mercoledì 8 aprile 2015
LIFE AS A PIECE OF ART - By Albert Coma Bau @ Foresight32 Art Gallery
https://www.facebook.com/events/617695751663393/
Under the Patronage of HRH Princess Wijdan al-Hashemi
Foresight32 Art Gallery cordially invites you to attend
an art exhibition entitled
Life as a piece of art
By Spanish artist Albert Coma Bau
6pm, Wednesday 1 April 2015 at Foresight32 Art Gallery
Exhibition will carry on until April 30.2015
Gallery opening hours: Sat- Thu, 10:00 Am- 7:00 Pm
Organizzato da Foresight Art-Gallery
UNIVERSUS 2015
M'agradaria compartir una estona amb tu el dia de la inauguració de la meva exposició "UniversUs 2014/15", projecte de diferents universos.
Rosa.
L'acte es durà a terme el dijous 12 de març de 2015, a les 19 hores, al Tinglado 4 del Moll de Costa del Port de Tarragona.
Gaudirem de la lectura del poema "La Lluna i el Teix" de la Sylvia Plath, a càrrec de Rosa Maria Codines, presidenta del Òmnium Tarragona.
segnala:
Rosa Ciurana Chorto
Le sfide della ceramica alla Galleria Sinopia
periodo: 21/03/2015 - 23/04/2015
curatore: Raffaella Lupi
artista:
Angelo Aligia, Andrea Caruso, Nino Caruso, Giuseppe Ducrot, Franco Ciuti, Antonio Grieco, Massimo Luccioli, Riccardo Monachesi, Jasmine Pignatelli, Tiziana Rivoni, Ferdinando Vassallo e Mara van Wees.
presso: Galleria Sinopia - Roma
indirizzo
Via dei Banchi nuovi 21b, 00186 Roma
email: info@sinopiagalleria.com
telefono
Tel.:+39066872869 - +39066872869 +393473737656
orari
estivo 10:00 - 13:00 /16:00 - 19:30 - chiuso il Sabato | invernale 10:00 - 13:00 /15:30 - 19:30 - chiuso il lunedì
biglietto
Ingresso gratuito
disabili
si
vernissage
sabato 21 marzo ore 16.00-21.00
web
http://www.sinopiagalleria.com/
recensione
pubblica:
Massimo Nardi
martedì 7 aprile 2015
Carlo Zauli. I BIANCHI
Carlo Zauli
I BIANCHI
a cura di Monica Zauli
11 aprile – 11 giugno 2015
Pinacoteca Comunale Città di Castello
Palazzo Vitelli alla Cannoniera
opening 10 aprile ore 18.00
L’Amministrazione Comunale di Città di Castello all’interno del progetto Pinacoteca Contemporanea che vedrà per l’anno 2015 lo svolgersi di una serie di eventi legati all’arte contemporanea, presenta in collaborazione con il Museo Carlo Zauli di Faenza, con il sostegno dell’Associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, il Gruppo Azione Locale Alta Umbria e il supporto organizzativo di Atlante Servizi Culturali, il primo evento espositivo ad aprire la rassegna dedicato a Carlo Zauli, che inaugura immediatamente dopo il termine di altre due importanti mostre che lo hanno visto protagonista in Italia, la personale del Museo Civico Medievale di Bologna e quella dedicata ad Alberto Burri di Parma.
La personale sui “Bianchi” di Carlo Zauli comprende la presentazione di una selezione di opere scultoree in grès ceramico realizzate dall’artista durante oltre vent’anni, dagli anni ’60, proseguendo poi per tutti gli anni ’70 sino alla metà degli anni ’80. Un nucleo di circa 25 pezzi tra sculture medio-grandi, alcune di esse a parete e almeno due di grandi dimensioni, da sempre considerate fra le maggiormente rappresentative della produzione artistica dello scultore.
I lavori presenti saranno tutti caratterizzati, nella loro quasi integrità, dal celebre “Bianco Zauli”, smalto per grès ad alta temperatura, unico nel suo genere e irriproducibile, che l’artista mise a punto personalmente studiandone i componenti chimici e metallici capaci, nel loro specifico mix e dosaggio, di assumere infinite sfumature di colori. Il “Bianco Zauli”, infatti, può variare tra diversi punti di bianco, passando poi a tutte le tonalità dei grigi sino ad assumere toni vicini al nero, od arrivare a virare al rosso-bruno, con l’azione della cottura ad alte temperature. In queste opere esso si unisce ad aspetti prettamente tattili e materici che, insieme alla monocromia del bianco, rappresentano gli aspetti maggiormente rappresentativi dell’opera di Carlo Zauli e che lo hanno caratterizzato nel corso del tempo.
L’allestimento è previsto sia negli spazi chiusi al primo piano, sia all’esterno, prevedendo una particolare installazione di alcune opere, individuate per le loro assonanze con gli aspetti formali del contesto del giardino all’italiana. In questo caso le opere andranno a dialogare strettamente con l’impianto storico geometrico rinascimentale delle siepi di bosso e con la facciata del palazzo, affrescata con i celebri decori bianchi e grigi.
