giovedì 28 ottobre 2021

Unique di Giulio Bensasson


Unique è la mostra site-specific dell’artista romano Giulio Bensasson proposta all’interno di venerazione MUTANTE, la stagione espositiva di spazioSERRA dedicata alla trasformazione delle opere site-specific nel corso della loro permanenza. La mostra è visibile da giovedì 28 ottobre a giovedì 25 novembre presso la stazione Lancetti del Passante ferroviario di Milano.

Uno degli elementi centrali della ricerca di Bensasson è il tempo, inteso come momento culminante di un atto o come processo lento e inesorabile. Il tempo è materiale espressivo con cui lavorare e scendere a compromessi, lasciando che la casualità dei suoi effetti sia parte integrante della tecnica. A questo si aggiunge e si lega inevitabilmente un'altra tematica, quella della natura morta, e in particolare del memento mori: un genere che rappresenta da sempre l’attenzione dell’arte per il reale, il banale e il quotidiano.

Gli oggetti, la memoria, il tempo e i suoi effetti sulla materia, sono al centro dell’opera site-specific Unique.

In Unique diverse centinaia di fiori rosa accolgono la frase “YOU ARE THE ONLY ONE”, destinata a scomparire con il decadimento della materia che la compone. La frase appare come una smielata dichiarazione d’amore o come uno slogan pubblicitario. Scrive Saverio Verini nel testo critico che accompagna la mostra: “Le bugie, tuttavia, hanno le gambe corte. I fiori che formano la frase sono destinati ad appassire nel giro di qualche giorno, come se l’opera avesse una data di scadenza capace di contraddire la promessa di felicità che esibisce. Il romanticismo a basso costo della scritta si capovolge nel suo contrario; la ruffianeria sloganistica lascia spazio alla riflessione sul passaggio del tempo, sulla fine delle cose”.

spazioSERRA si trova in una stazione, spazio romantico per eccellenza, luogo di saluti, addii, dichiarazioni d'amore. “YOU ARE THE ONLY ONE” è però una dichiarazione consumistica, un elogio vano all'individuo che non porta con sé un valore reale, è falsa, in quanto rivolta a una massa indistinta di pendolari, come la pubblicità e gli atteggiamenti commerciali che tendono a farci credere di essere unici e speciali. Il colore rosa dei fiori contribuisce al sentimento di vanagloria che l’opera vuole comunicare: spesso utilizzato in contesti di lotta, di riappropriazione, oggi viene ampiamente utilizzato nella comunicazione pubblicitaria. Il capitalismo si appropria di elementi di lotta strumentalizzandoli e Bensasson, con atteggiamento ironico e sardonico, accusa e deride il sistema, ribaltando il significato dei suoi messaggi. Scrive ancora Verini: “A chi si rivolge l’opera di Bensasson? Probabilmente a nessuno, dando tuttavia l’illusione di indicare tutti i passanti che la incroceranno con il loro sguardo. È qua che l’intervento dell’artista palesa la propria cinica ironia, il suo essere sfondo ideale per selfie fallimentari”.

Giulio Bensasson (Roma, 1990) 
Vive e lavora a Roma. La sua pratica artistica si sviluppa principalmente attraverso il linguaggio scultoreo e l’installazione. Tra i soggetti al centro del lavoro, il tempo è elemento primario presente in molte sue opere. Ha conseguito il diploma in Pittura e il diploma specialistico in Scultura e nuove tecnologie applicate allo spazio presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Tra il 2012 e il 2015 ha lavorato come assistente presso lo studio romano di Baldo Diodato e ha collaborato con il collettivo bolognese Apparati Effimeri (2013). Attualmente lavora come assistente per l’artista Alfredo Pirri.

spazioSERRA nasce dal progetto Artepassante, un programma di riqualificazione degli spazi metropolitani che fa capo all’Associazione Le Belle Arti in collaborazione con RFI e con il patrocinio del Comune di Milano e della Regione Lombardia. SERRA è uno spazio espositivo non-profit che nasce con l’obiettivo di valorizzare il territorio milanese attraverso il lavoro dei giovani artisti, in un luogo, quello suburbano, non dedicato all’arte, dove l’arte diventa un incidente. Per la realizzazione della mostra hanno collaborato: gestione e implementazione del sito web Gianfrancesco Aurecchia; ufficio stampa e pubbliche relazioni Silvia Biondo, amministrazione e coordinamento Virginia Dal Magro, social media Livia De Magistris, progettazione allestimenti e supporto tecnico Angelo Di Matteo, coordinamento comunicazione Massimiliano Fantò, gestione e manutenzione dei servizi digitali Nicolas North, fotografia Cristiano Rizzo, grafica Valentina Toccaceli.

