mercoledì 28 gennaio 2026

In Verso. Frammenti narrativi di Oliviero Rainaldi

Oliviero Rainaldi Battesimi Umani 1998 gesso - Courtesy of the artist- ph. Claudio Abate 


Il tempo, il sacro e l’identità sono le tre direttrici lungo cui, dal 21 febbraio al 17 maggio, si sviluppa In Verso. Frammenti narrativi, la nuova mostra di Oliviero Rainaldi nelle sale storiche di Palazzo Pretorio di Certaldo, a cura di Beatrice Audrito e Davide Sarchioni. Il progetto riunisce oltre trenta opere tra lavori storici e recenti — alcuni inediti — offrendo uno spaccato significativo di una ricerca intensa e coerente, capace di far convivere classicismo e modernità in un linguaggio essenziale e riconoscibile.

Tra gli artisti della sua generazione che più hanno indagato il tema del sacro, Rainaldi rielabora i repertori iconografici della tradizione in una visione contemporanea: le immagini vengono sottratte alla narrazione per tornare a una dimensione primaria, quasi originaria. Il confronto con Palazzo Pretorio, antica sede del vicariato, dà vita a un dialogo serrato con la storia del luogo, attraverso un allestimento concepito “all’inverso” che invita il visitatore a sovvertire la direzione canonica del percorso e a interrogare il tempo come materia viva, reversibile e stratificata.

Nel continuo passaggio tra pittura e scultura, pieno e vuoto, corpo e ombra, il sacro non è mai didascalico ma profondamente umano, attraversato da fragilità e attesa. Le iconografie cristiane, private della loro funzione narrativa, diventano presenze simboliche essenziali, chiamando lo sguardo contemporaneo a una relazione diretta con l’opera. Così il dialogo con l’architettura e con i frammenti ad affresco trecenteschi e quattrocenteschi non è illustrativo ma strutturale, poiché lo spazio amplifica la riflessione e definisce una dimensione site-specific.

In questo contesto si innesta anche il tema dell’identità, intesa come processo. Le figure di Rainaldi non affermano ma interrogano, come nei lavori più recenti dove la forma si frammenta e si apre, mettendo in discussione l’idea di compiutezza. L’opera diventa così traccia, passaggio e luogo di trasformazione.

Nato nel 1956 a Caramanico Terme, in provincia di Pescara, Oliviero Rainaldi si forma all’Accademia di Belle Arti di Venezia con Emilio Vedova e successivamente all’Accademia dell’Aquila con Fabio Mauri. La sua ricerca, da sempre incentrata sulla figura umana, attraversa disegno, pittura e scultura, sviluppando un linguaggio essenziale e fortemente simbolico. Ha esposto in importanti sedi museali e istituzionali, tra cui la Galleria d’Arte Moderna di Bologna, Palazzo Venezia a Roma, il Museo Nazionale di Villa Pisani a Venezia, il Museo di Arte Contemporanea di Shanghai, la Petronas Gallery di Kuala Lumpur e la Venice International University in occasione della Biennale di Venezia. Il suo lavoro ha spesso dialogato con luoghi emblematici della storia dell’arte e dell’architettura, da Sant’Andrea al Quirinale al Tempietto del Bramante, fino al Pio Monte della Misericordia di Napoli. È stato insignito di numerosi riconoscimenti, tra cui il titolo di Accademico della Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon, il Premio Personalità Europea e il Franco Cuomo International Award. Sue opere fanno parte di collezioni pubbliche internazionali, tra cui il Palazzo dell’ONU a Ginevra e la sede del Premio Nobel a Stoccolma.

“In Verso. Frammenti narrativi” è promossa dal Comune di Certaldo ed è organizzata da Exponent in collaborazione con TerraMedia APS

Ingresso: intero 5,00 € - ridotto 4,00 €
Orario: da novembre a marzo: lunedì-venerdì (10-13 e 14:30-16:30) e sabato-domenica (10-13 e 14:30-17:30). da aprile a maggio: 10-13 e 14.30-19 chiuso il martedì. Tel. 0571.661219

IN VERSO. FRAMMENTI NARRATIVI
Il tempo, il sacro, l’identità: l’opera di Oliviero Rainaldi a Certaldo a cura di Beatrice Audrito e Davide Sarchioni