Verrà infine allestito un lavoro nella loggia coperta ove attualmente sono collocati i bassorilievo dei Della Robbia. La predominanza della smaltatura bianca dell’opera di Zauli, proporrà un forte legame a cui l’artista faentino diceva di ricondursi storicamente.
L’evento è possibile grazie al sostegno di Cepu Arte – McDonald Città di Castello – Paolini Edilizia.
scheda tecnica:
Carlo Zauli
I BIANCHI
a cura di Monica Zauli
Pinacoteca Comunale
Città di Castello
Palazzo Vitelli alla Cannoniera
via della Cannoniera, 22/a
Città di Castello
11 aprile – 11 giugno 2015
Opening venerdì 10 aprile 2015 ore 18.00
orari: 10.00 – 13.00 e 14.30 – 18.30
chiuso il lunedì non festivo
Tel : 075 8554202
Per visite guidate contattare lo 075 3721525 o scrivere ad atlanteservizi@libero.it
www.atlantecooperativa.it
Costi:
biglietto mostra Zauli euro 4.00
biglietto mostra Zauli gratuito per categorie speciali e scuole del Comune di Città di Castello
Con possibilità di usufruire di un biglietto cumulativo con la Pinacoteca Comunale di Città di Castello
Catalogo edito da Magonza
L’evento è stato possibile grazie al sostegno di
Cepu Arte
McDonald Città di Castello
Paolini Edilizia
segnala:
amalia di Lanno
art promoter - blogger
www.amliadilanno.com
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lunedì 6 aprile 2015
Venerdì 10 aprile 2015, ore 17,30, presso la preziosa Sala Convegni di Palazzo Granafei–Nervegna, via Duomo, Brindisi, avrà luogo l’inaugurazione della II Edizione di
Venerdì 10 aprile 2015, ore 17,30, presso la preziosa Sala Convegni di Palazzo Granafei–Nervegna, via Duomo, Brindisi, avrà luogo l’inaugurazione della II Edizione di
I LINGUAGGI DELLA SPERIMENTAZIONE a cura di
Carmen De Stasio
L’evento, Patrocinato dall’Amministrazione Comunale di Brindisi, dall’Assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia, è promosso e organizzato dal Lions Club di Brindisi con la partecipazione del Club Leo Virgilio e il Patrocinio del MiBACT (Progetto Etnie), Locomotive Jazz Festival, SAE (Salento Arte Events). Gradita adesione è giunta da prestigiose Associazioni operanti sul Territorio: Lions Club di Mesagne, Manduria, Erchie S. Pancrazio, Ceglie, Ostuni New Century; ADISCO, 50&Più, Innerwheel, UNESCO e il settimanale Agenda Brindisi.
Ancora una volta, scopo dell’evento é la ricerca-azione nella poliedricità delle espressioni d’arte-parola quale documentazione culturale nel segno della rinnovabilità dei tempi. La parola dell’arte esprime in una sintesi meta-logica le potenzialità, affermate e in progress, del territorio umano.
Interverranno artisti, autori e studiosi impegnati nell’ambito della sperimentazione. In particolare l’edizione 2015 vede la nutrita presenza di prestigiosi artisti pugliesi, da anni mpegnati nella ricerca di forme d’arte innovativa.
Il macro-evento consisterà di: Esposizione (pittura, scultura, fotografia, installazione); Parola-Performance; Video-sperimentazione; Suonovoceparola. Un Catalogo (numero limitato di copie), corredato da riflessioni dei partecipanti e immagini delle opere, costituirà memoria storica.
Autori della scrittura verbo-visuale italiana
Franco Altobelli (scrittura verbo-visiva) - Bari
Mirella Bentivoglio (Poesia Concreta Visiva - grafica, installazione) - Roma
Paesaggi verbovisivi nella scrittura pittura di Dario Damato (Il Kantiere) - Foggia
Liliana Ebalginelli (libro scultura) - Milano
Vittorio Fava (libri d’artista) - Roma
Rossana Bucci – Oronzo Liuzzi (poesia visiva, Sagomarte) – Corato, Fasano
La microscrittura di Enzo Miglietta (Laboratorio Miglietta ’70 – ’80) – Novoli
Art in Progress
Pittura – Video – Installazioni
Loredana Albanese (pittura, pittura su cuoio) - Bari
Luca Iannì (video) - Caltanissetta
Mario Lo Coco (pittura, installazione) - Palermo
Massimo Nardi (pittura, installazione) - Bari
Antonella Zito (foto-installazione, video) – Franc. F.na (Br)
Tre gli incontri
previsti con l’arte nella molteplicità delle sue forme per questa nuova edizione, a partire dall’Inaugurazione, 10 aprile 2015, ore 17,30, Sala Congressi, Palazzo Granafei-Nervegna. Alla presenza del Sindaco di Brindisi, Cosimo Consales, di Carmela Lomartire, Assessore al Bilancio, Tributi e Affari Legali al Comune di Brindisi, di Stefano Galantucci, Presidente Leo Club Virgilio – Brindisi e del Governatore del Distretto 108AB Giovanni Ostuni, Carmen De Stasio, Presidente del Lions Club di Brindisi e curatore dell’iniziativa, introdurrà l’intera manifestazione.