Saverio Verini (Città di Castello, 1985)
Curatore di progetti espositivi, festival, cicli di incontri legati all’arte e alla cultura contemporanea. Ha collaborato con istituzioni quali Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Istituto Italiano di Cultura di Parigi, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, MACRO, Accademia di Francia a Roma - Villa Medici, American Academy in Rome, Civitella Ranieri Foundation, la fiera ArtVerona. Attualmente si occupa del coordinamento mostre della Fondazione Memmo di Roma. Collabora con la rivista Artribune, per la quale cura la rubrica Studio Visit, dedicata agli artisti emergenti.



Unique
mostra di Giulio Bensasson
a cura di spazioSERRA
testo critico di Saverio Verini

visibile dal 28/10/2021 al 25/11/2021
Opening giovedì 28/10/2021 ore 19.00
stazione Lancetti del Passante ferroviario, Milano

martedì 26 ottobre 2021

Lim Young Kyun. Destiny


Interprete di una fotografia lenta e meditativa, Lim Young Kyun è un attento osservatore della natura umana. Nelle sue fotografie è sempre presente l’interesse per il dettaglio, colto nell’immediatezza del momento. 

Il risultato è la testimonianza di una ricerca che va oltre l’apparenza, sottolineata dall’uso del bianco e nero che permette a Lim Young Kyun, esperto conoscitore delle tecniche tradizionali di sviluppo e stampa, il controllo della luce e dell’ombra, dell’oscurità e dei toni di grigio, alla base della sua cifra espressiva. 

Nella mostra Destiny il fotografo coreano presenta una selezione di immagini dei progetti Daily Life Landscape e Nam June Paik 1982-2006, in cui sono raccolte fotografie scattate in luoghi e momenti diversi, in particolare nella Corea del Sud e a New York, dove ha vissuto dal 1980 al 1988. A quell’epoca il suo unico scopo era rendere straordinaria e preziosa l’ordinarietà della vita quotidiana. Per lui fotografare era come scrivere un diario personale.

“New York è stata una grande scuola.” - afferma Lim Young Kyun - “Sono stati numerosi i grandi artisti ad avermi dato grandi insegnamenti, così come i musei e le gallerie d’arte. Ricordo che ero appena arrivato, nell’autunno del 1980, quando visitando la Light Gallery rimasi profondamente colpito dalle fotografie di Arnold Newman. Di fronte al ritratto di Igor Stravinskij ebbi come un’allucinazione uditiva. In realtà, era il potere della fotografia scattata con una fotocamera di grande formato. Ho imparato molto anche quando lavoravo come assistente di Alex Kayser, un fotografo svizzero che aveva studiato con il leggendario Otto Steinert. Il suo modo di fotografare era molto diverso da quello che avevo appreso in Corea, dove avevo provato le prime emozioni legate alla scoperta della fotografia. Ma allora ero come uno scienziato ossessionato dall’accuratezza, non mi concedevo la minima trasgressione. A New York ho imparato a guardare in un’altra maniera”.

A New York un incontro particolarmente significativo fu quello con l’artista Nam June Paik (Seoul 1932-Miami 2006), ironico rielaboratore neo-Dada di materiali eterogenici e grande innovatore della videoarte. Lo conobbe nel 1982 al Whitney Museum, in occasione di una delle sue spiazzanti azioni performative con la violoncellista d’avanguardia Charlotte Moorman. 

Da allora le fotografie di Lim Young Kyun hanno raccontato momenti di condivisione e stima in parte privati (lo studio di Paik nel quartiere newyorkese di SoHo, come pure i ritratti dei suoi amici John Cage e Allen Ginsberg) e documentato le numerose performance, mostre ed eventi che ebbero come protagonista il noto artista, fino alla retrospettiva The Worlds of Nam June Paik (2000) al Guggenheim Museum di New York con la performance In memory of Charlotte Moorman.

“Da un grande artista come Nam June Paik ho imparato il significato della semplicità e della passione. Uno dei ritratti più noti che gli feci è quello in cui guarda attraverso lo schermo del televisore. Lo scattai all’inizio dell’estate del 1983 e fu pubblicato il 1° gennaio 1984 sul New York Times. Una foto che esprime il mio nuovo concetto di fotografia in azione.” 

