mercoledì 27 febbraio 2013

Anche un maxischermo con posti a sedere per “Ricordando Lucio” con Bobby Solo


La serata verrà trasmessa sulle frequenze radiofoniche di Rete Smash in diretta e, il giorno dopo, sul digitale terrestre da Manfredonia TV. Era il primo marzo 2012 quando Dalla, in un hotel di Montreaux in Svizzera, se n’è andato tra un concerto e l’altro della tournee che stava svolgendo. Una notizia che sconvolse non solo i numerosi ammiratori dell’artista, ma anche tutti quelli che ne avevano apprezzato le spiccate doti umane. Lucio è stato un musicista capace di raccontare, con una creatività musicale fuori dal comune, un intero Paese. “Io so che gli angeli sono milioni di milioni, e che non li vedi nei cieli ma tra gli uomini, sono i più poveri e i più soli”: le mamme e i figli, gli operai e i carcerati, i migranti e i disadattati, gli innamorati e gli avventurieri. Tutti personaggi semplici e generosi, come Dalla è sempre stato considerato e riconosciuto. “A modo mio avrei bisogno di carezze anch’io” cantava in una delle sue poesie canore più conosciute, Piazza Grande, perché costantemente pervaso e posseduto da un bisogno che sembrava restare sempre insoddisfatto: essere amato. La nostra città lo ha amato, lo ha coccolato da ben prima che assurgesse agli onori delle cronache, ne ha osservato il lungo e appagante percorso professionale e continua a tenerlo stretto a sé. La nuova dimostrazione di questo amore a pelle è palese anche nelle richieste per assistere alla serata che la nostra città dedicherà, domenica 3 marzo prossimo, a quell’omino che proveniva dalla dotta Bologna, ma che ogni volta che seguiva la mamma raggiungendo Manfredonia sembrava ritrovarsi d’incanto nel suo contesto, geografico e sociale, naturale. Non c’è più disponibilità di posti a sedere nel Teatro Comunale che porta il suo nome, ma l’Amministrazione sta facendo in modo di garantire la fruibilità dell’evento a chiunque desideri assistervi. E’ seguendo questa direzione che Rete Smash offrirà la diretta radiofonica di “Ricordando Lucio”, tanto sulla frequenza FM 97.5, quanto attraverso lo streaming in rete sul sito www.retesmash.com . E’ sempre con questo intento che Manfredonia TV sarà presente con le proprie telecamere per offrire anche le immagini del tributo allo scomparso cittadino onorario sipontino. Immagini che potranno essere viste sul maxi schermo, con relativi posti a sedere, che sarà posizionato all’interno del cortile dell’Istituto Comprensivo “Perotto + Orsini” (a cui si potrà accedere attraverso lo stesso ingresso del teatro su via della Croce). Si potrà comunque gustare da casa tutto quello che succederà a teatro pazientando un solo giorno: Manfredonia TV trasmetterà la registrazione sul canale 659 del digitale terrestre il giorno successivo, 4 marzo 2013 (alle ore 21), data in cui Lucio avrebbe compiuto settant’anni. Dell’evento “Ricordando Lucio” si trova un accenno anche sul noto settimanale Vanity Fair in edicola oggi. A parlare dalle sue colonne è Bobby Solo, chiamato “Bobbino” da Lucio, che al pari di Her ha accettato con entusiasmo la proposta ricevuta dal Sindaco Riccardi di salire sul palco del Teatro Comunale “Lucio Dalla” per condividere con la cittadinanza la musica ed i ricordi di quel libertario piccolo e minuto, nel suo fisico, ma di elevata statura artistica e morale. “Se la vita non ha sogni io li ho e te li do”, ha scritto Lucio. Ed allora sogniamo con lui e con il suo amico Bobby. 
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Paola De Pietri_To Face



