lunedì 4 marzo 2024

Pierpaolo Curti - SuSpenSionS

osservatorio

Il TOMAV EXPERIENCE – Torre di Moresco Centro Arti Visive, con il titolo SuSpenSionS inaugura sabato 9 marzo 2024, ore 17:30, negli spazi della Torre di Moresco (FM), la personale di Pierpaolo Curti a cura di Antonello Tolve.

L’artista lodigiano, classe 1972, presenta al Tomav di Moresco una serie di lavori - oli su tela e disegni su carta di dimensioni varie, pensati e realizzati per il sito - con i quali indaga il tema del paesaggio in chiave originale, alternando atmosfere diurne a quelle notturne, mescolando elementi naturali e artificiali, muovendosi da perfetto equilibrista sul crinale dell’ambiguità, con l’intenzione di richiamare colui che guarda ad un’interazione attiva con questi luoghi spiazzanti.

Il tempo che si percepisce nel seguire le distanze siderali proposte da Pierpaolo Curti in tutto il suo tagliente lavoro di scavo nei labirinti del linguaggio pittorico (ibrido, spregiudicato e innovatore), è quello d’un gioco metodologicamente legato a contrade sovrastoriche sovrageografiche sovratemporali sovraspaziali dove ogni cosa sembra incrociarsi o incastrarsi a ritmi cromatici (a rimbalzi) che oscillano tra il naturale e l’artificiale, tra l’ambiguità verosimigliante del dato reale e la spettralità deldato virtuale, quasi a creare paesaggi paralleli e sospesi in cui oggetti, strutture e aste affilate si innestano a scenari montuosi o collinari, a precipizi o a interni alquanto scarni, per dar luogo a una sorta di realismo magico, così come inteso da Massimo Bontempelli”. (A. Tolve)

Nota biografica
Pierpaolo Curti nasce a Lodi il 23 febbraio del 1972, città in cui vive e lavora. Si laurea presso l’Università Statale di Milano in Scienze dei beni culturali. La sua ricerca, prevalentemente pittorica, propone una dimensione metafisica, nella quale lo spettatore viene chiamato ad una performance mentale attiva nel completamento dell’opera. L’impianto dei suoi dipinti, svuotato dal superfluo, propone terre di confine, soglie, precipizi, valichi, tutti dispositivi metaforici esistenziali, che l’artista posiziona per stimolare nuovi passaggi dimensionali. Questa pratica neo-spirituale, ma lontana dalle religioni tradizionali, è da praticarsi in solitudine, nel vuoto, che nei dipinti dell’artista diventa un vuoto ospitale.Se i disegni aggiungono maggiori dettagli narrativi, trovando una loro autonomia, nei video e nelle installazioni la sospensione rimane simile all’impianto pittorico, offrendo allo spettatore diverse possibilità di lettura. Oltre alla sua ricerca personale, nel 2019, Pierpaolo Curti ha fondato l’Associazione 21 presso il suo studio d’arte, un’ex fonderia che funge da contenitore trasversale e multidisciplinare per l’arte contemporanea.
Il suo lavoro è stato esposto in vari contesti pubblici e privati, in Italia e all’estero.




ARTISTA: Pierpaolo Curti
TITOLO: SuSpenSionS
CURATORE: Antonello Tolve
INAUGURAZIONE: sabato 9 marzo 2024 ore 17:30 PERIODO: 9 marzo - 28 aprile 2024
ORARI DI APERTURA: sab e dom ore 17.30-19.30 o su appuntamento 
PARTNER: Tomav Experience Ass. Cult
PATROCINIO: Comune di Moresco
DIREZIONE ARTISTICA: Andrea Giusti

INFO:
3515199570_tomav.expe@gmail.com
Instagram | torre_moresco

WE TOLERATE FAILURE


We tolerate failure è una mostra che ha come punto di partenza il concetto di fallimento applicato a diversi modelli di intelligenza: animale, vegetale, arti ciale e umana. Alla base di questo sta l’assunto teorico che l’intelligenza non sia unicamente appannaggio dell’umano e come tale va considerata nelle sue varie sfaccettature, nel suo essere mutevole, incorporata, legata al contesto e a ciò che chiamiamo umwelt.