Manuela De Leonardis


Giovanna Pennacchi is pleased to present Destiny, Lim Young Kyun the Korean photographer’s one-man show, Manuela De Leonardis, Curator. Lim Young Kyun is exhibiting his work in Italy for the first time. An interpreter of unhurried and meditative photography, Lim Young Kyun is an attentive observer of human nature. In his photography one is always aware of his interest in detail, captured in the immediacy of the moment. The result is a testimony of research reaching beyond appearance, emphasized by using black and white permitting Lim Young Kyun, expert in traditional developing and printing techniques, to control light and shade, darkness, and shades of grey, the basis of his expressive form. In his show Destiny, the Korean photographer is presenting a selection of images from the projects Daily Life Landscape and Nam June Paik 1982-2006: photographs shot in diverse moments and places, particularly in South Korea and in New York, where he lived from 1980 through 1988. At that time his only goal was to make ordinary daily life both extraordinary and precious. For him, photographing was the same as writing a personal diary.

“New York was a vast school” Lim Young Kyun affirms, “Numerous important artists taught me great lessons, as did the museums and galleries. I remember, when I had just arrived in the autumn of 1980, visiting the Light Gallery, and being profoundly struck by the photography of Arnold Newman. In front of a portrait of Igor Stravinsky I had a sort of auditory hallucination. It was the power of the photograph shot with a very large camera. I learned a lot when I worked as assistant to Alex Kayser, a Swiss photographer who had studied with the legendary Otto Steinert. His way of photographing was very different from what I had learned in Korea where I experienced my first emotions tied to the discovery of photography. But at that time, I was like a scientist obsessed with accuracy, not allowing myself the slightest transgression. In New York I learned to look in another manner.”

In New York, a particularly significant meeting was that with the artist Nam June Paik (Seoul 1932-Miami 2006), the ironic neo-Dada re-elaborator of heterogeneous materials and important video art innovator. We met in 1982 at the Whitney Museum on occasion of one of his surprising, unsettling performance events with the avant-garde cellist Charlotte Moorman. Since then, Lim Young Kyan’s photographs have recounted moments of sharing and esteem: in private locations (the studio of Paik in the New York neighborhood known as SoHo or the portraits of his friends John Cage and Allen Ginsberg) as well as documenting numerous performances, shows and events, all of which had as protagonist the noted artist, culminating in the retrospective The Worlds of Nam June Paik (2000) at the Guggenheim Museum of New York with the performance In Memory of Charlotte Moorman. “From a great artist such as Nam June Paik, I learned the meaning of simplicity and passion. One of the most noted portraits I shot of him was the one where he was looking through a television screen. I took this picture in early summer 1983. It was published on January 1, 1984 in the New York Times. A photograph that expresses my new concept of photography in action.”
Manuela De Leonardis



Lim Young Kyun
a cura di Manuela De Leonardis

4 novembre-7 dicembre 2021
inaugurazione giovedì 4 novembre alla presenza del fotografo 
ore 18.30 - 20.30

ACTA INTERNATIONAL
direzione: Giovanna Pennacchi
+39 064742005

via Panisperna, 82-83 – 00184 Roma
dal mercoledì al sabato ore 15.30 - 19.00 

Fluoritura di Enrico Minguzzi


Nuova Galleria Morone presenta Fluoritura, la prima personale di Enrico Minguzzi negli spazi della galleria. La mostra racconta di un viaggio tra le memorie e l’immaginazione dell’artista: un itinerario sospeso tra un immaginario dai toni fluorescenti ed i ricordi di una natura impressa in un tempo non troppo lontano. L’esposizione presenta un ciclo di opere di recente produzione, dai suoi paesaggi più iconici alle nature morte, nuove componenti di un ecosistema "fantastico". Le opere saranno visibili presso la Nuova Galleria Morone dal 28 Ottobre al 18 Dicembre 2021.

Fluoritura è il racconto di una passeggiata tra i boschi che l’artista ha visto e immagazzinato negli archivi della sua memoria, ma che vengono modificati, alterati e rielaborati per riaffiorare, infine, sulla superficie pittorica nuovamente sotto forma di elementi del reale. Spesso le percezioni sono ingannevoli, realtà e finzione possono essere facilmente confusi in un’immagine. Un’eterna dicotomia espressa dall’artista anche attraverso le scelte cromatiche e le tecniche pittoriche utilizzate. Pigmenti fluorescenti vengono miscelati a resine per creare forme distopiche, bilanciate dall’utilizzo di tonalità cupe nel susseguirsi di trasparenti velature. Tradizione e sperimentazione, cupo e brillante, pittura e anti-pittura sono solo alcune delle contrapposizioni che governano il biosistema raccontato nelle opere di Enrico Minguzzi.

Seguendo lo stesso procedimento creativo con il quale Minguzzi crea le sue opere, il titolo della mostra trae ispirazione dalla parola inglese Fluorishing (‘fiorente’, ‘rigoglioso’). Riaffiorato nella memoria dell’artista, il termine è stato traslitterato in italiano e infine trasformato in un gioco di parole tra il fiorire delle piante e la natura fluorescente degli organismi, soggetto delle sue composizioni. Il risultato è un elogio alla rigogliosa e brillante natura che compone il suo ecosistema.

