giovedì 29 ottobre 2020

Daniele Puppi | 2020


Magazzino è lieta di annunciare l'inaugurazione della terza mostra personale di Daniele Puppi in galleria, dopo FATICA N.17 (2002) e BLAST (2013), accompagnata da un contributo critico di Valentino Catricalà e Barbara London. 

In 2020, Puppi presenta due videoinstallazioni inedite. 

La video installazione THEY LIVE (2019) parte da un frammento dell’omonimo film di John Carpenter del 1988. L’iconica scena di combattimento (una delle più lunghe della storia del cinema) è trasformata radicalmente dall’artista mediante il movimento cinematico, il suono innestato incalzante e minaccioso e la dimensione monumentale della proiezione. Questa rianimazione rende l’opera carica di energia ostile ed avversa, trascinando lo spettatore in un ipnotico cortocircuito tra l’esterno del cortile e l’interno sbarrato della galleria. Un interno liberato dalla sua funzione “espositiva”. Un expanded cinema che si proietta in uno spazio totale.

NOTTURNO (2020), per contrasto ha l’immobilità di un’immagine costruita in laboratorio che fissa l’esterno. L’opera cattura ciò che si vede fuori dallo studio dell’artista: una tempesta elettromagnetica di fine estate. Per un lasso di tempo prolungato si susseguono nel cielo una serie di scariche elettriche, la cui percezione è amplificata dal lavoro in post-produzione; questo paesaggio, carico di mistero, emana forze ambigue e non precisamente definibili.

2020 è un’attonita trascrizione che cerca, con rispetto, di non imporre un significato né di affidarsi alla suggestione simbolica dell’immagine. Puppi ricerca piuttosto una oggettività paziente, in grado di arrivare al fondo. Scuotendolo. 

Per consentire una più facile partecipazione, l'inaugurazione avverrà dalle ore 17.00 alle 21.00 del 12 Novembre.

AVVISO IMPORTANTE: in merito alle nuove misure di sicurezza legate all'emergenza epidemiologica da Covid-19, Magazzino predisporrà un limite di presenza fisica all'interno degli spazi espositivi durante l'inaugurazione, di 10 persone. All'interno dei locali della galleria, così come all'esterno, sarà obbligatorio l'uso dei dispositivi di protezione individuale. Per salvaguardare la vostra salute e quella degli altri partecipanti all'evento, vi invitiamo a rispettare queste indicazioni di sicurezza, e vi ringraziamo sin d'ora per la comprensione.

Daniele Puppi (1970) vive e lavora tra Pordenone e Roma. Fin dagli esordi alla metà degli anni Novanta, lavora a scardinare quell'idea di spazio che ancora si percepisce e ruota all'interno delle coordinate euclidee. Privilegiando la video installazione, ha manifestato una nuova attitudine al mezzo enfatizzando e rovesciando radicalmente l'utilizzo del suono e della riconfigurazione visivo-architettonica. Puppi concepisce il lavoro come un vero e proprio work in regress, che nasce dopo un periodo di gestazione trascorso all’interno degli spazi, durante il quale l’artista sperimenta l’ambiente e stabilisce con esso una relazione quasi carnale, valutandone limiti e potenzialità. Le tecnologie utilizzate sono funzionali all’attivazione e all’amplificazione multisensoriale delle facoltà percettive, visive e uditive dello spettatore, come parte integrante dell’opera stessa. Lo spettatore è chiamato a entrare in una nuova e straniante dimensione spazio-sensoriale. Tra le principali mostre personali: RESPIRA (Galleria Borghese, Roma 2017); Gotham Prize (Istituto italiano di cultura, New York 2015); 432 HERTZ, (Australian Experimental Art Foundation, Adelaide 2013); HAPPY MOMS (MAXXI, Roma 2013); FATICA N..23 (Galleria Nazionale, Roma 2010); FATICA N..16 (HangarBicocca, Milano 2008); FATICA N.27 (Melbourne International Arts Festival. Melbourne 2005). Tra le principali mostre collettive a cui ha partecipato: 18° Festival Internacional de la imagen(Manizales, CO, 2019); The Raft - Art Is (Not) Lonely (Mu.ZEE - Oostende, 2017); 17 New Artists Integration (Jan Fabre Troubleyn/ Laboratorium, Antwerp, 2015); EL TOPO (Nuit Blanche, Paris, 2013); Digitalife – Human Connections (Ex-Gil/ Macro Museum, Rome, 2012); Spheres 4 (Galeria Continua/ La Moulin, France, 2011/12); Taking Time (M.A.R.C.O. Museum, Vigo, Spain, 2007); Tupper und Video (Marta Herford Museum, Germany, 2006). 

