lunedì 28 aprile 2014

Tony Fiorentino_SHADOWS



Tony Fiorentino
SHADOWS

6 Maggio - 20 Giugno

Doppelgaenger
Palazzo Verrone
Bari

Martedì 6 maggio alle ore 19 la galleria Doppelgaenger inaugura Shadows, mostra personale di Tony Fiorentino.

Tony Fiorentino è ospite per la prima volta in Puglia – sua terra d’origine – presso gli spazi di Palazzo Verrone, sede di Doppelgaenger, dopo il progetto Dominium Melancholiae, curato dalla galleria per lo Spazio Salenbauch di Venezia.

Le ombre di Tony Fiorentino vanno intese come presenze che hanno contribuito alla determinazione dell’opera e che si materializzano dando vita a un percorso d’installazioni, sculture e video.

Quasi autobiografia plastica e per immagini, Shadows racconta le esperienze vissute dall’artista con persone partecipi di momenti di vita e suggestioni, tanto da diventare esse stesse frazioni di narrazione e fotogrammi, se pure tridimensionali e in movimento.

Nella propria materialità, nel proprio apparire sensibile, ogni opera conserva la presenza delle casualità e diviene traccia delle conversazioni dell’artista.

Ciascun lavoro è il racconto di un incontro, di un momento fuori dallo studio; sono trasformazioni seguite e indagate attraverso l’uso di diverse materie che Tony Fiorentino plasma in ambigui oggetti a reazione poetica.

In catalogo sarà presente un testo di Paola Tognon, storica e critica d’arte.

Doppelgaenger
Palazzo Verrone
Bari
Chiuso fino a Martedì 17.00 - 20.00

Telefono 392 820 3006

segnala:
amalia di Lanno

Gustave Doré (1832-1883). La fantasia al potere


Gustave Doré è indubbiamente uno dei più prodigiosi artisti del XIX secolo. Appena quindicenne, intraprende una carriera di caricaturista prima e di illustratore professionista poi - che gli procurerà una fama internazionale – prima di dedicarsi a tutti i settori della creazione: disegno, pittura, acquerello, incisione, scultura.
Lo sconfinato talento di cui Doré è dotato porta l’artista a coltivare inoltre svariati generi, dalla satira alla storia, realizzando così, uno dopo l’altro, quadri giganteschi e tele più intime, brillanti e luminosi acquarelli , disegni a inchiostro sfumato di grande virtuosismo tecnico, vignette graffianti realizzate a penna, incisioni, illustrazioni bizzarre e perfino sculture barocche, stravaganti, monumentali, enigmatiche...

In veste di illustratore, Doré si è misurato con i testi più importanti (La Bibbia, Dante, Rabelais, Perrault, Cervantes, Milton, Shakespeare, Hugo, Balzac, Poe), diffondendo così, di nazione in nazione, la cultura europea. Per questo motivo, l’artista occupa una posizione di fondamentale importanza nell’immaginario contemporaneo, da Van Gogh a Terry Gilliam, senza dimenticare l’influsso che ha esercitato sul fumetto; una serie di aspetti, che questa prima retrospettiva organizzata a trenta anni di distanza dalla precedente, intende esplorare.



Comitato scientifico Edouard Papet, conservatore capo al museo d'Orsay
Philippe Kaenel, professeur titulaire d’histoire de l’art à l’Université de Lausanne
Paul Lang, sous-directeur et conservateur en chef au musée des beaux-arts du Canada


In collaborazione con la Biblioteca nazionale di Francia

La mostra è inoltre presentata a Ottawa, museo delle belle arti del Canada, dal 12 giugno al 14 settembre 2014

Fonte:
www.musee-orsay.fr/



segnala:
amalia di Lanno

sabato 26 aprile 2014

Presentazione libro: La contestazione dell’arte di Stefano Taccone



Lunedì 28 aprile alle ore 18 presso l’aula Paolo Rosa – RUFA Rome University of Fine Art verrà presentato il libro di Stefano Taccone “La contestazione dell’arte”.
Oltre all’autore, interverrà Patrizia Ferri.
Il volume, edito dalla Phoebus Edizioni, è inserito nella collana “Aisthesis”, diretta da Salvatore Manzi.

