Rappresentiamo fotografi e registi che condividono la nostra visione in Italia, Francia e Paesi Bassi. 

Media relations – Noesis 
Cristina Gavirati: cristina.gavirati@noesis.net; tel. 3209524869 
Asli Gulfidan: asli.gulfidan@noesis.net; tel. 389 76835968 
Alessandra Marinello: alessandra.marinello@noesis.net; tel. 38 92437139 Federico Della Penna: federico.dellapenna@noesis.net; tel. 342 3334502

 

martedì 18 giugno 2024

Varchi nel tempo di Raffaele Quida

Raffaele Quida, 12min. 26 sec., pigmento su carta cotone, 40x30 cm, 2023


Inaugurata a Ravenna il 20 aprile, la mostra personale “Varchi nel tempo” di Raffaele Quida (Lecce, 1968) a cura di Giacomo Zaza, proposta dalla Galleria Monogao 21, è aperta al pubblico fino a sabato 29 giugno quando per l’occasione del finissage ne sarà presentato il catalogo edito dalla galleria. 

Il percorso espositivo si concentra su un nucleo diquindici opere realizzate dal 2020 ad oggi attraverso cui l’artista esplora il tema del tempo, snodo concettuale di fondamentale importanza nella sua ricerca. In particolare, da oltre un decennio Quida porta avanti una specifica pratica pittorica delimitando la superficie del quadro attraverso l’immersione di fogli di carta cotone in un liquido nero pigmentoso e oleoso raccolto in vasche, assecondando una sua consolidata attitudine processuale per cui ne osserva e fissa le infinite variazioni possibili all’interno di uno spazio temporale. Così cristallizza e immortala delle “tracce in transito”, perimetrate da cornici di metallo, che compongono la serie “Carte del tempo”di cui a Ravenna mostra gli esiti più recenti. Il processo trasformativo viene indotto definendo prioritariamente l’intervallo di permanenza dei fogli nel liquido e sulle carte si vedono indicate le misurazioni in minuti dell’assorbimento del pigmento, che diventano i titoli delle opere. 

“La creazione artistica segue la natura e come tale non rimane statica, ma muta nel tempo seguendo la trasformazione strutturale e naturale del materiale con cui viene realizzata”, afferma Quida. Il risultato è particolarmente evocativo: una manifestazione di campiture monocrome irregolari che si muovono sul foglio e variano di dimensione e intensità, dipesa dalla fluidità di una combinazione di oli combusti e colori, evocando paesaggi, atmosfere e stati d’ animo.

In mostra vi sono inoltre due esemplari dalla serie “Superfici”, ottenuti da vecchi fogli di archivio per la classificazione dei terreni agricoli integrati da vecchie fotografie di paesaggio, modalità con cui l’artista mette in dubbio l’obiettività dell’esercizio di catalogazione dei luoghi in relazione all’arbitrarietà soggettività dello sguardo, rendendo vano il tentativo dell’uomo di indagare e controllare lo spazio. 

Come scrive il curatore Zaza nel testo che firma per il catalogo, “Quida, suggestionato dal rapporto che l’uomo intesse con la natura e dal desiderio di ‘decifrarne i misteri’, si interroga sugli spazi che ci circondano e sull’invisibile e l’impalpabile che ci accompagna ovunque. Di fronte all’intero gruppo di opere sembra di percepire un varco temporale: osservate nel loro insieme costituiscono una molteplicità di zone brumose, visivamente instabili, che a tratti ricordano dei rilievi a forma di collina o delle zone desertiche, e appaiono come superfici variabili e vulnerabili. Spostando lo sguardo da un’opera a un’altra, ci muoviamo tra approdi temporanei: un procedere per soste e pause diverse tra loro, forse interpretando il flusso dell’energia dello spazio in cui viviamo (incredibile giacimento di materia e antimateria, di vuoti che fluttuano).”

La pubblicazione che Monogao dedica al lavoro dell’artista è un catalogo in edizione di pregioche raccoglie le opere esposte in galleria e si arricchisce di altri progetti e lavori a delineare l’impegno di Raffaele Quida nel panorama artistico italiano. 

VARCHI NEL TEMPO è aperta al pubblico nei giorni di venerdì, sabato e domenica dalle ore 18.00 alle ore 21.00 e previo appuntamento al numero 3477367664.