Daniele Puppi | 2020
A cura di Valentino Catricalà
12 Novembre - 12 Dicembre 2020

Inaugurazione Giovedì 12 Novembre 2020
Ore 17.00 - 21.00


Via dei Prefetti, 17 - 00186 Roma - Italy | T +39066875951 | info@magazzinoartemoderna.com
www.magazzinoartemoderna.com | fb /magazzinogallery | ig @magazzinogallery

Max Renkel | Score, Form, Two Heads



Mario Iannelli ha il piacere di presentare una mostra di Max Renkel dal titolo “Score, Form, Two Heads” dal 10 novembre al 31 dicembre 2020.

Il titolo della mostra è un gioco linguistico che, nonostante sembri apparentemente avere un senso compiuto, è ottenuto invece mediante l’accostamento di termini provenienti da contesti diversi. 
Con la narrativa tipica del cut-up, Renkel presenta un gruppo di tre opere: “Score” che consiste in una composizione di frammenti di rami inseriti in una cornice vuota, “Form” ovvero il dipinto di una forma astratta e “Two Heads”, due sculture dalle fattezze primitive. “Score, Form, Two Heads” rimanda quindi ad un significato logico che va oltre la comprensibilità letterale, aspirando a sottolinearne principalmente il processo creativo. Una mappa concettuale che, partendo da un diagramma, passa attraverso un’immagine e termina nel volume. Ciò che ne emerge è sia la centralità del processo percettivo sia quella metodologica dell’opera d’arte.

In quest’ottica si inquadra la scelta di includere un insieme di opere di artisti con cui la galleria collabora, condividendone così una prossimità d’indagine e con lo scopo di estendere la riflessione attraverso ulteriori connessioni.

Fa parte della mostra un'edizione con testi di Max Renkel e Giuseppe Garrera.

Max Renkel (1966, Monaco, Germania) vive e lavora a Roma.
Mostre (selezione): Galleria Ugo Ferranti, Roma: 2002, 2003, 2006, 2007; Galleria Lorcan O'Neill, Roma: 2004, 2007, 2012; Galerie Thomas Flor, Düsseldorf: 2005; Schirmer/Mosel Showroom, Monaco: 2009, 2010, 2012, 2017; Una Vetrina, Roma: 2014, 2015, 2016, 2017, 2019; Marco Gietmann, Berlin: 2014, 2019.

La mostra è aperta dal mercoledì al venerdì dalle 16 alle 19 o su appuntamento.

ENG____

Mario Iannelli is pleased to present an exhibition by Max Renkel entitled “Score, Form, Two Heads" from 10 November to 31 December 2020.

The title of the exhibition is a linguistic game that seems to have full sense, but it is obtained by combining terms from different contexts.
With the typical narrative of the cut-up, Renkel presents a group of three works: "Score" which consists of a composition of branches inserted in an empty frame, "Form" the painting of an abstract form and, "Two Heads", two sculptures with primitive features.
”Score, Form, Two Heads" therefore refers to a logical meaning that goes beyond our literal comprehensibility, aspiring to emphasize mainly the creative process.
A conceptual map that it starts from a diagram passes through an image, and it ends in a volume.