Tra la metà del decennio sessanta e i primi anni del decennio settanta, a Napoli ed in altri centri limitrofi, si registrano una serie di esperienze che, rinvenendo nella contestazione il loro “motore concettuale”, tendono ad eccedere il conchiuso spazio tradizionalmente de¬putato al fenomeno artistico per invadere la vita ed identificarsi il più possibile con essa, riprendendo il progetto delle avanguardie di inizio secolo. L’arte diviene così strumento di contestazione della società, della politica, dell’economia, ma anche di se stessa, del suo sta¬tuto mercantile, della sua stessa fondazione come disciplina finalizzata alla separazione.
Prendendo le mosse dall’attività assolutamente pionieristica di Giuseppe Desiato, l’autore ricostruisce le varie tappe della vicenda - i gruppi legati a Luigi Castellano (Luca), come il Gruppo Studio Proposta 66 o la Prop-Art; il Teatro Comunitario di Toni Ferro; la Gal¬leria Inesistente; Riccardo Dalisi con le sue pratiche animatorie al Rione Traiano – resti¬tuendo un quadro generale che ribalta finalmente le tradizionali accuse di provincialismo e proietta l’area campana entro una temperie assolutamente internazionale.

Stefano Taccone (Napoli 1981) insegna Stile, Storia dell’arte e del costume 3 presso RUFA - Rome University of Fine Arts. Critico e curatore indipendente, ha al suo attivo numerose pubblicazio¬ni, cataloghi e curatele di mostre personali e collettive. Dal 2007 collabora stabilmente con la rivista “Segno”. Nel 2010 apre il blog www.cominciaadessoblog.blogspot.it. Nel 2012 è tra i fondatori dello spazio indipendente di.St.Urb (distretto di studi e relazioni urbane) di Scafati (Salerno). Tra le sue pubblicazioni Hans Haacke. Il contesto politico come materiale (Plectica, Salerno, 2010) e La contestazione dell’arte (Phoebus, Casalnuovo di Napoli, 2013).

Patrizia Ferri è storica, critica d'arte e curatrice indipendente. Scrive su quotidiani e riviste di settore, tra cui “Flash Art”, della quale è collaboratrice e corrispondente per Roma e il Lazio. Docente di Storia dell'Arte Contemporanea (ABA di Frosinone) e del Dottorato di Ricerca in Tecnica urbanistica, La Sapienza - Università di Roma.

AULA PAOLO ROSA - RUFA ROME UNIVERSITY OF FINE ART
Via Taro, 14
(00199) Roma, ITALIA
Tel. / Fax +39 06.85865917
biblioteca@unirufa.it www.unirufa.it

PHOEBUS EDIZIONI
Corso Umberto I, 119
(80013) Casalnuovo di Napoli, ITALIA
Tel. / Fax +39 081.5224188
phoebusedizioni@gmail.com



segnala:
amalia di Lanno

La scultura e il suo sguardo. To continue. Notes towards a Sculpture Cycle: Parte seconda: Sguardi.


La scultura e il suo sguardo
Simone Menegoi e Francesco Stocchi in conversazione
Introduce Stefania Frezzotti
30 aprile ore 17.30
Sala del Mito
Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma



La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Nomas Foundation sono liete di annunciare la conferenza La scultura e il suo sguardo nell’ambito di To continue. Notes towards a Sculpture Cycle: Parte seconda: Sguardi.
Per l’occasione i curatori Simone Menegoi e Francesco Stocchi presenteranno le ricerche da loro intraprese sul rapporto tra fotografia e scultura nella produzione artistica moderna e contemporanea.