RAFFAELE QUIDA (Gallipoli, Lecce, 1968) vive e lavora a Lecce. Dopo il diploma e i primi esperimenti di arte figurativa, ha frequentato il centro di arte sperimentale Man Ray di Cagliari. La sua ricerca d’artista si avvia nel 2001 con una serie di dipinti appartenenti alla cultura informale, dove macchie di colori si comprimono all’interno di uno spazio ideale. Si configura in queste opere la dialettica che rimarrà costante nel suo lavoro e che lo porterà alla sperimentazione materica per rendere l’idea dello spazio, dei confini e del suo contenuto. Tra le tappe più importanti della carriera, nel 2011 la partecipazione alla 54° Esposizione Biennale d’Arte di Venezia Padiglione Italia – Puglia e nel 2014 la mostra in cui, a Galatina in un progetto di Pizzinini e Scolari a cura di Michela Casavola, presenta per la prima volta la serie “Carte del tempo”, ottenute con una specifica tecnica di immersione di fogli bianchi nel pigmento nero, per ottenere una traccia del tempo trascorso. Già dal 2010 lavora su grandi carte fotosensibili collocate tra le mura di cantieri edili, avviando un ciclo di installazioni, anche urbane e performance, in cui vari materiali scultorei, prevalentemente utilizzati nell’edilizia, interagiscono con gli elementi naturali e agenti atmosferici, utilizzando anche fotografie e documenti d’archivio in rapporto alle geometrie architettoniche e al paesaggio. Negli anni dal 2016, tra la Puglia, Palermo, Milano e Roma, espone in spazi pubblici e privati in mostre a cura di Antonella Marino, Lorenzo Madaro, Alessia Locatelli, Daniela Bigi, Isabella Battista, Carmelo Cipriani e Antonio Grulli, con specifici progetti. Del 2021 la personale in dialogo con Giuseppe Spagnulo, curata da Giacomo Zaza, al Museo Nazionale di Matera. Nel 2023 è stato inserito tra gli artisti della Quadriennale di Roma. www.raffaelequida.it

Titolo “Varchi nel tempo – Raffaele Quida”
Artista Raffaele Quida 

Sede Galleria Monogao 21, Via Giulio Alberoni 5, 48121 Ravenna 

Date 20 aprile – 29 giugno 2024
evento di chiusura sabato 29 giugno alle ore 18.30; 
accesso alla mostra venerdì, sabato e domenica dalle ore 18.00 alle ore 21.00 o previo appuntamento 

A cura di Giacomo Zaza

Ingresso libero 

Contatti per appuntamento 
Luca Donelli 3477367664 

Ufficio Stampa Due Mari
duemaripress@gmail.com

 
Raffaele Quida, Superficie, fogli di archivio e stampa fotografica, 40x50 cm, 2017
Raffaele Quida, 1ora 22 min., pigmento su carta, 66x90 cm, 2022

Stop motion di Achraf Khalis


Da giovedì 20 giugno dalle ore 19.30, 1m2 (Un Metro Quadro), format di mini gallerie che mostrano opere d’arte 24 ore su 24 attraverso una vetrina su strada, presenta Stop motion di Achraf Khalisa cura di Graziella Melania Geraci. La mostra verrà presentata contemporaneamente in tutte le sedi di 1m2, nei centri storici di Martina Franca, Locorotondo e Cisternino fino al 13 luglio 2024, con un opening a via Santa Lucia 53 a Cisternino.

Gli scatti di Achraf Khalis, giovanissimo fotografo marocchino, costruiscono sequenze dinamiche in cui la successione degli eventi viene registrata senza enfasi, quasi fossero a rallentatore come in un video in stop motion. Le immagini rivelano la volontà di soffermare lo sguardo sui particolari e sui gesti che diventano narrazione lenta e meditazione visiva. Il rapimento estetico che il fotografo riesce a svelare nella luce calda delle scene spontanee coinvolge gli aspetti reconditi della realtà, parte dall’innesto immaginativo che entra nella relazione con il mondo. Tutto è immobile e silente, anche le risate diventano mute, i rumori si allontanano mentre l’estasi visiva avvicina al soggetto ritratto, sono uomini e donne presi nel quotidiano ma la cui poesia è esplorata con leggerezza e delicatezza. 

Il progetto delle mini gallerie, da un’idea di Martino Pezzolla, Giordano Santoro e Michele D’Amico, sta costruendo una rete sempre più articolata con l’idea di ampliarla. Attualmente gli spazi sono 3 ma è imminente l’apertura di un altro metro quadro. Insieme alla mostra continua quindi la call per replicare il format chiamando alla partecipazione gli amanti dell'arte o semplicemente chi ha a disposizione uno spazio utile alla trasformazione nel contenitore d'arte che entrerà a far parte del circuito 1m2. La call prevede l'adesione non solo da tutta la Puglia, compresa la stessa Martina Franca per un cambio sede, ma ha l'obiettivo di allargarsi in tutta Italia e anche all'estero (info@1m2.it).


