lunedì 14 settembre 2020

T R E: THREE ROOMS’ EXHIBITION

Carolina Corno, nel nome, 2017

Traffic Gallery è felice di presentare la seconda novità della stagione 2020 con la mostra T R E - THREE ROOMS’ EXHIBITION, che coinvolge tre artisti mai esposti prima in galleria, vincitori del Premio Speciale “Traffic Gallery” assegnato in occasione di Arteam Cup 2019. Tre stanze per tre artisti, tre artisti per tre differenti ricerche. 

Nella Project Room sarà presente l’installazione site specific di Vincenzo Marsiglia (1972) dal titolo Be Reflected, composta da specchi, fili e luce di wood. Lo spazio muterà le sue sembianze e il pubblico avrà la possibilità di immergervisi moltiplicando la visione di se stesso e di ciò che lo circonda. I giochi di luci e le geometrie, marchi di fabbrica dell’artista, attireranno chi interagirà con l’opera.

Nella Sala Principale saranno ospitate le opere della giovane artista milanese Carolina Corno (1991) in una sorta di mini retrospettiva intitolata In the Name. I vari materiali che la Corno utilizza saranno presenti in mostra per rendere visibile l’evoluzione di un linguaggio che parte sempre dalla ripetizione del suo nome scritto, inciso o dipinto innumerevoli volte, come un mantra, utilizzando diversi materiali.

Nella Room 3 l’artista torinese Diego Dutto (1975) darà vita ad una installazione ambientale, dialogo tra scultura e disegno, dal titolo Skeleton. I lavori nascono da una ricerca sulla forma delle ossa, reali o fantastiche, che appaiono come reperti archeologici rinvenuti, studiati e non ancora del tutto riportati alla luce. L’opera a pavimento, composto da moduli, si legherà ad alcuni disegni a matita inediti tratti dalla serie scultura disegnata.

Gli artisti sono stati selezionati da Traffic Gallery durante la mostra dei finalisti di Arteam Cup 2019, inaugurata lo scorso Settembre nella splendida cornice di Villa Nobel a Sanremo: Vincenzo Marsiglia candidato nella sezione Performance, mentre Carolina Corno e Diego Dutto in quella Arte Ambientale, ospitata nei giardini della Villa.

Vincenzo Marsiglia, Star Marble, 2019


Vincenzo Marsiglia è artista poliedrico. Le sue creazioni, pur partendo tutte da uno stesso simbolo (una stella a quattro punte), sono formalmente diversificate attraverso l’utilizzo di molteplici media. Sculture materiche, dispositivi audiovisivi, proiezioni performative, installazioni ambientali, e molto altro ancora per un viaggio senza fine circondati da stelle il cui ritmo e la cui forma, rigorosi ed equilibrati, rimandano alla lezione dei maestri dell’astrattismo e del minimalismo. 

Carolina Corno incide, scrive, dipinge il proprio nome all’infinito nella creazione di un mantra rituale. Arte, psicologia, fonetica, semiotica, spiritualità. In psicologia il fenomeno della ripetizione di una parola prende il nome di saturazione semantica. Ripetendo molte volte una parola, essa perde di significato assomigliando sempre di più ad una semplice successione di suoni. Carolina Corno scrive e incide il suo nome su carta, legno, sassi, plexiglass, rame e su pelle.

Diego Dutto è principalmente scultore. Inizialmente interessato al rapporto e al confine tra scultura artistica e scultura meccanica tipica dell’industrial design, ultimamente ha dato vita ad un ciclo nuovo di lavori scultorei che si allontanano dall’ambito del disegno industriale per abbracciare una natura organica più consona al mondo biologico.

Diego Dutto, Reperto, 2019



TRAFFIC GALLERY
in collaborazione con / featuring ARTEAM– Associazione Culturale

T R E: THREEROOMS’ EXHIBITION
[Triple Show] di / by :
· Room 1 :VINCENZO MARSIGLIA _ Be Reflected
· Room 2 : CAROLINA CORNO _ In the Name
· Room 3 : DIEGO DUTTO _ Skeleton

| 26 September - 14 November 2020 |
a cura di / curated by Milena Becci
Opening : Saturday 26 September 2020 : Time 11.00 – 20.00 **

**La fruizione della mostra avverrà rispettando le regole sanitarie dettate dal decreto ministeriale in vigore in quel dato momento. L’ingresso all’interno dei locali della galleria avverrà in maniera contingentata.


Ringraziamenti :
• Grazie a Natascia Giulivi per il lavoro di Graphic Design
• Grazie a Makersfactory in qualità di Sponsor Tecnico


TRAFFIC GALLERY 

Via S. Tomaso 92 - 24121 Bergamo - Italy
T +39 035 0602882
M +39 338 4035761 - info@trafficgallery.org


venerdì 11 settembre 2020

METONÌMIE di Chiara Arturo e Cristina Cusani

Chiara Arturo, dal progetto fragmentum

La galleria per le arti contemporanee Intragallery è lieta di inaugurare la stagione espositiva 2020 / 2021 con la doppia personale “Metonìmie”di Chiara Arturo e Cristina Cusani, a cura di Federica Palmer. 

“La metonìmia è una figura retorica di significato, che crea un legame di tipo quantitativo, qualitativo o temporale tra due termini di paragone. In questa mostra la metonìmia diviene una chiave di lettura per le immagini che Chiara Arturo e Cristina Cusani ci presentano all’interno dello spazio espositivo. Immagini ricche di significato ma che lasciano libero lo spettatore di reinterpretare emotivamente e visivamente le singole foto.