Paola De Pietri
To Face

2 Marzo. 31 Marzo 2013.
Triennale di Milano

A cura di Roberta Valtorta
Il Museo di Fotografia Contemporanea presenta una selezione di opere dalla serie "To Face", lavoro che Paola De Pietri ha realizzato lungo il fronte italo-austriaco della Prima Guerra Mondiale tra il 2009 e il 2011 e che indaga il lento mutamento del paesaggio di montagna segnato dai bombardamenti, dalle trincee, dai residui della guerra.
Dove un secolo fa c’era la guerra, ora c’è la natura; i segni che quella ha lasciato sono confusi nella pietra della montagna o nell’erba che tutto ricopre. Solo esili indizi possono ricondurci alla complessità e alla durezza degli eventi, ora nascosti sotto il paesaggio naturale. Anche se in alcune immagini è possibile riconoscere ciò che resta di una trincea, Paola De Pietri ha fotografato ciò che non c’è più: la sua fotografia è dunque soprattutto pensiero, memoria, è ricerca della storia degli uomini nelle tracce materiali del paesaggio.
L’artista ha osservato il silenzioso lavoro della natura che si riappropria lentamente di luoghi modificati dalla storia degli uomini. Le immagini mostrano una quotidianità del paesaggio naturale che nulla ha a che vedere con la rappresentazione della montagna consolidata nell’immaginario del turismo, fondato sulla magnificenza e sulla meraviglia.
Con il suo consueto rigore e il suo elegante approccio concettuale, Paola De Pietri evita sapientemente il rischio e l’inganno della bellezza del paesaggio, dei colori saturi e brillanti, delle luci attraenti nella loro straordinarietà, scegliendo invece un tipo di fotografia dai toni smorzati, sottilmente e dolcemente documentaria, antispettacolare. Il grande formato delle opere (130 x160 cm) aiuta l’osservatore a entrare nell’ampiezza dei paesaggi e a vivere una dimensione spazio-temporale sospesa.
Il progetto ha vinto il prestigioso Renger Patzsch Award 2009, istituito dal Folkwang Museum di Essen e sostenuto dalla Dietrich Oppenberg Stiftung, ed è pubblicato nella sua interezza in un volume edito dall’editore tedesco Steidl. La mostra è stata presentata anche al MAXXI di Roma nella primavera scorsa.
Paola De Pietri (Reggio Emilia, 1960) è oggi un’artista molto stimata sia in Italia che in Europa. Laureata presso il DAMS di Bologna, si dedica alla fotografia a partire dai primi anni Novanta. Lavora sull’idea di territorio, sia esso quello urbano delle città oppure quello organico e vegetale della natura, e sul rapporto dell'uomo con lo spazio abitato in relazione alla sua identità. Prende parte a numerosi progetti di committenza pubblica (Archivio dello Spazio/Provincia di Milano, Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea, Museo di Fotografia Contemporanea). Ha esposto in importanti sedi italiane ed europee. Tra queste: Espace Electra, Paris, 2000, Kunsthalle des ArtMax, Braunschweig, 2001,  GAM di Bologna 2001, Galleria Civica di Siracusa, 2002, MAXXI, Roma 2003, Palazzo Bricherasio, Torino, 2003, Biennale di Architettura, Venezia, 2004, Centre  de la Photographie, Lectoure, 2004, Fotomuseum Winthertur, 2005, Villa Manin, Passariano, 2005, Quadriennale di Roma, 2005, Centro Internazionale L. Malaguzzi, Reggio Emilia, 2006, Museum of Contemporary Art, Shangai, 2006, Museo di Fotografia Contemporanea, 2007, MARCA, Catanzaro, 2008, Le Bal, Paris , 2011, Settimana Europea della Fotografia, Reggio Emilia,  2012, MAXXI, Roma 2012.

Sue fotografie sono conservate in molte collezioni pubbliche e private.
Tra i volumi pubblicati: Paola De Pietri. Dittici (Art&, Udine, 1998), Paola De Pietri, Quaderni della Galleria d’Arte Moderna di Bologna, Pedragon, Bologna 2001, To Face, Steidl, London 2012.