What comes to light it is either the centrality of the perceptual process and the methodological one of the work of art.

In this perspective, the choice of including a set of artists works with whom the gallery cooperates, thus sharing proximity of investigation and aiming to extend the reflection through further connections.

An edition featuring texts by Max Renkel and Giuseppe Garrera is part of the exhibition.

Max Renkel (1966, Munich, Germany) lives and works in Rome.
Selected exhibitions: Galleria Ugo Ferranti, Rome: 2002, 2003, 2006, 2007; Galleria Lorcan O'Neill, Rome: 2004, 2007, 2012; Galerie Thomas Flor, Düsseldorf: 2005; Schirmer/Mosel Showroom, Munich: 2009, 2010, 2012, 2017; Una Vetrina, Rome: 2014, 2015, 2016, 2017, 2019; Marco Gietmann, Berlin: 2014, 2019.

The exhibition is open from Wednesday to Friday 4-7pm or by appointment.

Max Renkel
Score, Form, Two Heads

Inaugurazione 10.11 ore 16-20
10.11 - 31.12.2020


Via Flaminia 380
00196 Roma
+39 06 92958668

Performative Habitats, il progetto di Egle Oddo

Egle Oddo, Growing a Language

Inaugura il 12 novembre 2020 Performative Habitats, il progetto di Egle Oddo realizzato grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo nell’ambito del programma Italian Council. Primo appuntamento la mostra Cinque Storie Brevi presso la galleria GMK accompagnata da una serie di performances.

In programma una serie di mostre, azioni, eventi, dibattiti e lectures tra Zagabria, Palermo, Roma, Vienna, Tunisi, Mänttä e Helsinki, che culmineranno in una installazione en plein air pensata per il XXV Mänttä Festival di Arte Visiva in Finlandia, a giugno 2021 e che sarà attivata durante l’estate attraverso un calendario di performances.
Il progetto Performative Habitats è a cura di Lori Adragna e si articola in più momenti creativi: il tutto sarà raccontato da una pubblicazione monografica realizzata in collaborazione con postmediabooks.

L’artista creerà sculture viventi e installerà dei giardini evolutivi (così chiamati per indicare la loro continua evoluzione e mutazione), vere e proprie opere d’arte accessibili al pubblico. Per realizzarli Egle Oddo pianta semi di cultivar (varietà coltivate) congiuntamente a semi di specie selvatiche, annullando così la linea di demarcazione che separa il design dei siti per l’agricoltura, dal design dei parchi urbani destinati al tempo libero e dall’apparenza caotica delle lande selvatiche. Sono insoliti assemblaggi di piante, che si distinguono nettamente dall’ambiente circostante grazie alla loro singolare identità biotica. Questi giardini diventano zone protette per la biodiversità, permettendo alle specie più vulnerabili di prosperare. Nel corso del progetto l’artista li attiverà attraverso un programma di performance collettive, osservando il modo in cui diverse forme di vita si relazionano tra loro.

Con Performative Habitats biologia, botanica e scienze naturali incontrano i molteplici linguaggi delle discipline artistiche. In un momento storico come questo che vede il cambiamento climatico tra le emergenze primarie, l’artista, nata in Italia e residente in Finlandia, si prefigge l’obiettivo di riconvertire le pratiche quotidiane e stabilire nuove modalità di produzione che siano sostenibili per l’ambiente.
Prima di concludersi al Mänttä Festival, la serie di azioni performative avrà luogo in Croazia, Austria, Italia, e Tunisia. Il progetto si avvale della collaborazione dei seguenti partners: galleria GMK, galleria Myymälä2, Mänttä Festival, Pixelache Helsinki, Dipartimento STEBICEF e Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Universitá di Palermo, CBBC - Centro di Biotecnologia di Borj Cedria. Nelle sedi specifiche il progetto si avvale della collaborazione con le seguenti curatrici: Lea Vene alla galleria GMK, Croazia; Basak Senova all’Università delle Arti Applicate di Vienna; Anna Ruth al Mänttä Festival, Finlandia.