Enrico Minguzzi (Cotignola, 1981) vive e lavora a Bagnacavallo. Dopo aver studiato presso dell’Accademia di Belle Arti di Bologna si è trasferito a Milano dove, nel 2008, ha tenuto la sua prima personale Liqueforme, presso lo Studio d’Arte Cannaviello. Da quel momento le sue opere sono state esposte in personali presso gallerie e musei di prestigio – l’ultima dal titolo Antinomia ha avuto luogo al Museo di San Domenico di Imola (2019). Tra le mostre collettive più rilevanti: Ultimi paesaggi presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola (2019), Pittori fantastici nella Valle del Po presso il PAC di Ferrara (2020) e Senza Figura presso Monitor Gallery a cura di Nicola Samorì (2021). Ha realizzato residenze presso Areacreativa42 (2019) – di cui l’istallazione permanente nel Comune di Valperga intitolata Invisibile è il risultato – e presso Inventario Varoli (2020), dove ha avuto origine il nuovo ciclo di nature morte. Minguzzi è stato da poco annunciato come finalista del IX Premio Fondazione VAF.

*Solo per l'evento della serata inaugurale è richiesto Green Pass come da normativa vigente*
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opening 28 October 6.00 pm
28 October - 18 December 2021
Tuesday - Friday: 11 a.m. - 7 p.m. | Saturday: 3 p.m. - 7 p.m.
Via Nerino 3, Milan


Nuova Galleria Morone presents Fluoritura, Enrico Minguzzi's first solo show in the spaces of the gallery. The exhibition depicts a journey through the artist's memory and imagination. The event presents his new series representing a wide range of subjects, from landscapes to still lifes which are all part of an imaginary ecosystem. The works will be on display at the Nuova Galleria Morone from October 28th to December 18th, 2021.

Fluoritura is about a promenade through the woods that the artist has experienced and stored in the archives of his memory. However, these are edited, altered and reworked. Perceptions are often deceptive, therefore reality and fiction can easily be confused in an image. The artist enhances this eternal dichotomy through his choice of colours and painting techniques. Fluorescent pigments are mixed with resins to create dystopian forms, balanced by the use of dark tones in a succession of transparent glazes. Tradition and experimentation, dark and bright, painting and anti-painting are just some of the contrasts that drive the vision of Enrico Minguzzi's works.

Following Minguzzi’s creative process, the title of the exhibition is inspired by the English word Fluorishing ('flourishing', 'luxuriant'). Resurfacing in the artist's memory, the term was translated into Italian and transformed into a play on words between the flowering of plants and the fluorescent nature of the organisms that are the main subject of his compositions. The result is a eulogy to the lush and brilliant nature that makes up his ecosystem.


Enrico Minguzzi (Cotignola, 1981) lives and works in Bagnacavallo. After studying at the Academy of Fine Arts in Bologna, he moved to Milan where, in 2008, he held his first solo exhibition Liqueforme, at the Studio d'Arte Cannaviello. Since then, his works have been exhibited in solo shows at prestigious galleries and museums - the last one entitled Antinomia took place at the Museo di San Domenico in Imola (2019). His most important group exhibitions include: Ultimi paesaggi at the Fondazione Cassa di Risparmio di Imola (2019), Pittori fantastici nella Valle del Po at the PAC in Ferrara (2020) and Senza Figura at Monitor Gallery curated by Nicola Samorì (2021). He has carried out residencies at Areacreativa42 (2019) and at Inventario Varoli (2020), where the new still life cycle originated. Minguzzi was recently announced as a finalist in the IX Premio Fondazione VAF.

*Only for the opening night event Green Pass is required by current legislation*


Fluoritura di Enrico Minguzzi 
inaugurazione 28 ottobre ore 18.00
28 ottobre - 18 dicembre 2021
martedì – venerdì: 11.00 – 19.00 | sabato: 15.00 – 19.00

Nuova Galleria Morone
Via Nerino 3, Milano

mercoledì 20 ottobre 2021

Ettore Spalletti. Il cielo in una stanza

Ettore Spalletti, Dentro l'acqua. Napoli, 2011


Lunedì 25 ottobre, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea inaugura la mostra Ettore Spalletti. Il cielo in una stanza, a cura di Éric de Chassey e in collaborazione con lo Studio Ettore Spalletti, la prima che celebra il grande maestro dell’arte contemporanea a pochi anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 2019.

Un corpus selezionatissimo di opere, tra pittura e scultura, riscrivono gli spazi del Salone Centrale trasformandolo in un paesaggio che esprime il senso e la portata della ricerca artistica di Ettore Spalletti, protagonista di un percorso solitario e caratterizzato da tratti di unicità nella storia dell’arte contemporanea italiana, da quando, a partire dagli esordi negli anni Settanta, ha attraversato il turbinio delle avanguardie da una prospettiva distaccata, originale e fortemente coerente.

Scelte rigorose e una chiarissima educazione visiva hanno posto un limite a forme geometriche primarie e a colori di elezione, come l’azzurro, il bianco, il grigio, il rosa e il porpora. Altrettanto per le forme scultoree, come la colonna, elemento della tradizione, l’ellisse, il bacile e l’anfora. Ma è un limite che tende all’infinito, dove le regole auree dell’artista hanno il potere di amplificare la forza espressiva delle sue opere, dalla stesura del colore puro alle studiate interazioni con le superfici e le dinamiche ambientali.

Nelle parole del curatore Éric de Chassey: “La scelta precoce del monocromo da parte di Ettore Spalletti come mezzo privilegiato per creare quadri, sculture e spazi si è rivelata nel corso dei decenni particolarmente felice. Invece di porre un limite, ha aperto a possibilità impreviste di fare esperienza senza confini dell’infinito, attraverso una riflessione concreta su materialità specifiche”.

Il colore azzurro, che domina la mostra, nella forma del monocromo occupa lo spazio e invita lo spettatore ad immergersi in questo paesaggio e a prendere parte ad un’esperienza emozionale. Le vibrazioni del colore azzurro seguono il variare della luce e delle situazioni atmosferiche, mentre anche il tempo di chi osserva acquista una dimensione meditativa. Si coglie quindi la presenza di una tensione metafisica che ha caratterizzato la ricerca di Spalletti, a livello artistico e personale. Gli interrogativi sulla dimensione incorporea che l’oggetto artistico possiede sottendono un profondo coinvolgimento spirituale, lo stesso che lo guida nell’intento di tradurre il soprannaturale in qualcosa di tangibile, di portare il cielo in una stanza.

“Ho curato questa mostra - dice Éric de Chassey - con l’obiettivo di permettere ai visitatori della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di sperimentare quella gioia profonda, quell’esperienza improvvisa che ho provato visitando le mostre ideate da Ettore Spalletti quando era in vita, anche se so bene che si tratterà ora di una gioia diversa”.

In mostra, le opere provenienti dallo Studio Ettore Spalletti si affiancano ad altre opere appartenenti alla collezione permanente della Galleria Nazionale, esposte come inserti in Time is Out of Joint.

L’inaugurazione della mostra Ettore Spalletti. Il cielo in una stanza, sarà preceduta alle ore 17.30 da una presentazione del curatore e dalle testimonianze di critici e curatori che hanno conosciuto l’artista e incrociato il suo percorso: saranno presenti, oltre a Éric de Chassey e Patrizia Leonelli Spalletti, Cristiana Collu, Laura Cherubini, Bruno Corà, Penelope Curtis, Danilo Eccher, Daniela Lancioni, Alessandro Rabottini, Andrea Viliani.

Seguirà l’inaugurazione della mostra alle ore 18.30.

ETTORE SPALLETTI
Il cielo in una stanza

Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea
Rome, Italy

opening 25.10.2021, 6:30 - 10pm
25.10.2021 - 27.02.2022

IperSitu


In un iper-luogoogni individuo incontra il mondo. Sperimenta l'esperienza intensa di condividere temporaneamente uno spazio di affinità con persone provenienti da tutto il pianeta. Una moltitudine di flussi, energie, forze e destini li attraversa ogni giorno. Vi si incrociano le linee di vita di coloro che li abitano, sia di passaggio che per lavoro o per viverci.” Michel Lussault

Ipersitu nasce con l’intento di investigare lo spazio d’artista come un iperluogo, flusso incessante di scambi tra fisico, cognitivo e digitale in relazione alla pratica artistica. Nell’attuale era post pandemica, tale pratica ha subito radicali cambiamenti, dovendo far i conti non solo con la mancanza di risorse e con l’impossibilità di preservare i propri rituali in termini di presenza e relazioni ma anche con l’intensificarsi dell’utilizzo dei media digitali come luoghi di aggregazione e significazione. Tutto questo ha coinciso con una totale mancanza di riconoscimento istituzionale e con il rischio per gli artisti di essere relegati alla dimensione dell’invisibilità. Proprio lo studio, in questo senso, ha rappresentato una forma di resistenza, preservando non solo il suo ruolo di luogo deputato alla ricerca ma aprendosi anche all’attività espositiva e di accoglienza, confermando così la sua valenza sociale e culturale.