Fonte: www.triennale.it 

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Amalia di Lanno

 



Ana Mendieta. She Got Love

Ana Mendieta. She Got Love   

a cura di Beatrice Merz e Olga Gambari

Allestita  nei suggestivi spazi della Manica Lunga  la rassegna Ana Mendieta. She Got Love, prima grande retrospettiva europea dedicata all’artista cubana. Il progetto, a cura di Beatrice Merz e Olga Gambari, si propone di rileggere la figura dell’artista come modello e icona per la performance e il video, la body art e la fotografia, la land art, l’autoritratto e la scultura. Nel lavoro di Mendieta (1948 – 1985) confluiscono, infatti, tutte queste componenti, linguaggi coniugati in un personalissimo alfabeto visionario e materico, magico e poetico, politico e progressista che aspirano a raccontare l’identità femminile a partire dalle radici culturali cubane dell’artista sino ad arrivare alla donna contemporanea. Nel suo lavoro esplora temi come l’individuo, i generi, la morte e la vita, la violenza e l’amore, il sesso, la rinascita, lo sradicamento, sempre trascendendoli, però, in un’organicità che si fa spirituale. Il suo corpo si mimetizza nella Natura, in una ricerca delle origini personali e collettive, con una volontà di ricongiungimento a un’eterna e universale energia cosmica, dove elemento umano, naturale e divino convivono. L’orizzonte concettuale e ideologico che ruota attorno alla figura femminile intesa non come fine a se stessa, ma come lente attraverso cui osservare la vita, muove da una fisicità carnale, impastata nella terra e nella natura, nella protocultura, per elevarsi alla spiritualità dell’essere, passando attraverso l’esperienza quotidiana. Segno inconfondibile delle sue opere è, infatti, una caratteristica silhouette femminile, un autoritratto essenziale realizzato in terra, fango, piume, fiori, foglie, cenere, polvere da sparo, rami, alberi, conchiglie, erba, ghiaccio, roccia, cera, corteccia, muschio, sabbia, sangue, acqua, fuoco. Nel vissuto di Mendieta compaiono diversi luoghi, da Cuba agli Stati Uniti, dal Messico all’Italia, punti tra i quali l’artista era riuscita a tessere relazioni e scambi su canali alternativi.
Ogni performance dell’artista sarà presentata come una tappa, un ambiente profondo e avvolgente raccontato con video, schizzi, fotografie e documenti che creano un momento di grande condivisione emotiva da parte del pubblico, l’ingresso mentale ma anche fisico in un luogo.
In occasione della retrospettiva sarà pubblicato per i tipi di Skira un esaustivo catalogo con testi dei curatori, apparati bio-bibliografici e una ricca selezione di immagini. Durante tutto il periodo della mostra verrà proiettato un documentario sul periodo romano dell’artista.
La mostra è realizzata in stretta collaborazione con l’Estate of Ana Mendieta.

La mostra è realizzata grazie al contributo della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT e con il supporto tecnico di Kuhn & Bülow Insurance Broker, Berlino
Tutti gli orari delle  le proiezioni del film Itali-Ana curato da Raquel Cecilia Mendieta 
Teatro del Castello
Da martedì a venerdì si tengono due proiezioni
 alle ore 11 e alle ore 15 
 Sabato e Domenica si tengono tre proiezioni
10,30, 13,30, 16,30  

Fonte e maggiori info: http://www.castellodirivoli.org

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Amalia di Lanno

WALTER DAVANZO Help i’m happy dal 2 al 14 marzo 2013



Dal 2 al 14 marzo 2013 la Galleria “Arianna Sartori” di Mantova in via Ippolito Nievo 10, ospita una nuova mostra personale dell’artista Valter Davanzo intitolata “Help I’m happy”.
L’artista di Treviso torna per la quinta volta nella galleria mantovana: vi ha esposto nel maggio 2006, nel maggio 2007, nel gennaio 2009 e nel gennaio 2010.
Ha conquistato sempre più ampi successi e consensi in Italia e all’estero, in Spagna (Madrid), Germania (Berlino), Slovenia (Ljubjana) e Olanda (Maastricht).

