mercoledì 13 ottobre 2021

Un weekend all’insegna dell’arte contemporanea con Studio Azzurro, Luigi Ghirri e la videoarte latinoamericana

Luigi Ghirri, Puglia, 1982

Un week end all’insegna dell’arte contemporanea con Studio Azzurro, Luigi Ghirri e la videoarte latinoamericana. Il 15 e il 16 ottobre 2021 la road map dell’arte è tra Polignano a Mare e Monopoli. Una due giorni dall’alto valore culturale che si affianca alle iniziative già in corso nel territorio della Costa dei Trulli

Venerdì 15 ottobre 2021 alle ore 19 lo spazio Think Tank (ex deposito carburanti) di Monopoli apre al pubblico, in una collaborazione tra Fondazione Pino Pascali, Comune di Monopoli e Teatro Pubblico Pugliese, la mostra Meditazioni Mediterraneo di Studio Azzurro.

La mostra, spiega Studio Azzurro, “è il risultato di un viaggio compiuto all’interno di un’area geografica di cui riconosciamo una particolare sensibilità che trae origine dallo straordinario e tormentato fascino del suo territorio, ma anche della antica ricchezza delle sue culture e dalla mescolanza di razze, religioni, costumi rappresentate nei popoli che abbracciano questo specchio di mare. È una sensibilità che riesce in modo sorprendente a far emergere sopra un temperamento vulcanico, fatto di conflitti e tragedie, diversità e antagonismi, la bellezza e il sorriso, la familiarità e la naturalezza. Un’arte del vivere che può essere messa a disposizione del mondo intero”.

In mostra l’installazione interattiva Il confine dei corpi, una mappa geografica del Mediterraneo che richiama la poetica imprecisione degli antichi portolani: sarà il visitatore, camminando sull’installazione, ad attivare il messaggio implicito nell’opera, in una relazione evocativa tra corpo e mappa. Accompagnano l’opera I sette cavalletti in legno, diversi tra loro e carichi di significato, che scandiscono lo spazio e il passo del visitatore che dal tappeto sensibile si avvicina progressivamente al "teatro dei gesti artigiani". Chiude il percorso espositivo Il colore dei gesti, che richiama la sapienza antica e contemporanea dei maestri artigiani: “sono un centinaio”, spiegano gli artisti, “gli artigiani che abbiamo incontrato durante questi nostri viaggi lungo le coste del mare nostrum per il progetto Meditazioni Mediterraneo. Ciascuno di essi è ripreso nel proprio ambiente, con le mani in primo piano, e intreccia con gli altri un racconto di gesti e suoni che si genera dal comporsi delle forme dei manufatti”.

La serata è supportata da Bevande Futuriste.



Studio Azzurro, Meditazioni Mediterraneo

Sabato 16 ottobre, alle ore 18 la Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare inaugura la mostra Tra albe e tramonti. Immagini per la Puglia, in collaborazione con l’Archivio Eredi Ghirri. 

Il celebre fotografo, con il suo sguardo innovatore tra i più significativi della seconda metà del Novecento, intraprese nel 1982 un personale viaggio in Puglia, scattando oltre un centinaio di foto: una selezione importante tra queste fu allora esposta alla Fiera del Levante di Bari. La famiglia Ghirri, attraverso negativi e foto originali, ha ricostruito il viaggio per immagini del fotografo emiliano che tanto amava la Puglia e che più volte vi fece ritorno insieme ad amici a lui carissimi come Lucio Dalla, lo scrittore Gianni Celati e l’intellettuale e fotografo pugliese Gianni Leone. Questo importante corpus fotografico, parzialmente inedito, sarà esposto alla Fondazione Pino Pascali, accompagnato da una preziosa pubblicazione, l’unica dell’artista dedicata ad una regione italiana, con testi di Arturo Carlo Quintavalle, storico dell’arte, e un’intervista di Rosalba Branà, direttrice della Fondazione Pino Pascali a Gianni Leone. Edita da Mack Books, avrà una distribuzione internazionale e offrirà ai cittadini di tutto il mondo l’immagine della Puglia attraverso lo sguardo di uno dei più grandi artisti italiani, con i suoi scatti che raccontano il territorio un lirismo che coglie quell’identità profonda ed autentica che la nuova tipologia di turismo responsabile ricerca.

Il libro sarà presentato a febbraio 2022 in occasione del finissage della mostra e nella ricorrenza del trentennale della scomparsa di Luigi Ghirri.

Sempre il 16 ottobre 2021 inaugura nella project room della Fondazione Pino Pascali la mostra Latidos, a cura di Lucia Cupertino e Maria Rossi, promossa dalla rivista La Macchina Sognante. Latidos, che in spagnolo significa battiti, rimandando all’estrema vitalità dell’arte e della cultura latinoamericana, indaga le interconnessioni tra arti visive, antropologia e letteratura nel continente sudamericano. 

In mostra, le opere di: Andrés Montes Zuluaga (Colombia); Jade Rainho (Brasile); Michelle Angela Orti (USA/Mexico), Mingas de cuerpos (collettivo artistico sudamericano); Natalie Marx (Colombia/USA); Corporación Traitraico (Cile), Raúl Zecca Castel (Italia/Spagna).

La serata proseguirà alle 20.30 con il concerto Fiabe per pianoforte solo, conclusivo della rassegna musicale Stravinsky & Friends, promosso da Fondazione Paolo Grassi.