In occasione del quinto anniversario di Spazio in Situ, gli undici artisti che ne fanno parte sono chiamati ad interrogarsi sul ruolo intermediale dell’artist-run space, crocevia di esperienze interconnesse. Tale indagine passa inevitabilmente da una rivisitazione dello spazio: l’area normalmente deputata all’esposizione diventa un ipertesto, collegando il “dentro” delimitato dalle pareti bianche con un “altrove” che assume forme mutevoli, spesso filtrate dallo sguardo tecnologico; gli studi invece si aprono temporaneamente alla dimensione espositiva, trasformandosi in display, luoghi di autorappresentazione della pratica stessa.  Attraverso lo sguardo sullo spazio del fare, gli artisti indagano anche quel complesso sistema di legami che intercorre tra di loro e che spesso si sostanzia in una identità collettiva, così come il ruolo dell’osservatore nella costruzione dell’opera stessa.

L’iperluogo artistico diviene un territorio di risignificazione in grado di contenere la complessità del presente e di generare nuove forme di convivenza.

IperSitu
dal 31 ottobre al 28 novembre 2021 

inaugurazione il 30 ottobre 2021
dalle 18.30 alle 22.00 

A cura di: Daniela Cotimbo

Artisti: 
Sveva Angeletti // Alessandra Cecchini // Christophe Constantin // Francesca Cornacchini // Marco De Rosa // Federica Di Pietrantonio // Chiara Fantaccione // Roberta Folliero // Andrea Frosolini // Daniele Sciacca // Guendalina Urbani

Spazio In Situ
Via San Biagio Platani 7 - 00133 Roma
insitu.roma@gmail.com

 

martedì 19 ottobre 2021

IN OPERA / NATURA E ARTIFICIO

n.39, Still video, 2017 credits ©Aura Monsalves Muñoz


Fondazione Bertugno Moulinier e S.I.C.- Sculture in Campo - Parco Internazionale di Scultura Contemporanea, sono liete di invitarvi sabato 23 ottobre 2021, dalle ore 11 e 30 alle ore 18 alla presentazione di IN OPERA / NATURA E ARTIFICIO, che avrà luogo presso la Località Poggio Zucco - Casetta Lola a Bassano in Teverina (VT). L'evento vede anche il prezioso supporto della Fondazione Carivit e sarà arricchito con una serie di interventi artistici inediti, talk e riflessioni incentrati sul rapporto che lega l’arte, l'uomo e la natura, aprendo scenari ampi grazie alle pratiche artistiche e all'antropocene. 

IN OPERA / NATURA E ARTIFICIO 
Tra le nuove opere acquisite da S.I.C. - Sculture in Campo – Parco Internazionale di Scultura Contemporanea, avvenuto lo scorso 11 settembre, troviamo Giano, la scultura ideata e firmata dall’artista Simone Bertugno. L'installazione ha trovato così la sua casa ideale nel parco dedicato, il suo genius loci, grazie anche stratificazioni storiche proprie del territorio. Sotto Bassano in Teverina, infatti, è presente il lago di origine vulcanica di Vadimone il quale, secondo alcuni storici, era sacro e dedicato a Culsanus, una divinità bifronte della civiltà etrusca, oltre che a Fontus e allo stesso Giano. Proprio durante il mese di ottobre si svolgevano feste dedicate alle fonti e alle acque consacrate a Fontus -figlio di Giano- conosciute come Fontinalia e celebrate anticamente dagli stessi romani. Così facendo l'opera di Simone Bertugno diventa il punto di partenza per un confronto sul rapporto che intercorre tra "natura e artificio”, il territorio in cui si innesta e i linguaggi del contemporaneo. 

Il 23 ottobre 2021 sarà anche l’occasione per vedere l’inedita performance IANUS / ES – PAN, un’azione-concerto dell'artista. La performance è stata concepita come un’esperienza sensoriale partecipativa, un rito di passaggio e di trasformazione. L’ambiente sonoro circostante, “campionato” nel territorio di Bassano in Teverina e nei luoghi limitrofi più significativi, sarà oggetto di una mappatura sonora che attraverso un processo di riscrittura verrà trasformato e restituito, facendo da “specchio” alla scultura Giano. La partitura sonora dell'artista si avvale anche del contributo di Silvia Nesi -secondo oboe e corno inglese dell'Orchestra Sinfonica Abruzzese. L’azione artistica vedrà inoltre la partecipazione di Davide Miceli, Walter Pilato, Lorenzo Colli, giovani e talentuosi artisti seguiti da tempo da Simone Bertugno e che l’omonima Fondazione segue e promuove. 