Supportano il progetto: l’Italian Council (VIII edizione, 2020), programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo; the Arts Promotion Centre Finland; the Finnish Cultural Foundation; l’Istituto Italiano di Cultura di Helsinki; l’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi.

Contatti e informazioni
Ufficio stampa Santa Nastro, snastro@gmail.com, Tel: +39 3201122513
Per interviste in Italiano e Francese: curatrice Lori Adragna, adragnalori@gmail.com, Tel +39 3342880999
Fotografia Antti Ahonen

mercoledì 28 ottobre 2020

Roberta Meldini - Plastica linearità e sinuosa tridimensionalità

Roberta Meldini nel 1951 presso l'Accademia di Belle Arti di Roma


In occasione del novantesimo anniversario dalla nascita, dal 3 febbraio al 5 marzo 20121 sarà fruibile al pubblico di Palazzo Merulana la prima mostra retrospettiva dedicata all’artista Roberta Meldini, scultrice e disegnatrice protagonista di rilievo nel panorama artistico della seconda metà del Novecento.

La mostra è a cura di Brigida Mascitti ed è organizzata da “Associazione Culturale Roberta Meldini per l’Arte Contemporanea” con i patrocini del Comune di Roma e della Regione Lazio.

In esposizione una selezione di oltre 50 opere – 16 tra sculture in bronzo, cemento, e terracotta e 36 tra dipinti, grafica incisoria e disegni a linea continua – rappresentativa della produzione artistica che, partendo dai primi anni ’70, giunge alla fine degli anni ’90 del Novecento, sebbene l’opera omnia dell’artista abbia coperto l’arco cronologico di cinque decenni, dagli anni ’50 ai primi anni 2000.

I soggetti scolpiti e dipinti, tutti di carattere figurativo, sono incentrati su tre delle tematiche predilette dall’artista. Le donne, sinuose figure monolitiche raffigurate isolate, nelle pose più disparate – distese, sedute, in piedi – o in contesti naturalistici incontaminati dal carattere fiabesco; i ritratti di persone vicine all’artista o personaggi sconosciuti, appartenenti ai più disparati ceti sociali; infine gli animali, soggetto “umanizzato e tipizzato”, molto caro a Roberta Meldini: i suoi bronzi, come lo Chant Clair, il Pavone, la Tartaruga, il Camaleontee il Cormorano morente, sono tanto eloquenti e a sé stanti quanto lo sono gli animali che vivono nella natura incontaminata nella quale la Meldini ambienta la sua produzione grafica, incisoria e a linea continua.

Le anime dell’artista, come sottolinea la curatrice Brigida Mascitti, sono presenti in mostra attraverso il comun denominatore dell’“elogio alla vita”, in qualsiasi forma di espressione – umana, animale e naturale dunque – e mediante la peculiare cifra stilistica di Roberta Meldini, nella sua costante ricerca di un segno originale e distinto, ma al contempo memore della produzione scultorea figurativa nazionale – Giacomo Manzù, Marino Marini, Emilio Greco, Venanzo Crocetti – e internazionale – Henry Moore e Constantin Brancusi – del primo Novecento.

“Le opere della Meldini, siano esse scultoree o dipinte, incise o disegnate a linea continua, mostrano tutte la medesima ieraticità plastica, la forza espressiva del gesto, del pensiero, del sentimento, la sinuosità viva della carne – scrive la curatrice nel testo in catalogo edito da Palombi Editore – sono figure sorprendentemente umane e vitali, memori della grande tradizione della scultura classica e novecentesca ma sempre reinterpretate alla luce di una personalissima cifra stilistica che le rende uniche nel loro genere e senza tempo”.