Le mostre The Camera's Blind Spot (MAN, Nuoro, 2013) a cura di Simone Menegoi e Brancusi, Rosso, Man Ray. Framing Sculpture (Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam, 2014) a cura di Francesco Stocchi, hanno segnato il recente dibattito su rappresentazione e punto di vista nella visione. La conversazione tra i due curatori intende approfondire la discussione sull’evoluzione e la trasformazione dello sguardo dell’obbiettivo sull’oggetto scultoreo e su come l’immagine sia stata capace di farsi materia. Il mezzo di riproduzione meccanica non si è limitato ad avere una funzione documentaria, ma è riuscito ad ampliare il campo del visivo, a studiare la forma nel dettaglio, a riposizionare il soggetto artistico, fino a sviluppare una tridimensionalità dell’immagine.

To continue. Notes towards a Sculpture Cycle prosegue il percorso di ricerca sui linguaggi nelle arti visive che Nomas Foundation ha intrapreso negli ultimi anni con A Theatre Cycle, 2013; A Painting Cycle, 2012; A Film Cycle, 2011; A Performance Cycle, 2010.

To continue. Notes towards a Sculpture Cycle è un’indagine sulla scultura che parte da un nucleo di opere della collezione di Nomas Foundation e affronta il racconto del medium in tre capitoli, ciascuno dedicato a uno specifico aspetto.

La lista di verbi che elenca possibili azioni su materiali non specificati, compilata da Richard Serra nel 1967, termina con la nota ‘da continuare’. Se il secolo appena trascorso ha ampliato le possibilità operative sul e del medium, è anche vero che la scultura ha mantenuto nella sua lunga storia una continuità con i suoi inizi, ritornando sulle sue ragioni e modalità di esecuzione in maniera ciclica.
Sguardi, secondo appuntamento di To continue. Notes towards a Sculpture Cycle, offre una riflessione sulla scultura attraverso la relazione tra occhio e oggetto capace di restituire la forza narrativa e l’inclinazione alla suggestione della scultura attraverso il tempo. La mostra intende investigare le modalità attraverso le quali lo sguardo sul soggetto scultoreo possa trasformarsi successivamente in oggetto tridimensionale e al contempo mette in discussione le condizioni di visione dell’opera. Lo studio e la rappresentazione della scultura, il modo in cui essa viene filtrata attraverso l’obiettivo, la diversa percezione del soggetto e del dettaglio nell’esperienza diretta e nella costruzione di un immaginario, diventano argomento di indagine di Sguardi. To continue. Notes towards a Sculpture Cycle. Le opere in mostra evidenziano come la fotografia e il video siano stati capaci di trasformarsi in scultura e come quest’ultima si possa fare immagine, sottolineando come l’opera d’arte viene costruita e restituita e come la direzione dello sguardo sia sempre in continua evoluzione.

To continue. Notes towards a Sculpture Cycle mette a confronto il presente con il passato, e Nomas Foundation con il tessuto narrativo della città. Il programma di approfondimento di Sguardi include un itinerario affidato ad Anna Franceschini, una visita allo studio di Luigi Ontani, una conferenza con i curatori Simone Menegoi e Francesco Stocchi e una conversazione tra Davide Servadei, Luisa Gardini e Luigi Ontani, organizzate in collaborazione con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna.

(to continue)


