lunedì 24 febbraio 2014

HUMANITAS MACHINÆ (Il lavoro dipinto) – opere 2005-2013


Genere: mostra di pittura, scultura e incisione
Artista: Marcello Scarselli
Titolo: HUMANITAS MACHINÆ (Il lavoro dipinto) – opere 2005-2013
A cura di: Giuseppe Cordoni e Filippo Lotti
Con la collaborazione di: Riccardo Ferrucci e Roberto Milani; per la Fondazione Piaggio: Sabrina Caredda e Annalisa Rossi
Allestimento mostra: Filippo Lotti; per la Fondazione Piaggio: Nicolino Di Carlo, Sergio Galli
Inaugurazione: sabato 8 marzo 2014 - ore 17.30
c/o: Museo Piaggio, Viale Rinaldo Piaggio 7 - Pontedera (Pi)
Durata: 9 marzo – 5 aprile 2014
Orario: dal martedì al venerdì 10-18sabato 10-13 e 14-18. Apertura straordinaria la seconda domenica del mese 10-18. Ingresso gratuito. Chiuso il lunedì.
Info: Fondazione Piaggio 0587 27171 - museo@museopiaggio.it
Con il patrocinio di: Regione Toscana, Provincia di Pisa, Comune di Pontedera
In collaborazione con: FuoriLuogo – servizi per l’Arte, Casa d’Arte San Lorenzo, Associazione Culturale “La Ruga”
Con il contributo di: Geofor, Banca di Pisa e Fornacette
Catalogo in mostra