Nutrito e originale nella forma il cartellone della serata, intitolata Parola Immagine Suono Corpo d’Arte. Tanti i momenti emozionanti, a partire da La Grandezza dell’Uomo - Omaggio a Ignazio Apolloni, artista e autore palermitano di fama internazionale, scomparso di recente, il quale aveva lo scorso anno partecipato con due opere all’evento. A lui gli artisti e poeti sperimentali Francesco Aprile e Francesco Pasca dedicheranno la lettura di brani creati per l’occasione.
Si prosegue con Raffaele Casarano. Entrato a pieno titolo nella rosa dei massimi talenti della New Jazz Generation italiana, é Direttore Artistico del Locomotive Jazz Festival ‒ considerato tra gli appuntamenti musicali di punta della scena internazionale. Il Festival ogni anno attrae un pubblico da ogni parte d’Italia a Sogliano Cavour, Lecce, luogo di nascita del famoso jazzista. Un gradito ritorno sarà quello del saggista, artista Vitaldo Conte (docente Accademia BB.AA., Roma), in quest’edizione presente nella performance Festa Bianca ultima arte:video-opera (montaggioL Baldieri): Vitaldix T Rose (accessori d’arteT Pertoso). Salvatore Luperto (critico, dir. art. Museo MACMa) e Anna Panareo (operatrice culturale) dedicheranno un omaggio alla poesia concreta visiva della grande artista Mirella Bentivoglio. Titolo: Egemonia Op, realizzata da M. Bentivoglio; foto di Francesco Balladore.
Frizzante e partecipativo il secondo appuntamento. Domenica 19 aprile, ore 17,30, Sale Espositive (1° piano) di Palazzo Granafei– Nervegna. Si comincia con Enzo Fina (polistrumentista. Strumento: fina). Musicista sperimentale di fama internazionale (recente un suo tour negli Stati Uniti), si esibirà in Dove il concetto della Parola non è: il Suono. Dai suoni originali di Enzo Fina alla scrittura verbo-visuale di Liliana Ebalginelli. Dopo il successo della sua performance lo scorso anno, l’artista milanese sarà presente con il suo libro-marmotta Wholly (Lucini Libri). Sperimentazione partecipata con il pubblico sarà la performance poetico-visiva e l’installazione interattiva Sagomarte di Rossana Bucci – Oronzo Liuzzi. Oronzo Liuzzi, artista e poeta fasanese, è annoverato tra i massimi poeti contemporanei della scena internazionale.
Ultimo appuntamento: Domenica 3 maggio, ore 17,30, AUDITORIUM ex Convento Santa Chiara (via S. Chiara, nei pressi della Cattedrale). Pierfranco Bruni (responsabile Progetto Etnie MiBACT, scrittore, poeta, saggista - Candidato Premio Nobel per la letteratura) aprirà a un evento dedicato agli incroci di culture. Evocativo il titolo: Linguaggi e Simboli delle Etnie - intrecci tra Oriente e Occidente. Il suo intervento sarà cornice ideale alla performance Nel tempio circolare dell’Orissa - Un viaggio tra racconto, danza, musica, immagini di Luisa Spagna (danzatrice, artista, libera ricercatrice del sacro femminile nell'arte dell'India) con musiche originali di Paolo Pacciolla (musicista, etnomusicologo, docente di etnomusicologia, Conservatorio "A.Pedrollo" di Vicenza. Strumenti: daire, axis, berimbao, bodhran, mbira).
La mostra sarà aperta al pubblico tutti i giorni (ad esclusione del lunedì) dalle 9,00 alle 20,30 dal 10 aprile al 10 maggio 2015.
previsti con l’arte nella molteplicità delle sue forme per questa nuova edizione, a partire dall’Inaugurazione, 10 aprile 2015, ore 17,30, Sala Congressi, Palazzo Granafei-Nervegna. Alla presenza del Sindaco di Brindisi, Cosimo Consales, di Carmela Lomartire, Assessore al Bilancio, Tributi e Affari Legali al Comune di Brindisi, di Stefano Galantucci, Presidente Leo Club Virgilio – Brindisi e del Governatore del Distretto 108AB Giovanni Ostuni, Carmen De Stasio, Presidente del Lions Club di Brindisi e curatore dell’iniziativa, introdurrà l’intera manifestazione.
Nutrito e originale nella forma il cartellone della serata, intitolata Parola Immagine Suono Corpo d’Arte. Tanti i momenti emozionanti, a partire da La Grandezza dell’Uomo - Omaggio a Ignazio Apolloni, artista e autore palermitano di fama internazionale, scomparso di recente, il quale aveva lo scorso anno partecipato con due opere all’evento. A lui gli artisti e poeti sperimentali Francesco Aprile e Francesco Pasca dedicheranno la lettura di brani creati per l’occasione.