Achraf Khalis (nato nel 2000, Casablanca, Marocco) è un fotografo documentarista. Dopo aver conseguito la laurea in psicologia, la sua profonda passione per l’arte lo porta ad intraprendere la carriera artistica come fotografo autodidatta. Inizialmente ha coltivato la sua passione utilizzando il telefonino prima di scoprire la fotografia analogica, per poi passare alla fotografia digitale. Nel suo viaggio fotografico, ha scoperto la sua passione per la narrazione visiva attraverso una fortuita introduzione all’arte. Scattare foto ai festival inizialmente ha aperto la strada alla sua immersione nel mondo della fotografia, portando infine alle sue prime opportunità professionali. I primi passi, spesso come assistente, lo hanno esposto a diversi progetti. Come fotografo autodidatta, il suo impegno per la crescita lo ha portato a immergersi nei workshop, ognuno dei quali funge da trampolino di lancio nella sua evoluzione artistica. La sua ricerca principale è catturare le persone nei loro momenti più sinceri e genuini, dove le vere emozioni si manifestano in modo naturale, alleggerite dalla consapevolezza della fotocamera. La sua visione artistica trae ispirazione dai paradossi inerenti sia la società che osserva sia a quella in cui vive. Come studente di psicologia, il suo lavoro è influenzato dalla ricerca psicologica, infondendo un ulteriore livello di profondità e comprensione nelle dinamiche emotive che cerca di catturare. Appassionato di arte contemporanea, filosofia e cinema, queste influenze modellano in modo significativo il suo processo creativo e lo guidano nella creazione di scene poetiche all’interno della sua fotografia.

L’opening si terrà presso 1m2 a Cisternino in Via Santa Lucia 53, venerdì 20 giugno dalle ore 19.30

1m2
- Via Gian Battista Vico 26, Martina Franca, TA
- Via Dura 4, Locorotondo, BA
info@1m2.it
https://www.1m2.it/
3450853037


pubblica: 

 

giovedì 13 giugno 2024

Giuseppe Vassallo. In sogno era una sfera bianca

Giuseppe Vassallo, Nomos, olio su tavola, 28x55 cm, 2024

L'evoluzione del rapporto tra uomo e natura, sempre più fragile e precario, protagonista di "In sogno era una sfera bianca", mostra personale dell'artista siciliano Giuseppe Vassallo. Ad ospitarla, dal 15 giugno, sarà Ceravento, area di condivisione dell'arte. Si tratta della prima mostra di Vassallo nella galleria pescarese, dopo il solo show dal titolo "L’ora blu", esposto alla Fiera Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea - Roma Arte in Nuvola, dal 24 al 26 novembre 2023. 

L'evento inaugurale si svolgerà sabato 15 giugno, alle ore 17:00, alla presenza dell'artista. Poi la mostra sarà visitabile dal martedì al giovedì dalle 17:00 alle 19:00 e il venerdì e sabato su appuntamento. Con la personale di Vassallo - il testo critico è di Miriam Di Francesco- si rinnova la collaborazione tra galleria e artista con una produzione inedita del pittore siciliano che approfondisce la ricerca di paesaggio e figura già avviata l’anno precedente. 

"In sogno era una sfera bianca" sancisce l’evoluzione del rapporto tra uomo e natura sempre più fragile e precario. Il paesaggio siciliano tipico delle opere di Vassallo si fa lunare, mentre i soggetti ritratti diventano abitanti dell’antica Arcadia che, secondo antiche fonti letterarie, sarebbero arrivati prima della Luna e provenienti dalle regioni più remote del pianeta. L'Arcadia, da sempre modello di una terra idealizzata, assume nella poetica di Vassallo il paradigma estetico-filosofico di un’intima interconnessione perduta. In quest’ultima serie pittorica, se i volti e corpi rappresentati rimangono contemporanei, il paesaggio che prima nasceva da una base reale fotografica si trasforma in onirico, depotenziato della sua funzione di finestra sul mondo e ridotto a fondale di superficie. La figura risulta così tormentata, in tensione tra desiderio di armonia con la natura e il timore di alienazione.

La mostra include, oltre alla serie di dipinti ad olio su tela di medio e piccolo formato, una selezione di fotografie scattate dall’artista e posizionate lungo il percorso espositivo a mo’ di schermi bidimensionali. L’allestimento è pensato per essere fruito dal pubblico come un’esplorazione interspaziale tra mondi ed epoche differenti, tra familiarità e disorientamento, e collocate come sospese in assenza di gravità.