A interagire con quest’ultimo non siamo soltanto noi umani, e gli esperimenti fatti nel corso dei secoli su altri organismi ci hanno insegnato che questa interazione, questo incontro, segue regole diverse, peculiari di diverse forme di intelligenza. Siamo circondati dalla complessità di sistemi naturali e arti ciali che sono in grado di comunicare e di ricordare. Fallisce ogni tentativo antropocentrico di studiare questi mondi senza rimodulare il proprio pensiero sulla base delle forme di esistenza che si intendono conoscere.

Gli artisti invitati assemblano materiali seguendo regole proprie (asimmetriche e svincolate da quelle della realtà) creando nuovi paradigmi e immaginando mondi nuovi. Questi mondi immaginati, realizzati, plasmati in materiali diversi, rispettano la natura delle intelligenze con le quali collaborano; gli artisti osservano e si aprono a questi mondi e li mettono in comunicazione con il contesto.

Riconoscono nello spazio tra esseri un terreno potenziale e lo interrogano.

La mostra è realizzata con il sostegno di ProHelvetia, Istituto Svizzero, Stroom Den Haag.


WTF – we tolerate failure, curated by Alessandra Cecchini, Spazio In Situ, Roma, photo by Marco De Rosa



WE TOLERATE FAILURE 
a cura di Alessandra Cecchini 

con: 
Meital Katz-Minerbo 
Cristina Lavosi 
Luca Miranda 
primeira desordem 
Francesco Penci 
Enea Toldo 
Fabien Zocco 

Spazio In Situ 
Via San Biagio Platani 7 
00133 - Roma 

fino al 1 aprile 2024 visitabile tutti i giorni su appuntamento


mercoledì 28 febbraio 2024

SUNSET BOULEVARD | Alessia Armeni e Chiara Fantaccione

Alessia Armeni Sunhours, oil on canvas 2019

Curva Pura è lieta di presentare la bi-personale di Alessia Armeni e Chiara Fantaccione, Sunset Boulevard, a cura di Nicoletta Provenzano: un viaggio cromatico lungo stati transitori e passaggi liminali, che si identificano e orchestrano in materia visuale, pittorica, installativa e oggettuale, divenendo luoghi di sosta, paesaggi sospesi e superfici dialettiche, ritmiche e sequenziali.

Stadi di luce e di ombre successive sono margini e orizzonti di un mutamento, dimensioni separative e congiuntive, linee di demarcazione in cui un equilibrio si spezza e ricostituisce, una geometria si traspone e addentra in un altro spazio, in un’altra tonalità coloristica. 

Le artiste, nelle loro differenti poetiche e in diversi media artistici, instaurano un dialogo tra prospettive simboliche e concettuali, cogliendo lo spettro luministico in variazioni paesistiche, cosmiche e spaziali, aprendo lo sguardo a territorialità intermedie, valichi tra un prima e un dopo, un inizio e una fine. La categoria temporale si evidenzia come luogo del margine, traslandosi dimensionalmente in spazio, in cicli di luce radiante, in regione estesa e sospesa di un oltrepassare.

Nelle pitture ad olio di Alessia Armeni propagazioni luminose, carpite in istanti di tempo assoluti, scorrono in piani susseguenti o in incidenze proiettive e ortogonali. Come momenti contemplativi e fuggevoli, fermati in passaggi di veglia, le verticalità di un sopraggiungere cromatico, nette e definite, si dilatano in orizzontalità separate e prossime, contigue e potenzialmente perpetue, costituendosi come porzioni di spazio per ogni frammento di tempo. Passaggi tonali crescenti si delineano in intersezioni angolari costruttive da cui si origina una diatriba visiva tra profondità e superficie, mentre il linguaggio pittorico in unione con la traccia lessicale forma un ulteriore passaggio di sensibilità percettive nei luoghi dell’immagine e della parola. 