Si prosegue con Raffaele Casarano. Entrato a pieno titolo nella rosa dei massimi talenti della New Jazz Generation italiana, é Direttore Artistico del Locomotive Jazz Festival ‒ considerato tra gli appuntamenti musicali di punta della scena internazionale. Il Festival ogni anno attrae un pubblico da ogni parte d’Italia a Sogliano Cavour, Lecce, luogo di nascita del famoso jazzista. Un gradito ritorno sarà quello del saggista, artista Vitaldo Conte (docente Accademia BB.AA., Roma), in quest’edizione presente nella performance Festa Bianca ultima arte:video-opera (montaggioL Baldieri): Vitaldix T Rose (accessori d’arteT Pertoso). Salvatore Luperto (critico, dir. art. Museo MACMa) e Anna Panareo (operatrice culturale) dedicheranno un omaggio alla poesia concreta visiva della grande artista Mirella Bentivoglio. Titolo: Egemonia Op, realizzata da M. Bentivoglio; foto di Francesco Balladore.
Frizzante e partecipativo il secondo appuntamento. Domenica 19 aprile, ore 17,30, Sale Espositive (1° piano) di Palazzo Granafei– Nervegna. Si comincia con Enzo Fina (polistrumentista. Strumento: fina). Musicista sperimentale di fama internazionale (recente un suo tour negli Stati Uniti), si esibirà in Dove il concetto della Parola non è: il Suono. Dai suoni originali di Enzo Fina alla scrittura verbo-visuale di Liliana Ebalginelli. Dopo il successo della sua performance lo scorso anno, l’artista milanese sarà presente con il suo libro-marmotta Wholly (Lucini Libri). Sperimentazione partecipata con il pubblico sarà la performance poetico-visiva e l’installazione interattiva Sagomarte di Rossana Bucci – Oronzo Liuzzi. Oronzo Liuzzi, artista e poeta fasanese, è annoverato tra i massimi poeti contemporanei della scena internazionale.
Ultimo appuntamento: Domenica 3 maggio, ore 17,30, AUDITORIUM ex Convento Santa Chiara (via S. Chiara, nei pressi della Cattedrale). Pierfranco Bruni (responsabile Progetto Etnie MiBACT, scrittore, poeta, saggista - Candidato Premio Nobel per la letteratura) aprirà a un evento dedicato agli incroci di culture. Evocativo il titolo: Linguaggi e Simboli delle Etnie - intrecci tra Oriente e Occidente. Il suo intervento sarà cornice ideale alla performance Nel tempio circolare dell’Orissa - Un viaggio tra racconto, danza, musica, immagini di Luisa Spagna (danzatrice, artista, libera ricercatrice del sacro femminile nell'arte dell'India) con musiche originali di Paolo Pacciolla (musicista, etnomusicologo, docente di etnomusicologia, Conservatorio "A.Pedrollo" di Vicenza. Strumenti: daire, axis, berimbao, bodhran, mbira).
La mostra sarà aperta al pubblico tutti i giorni (ad esclusione del lunedì) dalle 9,00 alle 20,30 dal 10 aprile al 10 maggio 2015. venerdì 3 aprile 2015
Davide Bramante. NOVE
Le sue fotografie sono il risultato di piu' scatti sulla stessa porzione di pellicola. La mostra si articola in due sedi: nelle sale del Riso tra le opere luminose di altri 9 artisti, alla GAM tra suoi lavori provenienti da collezioni siciliane.
NOVE è il titolo di un ampio progetto - promosso dall’Assessorato Beni Culturali e Identità Siciliana e realizzato dal Museo Regionale d'Arte Contemporanea Palazzo Belmonte Riso, dalla Galleria d’Arte Moderna di Palermo e dall’Associazione Ars Mediterranea, in collaborazione con la RizzutoGallery - che ha al centro il lavoro del fotografo Davide Bramante e costituisce un momento significativo nella sua prolifica e cosmopolita carriera.
Bramante realizza le sue opere fotografiche con la tecnica della esposizione multipla in fase di ripresa, risultato di più scatti (da quattro a nove) sulla stessa porzione di pellicola, caratteristica distintiva unica che ha assicurato a Bramante un posto più che meritato nella fotografia d’arte. Ne risultano visioni simultanee di grandi città, porzioni assemblate dei suoi tanti viaggi e dei suoi pensieri, opere d’arte suggestive e seducenti dove i luoghi più rappresentativi di ogni città riescono a convivere diventando interpretazioni dello spirito collettivo. La sovrapposizione è una delle tecniche più affascinanti della fotografia ma usata molto di più nel cinema. Bramante la usa per uscire, andare in giro per il mondo e catturare immagini, e invece che ricondurle a un reportage documentario, lo fa diventare un’opera a parte, un altro mondo.