La pianista russa Varvara Nepomnyashchaya accompagnerà il pubblico nell'atmosfera fiabesca del folklore russo con le significative composizioni 'Petruška' e 'L’uccello di fuoco' di Igor Stravinsky e altre opere distintive di Nikolay Medtner, Sergei Prokofiev e Maurice Ravel. (Biglietteria Vivaticket o presso Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca; inoltre online su Vivaticket, Fondazione Paolo Grassi o Festival della Valle d'Itria. Il costo è di 10€ a persona per il biglietto intero e 5€ per il ridotto (destinato agli over 60, agli under 30 e alle famiglie). L'ingresso al concerto sarà consentito esclusivamente agli spettatori muniti di valido Green Pass.

15 ottobre, ore 19
Studio Azzurro. Meditazioni Mediterraneo
(fino al 16 gennaio 2022)
Think Tank (ex deposito carburanti)
Via Arenazza, 64, Monopoli
Uscita Conversano - Monopoli
orari: dal mercoledì al venerdì: dalle 17 alle 21; sabato e domenica: dalle 9 alle 13 e dalle 17 alle 21

16 ottobre, ore 18
Luigi Ghirri. Tra albe e tramonti. Immagini per la Puglia (fino al 20 febbraio 2022)
Latidos - project room (fino al 12 dicembre 2021)
Fondazione Pino Pascali
Via Parco del Lauro, 119
Polignano a Mare
orari: dal mercoledì alla domenica dalle 16 alle 20

info:
Ufficio stampa Fondazione Pino Pascali
press@museopinopascali.it
+39 3201122513

Einstein’s Sonata: una mappa sonora della Via Lattea al Festival della Scienza


“Cosa stai facendo così tardi la notte? Sto contando le stelle.
Conosci i loro nomi?Si.
Quante ne hai contato? Cento.
Sono tutte? Ce sono più di 100 nel cielo.
100 è sufficiente. Una volta che ne hai contate 100, tutte le altre centinaia sono uguali.
(Drowning by Numbers di Peter Greenaway)

Einstein’s Sonata è una performance diretta dall’artista visiva Samantha Stella, nata da un progetto dell’astrofisica Valeriya Korol. La musica è del compositore Andrea Valle ed è eseguita dal pianista Luca Ieracitano. La première nazionale, che si terrà a Genova il 29 ottobre, rientra nell’ambito del ricco palinsesto delFestival della Scienza, giunto alla diciannovesima edizione, che quest’anno ha come parola chiave “Mappe”. 

Il titolo della performance è un tributo ad Albert Einstein, Premio Nobel in Fisica nel 1921: il fisico teorizzò l’esistenza delle onde gravitazionali nella sua teoria generale sulla relatività, sebbene la rilevazione di tali onde sia stata possibile solo un secolo più tardi, nel 2015. Si tratta inoltre di un omaggio alla forte passione di Einstein per la musica - sua mamma Pauline era una pianista talentuosa, egli venne educato allo studio del violino sino dall’età di sei anni, e in seguito del piano. Secondo Einstein, la relazione tra musica e scienza era molto intima.

Tuttora questi segnali cosmici rappresentano un affascinante campo di studio, e se finora abbiamo rilevato solo onde provenienti dal lontano Universo, sappiamo che esistono molte sorgenti anchenella Via Lattea: le stelle nane bianche (punto finale dell’evoluzione per la maggior parte delle stelle nella nostra galassia), in sistemi binari molto stretti, ruotando l’una attorno all’altra producono infatti onde gravitazionali. Ognuna di esse emette una singola frequenza di onde (una nota), ma poiché le proprietà dei diversi sistemi possono variare, ogni binaria emetterà una notadiversa. Milioni di doppie nane bianche, che ci aspettiamo essere presenti nella Via Lattea, creano così una melodia della nostra galassia. Einstein's Sonatarappresenta dunque l’esplorazione musicale della mappa delle doppie nane bianche nella Via Lattea rilevabili da LISA (Laser Interferometer Space Antenna, futura missione dell’Agenzia Europea Spaziale) simulata negli studi di Valeriya Korol. Attraverso un processo di sonificazione, il compositore Andrea Valle ha trasformato i dati teorici ricevuti da Valeriya in una composizione intitolata Periplo del Latte(dove “periplo” è un termine latino che si riferisce al “viaggio”). Si tratta di un insieme di 11 pièces, eseguite dal pianista Luca Ieracitano.

Einstein’s Sonata è visivamente ispirato alla scena di apertura del film Giochi nell’acqua(Drowning by Numbers), 1988, del regista ed artista visivo britannico Peter Greenaway. Nella scena di apertura del film, una giovane ragazza vestita come la protagonista del dipinto Las Meninas(1656, del pittore barocco spagnolo Diego Velazquez), salta la corda contando le stelle nel cielo sino a 100. “Una volta che hai contato sino a 100” - dice la ragazza - “tutte le altre centinaia sono uguali”. In scena, accanto all’esecuzione pianistica di Luca Ieracitano e un reading di Samantha Stella, una ragazza indosserà un abito ispirato al film e realizzato dal costumista Pasquale Napolitano.

Al termine della performance, Valeriya Korol spiegherà la ricerca scientifica che ha portato alla costruzione della mappa. Andrea Valle parlerà di come i dati scientifici sono stati trasposti in musica. Samantha Stella e Luca Ieracitano presenteranno la loro interpretazione della Sonata.

Il progetto è sostenuto dallaGruber Foundation, gestita dalla International Astronomical Union, e dalla Netherlands Organisation for Scientific Research (NWO), che hanno assegnato a Valeriya una borsa di studio post-dottorato presso l’Institute for Gravitational Wave Astronomy of the University of Birmingham.