Dal 21 febbraio al 17 maggio 2026, trenta opere per una rassegna dedicata all’artista italiano nel Palazzo Pretorio del borgo di Certaldo Alto (FI)

Palazzo Pretorio di Certaldo Alto (FI) Piazzetta del Vicariato, 4, 50052 Certaldo FI


Ufficio Stampa HF4 www.hf4.it
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ARTE FIERA 49 - COSA SARÀ


Dopo una brillante edizione nel 2025, che ha visto le più grandi gallerie italiane e i più importanti collezionisti darsi appuntamento a Bologna, Arte Fiera ritorna dal 6 all’8 febbraio 2026, con Preview il 5 febbraio, inaugurando idealmente un nuovo ciclo con la prima direzione artistica di Davide Ferri (già curatore per cinque edizioni di Pittura XXI, sezione interamente dedicata al medium pittura), affiancato da Enea Righi, che per il quarto anno ricoprirà il ruolo di direttore operativo.

Arte Fiera, la più longeva tra le fiere d’arte italiane, è tornata ad essere un appuntamento e un riferimento imprescindibile per il sistema dell’arte del nostro Paese, un ruolo che le appartiene sin dalla sua nascita, nel 1974. Pur con diversi cambiamenti – un rinnovato team di curatori, un nuovo progetto per il padiglione del “moderno” e una diversa articolazione delle sezioni curate – la fisionomia di Arte Fiera 49 vuole riaffermare e rafforzare questa identità, celebrando l’arte italiana in tutte le sue multiformi e sfaccettate componenti: un sistema policentrico, polifonico, eterogeneo, capace di svilupparsi con la stessa intensità nei grandi e piccoli centri, e a diverse latitudini: Bologna, in questo senso – e così anche Arte Fiera –, svolge storicamente un ruolo di collegamento e cerniera tra Nord e Sud del nostro Paese.

Il titolo di questa edizione, Cosa sarà, sottende uno slancio e una proiezione verso il futuro; un grado di imponderabilità, di desiderio di rinnovare il “formato fiera”; un rimando a quella componente di mistero che tiene il pubblico di collezionisti e appassionati visceralmente legati alle opere d’arte del presente.

La fedeltà che lega il pubblico ad Arte Fiera sprigiona un calore dato dalla lunga frequentazione degli spazi della fiera: i due padiglioni che tradizionalmente la ospitano, illuminati dall’inizio alla fine da una luce diurna, costituiscono una partitura dove le proposte che affondano in un Novecento storico (pad. 26) dialogano con il contemporaneo e le ricerche delle ultime generazioni (pad. 25).
La nuova identità visiva, ideata da Al mare. Studio, rilancia la suggestione del titolo: vagamente pop e, insieme, minimalista ed elegante, trasforma il bollino che da sempre contraddistingue l’identità di Arte Fiera in un segno in movimento, che innalzandosi da una ipotetica linea d’orizzonte diventa vero e proprio sole nascente.


Cinque sezioni, nuovi curatori
Alla Main Section di Arte Fiera, suddivisa come sempre in arte storicizzata e contemporaneo, si affiancano cinque sezioni curate e su invito, con alcune significative novità.

“Fotografia e dintorni” è il nuovo nome della sezione dedicata al medium fotografico ed è affidata a partire dalla prossima edizione a Marta Papini, curatrice indipendente che dal 2024 cura Radis, il progetto di arte pubblica promosso dalla Fondazione CRT per l’arte. La sezione racconta la fotografia da una prospettiva ampia, che include autori storicizzati e giovani talenti, ricerca formale e approccio concettuale, così come l’intersezione con altri media.

“Multipli” – per la prima volta a cura di Lorenzo Gigotti, editor, co-fondatore e co-direttore editoriale di NERO – attraversa un ampio spettro di linguaggi e formati (litografie, libri d’artista, pezzi di design, grafiche, fotografie, ma anche edizioni audio e nuovi media), raccontando come, in Italia e all’estero, una parte significativa della scena artistica stia adottando pratiche orientate alla riproducibilità e all’accessibilità. Un approccio che mira a dar vita a forme di mercato più aperte e inclusive, capaci di coinvolgere pubblici nuovi.

“Pittura XXI” – affidata per la prima volta a Ilaria Gianni, critica e curatrice e co-direttrice artistica dello spazio indipendente IUNO, Roma – riscopre la pittura come linguaggio del presente in una stagione in cui questo medium si è potentemente riaffermato sulla scena dell’arte, e include alcune delle ricerche più emblematiche, svolte da artisti di generazioni diverse, emergenti e midcareer, italiani e internazionali, dal 2000 a oggi.

“Prospettiva”, al suo secondo anno di vita, è nuovamente a cura di Michele D’Aurizio, critico e curatore indipendente. La sezione è dedicata alle ricerche creative delle nuove generazioni e si articola in presentazioni monografiche promosse da gallerie emergenti, con meno di dieci anni di attività, e da gallerie strutturate ma con un programma di ricerca.

“Ventesimo+” è il nuovo progetto per il padiglione del moderno, rivolto alle gallerie che operano nell’ambito di un Novecento storico. È dedicato all’arte italiana e internazionale dall’inizio del XX secolo a oggi, ed è affidato ad Alberto Salvadori, critico e curatore, direttore e fondatore di Fondazione ICA di Milano. “Ventesimo+” mette al centro la pratica del collezionare indicandone possibili modi e declinazioni all’insegna dell’eclettismo e della trasversalità, e guardando allo sviluppo di ogni collezione come fenomeno specifico, particolare e identitario.


Collaborazioni e partnership
Si rinnova anche per il 2026 la collaborazione fra Arte Fiera e Fondazione Furla per la performance; a curare il programma di azioni dal vivo sarà nuovamente Bruna Roccasalva, Direttrice artistica della Fondazione. Il progetto, giunto alla quarta edizione, conferma la volontà di Fondazione Furla e Arte Fiera di sviluppare insieme il lavoro sulla performance, presente ad Arte Fiera fin dalle origini e divenuto un elemento distintivo della manifestazione bolognese.

Arte Fiera è lieta di annunciare che BPER, già Main Partner di Arte Fiera dell’edizione 2025, prosegue con il suo impegno a favore della manifestazione. La Banca si conferma dunque una realtà attenta alla promozione dell'arte, della cultura e della creatività, nella convinzione che questi valori siano un volano di crescita per cittadini e territori e strumenti importanti di inclusione sociale.

Prosegue inoltre l’attivo rapporto di collaborazione con ANGAMC, l'Associazione Nazionale Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea, con cui Arte Fiera ha aperto un tavolo di confronto permanente.

 

ARTE FIERA 49 - COSA SARÀ
6-8 febbraio 2026
Preview 5 febbraio 2026

Arte Fiera – Ufficio Stampa Elena Pardini elena@elenapardini.it +39 348 3399463 
Claudia Malfitano claudia@mayvenice.com +39 346 5401118 

BolognaFiere – Comunicazione & Media 
Elena Sabbatini elena.sabbatini@bolognafiere.it +39 051 28287


giovedì 22 gennaio 2026

Slightly Off — il nuovo progetto site-specific di Gian Maria Marcaccini a PrimaLinea Studio


Slightly Off, il nuovo progetto site-specific di Gian Maria Marcaccini, esplora il confine tra percezione e realtà attraverso uno scarto minimo, quasi impercettibile, che modifica lo spazio senza interromperne la funzionalità. L ’allestimento invita lo spettatore a confrontarsi con una realtà anomala, dove ciò che appare familiare si rivela fragile e in continua ridefinizione. Non si tratta di illusioni spettacolari, ma di deviazioni sottili che mettono in discussione la fiducia nella percezione e stimolano una partecipazione riflessiva.

La pratica di Gian Maria Marcaccini da sempre indaga il rapporto tra gesto, spazio e rappresentazione. In Slightly Off, questa ricerca trova una nuova forma: uno spazio che non impone, ma accompagna lo sguardo fino al punto in cui smette di essere completamente affidabile, offrendo un’esperienza intensa, stimolante e profondamente contemporanea.

La mostra è accompagnata dai testi di Alessio d’Anelli e di Laura Catini

L 'esposizione sarà visitabile fino al 19 marzo 2026, dal martedì al venerdì, dalle 15:00 alle 19:00. o su appuntamento. Ingresso libero. 

Con Slightly Off, Gian Maria Marcaccini e PrimaLinea Studio invitano il pubblico a esplorare la percezione e il disallineamento come esperienze attive.

L ’artista Gian Maria Marcaccini è un artista visivo formatosi tra il D.A.M.S., le Accademie di Belle Arti di Bologna e Brera, il Barnett College di Londra. La sua pratica, spazia tra diversi media e indaga il confine tra percezione e rappresentazione, presenza e assenza. In Slightly Off Marcaccini propone un’esperienza che non cerca comfort: lo spazio appare familiare e funzionante, eppure qualcosa non coincide, costringendo lo spettatore a confrontarsi con una realtà instabile.

L’INAUGURAZIONE SI TERRÀ GIOVEDÌ 22 GENNAIO ALLE ORE 17:00

PrimaLinea Studio
Roma, Via Giovan Battista Gandino 31
mail: studioprimalinea@gmail.com




lunedì 19 gennaio 2026

Virginia Carbonelli - Spazi interni


Il 31 gennaio 2026, dalle ore 18.00, Hyunnart Studio presenta la personale di Virginia Carbonelli, artista romana specializzata in calcografia e tecniche di stampa tradizionale e sperimentale.

Le incisioni in mostra sono paesaggi onirici, mappe di immagini nutrite dalla mutazione emotiva dell’artista, in grado di intraprendere imprevedibili percorsi, come negli eleganti tratteggi delineati su matrici di rame o nelle sperimentazioni segniche su polimetacrilato.
Siamo di fronte a un alfabeto grafico astratto in continuo rinnovamento, dove i segni solcano un’infinità di altri segni (punti, linee e tracciati multiformi), che hanno origine dalle esperienze e dai luoghi vissuti filtrati dalla memoria dell’artista.
Insieme ai lavori calcografici e ai monotipi, l’artista presenta per la prima volta una serie di xilografie intitolata “Spazi interni”. In questo caso verranno esposte sia le stampe sia le matrici incise che le hanno generate. 
Nelle xilografie, le «linee tracciate sulla superficie lignea rimarcano le venature e le potenzialità espressive dell’elemento naturale, rievocando il vitalismo dell’universo femminile, inteso come femminile interiore … Si palesano anche graffi, crepe, ferite, che non sono lacerazioni da rimarginare, ma cave da esplorare. Lo scavo del legno diventa metafora del profondo. Eppure, nelle opere non prevale mai il senso del dramma, forse la vena malinconica dell’artista che riflette sulla natura e sull’esistenza».
Conclude il percorso espositivo un’opera site-specific ideata su sollecitazione dell’artista Paolo Di Capua, responsabile dello Hyunnart Studio.

Virginia Carbonelli - Spazi interni
testo di Simona Pandolfi
31 gennaio – 7 marzo 2026

Inaugurazione sabato 31 gennaio 2026, ore 18.00

Hyunnart Studio
viale Manzoni 85-87, Roma 00185

orario settimanale: dal martedì al venerdì 16.00/18.30
per appuntamento: 3355477120, pdicapua57@gmail.com

venerdì 16 gennaio 2026

Enrico Pulson i- Infiniti tempi


Il TOMAV EXPERIENCE – Torre di Moresco Centro Arti Visive, con il titolo Infiniti tempi inaugura sabato 24 gennaio 2026 ore 17:00, negli spazi della Torre di Moresco (FM), la personale di Enrico Pulsoni a cura di Barbara Caterbetti.

La mostra, una scelta accurata di terracotte realizzate dagli anni 80 sino ad oggi, ruota intorno al tentativo di elaborare un parallelismo tra la modalità di pensiero sottesa all'esecuzione dell'artista visivo Enrico Pulsoni - nato ad Avezzano nel 1956 ma romano di adozione - e il compositore pianista jazz americano Bill Evans, scomparso nel 1980. 

In questo progetto la torre del XII sec, teatro e strumento musicale al contempo, diviene anche una sorta di pentagramma ove dar vita al crossing dei linguaggi - arte visiva e musica - realizzando un interplay fondato sul flusso ritmico ternario del brano Waltz for Debby di Evans nel quale le terracotte si innestano come frammenti sonori scandendone i pieni intervallati da pause, accelerazioni, ritardi e accenti come in una partitura musicale.

La mostra è visitabile fino al 8 Marzo 2026.

BIO
Enrico Pulsoni, avezzanese classe 1956, architetto di formazione, è un artista capace non solo di padroneggiare vari linguaggi - disegno, pittura, scultura, teatro, installazioni - ma anche di mantenere in costante tensione la sua verve di affabulatore. È stato titolare della Cattedra di Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata, attualmente è direttore della rivista on line Insula Europea e coordinatore delle attività culturali della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna.

Si forma nel gruppo teatrale Altro con Achille Perilli e Lucia Latour, espone regolarmente dal 1976 in gallerie italiane ed estere, collabora con editori d’arte, riviste letterarie e produce autonomamente le Edizioni d’arte Cinquantunosettanta. Da sempre la sua ricerca si è concentrata su alcuni cicli, da citare in particolare: Paesaggiornaliero, VOLTItraVOLTI e negli ultimi anni le Sette creazioni e i Sogni di spettri. 

Alcune di questi, grazie alla collaborazione di poeti e musicisti, sono divenuti veri e propri spettacoli, come nel caso di Sogni di spettri andato in scena a Roma-Berna-Basilea e Mortis Humana Via rappresentato al Teatro Basilica di Roma. Nel 2022 esce una sua monografia, pubblicata da VanillaEdizioni, Enrico Pulsoni 1975-2021, curata da Antonello Tolve. Tra le ultime esposizioni personali: 8 Mementi Molli e altre narrazioni a Roma, Diario de viaje al Museo San Francisco di La Paz, Brusii al Muspac de L’Aquila e PresepeFiore ai Musei Civici di Spoleto.

Le sue opere si trovano in numerose collezioni private e pubbliche sia in Italia che all’estero.

Si sono occupati del suo lavoro: Maurizio Fagiolo, Jesper Svenbro, Barbara Tosi,GayaGoldeymer, Cecilia Casorati, Filiberto Menna, Valerio Magrelli, Gianfranco Palmery,PaoloBalmas, Marisa Vescovo, Jolanda Nigro Covre, Cesare Sarzini, Giuseppe Appella, Emanuele Trevi, Carlo Fabrizio Carli, Antonello Tolve ed altri.


ARTISTA: Enrico Pulsoni
TITOLO: INFINITI TEMPI
CURATORE: Barbara Caterbetti 
INAUGURAZIONE: sabato 24 gennaio 2026 ore 17:00
PERIODO: 24 gennaio - 8 marzo 2026
PARTNER: Tomav Experience Ass. Cult / Ipsumars / Amalassunta Edizioni / Yoruba diffusione arte contemporanea / MOCAfeast / Giusti Contemporary Art
PATROCINIO: Comune di Moresco / Pro Loco Moresco
DIREZIONE ARTISTICA: Andrea Giusti


pubblica:


Gibellina – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026. PORTAMI IL FUTURO


Prende il via oggi, giovedì 15 gennaio 2026, Gibellina – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli e delle più alte autorità nazionali, regionali e locali. Portami il futuro è il titolo del programma annuale della manifestazione promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, che per tutto il 2026 riconosce in Gibellina un luogo strategico di produzione culturale, riflessione critica e sperimentazione artistica, chiamato a interrogare il ruolo dell’arte contemporanea nella vita civile del Paese.

La data inaugurale coincide con l’anniversario del terremoto che nel 1968 devastò Gibellina e la Valle del Belìce. Una scelta che assume un valore profondamente simbolico e politico: riaffermare il legame tra arte, memoria e ricostruzione, riconoscendo nella storia di Gibellina un paradigma universale secondo cui la cultura non è ornamento, ma fondamento di rinascita, responsabilità e progetto collettivo.

Sostenuto dalla Regione Siciliana, dal Comune di Gibellina, dal Museo d’Arte Contemporanea “Ludovico Corrao” e dalla Fondazione Orestiadi, il progetto è curato dal Direttore Artistico Andrea Cusumano, con il contributo dei co-curatori Cristina Costanzo ed Enzo Fiammetta e del coordinatore di progetto Antonio Leone. La struttura curatoriale si avvale inoltre di un Comitato curatoriale di supporto, composto da Antonella Corrao, Arianna Catania, Alfio Scuderi e Giuseppe Maiorana, e di un Comitato Scientifico formato da Antonia Alampi, Achille Bonito Oliva, Marco Bazzini, Michele Cometa, Hedwig Fijen, Claudio Gulli, Teresa Macrì e Maurizio Oddo. Un impianto plurale e autorevole, che riflette la complessità del progetto e la sua vocazione dialogica e interdisciplinare.

Le giornate inaugurali di giovedì 15 e venerdì 16 gennaio danno avvio a un programma che attraverserà l’intero 2026, articolato in mostre, residenze d’artista, pratiche performative, progetti educativi, attività di partecipazione e momenti di studio. Un calendario diffuso che declina l’arte contemporanea non soltanto come espressione del presente, ma come arte della presenza, capace di attivare relazioni, produrre conoscenza e generare responsabilità condivisa.

Il titolo di Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, conferito per la prima volta in Italia, assume a Gibellina un significato strategico e paradigmatico. Fin dalla sua rifondazione dopo il sisma, la città ha scelto di affidare agli artisti un ruolo centrale nel processo civico, facendo dell’arte un motore di sviluppo, un catalizzatore di coesione sociale e uno strumento di memoria collettiva. La scelta di Gibellina non rappresenta dunque soltanto un nuovo slancio per il territorio, ma si propone come laboratorio nazionale e internazionale, chiamato a offrire una riflessione concreta sul ruolo dell’arte contemporanea nella costruzione dello spazio pubblico, della democrazia culturale e della vita comunitaria.

Iniziativa corale, costruita in rete con i comuni della Valle del Belìce, i centri della provincia di Trapani e un ampio partenariato nazionale e internazionale, Portami il futuro mira a fare di Gibellina un epicentro di cultura mediterranea, intesa come luogo di scambio, prossimità e pluralità. Un progetto fondato sul valore della persona, sulla centralità della collettività e sul principio che arte e cultura siano un diritto inalienabile, accessibile e condiviso.

Le mostre inaugurali delineano con chiarezza i temi portanti dell’intero anno. Giovedì 15 gennaio 2026 apre Dal mare. Dialoghi con la città frontale, a cura di Andrea Cusumano, che riunisce le video-installazioni Resto del duo MASBEDO e The Bell Tolls Upon the Waves di Adrian Paci, offrendo una riflessione sul Mediterraneo come orizzonte umano, politico ed esistenziale allestita nel Teatro di Pietro Consagra, opera-manifesto progettata da Pietro Consagra, emblema della visione che ha affidato all’arte un ruolo fondativo nella ricostruzione della città; nella stessa giornata inaugura Colloqui: Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot, Nanda Vigo, a cura di Cristina Costanzo ed Enzo Fiammetta, mostra che mette in relazione le opere di cinque artiste centrali nella storia culturale di Gibellina e nel panorama dell’arte italiana, riaffermando un’attenzione pionieristica al lavoro delle donne come parte integrante del progetto civico e comunitario della città. Venerdì 16 gennaio 2026 è la volta di Austerlitz di Daniele Franzella, progetto installativo all’interno della Chiesa di Gesù e Maria progettata da Nanda Vigo – luogo di cura, silenzio e rifondazione simbolica dello spazio sacro – parte della mostra collettiva Generazione Sicilia. Collezione Elenk’Art, a cura di Alessandro Pinto e Sergio Troisi, che si sviluppa al MAC – Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao, istituzione cardine della storia culturale cittadina, raccontando l’evoluzione di un territorio attraverso una pluralità di linguaggi artistici e riaffermando la territorialità come espressione di una policentricità culturale che rifiuta ogni logica di accentramento.

A coronamento delle giornate inaugurali, due concerti gratuiti aperti al pubblico accompagnano l’avvio di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 come momento di festa e condivisione collettiva. Giovedì 15 gennaio 2026 alle ore 19.30, presso la Sala Agorà, si tiene il concerto della Banda del Sud: un omaggio al Mediterraneo con canti in diverse lingue diretti da Gigi Di Luca e Mario Crispi; venerdì 16 gennaio 2026 alle ore 21.00, in Piazza 15 Gennaio 1968, il concerto di Max Gazzè, accompagnato dalla Calabria Orchestra nel progetto Musicae Loci, celebra insieme alla cittadinanza l’apertura ufficiale di questo anno straordinario.

Rafforzare la comunità, riattivare l’utopia culturale del territorio e orientare lo sguardo verso nuovi orizzonti: Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 nasce in questa tensione. Un progetto che non si limita a immaginare il futuro, ma lo assume comeresponsabilità collettiva, praticandolo attraverso l’arte, la cura, la partecipazione e la costruzione di un nuovo senso di comunità che abbracci le persone, i luoghi, le istituzioni e le relazioni che, nel tempo, rendono possibile una vita culturale aperta, condivisa, inclusiva e duratura.


Gibellina – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026
PORTAMI IL FUTURO
Direzione artistica: Andrea Cusumano

INAUGURAZIONE UFFICIALE

Al via la manifestazione che trasformerà la città siciliana
in un laboratorio di rigenerazione culturale, sociale e comunitaria.
Per tutto il 2026 un ricco calendario di appuntamenti e iniziative
dimostrerà il valore sociale dell’arte nella costruzione di comunità.
www.gibellina2026.it


CONTATTI STAMPA
Ufficio Stampa Gibellina-Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026

Ufficio Stampa nazionale e internazionale
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martedì 13 gennaio 2026

ANATOMIE SPONTANEE

Nordine Sajot
EX-VOTO against war , 2025
Carta Blueback
Installazione site-specific

Venerdì 9 gennaio 2026, presso lo spazio espositivo Parentesi di TWM Factory (Roma), ha inaugurato la mostra Anatomie spontanee. Le curatrici Benedetta Carpi De Resmini e Paola Farfaglio, hanno idealmente unito due percorsi che, in modi differenti, toccano il tema del cibo come elemento di condivisione, atto culturale, simbolo identitario e spazio di relazione. Il titolo richiama ciò che nasce senza essere previsto, ciò che cresce ai margini, nelle pieghe del vivente e dell’immaginazione.

La mostra si svolge presso Parentesi, spazio espositivo di Roma Smistamento, il Centro Culturale di TWM Factory situato al primo piano dell’Arimondi District, ex edificio industriale che da anni accoglie studi d’artista, residenze, gallerie e spazi creativi.

Il progetto racconta elementi in trasformazione: quelli degli ingredienti, dei gesti che li plasmano, ma anche quelli dell’arte, che osserva, scompone e ricompone il reale. La mostra si propone come un invito a osservare come arte e cibo condividano un’anima comune: quella della trasformazione continua, del nutrimento reciproco, della possibilità che nasce ogni volta che si entra in relazione con la materia viva.

Riunisce le opere di diversi artisti che hanno lavorato durante il 2025 per due progetti paralleli: Anatomie del Nutrimento, a cura di Cities Art Projects (con Caretto-Spagna e Gaia & Greta Scaramella), e Roots and Routes, realizzato da Latitudo Art Projects nell’ambito della piattaforma europea Magic Carpets (Camille Orlandini, Ombretta Gamberale e Gaia Scaramella). Entrambi i percorsi hanno coinvolto diverse comunità del Municipio III e del Municipio XV. 

Caretto–Spagna, artisti torinesi mostrano come le esperienze culinarie legate alla raccolta e trasformazione di piante spontanee o cavoli, durante il progetto aprono una riflessione sulla biodiversità e le relazioni interspecie. Nel percorso di mostra trova spazio l’opera ESCULENTA, che trasforma un semplice tavolo in legno in un organismo attivo, un dispositivo che rende visibile il continuo ciclo consumo > rivitalizzazione > ricrescita. Durante la mostra, un lungo tavolo in legno è allestito come luogo sperimentale in cui osservare, nel tempo dell’esposizione, la metamorfosi dei cavoli: materia che si consuma, si rigenera, torna a crescere. Il tavolo è suddiviso in tre sezioni, ciascuna predisposta per una funzione specifica e complementare. La prima parte è destinata alla preparazione del cibo (insalate, tagli, gesti quotidiani). La seconda è attrezzata per il processo di rivitalizzazione degli scarti dei cavoli, con un sistema idrico nascosto che attiva un lento, continuo riassorbimento. La terza parte è lo spazio dedicato alla ricrescita: qui i cavoli rigenerati vengono lasciati crescere fino al completamento del loro ciclo vitale, dalla fioritura alla produzione dei semi.

Gaia e Greta Scaramella rispettivamente artista e sociologa mostreranno le esperienze laboratoriali legate al latte realizzate nella scuola Saxa Rubra. Entrambe le artiste hanno indagato il latte come alimento simbolico e culturale, dove il nutrimento diventa metafora di crescita, cura e condivisione. Gaia, in mostra, presenta Milk, un’opera in cui il latte, simbolo primario del nutrimento, si trasforma in assenza: seni ricolmi di latte diventano colini vuoti, da cui il latte fuoriesce e si perde. L’opera è una meditazione sull’importanza della cura e del sostegno vitale, ma anche un richiamo alle condizioni dei bambini che, in molte aree colpite dalla guerra, non hanno accesso al latte. È un pensiero rivolto alle madri che questo nutrimento lo hanno perso, o non possono più offrirlo. Greta presenta invece una serie di favole sul latte, scritte e ideate da lei, pensate come piccoli racconti di nutrimento simbolico dedicati ai bambini che hanno partecipato ai laboratori. Racconti in cui il latte diventa immaginazione, protezione, origine: una forma narrativa di cura che accompagna e sostiene, proprio come il primo alimento che riceviamo nella vita.

Nell’ambito del progetto Roots & Routes promosso da Latitudo Art Projects, nell’ambito della piattaforma Magic Carpets l’artista Ombretta Gamberale presenta un ricettario collettivo, Ricette memorabili, e una serie di incisioni nate dallo scambio di tradizioni culinarie: memorie familiari, ricette, disegni e stampe botaniche realizzate con erbe aromatiche essiccate. Il suo contributo sviluppato sia con la casa famiglia L’Approdo di Spes contra Spem, e con i partecipanti della Biblioteca Galline Bianche, mette al centro il cibo come archivio affettivo, come luogo in cui l’intimità diventa racconto condiviso. Le storie e i disegni raccolti nel ricettario sono stati generati in un contesto collettivo e familiare, ma anche profondamente riflessivo. Il gioco ha avuto un ruolo importante: bambini e famiglie e ragazzi della casa famiglia hanno infatti creato un proprio ricettario, restituendo un mosaico di prospettive personali. Riflessivo, perché la condizione stessa che ha favorito la produzione e la circolazione di queste narrazioni è legata alla consapevolezza che il cibo possiede molteplici valori, materiali e simbolici e soprattutto personali.

Camille Orlandini artista francese in residenza presso Latitudo Art Projects, sempre nell’ambito del progetto Roots & Routes ha sviluppato un progetto sia con la casa famiglia L’Approdo, e con i partecipanti della Biblioteca Galline Bianche. Il progetto Faire Pain Commun è dedicato all’acqua e al pane in particolare ai fiumi, il Tevere e il suo affluente Aniene, che lambiscono i quartieri nei quali ha svolto la residenza. L’acqua, elemento fluido, mutevole e multiforme, attraversa territori, storie e culture, trasformandoli. Questa sua natura pervasiva trova un’analogia nel gesto del fare il pane, dove l’incontro tra acqua e grano diventa rito quotidiano e patrimonio antico. Lo studio dell’acqua e del grano consente di osservare come diverse società abbiano attribuito significati a questi elementi fondamentali, utilizzandoli per costruire sistemi sociali e modelli culturali. L’artista presenta una video-installazione, Impastare da una sponda all’altra del Tevere, che restituisce questa relazione complessa e vitale.

Infine, è stato presentato il lavoro dell’artista Nordine Sajot, Ex-voto against war. Durante la residenza al Centre Claude Cahun di Nantes, nell’ambito di Magic Carpets, l’artista ha sviluppato una nuova sezione dedicata ai gesti del mangiare come linguaggio corporeo, utilizzando immagini legate alla distribuzione di cibo a Gaza. La sua installazione interroga con forza il cibo come arma politica di dominazione e, in particolare, la privazione alimentare come strumento di oppressione. Un’opera che restituisce il gesto quotidiano del nutrirsi nella sua dimensione più vulnerabile e urgente.

La mostra sarà visitabile dal 10 al 23 gennaio, con i seguenti orari: Lunedì, mercoledì, venerdì: 11:00 – 18:00 Sabato: 15:00 – 18:00. Ingresso gratuito


Anatomie spontanee 2025, Installation view. Foto LALO studio. Courtesy Latitudo Art Projects e CAP

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TITOLO: ANATOMIE SPONTANEE
CURATORI: Benedetta Carpi De Resmini e Paola Farfaglio
INAUGURAZIONE: 9 Gennaio 2026, 18:00 – 21: 30
DATE:10 gennaio – 23 gennaio 2026

EVENTO GRATUITO

UFFICIO STAMPA RP/press E: press@rp-press.it

DOVE: Roma Smistamento / TWM Factory, Via Giuseppe Arimondi, 3, Roma 


ORARI: lunedì, mercoledì, venerdì dalle 11:00 alle 18:00; sabato dalle 15:00 alle 18:00