Nelle installazioni site specific di Chiara Fantaccione la dimensione paesaggistica e oggettuale si fa forma spaziale di un lasso di tempo liminale tra luce e ombra, vita e morte, analizzati come dualità simbolica ambigua. Nell’estremo divenire di un sorgere e tramontare, le coordinate drammatiche e coincidenti di un transitare indeterminato, bloccato tra principio ed epilogo, interrogano la fissità e fuggevolezza dell’attimo, attraverso il fulgido richiamo cromatico di una ciclicità naturale, che esemplifica e accentua la configurazione della physis come dimora del passaggio.

Chiara Fantaccione, Golden hour, dettaglio frame video

La mostra Sunset Boulevard, nell’incrocio di piani spaziali e nelle fluttuazioni paesaggistiche, si compone in geografie di luce, materia costruttiva e linea di demarcazione ritmica, che incorpora il chiasmo fisico di spazio e tempo in una cronotopia immaginale, sovradimensionale. 


INFO
SUNSET BOULEVARD
Alessia Armeni e Chiara Fantaccione
a cura di Nicoletta Provenzano

Opening 29 Febbraio 2024 ore 18:30
Fino al 29 Marzo 2024

Orari: martedì e giovedì dalle ore 18:30 e su appuntamento - prenotare via mail curvapura@gmail.com o whatsapp 3314243004

Curva Pura
Via Giuseppe Acerbi, 1a - Roma
curvapura@gmail.com


 

mercoledì 21 febbraio 2024

Luca Grechi – Manca sempre quello che sarà


Manca sempre quello che sarà… 

Fallo in ombra, Permesso, Scrittura privata #2, sono le opere in mostra. 

Un lento succedersi, una lettura più riflessiva e meditativa verso un più abbagliante e ritmato gesto o viceversa, dipende dalle domande e dalle risposte che ci poniamo. Alla ricerca di momenti che si accordano, in un ascolto di illusioni vivaci e tiepide, liberare una nuvola dai suoi contorni per avvicinare il cielo al bianco sfumare dello sguardo. Dimenticare, per un’armonia sconosciuta, per cogliere un fiore maturo, per immaginare questi lavori solamente una volta arrivati dove sono, ricordare, per cercare di capirli. 

Luca Grechi nasce nel 1985 a Grosseto, vive e lavora a Roma.

La mostra sarà visitabile fino al 12 aprile 
dal lunedì al venerdì nei seguenti orari: 10:00 – 13:30 / 16:00 -19:30

Luca Grechi – Manca sempre quello che sarà
PROGETTO REALIA

La Nuova Pesa | Via del Corso, 530 – 00186 Roma
Tel. – 06 3610892 | nuovapesa@farm.it www.nuovapesa.it


Fabrizio Cotognini | Phtongos


Phtongos è il titolo della mostra personale di Fabrizio Cotognini che si sviluppa negli spazi al terzo piano della Fondazione Morra Greco. Per l’occasione, l’artista ha realizzato una serie di nuovi lavori concepiti a partire dallo studio dell’araldica, dei simboli, e delle iconografie di Palazzo Caracciolo d’Avellino, sede della Fondazione.

Attraverso una ricerca d’archivio e uno studio della simbologia ornamentale settecentesca, dei suoi significati esoterici e celebrativi connessi all’aristocrazia e alla storia della città e delle famiglie nobili di Napoli, Phtongos è una ricerca attorno al patrimonio storico, artistico ed architettonico della città, svolto attraverso disegni, proiezioni e scultura.

Il titolo della mostra si riferisce con un’unica parola alla voce degli uomini, la voce degli esseri mostruosi e il canto delle sirene. Phtongos e Ligure aoide sono infatti le parole usate da Omero per descrivere la voce delle sirene, figure mitiche molto care all’immaginario napoletano e campano. Il fil rouge della mostra è proprio il recupero, la ricostruzione e la riproposizione di diversi esseri antropomorfi appartenenti all’iconografia delle Sirene del territorio locale, a partire dall’antico culto della Sirena Partenope, protettrice della città. Già l’iscrizione in latino di una frase di Epicuro – «Dum Vesuvii Syren Incendia Mulcet» – si riferisce a questo essere mitologico sintetizzando il rapporto alchemico che vi è fra acqua e fuoco (maschio-femmina): la “Sirena addolcisce l’ardore del Vesuvio”, un riferimento alle ribellioni del popolo napoletano che insorgeva fiammante come il Vesuvio.