L’accesso alla performance è vincolato all’acquisto del ticket (giornaliero o abbonamento) al Festival della Scienza. Per maggiori informazioni sull’evento e sull’acquisto dei biglietti si può consultare il sito web del Festival della Scienza (www.festivalscienza.it). 

Relatori

Luca Ieracitano, pianista, studia questo strumento dall’età di 7 anni. Si è esibito in Europa, U.S.A. Giappone e Australia, in alcuni dei più importanti festival, come solista, musica da camera e orchestra. Negli ultimi 20 anni ha concentrato la sua ricerca sulla musica contemporanea e del XX secolo, ha debuttato con centinaia di nuovi lavori e collaborato con alcuni dei più grandi compositori. 

Valeriya Korol, astrofisica, lavora presso l’Institute for Gravitational Wave Astronomy dell’University of Birmingham. Studia come le onde gravitazionali provenienti da sorgenti all’interno della nostra galassia possono essere utilizzate per ricostruire la struttura e la storia della Via Lattea. È co-fondatrice del gruppo LISA Early Career Scientists, che sostiene la nuova generazione di scienziati/e che studiano le onde gravitazionali.

Samantha Stella, artista visiva, performer, set&costume designer, regista, cantante e musicista. Sviluppa principalmente progetti focalizzati sul corpo e pratiche di discipline live utilizzando differenti linguaggi, installazioni con elementi strutturali e corporei, fotografia, video, musica, voce. Il suo lavoro è stato presentato con debutti internazionali in gallerie di arte contemporanea, musei, teatri, chiese e castelli. (www.samanthastella.com)

Andrea Valle, docente di Semiotica e Programmazione Audio nella Performing Art presso l’Università di Torino (DAMS). Nasce come bassista, ha studiato composizione e ha sviluppato progetti che includono il controllo computazionale di oggetti fisici, con una preferenza particolare per il lavoro con materiali comunemente scartati. Il suo lavoro include anche improvvisazione, installazioni sonore, e musica per performance e installazioni multimedia. 

Einstein's Sonata - foto di Samantha Stella


Einstein’s Sonata: una mappa sonora della Via Lattea al Festival della Scienza
Conferenza / Spettacolo in première nazionale

Fedora Florian, performer
Luca Ieracitano, pianista
Valeriya Korol, astrofisica
Pasquale Napolitano, costumista
Samantha Stella, regista e performer
Andrea Valle, compositore

Palazzo Ducale, Sala del Maggior Consiglio, Genova
Venerdì 29 ottobre 2021 h. 21


Emanuele Scuotto - Purgatorio


PURGATORIO è la personale di Emanuele Scuotto che apre la strada alla sua nuova ricerca artistica, sviluppata secondo le istanze di una indagine solitaria che fa dell’eredità dei FRATELLI SCU8 punto di avvio per un itinerario soggettivo di grande intensità e che affida sempre alla scultura ed alla installazione i termini di un dialogo costante con la sua Napoli, la sua Storia e le sue storie, quelle che l’arte può svelare e trattenere nella memoria umana, nota, al contrario, per la cessione all’oblio. 

PURGATORIO si articola attorno ad alcuni punti chiave: il culto antico delle Anime del Purgatorio, una lettura metaforica di un rituale che, da sempre osteggiato e oggi destinato a scomparire, trova una moltitudine di nessi con il nostro tempo. La traduzione della duplice dimensione del sotto|sopra del mondo e dell’ultramondo attraverso la materia scultorea, argilla nera che racconta le viscere magmatiche partenopee e l’universo onirico e mistico ad esse legate. Una dualità che si rispecchia,in superficie nella scelta di dare corpo alla mostra secondo una scansione urbana ed architettonica: due luoghi espositivi, molto differenti tra loro, due giornate differenti per il vernissage, una project room creata in Nabi Interior Design per accogliere i nuovi lavori,accogliere, ammaliare e sorprendere con inattesi rituali i visitatori e uno spazio espositivo che si inabissa nella Napoli ipogea, la OFF Gallery.

Due prospettive intimamente legate e in dialogo continuo che percorreranno con l’artista un itinerario estetico, materico e di ricerca che desidera porre il visitatore di fronte ad una importante riflessione, subito dopo lo stupore, lo spirito di scoperta o di appartenenza di identità. Al centro di questi due poli un incontro con l’antropologo Stefano De Matteis, conversazione che pone Scuotto nei panni di un artista in grado, attraverso il suo Dna marcatamente napoletano, di addentrarsi nelle profondità dell’esistenza umana, raccontarsi e raccontare di luce e ombra, di inquietudine e bellezza, di dolore e rinascita: tutto ciò che potrebbe scomparire nella fretta del quotidiano rimane impresso nella materia, lavorata ad arte, e si trasforma in tasselli di memoria. Scuotto osserva e rielabora, interiorizza e trasforma, alla continua ricerca di una dimensione altra da raggiungere attraverso il suo linguaggio, la sua intima urgenza, il suo pane quotidiano: la scultura.“Con il suo sguardo profondo, quello di chi sa osservare l’orizzonte indefinito e lontano del mare o sa scrutare gli abissi delle viscere napoletane da cui il cielo mostra oniriche sfumature, ricorda Vulcano – o Efesto per la mitologia greca – creatore di materia dal profondo della terra.” – A. Immediato – e PURGATORIO diviene per ognuno di noi un personale viaggio nelle profondità inscrutabili e finalmente affiorate. 


Biografia dell’artista
Marano di Napoli, 1978.
Vive e lavora a Napoli. Diplomatosi al liceo artistico di Napoli, nel 1996 fonda la bottega d’arte La Scarabattola con i fratelli Salvatore e Raffaele: tuttora è uno degli autori del gruppo. Nel corso di più di venti anni di attività, le mostre più importanti da ricordare sono: Mostro…il diavolo del 2003, Pulcinella rifavola del 2004 e Il mondo sospeso del 2005, tutte allestite presso la Chiesa di San Severo al Pendino di Napoli. Del 2008 è Personaggi di terrore, demoniaci e magico-religiosi della tradizione natalizia meridionale, in collaborazione con Roberto De Simone, inaugurata presso la Reggia di Caserta. Al 2009 risalgono SCU8 Maninarte, a cura di Luca Beatrice, ospitata nei locali di Castel dell’Ovo e Tradizione in Azione, allestita presso il complesso di San Lorenzo Maggiore (Na). Lo stesso luogo viene scelto per la suggestiva installazione Mondi del 2010. Al 2013 risale l’organizzazione e la partecipazione a Paleocontemporanea, collettiva articolata in un percorso tra antichità ed espressioni artistiche contemporanee, sviluppato tra il Museo Archeologico di Napoli, il Museo e l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte e le Catacombe di San Gennaro. Nello stesso anno gli Scuotto danno vita alla galleria ESSEARTE, orientata ad una riflessione sull’opera d’arte, in particolare sull’oggetto artistico, e alla promozione dei più giovani; nel 2016 la galleria ospita La terra in una stanza – una wunderkammer per i fratelli SCU8, mostra nata per raccontare i venti anni di attività del gruppo. Nel 2018 Emanuele e Salvatore, con un’opera a quattro mani, sono tra gli artisti partecipanti a Ceramics now!,mostra allestita presso il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza in occasione del sessantesimo anniversario del prestigioso Premio Faenza.

Con Terra mia (2019, Nabi Interior Design, Napoli), mostra che lo vede unico autore delle opere, Emanuele inaugura il suo percorso artistico personale.

Luoghi
NABI Art Gallery 

Una fluida presenza di arte in tutte le sue forme convive con il design e l’arredo: mondi diversi che possono diventare complementari nel raccontare i propri spazi di vita.Da questa idea nasce NABI art gallery, una project room interamente dedicata alla scultura, alla pittura, alla fotografia, che trova posto all’interno di NABI Interior Design. 

Off Gallery 
Nel cuore del centro antico di Napoli, ad un passo dalla Cappella Sansevero, Off Gallery narra dell’amore di B. per l’arte, quella antica e quella contemporanea. Una colonna greca, scoperta quasi per caso, accoglie il visitatore in uno spazio dal forte carattere, carico di memorie e suggestioni, dove il passato che affiora dialoga con le opere degli artisti contemporanei in mostra. 

Il catalogo, contenente i testi critici di Azzurra Immediato, Alba La Marra e Stefano De Matteis sarà presentato in occasione del finissage della mostra.

L’ingresso alla mostra sarà contingentato in ottemperanza alle misure anti-COVID e sarà consentito ai soli possessori di Green Pass. All’ingresso si procederà alla misurazione della temperatura corporea e sarà disponibile il gel disinfettante. È obbligatorio l’uso della mascherina durante la permanenza negli spazi della mostra.

PURGATORIO emanuele scuotto
a cura di Azzurra Immediato

Organizzazione:
Nabi Interior Design, di Biancamaria Santangelo 
OFF Gallery, di Beniamino Manferlotti

Supervisione: 
Alba La Marra

Luoghi:
22 ottobre 2021 Nabi Art Gallery presso Nabi Interior Design, Via Chiatamone, 5a, 8012, Napoli
29 ottobre 2021 OFF Gallery, Via Raimondo de Sangro di Sansevero, 20, 80134, Napoli

Vernissages:
Venerdì 22 ottobre, ore 18.00 Nabi Interior Design
&
Venerdi 29 ottobre, ore 18.00 OFF Gallery

Date:
Ottobre – Dicembre 2021

Giorni ed orari di apertura: 
Nabi Interior Design: Lunedì – Sabato 10.00 -13.30 | 16.00 - 20.00
OFF Gallery: su prenotazione, tel. 3471276800

Info
Nabi Interior Design
Via Chiatamone, 5a, 80121 Napoli
Tel. 081 060 5284
Whatsapp: 335 148 7140
e-mail: info@nabidesign.eu

OFF Gallery
Via Raimondo de Sangro di Sansevero, 20, 80134, Napoli
Tel. 347 127 6800
e-mail:info@offgallerynapoli.it


Responsabile della comunicazione
Alba La Marra
Tel. 347 127 6800 
e-mail: albalama@inwind.it

Realizzazione grafica
Pablo Donadio


giovedì 7 ottobre 2021

Alice Padovani | Ecdysis. Economics of mutation


Deimatico, 2021 
installazione a tecnica mista, dimensioni ambientali 
Progetto in collaborazione con Massimiliano Camellini

La galleria di ricerca Amy-D Arte Spazio di Milano presenta, dal 7 al 28 ottobre, la personale di Alice Padovani, vincitrice del premio speciale Amy-d Arte Spazio ad Arteam Cup 2019.