"L’eco di un’ultima risacca riverbera come un eterno Si bemolle - afferma Giuseppe Vassallo- in un paesaggio che si fa stanza. Come neo pre-seleni, le figure verranno sorprese da un nuovo satellite (forse lo stesso fruitore) nell’atto di un dialogo muto col proprio habitat. Un nuovo tentativo di ridefinizione del genere bucolico di questo mezzo: la pittura, antica, tanto quanto l’uomo e la sua prepotente esistenza".


GIUSEPPE VASSALLO
Giuseppe Vassallo nasce a Palermo nel 1990, città in cui vive e lavora. Nel 2015 si diploma in “Progettazione dei sistemi espositivi e museali”, nel 2018 si specializza in “Grafica d’Arte” all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Dopo i primi studi di scultura, la pittura diviene il linguaggio d’elezione servendosi dei suoi scatti fotografici come bozzetti preparatori per la costruzione delle immagini. La poetica è incentrata sul rapporto uomo-natura, i temi classici combinati a elementi della contemporaneità fanno della sua pratica pittorica una ricerca di sintesi armonica. Le prime mostre sono a Palermo, successivamente espone in Toscana nel 2017 presso la Galleria Susanna Orlando di Pietrasanta (LU) con Paesaggio dentro, curata da Pietro Gaglianò. Nel 2018 partecipa al progetto Residenza + Mostra, a cura di Virginia Glorioso presso l’Istituto Italiano di Cultura di Budapest, in collaborazione con la Várfok Galérie. Nel 2019 partecipa a The Others Art Fair con la Galleria Susanna Orlando. La prima personale è nel 2022 a Milano con LUCE PRIVATA presso Mieru Mieru (2022), a cura di Ilaria Introzzi. L’anno successivo partecipa alla bipersonale Lunatico / Lunare alla Galleria Patricia Armocida, a cura di Ilaria Introzzi. A novembre 2023, Giuseppe Vassallo è presentato con il solo show, L’ora blu, alla Fiera Internazionale di Arte Contemporanea - Roma Arte in Nuvola dalla Galleria Ceravento di Pescara. Tra i Premi e riconoscimenti si segnalano la partecipazione al Premio Mestre di Pittura 2020 - 2021 alla Fondazione Musei Civici di Venezia e l’annessione e la partecipazione al catalogo Premio Combat Prize 2019, Sillabe casa editrice. Nel 2023 è tra i vincitori del IX Premio internazionale di pittura “Giuseppe Sciuti”.


CERAVENTO
Ceravento è un innovativo spazio di condivisione arte ideato da Loris Maccarone. Da sempre amante e fruitore di mostre, eventi e fiere d’arte, Maccarone, con la nuova struttura, ha portato a compimento il suo progetto di realizzare uno spazio indipendente dove poter ospitare eventi artistici e workshop. Uno spazio per la città, per la creatività. Un contenitore di idee e di progetti. La sua ambizione è quella di poter creare progetti artistici che nascano e prendano forma dal coinvolgimento degli artisti stessi in una condivisione di idee e visioni.


Per informazioni è possibile scrivere a info@ceravento.ito contattare il numero 393.9523628

Giuseppe Vassallo. In sogno era una sfera bianca
testo critico di Miriam Di Francesco
inaugurazione sabato 15 giugno 2024

CERAVENTO
Corso Vittorio Emanuele II, 161. 65121 Pescara
info@ceravento.it - www.ceravento.it







 

martedì 11 giugno 2024

Flavia Bigi, Come As You Are


Carlo Gallerati è lieto di presentare Come As You Are, una mostra personale di Flavia Bigi a cura di Nicoletta Provenzano.

Come As You Are è un cammino lungo le stagioni dell’infanzia e delle relazioni, in un sovrapporsi di sguardi familiari, di paradigmi immaginali che filtrano il tempo della rimemorazione. Disegni acquerellati su carta e limpide sculture divengono inafferrabili e labili presenze di una intima affettuosità, tornando alla coscienza per epifania improvvisa, come scorci di realtà e atmosfere vissute o come miraggi della mente e desideri scalfiti, che riannodano i frammenti di legami perduti e compongono un frasario relazionale. L’artista conduce l’osservatore nel territorio di una evocazione visiva, in istanti di un altrove privo di paesaggio, in solchi lessicali delineati nell’opalescenza materica, che si evidenziano come richiami di un’esistenza sottratta al tempo, come risonanze di una storia personale e collettiva, velata dalla nostalgia. Nei disegni, ispirati da fotografie di famiglia, le reminiscenze e i brani di una memoria infantile appaiono soffusi e raccordati dai racconti, dalle tracce inabissate e permanenti, dalla fantasia che ricostruisce e traspone episodi e scoperte. I ricordi emergono come figure dai contorni lievi, come immagini dalle cromie tenui eppure fondative, sfumate nell’assenza del fondo che le incornicia d’oblio. Nelle opere scultoree, i costrutti verbali multilingue, tra segno visibile e senso leggibile, incidono rapporti prossemici in equilibri e coordinate astrali, costruendo una rispondenza assiale e un epistolario sentimentale che rivela le interconnessioni e interposizioni tra l’io e il tu. Incarnando un componimento di reciprocità tra presente e passato, tra il sé e l’altro, in una inseparabile compenetrazione tra ricordo e percezione, Come As You Are narra della lontananza e insieme della prossimità di uno spazio e di un tempo profondamente appartenenti al nostro intimo, che ritornano come vertigini interiori, fantastiche e sfuggenti, enigmatiche e impossibili. (Nicoletta Provenzano)