WALTER DAVANZO
La vita è ricerca. Cercare la parola giusta, il colore che dona, la nota che non stona, la forma che imprigiona. Se poi chi cerca è un artista, tutta la ricerca assume un significato diverso, come se alla fine non ci fosse un traguardo ma un consapevole punto di partenza. Alcuni di noi credono che aver trovato la strada sia una cosa buona; gli artisti che hanno trovato la strada hanno appena iniziato a prendere coscienza del loro ruolo nella vita. Manca loro ancora tutto il percorso da fare. Solo pochi di loro hanno raggiunto la meta, alcune mete o addirittura molte mete. Sanno che la strada è una ma che il risultato da ottenere è molteplice.
Walter Davanzo ha percorso molta strada. Negli anni i suoi lavori si sono definiti sempre di più individuando uno stile personalissimo, indistinguibile. Uno stile dove sia la composizione nel suo insieme che un piccolo dettaglio possono ricondurre agilmente al riconoscimento della sua mano. Le pitture di grandi dimensioni che fanno parte di quei brani artistici come la stazione di Berlino oppure la Gente, i lavori eseguiti su carte geografiche, carte usate, spartiti musicali hanno un fil rouge che tiene tutto sotto una grande luce uniforme. La sua infanzia, i suoi genitori, la classe e gli amici, ritratti d'istinto, poeticamente interpretati a partire da una fotografia della quale rimane solo ciò che di interessante ed emotivamente significativo vi si trovava. Pulisce il quadro dai dettagli che la fotografia inesorabilmente restituisce, svuota i particolari realistici dalla loro pesante referenzialità e ci lascia davanti ad un ricordo. Così come quando si pensa ad un volto, conosciuto e amato in un passato più o meno remoto, così i dipinti di Davanzo si dimostrano fedeli all'emozione, infedeli al dettaglio realistico. Ogni sfondo perde importanza dal suo vero contesto e ne può acquisire una nuova, può appunto diventare melodia, può simulare un viaggio che vede nella mappa i suoi possibili snodi e le sue possibili fughe. I suoi lavori partono dall'idea che la mano è molto più vicina al cuore che alla mente: una donna nuda, disegnata con un solo tratto continuo, sicuro, chiuso ma talmente perfetto nella sinuosità delle curve che potrebbe ingannare l'osservatore scambiandosi per ombra di un corpo reale. Un'ombra però lieve, fatta di frasi, di parole sussurrate che diventano i titoli dei suoi lavori, brevi poesie, quasi degli haiku che dentro a ogni singolo lavoro amplificano l'effetto estetico nel versante linguistico.
Davanzo ha una strada precisa da percorrere ma nelle sue opere sentiamo la consapevolezza dei mezzi e la conoscenza delle strategie per percorrerla. Una strada che lascia da parte il superfluo, non sente brusio, scioglie i nodi dell'interpretazione con parole semplici ma, soprattutto, eleva il ricordo di un momento a protagonista indiscusso di una produzione artistica, di una vita e di una meta.
Chiara Casarin