Il progetto espositivo economART dal titolo Ecdysis. Economics of mutation, a cura di Livia Savorelli, è da concepire come un racconto diffuso e rizomatico intorno alla tematica del cambiamento – concepito come metamorfosi di stato fisico e metafisico – che si sviluppa negli spazi della galleria, attraversando idealmente la totalità della poetica dell’artista modenese che spazia dal disegno all’installazione, dalla fotografia alla performance.
In effetti Ecdysis, letteralmente “fare la muta”, indica espressamente un cambiamento che a partire dallo strato più materiale ed esterno, la pelle, muove verso quello più profondo, che resta per lo più nascosto dalla struttura e talvolta dalle resistenze morali. Un processo di mutazione, che prendendo a modello la metamorfosi della forma nel mondo animale, assume una connotazione più ampia che a partire dall’artista – la prima ad attivare su se stessa questo processo di distruzione, cambiamento e nuova nascita (emblematica in tal senso la serie fotografica Deimatico, realizzata in collaborazione con Massimiliano Camellini e scelta come immagine guida della mostra) – si estende idealmente a tutta l’umanità, manifestando l’urgenza di un’evoluzione, i cui resti sono abbandonati in favore di un corpo rinnovato, in una combinazione programmata o istintiva di distruzione e di crescita.

Il giorno dell’opening, giovedì 7 ottobre, è inoltre prevista un’azione performativa di Alice Padovani. Con (1) 1 performance per 3 movimenti di transizione, il cui sonoro è realizzato dalla band Le Piccole Morti, l’artista muove proprio dal cambiamento di stato e forma, attraverso tre movimenti che agiscono sulle tre forme transitorie del corpo di un insetto: le uova, la larva e il coleottero.


ALICE PADOVANI 
Nata nel 1979 a Modena, dove vive e lavora. Laureata in Filosofia e in Arti Visive, dalla metà degli Anni ‘90 al 2012 si forma e lavora come attrice e regista nell’ambito del teatro contemporaneo. Il suo linguaggio espressivo spazia dal disegno, all’installazione e alla performance. 
Fondendo la spontaneità dell’impulso creativo, al rigore del metodo scientifico, Alice Padovani propone nelle sue opere frammenti di una natura decontestualizzata e crea collezioni che sono, al contempo, cumuli e tracce: nature morte in cui fragilità e solidità giocano con la loro stessa materia e dove il tempo sembra aver perduto il proprio diritto di corruzione. Elementi vegetali e animali dialogano assieme ad altri objets trouvés nel tentativo di instaurare un equilibrio tra l’effimero del corpo organico e la solidità della forma inorganica.
Il rapporto con l'elemento naturale è ben spiegato in queste parole estratte da una recente intervista all'artista «la natura rappresenta per me il regno della molteplicità, del sensibile e della contraddizione perché in grado di suscitare sentimenti di gioia e disperazione, di dolore e di piacere. È vita e morte che si rincorrono in modo perpetuo del tutto fine a sé stesso, e ritrovandomi perfettamente nelle parole di Tolstoj, “già lo conosco, non cerco di sciogliere il nodo, ma mi accontento di questa oscillazione”». La natura è dunque un’entità da frequentare quotidianamente e “riclassificare” in maniera tutt’altro che scientifica, seguendo soprattutto il filo del tempo e dell’emotività. 
Le sue opere sono state esposte in mostre personali, collettive e fiere d’arte a carattere nazionale e internazionale ricevendo numerosi premi e riconoscimenti. Nel 2019: il Premio Umberto Mortari come sostegno alla carriera - London Artrooms Awards, il Premio residenza Fonderia Artistica Versiliese - London Artrooms Awards, il Premio residenza Festival for the Earth e il Premio speciale Galleria Amy D Spazio Arte Milano ad Arteam Cup 2019; nel 2018: Primo premio Scultura - Premio Nocivelli 2018, Premio speciale Galleria Guidi&Schoen - Arteam Cup 2018, Biafarin honor award – Arte Laguna Prize, Paratissima Talent Prize - Paratissima Bologna.
I suoi lavori fanno parte di alcune importanti collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.


          


Alice Padovani
Ecdysis. Economics of mutation
a cura di Livia Savorelli

7 - 28 ottobre 2021
Opening giovedì 7 ottobre alle ore 18
In occasione dell’opening l’artista realizzerà (1) 1 performance per 3 movimenti di transizione

Prenotazione obbligatoria entro lunedì 4 ottobre, inviando mail a: info@amyd.it

AMY d Arte Spazio
via Lovanio 6, Milano

Orari: lun-ven 11-19
Sabato e festivi su prenotazione

Info: www.amyd.it
info@amyd.it
+39 02654872

mercoledì 6 ottobre 2021

EPISTÈME - Distinguere senza separare

Marini Gasparini, 2019

Nel corso di tre anni di attività, con all’attivo quindici progetti espositivi e un ampio numero di incontri pubblici e progetti collaterali, mtn | museo temporaneo navile ha cercato di intessere un discorso in stretta relazione con la contemporaneità, ritenendo l’arte un modo per lavorare sulle strutture che formano e determinano l’assetto di una società. I vari progetti espositivi non sono stati intesi solo come un momento celebrativo del lavoro dei singoli artisti, bensì come un dispositivo per conoscere e approfondire, attraverso l’arte, le strutture di pensiero sulle quali si fonda il nostro tempo: arte come strumento conoscitivo.

Mai come oggi dovrebbe apparire inequivocabile il fatto che la conoscenza, e quindi il lavoro intellettuale in senso esteso e trans-disciplinare, sia fondamentale non solo per attraversare periodi di crisi e incertezza, ma anche per scongiurare la dissoluzione della civiltà stessa. In un esercizio di conoscenza equilibrato e cauto va oggi rilevato il fenomeno, largamente diffuso e in costante affermazione, della dipendenza epistemica: l’affidare ad altri l’universo delle proprie conoscenze. I codici, così, non vengono creativamente conosciuti e sviluppati bensì mutuati, accettati aprioristicamente. Come se qualcuno, in una stanza piena di persone, affermasse che fuori piove e nessuno sentisse il bisogno di verificare se effettivamente ciò stia realmente accadendo”, scrive il curatore Marcello Tedesco. 

Per questo, per cercare di affrontare un tema così delicato e di enorme interesse per la collettività, mtn | museo temporaneo navile ha deciso di proporre la mostra collettiva EPISTÈME. Distinguere senza separare affidandosi all’esperienza creativa di tre artiste di incredibile rigore, che nel corso della propria vicenda artistica sono riuscite a dissolvere le artificiali sovrastrutture che inibiscono un reale processo conoscitivo: Marina Gasparini, Martina Roberts, Silvia Vendramel.

Quello che offrono a noi sono delle prelibatezze, frutto di una faticosa e profonda aratura. Ognuna di esse, pur mantenendo una specificità di linguaggio, affronta e risolve il capitale (storico) conflitto tra un sapere metafisico e uno di tipo tecnico-scientifico. Il valore più significativo che si intravede nella loro ricerca è quello di aver scoperto il modo di distinguere senza separare, riconciliare gli opposti. Anche la felice oscillazione tra una dimensione strettamente artistica e un’altra legata all’artigianato, al lavoro manuale e alla sapienza dei materiali, racconta di una ricerca calata nel mondo e nella sua multiformità, in alcun modo ostaggio di rigide ortodossie. I presupposti del lavoro delle tre artiste, e la prassi utilizzata per delineare la propria ricerca, offrono importanti spunti in un periodo dove le forze in campo tendono a porsi unidirezionalmente verso le polarità, piuttosto che cercare un equilibrio al centro, inibendo in questo modo la natura stessa del processo conoscitivo.

“Nel suo testo ‘Le parole e le cose’, il filosofo Michel Foucault descrive i ‘codici fondamentali’ che fondano una cultura e che influenzano non solo il modo di pensare corrente, e quindi la gestione di determinate situazioni, ma anche l’esperienza stessa dell’essere al mondo. Evidente, allora, come sia idealmente opportuno, oggi più che mai, un esercizio epistemico, condiviso e diffuso, e non una cultura dei pochi che domina paternalisticamente sui molti come direbbe Cesare Zavattini”, scrive Marcello Tedesco.

Come da un anno a questa parte, il progetto espositivo è pensato principalmente per essere visto dall’esterno di mtn | museo temporaneo navile, attraverso le sue monumentali vetrate. In questo modo vogliamo suggerire che sono le opere a dover andare oggi verso il pubblico e non viceversa. Inoltre, in questo modo la mostra è democraticamente esperibile da chiunque in qualsiasi momento del giorno o della notte, in autonomia. L’interno del museo rimane vuoto: un’assenza che ci ricorda l’importanza di comprendere e interpretare in modo nuovo il nostro tempo.


Il progetto è curato da Marcello Tedesco.

La mostra è sempre visibile dall’esterno del museo.
Orari: venerdì dalle 15 alle 19, solo su appuntamento: info@museotemporaneonavile.org


Marina Gasparini (Gabicce Mare, vive e lavora a Bologna)
Marina Gasparini basa la sua pratica artistica principalmente sull’installazione site-specific, partendo dalla riformulazione di iconografie provenienti da epoche e culture diverse in dialogo con lo spazio pubblico. L’uso della scrittura e dell’emblema visivo e l’utilizzo delle fibre tessili, sono elementi con cui intrattiene un rapporto privilegiato e costante pur se assoggettato a continue riformulazioni. Ha esposto in gallerie e musei in mostre personali e rassegne internazionali di fiber art. Ha tenuto workshops e residenze artistiche in Spagna, Belgio, Finlandia, Stati Uniti, India, Giappone, Turchia. È docente all’Accademia di Belle Art di Bologna.

Martina Roberts (Torbay, UK, 1970, vive e lavora a Bologna)
Si è laureata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Ravenna e ha frequentato la University of the West of England, Bristol (UK). Insegna Decorazione del tessuto all’Accademia di Belle Arti di Rimini. Nel 2019, vince, in gruppo con l’artista Antonio Violetta, il concorso pubblico per la realizzazione di due opere d’arte per la nuova sede del Compartimento Regionale e Sezione Provinciale della Polizia Stradale di Bologna. Del suo lavoro scrive: “Come un baco da seta produco un filo, disegnato o dipinto per esplorare l’ignoto. Sono improvvisazioni nel vuoto, uno spazio aperto all’imprevisto, dove tessere forme figurative e astratte. È una trama generatrice, una rete simbolica che fa emergere e fluire l’esperienza”.

Silvia Vendramel (Treviso 1972)
Si dedica alla scultura e all’installazione assemblando elementi di diversa natura e incorporando un ampio raggio di materiali di tipo domestico, industriale e naturale. Le sculture in metallo e cemento in mostra, realizzate di recente, recano come filo conduttore la presenza di elementi cuneiformi che richiamano l’idea di passaggio. Vendramel si serve di manufatti da lei realizzati e di elementi incontrati e collezionati nel tempo, assemblandoli come fossero snodi o giunzioni che attraversano lo spazio alludendo all’idea di flusso. Uno dei tratti caratteristici delle sue sculture è il forte contrasto tra brutalità e delicatezza dato dall’impiego di elementi modellati grossolanamente insieme a dettagli e fregi di tutt’altra natura: tale contrasto porta alla luce una sorta di ambiguità formale che è per lei strategia per portare lo spettatore vicino al lavoro invogliandolo a entrare in stretto contatto con l’opera.

EPISTÈME
Distinguere senza separare
Marina Gasparini, Martina Roberts, Silvia Vendramel
08|10-05|11|2021

Via John Cage 11/a – 13/a

martedì 5 ottobre 2021

Mostri. La dimensione dell’oltre

 Agostino Arrivabene

Il Museo Civico di Crema e del Cremasco ospita nelle Sale Agello dal 23 ottobre al 12 dicembre la rassegna espositiva Mostri. La dimensione dell’oltre, a cura di Silvia Scaravaggi, una raccolta di 112 opere su carta, tra grafiche, libri e illustrazioni, dedicate alle figure del mostruoso nella letteratura e nell’arte, dall’Ottocento fino a oggi, molte delle quali prestate dallo storico dell’arte Emanuele Bardazzi che ha avuto un ruolo chiave nello sviluppo dell’esposizione e nella stesura del catalogo.

Il percorso della mostra si muove su due linee – un filone fantastico-onirico e un filone simbolico-esoterico – e indica, con l’immediatezza dell’iconico satiro di Austin Osman Spare, straordinario artista inglese, in Italia ancora troppo poco noto, i riferimenti a cui tutto l’itinerario espositivo guarda. Accanto a Spare, nell’altezza dei risultati raggiunti, Marcel-Lenoire Albert Welti, i fiamminghi James Ensor, Félicien Rops, Charles Doudelet. Centauri, sirene, streghe, spiriti e danze macabre popolano le pareti nelle immagini di incisori italiani e stranieri quali Raoul Dal Molin Ferenzona, Antonello Moroni, Marcel Roux, Carl Schmidt-Helmbrechts, Giulio Aristide Sartorio, Julius Klinger, František Kobliha, Francesco Nonni.Tra i libri sono esposti gli esemplari Tales of Mystery and Imaginationdi Edgar Allan Poe e il Faust di Goethe, entrambi illustrati da Harry Clarke, Il castello del sogno di Annibale Butti illustrato da Alberto Martini, Manhood di Ralph Nicholas Chubbe Goblin Market di Christina Rossetti con le illustrazioni di Arthur Rackam, Der Golemdi Gustav Meyrink illustrato da Hugo Steiner-Prag.

Nella dimensione del sogno e della fantasia si incontrano le straordinarie figure selvagge di Maurice Sendak che negli anni Sessanta del Novecento pubblicava Where the Wild Things Are, i suoi mostri erano creature che riportavano a una origine selvatica e libera nella loro essenza. Accanto a questo straordinario capitolo dell’illustrazione contemporanea, Post-it Monster di John Kenn Mortensen e L’Ospite Equivoco (The Doubtful Guest) di Edward Gorey, i disegni dell’illustratrice Nicoletta Ceccoli che racconta l’oggi attraverso le rappresentazioni di personaggi delle fiabe o del mito, con i corrispettivi mostri, fino al segno di Matteo Giuntini dove si sovrappongono strati di significati e colore e infine a Jacopo Pannocchia con il suo cupo immaginario fatto di ibridazioni tra esseri viventi.

Tre contemporanei chiudono l’esposizione con disegni originali e xilografie, Agostino Arrivabene, Edoardo Fontanae Francesco Parisi, artisti che, pur nella spiccata diversità, condividono una comune ispirazione: giungendo ognuno a risultati estremamente singolari, personali, non confondibili, radicano la loro ricerca nella più tradizionale ispirazione artistica tracciando una linea che attraversa Umanesimo, Primitivismo e Simbolismo. 

L’esposizione Mostri. La dimensione dell’oltre è una riflessione sulla potenzialità del mostro come tramite per un’altra dimensione. Non tratta il concetto in quanto deformità, negli aspetti della teratologia, indaga, invece, attraverso un percorso tra le più ricche espressioni dell’arte grafica e del libro illustrato, un’etica del superamento in cui si condensa una rivoluzione: l’accoglimento dell’alterità, l’ammissione di una realtà flessibile e fluttuante, affatto definitiva o rigida. 

Il mostro nell’esposizione, che è tale grazie alla concorrenza di due preziose collezioni d’arte private di Milano e Firenze, è inteso come figura di rivelazione. Mostro è rivelazione di qualcosa che doveva restare occulto e improvvisamente riappare: la mitologia, le divinità, il rapporto dell’uomo con la natura, gli esseri soprannaturali, i simboli legati non solo a taluni rituali bensì anche a cruciali momenti storici e sociali, di cui sono riflesso spesso rivelatore. 

Il mostro entra nell’immaginario dell’uomo fin dall’origine e in ogni cultura e tradizione. Per cogliere appena l’ampiezza e varietà della sua presenza, almeno nella letteratura occidentale, è sufficiente pensare alla Divina Commediadi Dante, al Paradiso Perdutodi Milton, o ai più recenti Draculadi Braham Stoker e Frankesteindi Mary Shelley. Le mutevoli forme del mostruoso, accompagnate da fascino e timore, in bilico tra luce e oscurità, abitano narrazioni e illustrazioni, ma, per quanto multiforme il mostro possa apparire, egli è sempre un simbolo posto lungo un confine, una soglia che offre accesso a un orizzonte ignoto, a un abisso sconosciuto o che riporta in superficie elementi accantonati, temi celati e diversità negate. Alcuni mostri hanno un nome proprio, sono Lilith, Lucifero o Satana, Frankenstein o Dracula, alcuni mostri hanno un pubblico, adulto o giovane. Scopriamo tendenze e predilezioni guardando nella ricerca artistica a partire dagli anni a cavallo tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. Un momento in cui, nuovamente come già accaduto in precedenti periodi storici, uno fra tutti il Medioevo, l’attenzione si sposta su ciò che è irrazionale, inconscio. Studiosi, artisti, letterati si dirigono verso il superamento delle barriere dei sensi e ciò accade anche come stretta conseguenza di un mondo illuminista che aveva migliorato la visione razionale della vita ma al contempo forzato troppo nella direzione del positivismo, conducendo inevitabilmente gli intellettuali, gli artisti e le anime curiose verso l’ignoto. Nell’esposizione il percorso di conoscenza del mostro ha inizio sul finire dell’Ottocento e celebra quello straordinario momento di fervore artistico e culturale capace di valorizzare come mai prima e, forse, mai in seguito, la fascinazione dell’invisibile, dell’irrazionale, dello sconosciuto. 