Ospite dell'evento sarà anche l'artista emergente Aura Monsalves Muñoz, invitata dalla Fondazione Bertugno Moulinier a relazionarsi con lo spazio attraverso l'inedita opera sonora “Heleobia Spinellii”. Non mancheranno i momenti di confronto e di riflessione come nel talk tematico “Natura e Artificio” con Lucilla Catania, artista e ideatrice di S.I.C, il Comitato Scientifico del Parco Cecilia Canziani, Roberto Gramiccia, Anna Maria Panzera, Cesare Biasini Selvaggi. Parteciperanno, inoltre, Simone Cametti, vincitore della Call for Artists 2020 rivolto ad artisti under 40 indetto da Sculture in campo in collaborazione con il Comune di Bassano in Teverina, Simone Bertugno, artista e presidente della Fondazione Bertugno Moulinier e Magali Moulinier, critica e curatrice, vice-presidente della Fondazione. 

Fondazione Bertugno Moulinier, obiettivi e mission per un'arte trasversale 
La Fondazione promossa dai coniugi BERTUGNO - MOULINIER, artista il primo e storica dell’arte e curatrice la seconda, nasce dalla profonda convinzione dell’imprescindibile importanza delle arti e del loro ruolo trasversale capace di veicolare la cultura nella società contemporanea. La piena coscienza della permeabilità dei linguaggi delle arti in ambito contemporaneo e l’esperienza maturata sul campo dagli stessi fondatori nei diversi anni di attività transdisciplinare è la base delle linee guida e della visione di intervento della Fondazione. Così facendo, Fondazione Bertugno Moulinier vuole essere un punto di riferimento per guidare verso la costruzione di una rete virtuosa di operatori del settore culturale e della sua filiera produttiva a livello locale, nazionale ed internazionale. Tra i tanti obiettivi c’è quello della valorizzazione dei talenti in una rinnovata prospettiva umanistica, attuando un’azione che tocchi diversi ambiti, come le Arti, la Cultura, la Formazione. 

La Fondazione Bertugno Moulinier ringrazia per il contributo la Fondazione Carivit e S.I.C. per aver sostenuto ed accolto il progetto. 

IN OPERA / NATURA E ARTIFICIO – PROGRAMMA 
Alle ore 11.30, “Promenade”, visita guidata presso Sculture in Campo-Parco Internazionale di Scultura Contemporanea, il querceto e casetta Lola. 
Alle ore 13.30, “Convivio-Picnic”. Degustazione di vini e specialità locali (casetta Lola). 
Alle ore 15, “Natura e Artificio”, Talk con Lucilla Catania e il Comitato scientifico di S.I.C., Simone Bertugno, Magali Moulinier, Simone Cametti, Aura Monsalves Muñoz (casetta Lola). 
Alle ore 16.00, “Heleobia Spinellii”, azione partecipativa dell'artista emergente Aura Monsalves Muñoz (casetta Lola). 
Alle ore 16.30, “IANUS / ES – PAN”, concerto e performance live electronics di Simone Bertugno assieme ai performer Davide Miceli, Walter Pilato e Lorenzo Colli (casetta Lola). 

*Si consigliano scarpe comode 


INFORMAZIONI - CONTATTI 

Luogo: 
Sculture in Campo. Parco Internazionale di Scultura Contemporanea. Località Poggio Zucco - Casetta Lola - Bassano in Teverina (VT). Per raggiungerci, clicca qui. 
Infoline +39 338 4197029 - 06 6786766 


Fondazione Bertugno Moulinier - Via Gabrio Serbelloni 67 - 00176 Roma - IT 
+ 39 06 69 34 4828 + 39 333 94 11 883 

Ufficio stampa : pressmuta@gmail.com
Valentina Muzi + 39 340 225 0838 
Laura Tota +39 329 913 3989 

fondazione bertugno-moulinier 
via gabrio serbelloni 67 00176 roma - IT 
+39 06 69 34 4828 
c.f. 96471660587 


OMBRELLONI APERTI - talk, open studio, mostre e performance




Il giorno 23 ottobre 2021, dalle ore 16, Sa.L.A.D - San Lorenzo Art District organizza OMBRELLONI APERTI: una giornata con talk, open studio, mostre e performance negli spazi dell'artist-run space /OMBRELLONI in Via dei Lucani 18, Roma. 