Simone Menegoi è critico e curatore d’arte contemporanea. Insieme a Cecilia Canziani ha ideato e cura ZegnArt Public, un programma di commissioni di opere pubbliche (all’estero) e residenze per artisti (in Italia) sostenuto dal gruppo Ermenegildo Zegna. Collabora regolarmente alla rubrica Critic’s Picks di artforum.com.
Dal 1997 al 2003 ha lavorato principalmente come giornalista. È stato redattore di Tema Celeste, del Giornale dell’Arte e, per due anni, collaboratore del Corriere della Sera. Dal 2006 al 2008 ha tenuto la rubrica “Focus” sulla rivista Mousse e dal 2009 al 2012 la rubrica “Pioneers” su Kaleidoscope. Dal 2005 cura mostre in spazi privati e pubblici, in Italia e all’estero. Fra le mostre recenti: LE SILENCE. Une fiction, Nouveau Musée National de Monaco, Principato di Monaco, 2012; Bouvard and Pécuchet’s Compendious Quest For Beauty, David Roberts Art Foundation, Londra (co-curata con Chris Sharp), 2012; The Camera’s Blind Spot. Scultura / fotografia: esempi recenti, MAN, Nuoro, 2013; Le statue calde. Scultura - corpo - azione, 1945-2013, Museo Marino Marini, Firenze, 2014; Michael E. Smith, Triennale di Milano, 2014 (co-curata con Alexis Vaillant). Ha scritto testi critici comparsi nelle pubblicazioni di varie istituzioni internazionali, fra cui Tel Aviv Art Museum, CIAP Île de Vassivière, Ludwig Museum (Budapest), New Museum (New York), Fondazione Galleria Civica di Trento in collaborazione con Salzburger Kunstverein e Villa Arson (Nizza), Kunstforum Ludwig di Aachen.

Francesco Stocchi è curatore d'arte moderna e contemporanea presso il museo Boijmans Van Beuningen. Ultime mostre Framing Sculpture – Brancusi, Rosso, Man Ray, sul rapporto fra scultura e rappresentazione e Minimal Myth, che analizza l’influenza del Minimalismo sulla produzione contemporanea.

Membro del comitato consultivo della collezione Lenikus a Vienna per la quale gestisce il programma di residenze d’artisti.
Fondatore della rivista AGMA, trimestrale di critica per immagini dedicato alla produzione di mostre, è stato per dieci anni collaboratore della rivista Artforum. Scrive regolarmente per varie pubblicazioni del settore, ultimi saggi “Ogni atto critico è un atto creativo” per il catalogo When attitudes become form Bern 1969-Venice 2013 e “Medardo Rosso – La forma della luce”. Ha recentemente pubblicato la monografia Francesca Woodman Photographs 1978-1981.


To continue. Notes towards a Sculpture Cycle
Parte Seconda: Sguardi

Michael Dean, Anna Franceschini, Ryan Gander, Hannah James, Heike Kabisch, Luigi Ontani, Erin Shirreff, Wolfang Tillmans

A cura di Cecilia Canziani e Ilaria Gianni
con la collaborazione di Michela Tornielli e Stefano Vittorini

17 aprile - 27 maggio 2014
Nomas Foundation
Viale Somalia, 33, Roma

Documenti e apparati:
Un suggestivo cortometraggio realizzato nel 2004 e diretto dal regista Michelangelo Antonioni dal titolo Lo sguardo di Michelangelo sarà proiettato nell’ufficio, che in occasione di questo ciclo dedicato alla scultura è stato trasformato in uno spazio di approfondimento, visione e condivisione della ricerca.

In collaborazione con / In collaboration with:
Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma

Sponsor tecnico / Technical Sponsor:
Whisper Systems
www.whisper-system.net



segnala:
amalia di Lanno

giovedì 24 aprile 2014

Le amazzoni della fotografia dalla collezione di Mario Trevisan


Le amazzoni della fotografia
dalla collezione di Mario Trevisan

fino al 14 luglio 2014
Palazzo Fortuny, Venezia

Un settore culturale dove le donne eccellono suggestivamente, rispetto all’apparato maschile tradizionale, è certamente quello della Fotografia, che oggi conta centosettantacinque floridi anni, dopo l’invenzione “meravigliosa” di Daguerre.

Tra le più grandi figure della storia della fotografia, risaltano, in primis, autori come Julia M. Cameron, negli anni Settanta dell’Ottocento, e poi, nel Novecento, Margaret Bourke White, Dora Maar, Lisette Model, Diane Arbus, Nan Goldin e molte altre, autentiche “star” del nostro tempo, amazzoni sul sentiero delle immagini d’avanguardia, testimoni sensibili e accorate della vita del mondo.