La mostra si articola in due momenti. Nel primo ambiente le artiste dialogano tra di loro con progetti autonomi. Chiara Arturo in Fragmentum ritrae porzioni di natura e di uomo, creando un dialogo che si svolge attraverso i sensi. Ogni foto diventa un macrocosmo restituendo dignità autonoma ai singoli frammenti, mostrandoci come ogni cosa è parte di un mondo molto più grande.

In Quando la neve Cristina Cusani affronta il tema dell’attesa, passando attraverso tutte le componenti emotive che la compongono. Paragonando l’attesa alla neve, l’artista, sottolinea la perdita di ogni punto di riferimento: questo momento non viene affrontato come un istante di stasi ma come un’occasione di rinascita. Nonostante il processo creativo alla base delle due ricerche sia totalmente diverso, le foto di Cristina e Chiara comunicano tra di loro in maniera visiva e concettuale. Tra le due artiste si crea un dialogo intenso e profondo che raggiunge il suo apice nel secondo ambiente della galleria. Qui le fotografe dialogano in maniera molto più intima creando due dittici con foto di entrambe. Dittici creati ad hoc per “Metonìmie” ma che fanno parte di “Vicinanze”, progetto artistico più ampio di Chiara e Cristina.

“Vicinanze” è un progetto che nasce dell’esigenza di un dialogo sul Mediterraneo come luogo di attraversamento.  Chiara e Cristina, partendo da una fase di confronto, creano uno spazio di condivisione ideale e tangibile: in questo spazio posizionano i loro lavori che all’interno dello spazio-cornice si uniscono nelle loro differenze generando dei dittici.

La mostra si presenta come un armonioso dialogo tra due linguaggi espressivi, nel quale lo spettatore, attraverso il legame che crea con l’immagine, è chiamato in causa attivamente creandone la sua personale visione.” (Testo di Federica Palmer)

In occasione dell’apertura della mostra sarà presentato il catalogo Metonìmie, edito da Mediterranea con grafiche di Claudia Mozzillo e testi critici di Federica Palmer e Chiara Pirozzi.

Il catalogo è stato realizzato grazie al contributo di Farmacosmo.

Cristina Cusani, dal progetto Quando la neve

Biografie 
Chiara Arturo(Ischia - NA, 1984)
Durante gli anni dell’università, in parallelo con gli studi in Architettura alla Federico II di Napoli, si concentra sulla fotografia come mezzo espressivo, con un particolare interesse per il paesaggio e lo spazio. Integra la sua formazione nel campo delle arti visive e inizia a partecipare ad alcune esposizioni collettive. Nel 2012 entra in LAB, il Laboratorio Irregolare di Antonio Biasiucci, una masterclass biennale focalizzata sulla ricerca personale che cambia radicalmente il suo approccio alla fotografia. Il suo lavoro fa parte di alcune collezioni di arte contemporanea (Imago Mundi Art, Fondo Malerba, Biblioteca Vallicelliana di Roma); è stata selezionata per varie residenze d’artista (BoCs Art, The Photo Solstice, Falìa, MACRO Asilo); dal 2017 è artista in scuderia dalla Galleria Heillandi di Lugano. Dal 2018 con Cristina Cusani porta avanti un progetto sul Mediterraneo come luogo dell’attraversamento e la condivisione come pratica artistica. La sua ricerca personale è incentrata sull’insularità, sulla vulnerabilità e sulla percezione spaziale in relazione alla costruzione dell’immaginario. Partendo da un’indagine introspettiva, con metodo cartografico, lavora per accumulo e per molti anni sugli stessi soggetti: scava nel paesaggio come scava in se stessa, allo stesso modo e per lo stesso motivo; esplora temi e condizioni della vita come il transito e la sosta, la superficie e la distanza, la grandiosità dei paesaggi materiali e la loro fragilità, nel tentativo di costruire un arcipelago di certezze. Attualmente vive tra l’isola d’Ischia, Napoli e la Toscana.

Cristina Cusani(Napoli, 1984)
Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione all’Università “La Sapienza” di Roma studia fotografia come linguaggio artistico all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Nel 2012 segue il “Laboratorio Irregolare”, due anni di masterclass con Antonio Biasiucci un’esperienza molto importante grazie alla quale acquisisce un metodo di ricerca. È finalista di importanti premi (Premio Cairo, Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee, Un’Opera per il Castello, Premio Cramum), Il suo lavoro è parte di alcune collezioni di arte contemporanea (Imago Mundi Art, Dimensione Fragile, Collezione Scudieri). Viene invitata a partecipare a diverse residenze (BoCs Art, Fondazione Bevilacqua la Masa, Macro Asilo) . Nel 2017 vince il “Premio Sidicini per l’Arte Contemporanea. Dal 2018 con Chiara Arturo porta avanti un progetto sul Mediterraneo come luogo dell’attraversamento e la condivisione come pratica artistica. Nella sua ricerca artistica utilizza le esperienze quotidiane come punto di partenza per analizzare il significato dell’essere umani. Questa strada ha due direzioni: una che indaga la dimensione intima e riguarda l'identità, e una che invece cerca di porre interrogativi su temi attuali in una chiave non documentaria ma analitica. In entrambi i casi lavora sul residuo, su quello che resta, la traccia, la memoria, la storia. La sua ricerca va oltre il mezzo utilizzato, infatti non utilizza la fotografia in maniera pura, la sperimenta in tutto il suo potenziale.  Attualmente vive e lavora a Napoli.


METONÌMIE
di CHIARA ARTUROe CRISTINA CUSANI
a cura di Federica Palmer

Apertura al pubblico: dal 14 Settembre al 7 Novembre 2020

PREVIEW SU INVITO
9 / 10 / 11 / 12 Settembre 2020

Al fine di garantire il rispetto delle norme di sicurezza antiCovid vigenti, la mostra sarà visitabile esclusivamente su invito dal 9 al 12 Settembre, in presenza delle artiste.

La mostra sarà aperta al pubblico dal 14 settembre in poi, nei consueti orari della galleria, ossia dal lunedì al venerdì, dalle 17.00 alle 20.00, e su appuntamento.

Si consiglia preferibilmente di prendere un appuntamento contattandoci via mail al seguente indirizzo info@intragallery.it

Le artiste saranno presenti in galleria: mercoledì 9 dalle ore 17.00 alle 20.00;
giovedì 10 / venerdì 11 /sabato 12, dalle ore 11.00 alle 13.30, e dalle 17.00 alle ore 20.00

Intragallery
Via Cavallerizza a Chiaia, 57, 80121, Napoli



giovedì 10 settembre 2020

HADAL ZONE di bn+BRINANOVARA


Il progetto Hadal Zone, si pone nella piega del processo artistico dove il corpus di quadri dalle tonalità profonde, insieme ad oggetti con parti fotosensibili, genera un ambiente che vuole intendersi autonomo e mutabile nel tempo. La mostra non vive per, ma insieme a Spazio In Situ e si trasforma anche quando lo spazio è chiuso al pubblico e tutto è buio, rilasciando la luce assorbita durante il giorno.

Hadal Zone si rifà agli abissi marini, ai crepacci profondi che si aprono nel cuore degli oceani da sei a undicimila metri di profondità. Qui la luce non può contrastare l’oscurità regina. La stessa riempie il fondo dei dipinti, squarciati da panneggi di maniche a sbuffo, scampoli architettonici e spiragli nascosti. Ogni quadro presente si pone come un ecosistema a sé stante che coabita con gli altri sulla base di un delicato equilibrio fatto di accordi cromatici e compositivi. Personaggi senza volto entrano in relazione con lo spettatore creando un dialogo silente, aperto e condiviso; quasi a diventarne l’alter ego, avvolti in quel buio che non vuole annientare la terza dimensione, bensì mostrarla. I quadri – dalla serie Unpredictable Ecosystem – ricombinano e reinterpretano grandi opere della maniera, ponendo un’attenzione particolare ai ritratti. Alcune parti selezionate sono messe in luce con la pittura ad olio o con l’erosione di colori stratificati; altre sono elise nel fondo monocromo. Riecheggiano i nomi che hanno animato il Cinquecento: Bronzino, Parmigianino, Mor e Rosso Fiorentino. La ricerca e produzione degli artisti, definita dagli stessi des-autoriale, si innesta nel manierismo con un’attitudine ricombinatoria simile alla post-produzione, ritrovando in essa un’affinità metodologica. Come se i pittori della maniera, a loro volta, fossero grandi burattinai di immagini preconfezionate. Di fatto, il ritratto e la sua impostazione classica riaccadono nelle porzioni tessili selezionate e riprodotte. Si annulla così la distanza temporale e si unisce il passato al presente. La moda fa il ritratto, ovvero l'immagine che ognuno vuole dare di sé, sulla base degli standard socio-culturali vigenti.

Giorgio Brina (1993, Milano) e Simone Novara (1994, Milano) fondano il duo artistico bn+BRINANOVARA sull’idea di una ricerca continua e transdisciplinare che approfondisca archetipi ecologici e culturali. Sfidando il rigore culturale a cui siamo assoggettati, in favore di un’immagine che, dall’incontro con il reale multiforme, accada come una sorta di innamoramento e diventi territorio fertile di indagine.

Hanno esposto in diverse mostre personali e collettive tra le quali: Dreamt Uncanny Valley, Adiacenze, Bologna (2020), Holomovement, Dimora Artica, Milano (2020), Amnesia, Museo di Arte Contemporanea, Lissone (2019), Thunder Boogie, Crag Gallery, Torino (2019), Animal Farm, Galleria Monopoli, Milano (2019).

_Valentina Muzi
Zona Adale
Sul fondo degli oceani si aprono dei crepacci che si estendono in profondità per chilometri. Nella regione Adale l’oceano diventa discreto e il tempo è autonomo. La neve marina che precipita per settimane vi permette la vita. L’immagine regola la nostra epoca definendone i modelli sociali. Ma è compromessa in un’incessante riconfigurazione che produce uno scarto particellare continuo. La zona Adale è un ambiente di possibilità per la vita di nuovi ecosistemi dove immagini dimenticate assimilano gli scarti della superficie. Sono stati più uomini sulla Luna che nella zona Adale.


_bn+BRINANOVARA




ENG

The project Hadal Zone, is set in the fold of the artistic process where the corpus of deep-shaded paintings, together with partly photosensitive objects, generates an environment that wants to be autonomous and mutable over time. The exhibition lives along with rather than for Spazio In Situ and transforms even when the space is closed to the public and everything is dark, by releasing the absorbed daylight. Hadal Zone refers to the deep sea trenches which open in the ocean’s heart from twenty to thirty-six thousand feet deep. Here the light cannot counteract the sovereign darkness. The same darkness fills the bottom of the paintings, torn by draperies of puffed sleeves, architectural remnants and hidden glimmers. Each featured painting sets itself like a stand-alone ecosystem that coexists with the others; on the basis of a delicate balance made of chromatic and compositional harmonies. Faceless characters engage a relationship with the viewer creating a silent, open and shared dialogue. Almost becoming their alter ego, wrapped in that darkness that wants to show the third dimension instead of annihilating it. The paintings – from the Unpredictable Ecosystem series – recombine and reinterpret some great Mannerist artworks, paying a special attention to portraits. Some selected parts are highlighted with oil painting or by the erosion of layered colours. Others are elided in the monochrome background. The names of whom animated the Cinquecento echo: Bronzino, Parmigianino, Mor and Rosso Fiorentino. The research and production of the artists, by them defined de-authorial, grafts into Mannerism with a re- combinatorial attitude similar to post-production, because of finding a methodological affinity in it. As if the painters of the Manner, in turn, were great puppeteers of pre-manufactured images. In fact, the portrait and its classical setting happen anew in the selected and reproduced textile portions. The temporal distance is thereby cancelled and the past is joined to the present. Fashion makes the portrait, or rather the image that everyone wants to give of themselves, based on the current social and cultural standards.

Giorgio Brina (1993, Milan) and Simone Novara (1994, Milan) formed the artist duo bn+BRINANOVARA on the idea of a continuous and trans-disciplinary research which deepens cultural and ecological archetypes. They challenge the cultural rigour we are enslaved to, in favour of the happening of the image as a kind of falling in love. It results from the encounter with the multiform real and becomes a fertile enquiry land.

They exhibited in several solo and group shows among which: Dreamt Uncanny Valley, Adiacenze, Bologna (2020); Holomovement, Dimora Artica, Milan (2020); Amnesia, Museo di Arte Contemporanea, Lissone (2019); Thunder Boogie, Crag Gallery, Turin (2019); Animal Farm, Galleria Monopoli, Milan (2019).

_Valentina Muzi


Hadal Zone
On the oceans floor there are trenches that extend deep for miles. In the hadal zone the ocean becomes discrete and time is autonomous. The marine snow that precipitates for weeks allows the life there. The image regulates our time by defining its social models. But it is compromised in an unceasing reconfiguration which produces a continuous particle waste. The hadal zone area is an environment of possibilities for the life of new ecosystems where forgotten images assimilate surface waste. More people have been to the moon than the hadal zone.

_bn+BRINANOVARA



HADAL ZONE di bn+BRINANOVARA
a cura di Valentina Muzi
Dal 12 settembre al 12 ottobre 2020

Spazio In Situ, Via San Biagio Platani 7, 00133 Roma
Info: https://www.spazioinsitu.it/

mercoledì 9 settembre 2020

MIART 2020 digital edition è online


Ufficialmente online miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano, fino al 13 settembre 2020 in un appuntamento nuovo e in attesa dell’edizione 2021 che sarà sia fisica che online. Un’occasione di incontro virtuale che permetterà a galleristi e collezionisti di tutto il mondo di vivere diversamente la fiera con il lancio di nuovi strumenti digitali.

La decisione è stata presa in stretta consultazione con galleristi, collezionisti, partner ed esperti e nasce da un’attenta valutazione di tutte le possibili soluzioni alternative.

Al via quindi un’edizione digitale per il 2020 per permettere al mondo di miart di incontrarsi attraversando i confini. L’appuntamento di settembre sarà a disposizione dei galleristi e degli operatori, con nuove e interessanti opportunità di promozione e business attraverso una chat per la contrattazione diretta con i collezionisti. Nella piattaforma digitale saranno anche presenti gli appuntamenti della Milano Art Week del Comune di Milano, che si terrà dal 7 al 13 settembre 2020, per ripartire in modo nuovo, in attesa di incontrarsi nuovamente per un’edizione sia fisica che digitale dal 9 all’11 aprile 2021 con preview prevista per l’8 aprile 2021.

Tutti gli aggiornamenti disponibili online sul sito QUI

MIART 2020 digital edition
Dal 11 Settembre 2020 al 13 Settembre 2020
+39 024997.1
miart@fieramilano.it



The Sleeping Muse. Performance di Reverie


In collaborazione con la Fondazione Mudima di Milano, Reverie porta sul palco della Palazzina Liberty, sabato 12 settembre 2020, la performance The Sleeping Muse, un nuovo Sogno pensato dall’artista per la Palazzina Liberty.

Dalle 16:00 alle 20:00 Reverie si troverà sul palco.
L’artista canterà i testi dei sogni ricevuti da tutti coloro che hanno risposto alla sua sollecitazione, a partire dal gennaio 2020, compresi quelli del periodo del Covid-19, e raccolti tramite una piattaforma online dedicata sul suo sito (http://www.reverieinarte.com/coro-di-sogni/ ).
Si tratterà di un lavoro non invasivo per lo spazio ma “purista”. Gli elementi base saranno i sogni, la voce, il corpo, l'immaginazione del pubblico presente.
Come i sogni sono intangibili, anche il canto è un’esperienza effimera che però avrà nuova vita in un’opera corale che Reverie realizzerà a seguito della performance.
Il titolo si rifà non solo al capolavoro di Brancusi, sogno ricorrente nella poetica di Reverie, e all’opera stessa realizzata dalla giovane artista che rappresenta la sua personale visione (con rosa) della “Musa dormiente” (un esemplare unico in bronzo ricavato dal calco a vivo del suo volto con un innesto di rose in fusione diretta) ma anche e soprattutto alla fase notturna di verità del sogno e alla meraviglia e allo stupore che suscita il mostrare quel lato nascosto e sincero di sé.
La musa di Reverie canta mentre dorme e sogna.
Come per ogni altra sua performance, anche il materiale raccolto da questo lavoro collettivo servirà a Reverie per creare un’opera di sintesi.

Il canto di Reverie è vivo, “istintivo” e naturale e proprio per questo rappresenta uno strumento catartico collettivo. Non si tratta della perfezione del “bel canto” né di testi canonici e riconosciuti come capolavori, bensì di sogni, incubi, ricordi, luci e ombre della vita di chi vorrà partecipare: “In The Sleeping Muse Reverie lavora con la materialità della voce usata allo stato grezzo, come elemento plastico, corporeo, che mette in contatto l'esperienza fisica dell'artista con il vissuto onirico delle persone coinvolte. Scultura, performance vocale, attività onirica si fondono in un'opera concepita come processo conoscitivo collettivo” commenta Raffaella Perna.

Sogno 2: The Sleeping Muse” è un altro tassello linea con la recente pubblicazione di Reverie: “librosogni”, edito da Skira (una raccolta senza censure dei sogni dell’artista del 2019, scritti con la sua peculiare “cacografia” insieme a una raccolta di opere inedite, “sogni fisici” atemporali), nonché con altri progetti che, come questo, rientrano in un ampio ciclo di performance corali a partire da “Sogno 1: l’archetipo del sé” realizzato alla Fondazione VOLUME! di Roma lo scorso novembre.


The Sleeping Muse. Performance di Reverie
12 Settembre 2020
MILANO Palazzina Liberty
Largo Marinai d’Italia
dalle 16.00 alle 20.00

martedì 8 settembre 2020

DIVO C. Hic et Nunc – visioni future


DIVO C. Hic et Nunc – visioni future, ideato dall’architetto Monica Cecchini, promosso dall’Associazione Incinque Open Art Monti, in collaborazione con artisti e galleristi, sarà inaugurato a Roma il 10 settembre dalle ore 18.00. 
Un percorso ideale partirà dal rione Monti per attraversare diversi spazi artistici diffusi nei quartieri di Trastevere, Ludovisi, Coppedè, Monte Verde, Pigneto, Prati e Corviale a significare che l'arte può vivere in ogni luogo e che si può ricreare una geografia urbana legata non più all’accentramento di attività ma ad una serie aperta di progetti ed azioni attraverso cui recuperare tracce, produzioni culturali, creazioni artistiche e nuove energie sorgive.
DIVO C, progetto creativo si autosostiene e coinvolge 14 spazi d’arte: AntiGallery, HUB/39Art, Incinque Open Art Monti, I love ceramica, Kapocci Studio, La linea Artecontemporanea, Lupigiada, Officine Adda, Otto Gallery, Spazio Monti, Spazio Urano, Spazio Veneziano, Stamperia Ripa69 e Virus art. Le strutture espositive hanno messo a disposizione i propri spazi ospitando artisti, organizzatori, curatori per realizzare esposizioni, performance, incontri di pittura, incisione e grafica, fotografia, ceramica e gioiello contemporaneo.

Tra gli artisti invitati ad interrogarsi sul rapporto presente-futuro, tempo-spazio, sull’interazione tra il nostro universo interiore e quello esteriore, e come queste reciprocità possano cambiare l’ambiente: Corrado Veneziano, Raha Tavallali, Alessandro Arrigo, Zhanna Stankovych, Re Barbus, Giorgio de Finis, Maria Grazia Morsella, Alberto Mantegna, Daniela di Lullo, Laura Amato, Tancredi Fornasetti, Christin Bonbon, Marco Perna, Virginia Carbonelli, Fabio Mariani, Paolo Andruccioli, Luisa Raggi, Martina Vanda, Tancredi, Claudio Giuli, Mario Glover e molti altri. 
Gli autori esporranno le loro creazioni artistiche per supportare la riapertura degli spazi artistici di Roma e costruire un territorio dove gli spazi siano rigenerati, gli operatori artistici e culturali inseriti in una forma di cooperazione, dove ogni spazio possa esprimere un suo continuum creativo creando una mappa emozionale per le persone e il territorio.

PROGRAMMA

| 10 SETTEMBRE > 18:00
AntiGallery
Piazza degli Zingari 3, – 00184 Roma
ARCIPELAGHI
Mostra fotografica di
Andrea Sabatello ed Eva Tomei

a cura di Barbara Martusciello 

La mostra coinvolge due autori, diversi per generazione e formazione ma con una sensibilità simile in un dialogo che accoglie con naturalezza il tema di Divo C, ribaltamento del nome del virus che ha sconvolto il mondo, a simboleggiare un’occasione resiliente e resistente attraverso l’atto creativo. 

Incinque Open Art Monti
Via della Madonna dei Monti, 69 – 00184 Roma
HIC ET NUNC – VISIONI FUTURE 

Laura Amato, Alessandro Arrigo, Daniela di Lullo, Mario Glover, Ezia Mitolo e ReBarbus 

a cura di Monica Cecchini

Incinque Open Art Monti ha condiviso durante il lockdown emozioni e progetti con alcuni artisti. Divo C nasce proprio ad aprile, insieme ad alcuni di loro, con la speranza di poter tornare ad esporre in galleria e condividere con gli altri l’amore per l’arte. Gli artisti sono stati invitati ad esporre la propria visione rispetto alla tematica di Hic et Nunc. In esposizione opere di pittura, foto-illustrazioni e collage.

Officine ADDA
Via degli Zingari, 27 – 00184 Roma

HIC ET NUNC – VISIONI FUTURE

Officine Adda è un’occasione.
L’occasione di arredare la propria casa con mobili, oggetti, dedicati al vostro modo di vedere il bello. Realizziamo solo pezzi unici, su misura, costruiti recuperando vecchi mobili, disegnando e progettando con voi la vostra idea di casa.
Attraverso l’aiuto dei nostri artisti e dei nostri artigiani dedichiamo tutto il nostro tempo per farvi godere un momento di creatività puro, unico, intenso ma soprattutto accessibile. 

HUB/39Art
Via Campania, 39 - 00187 Roma
HIC ET NUNC – VISIONI FUTURE

opere pittoriche di Mauro Magni e Salvatore Pupillo | fotografie fotografiche di Giorgio Benni, Aldo Feroce e Valentina Stefanelli.

L’intento è quello di mettere in comunicazione il mondo dei viaggi con le espressioni dell’arte pittorica e fotografica.
Lo spazio espositivo nasce un anno fa, nei ritmi di un’agenzia di viaggi per rappresentare l’arte nel mondo dei viaggi, e il viaggio nel mondo dell’Arte. 

Kapocci Studio
Via dei Capocci, 71 – 00184 Roma
L’INCOGNITO
di Raha Tavallali
Raha Tavallali apre le porte del suo studio per mostrare le opere realizzate durante il lockdown. “L’incognito”, nasce dalla riflessione sulla paura e sulle emozioni che hanno stravolto gli equilibri familiari in questo periodo, anche in funzione delle piccole reazioni che possono trasformare le relazioni tra i componenti della famiglia. 

La linea_artecontemporanea
Via di San Martino ai Monti, 46 – 00184 Roma
LINEA ASTRATTA

Virginia Carbonelli, Susanna Doccioli, Salvatore Giunta, Gianna Marianetti, Isabella Nurigiani, Massimo Pompeo, Mario Teleri Biason, Usama Saad, Enza Scarano, Grazia Sernia. 
La linea_artecontemporanea presenta una scelta di grafiche d’arte con la collaborazione di 10 artisti che da anni frequentano l’Associazione. “Linea Astratta” vedE protagoniste opere di medio/grande dimensione realizzate dagli artisti con tecniche differenti su supporto cartaceo. 

Lupigiada 
Via Tor de’ Conti, 15 – 00184 Roma
HIC ET NUNC – VISIONI FUTURE
Mostra Fotografica

Gianpaolo Conti, Giorgio de Finis, Alessandro Gionni, Claudio Giuli, Enrico Graziani, Caterina Marchionne, Zhanna Stankovych e Piero Tauro

Lo spazio espositivo nasce dalla passione per la musica e per l’arte, ed è ubicato all'interno della residenza Maritti, una famiglia con una storia antica di oltre 300 anni, con lo scopo di promuovere ogni linguaggio artistico. Coerentemente con la propria mission ospiterà la mostra fotografica, proponendo un dialogo tra la sua storia antica e le visioni fotografiche degli autori, che esprimono le loro riflessioni sul futuro, partendo dall’immaginario presente che a volte richiama quello passato.

Otto Gallery
Piazza Mazzini, 27 - 00195 Roma

HIC ET NUNC – VISIONI FUTURE

Alessandro Gionni, Roberto Manfredi, Alberto Mantegna, Graziano Panfili, Francesco Tadini e Nico Vigenti

La OTTO Gallery, un innovativo spazio espositivo, prettamente fotografico, inserito all'interno delle aree comuni di OTTO Rooms, dal 10 settembre ospiterà la collettiva fotografica che vede in mostra gli scatti artistici di 7 fotografi che hanno indagato, attraverso la loro arte, la visione futura del Hic et Nunc. 

Spazio Monti
Via della Madonna dei Monti, 27 – 00153 Roma
HIC ET NUNC – VISIONI FUTURE
Collettiva artistica 

Christin Bonbon, Paola Chartroux, Arianna Cola, Paola Ramondini e Martina Vanda per la ceramica e Monica Argentino, Angela Donatelli, Tancredi Fornasetti , Fabio Giuli, Mario Glover , Lucilla Monardi, Marco Perna e Valentina Sorrentino per la pittura.

Spazio Monti presenta una collettiva di artisti nella sezione pittura e ceramica, che si sono relazionati con il tema del progetto “Hic et Nunc – Visioni Future”.

Spazio Veneziano 
Via Reno, 18/A – 00198 Roma
HIC ET NUNC – VISIONI FUTURE
Collettiva artistica 
Corrado Veneziano, Tancredi Fornasetti, Ezia Mitolo, Lucilla Monardi, e Valentina Sorrentino.

L’artista, docente e scrittore Corrado Veneziano ha condiviso la visione di DIVO C, aprendo la sua Home Gallery, luogo accogliente e professionale dove scambiare arte e valori, ad una esposizione condivisa con artisti provenienti da Roma, Salerno e Taranto.
Corrado Veneziano esporrà il suo lavoro, in special modo quello realizzato per la mostra Leonardo Atlantico che s’ispira al Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, mostra realizzata in occasione delle celebrazioni del quinto centenario dalla morte del genio toscano.

| 11 SETTEMBRE >18:00

Associazione I Love Ceramica
Via Paolo Maria Martinez, 11/a - 00151 Roma RM
HIC ET NUNC – VISIONI FUTURE

Maria Flora, Clementelli, Evandro Gabrieli, Manuela Lupino, Alexia Manzoni Porath, Robbie Mazzaro, Maria Grazia Morsella e Luisa Raggi
Le artiste di “I love ceramica” propongono un confronto e una condivisione, tra discipline diverse. Hanno voluto esprimere la loro visione, relativa alla tematica, dando voce alla ceramica. Gli artisti esporranno in uno spazio espositivo insolito ma innovativo: un laboratorio. 

Stamperia, Ripa69
Via di San Francesco a Ripa, 69 – 00153 Roma

HIC ET NUNC – VISIONI FUTURE

Paolo Andruccioli, Luisa Baciarlini, Marina Buening, Virginia Carbonelli, Alessia Consiglio, Susanna Doccioli, Marcello Fraietta, Valeria Gasparrini, Elio G. Mazzali, Nicholas Perra, Giorgia Pilozzi, Gianluca Tedaldi, Caterina Tedeschini e Usama Saad

La mostra “Hic et Nunc” è intesa come celebrazione del singolo momento, fotografia sincera dell'attimo presente. La forma grafica della stampa a monotipo amplifica l'espressione di questa fugacità, imprevedibilità. La tecnica di stampa a monotipo è intesa in tutte le sue possibili espressioni, interpretazioni, variabili. 

Spazio Urano 
Via Sampiero di Bastelica, 12 - 00176 Roma

ABRASIONI
Ak2deru, Fabio Mariani e Marco Affaitati
A cura di Simona Pandolfi
La collettiva Abrasioni, a cura di Simona Pandolfi, resterà aperta fino al 16 ottobre. In mostra le opere di 3 pittori che con differenti declinazioni indagano da anni, nell’ambito dell’astrazione, le potenzialità espressive dello stesso linguaggio, generando un codice personale dal quale attingere ininterrottamente e in forme sempre rinnovate. 
In occasione dell’inaugurazione, nel piano inferiore, sarà visitabile l’atelier diFrancesco Campese, titolare della sede. 

| 12 SETTEMBRE >15:00

Performance di Carlos Atoche
KhArtÀA/ Planetario Immaginario
sculture in cartapesta di Carlos Atoche

A cura di Monica Cecchini, Simona Pandolfi e Emanuela Robustelli.

Khartàa si propone come un'installazione partecipativa all'aperto, dove le sculture fluttuanti conformeranno un 'planetario immaginario'. 
La tecnica della cartapesta viene rivisitata aggiungendo all'impasto terre naturali, alla ricerca di una formula alchemica che trasformi la carta in bronzo, legno o marmo. Khaartàa si presenta come un percorso performativo, che porterà le sculture in cartapesta dalla galleria Incinque Open Art Monti, alle strade del centro storico, ripercorrendo attraverso il cammino la storia del Rione Monti e di Roma.

| 30 SETTEMBRE >17:00

VIRUS Art
Via Poggio verde, 389 – 00148 Roma
Inaugurazione apertura 
Spazio VIRUS Art- Corviale/Roma
Il gruppo si forma a Napoli nella metà degli anni 80 tra artisti di varie discipline: G. Ceraldi, C. Chierici, D. Izzo, S. Ravo, G. Savino, dal poeta visivo S. Maria Martini e dal regista A. Neiwiller.
L’obiettivo era rilanciare un’azione che rovesciasse la logica imperante, ed aprire gli studi al pubblico, agli amanti dell’arte, e ai critici, in un luogo dove l’arte si elabora e si produce. Nasceva così la manifestazione “Studi Aperti”. Alla fine degli anni ’90 una parte di quel gruppo (Ceraldi, Chierici e Savino) si ritrova a Roma e si ricompatta con altri artisti (S. De Santis, E. Grasso, C. Tedeschini, N. Spezzano) per rilanciare la stessa iniziativa. Nella sua ultima edizione 2006 l’apertura di 600 studi e la pubblicazione di una guida agli studi distribuita da “la Repubblica” 
L'apertura dello spazio a Corviale è fissata per il 30 settembre 2020, con l'esposizione degli ultimi lavori del gruppo VirusArt sul tema: Quale arte oggi?

| 1ottobre >18:00

Incinque Open Art Monti
Via della Madonna dei Monti, 69 – 00184 Roma

IL GIOIELLO CONTEMPORANEO

Il 1 ottobre, nella sede della galleria Incinque Open Art, prosegue il progetto Divo C, con l’esposizione legata alla valorizzazione del gioiello contemporaneo.


Dal 10 Settembre 2020 al 01 Ottobre 2020

ROMA
LUOGO: Sedi varie

ENTI PROMOTORI:
Associazione Incinque Open Art Monti


Flavio Favelli - Profondo Oro

Flavio Favelli, Made In Italy, 2020, acrilico su muro, cm 950x1200 (dettaglio). Ph. Serge Domingie © Flavio Favelli


Da venerdì 18 settembre 2020 a domenica 28 marzo 2021 Arte in Fabbrica, nella sede storica della Gori Tessuti e Casa di Calenzano (Firenze), ospita la mostra personale Profondo Oro di Flavio Favelli (Firenze, 1967), a cura di Pietro Gaglianò.

Il nuovo progetto di Favelli si sviluppa attraverso un dialogo intrecciato con gli spazi dell’azienda e con le sue attuali ricerche. 

Tutte le opere presentate sono inedite, concepite e realizzate per l’architettura che le accoglie: a partire dal grande dipinto su muro, che rimarrà come opera permanente su una delle facciate esterne, fino alle installazioni e alle sculture visibili negli spazi espositivi recentemente aperti al pubblico.

Il titolo della mostra, Profondo Oro, declina l’interpretazione data dall’artista di un universo sociale tutto nazionale, in gran parte consegnato alla storia ma che non smette di influenzare l’immagine che l’Italia costruisce di se stessa. Si tratta quell’aspirazione al lusso e al benessere materiale che ha caratterizzato il sogno italiano dal boom economico degli anni Cinquanta fino ai tempi più recenti, fino al vissuto dell’artista. Una temperie culturale che molto più che nello spazio pubblico si dispiega in quelli privati, nell’habitat della famiglia mononucleare incardinato sul sentimento dell’appartenenza e sull’illusione dell’apparenza. La casa, con i suoi arredi, gli accessori, le finiture, è il luogo di rappresentazione dello status sociale. Nel nido di questo micro-sistema si affresca più che l’immagine di sé il desiderio di quell’immagine: l’ottimismo di almeno due generazioni che si sono espresse nella costruzione degli scenari privati, coltivando per narcisismo un malinteso spirito di classe. 

Ecco perché l’oro del titolo non allude alla pregevolezza del metallo. La sua preziosità, lucente e fittizia, si riferisce invece ai rivestimenti e alle patine che travestono materiali meno nobili: dalla verniciature dei legni e delle leghe alle lucide confezioni. È un oro che oltre il primo strato ha altre profondità, di carattere sociologico, economico, culturale e anche politico: un oro che attraverso la dichiarazione di un lusso solo presunto descrive, più efficacemente del cinema e della letteratura, le speranze e gli inganni di una complessa compagine sociale. 

Questo è il mondo al quale in larga parte guarda Favelli, e dal quale provengono gli elementi ricorrenti della sua estetica: uno scenario che può essere sintetizzato come un ritratto di famiglia borghese in un interno le cui parti tornano a edificare uno scenario ambivalente. 

Se a prima vista si potrebbe leggere un’oscillazione fra una durezza del risveglio alla realtà odierna del sogno italiano e una specie di tenerezza nostalgica per quel mondo andato in frantumi, uno dei temi centrali delle riflessioni dell’artista e della mostra, ruota attorno ad un certo immaginario che in qualche modo Favelli considera “quasi eterno”, comunque non classificabile come “cose del passato” e “memoria”, ma segni, forme, scritte e oggetti capaci di trattenere dei tratti essenziali, dei simulacri, veri e propri modelli. Delle presenze che evocano e tramandano valori che segnano il tempo e la società.

Profondo Oro si pone quindi in linea con la ricerca estetica che caratterizza il lavoro dell’artista, con la sua attenzione per la storia degli oggetti e dei materiali che indaga, decostruisce e combina in nuove forme. Così il colore oro domina il murale all’aperto e da lì si ramifica ed emerge sul corpo delle installazioni all’interno. Le due grandi sculture sono composte con ante e pannelli per specchiere di armadi e altri mobili dismessi, provenienti da questa cultura dell’arredamento. La superficie dell’opera si rivela pittorica, già tessuta in una organizzazione di segni. Il legno porta la traccia del tempo e dell’uso, del deperimento naturale dei materiali, delle ossidazioni, delle reazioni a contatto con liquidi e di altri incidenti domestici. Gli spazi che guidano alla grande sala espositiva ospitano altri lavori, tra questi una installazione luminosa costruita con l’assemblaggio di alcune insegne al neon.

Arte in Fabbrica, con il progetto di Flavio Favelli, dopo la mostra di Vittorio Corsini, segna il secondo episodio del progetto ideato da Fabio e Paolo Gori per conciliare i ritmi dell’azienda con l’esperienza diretta dell’arte. In questa occasione, per ampliare il tempo e le possibilità di fruizione della mostra, Arte in Fabbrica si aprirà a un programma di percorsi didattici e di appuntamenti collaterali per la visione delle opere in diversi formati di fruizione.

La mostra sarà accompagnata da un volume edito dalla casa editrice Gli Ori.



Flavio Favelli
Profondo Oro
a cura di Pietro Gaglianò

progetto speciale per Arte in Fabbrica

18 settembre 2020 – 28 marzo 2021
opening venerdì 18 settembre 2020

Arte in Fabbrica – Gori Tessuti e Casa
via Vittorio Emanuele 9, Calenzano (Firenze)
Orari: da lunedì a venerdì 10-13 / 15-18
Informazioni: tel. 055 8876321 | arteinfabbrica@goritessuti.com

Press Office
Sara Zolla | Ufficio stampa e comunicazione
press@sarazolla.com| t. 346 8457982