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Museo Civico Crema con testi critici di Emanuele Bardazzi, Edoardo Fontana e Silvia Scaravaggi.


* William Blake’s Writings. Selection from the writings of William Blake with an introductory essay by Laurence Housman, Londra, Kegan Paul, Trench, Trübner, & Co. Ltd., 1893, p. 258.

Dante Gabriele Rossetti, Lilith

INFO
Mostri. La dimensione dell’oltre
23 ottobre - 12 dicembre 2021
A cura di Silvia Scaravaggi

Sale Agello – Museo Civico di Crema e del Cremasco
Piazzetta W. T. Gregorj, 2, Crema (CR)

Mostra prodotta e promossa da
Comune di Crema, Assessorato alla Cultura

Catalogo edito da Museo Civico Crema
con testi critici di Emanuele Bardazzi, Edoardo Fontana e Silvia Scaravaggi

Orari
Sabato e domenica, 10.00/12.00 – 14.30/17.30; lunedì-venerdì su appuntamento
Per accedere alle Sale Agello del Museo è necessario essere muniti di Green Pass e mascherina
Ingresso gratuito

Per informazioni
T. 0373 257161 / 0373 894481 – scripta@comune.crema.cr.it
www.culturacrema.it

Ufficio stampa
Sara Zolla | Ufficio stampa e comunicazione
T. 346 8457982 – press@sarazolla.com

lunedì 4 ottobre 2021

VULNERABILE di Giulia Spernazza


Sabato 23 ottobre la galleria d'arte FABER ospiterà la mostra VULNERABILE di Giulia Spernazza.
Il titolo intende mettere in evidenza la parte più sensibile che è dentro ognuno di noi, la nostra “zona cieca”, un territorio che vale la pena perlustrare e osservare con estrema compassione.
Accogliere le nostre imperfezioni trasformando le debolezze in punti di forza. Rendersi vulnerabili. Superare le paure accettando il rischio di essere feriti nell'esporsi senza corazze. Lasciare che le emozioni ci attraversino e trapelino, mostrarsi per ciò che si è, connettersi con gli altri. Partendo dalla difficile osservazione delle parti buie celate nell'intimo, si assiste al loro progressivo scioglimento nel tentativo di intercettare la purezza che è in noi, al di là della forma e dell’impermanenza.
In tal senso la mostra si apre con la serie Nodi/Snodi, sviluppata nell’ultimo anno e influenzata inevitabilmente dalla complessa situazione che in parte stiamo ancora vivendo. Il nodo come simbolo di ciò che non è stato risolto e che nel periodo di solitudine trascorso è emerso dalla sensibilità dell'artista. Le prime opere appaiono proprio per questo statiche, sospese nel tempo e nello spazio, soggette alla forza di gravità in modo drammatico. Proseguendo si assiste a un lento districamento, ogni singolo lavoro è al tempo stesso l’istantanea di una condizione interiore e la testimonianza di un processo in divenire.
Si tende a una crescente leggerezza, a una materia sempre più trasparente, quasi impercettibile al fine di trascenderla. Questo progressivo processo di ascesa è percepibile nel cambiamento del materiale che passa dal tessuto alla carta e nel corrispettivo mutamento cromatico dal grigio scuro all’ocra.
Nella parte finale dell'esposizione l'atmosfera assume sfumature vivide, quasi liquide, le opere appaiono più essenziali, lo spazio inizia a dilatarsi; la carta emerge dalla paraffina, prevalgono trasparenze, bianchi e toni delicati.

VULNERABILE. Arte come espressione di una ricerca introspettiva che indaga le profondità dell'io, invitando l'osservatore a entrare in contatto con le proprie fragilità e, con coraggio, manifestarle.

GIULIA SPERNAZZA
(Roma 1979)
Lavora a Roma presso lo spazio Fondamenta Gallery. Nel 2008 consegue il Diploma Accademico in Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Roma.
Nel 2012 espone nella Mostra Collettiva “L’Intimo mistico dell’Opera” presso il Museo Centrale Montemartini (Roma). Nel 2014 viene invitata al Premio Adrenalina, dove vince il I° premio nella categoria Installazione. Nel 2018 effettua la mostra personale “natura pura” presso la galleria d’arte FABER.
Nel 2019 viene selezionata per il Premio Arteam cup, dove vince la residenza presso il MuSa (Museo civico italiano di arte moderna e contemporanea di Salò ). Nel 2019 partecipa alla mostra “Ex Voto per arte ricevuta” presso il Museo Marino Marini (Firenze). Le sue Opere sono entrate in permanenza nella collezione del Museo Michetti (Francavilla a Mare). 



VULNERABILE di Giulia Spernazza
a cura di Cristian Porretta
dal 23 ottobre al 4 dicembre 2021

martedì - sabato 10:00 - 19:00
domenica su appuntamento

La mostra sarà visitabile nel rispetto delle normative sanitarie vigenti.

galleria d'arte FABER
Via dei Banchi Vecchi 31, 00186 Rome
tel +39 06 68808624
info@galleriadartefaber.com
galleriadartefaber.com