PONTEDERA. Si inaugura sabato 8 marzo 2014 alle 17.30 al Museo Piaggio di Pontedera la mostra di pittura, scultura e incisione dell’artista Marcello Scarselli dal titolo “Humanitas Machinæ (il lavoro dipinto)”. Terza e ultima tappa del percorso espositivo itinerante che l’artista pisano ha portato in giro per la Toscana e che lo ha visto protagonista nel gennaio dello scorso anno a Palazzo Medici Riccardi di Firenze e poi, in settembre, in un’altra prestigiosa location, Palazzo Mediceo di Seravezza.
L’esposizione, organizzata per la sua terza tappa dalla Fondazione Piaggio e fortemente voluta dal suo Presidente Riccardo Costagliola, è patrocinata da Regione Toscana, Provincia di Pisa e Comune di Pontedera e fatta in collaborazione con FuoriLuogo – servizi per l’Arte, con l’associazione culturale “La Ruga” e Casa d’Arte San Lorenzo è curata da Giupeppe Cordoni e Filippo Lotti (curatori anche del catalogo) in collaborazione con Riccardo Ferrucci e Roberto Milani e, per la Fondazione Piaggio, Sabrina Caredda e Annalisa Rossi.
Il prezioso e importante lavoro artistico di Marcello Scarselli è sancito anche dall’importanza di questa mostra che nel chiudere il ciclo delle esposizioni ne è anche il fulcro ideale dato che tutto il progetto è nato da qui: “L’Azienda Piaggio, nel cui indotto ho lavorato per anni – dice Scarselli - e i suoi lavoratori sono stati la partenza da cui ho tratto l’ispirazione per queste opere, quindi questo per me è come un ritorno. Ho dedicato diversi anni a questo progetto che mi sta molto a cuore ed ho dipinto con impeto senza trovarmi mai senza argomenti. Spero che il mio lavoro di oggi, da artista, venga apprezzato”.
Il ventaglio tematico di “Humanitas Machinæ” (Il lavoro dipinto) è racchiuso in una serie di opere realizzate tra il 2005 e il 2013; sono un resoconto artistico, un excursus, un viaggio attraverso il periodo storico (gli anni Settanta e Ottanta) in cui Scarselli era operaio in fabbrica, un momento decisivo, fondamentale, della sua formazione umana e professionale.
Dalla “fabbrica”, dall’osservazione del lavoro, ha assimilato il suo linguaggio e da essa si è nutrito di situazioni esistenziali intense dalle quali è scaturita una linea pittorica che ha travalicato il “reale” trasformandolo in astrazione informale. La sua “mano libera”, scevra di stereotipi e pregiudizi, ha reso, attraverso la peculiarità del linguaggio “scarselliano”, la sua poetica e la ricerca artistica e stilistica, l’umanità del lavoro e delle macchine.
Il suo lavoro artistico (pittura, scultura, incisione e persino installazioni) si è, indubbiamente, ispirato alla presenza del vissuto e del suo ricordo, di quella quotidianità di un tempo che, sedimentata nel ricordo, racchiude in sé anche momenti di sofferenza che il tempo ha trasformato in deflagrazioni cromatiche capaci di rappresentare la gioia di Marcello Scarselli.
 Inizia la sua carriera artistica negli anni ’70 partecipando a numerose mostre collettive intervenendo nell’animato dibattito estetico di quel periodo.
Al suo esordio improntata ad una rappresentazione d’un “vero” tradizionalmente inteso, l’opera di Scarselli, volge sempre più verso l’idea d’un “reale” pittorico ritrovato interiormente raccontato attraverso tecniche e contenuti d’avanguardia, la cui evoluzione espressiva è soggetta ad una costante ricerca.
“Credo di aver sempre cercato di esprimermi attraverso il disegno e la pittura – aggiunge Scarselli. Ho iniziato ispirandomi a ciò che realmente vedevo intorno a me, man mano che la mia esperienza cresceva sentivo sempre di più il desiderio di esprimere i miei sentimenti e di far vedere agli altri le cose reali attraverso la mia immaginazione fino ad arrivare all’informale, al fascino del segno nella sua gestualità. Ho continuato, ho portato sulle tele visioni dettate dalla memoria, ho scavato dentro il mio interiore portandomi sempre al limite ed oltre , accarezzando la gioia e la sofferenza. Per me si fa arte quando si dipinge ad occhi chiusi, si crea una strana sensazione ed è il sentimento che guida”.
Come dice il critico Giuseppe Cordoni: “gran parte della critica ha più volte già rimarcato la duttile complessità e l’eclettismo stilistico che alimenta la sintesi a cui il linguaggio di Scarselli a mano a mano perviene: espressionismo astratto ed informale, gestualità segnica e onirismo infantile”. Dal canto suo Elena Capone sottolinea “quel suo agile appropriarsi d’una modernità che prende in prestito tecniche e procedure arcaiche, in un astrattismo ibrido in cui affiorano forme riconoscibili e familiari; un’indagine artistica che fa del silenzio e dell’introspezione il suo motivo conduttore complesso, infinito e mai risolto”.
La sua professione di pittore si consolida negli anni sia attraverso una costante attività espositiva sia in Italia che all’estero (Austria, Belgio, Germania, Francia, Svizzera), con antologiche personali d’ampio respiro fino all’ultima mostra in Portogallo organizzata dal Centrum Sete Sois Sete Luas di Pontedera.
La mostra resterà aperta ai visitatori, ad ingresso libero, fino al 5 aprile 2014.
Orario di apertura: dal martedì al venerdì 10-18, sabato 10-13 e 14-18. Apertura straordinaria la seconda domenica del mese 10-18. Ingresso gratuito. Chiuso il lunedì.
Per info: Fondazione Piaggio 0587 27171 - museo@museopiaggio.it.
pubblica:
Massimo Nardi

Serenella SOSSI all' art3f a NANTES


Riprende l'attività di esposizioni a prestigiosi Saloni d'Arte Contemporanea per la pittrice-scultrice Serenella Sossi

Sempre con la Galleria Monteoliveto Napoli-Nizza, all' art3f di Nantes, il 21-22-23 febbraio 2014.
Ancora all'onore i suoi BRONZI e come novità la serie di dipinti su carta denominta ST/ORIGINE.
Per chi avesse la possibilità di visitare il salone, più sotto il link per i biglietti omaggio al Salone .
.-.-.-.--.-.
Avec le 1er salon international d'art contemporain de Nantes - art3f, le 21-22-23 février 2014 , reprend l'activité d'exposition aux prestigeux salons d'art contemporain pour Serenella SOSSI, peintre-sculpteur.
Toujours avec la Galerie Monteoliveto Nice-Naples.
Encore à l'honneur ses BRONZES et une nouvauté, la serie de peintures sur papier, nommée ST/ORIGINE.
Veuillez trouver ci-dessous le lien pour télécharger les invitations numériques pour le salon art3F Nantes 
Il faut remplir les 3 champs (Nom Prénom Mail) pour recevoir ensuite l’invitation à imprimer par mail.



Prossimo appuntamento / Prochain RdV ...save the date.... : AAFAIR MILANO dal 5 al 9 marzo !!!

Cordialmente  -  Cordialement

ARTEMISIA
press-agent

in allegato foto delle sculture in bronzo della Sossi "Scriba" e "Sirena" 
en piece jointe photo des sculptures en bronze de Sossi "Scribe" et "Sirene" 





Contatti Serenella Sossi

(39) 339 7347221 - mail : serensossi@voila.fr - www.serenellasossi.com - facebook - linkedin
pubblica:
Massimo Nardi

Terra, olio, ulivi, facce. Storie in bianco e nero


La Cooperativa FeArt e il Museo Diocesano di Molfetta in continuità con il lavoro di ricerca fotografica intrapreso con il Maestro Cosmo Mario Andriani e la fotografa Maria Pansini, docenti dei numerosi corsi di fotografia svoltisi negli ultimi tre anni presso il Museo Diocesano, organizzano insieme al fotografo Francesco Catalano una rassegna collettiva con gli scatti realizzati in occasione delle mostre “Facce d’ulivo” di Andriani ad Andria e “La terra dell’olio” di Pansini e Catalano a Terlizzi.

La mostra dal titolo “Terra, olio, ulivi, facce. Storie in bianco e nero" sarà allestita dal 9 marzo 2014 al 13 aprile 2014 presso le eleganti sale espositive della pinacoteca del Museo Diocesano di Molfetta, con l'intento di promuovere il nostro territorio e le sue peculiarità attraverso la valorizzazione delle tradizioni popolari e della memoria storica che si tramanda da generazioni, inoltre si vuole evidenziare il valore del lavoro dell’uomo e dei frutti della terra che continuano a costituire una grande ricchezza per le nostre città.

La realizzazione della rassegna fotografica è stata possibile grazie alla collaborazione dei Gal Ponte Lama, Gal LeCittà DiCastel DelMonte, Gal Fior D'Olivi, che hanno sin da subito aderito al progetto, nonchè grazie al patrocinio del Comune di Molfetta.

La mostra sarà inaugurata ed aperta al pubblico domenica 9 marzo con una conferenza di presentazione alla presenza dei fotografi autori delle opere, del direttore del Museo Diocesano e delle istituzioni cittadine e dei rappresentanti dei GAL.

L’esposizione sarà aperta gratuitamente al pubblico ogni fine settimana dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:30 alle 20:30 ed ogni mattina su prenotazione per le scolaresche ed i gruppi e/o associazioni.

segnala:
amalia di Lanno

Arcadia delle 18 Lune presenta in Prima Nazionale PERCHÉ NON CI LASCIANO GIOCARE CON LA TERRA? Omaggio a Goliarda Sapienza


Liberamente tratto da “L’arte della Gioia” di Goliarda Sapienza e “La porta è aperta. Vita di Goliarda Sapienza” di Giovanna Providenti Regia di Alessia Barbieri Pomposelli Adattamento di Silvia Manciati con Viola Sartoretto, Silvia Manciati, Davide Maria Marucci, Arianna Paravani scene e costumi di Paola Scafareo suono Gaetano Converso disegno luci Alessio Mastrantonio dal 28 febbraio al 9 marzo Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 – Roma
La stagione delle residenze artistiche del Teatro Studio Uno prosegue con una nuova interessante produzione in prima nazionale “Perché non ci lasciano giocare con la terra?” della compagnia Arcandia delle 18 Lune  finalista al Roma Fringe Festival 2013 con Il Tempo e la Stanza di Botho Strauss – in scena dal 28 febbraio al 9 marzo.

Uno spettacolo liberamente ispirato al romanzo L’arte della gioia di Goliarda Sapienza e a “La porta è aperta. Vita di Goliarda Sapienza di Giovanna Providenti, con adattamento di Silvia Manciati. Protagonisti in scena Viola Sartoretto, Silvia Manciati, Davide Maria Marucci e Arianna Paravani, diretti da Alessia Barbieri Pomposelli.

Un omaggio ad un'artista e una donna, Goliarda Sapienza, che ha saputo mettersi in gioco nelle partite della vita. Attrice teatrale e cinematografica del neorealismo italiano, abbandonò le scene per dedicarsi alla scrittura, è oggi riconosciuta tra le maggiori autrici letterarie italiane del Novecento per la sua capacità di raccontare le contraddizioni e le ambiguità dell’animo umano con uno sguardo al futuro positivo e disincantato.

Perché non ci lasciano giocare con la terra?” porta in scena la Goliarda scrittrice e il suo universo di personaggi. Amore, peccato, costrizioni e libertà, storie familiari e universali, convenzioni da abbattere, errori da compiere, verità da scoprire in un dramma irriverente, contraddittorio e autentico che raccoglie l’eredità lasciata da una straordinaria scrittrice libera e coraggiosa.

In occasione dello spettacolo, l’appuntamento con l’Arte “In mostra al Teatro Studio Uno” presenta “Ritratti D’Autore” di Chiara Lanzieri, un tuffo nel passato tra diverse figure importanti nella storia della letteratura, del cinema, dell'arte a 360 gradi. Una retrospettiva che include anche un ritratto della scrittrice Goliarda Sapienza.

Perché non ci lasciano giocare con la terra? 
dal 28 febbraio al 9 marzo al Teatro Studio Uno
Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara) Ingr. 10 euro. Mart-sab ore 21.00 - Dom ore 18.00

info e prenotazioni: 3494356219- 3283546847

Ufficio Stampa: Eleonora Turco press.teatrostudiouno@gmail.com  329.80.279.43

pubblica:
Massimo Nardi

L’OSSESSIONE NORDICA_Böcklin, Klimt, Munch e la pittura italiana


L’OSSESSIONE NORDICA_Böcklin, Klimt, Munch e la pittura italiana

ROVIGO PALAZZO ROVERELLA 22 FEBBRAIO – 22 GIUGNO 2014

A cavallo tra Otto e Novecento, alle Biennali Veneziane arrivarono le opere dei “Nordici” (tedeschi, scandinavi, ma anche svizzeri) e nulla fu più come prima. I paesaggi del profondo nord, i ritratti, le scene di interno conducevano a mondi e a sensibilità diverse, lontane, potenti. Trasudavano un fascino che colpiva dentro. Raccontavano altri luoghi, reali e fantastici, popolati di sentimenti profondi, di miti, di sogni, di simboli. Lontani eppure vicini all’intimo di ciascuno e per questo fonte di una malia da cui risultava impossibile non farsi contagiare. Allora come ora. Gli artisti italiani, uomini di sensibilità ancora più acuta, furono stregati dalle opere di Klimt, Böcklin, Hodler, Klinger e Munch, il nuovo delle Biennali.

Si parlò di una Ossessione Nordica che imprigionò, mirabilmente, gli artisti attivi al di qua delle Alpi, influenzati fortemente, ciascuno secondo la sua sensibilità. Fu una meravigliosa epidemia che, come questa mostra spettacolarmente racconta, contagiò più di una generazione di artisti italiani, da de Chirico a De Carolis o De Maria. Sartorio, Morelli, Previati, Laurenti, Fortuny, Wolf Ferrari, tra i tanti. A Palazzo Roverella, per la prima volta, i grandi del Nord a confronto con gli italiani. La storia di una grande, pacifica conquista intellettuale ed emotiva, di una fascinazione che cambiò l’arte in Italia. E non solo.

Fonte e info: 

segnala:
amalia di Lanno


domenica 23 febbraio 2014

La metamorfosi e il simbolo animale_track II




segnala:
amalia di Lanno

Gianni Piacentino


Dal 7 marzo al 18 maggio 2014, Giacomo Guidi Arte Contemporanea è lieta di presentare la mostra personale dell’artista-costruttore Gianni Piacentino (1945), caso unico nel panorama italiano e internazionale, in quanto originale punto di contatto tra alcuni dei movimenti più significativi degli anni Sessanta e Settanta, come l’Arte Povera e il Minimalismo americano di Judd, LeWitt, Morris e McCracken.

Inizialmente associato con il movimento dell’Arte Povera, Piacentino ha sviluppato un proprio linguaggio che indaga costantemente i confini e la complessità della relazione tra arte e design. Egli rimane una figura di rilevanza contemporanea in virtù della individualità e la visione della sua immaginazione. I simboli geometrici dei suoi primi lavori lasciano il posto a oggetti di uso quotidiano, e alla fine degli anni ’60 le sue sculture minimaliste celebrano sempre più il dinamismo delle macchine, il mito della velocità, dei motori e del movimento: “veicoli” e “ali” rivelano la sua passione per “L’Estetica della Tecnica” che diventerà il suo marchio di fabbrica. Piacentino é sia artista che costruttore: i suoi lavori sono oggetti, anche prototipi, e allo stesso tempo rappresentazioni metaforiche dell’oggetto come simbolo.
In mostra da Giacomo Guidi una vasta selezione di opere dell’artista torinese, che testimoniano la grande vitalità e versatilità della sua produzione negli ultimi quarant’anni, oltre alla presentazione di un nuovo veicolo “GP” appositamente realizzato per la mostra.
Nato a Coazze (Torino) nel 1945, oggi Gianni Piacentino vive e lavora a Torino. Ha partecipato alle prime mostre del movimento dell’Arte Povera - quella alla galleria di Enzo Sperone di Torino nel 1966 e, in particolare, "Arte Povera Più Azioni Povere" presso l'ex arsenale di Amalfi nel 1968 - e poi nella mostra "Prospect '68" alla Kunsthalle, Düsseldorf. Il suo curriculum elenca inoltre le attività professionali che sono inusuali per un artista: è stato un consulente di un produttore di vernici speciali, un progettista e pilota di moto da corsa.
Le sue opere sono state esposte in numerosi musei e gallerie in Europa, come il Centro de Arte Reina Sofía di Madrid, la Nationalgalerie di Berlino, il MoMA PS1 di New York, la Gesellschaft für Aktuelle Kunst di Brema e il Museum am Ostwall di Dortmund. L'artista ha esposto anche a New York e Los Angeles. Piacentino ha anche preso parte a Documenta 6 a Kassel (1977), alla XLV Biennale di Venezia ( 1993) e alla Quadriennale di Roma (nel 1973 e nel 2005).
Le opere di Gianni Piacentino sono state presentate in istituzioni pubbliche quali il Centre d’Art Contemporain di Ginevra, il MoMA PS1 a New York, il Museum am Ostwall a Dortmund, Gesellschaft für Aktuelle Kunst a Bremen, la National Galerie di Berlino, il Centro de Arte Reina Sofia, Madrid e il Palais des Beaux Arts, Bruxelles. Nel 1977 l’artista è stato invitato a Documenta 6, Kassel e nel 1993 alla XLV Biennale di Venezia.


Giacomo Guidi Arte Contemporanea Roma - Palazzo Sforza Cesarini – Corso Vittorio Emanuele II, 282/284 - 00186 Roma - Tel/Fax: +39 06 68801038 - Mob.: +39 393 8059116
Giacomo Guidi Arte Contemporanea Milano - via Antonio Stoppani, 15/c – 20129 Milano - Tel: +39 02
91477463 - Mob.: +39 348 7474286

segnala:
amalia di Lanno