venerdì 27 marzo 2015

Teresa Imbriani - senzadistanza


Teresa Imbriani
senzadistanza
28 marzo - 24 aprile 2015

Inaugurazione (alla presenza dell’artista): sabato 28 marzo 2015, ore 19.00 - 22.00

Carlo Gallerati è lieto di presentare senzadistanza, una mostra personale di Teresa Imbriani a cura di Carlo Garzia.

Ancora un profondo e coinvolgente lavoro intimistico: questa volta, secondo uno dei filoni prediletti dalla galleria, autoritratti di donna. Teresa Imbriani riprende e esibisce con timida circospezione parti e momenti di sé, nel dichiarato tentativo di annullare ogni distanza da tutto ciò che le è estraneo. In mostra venticinque fotografie monocromatiche di piccolo formato in edizione di soli tre esemplari, stampate su carta rag e confezionate manualmente da Teresa secondo personalissime soluzioni in tecnica mista che ne fanno oggetti di raro gusto. I cataloghi, anch’essi realizzati artigianalmente, sono altrettanti pezzi unici: uno per ciascuna delle immagini presentate. L’evento si spinge oltre la semplice esposizione delle opere, diventando anche performance: con l’artista che, nell’occasione del vernissage, si offre discretamente agli obiettivi dei visitatori, sia in pose singole che assieme a chiunque di essi desideri condividere per un attimo il ruolo di interprete.

“Quale senso può produrre l’offerta allo sguardo di un corpo ‘puro’, privato cioè di ogni connotazione psicologica ed esistenziale tranne quelle che il tempo e il vissuto lasciano su di esso come geroglifici da decifrare? Il corpo è limite, misura, guaina, fodero, corazza che dispone di uno spazio corto, ridotto, limitato da un numero sufficientemente inadeguato di arti. Esso semplicemente si dà come esistente ‘per sé’, come esistono indistintamente tutte le cose della natura, ma tende a ritornare continuamente ‘in sé’, a quella unione originaria di maschile e femminile di cui già parla Platone nel Simposio. Da oggetto misurabile solo per sottrazione e per differenze, quasi come un suono, il corpo si sforza di posizionarsi ‘senzadistanza’, di tornare cioè a con/fondersi con la totalità, con l’essenza. Teresa si è rifatta spesso non a caso al mito classico, Antigone ed Eos essenzialmente, ed è, miticamente, madre di due gemelli. La totalità mancata potrà così aprirsi alla dialettica del doppio, ripresa nella modernità dalle avanguardie, dagli specchi e le sfere di Florence Henry, Lucia Moholy e il Bauhaus o sprofondata nell’immoralismo polimorfo di Molinier, Roberte, Kiki, Tina, Merit, Gala, Nusch. Questa disponibilità assoluta e quasi neutra del proprio corpo diventa sacrificio e martirio in artisti come Gina Pane, Orlan, Abramovic, Schwarzkogler e nel gesto risolutore di Francesca Woodman che quella stessa distanza aveva cercato di ridurre con modalità sempre nuove e sempre più disperate. Per presentare il lavoro di Teresa si è scelto di costruire con non molte immagini un percorso che parte dalla fotografia di un ‘temps perdu’, un interno familiare damascato e sovraccarico e, attraverso l’esplorazione progressiva del suo corpo, di gesti, allusioni e indizi, arriva alla figura conclusiva di una fuga, una forma indistinta, quasi ectoplasmatica, l’unica a colori, che corre senza meta apparente tra i boschi alla ricerca di un dio o di un senso che non potranno mai rivelarsi.” (Carlo Garzia)

Teresa Imbriani è nata nel Salento nel 1972, vive e lavora a Bari. Dopo essersi interessata alla pittura in età giovanile, da alcuni anni si dedica alla fotografia, prima con un cellulare e ora con una macchina fotografica. Esperienza molto forte e intensa, diretta all’inizio soprattutto verso l’esterno, verso la strada, la gente, il mondo, per avvicinarsi poi a un'altra ricerca più intima, mediante l’autoscatto. senzadistanza è un tentativo di descrivere le ‘intermittenze del cuore’ e i segreti del desiderio e della paura del conoscersi, del farsi conoscere, dell’avvicinarsi, dell’unione e della fusione. È un meditato esperimento nell’indagare le soglie di quello che la prossemica definisce come spazio mentale e virtuale che separa o che unisce l’altro, l’altrui, l’altrove.