“La fotografia, oltretutto – come scrive Italo Zannier, che cura l’esposizione promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia nell’ambito di Primavera a Palazzo Fortuny dall’8 marzo al 14 luglio -ha liberato anche dalle difficoltà operative manuali, alcune lungamente considerate maschili, offrendosi innanzitutto come linguaggio astratto, concettuale, poetico”.

La rassegna presenta una significativa antologia di fotografie eseguite a partire dalla seconda metà dell’Ottocento fino ai giorni nostri, offrendo un particolare panorama storico e linguistico dovuto alla passione e alla accurata ricerca del collezionista veneziano Mario Trevisan, che ne ha concesso l’esposizione negli spazi affascinanti di Palazzo Fortuny, museo che ha esordito proprio con rassegne dedicate alla cultura della fotografia, alcune di memorabile rilievo internazionale.

La selezione si apre con due ritratti di Julia M. Cameron, per proseguire tra gli anni Venti e Quaranta del Novecento con le austriache Trude Fleischmann e Madame D’Ora, l’americana Margeret Bourke White, l’ungherese Ghitta Carell, l’inglese Eva Barrett e le tedesche Ruth Bernhard e Leni Riefenstahl; ma anche con Dora Maar e Lisette Model che, austriaca d’origine ebraica, si trasferì in America allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale ove aprì una famosa scuola di fotografia.

A dare il via alla seconda parte del XX secolo sono Diane Arbus formatasi proprio alla scuola della Model, Cindy Sherman, Francesca Woodman, Joyce Tennes, Violeta Bubelyte e Graciela Iturbide mentre gli anni Novanta sono rappresentati dalle esperienze di Nan Goldin, Desirée Dolron, che fonde le suggestioni della tradizione pittorica fiamminga con le moderne tecniche di elaborazione digitale, Bettina Rheims, Yañez Flor de Maria Garduño, Sandy Skoglund, l’iraniana Shirin Neshat,con le sue foto di denuncia delle ingiustizie della società mussulmana, di cui viene esposta Ia famosa I am its Secret, e Marina Abramović.

La fotografia contemporanea al femminile è testimoniata nell’occasione dagli scatti coinvolgenti di Loretta Lux, Maggie Taylor - visionaria artista le cui opere sono considerate pietre miliari della fotografia digitale odierna - Jenny Saville, che con straordinaria sapienza “pittorica” non ha mai smesso di proporre il corpo alterato delle donne creando scalpore, e dalle fotografe italiane Silvia Camporesi, Sabrina Mezzaqui e Giusy Calia.

_

Catalogo Silvana Editoriale – Milano.

A cura di Italo Zannier
Progetto espositivo Daniela Ferretti

_


Fonte:



segnala:
amalia di Lanno

mercoledì 23 aprile 2014

Photofestival 2014


Photofestival si presenta come la più importante e radicata kermesse che vede Milano al centro dell’attenzione ribadendo il suo ruolo di città-capitale della fotografia italiana. L’idea è, come sempre, quella di collaborare con tutti gli operatori coinvolgendo galleristi, critici, fotografi, collezionisti, appassionati per creare un ideale percorso che propone a un pubblico sempre più vasto, interessato e di conseguenza competente un’ampia scelta di mostre aperte nel “mese della fotografia” che quest’anno inizia il 28 aprile per concludersi il 16 giugno.

