lunedì 12 maggio 2014

GNAM | Apertura nuove mostre: "La seduzione del corpo femminile nell'arte del '900" e "Stella" di Flavio De Marco,MERCOLEDI' 4 GIUGNO 2014


Man Ray, Nudo, positivo del 1981, da negativo del 1930-1934 ca., solarizzazione, Galleria nazionale d'arte moderna, Roma
La seduzione del corpo femminile nell’arte del 900
a cura di Barbara Tomassi

La Galleria nazionale d’arte moderna presenta una rassegna dal titolo La seduzione del corpo femminile nell’arte del 900 (oppure: Seduzione e femminilità nell’arte del 900), che comprende una selezione di circa 130 opere, provenienti dalle collezioni della Galleria.
Il percorso si articola in cinque sezioni dedicate a particolari aspetti della seduzione esercitata dal corpo femminile così come molti artisti, spesso diversissimi tra loro, l’hanno interpretata, convergendo verso una prospettiva “deformante” che ne esprime  la forza travolgente e per certi aspetti eversiva. Si innesta qui la provocatoria lettura che della seduzione ha offerto il sociologo francese Jean Baudrillard, secondo il quale essa non appartiene alla sfera della natura, ma a quella dell’artificio ed insieme a quella del segno e del rituale.
La prima sezione, dal titolo “le belle apparenze”, presenta opere in cui il nudo femminile, quantunque esaltato da linee morbide e sinuose, e da pose languide e accoglienti, proprie della rappresentazione “classica” del tema, viene ormai già declinato nel linguaggio inquieto delle avanguardie, in fuga da norme e convenzioni, alla ricerca semmai di trasgressione e provocazione, che  in  Modigliani , autore  di raffigurazioni femminili tra le più sensuali e, appunto, seducenti,  e nelle modelle fotografate in pose provocanti  da Man Ray trovano  esiti  dirompenti.
La seconda sezione, intitolata “seduzione/sedizione”, introduce alla eclissi del corpo, alla  progressiva destrutturazione, nell’arte, della figura.  Nelle opere , tra gli altri, di Gino Severini, Giuseppe Capogrossi, Carlo Carrà, Renato Guttuso, Manzù, Victor Brauner, Eric Heckel, Joan Mirò, Enrico Prampolini, il genere artistico del nudo femminile viene riformulato secondo logiche diverse dal naturalismo. Ora l’arte ha come fine la continua sperimentazione che persegue servendosi del geometrismo, del monumentalismo, del dinamismo e della scomposizione cubista. Gli autori di area surrealista, ben presenti nella rassegna grazie al fondo donato al museo da Arturo Schwarz nel 1998, offrono spesso un’immagine fortemente deformata della sessualità femminile. Infatti, la leggibilità della realtà è intaccata dall’interferenza dell’inconscio, conducendo all’autodistruzione ed alla cancellazione del corpo così come tradizionalmente l’arte l’aveva raffigurato, sino alla sua deformazione ai limiti del mostruoso.
La terza, dedicata all’“oggetto del desiderio”, attesta come la seduzione assuma le forme di particolari anatomici sessuali, ma anche di oggetti-feticcio. Si parte dalla rappresentazione di parti anatomiche femminili, spesso decontestualizzate, per giungere agli oggetti comuni  investiti di implicazioni erotiche: dalla bambola di Hans Bellmer, alla donna-scarpa di Salvador Dalì , all’Objet mobile di Max Ernst.
La sezione “la bella e la bestia” allude all’incontro, e alla sovrapposizione dell’elemento umano con quello animale, o comunque non umano. E’ una confusione che ha sempre attratto e spaventato, e che nel gioco della seduzione esercitata dal nudo femminile, offre molteplici approdi: dall’inconscio  e dall’automatismo di Surrealisti come Breton e Masson  al simbolismo di Picasso.
La bella addormentata”, infine, è il titolo dell’ultima sezione, che allude all’attrazione esercitata dal corpo femminile abbandonato nel sonno, fra vulnerabilità e passività. Il tema, trattato sin dall’antichità, raggiunge in molte delle opere qui presentate un effetto straniante, come nei nudi trattati con linearità arcaizzante da Modigliani o nelle ninfe dormienti di Giorgio De Chirico.


FLAVIO DE MARCO
STELLA
a cura di Angelandreina Rorro e Adriana Polveroni

Galleria nazionale d’arte moderna
5 giugno – 5 ottobre 2014

Conferenza stampa mercoledì 4 giugno ore 12.00
Inaugurazione mercoledì 4 giugno ore 18.30

Dopo le tappe di Berlino ed Amsterdam, l’ultimo progetto di Flavio De Marco, Stella, a cui l’artista lavora dal 2011, mercoledì 4 giugno approda a Roma, alla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, con una mostra che raccoglie quarantaquattro dipinti, trentasei disegni e un libro. Stella è un’isola immaginaria nel cuore dell’Egeo, costruita come un collage di differenti tipologie di paesaggio (deserto, montagne, litorale mediterraneo). E’ un laboratorio di immagini, un software della pittura, un inventario di informazioni a cui l’artista attinge, combinando e componendo sulla tela con differenti tecniche a partire da cartoline, pubblicità o dipinti di paesaggio dalla tradizione della storia dell'arte, panoramiche reali. Il progetto, di cui fa parte integrante il libro omonimo, scritto e illustrato dall’artista, pubblicato da Danilo Montanari Editore, è una non convenzionale guida di/al viaggio, un ritratto dell’isola (struttura geologica, la popolazione locale e storia) che si conclude con approfondimenti sul processo di creazione di un paesaggio, istituendosi perciò come luogo privilegiato per la riflessione sull’arte.
In occasione della mostra romana, sarà pubblicato un catalogo specifico, edito da Maretti Editore, contenente testi di Maria Vittoria Marini Clarelli, Adriana Polveroni, Angelandreina Rorro, Federico Ferrari e Valerio Adami.
Flavio de Marco nasce a Lecce nel 1975. Si forma a Bologna. Vive e lavora a Berlino. 
La sua ricerca pittorica inizia a metà degli anni Novanta. Dal 1999 inizia la sua riflessione sull’esperienza del paesaggio in pittura ed in particolare sullo schermo del computer come possibile orizzonte di un’esperienza odierna del paesaggio. Le schermate del sistema operativo dei vari software informatici diventano il modello privilegiato di queste opere realizzate ad acrilico su tela. I “paesaggi” di Flavio de Marco aprono ad un’indagine sullo spazio pittorico come rappresentazione di una nuova visione prospettica basata non più sulla fisicità del reale, come nella teoria mimetica di Leon Battista Alberti, ma come finestra su un mondo proiettivo, quello piatto e ravvicinato dello schermo.
Espone in numerose mostre personali in Italia e all’estero, tra le altre Künstlerhaus Bethanien a Berlino, Frankendael Foundation di Amsterdam, Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra, Collezione Maramotti a Reggio Emilia, Pac - Palazzo Massari di Ferrara, Galleria d’Arte Moderna a Bologna; e in altrettante collettive, tra le quali Schauwerk di Sindelfingen, Stadtgalerie di Kiel, Maison Particulière a Bruxelles, 54 Biennale di Venezia, Summerfield Gallery a Cheltenham, Vienna Biennale 08, Bonhams di Londra, American Academy di Roma.
Galleria nazionale d’arte moderna
Viale delle Belle Arti, 131 - Roma


Laura Campanelli
Ufficio Stampa Gnam
Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma
Viale delle Belle Arti, 131
tel. 06-32298328
cell. 349-5113067


pubblica:
Massimo Nardi