Teresa Imbriani
senzadistanza
A cura di Carlo Garzia
Galleria Gallerati (Via Apuania, 55 – I-00162 Roma – Tel. +39.06.44258243 – Mob. +39.347.7900049)
Inaugurazione: sabato 28 marzo 2015, ore 19.00-22.00
Fino a venerdì 24 aprile 2015 (ingresso libero)
Orario: dal lunedì al venerdì: ore 17.00-19.00 / sabato, domenica e fuori orario: su appuntamento
Mezzi pubblici: bus: 61, 62, 93, 310; metro: linea B, fermata Bologna (da P.Bologna: 400 m lungo V.Livorno o V.M.di Lando)
Ufficio stampa: Galleria Gallerati (ufficiostampa@galleriagallerati.it)
Informazioni: info@galleriagallerati.it, www.galleriagallerati.it, http://teresaimbriani.wordpress.com/

Via Apuania, 55 – I-00162 Roma – Tel. +39.06.44258243 – info@galleriagallerati.it – www.galleriagallerati.it


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Da Boldini a Segantini. Riflessi dell'impressionismo in Italia


35 opere di alcuni tra gli indiscussi protagonisti dell'arte italiana dell'800. Dipinti di autori che hanno partecipato alle Esposizioni Universali a cavallo due secoli.

Dal 27 marzo 2015 al 28 giugno 2015, GAMManzoni. Centro Studi per l’Arte Moderna e Contemporanea di Milano (via Manzoni 45) ospita la mostra Da Boldini a Segantini. Riflessi dell’impressionismo in Italia, che presenta 35 opere, alcune mai esposte a Milano, di alcuni tra gli indiscussi protagonisti dell’arte italiana dell’Ottocento, provenienti da prestigiose collezioni private europee.

La rassegna, curata da Enzo Savoia e da Francesco Luigi Maspes, permette di ammirare alcuni dei lavori più celebri dei maestri che hanno segnato l’arte italiana dell’800, quali Giovanni Segantini, Giovanni Fattori, Angelo Morbelli, Gerolamo e Domenico Induno, Mosé Bianchi, Giacomo Favretto, Guglielmo Ciardi, Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Telemaco Signorini, Federico Zandomeneghi, Antonio Fontanesi, Antonio Mancini.

In occasione di EXPO 2015, GAMManzoni propone un evento dedicato alle eccellenze della pittura italiana del XIX secolo, attraverso quegli esponenti che hanno partecipato, con le loro creazioni, alle più importanti Esposizioni Universali a cavallo dei due secoli, come Vienna 1873, Philadelphia 1876, Parigi 1878 e 1900, Anversa 1885, St. Louis 1904 e Milano 1906.
Il percorso espositivo presenta capolavori come La lettera di Federico Zandomeneghi, appartenuta alla celebre raccolta di Giacomo Jucker e Dall’alto di Filippo Carcano, non più esposto in Italia da circa un secolo e di proprietà di un’importante raccolta statunitense.