Il progetto espositivo si articola nelle due sedi museali.
Riso, Museo d'Arte Contemporanea della Sicilia
NOVE | DAVIDE BRAMANTE +
Stefano Cumia, Gianni Di Rosa, Donatella Lombardo, Massimiliano Pelletti, Perino & Vele, Roberto Pugliese, Turi Rapisarda, Giulio Zanet
NOVE sta per i nove artisti coinvolti nell'evento, personalmente invitati da Davide Bramante. Nelle sale di Palazzo Belmonte Riso si creerà un dialogo tra le opere di Davide Bramante e quelle degli artisti chiamati a dialogarci; tra i lightbox e le sculture “luminose” del fotografo saranno esposti i lavori di Stefano Cumia, Gianni Di Rosa, Donatella Lombardo, Massimiliano Pelletti, Perino & Vele, Roberto Pugliese, Turi Rapisarda, Giulio Zanet.
E proprio partendo dall’input delle sue opere luminose, Bramante ha idealmente pensato questa mostra come una dedica alla luce, o meglio alla relazione che si instaura con questo elemento, indispensabile e imprescindibile per la creazione, e per certi versi la sua comprensione.
Il 2015 è stato proclamato d’Assemblea Generale delle Nazioni Unite “Anno internazionale della Luce” con l’obiettivo di accrescere la conoscenza e la consapevolezza di ciascuno di noi sul modo in cui le tecnologie basate sulla luce promuovano lo sviluppo sostenibile e forniscano soluzioni alle sfide globali.
È ben noto che nell’arte la luce - naturale o artificiale - svolge un ruolo fondamentale, e da sempre la ricerca della luce è una delle grandi sfide affrontate dagli artisti, impegnati a catturarne il valore simbolico e concreto.
Dall’occhio al cervello, la luce permette di mettere in atto i meccanismi della visione e di percepire forme e colori, e negli ultimi cento anni, le novità tecnologiche hanno offerto nuovi percorsi artistici; la luce è diventata un medium carico di valenza e significati, e oggi le ricerche espressive costruite sulla luce e sulla illuminotecnica caratterizzano i lavori di molti artisti contemporanei che sperimentando coraggiosamente e facendo scelte audaci utilizzano la luce con nuovi obiettivi, in stretta relazione ai nuovi linguaggi e alla nuove tecnologie.
GAM - Galleria d’Arte Moderna
DAVIDE BRAMANTE | NOVE
Con la mostra alla GAM - il cui titolo allude sinteticamente al numero delle province siciliane – Bramante compie una “indagine” sulle opere che si trovano sul territorio dell’Isola e che nel corso degli anni sono state acquisite da collezionisti siciliani, oltre a voler essere un modo per ringraziare pubblicamente coloro che hanno creduto e credono nel suo lavoro. La mostra parte infatti da un primo grande nucleo di opere provenienti da collezioni siciliane. Dopo aver girato il mondo e fotografato centinaia di città realizzando migliaia di scatti, per il “globetrotter” Bramante - le cui opere si trovano in molte prestigiose collezioni sul territorio nazionale ed internazionale - questa esposizione è forse soprattutto un tributo alla sua Sicilia, terra ricca di storie, di passaggi, di dominazioni, di stratificazioni e di immagini che inevitabilmente hanno contribuito alla formazione del suo DNA artistico. Oltre al nucleo centrale di opere, il percorso espositivo si articolerà in altre tre sezioni tematiche. Una si compone di 3 nuove Photos di medio/grande formato, inedite e realizzate in omaggio a Palermo appositamente per questa mostra, la seconda è una serie di acquarelli su foto, la terza è un nuovissimo ed inedito progetto di opere stampate su tessuto, realizzate in collaborazione con la Seteria Argenti di Como.
Nato a Siracusa nel 1970, Davide Bramante si è formato a Torino, alla prestigiosa Accademia Albertina di Belle Arti. Il suo curriculum artistico annovera numerose esperienze a livello internazionale, ha all’attivo oltre sessanta mostre tra personali e collettive in Musei, Fondazioni e Gallerie nazionali ed estere, tra cui il MoMA New York Museum, il MACI di Isernia, il Palazzo delle Papesse di Siena e il Kunsthaus Tacheles di Berlino.
Ufficio stampa:
Riso, Museo d'Arte Contemporanea della Sicilia: Rosaria Raffaele Addamo Tel: 091/587717 - 091/320532 museo.riso.bci.uo2@regione.sicilia.it
Comunicazione Galleria d’Arte Moderna: Antonio Gerbino +39 091 8431605 – +39 335 413512 press@gampalermo.it
L'inaugurazione della mostra sarà il 04/04/2015 alle 17:00 al Riso, Museo d'Arte Contemporanea della Sicilia
alle ore 19.00 alla GAM Galleria d’Arte Moderna
fino al 3 maggio 2015
Riso, Museo d'Arte Contemporanea della Sicilia
corso Vittorio Emanuele, 365 - 90134 Palermo
Orari:
martedì, mercoledì, domenica 10.00 – 20.00
giovedì, venerdì, sabato 10.00 - 24.00; lunedì chiuso. La biglietteria chiude mezz'ora prima del Museo.
Ingressi: intero € 6,00; ridotto € 3,00
fino al 17 maggio 2015
Galleria d’Arte Moderna
via Sant’Anna 21 - 90133 Palermo
Orari:
martedì - domenica ore 9.30 – 18.30, lunedì chiuso; la biglietteria chiude un'ora prima
Ingressi: intero € 6,00; ridotto € 4,00; cumulativo mostra + museo € 9,00
DAVIDE BRAMANTE
dal 4/4/2015 al 3/5/2015
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amalia di Lanno
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IN NOMINE SANCTI #2
IN NOMINE SANCTI
Progetto di ART and ARS Gallery
a cura di Carmelo Cipriani e Katia Olivieri
ART and ARS Gallery
Galatina (Lecce)
04 - 24 aprile 2015
Una rievocazione, in chiave contemporanea con luminarie, cibo e musica folk, delle feste patronali tipiche del meridione d'Italia, dove la "santità", e quindi la vera ragione della festa, passa in secondo piano di fronte alla baraonda costituita da centinaia di mercanti e dove l'interesse principale è rivolto alle offerte commerciali, al luna park o all'ospite musicale di turno, molto spesso "osannato" con molto più fervore del Santo Patrono.
[…In una parafrasi della cerimonia collettiva le opere in mostra enfatizzano l’aspetto profano, rivelando nella santità un mero pretesto, mentre ogni tradizione è ridotta ad ennesimo stereotipo vacanziero, degno di dépliant turistici ed esportabile al pari dei prodotti enogastronomici…] (Carmelo Cipriani).
[…operazione che, seppur concepita per uno spazio fieristico ed espositivo, mira ad evocare atmosfere e cerimoniali che, di fatto, intridono ogni spazio fisico e mentale dei luoghi al Sud…] (Katia Olivieri)
“La Puglia è un meraviglioso, austero, paese arcaico” ha scritto Cesare Brandi. Un estremo lembo di terra in cui la modernità sembra avanzare lentamente, salvaguardando tradizioni e testimonianze. Ogni anno schiere di turisti si dirigono a sud calamitate da un’aura di autenticità sempre più minata da logiche consumistiche. Affascinate dall’incorrotta atmosfera delle sagre e delle feste patronali, si assiepano in affollate piazze alla ricerca di quell’arcaismo che per molti ancora connota la religiosità meridionale. Diversa, ma con esiti non dissimili, la condotta degli autoctoni che, nella generale euforia, partecipano inconsapevoli alla scenica rappresentazione, camminando eccitati tra strade agghindate e odorose, dimenticando origine e fine della celebrazione. A poco servono i richiami degli infastiditi parroci, che, invano, cercano di richiamare all’ordine gli indisciplinati fedeli, nell’estremo tentativo di salvaguardare il misticismo residuo. Ed è così che il sacro, suo malgrado, si trasforma nel primum movens di una complessa macchina economica. Ingurgitato dal diffuso laicismo contemporaneo, esso si dilava, fino a disperdersi, tra venditori ambulanti, luculliani banchetti, rappresentazioni vernacolari e quanto di più caratteristico ogni singola città ha da offrire.
Innesco per l’eccitazione collettiva sono le luminarie, montate giorni prima, autentico incipit di ogni pubblica ricorrenza, icone deputate a rappresentare la festa nell’immaginario collettivo. Una visione a cui non si è sottratto neanche Brandi che ad introduzione del suo appassionato racconto dei riti in onore di san Nicola, ha annotato “C’erano, per i festosi viali di Bari, archi di lampadine a non finire, che rientravano l’uno nell’altro, come cerchi concentrici di un tiro a segno”.
Una pregnanza iconica da cui parte anche il progetto “In nomine sancti” presentato a Milano da Art and Ars Gallery. Una collettiva di giovani artisti meridionali, in maggioranza pugliesi, impegnati a riflettere sugli atavici concetti di tradizione e santità; una sardonica ponderazione attuata mediante una rilettura della festa patronale e dei suoi simboli. Innanzitutto il sacro, alla cui sfera, benché trasposta in ambiente profano, si ricollega il lavoro di Paolo Ferrante, che meditando su frammenti esistenziali, confonde personale e collettivo. In piccole teche in resina, circolari o ovali, l’artista racchiude oggetti disparati (parti d’insetti, pezzi scolpiti, ciondoli, piccoli animali o generici frammenti), riconsiderando il concetto di reliquia, non più testimonianza eccezionale e astratta, ma residuo della quotidiana esistenza, generatore di sussulti alla memoria e all’immaginazione: anonimi feticci di cui è esaltata la consunzione, disposti per essere colti nella loro portata estetica e sociale. Sospese tra sacro e profano, tra la chiesa dei simulacri e la strada degli ambulanti, sono invece le ironiche figure di Antonio Straffella in cui santi e supereroi si contaminano, rivelando interessanti parallelismi tra i poteri taumaturgici dei primi e i superpoteri dei secondi. Nel suo modus cogitandi la religiosità è intesa come un terreno elastico, prodotto e animato da un nomadismo culturale in cui suggestioni antipodali si sommano e si compendiano. Una rivisitazione mitografica, nata dall’accostamento di santi passati e futuri, ma anche una riflessione antropologica sulla capacità dell’uomo di rapportarsi al soprannaturale.