Allieva dei grandi della tradizione figurativa novecentesca, Roberta Meldini infonde nella sua produzione artistica le tracce dell’arcaico e dell’antico, del Quattrocento e del Rinascimento, dell’innovazione di Auguste Rodin e dell’espressionismo di Medardo Rosso, reinterpretandole costantemente alla luce della contempo- raneità e dell’innovazione. Le sue opere sono senza tempo poiché, come scriveva Adolfo Wildt, “l’arte, come la vita, non è né avanti né indietro [...] non è istintività, ma esercizio, un modo di declinare un linguaggio che ha leggi eterne” (L’arte del marmo, 1921).

Ma se “un discorso critico sull’opera di Roberta Meldini non può prescindere dall’esercizio grafico, in particolare disegnativo, che affianca la scultura e ne integra i significati” – notava Carlo Fabrizio Carli nell’ultimo catalogo di mostra “Roberta Meldini, l’astrazione del reale” (2008) – e se è sostanzialmente impossibile che l’attività di un vero scultore possa attuarsi senza l’ausilio del disegno, a ben vedere, attraverso il corposo nucleo di opere grafiche esposte in mostra, nella nostra “artista a tutto tondo” lo studio finalizzato alla scultura raggiunge vertici di autonomia e liricità senza eguali.

Roberta Meldini (Rimini, 1930 – Roma, 2011)
Dalla città natale l’artista si trasferisce giovanissima a Roma dove consegue i diplomi di Liceo Artistico e Accademia di Belle Arti. Negli anni di studio è allieva di Michele Guerrisi, Domenico Purificato e Giuseppe Capogrossi. In seguito perfeziona la lavorazione del marmo presso lo studio dello scultore Giovanni Ardini e approfondisce la tecnica del cesello con Lorenzo Guerrini. Dai primi anni Cinquanta al 2008 espone in mostre personali e collettive e per oltre trent’anni insegna Discipline Plastiche presso Licei Artistici e Istituti d’Arte di Roma. Le sue sculture, i disegni, gli olii, le incisioni e i rami sbalzati sono presenti in collezioni pubbliche e private, italiane e straniere.

Opere presenti in collezioni pubbliche
Sculture d’Arte Sacra di Roberta Meldini sono presenti in luoghi di culto italiani e stranieri e presso il Museo Diocesano di Caltanissetta. Sue opere di grafica sono conservate presso: Museo d’Arte Moderna Vittoria Colonna, Pescara; Civica Raccolta di Stampe Bertarelli, Milano; Raccolta delle Stampe Adalberto Sartori, Mantova; Gabinetto di Stampe Antiche e Moderne, Bagnacavallo. Documentazione della sua attività artistica è presente presso l’Archivio Storico della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma.


Modalità di partecipazione:
Piano Terra – Sala delle Sculture: ingresso libero Secondo, terzo e quarto Piano (collezione + mostra): Intero 10,00 Euro
Ridotto 8,00 Euro

Orari:
da mercoledì a domenica dalle ore 11 alle ore 18 (ultimo ingresso alle 17) lunedì e martedì chiuso

Ufficio stampa Palazzo Merulana
Leeloo srl – informazione e comunicazione | tel. 331 6176325 - 331 6158303 - 388 1066358 | ufficiostampa.leeloo@gmail.com




Palazzo Merulana
ROBERTA MELDINI
plastica linearità e sinuosa tridimensionalità

Mostra Retrospettiva
a cura di Brigida Mascitti

organizzata da
Associazione Culturale Roberta Meldini per l’Arte Contemporanea
Via Merulana 121, Roma

Apertura al pubblico dal 3 febbraio al 5 marzo 2021
secondo le disposizioni anti-Covid del DPCM del 25 ottobre 2020




QUADRIENNALE D'ARTE 2020 | FUORI


Sarà aperta al pubblico dal 30 ottobre 2020 al 17 gennaio 2021, al Palazzo delle Esposizioni a Roma, la prossima edizione della Quadriennale d’arte, dal titolo FUORI, a cura di Sarah Cosulich e Stefano Collicelli Cagol, organizzata dalla Fondazione La Quadriennale di Roma, presieduta da Umberto Croppi, e da Azienda Speciale Palaexpo, presieduta da Cesare Pietroiusti. La pre-apertura avrà luogo il 29 ottobre 2020.