Walter Davanzo  nasce a Treviso il 1° marzo 1952. Si è dedicato fin dagli anni giovanili alla pittura iniziando l'attività espositiva nel 1970 nella propria città. Vive a Treviso. Dopo la maturità tecnica industriale, si iscrive al D.A.M.S. di Bologna, dopo due anni si dedica prevalentemente alla pittura e fotografia, le vere passioni dei suoi anni giovanili. Si interessa soprattutto all'espressionismo tedesco, sia di pittura che di cinema. Diversi viaggi lo portano a visitare famose gallerie di capitali Europee, in Francia soprattutto in Bretagna e in Normandia, altri viaggi studio lo portano in Africa nell'area mediterranea soprattutto il Marocco rinforzando così il suo interesse per i segni primitivi, per il grafismo infantile. All'inizio numerose sono le mostre personali fotografiche in varie città italiane, poi solamente mostre di pittura. Dopo una prima fase astratto informale, indirizza la sua pittura con forti componenti gestuali ad una figuratività libera e ingenua fatta d'immagini oniriche e grottesche tra sogno e realtà con riferimenti all'infanzia dando vita a delle figure di impianto fauve-espressionista. La sua è una continua ricerca di segni dell'uomo nella natura e della sua esistenza che attraverso l'opera pittorica riproduce fedelmente. Figure con colori molto furti, grafismi infantili, gioia del vivere dell'uomo ma anche la tragedia nel divenire. Le tematiche sono a cicli: gambe, cani, aerei, paesaggi urbani, vasche, ritratti, segni e colori violenti prevalentemente rossi, verde acido e arancio, indaco. Il voler recuperare tutti quei grafismi che ci ricordano l'infanzia perduta e ritrovata. Ricordiamo la personale nel 2008 a Madrid all'Istituto Italiano di Cultura in occasione della NOCHE EN BLANCO. Collabora anche come Art Director all'Asolo film Festival. Le sue opere si trovano nei musei e collezioni private, la documentazione dell'attività artistica presso l'ASAC della Biennale di Venezia e presso Ludwing forum für internationale Kunst Bibliothek- Aachen.

 Galleria "Arianna Sartori"
Mantova - Via Ippolito Nievo 10 - tel. 0376.324260
Walter Davanzo. Help I’m happy.
Date: dal 2 al 14 marzo 2013
Inaugurazione: Sabato 2 marzo, ore 17.30
Orario di apertura: 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi
Ricevo e pubblico
Massimo Nardi


ART IN PROGRESS - Cantieri del contemporaneo Minia – Percorso Performativo Dialogo con le opere della mostra Punti di vista Cosenza – Palazzo Arnone 28 febbraio 2013 – ore 19.00



Giovedì 28 febbraio 2013, alle ore 19.00, a Cosenza, Palazzo Arnone, sede della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria e della Galleria Nazionale di Cosenza, ART IN PROGRESS – Cantieri del contemporaneo prosegue i suoi appuntamenti con Minia – Percorso Perfomativo. Dialogo con le opere della mostra Punti di vista, a cura dell’Ensemble di Musica Elettronica e Nuove Tecnologie (MENTE) del Conservatorio di Musica “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza.
Sarà possibile inoltre ammirare fino al 2 marzo prossimo, presso gli spazi espositivi dedicati alle mostre temporanee, le installazioni sonoro-visuali Macchina Purpurea di Francesco Galante; Vivify di Massimo Palermo e  Silenzio Interiore di Costantino Rizzuti.
Questo il percorso performativo Minia che si svolgerà nelle sale espositive della Galleria Nazionale di Cosenza:

I postazione - sala Trionfo d’Amore
John Cage, Three
Tommaso Rossi, Annalisa De Simone e Domenico Passarelli, flauti dolci

II postazione - sala Francesco De Mura, Collezione Carime

Helmut Lachenmann, Dal niente
Josè Daniel Cirigliano, clarinetto in sib amplificato
Costantino Rizzuti, regia del suono

III postazione - sala Pietro Negroni, Nuove Acquisizioni

Steven Kemper, In Illo Tempore
per fagotto, sassofono e nastro digitale
Daniele Costanzo, fagotto
Danilo Perticaro, sassofono contralto e soprano
Tommaso Muto, regia del suono

IV postazione - sala Luca Giordano, Nuove Acquisizioni
Rodolfo Saraco, Il richiamo di Hera
Giovanni Scarpello, Giulia Lorenti, flauti

Salvatore Frega, Eco Meridionale
Giovanni Scarpello, Maria Luisa Pagnotta, flauti

Angelo De Paola, Paraphrasis
da P.Morlacchi. Pastore svizzero
da F.Kuhlau, Grande sonate concertante Op.85, 3°mov.
da F.A.Hoffmeister, Concerto per flauto, 3°mov.
Marialuisa Pagnotta, piccolo
Valentina Marchese, Gaia Cesario, Claudio Comito, flauti
Giulia Lorenti, flauto in sol
Giovanni Scarpello, flauto basso

Angelo De Paola, direzione
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ART IN PROGRESS - Cantieri del contemporaneo
Minia – Percorso Performativo
Dialogo con le opere della mostra Punti di vista
Cosenza – Palazzo Arnone
28 febbraio 2013 – ore 19.00

Direttore artistico Art in Progress: Fabio De Chirico
Coordinamento: Domenico Belcastro

Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria
Soprintendente: Fabio De Chirico
Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone – Patrizia Carravetta 
Tel.:  0984 795639 fax  0984 71246
ricevo e pubblico :
Massimo Nardi

martedì 26 febbraio 2013

5 SOLO


2 March – 31 March 2013 This exhibition consists of five separate solo exhibitions which is a novel use of the building’s space. The audience will get a chance to become acquainted 5 five very different artists and their works, encompassing photographs and film, to architectural installations and land art. The 5 artists are: Jette Gejl/Bjorn Godwin, Mette Gitz Johansen, Eva Koch, Michael Mørk and Nicolai Howalt, each present their unique creations forming a five-dimensional exhibition space . NY Arts -
Report 
Massimo Nardi

Cristina Gori_VAULT OVER


CRISTINA GORI: VAULT OVER
IKONA VENEZIA
INTERNATIONAL SCHOOL OF PHOTOGRAPHY

13 Marzo - 19 Maggio 2013
Mostra a cura di Živa Kraus e Carolina Lio

[scroll down for the English version]

Mercoledì 13 Marzo alle ore 18.00 inaugura nella sede di Ikona Gallery in Campo del Ghetto Nuovo, la mostra personale di Cristina Gori: Vault Over. Il progetto site specific, vede l’artista interprete di un percorso metaforico e mentale che collega la città di Venezia alla città di Xi’an e si muove sui passi di Marco Polo. Cristina Gori compie un nuovo viaggio attraverso la Via della Seta che, in antichità, collegava i due luoghi costituendo uno dei tragitti più importanti della storia per gli scambi commerciali e culturali. Fanno parte del progetto una serie di autoritratti, un intervento installativo e un dipinto del pittore cinese Zhou Zhiwei. Il progetto è documentato da un catalogo disponibile in mostra con testi di Carolina Lio. Vault Over resterà aperta fino al 19 Maggio 2013 ed è visitabile dalle 11.00 alle 19.00 da Domenica a Venerdì. Sabato chiuso.

IKONA VENEZIA
Campo del Ghetto Nuovo, Cannaregio 2909
30121 Venice, Italy
Orari : 11 - 19. Sabato chiuso.
Info: 0415289387, ikonavenezia@ikonavenezia.com


PRESS RELEASE
Wednesday, March 13 at 06 pm, IKONA GALLERY in Campo del Ghetto Nuovo, Venice, presents the solo exhibition by Cristina Gori: Vault Over. The site-specific project sees the artist performing a metaphorical and mental path that connects the city of Venice to the city of Xi'an in the footsteps of Marco Polo. Cristina Gori makes a new journey through the Silk Road that, in ancient times, connected the two points forming one of the most important routes of history for commercial and cultural exchanges. They belong to the project, a series of self-portraits, one site specific installation and one painting by the Chinese artist Zhou Zhiwei. The project is documented by a catalog with texts by Carolina Lio. Vault Over remains open until 19 May 2013 from 11:00 to 19:00 from Sunday to Friday. Saturday closed.

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Amalia di Lanno