Se nell’edizione del 2013 è stato ampiamente superato il traguardo dei cento eventi, anche quest’anno le nostre ambizioni e l’entusiasmo che sentiamo attorno a noi ci spingono a crescere e a migliorare la qualità dell’offerta per costruire un’edizione 2014 di Photofestival ancora più strutturata e convincente.
Saranno coinvolte, accanto alle molte che da anni aderiscono alla manifestazione, nuove gallerie, alcune delle quali affermate nel mondo dell’arte, che si aprono per la prima volta alla fotografia. Nuovi protagonisti saranno spazi istituzionali come biblioteche e centri civici legati alle zone che porteranno così mostre e autori importanti anche nelle zone periferiche della città e non solo nel centro storico.
Un’importante novità sarà costituita da “I Palazzi della Fotografia”: quattro elegantissimi edifici storici (Castiglioni, Bovara, Turati e Giureconsulti) che si apriranno a mostre appositamente pensate per esser lì esposte.
Come ogni anno verranno infine distribuite gratuitamente 7.000 copie del catalogo cartaceo della manifestazione che i visitatori troveranno nei singoli luoghi espositivi. Questa volta la stampa è stata realizzata con un sistema ecosostenibile a basso impatto ambientale per sottolineare l’attenzione che intendiamo riservare anche a questo importante aspetto.
Possiamo contare, come sempre, sull’appassionato sostegno di AIF, dell’Unione Confcommercio e della Camera di Commercio di Milano, che in questi anni hanno consentito di sviluppare la nostra rassegna, sulla confermata e consolidata sintonia con l’associazione Start Milano e sulla nuova partnership con Photographers.it.
In questo momento di difficoltà economica ci guidano l’entusiasmo e la ricerca di nuove occasioni di coinvolgimento del pubblico che da tempo ci segue.

Per tutte queste ragioni abbiamo deciso di lanciare un crowdfunding che ci consentirà di poter far fronte a tutte le nostre spese e di non abbassare ma anzi di ampliare la qualità e la quantità delle nostre offerte culturali.
Potremo in questo modo dar vita a workshop, visite guidate, incontri che renderanno il percorso espositivo diffuso in tutta la città ancora più attraente. Chi aderirà dando il suo contributo sarà di fatto un socio di Photofestival e sarà così parte integrante della manifestazione potendo ottenere in cambio esclusive opportunità: incontri con l’autore, partecipazione ai workshop, fotografie da collezione, riconoscimenti ufficiali.


LINK





segnala:
amalia di Lanno
 

Wim Wenders_Urban Solitude


Palazzo Incontro, a Roma
“Urban Solitude” di Wim Wenders
dal 18 aprile al 6 luglio 2014

LA MOSTRA – Ad otto anni dalla sua ultima esposizione a Roma, il cineasta tedesco presenta venticinque fotografie in cui il tema del paesaggio urbano s’intreccia indissolubilmente con quello della memoria. Ogni immagine emana una sensazione di nostalgia e di desolazione, ma anche di naturale calma e bellezza, racchiude storie passate e azioni dell’uomo “percepite” nell’assenza che l’artista inquadra. Le opere esposte sono accompagnate sia da testi che da haiku dell’artista che “immortalano” il suo pensiero al pari delle immagini. Curata da Adriana Rispoli, “Urban Solitude” resterà aperta fino al 6 luglio.

LE FOTO E LA REALTÀ – La fotografia per Wenders è lo strumento per fissare, catturare e preservare una realtà dalla quale l’uomo si sta progressivamente allontanando, rapito dalla virtualità dell’epoca contemporanea e favorito dall’utilizzo delle nuove tecnologie digitali. Negli scatti si ritrovano i temi principali trattati dal regista: la percezione diretta della realtà nel vedere e nel viaggiare. Immagini sospese che raccontano il passaggio dell’uomo attraverso la sua assenza, la memoria dei luoghi in un silenzioso flusso del tempo.

LA VITA – Wim Wenders, nato a Düsseldorf nel 1945, è uno dei principali protagonisti del Nuovo Cinema Tedesco fin dagli anni ’70. La sua prolifica attività di film maker è parallela a quella di fotografo che si focalizza principalmente sul tema del paesaggio. La fotografia assume un ruolo fondamentale nella descrizione di atmosfere sospese, nella realizzazione di immagini pregnanti di luoghi desolati o di scenari urbani in cui il tempo è all’opera.

Location: Palazzo Incontro
Orario: mar-dom ore 11.00-19.00 (la biglietteria chiude alle 18.30); lun chiuso; aperture straordinarie:



21 aprile, 2 giugno.
Prezzo: da 6 a 8 euro
Indirizzo: via dei Prefetti 22, Roma
Info: +39 06.0632810






segnala:
amalia di Lanno