Attraverso le sue opere, Fabrizio Cotognini sviluppa un dialogo diretto con alcuni dei ritrovamenti artistici scoperti durante il restauro di Palazzo Caracciolo d’Avellino e ci guida in un percorso attraverso le metamorfosi uomo-animale, pianta-animale, vegetale-umano, generando una riflessione su tematiche attuali quali la politica, la sociologia e l’ecologia.

Disegni di grandi dimensioni e minuscole sculture occupano le sale della Fondazione Morra Greco, dando al visitatore la possibilità diretta di un dialogo visivo, ma anche magico, con esseri simbolici che spesso attraggono la nostra curiosità per la loro bellezza e la loro bizzarria, ma che difficilmente vengono letti per i caratteri che custodiscono in fatto di simbologia e narrazione. Custodi di storie antiche ma anche attuali, così da intraprendere un viaggio in quello che Agamben chiama “archeologia contemporanea”: dove i saperi attuali trovano fondamenti nell’antropologia, nel territorio e nel sociale.

Testo di Giulia Pollicita

Fabrizio Cotognini
Phtongos
A cura di Lorenzo Benedetti
Fondazione Morra Greco
Palazzo Caracciolo di Avellino – Napoli
22 febbraio – 30 marzo 2024
Opening: 22 febbraio ore 17.30

Corina Surdu – A mezz’aria


La Linea Arte Contemporanea presenta dal al 19 marzo 2024 la mostra di Corina Surdu A mezz'aria, a cura di Marina Bindella e Beatrice Peria. 

La mostra si compone di una quindicina di medie e grandi xilografie, e un libro d’artista. La mostra è accompagnata da una brochure con testi di Marina Bindella e Beatrice Peria, realizzato con il contributo dell’Accademia di Belle Arti di Roma.

Natura, visione e memoria si intrecciano strettamente nel lavoro della giovane e talentuosa artista che traduce liricamente e con grande consapevolezza espressiva e formale una poetica che, pur ancorata alla rappresentazione della meraviglia della natura, costruisce dei mondi altri, un analogon affettivo di percezioni lontane, già vissute ed elaborate, mutate di segno e di intensità nella solitudine della coscienza, dove si caricano di risonanze simboliche e di riferimenti illustri all’arte del passato. I segni incisi dall’artista si attraggono e si respingono come in un campo magnetico e determinano, con i loro ritmi, la struttura della luce. Luce che è la vera protagonista del lavoro xilografico, esaltata in questi fogli dal blu di Prussia, il quale perde qui la sua referenzialità per acquistare una valenza spirituale.

Corina Surdu nasce nel 1993 in Moldavia. Nel 2015 ottiene il diploma triennale in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma con Pierluigi Berto e nel 2018 quello magistrale in Grafica d’Arte con Marina Bindella. Nel 2020 consegue il master in Grafica d’Arte Artlab, scuola IaD /Accademia di Belle Arti di Roma. Partecipa a varie mostre collettive e a diversi concorsi, fra i quali: nel 2023 XI Biennale dell’incisione italiana Contemporanea Domenico Fratianni, Campobasso; Morfogenesi, Struttura, Palazzo Odescalchi, Roma; Impressum est, Biblioteca Vallicelliana, Roma; Lasciare un segno, Palazzo Chigi, Formello. Nel 2021: Limes, Persistenze dell’universo dantesco nel tempo, Museo Civico della Media Valle del Liri; Mysterium Naturae, Spazio Urano, Roma; nel 2019 Antico Presente L’Accademia disegna, Museo Gregoriano Profano, Città del Vaticano (alla mostra è legata una donazione di tre lavori). Tiene due mostre personali: nel 2018 Oltre la forma a cura di Pierluigi Berto, Galleria Chiaroscuro, Roma e nel 2019 Romanze senza parole, Auditorium Piero Calamandrei di La Scala Società tra Avvocati, Milano. Ottiene i seguenti premi internazionali: nel 2023 primo premio XXXVII Edizione Fibrenus “Premio Carnello cArte ad Arte”; nel 2022 primo premio (sezione giovani) Biennale internazionale per l’incisione - Acqui Terme; nel 2019 il primo premio Espace Bonnefoys, Triennale Europea della Stampa contemporanea Estampadura, Toulouse. Nel 2020 vince inoltre ex -aequo il Premio Paolo Picozza e il primo premio La Scala Art -Youth Artist Contest Milano; nel 2018 riceve una menzione speciale al Premio di Grafica Pietro Parigi, Firenze; Lavora come tecnico di laboratorio presso la scuola di Grafica dell’Accademia di Roma, città dove vive e lavora. 

Corina Surdu – A mezz’aria
a cura di Marina Bindella e Beatrice Peria
Dal primo al 19 marzo 2024
La Linea ARTE CONTEMPORANEA
Roma, Via Di San Martino Ai Monti, 46
Orario di apertura dal lunedì al venerdì 16:30 - 19:30, sabato su appuntamento
Vernissage 1 Marzo 2024, ore 18:00

Ufficio Stampa 
Simona Pandolfi
pandolfisimona.sp@gmail.com 

lunedì 19 febbraio 2024

Francesco Brigida | Stvdio per vna scvltvra


Per la sua mostra “Studio per una scultura”, curata da Camilla Boemio, Francesco Brigida ha realizzato ritratti maestosi, per riflettere sulla forma nel senso più astratto, l'identità, il linguaggio del corpo, i suoi movimenti e il retaggio con la storia dell'arte.

Con il tempo e l'esperienza ha sviluppato il proprio linguaggio fotografico. Si sente “attratto dall'eleganza dei movimenti e l'equilibrio delle forme del corpo”, preferendo comunque un approccio essenziale. Quando si avvicina ad un nuovo progetto trascorre molto tempo studiando e ricercando nuovi riferimenti, idee, dipinti, poesie o film che in qualche modo lo ispirino ed arrivino a suggerirgli da dove partire per realizzare una serie fotografica. Preferendo assorbire le contraddizioni durante il complesso processo di creazione.

La mostra prevede una selezione della serie esposta lo scorso anno “Studio per una scultura”, per la sua prima personale alla Alessia Paladini Gallery a Milano, le cui fotografie sono caratterizzate da raffinati neri profondi, che delineano un percorso di esplorazione della forma in senso più astratto. Le pareti della galleria sono utilizzate come pagine tridimensionali bianche, giocando con il diverso formato delle immagini e le dimensioni dello spazio arrivando a creare una potente narrazione visiva. L’artista ha deciso di esprimere in questa mostra le potenzialità di ciascun gruppo di immagini adattate allo spazio, preparando un layout nuovo, che collega facilmente lo spettatore alla narrazione. 

Brigida trova ispirazione nella scultura antica e nella storia dell’arte, creando delle immagini che studiano il linguaggio del corpo e dialogano con il movimento. “Stvdio per vna scvltvra”, come ha scritto il pittore Giammarco Falcone è una ricerca sulle possibilità di rappresentazione che un corpo può assumere. L’artista per due anni ha lavorato con una sola modella, in un ambiente meditativo. Usando gli occhi e il cuore all'unisono, Brigida osserva la modella, analizzando da vicino ogni movimento delle articolazioni e dei muscoli. Con un approccio contemplativo e uno sguardo contemporaneo, ci mostra la vita che anima e infonde calore nella forma umana.

Il nudo dona uno stato di linearità e purezza ideale, preparando il soggetto ad essere fotografato, attingendo dal vivo dei suoi movimenti modellati come se si trattasse di una vera e propria materia fisica scolpita. “Uno studio preparatorio alla scultura. Relazionarsi alla scultura antica significa allenarsi ad osservare la natura, i suoi tempi e le trasformazioni.” 

Secondo Boemio: “La serie è una danza di scultura. Gli elementi preparatori per una scultura, sono capaci di riportarci in un’equilibrio di forma e sostanza. È quello che avviene quando Il linguaggio fotografico adottato dall’artista sembra pieno di citazioni o di rimandi che riportano a una vasta gamma di grandi scultori classici fino a Auguste Rodin, maestri del passato che operavano nel silenzio con ritmi completamente diversi da quelli imposti dalla società contemporanea. Il corpo emerge dall’oscurità, i gesti, ed i suoi movimenti non hanno nessuna ambiguità, il suo dedalo è un corpo leggiadro che potrebbe essere fatto di pietra scura. Quell’intensità che si dipana come un’epifania nei movimenti silenti, nella scoperta della figura e nella percezione che se ne ha. È come quando Michelangelo faceva venire fuori le figure dalla pietra. Brigida sembra evocare quell’energia delle forme, degli elementi giocando sapientemente con la luce, emulandone la percezione visiva in uno stato di espirata intensità. E’ un vocabolario visivo nel quale il tempo diventa necessario alleato per assorbire, per includere visioni dipanate in una molteplicità di ritorni, epifanie.

Francesco Brigida (Monopoli, Puglia, Italia 1980) dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Bari, si trasferisce a Milano, dove inizia il suo percorso di formazione lavorando come assistente di numerosi fotografi professionisti e studi pubblicitari. Specializzato in fotografia di architettura e di moda, dal 2002 inizia a lavorare come fotografo e regista tra Milano e Parigi per marchi come: Valentino, Serge Lutens, Dior, Etro, Armani, Christophe Lemaire, Hermès, Kering group, Trussardi, Mila Schön, Tod’s, Max Mara, Gianfranco Ferrè, Loro Piana, Dolce&Gabbana, Ferragamo, Hogan, Uma Wang, Erdem etc. Nel 2015 espone nella collettiva curata da Vittorio Linfante “Il nuovo vocabolario della moda italiana” alla Triennale di Milano. Nel 2016 i suoi lavori trovano spazio nella mostra “Haute à porter” a cura di Filep Motwary presso il Mode Museum di Hasselt (Belgio). Nel 2019, a Parigi, partecipa all’esposizione collettiva Image Nation nella Galerie Joseph e l’anno successivo collabora con Pierre Louis Mascia nella boutique Leclaireur. Allo stesso tempo i suoi scatti vengono pubblicati in diverse testate internazionali: Vogue Russia, Vogue Japan, Vogue Poland, Vogue Portugal, Vogue Italy, Harper’s Bazaar USA, Rolling Stone, Another Magazine, Dazed e Encens Magazine. Tra il 2014 e il 2018 inizia a sperimentare con la ritrattistica ed insegna come docente di Fotografia presso l’Istituto Italiano di Fotografia, Milano; Istituto Europeo di Design (IED), Milano; Paris College of Art, Parigi. Dal 2011 al 2016 è stato direttore creativo di “The Greatest Magazine”, pubblicazione dedicata alla moda uomo. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo libro, Studio per una scultura, edizioni Linke. Vive e lavora tra Milano e Parigi.


AOCF58 - Galleria BRUNO LISI, via Flaminia 58 - Roma (metro A fermata Flaminio)
Francesco Brigida | Stvdio per vna scvltvra (‘Study for a Sculpture’).
A cura di Camilla Boemio
Sostenuto da Animal Animal Paris, Feline Studio, Color System Milano, Sea WardOfficial, Luzzart aps,
Cantina vinicola Villa Lazzarini

RingraziamentiAAC Platform, Alessia Paladini Gallery
Graphic design Niccolò Pagni
dal 5 febbraio al 23 Febbraio 2023
Orario dal martedì al venerdì 17,00 alle 19,30