Il progetto Sa.L.A.D - San Lorenzo Art District - nato per raccontare e promuovere le realtà artistiche contemporanee del Quartiere San Lorenzo di Roma - organizza la giornata OMBRELLONI APERTI durante la quale sarà possibile visitare lo studiodegli artisti e delle artiste dell'artist-run space /OMBRELLONI. Durante la giornata verrà aperta al pubblico la Project Room Ombrelloni, in collaborazione con lo Studio GIGAdove verranno presentati gli artisti del collettivo N0 art group. Dalle ore 18:30 si svolgerà il primo talk targato Sa.L.A.D in collaborazione con il curatore e critico d’arte contemporaneaDavide Silviolicon la partecipazione della curatrice e storica dell’arte Daniela Lancioni. Dalle ore 19:30 lo spazio verrà animato da una performance intermediale di poesia orale delcollettivo WOW - Incendi Spontanei.

Il programma:

OMBRELLONI APERTI
23 ottobre 2021, ore 16-22 | /OMBRELLONI - Via dei Lucani 18, Roma

Open Studio | dalle ore 16:00
Durante la giornata OMBRELLONI APERTI sarà possibile visitare lo studio degli artisti e delle artiste dell'artist-run space/OMBRELLONI.

In questa occasione verranno presentati i nuovi artisti e collettivi che da ottobre hanno deciso di spostare qui il loro studio. La formazione al completo: Alessandro Calizza, Cristallo, Greg Jager, Krizia Galfo, Luca Mamone, Scarful, Eelye Production (Luca De Benedetti, Marco Napoli, Simone Vacca, Tim Meaney), WOW - Incendi Spontanei (Francesco Seu, Giuliano Logos, Leonardo Scrima, Lorenzo Maragoni, Matteo Bussotti, Olympia), La Stanza Studio Lab (Brunello Terracciano, Valeria Vecellio).

Project Room Ombrelloni exhibition | dalle ore 16:00
in collaborazione con Studio Giga e il collettivo N0 art group

Con la PROJECT ROOM OMBRELLONI si intende creare uno spazio espositivo dal carattere estemporaneo e afocale, una collaborazione tra lo Studio GIGAe /OMBRELLONI dove verranno presentati gli artisti del collettivo N0 art group. La Project Room Ombrelloni si compone di un ciclo di cinque mostre a cura dell'artista Matteo Peretti(1975), già curatore dello Studio GIGA, spazio espositivo dedicato dal 2005 alla promozione della giovane arte italiana in via del Governo Vecchio, 43. Il protagonista della prima esposizione, Salvatore Mauro(1977), padrino spirituale della Project Room, già curatore e socio fondatore dello Studio GIGA, introdurrà i giovani artisti internazionali del collettivo N0 art group con una personale dal titoloMusiche Stellari(dal 23/10 al 04/12/2021)

Talk Sa.L.A.D | ore 18:30
in collaborazione con Davide Silvioli e Daniela Lancioni

Il primo talk di Sa.L.A.D. rifletterà sull’influenza della rivoluzione digitale nell’uso di media e tecniche tradizionali nell’arte. Realizzato in collaborazione con il curatore e critico d’arte contemporanea Davide Silvioli, vedrà come ospite la curatrice e storica dell’arte Daniela Lancioni. 
Il talk si svolgerà in un ambiente chiuso e con posti limitati. Accesso con green pass o secondo le modalità previste dalle norme in vigore.

Performance | ore 19:30
realizzata dal collettivo WOW - Incendi Spontanei

Poesia Performativa Aumentata è una performance intermediale del collettivo WOW - Incendi Spontanei, che mette in relazione poesia orale, sperimentazione sonora e videoproiezione. Luce, ombra, suono e silenzio sono co-vettori del messaggio poetico, che si concretizzano nello spazio tra performer e pubblico.

OMBRELLONI APERTI
23 ottobre 2021, ore 16-22 | /OMBRELLONI - Via dei Lucani 18, Roma
Ingresso gratuito fino esaurimento posti

Open Studio | dalle ore 16:00
Project Room Ombrelloni exhibition | dalle ore 16:00
in collaborazione con Studio GIGA e il collettivo N0 art group

Talk Sa.L.A.D | ore 18:30
in collaborazione con Davide Silvioli e Daniela Lancioni

Il talk si svolgerà in un ambiente chiuso e con posti limitati. Accesso con green pass o secondo le modalità previste dalle norme in vigore

Performance | ore 19:30
realizzata dal collettivo WOW - Incendi Spontanei


INFO
Ufficio Stampa Sa.L.A.D. - San Lorenzo Art District 
info@sanlorenzoartdistrict.it| www.sanlorenzoartdistrict.it
Giulia Doneddu: +39 393 0773704 | Alice Pio +39 347 5573210

/OMBRELLONI: ombrelloniartspace@gmail.com

Studio GIGA: info@studiogiga.com

WOW - Incendi Spontanei:ufficiostampa.wow@romapoetryslam.it