Flavia Bigi è nata a Siena, vive e lavora tra Roma e Strasburgo. Nella sua ricerca artistica esplora diversi media: disegno, incisione, pittura, video, scultura e installazione. Nei suoi lavori l'assoluto e il peculiare si accompagnano a riferimenti filosofici, mitologici e spirituali, nell’intento di accendere la sensibilità dello spettatore su quesiti universali, senza limiti di spazio, di tempo, o di cultura. Offre una visione di sviluppo dell’io connesso alla società, alla ricerca di soluzioni di crescita e connessione umana. Ha esposto sia in musei che in gallerie private, in Italia, Francia, Finlandia, Austria, Slovacchia, Cina, Germania, Repubblica Ceca, Stati Uniti, Grecia. I suoi progetti sono stati presentati alle Fiere Internazionali di Parigi, Bolzano, Basilea, Venezia, Roma, New York. 

Principali mostre personali: Circolo del Ministero Affari esteri di Roma (2022); Spazio Contemporaneo Agora, Palermo (2018); Istituto Francese di Cultura, Bratislava (2015); Museo d'Arte Contemporanea, Žilina, Slovacchia (2013); Galerie Vanessa Quang, Parigi (2013); Segretariato delle Nazioni Unite South Lobby, New York (2005).

Principali mostre collettive e fiere: Galerie Artosphaere, Puchenau, Austria (2024); Museo di arte contemporanea Villa Croce di Genova (2023); Palazzo Granafei-Nervegna, Brindisi (2021); Todi Open Doors, Todi, Italia (2019); Museo Civico di Palazzo della Penna, Perugia (2018); K.H. Renlund Museum Kokkola, Kokkola, Finlandia (2017); Panel: Per una ricerca sulla specificità - eventuale - del femminile nell'arte, Museo della Kymenlaakso, Kotka, Finlandia (2017); L29, Roma (2017); Taidemuseo Kajaani, Finlandia (2016); LAB Kunsthalle Bratislava, Slovacchia (2015); Video Biennale di Penne, Italia (2013); Art Paris (2013), Museo delle Culture del Mondo, Genova (2011); Institute for Public Knowledge, New York (2011); Volta Basel (2009). 

Principali riconoscimenti: finalista Arteam Cup (2023); finalista Arteam Cup (2022); vincitrice Premio Memorie Fondazione Floridi Doria Pamphilj (2018).
Principali riconoscimenti: finalista Arteam Cup (2023); finalista Arteam Cup (2022); vincitrice Premio Memorie Fondazione Floridi Doria Pamphilj (2018).

Principali collezioni private e pubbliche: Collezione Farnesina Arte Contemporanea; Circolo del Ministero degli Affari Esteri; Collezione Privata Galerie Houg (Lione); Museo Angerlehner (Austria); Museo Civico di Casole d’Elsa. 

Flavia Bigi
Come As You Are
A cura di Nicoletta Provenzano

Inaugurazione:martedì 11 giugno 2024, ore 18.00-21.00

Fino a martedì 10 settembre 2024 (ingresso libero)

Orario: dal lunedì al venerdì: ore 17.00-19.00
sabato, domenica e fuori orario: su appuntamento

Giorni di chiusura eccezionale della galleria:
da lunedì 1° a venerdì 5 luglio 2024
da lunedì 5 a venerdì 30 agosto 2024

Ufficio stampa: Galleria Gallerati
info@galleriagallerati.it, www.galleriagallerati.it, www.flaviabigi.com

Galleria Gallerati | Via Apuania, 55 | 00162 Roma | +39.06.44258243 | +39.347.7900049
info@galleriagallerati.it | www.galleriagallerati.it