Principale partner istituzionale della mostra è il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, che attraverso la Direzione Generale Creatività Contemporanea ha confermato un importante contributo ad hoc, facendosi anche promotore del progetto speciale Premio AccadeMibact.

La Quadriennale d’arte 2020 è la grande mostra che vuole restituire un’immagine inedita dell’arte contemporanea italiana anche a livello internazionale, proponendo un percorso intergenerazionale e multidisciplinare innovativo.

Indagando le relazioni che intercorrono tra le arti visive, la danza, la musica, il teatro, la cinematografia, la moda, l’architettura e il design, i curatori hanno selezionato 43 artisti presentati attraverso sale monografiche, riallestimenti di lavori già esistenti o nuovi progetti, con l’intento di delineare un percorso alternativo nella lettura dell’arte italiana dagli anni Sessanta a oggi.

Il titolo, FUORI, è un invito a uscire dagli schemi, ad assumere una posizione eccentrica – fuori dal centro – ad adottare uno sguardo obliquo, di mutua relazione con l’altro da sé. FUORI è la liberazione da qualsiasi costrizione o categoria abbia imbrigliato nel passato l’arte come gli individui: FUORI di testa, FUORI moda, FUORI tempo, FUORI scala, FUORI gioco, FUORI tutto, FUORI luogo è ciò che la Quadriennale d’arte 2020 vuole essere attraverso le opere e le ricerche degli artisti presentati.

Gli artisti selezionati sono: Alessandro Agudio, Micol Assaël, Irma Blank, Monica Bonvicini, Benni Bosetto, Sylvano Bussotti, Chiara Camoni, Lisetta Carmi, Guglielmo Castelli, Giuseppe Chiari, Isabella Costabile, Giulia Crispiani, Cuoghi Corsello, DAAR - Sandi Hilal - Alessandro Petti, Tomaso De Luca, Caterina De Nicola, Bruna Esposito, Simone Forti, Anna Franceschini, Giuseppe Gabellone, Francesco Gennari, Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, Diego Gualandris, Petrit Halilaj e Alvaro Urbano, Norma Jeane, Luisa Lambri, Lorenza Longhi, Diego Marcon, Raffaela Naldi Rossano, Valerio Nicolai, Alessandro Pessoli, Amedeo Polazzo, Cloti Ricciardi, Michele Rizzo, Cinzia Ruggeri, Salvo, Lydia Silvestri, Romeo Castellucci - Socìetas, Davide Stucchi, TOMBOYS DON’T CRY, Maurizio Vetrugno, Nanda Vigo, Zapruder.

La Banca d’Italia, in occasione della Quadriennale d’arte 2020, effettuerà un’apertura straordinaria della sala che ospitava l’ingresso al Bal Tic-Tac, il locale futurista decorato da Giacomo Balla e inaugurato nel 1921 in via Milano, proprio accanto al Palazzo delle Esposizioni. 
Nella sala è visibile il dipinto murale di Balla, scoperto nel 2017 e restaurato con la supervisione della Soprintendenza Speciale di Roma. L’accesso sarà consentito esclusivamente su prenotazione ai visitatori della Quadriennale www.baltictacquadriennale.it e, considerate le norme di sicurezza e la ridotta capienza del locale, potrà avvenire solo per piccoli gruppi di persone. In futuro le decorazioni di Balla per il Bal Tic-Tac saranno pienamente valorizzate e visitabili dal pubblico all’interno dello spazio espositivo permanente sulla moneta e sulla finanza in corso di progettazione nell’ambito del Centro per l’educazione monetaria e finanziaria intitolato a Carlo Azeglio Ciampi. 
Con questa iniziativa speciale dedicata a Balla, grande protagonista anche di tante Quadriennali, la Banca d’Italia conferma, in una prospettiva di responsabilità sociale, il suo impegno per la valorizzazione del proprio patrimonio storico-artistico.