Improntate alla tradizione della ceramica pugliese, da cui desumono materiali e decorazioni, le terrecotte smaltate di Michele Giangrande oltrepassano la pura artigianalità per elevarsi ad una dimensione concettuale, in cui la riflessione sulle antinomie (nascita e morte, arcaismo e modernità, essere e apparire) è attuata con caustica ironia e raffinatezza esecutiva. Mentre il gallo, simbolo per eccellenza della coroplastica pugliese, riconduce i manufatti ad una precisa area geografica, l’oggetto riprodotto afferisce ad una condizione universale, attuando una remise en question dei concetti di originalità e autorialità.
La medesima ironia è ravviabile nel lavoro di Dario Agrimi, poliedrico artefice e instancabile sperimentatore. Per l’occasione l’acribia dell’artista si è concentrata sull’immancabile complemento di qualunque festa paesana: il cibo. Attraverso un lavoro d’impostazione postconcettuale, il centro del fare artistico è spostato dall’esperienza dell’artista alla multiforme reazione dello spettatore. Gli oggetti scelti, simulati o ricreati, si fanno allegorie, simboli di aspetti o comportamenti sociali negati con veemenza eppure tacitamente condivisi. Mediante una stratificazione di smalti l’artista simula un deliziosa pietanza, in parte consumata, rendendo tangibile la contrapposizione tra penitenziale santità e blasfema abbondanza. Ad accrescere l’effetto mimetico contribuiscono il piatto e il cucchiaino, autentici object trouveè desunti dal mondo reale, simili a quelli con cui concretamente si servono i dolci nei momenti di festa.
In una parafrasi della cerimonia collettiva le opere in mostra enfatizzano l’aspetto profano, rivelando nella santità un mero pretesto, mentre ogni tradizione è ridotta ad ennesimo stereotipo vacanziero, degno di dépliant turistici ed esportabile al pari dei prodotti enogastronomici. Una festa in cui nulla è come appare ad eccezione dell’atmosfera ricostruita ad hoc per l’occasione. Il tutto con buona pace dei santi titolari, sempre più soli sui loro dorati piedistalli.
Carmelo Cipriani
L’ironia dei Santi
“Ci sono cretini che hanno visto la Madonna e ci sono cretini che non hanno visto la Madonna. Io sono un cretino che la Madonna non l’ha vista mai. Tutto consiste in questo , vedere la Madonna o non vederla.. I cretini che vedono la Madonna hanno ali improvvise, sanno anche volare e riposare a terra come una piuma, i cretini che la Madonna non la vedono non hanno le ali, sono negati al volo, eppure volano lo stesso, e invece di posare ricadono come se un tale, avendo il piombo alle caviglie e volendo disfarsene, decidesse di tagliarsi i piedi e si trascinasse verso la salvezza. I cretini che non hanno visto la Madonna hanno orrore di sé, cercano altrove, nelle donne, nelle preghiere, in convenevoli del quotidiano: questo porta a miriadi di altari… I nostri contemporanei sono stupidi, ma prostrarsi ai piedi dei più stupidi di essi significa pregare. Si prega così oggi, come sempre. Frequentare i più dotati non vuol dire accostarsi all’assoluto comunque. Essere finalmente il più cretino. Religione è una parola antica. “
L’intenzione trasgressiva e sacrilega di Carmelo Bene ben spiega le ragioni di questa operazione che, seppur concepita per uno spazio fieristico ed espositivo, mira ad evocare atmosfere e cerimoniali che, di fatto, intridono ogni spazio fisico e mentale dei luoghi al Sud. Luoghi di decadenza e fragilità sotterranee, luoghi contaminati da una magia che si è fatta portatrice di valori salvifici, strumento di difesa contro le continue crisi che su questa parte di mondo si sono sempre accanite come un capriccio di Dio. E’ un Sud cartina tornasole dell’intera Europa, che ha imparato ad espiare colpe nel ballo di San Vito, nella danza delle spade della notte di San Rocco, nei pellegrinaggi, nelle processioni sotto la casa del boss, nelle edicole votive ed altari improvvisati. In questo mix fecondo e particolare di spiritualità e paganesimo, emerge in un solo gesto una cultura antica che ha sempre fatto materialmente della trascendenza un passaggio appena percepibile tra l’infinitamente basso e l’infinitamente alto. Nel rito, nel sacro, nella devozione verso il Santo patrono le classi subalterne hanno sempre cercato una protezione psicologica dal male, dalla sfortuna, dalla malasorte. Perché i Santi, più di Gesù e della Madonna, hanno sempre goduto di una certa “ popolarità”, hanno sempre rappresentato qualcosa in più, custodi tutelari, simbolo di una collettività e del suo senso civico, intermediari tra popolo e quel Dio assente (lo Stato) e indifferente alla condizione della sua gente, anche nei suoi bisogni più elementari.
Da questi riti di espiazione/devozione nasce l’ultimo lavoro del Laboratorio Saccardi che, quasi a replicare la pratica degli ex voto, ha realizzato dalla fusione di 3000 monete di centesimi di euro la statua della Madonna collocata presso la Chiesa dei Quaranta Martiri di Palermo. Si tratta di una meditazione profonda e dissacratoria, colta e audace, su quel senso del sacro e del suo opposto che caratterizza la Sicilia, della quale gli artisti del Saccardi colgono gli aspetti più sinceri e contraddittori. Una riflessione che anima provocatoriamente le xilografie – realizzate in occasione della bi-personale Saccardi-Cucchi, inaugurata lo scorso novembre alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo – raffiguranti la mitica setta dei Beati Paoli al cui mito popolare, nonostante riletture e revisionismi storici, è associata la nascita della mafia in Sicilia. Lo stesso accade nella piccola effige di Santa Rosalia, amata patrona della città, apparentemente tradizionale nell’impostazione iconografica, e tuttavia ‘dissacrata’ da quel teschio che diventa un pallone e dallo stemma del calcio Palermo sul suo mantello, in un continuo slittamento semantico tra simbologia sacra e profana, vecchi desideri e nuovi miti.
Nelle riproduzioni seriali di Salvatore Masciullo non v’è differenza tra santi, nuovi e vecchi miti; ogni personaggio altro non è che il figlio del suo tempo, destinato così ad essere surclassato e dimenticato. Santi ed eroi, attori e simboli sono elementi di una personale concezione del sacro, senza soluzione di continuità, colti tutti sullo stesso piano simbolico e nella loro caducità. Le sbavature di colore, il foglio di giornale su cui la pittura è impressa, tutto dà la sensazione di trovarsi innanzi ad una pittura provvisoria, sporca, non finita. Le scritte apparentemente in contrasto con le immagini in realtà sono compendio di esse: la citazione, di fatti, non è mai banale, ha sempre una relazione con il soggetto rappresentato, espressa in un humor un po’ dandy e un po’ punk, spesso doloroso, suggerisce l’idea di un pittore in guerra con i santi oltre che con il suo mezzo espressivo.
L’ultima parabola dello svuotamento di senso del sacro, della perdita della dimensione della trascendenza lo si ravvisa nell’operazione Loschi-Fontana, una serie a quattro mani realizzata su carta da imballaggio. Nella serie di santi e papi nessuna traccia residuale di santità e potenza, neanche un accenno di metafora. Trasposta in chiave ludica, la santità si è fatta altro, sagoma vuota senza accenno di autorialità. Nell’opera “Per battere i fanti gioca coi santi” Fontana richiama un noto adagio popolare: se nel motto il concetto è che dei fanti si può anche parlare con leggerezza e in tono sfottente e irrispettoso, mentre riguardo ai santi s’impone la devozione, in questo caso l’ordine è totalmente rovesciato, tanto da supporre di poter giocare con le immagini dei santi come nel calcio balilla. Dell’idea del sacro rimane solo l’associazione mentale, suggerita dal collage dei materiali e dall’utilizzo dei suoi simboli, senza nessuna riverenza e nessuna misconoscenza ma solo per la loro forma pura in sé. Come nella croce di Big Jesus in cui il sacro tecnologico semmai assume nuova dimensione della trascendenza.
Una visione decadente e nostalgica guida la ricerca di Angelo Marinelli, il cui obiettivo fotografico nella serie The Gift indugia su luoghi di culto e preghiera, scorci di devozione popolare, basiliche, edicole votive, altari, immersi nello spazio architettonico del quotidiano eppure da esso separato, sospesi in un tempo sacro che sembra immobile e dilatato, certamente diverso dall’ordine del tempo normale. Luoghi che non sono nati sacri ma che lo sono diventati per mezzo e tramite della devozione, della preghiera, per il fatto di essere stati frequentati e percepiti come luoghi della trascendenza, ed in cui la presenza della santità altro non è che l’esito di una tradizione, di una certezza, di una necessità. Le immagini di Marinelli sono dettagli eppure da sole bastano a trasmetterci la forza evocatrice dei luoghi deputati al rito, per quanto contaminati, abbandonati, spesso svuotati di senso, vuoti altari perché è vero che, prima o poi, anche gli dei se ne vanno e di essi rimangono solo simulacri Made in China.
Katia Olivieri
ART and ARS Gallery
Via R.Orsini, 10, 73013 Galatina
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