Tra i macchiaioli spiccano Via di Ravenna di Telemaco Signorini, anch’esso mai visto a Milano, proveniente da una nobile famiglia fiorentina, pendant dell’altrettanto celebre dipinto di analogo soggetto custodito alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma ed Esercizi di cavalleria di Giovanni Fattori che, dopo diversi decenni esce dalla collezione che lo ospita.
Tra le varie opere, si segnalano, inoltre, Scavi di Pompei di Filippo Palizzi, dalla Quadreria Edison di Milano, L’uscita dal Duomo di Mosé Bianchi, rimasta in Francia per quasi un secolo e riportata in patria da Enrico Piceni che ne curò l’acquisto da parte di uno dei più celebri collezionisti del dopoguerra e la seconda versione del Ritratto dell’attrice Emma Ivon di Tranquillo Cremona del Museo Malinverni.
Chiuderà idealmente la mostra, la straordinaria Alpe di maggio di Giovanni Segantini.

Accompagna la mostra un catalogo GAMManzoni edizioni.

Immagine: Giuseppe De Nittis, Buckingham Palace, olio su tela, 39 x 56 cm

Ufficio stampa
Anna Defrancesco | CLP Relazioni Pubbliche: anna.defrancesco@clponline.it

GAM Manzoni Centro Studi per l'Arte Moderna e Contemporanea
via A.Manzoni, 45 - 20121 Milano
Orari:
Da martedì a domenica: 10:00 -13:00 / 15:00 - 19:00
APERTURE STRAORDINARIE
domenica 5 aprile - lunedì 6 aprile - sabato 25 aprile - venerdì 1° maggio - martedì 2 giugno
PREZZI:
Biglietto intero: € 6
Biglietto ridotto: € 5 scolaresche (presentando alla cassa lista completa degli studenti), gruppi compresi tra le 10 e le 25 persone, soci Fai e soci Touring Club.
Entrata gratuita: bambini da 0 a 10 anni e diversamente abili presentando alla cassa documento d'invalidità.

DA BOLDINI A SEGANTINI
dal 27/3/2015 al 28/6/2015


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Vincenzo Agnetti. Testimonianza




Il rigore analitico e la poeticita' inquieta come complementari parole d'ordine di una ricerca tesa a sostituire l'oggetto con il linguaggio, la presenza con l'assenza, lo scorrere progressivo del tempo con il dimenticare a memoria.

a cura di
BRUNO CORA'
in collaborazione con
ARCHIVIO AGNETTI

La Galleria Il Ponte presenta, in collaborazione con lo Studio Visconti di Milano, un importante nucleo di opere di Vincenzo Agnetti, un artista che dalla prima personale tenuta nel 1967 alla morte prematura avvenuta nel 1981, si è dedicato all’attività artistica ed extra-artistica (di scrittore e teorico) con assoluta coerenza e lucidità di pensiero.

Dopo essersi diplomato all’Accademia di Brera e aver frequentato il Piccolo Teatro di Milano, dalla fine degli anni Cinquanta si avvicina alla pittura informale nonché alla poesia, per poi intraprendere una collaborazione con il gruppo milanese Azimuth, seguita dall’autonoma formulazione del rifiuto di dipingere attraverso il cosiddetto “liquidazionismo” o “arte no”.

Dalla seconda metà degli anni Sessanta, mediante l’uso di diversi media (feltro, bachelite, fotografia, testi a stampa, registrazioni vocali e performances) Agnetti formula gli assiomi, in apparenza ossimorici, di un’analisi dell’atto stesso del fare artistico anticipatrice di alcune delle di poco successive ricerche internazionali.
Assioma (luce come ultimo punto dell’oscurità) (1971), Assioma 4. In principio era la negazione in attesa dello stupore (1971), Il sistema usa gli oggetti come veicolo e le idee come combustibile (1972), Dati due o più istanti lavoro vi sarà sempre una durata-lavoro contenente gli istanti dati (1973), sono soltanto alcune delle asserzioni postulate dall’artista per teorizzare una crisi del linguaggio (1972) dove Chi entra esce (1970/1971) e Chi esce entra (1970/1971); ovvero dove le consuete antinomie tra due elementi o concetti opposti trovano risoluzione in un’unità paradossale ma rigorosa, e soprattutto capace di evidenziare le estensioni così come le contraddizioni intrinseche all’espressione linguistica.

Dalla seconda metà degli anni Settanta, questo innescare una molteplicità interpretativa mediante associazioni apparentemente prive di senso, condurrà Agnetti ad intraprendere un procedimento analitico sulla fotografia, dove l’intervento grafico, la manipolazione combinatoria e l’aggiunta di un vissuto biografico-culturale trasformeranno gli scatti anonimi, costituenti la serie Dopo le grandi manovre, in veicoli di memorie personali, di pulsioni mentali e di afflati poetici.

La mostra si propone quindi di ripercorrere la ricca produzione di un artista che ha scelto il rigore analitico e la poeticità inquieta come complementari parole d’ordine di una ricerca tesa a sostituire l'oggetto con il linguaggio, la presenza con l'assenza, lo scorrere progressivo del tempo con il dimenticare a memoria.

Ufficio stampa Susanna Fabiani, susy@galleriailponte.com

Inaugurazione 27 marzo ore 18

Galleria Il Ponte
via di Mezzo, 42b Firenze
lun-ven 15.30-19, sab su appuntamento
ingresso libero



VINCENZO AGNETTI
dal 27/3/2015 al 10/5/2015

lun-ven 15.30-19, sab su appuntamento

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giovedì 26 marzo 2015

L’Arte del Gran Premio di Bari - Le Macchine Cele(b)ri


L’Arte del Gran Premio di Bari
Le Macchine Cele(b)ri
collettiva d'arte contemporanea
evento artistico collaterale in programma* nel Gran Premio di Bari
10 aprile 2015 - ore 19,30

A Bari la Galleria Forma4 è in pole position sul circuito del GRAN PREMIO DI BARI


Due Passioni per un percorso univoco, Arte & Motori, il binomio è possibile.
Ieri come oggi l'Arte mette in moto, cambia marcia e si fa strada!
Esiste un filo conduttore che accorcia le distanze fra due mondi - tanto apparentemente lontani quanto intimamente uniti – sotto il segno della grande passione per il Bello. Arte&Motori, il binomio è davvero possibile. Un incontro fortuito fra due passioni che, già nel secondo dopoguerra, si sono incrociate in una Bari che, da impareggiabile location, ha vissuto un momento radioso e memorabile fra il 1947 e il 1956. Furono ben nove le brillanti edizioni del Gran Premio che sancirono di diritto l’ingresso del capoluogo pugliese nella storia delle capitali mondiali della Formula Uno. Ieri come oggi, lungo quello stesso filo conduttore - già riannodato nel 2010 con la prima edizione della “Rievocazione Storica del Gran Premio” - l'Arte mette in moto, cambia marcia e si fa strada. Il circuito, anche simbolico, è lo stesso di quello tracciato per quell’auto d'epoca che col suo “cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo” appare più bella della Vittoria di Samotracia. Ieri come oggi, le macchine d’epoca sempre più celeri diventano cele(b)ri, intrecciando energia e velocità lungo lo stesso rettilineo – quello della storia - su cui solo gli artisti sanno apporre il loro sigillo indelebile.
Flavia D’Alessandro

"… Macchine improbabili, impossibili, macchine inutili: che siano lette in positivo o in negativo si tratta di indiscussi simboli della modernità. Quando poi al centro delle riflessioni dell’arte vi è una classe particolare di veicoli, rappresentato dalle auto d’epoca, ecco che il discorso si fa più ampio sfiorando i poli della storia, della tecnologia e dell’estetica. Di fronte a dei veicoli d’epoca si è colti dalla sensazione che ci sia qualcosa da salvaguardare storicamente, che rende tali veicoli così celebri, per quanto non più celeri come un tempo, di fronte al progredire tecnologico. …"
Giuliana Schiavone


Artisti in mostra: Dario Agrimi, Pierluca Cetera, Flavia D'Alessandro, Gianni De Serio, Antonio Giannini, Beppe Labianca, Massimo Nardi, Francesco Sannicandro, Lino Sivilli, Arianna Spizzico,Beppe Sylos Labini


Intervengono :

Dario Catalano - Presidente Old Cars Club Bari
Silvio Maselli - Assessore alle culture e turismo Comune di Bari
Michele Ferrandina - Group Manager Fineco Bank, Bari
Flavia D’Alessandro - Art Director
Vito Caldaro - Gallerista



Scheda info:

Le macchine cele(b)ri
collettiva d’arte contemporanea
evento artistico in programma nel Gran Premio di Bari
direzione artistica: Flavia D'Alessandro
testo critico: Giuliana Schiavone
ufficio stampa: Amalia Di Lanno
graphic designer: Menico Spizzico
in collaborazione con GLO.CO.S - agenzia comunicazione


Galleria Forma4
via Argiro, 73
70121 - Bari
10 aprile - 4 maggio 2015
Inaugurazione: 10 aprile 2015 - ore 19,30


Orari visita:
tutti giorni esclusa domenica
10:00 - 13:00 / 16:00 - 19:00
Aperta dal 1 al 3 maggio 2015 in occasione del G.P. di Bari
Tel. 080.561.22.71 / 346.62.60.299 / 347.48.31.440


*Evento Ufficiale Gran Premio di Bari
24 Aprile 2015 è la volta della formula uno che si mette in mostra con prestigiosissimi Bolidi d’Epoca per gli amanti del bello, si potranno ammirare in dialogo le opere dell’artista Enzo Guaricci e dei vincitori del concorso ‘’Riscrivi il manifesto del Gran Premio” seconda borsa di studio ‘Nunzio Canta’in collaborazione con l’Accademia di belle Arti di Bari, filmati originali del Gran Premio storico e foto delle scorse edizioni. Sarà la Sala Murat in piazza del Ferrarese a Bari ad ospitare la mostra “Circuito tracciaTO, tra ieri e oggi”, direzione artistica Flavia D’Alessandro per Old Cars Club Bari.

Auguriamo a tutti una buona corsa ad Arte!

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martedì 24 marzo 2015

DALI', EROTICI PALATI SURREALISTI: LES DINERS DE GALA

PER LA RASSEGNA "DISCORSI IN GALLERIA":
I 5 SENSI

II appuntamento

Il tatto e l'olfatto

Venerdì, 27 marzo ore 20,00
Galleria Orizzonti Arte Contemporanea


DALI', EROTICI PALATI SURREALISTI: LES DINERS DE GALA
Conferenza audiovisiva a cura della Prof.ssa Claudia Attimonelli (Università A. Moro di Bari)


L’immaginario tattile e sensuale di Salvador Dalì è la prima fessura dalla quale sbirciare un universo composto da visioni – o forse allucinazioni – surrealiste e ricche di associazioni sinestetiche. Gli orologi molli attraverso cui misurare un tempo matto, le curve muliebri riconfigurate in cassetti socchiusi, una rosa che medita rossa e rorida nel cielo gonfio di sensualità accanto allo stravagante e rarissimo volume concepito dall’artista nel 1971 dal titolo Les Diners de Gala e dedicato alle sue due passioni, la cucina e Gala Éluard Dalí.

Gala, una donna russa il cui nome originario era Elena Dmitrievna D’jakonova è stata una bellissima modella, un’artista e una menager d'arte, nonché moglie e soggetto di numerose e celebri opere di Salvador Dalí. Presente in tutte le tappe iconografiche dell’artista, dalla giovinezza alla vecchiaia, la coppia, giocosa e innamorata ci introduce in un mondo per certi versi ancora tanto inesplorato del grande genio del secolo scorso.

“Quando avevo sei anni volevo fare il cuoco”, così dichiarò una volta Dalì e sublimò il sogno infantile realizzando un’opera editoriale che mescola erotismo e cibo attraverso ricette sensuali e gustose, corredate da immagini, collage e dipinti straordinari.
Partiremo da qui per perderci nei mondi liquefatti e onirici di Dalì e della sua musa ispiratrice Gala.
(Claudia Attimonelli)


A seguire, in onore del grande artista, cultore di vini e della buona tavola e aiutati dal Sommelier Michele Saponaro, DEGUSTEREMO IL VINO RISERVA

ELEGIA
Primitivo di Manduria D.O.P.
della Cantina Produttori Vini Manduria

a cura del sommelier Michele Saponaro

Salvador Dalì era "vizioso e sofisticato"; un artista che sublimava moltissimo il piacere carnale con il piacere della tavola.
I due grandi personaggi, complici, leali, amici di gioco, hanno costruito insieme un mondo d'arte, leggero, allegro, elegantemente trasgressivo e sensuale, che hanno lasciato a noi attraverso le performance e le opere di Dalì.
Le loro affinità elettive, le loro passioni comuni, il loro riconoscersi e cercarsi, li hanno trasportati fino a noi, sfidandosi, con forza, coraggio e determinazione, a durare nel tempo.

Non sarebbe esistito Dalì se non ci fosse stata Gala!

Vi aspetto numerosi.
:))))))))))

Gabriella


Evento sostenuto e organizzato in collaborazione con:
Relais La Sommità - Ostuni

Sponsor ufficiale:
Via Giusti 51 - Ostuni

Dettagli:
VENERDI' 27 MARZO

DALI', EROTICI PALATI SURREALISTI: LES DINERS DE GALA
CONFERENZA AUDIOVISIVA a cura di Claudia Attimonelli

ore 20,00 - INGRESSO LIBERO

Galleria Orizzonti Arte Contemporanea
Piazzetta Cattedrale
Ostuni

T. 0831.335373 / 348.8032506
www.orizzontiarte.it


PRODUTTORI VINI MANDURIA S.c. A.
MAESTRI IN PRIMITIVO DAL 1932
Consorzio Produttori Vini Manduria
Anna Gennari
P.R. Eventi e Comunicazione
T. +39 099 973 53 32 -230
annagennari@cpvini.com
www.cpvini.it
www.museodelprimitivo.it
www.alceosalentino.it

RELAIS LA SOMMITA'
La Sommità
Via Petrarolo, 7 (centro storico)
Ostuni
T. 0831 305925 - info@lasommita.it
www.lasommita.it


B&B ViaGiusti51
Viagiusti51
Ostuni
T. +39 3388214884
www.viagiusti51.it 

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BraeraKlasse

BraeraKlasse - Inaugurazione sabato 28 marzo
Ex Chiesa di San Carpoforo, via Marco Fomentino, 10, Milano

Giacomo Costa | Francesco Dipierro | Alessandro Ligato | Simona Luchian | Silvia Maietta | Alessia Mazzoleni | Filippo Messina | Delaram Mirnaghibi | Sylvia Morin | Andrea Morlacchi | Gloria Pasotti | Lorenzo Piovella | GianMarco Porru | Mina Poostdooz | Valentina Riboli | Giovanni Sellari | Smich Lov | Giulia Spreafico | Mattia Toselli | Andrey Ursynòw | Rui Wu | Florian Zvba

Sabato 28 marzo alle ore 16.00 inaugura la mostra “BraeraKlasse” allestita negli spazi dell'ex Chiesa di San Carpoforo a Milano. Sono esposte le opere degli studenti del Biennio Specialistico di Fotografia dell'Accademia di Belle Arti di Brera, selezionate dai docenti Paola Di Bello, Luca Panaro, Marco Senaldi e Davide Tranchina.

La mostra è indirizzata a ricercare un certo tipo di fotografia, all'insegna di continue riflessioni sul linguaggio, ma anche di un’uscita dalle logiche classiche che ancora governano questa disciplina. Pertanto l'immagine fotografica si presenta nelle opere degli studenti con modalità diverse, aprendo alle nuove tecnologie, senza necessariamente utilizzarle, così come ai più tradizionali supporti. Si ritrovano nel percorso espositivo le modalità operative più diffuse nel panorama artistico internazionale, dalla performance all'installazione ambientale. Opere video, interviste a protagonisti dell'arte italiana, immagini statiche e in movimento, gif animate, light box, ma anche fotografie d'archivio e photobook concepiti per riassumere la complessità di un progetto o per favorire la relazione con un pubblico attivo e partecipante.

La mostra documenta la ricerca artistica di BraeraKlasse, una classe allargata del Biennio specialistico di Fotografia, che comprende studenti di varie età che hanno frequentato la scuola negli ultimi anni. Il Biennio Specialistico di Fotografia fa parte del Dipartimento di Progettazione e Arti Applicate, scuola di Nuove Tecnologie per l’Arte. Nato nel 2006 come esperienza formativa unica in Italia, il Biennio Specialistico di Fotografia, accosta l'alta istruzione artistica dell'Accademia di Belle Arti di Brera a una più mirata didattica sul linguaggio fotografico.



Orari di apertura
lun - ven. 8.30 - 18.30
Contatti
braeraklasse@gmail.com
+39 329 3676692

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lunedì 23 marzo 2015

Shirin Neshat. Making Histories


The first exhibition of the Yarat Collection marks the opening of the new museum, it focuses on artists from the Caucasus, Central Asia and neighbouring countries. Contemporary "The Home of My Eyes" a new commission, produced Neshat that includes two earlier works and seminal video installations.

Making Histories

Curator Suad Garayeva

YARAT is to open a new centre for contemporary art in March 2015 in Baku, Azerbaijan. YARAT Contemporary Art Centre will be the first permanent space for YARAT. It is housed in a converted Soviet-era naval building overlooking the Caspian Sea which acted as a maintenance base for navy ships in the 1960s. The conversion has created a sumptuous 2,000m2 exhibition space spread over two floors. The building will showcase four temporary exhibitions a year by leading international artists, highlighting emerging movements and new commissions, as well as housing YARAT Collection displays and a new library. The auditorium provides a dedicated space for screenings, performances and YARAT’s educational events. An organic café completes the centre by providing a space for informal discussions and gatherings. The new Yarat ‘CAC’ is conceived as a dedicated hub for contemporary art and art education not only for Azerbaijan, but the wider region as a whole.

Aida Mahmudova, YARAT’s Founder and Creative Director, says “I am delighted we’ve reached this milestone in YARAT’s work. This centre will give us even more opportunity to engage with artists, audiences and institutions internationally and to further develop our education programme, which is at the core of our activities. For centuries Baku has been a site for cultural exchange and creativity - our art centre will extend this within a contemporary context".

The YARAT Collection is presented for the first time with the opening of the new centre and focuses on artists from the Caucasus, Central Asia and neighbouring countries. Baku is the perfect common ground for the arts from this region: similarities in religion, language, and a common Soviet past between the various nationalities have been further reinforced by the dramatic socio-economic changes of the last twenty years. Connecting to global markets and influences for the first time in 70 years, artists were among the first to react and subsequently negotiate and reflect this transition in their works.

The first exhibition of the collection, entitled 'Making Histories', will bring together seminal works across varied media that are historically connected to the geo-culture of Azerbaijan and the potent sense of identity catalysed by exposure to radical socio-political changes. Some artists reference the symbolism of ancient traditions, some find nostalgia in transitory moments of the everyday, some question infallibility of existing narratives, while others project quasi-utopian optimism for a better future. Nevertheless, all works shown in this exhibition are explorations into what it means to be alive today and construct, block by block, the new histories of tomorrow.

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24 March - 23 June 2015

Shirin Neshat
The Home of My Eyes

curator: Dina Nasser-Khadivi

To mark the opening of YARAT Contemporary Art Centre in Baku on 24 March 2015, YARAT is delighted to announce the exhibition Shirin Neshat: The Home of My Eyes. This is a major new commission, produced following the artist’s time in Azerbaijan and also includes two of Neshat’s earlier works, the seminal video installations Soliloquy (1999) and Passage (2001) and is guest curated by Dina Nasser-Khadivi.

Shirin Neshat’s work has explored the complexities of cultural identity, gender and power to express a vision that embraces Persian traditions and contemporary concepts of individuality. In her recent photographic work, she has focused on the portrait as a prism to reveal the cultural dynamics and personal histories of her subjects, exploring the narratives that can be ‘read’ in an individual.

This new commission, The Home of My Eyes (2015), builds on Neshat’s growing interest in portraiture. During time spent in Azerbaijan in 2014, she photographed over fifty individuals who came from communities across the country, ranging from two to eighty years old. While taking the photographs, Neshat asked participants a series of questions regarding their cultural identity and their concept of home. The resulting responses are written in calligraphy overlaying the portraits. The assembled images make up a monumental installation which fills two entire walls of one of the eleven metre-high exhibition galleries of YARAT Contemporary Art Centre, a converted Soviet-era naval building.

As Shirin Neshat explains herself: “I consider the new series of images a portrait of a country that has for so long been a crossroads for many different ethnicities, religions, and languages. This series combines fifty-five portraits of men and women from different generations to create a tapestry of human faces which pays tribute to the rich cultural history of Azerbaijan and its diversity.”

Shirin Neshat, an Iranian-born artist, is widely acclaimed for her powerful video installations and photographs. Neshat’swork frequently refers to the social, cultural and religious codes of societies and the dynamics of certain oppositions, creating stark visual contrasts through motifs such as light and dark, black and white and male and female.

Neshat left Iran in 1974 to study, returning to Iran for the first time in 1990 on a formative trip, which inspired ground-breaking work. Between 1993 and 1997, she produced a series of innovative black and white photographs called Women of Allah, in which she superimposed Farsi calligraphy on the hands and faces of her subjects. She became internationally recognised in 1999 when her film Turbulent won the international prize at the Venice Biennale and, in the following year, she was the subject of a solo exhibition at the Serpentine Gallery in London. She has received a number of prizes, including the Crystal Award at the World Economic Forum, Davos 2014, the Grand Prix of the Biennale in Korea 2000, and the Silver Lion for Best Director at the Venice International Film Festival for her first feature-length film Women Without Men in 2008.

Neshat’s work has been shown worldwide in group and solo exhibitions, including the Detroit Institute of Arts, 2013; the Mori Art Museum, Tokyo, 2013; Yorkshire Sculpture Park, 2011; the Stedelijk Museum in Amsterdam, 2006; Walker Art Center in Minneapolis, 2002; National Museum of Contemporary Art in Athens, 2001; Kunsthalle Wien in Vienna, 2000; and the Whitney Museum of American Art in New York, 1998. She has participated in major biennales including Venice, Sydney, Johannesburg, Istanbul and the Whitney Biennale. She has also participated in film festivals including the Chicago International Film Festival, San Francisco International Film Festival and the Tribeca Film Festival.
Shirin Neshat lives and works in New York.

Image: Shirin Neshat, Anna from The Home of My Eyes series, 2015, Silver gelatin print and ink 152.4 x 101.6 cm. (60 x 40 in.) ©Shirin Neshat. Courtesy of the artist and Gladstone Gallery, New York and Brussels


Press contact:
Jamila Orujova - PR Manager Phone: +994 12 5051414 jamila.o@yarat.az

Yarat Contemporary Art Centre
Sabail District, Bailovo district, Baku, Azerbaijan, AZ 1000
Hours: 11 a.m. – 8 p.m.
Except Tuesdays: 11 a.m. – 10 p.m.
entrance free
Making Histories / Shirin Neshat
dal 23/3/2015 al 1/10/2015

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