INFORMAZIONI

www.quadriennalediroma.org 
Facebook: @Quadriennalediroma 
Instagram: @Quadriennalediroma 
Twitter: @la_Quadriennale

UFFICIO COMUNICAZIONE E RELAZIONI ESTERNE
Paola Mondini relazioniesterne@quadriennalediroma.org + 39 327 0505900

UFFICIO STAMPA QUADRIENNALE D’ARTE 2020 PER L’ITALIA
Maria Bonmassar 
ufficiostampa@mariabonmassar.com 
+ 39 06 4825370
+ 39 335 490311

UFFICIO STAMPA QUADRIENNALE D’ARTE 2020 PER L’ESTERO
Pickles PR
Maria Cristina Giusti cristina@picklespr.com + 39 339 8090604
Zeynep Seyhun zeynep@picklespr.com + 39 349 00343597

venerdì 23 ottobre 2020

Il Cuscino è il Confessore, poesie di Giulia Parin Zecchin

Il Cuscino è il Confessore Photo@Laura Zarrelli, 2020


Traccia di metamorfosi, peregrinazioni, ascese e cadute dell’anima romantica e decadente che vive nel corpo di chi scrive. L’opera contiene scenari d’acqua e sangue, qualche miracolo, diversi misfatti, molte visioni di gamme di blu. 


La fine dell'esistenzialismo
è il tuo collo sanguinante.

Le tue vene - traboccando -
pulsavano come a dire:

"Finiscila di volgere il mento al cielo
e riempiti le labbra di vita".

Scoprii che il morso era la vera fame.

Giulia Parin Zecchin è nata a Castelfranco Veneto nel 1989. Per diversi anni ha abitato a Venezia e successivamente a Praga; attualmente vive nei boschi del trevigiano. Dal 2015 contribuisce alla scena musicale underground con lo pseudonimo di Julinko. Il Cuscino è il Confessore è la sua prima raccolta di poesie.


 
Il Cuscino + il Confessore sequenza photo@Laura Zarrelli 2020



Giulia Parin Zecchin http://julinko.com
Il cuscino è il confessore, EreticaEdizioni, 2020



Design! Oggetti, processi, esperienze

Brunetta, Inviti strani,1967


Apre al pubblico sabato 7 novembre a Parma, contemporaneamente in due sedi, l’Abbazia di Valserena e Palazzo Pigorini, la mostra Design! Oggetti, processi, esperienze a cura di Francesca Zanella, prodotta da CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma con il sostegno del Comune di Parma in occasione di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21, e in collaborazione con GIA - Gruppo Imprese Artigiane Parma.

Gli archivi dello CSAC dell’Università di Parma custodiscono un immenso patrimonio di conoscenze sviluppate dalle generazioni di designer che hanno definito la cultura del progetto italiano nel Novecento. Tali conoscenze consentono di raccontare, attraverso una selezione di progetti emblematici, i temi centrali del design. La mostra, articolata in due sezioni, traccia un percorso in cui il designer – nelle sue tante vesti di bricoleur, artigiano, antropologo, filosofo, scienziato, tecnologo – riflette sui temi del progetto e della produzione, delle politiche di intervento sul territorio e sul patrimonio culturale, e sui differenti linguaggi e pratiche all’interno di una società multiculturale. 

