domenica 3 giugno 2012

TRANSITI - Andrea Tudini


TRANSITI
mostra personale di Andrea Tudini
a cura di Alessandro Di Gregorio

inaugurazione domenica 10 giugno 2012 h 18.30

dal 10.6 al 30.06.2012

BASEMENT PROJECT ROOM
via Tommaso d’Aquino, 26 04022 Fondi (LT)
T +39 3292753063 /// basementprojectroom@gmail.com
www.basementprojectroom.blogspot.com /// www.andreatudini.it

Orari: dal martedì al sabato 11.00-13.00 / 17.00-20.00
anche su appuntamento


Nei non luoghi non si abita, si transita.
Marc Augé

Il mondo rimpicciolisce. “Schnell” in tedesco vuol dire veloce, ma la velocità si concentra nelle stazioni: nella fretta con cui si sale e si scende, nel risucchio delle masse a ritmi da film muto. La stazione è un non luogo: nessun marciapiede per dirsi addio, nessuna banchina su cui ti senti arrivato, nessun cartello con la scritta “Benvenuti”.
Il mondo che gravita attorno a quella stazione è diventato un cronometro implacabile: lì il tabellone delle partenze non finisce mai, immaginando un campo sterminato di ferraglia ed elettricità e tutt’intorno un meccanismo ad orologeria dove i ritardi non sono contemplati.
I treni ingoiano fiumi viaggiatori, attraverso le vetrate della sala d’attesa tuonano l’imam degli afghani e si vedono agitarsi nelle cabine telefoniche i fez marocchini e i fazzoletti grigi di donne mediorientali. Fuori c’è la coda ed il costo delle telefonate aumenta con la miseria dei paesi.
Il luogo diventa il non-luogo perché area di transito, di massima mobilità, luogo di non-appartenenza, di non residenza e, per così dire, di pura funzionalità. Il presente diventa l’unico tempo possibile e la presenza diventa l’unico luogo: la storia, intesa come decorso o progressione cronologica, diventa la dislocazione da un momento all’altro del presente, da un luogo all’altro della presenza, come transito.
Sulla scia di una fantasia proustiana perduta e ritrovata, quel cronometro implacabile diventa il tempo dell’attesa e della speranza, ma anche il tempo della malinconia, della nostalgia e della pittura stessa, mutando in puro interrogativo nell’orizzonte di alcune emozioni, senza le quali non sarebbe nemmeno possibile intravedere il cammino frastagliato della vita. Lo scorrere del tempo che si dà come storia e non come cronologia fa sì che muti la sua natura in attesa come matrice delle attese in cui siamo profondamente immersi nel corso della vita e che riemerge dagli occhi e dagli sguardi poiché attendere è aspettare e aspettare è guardare.
Non possiamo non attendere.
Non possiamo non sperare.



ANDREA TUDINI
Testo di Marianna Cozzuto

"Irrequieto ed in perpetua ricerca, Andrea Tudini è un pittore in continua evoluzione. Consegue la sua formazione presso L'Accademia di Belle Arti di Roma, specializzandosi in scenografia. Ha lavorato, come scenografo, per il cinema e per il teatro.

Con uno sguardo sempre attento a ciò che lo circonda, Tudini fa del mezzo pittorico il suo strumento di indagine della società in cui viviamo. L'uomo e la sua condizione di vita nella contemporaneità, questo è il motivo costante della sua numerosa e variegata produzione artistica. Le figure sbiadiscono nel tempo dell'attesa, diventano sagome o addirittura si sciolgono in uno sfondo fatto di ruggine, numeri e sigle incomprensibili stampati su vagoni ferroviari, oppure emergono da una membrana bianca accecante tumefatti, fisicamente provati, ancora in mutazione, come in una genesi misteriosa che ha un eterno processo di formazione, di delineazione, e quindi, di non stabilità. E ancora bianco, questa volta vuoto,azzerante, silente, sul quale si stagliano le silouette dei corpi senza bocca di coloro i quali, per parlare, utilizzano solo i mezzi di comunicazione di massa.
E poi di nuovo i treni. Stazioni deserte, paesaggi urbani e suburbani, luoghi di passaggio, dipinti in modo nervoso, rapido, a sollecitare una situazione di partenza, lo scadere di un tempo di attesa per cui tutto diventa movimento. Il treno è in corsa, ma lo è anche la banchina, la stazione ferroviaria, tutto è trascinato dal tormento dell'artista che in questi ultimi quadri sembra lottare contro un conto alla rovescia. I colori si uniformano, si fondono come quando osserviamo il paesaggio da un finestrino di una locomotiva ad alta velocità, la realtà diventa una striscia monocromatica che scorre veloce. Le persone non ci sono, o meglio non si vedono, perchè sono incluse nel vortice del movimento e hanno lo stesso colore della stazione, grigio. L'uomo è diventato parte del cemento, dell'acciaio, del vetro, del ferro che scompongono il "non luogo" ferroviario rappresentato. Se all'inizio della sua carriera artistica Tudini dipinge il tempo dell'attesa, ora egli esamina il tempo del raggiungimento, il tempo della partenza verso l'obiettivo.
Nel 2009 parallelamente alla sua attività di pittore, inaugura anche quella di scultore, realizzando due monumenti pubblici, in bronzo, pietra e ferro per il comune di Cave, in provincia di Roma. Anche le sculture, come i suoi dipinti, mantengono il carattere figurativo, l'adesione alla realtà di cui l'artista vuole essere interprete e testimone."

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Amalia Di Lanno