La prima sezione mette in mostra, all’interno dell’Abbazia di Valserena, sede dell’Archivio-Museo CSAC, i progetti di designer italiani quali Archizoom Associati, Mario Bellini, Cini Boeri, Achille e Piergiacomo Castiglioni, Enzo Mari, Alessandro Mendini, Roberto Menghi, Bruno Munari, Alberto Rosselli, Roberto Sambonet, Ettore Sottsass jr.. L’esposizione si articola attraverso tre parole chiave: oggetto, dimensione funzionale e simbolica del progetto ma allo stesso tempo strumento di rappresentazione delle culture; processo, inteso come momento autoriflessivo di analisi e definizione del progetto negli ambiti dell’innovazione, dell’impegno sociale, delle emergenze e della prefigurazione del futuro, ma anche come interpretazione da parte del designer dei processi dell’industria o della produzione; esperienza, ovvero il design come disciplina orientata allo studio delle interazioni tra le persone e tra queste e gli oggetti o gli ambienti. 

La seconda sezione a Palazzo Pigorini, intitolata Corpi e processi, co-curata da Valentina Rossi, presenta, attraverso le stesse tre parole chiave, gli esiti della prima fase del progetto Storie di fili, condotto dallo CSAC in partenariato con il Sistema Museale dell’Università di Parma, Cooperativa Eidè, Fondazione Museo Glauco Lombardi e con il contributo della Fondazione Cariparma. Tre nuoviabiti sculturadell’artista Sissi, ideati attraverso un processo di confronto con il patrimonio dello CSAC (in particolare con i figurini di Cinzia Ruggeri, Kriziae Brunetta, presenti in mostra) e realizzati con le aziende del territorio Equipage Srl, Maglificio Nuova Ester e Parmamoda Srl, dialogheranno con i costumi della Sartoria Farani, anch’essi conservati allo CSAC, dando origine a una riflessione sul corpo, sull'abito e sul suo processo creativo e sartoriale. 




Design! Oggetti, processi, esperienze
7 novembre 2020 – 14 febbraio 2021

Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna 1, Parma
7 novembre 2020 – 17 gennaio 2021
Palazzo Pigorini

Strada della Repubblica 29/a, Parma

Mostra a cura di Francesca Zanella

Prodotta da CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma
Con il sostegno di Comune di Parma

In collaborazione con
GIA - Gruppo Imprese Artigiane Parma
Equipage Srl
Maglificio Nuova Ester
Parmamoda Srl
Centro Studi Poltronova per il Design
Archivio Alessandro Mendini Milano
Muse Factory of Projects

In occasione di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21

Il progetto Storie di fili è realizzato con il contributo di Fondazione Cariparma

In collaborazione con  Sistema Museale dell’Università di Parma
Equipage Srl
Maglificio Nuova Ester
Parmamoda Srl
Cooperativa Eidè
Fondazione Museo Glauco Lombardi

Orari
Mercoledì, giovedì e venerdì 15.00-19.00
Sabato e domenica 10.00-19.00

Ingresso
Abbazia di Valserena: 10 euro intero | 8 euro ridotto
Palazzo Pigorini: ingresso libero
Per tutte le riduzioni e informazioni aggiornate: csacparma.it/visita

Per informazioni e prenotazioni
info@csacparma.it|www.csacparma.it

Ufficio stampa CSAC
Irene Guzman
+39 349 1250956| press@csacparma.it

Lo CSAC dell’Università di Parma
Lo CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione inizia a raccogliere il suo primo nucleo di opere nel 1968 grazie ad Arturo Carlo Quintavalle, in occasione dell’esposizione dedicata a Concetto Pozzati organizzata dall’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Parma. Situato oggi nell’Abbazia cistercense di Valserena, conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquette, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).Lo CSAC oggi è uno spazio multifunzionale, dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei tra cui la Triennale di Milano, il MAXXI di Roma, il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center, il Design Museum di Londra, il Folkwang Museum di Essen e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid.

pubblica: