mercoledì 28 novembre 2012

HIGH QUALITY - SELECTION, dal 10 dicembre 2012 al 15 gennaio 2013



artribù
è lieta di presentare
HIGH QUALITY - SELECTION
Vernissage -riservato su invito- giovedì 6 dicembre 2012 dalle ore 20:00
Via Agostino Depretis, 86 -00184 Roma.

Mostra in visione del pubblico su appuntamento
dal 10 dicembre 2012 al 15 gennaio 2013 

Opere in mostra di:
Matteo Basilè, Aron Demetz, Omar Galliani, Jonathan Guaitamacchi, Luca Pignatelli, Matteo Pugliese, Nicola Samorì, Tommaso Ottieri, Troilo.

La collettiva, curata da Claudio Proietti, ha l’ambizione di raccogliere in un’unica grande mostra, una selezione straordinaria di opere di altissima qualità di alcuni tra i più celebri artisti italiani nel mondo.
Poche opere o anche una soltanto di ognuno dei pittori o scultori esposti, tutte però con il comun denominatore di esser fortemente rappresentative della loro opera.
  
FP MEDIA RELATION
Via Flaminia Vecchia, 495 
00191   Roma
FRANCESCA PECCHIA
Cell. 3933342940
SARA BATTELLI
Cell. 340 9997343
  
Casa d’arte artribù Via A. Depretis, 86, 00184 Roma
Tel. 064880285  info@artribu.it

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Massimo Nardi

La facciata ventilata diventa opera d’arte



La facciata ventilata diventa opera d’arte
Alle porte di Parigi, Cooperativa Ceramica d’Imola ha realizzato un’importante ristrutturazione con oltre 8.000 mq di rivestimento ceramico, sul quale vi ha anche riprodotta un’opera di oltre 250 mq dell’artista Federica Matta

Tecnologia ed estetica. Rispetto dell’ambiente e amore per l’arte. Riqualificazione urbana e risparmio energetico. Sono queste le “parole chiave” del nuovo progetto realizzato da Cooperativa Ceramica d’Imola alle porte di Parigi.
A Vitry sur Seine, nel dipartimento della Val de Marne (94), dove è in corso un ampio programma di recupero delle strutture abitative e di interesse pubblico, Cooperativa Ceramica d’Imola, grazie alla collaborazione di un partner francese, ha compiuto un’imponente ristrutturazione dell’esterno di uno degli edifici più grandi, realizzando delle facciate ventilate per oltre 8.000 mq.
Cooperativa Ceramica d’Imola è specializzata nella realizzazione e fornitura di facciate ventilate tecniche, con l’utilizzo di rivestimento ceramico: nel progetto parigino sono state utilizzate piastrelle della serie Tinte unite, un gres porcellanato a tutto spessore nei formati 30x60 cm e 60x60 cm.
La scelta di ricoprire l’esterno degli edifici con il sistema di facciate ventilate non è casuale: oltre a ragioni estetiche e performanti della ceramica, è rilevante l’intento “green” del progetto mirato a un’attenta politica di risparmio energetico garantendo il massimo comfort abitativo alle persone.

Il lavoro svolto da Cooperativa Ceramica d’Imola a Vitry sur Seine  può inoltre vantare un plus di assoluto valore: su una delle facciate ventilate ha riprodotto un’opera realizzata dall’artista francese Federica Matta (fortemente impegnata nel sociale). Il risultato? La prima opera d’arte sviluppata su una facciata ventilata di oltre 250 mq e alta più di 24 metri! L’azienda imolese si è impegnata a fondo in questa realizzazione. In primis per rispettare i colori  forniti dall’artista e per renderli adatti a essere esposti ai raggi solari e agli agenti atmosferici. Molto complesse anche le operazioni di posa delle singole piastrelle, eseguite dopo attenti studi per rispettare l’armonia dell’opera anche in considerazione delle “fughe” necessarie fra i singoli pezzi. Il risultato è stato veramente sorprendente e d’impatto, tant’è che con la collaborazione dell’Ufficio di Edilizia residenziale pubblica e il dipartimento di Vitry sur Seine sono già in cantiere altre realizzazioni con il coinvolgimento di vari artisti cui spetterà il compito di decorare le facciate dei nuovi edifici.

Cos’è la facciata ventilata
La facciata ventilata di Cooperativa Ceramica d’Imola è costituita da una struttura di supporto ancorata al muro e un paramento modulare fissato alla struttura di sostegno con tipologie di fissaggio "a vista" o "a scomparsa". Grazie alla sua flessibilità modulare è la soluzione ideale per valorizzare l'estetica di ogni tipo di spazio, trasformandolo in una soluzione moderna, innovativa, in grado di rivestire le pareti di un appeal unico. Traspirabilità, elevata protezione dall'acqua e massimo isolamento termoacustico fanno del sistema a facciata ventilata la soluzione più sicura per la protezione di qualsiasi immobile. Garantisce il massimo benessere abitativo per le moderne ristrutturazioni: la garanzia di ambienti più ecologici e salutari, risparmiando energia e creando un ambiente eternamente bello.

I vantaggi della facciata ventilata

La facciata ventilata di Cooperativa Ceramica d’Imola è in grado di trasferire su ogni tipologia di edificio caratteristiche di elevata qualità estetica in completa assenza di manutenzione. La sua struttura modulare consente, infatti, l’impiego di soluzioni creative e architettoniche estremamente versatili, in grado d’impreziosire le pareti dei fabbricati mantenendole intatte nel tempo grazie all’impiego di soluzioni fotocatalitiche, garantendo le loro proprietà autopulenti, antibatteriche ed ecologiche. L’utilizzo di lastre ceramiche in gres porcellanato, un materiale in grado di coniugare tecnica ed estetica, permette ad architetti e progettisti una flessibilità progettuale unica.
§             La facciata ventilata è una soluzione a isolamento termoacustico costante e continuo delle pareti, in grado di eliminare ogni ponte termico.
§             Con il sistema della facciata ventilata si realizzano muri a elevata inerzia termica. La facciata sfrutta la capacità termica della parete, sia d’estate sia d’inverno.
§             In estate crea uno “scudo termico” all’edificio su cui è applicata, proteggendolo dall’irraggiamento diretto. Questo, unito a un flusso costante di aria che lambisce la superficie esterna dell’isolante a contatto della parete, migliora sensibilmente il comfort termico all’interno dell’edificio.
§             Garantisce un’elevata protezione dalle infiltrazioni d’acqua meteorica. Grazie a questa caratteristica si ottiene una perfetta e duratura protezione delle strutture murarie.
§             Per la sua permeabilità, il sistema della facciata ventilata fa sì che l’umidità e il vapore prodotti all’interno dell’edificio si diffondano all’esterno senza trovare ostacoli o barriere.
§             E’ una soluzione a parete composita a più strati, di diverso peso specifico. Viene così assicurata un’elevatissima capacità di abbattimento dell’inquinamento acustico.



Carlotta Gollini 
Diretto + 39 0542 601637

Pierluigi Papi 
Mobile 338 3648766

Ufficio Stampa Cooperativa Ceramica d'Imola  ufficiostampa@ccimola.it.


Cooperativa Ceramica d’Imola nasce nel 1874 ed è la più antica Cooperativa di produzione lavoro d’Italia. Oggi è un Gruppo leader di mercato nei  pavimenti e rivestimenti, simbolo del Made in Italy nel mondo, con un fatturato consolidato di oltre 280.000.000 Euro, 7 stabilimenti in cui lavorano più di 1800 dipendenti e un livello di esportazioni attestato al  70% della sua produzione di piastrelle. Cooperativa Ceramica d’Imola è sul mercato con i seguenti marchi commerciali: ImolaCeramica, LaFaenzaCeramica, LeonardoCeramica, ClipTile. Nel rispetto dei principi di eco-efficienza ed eco-compatibilità ha ottenuto la Certificazione Ambientale ISO 14001, la registrazione EMAS e i crediti L.E.E.D. Infine, il Museo aziendale (aperto al pubblico) raccoglie oltre un secolo di collaborazioni con alcuni degli artisti più significativi del ‘900: Bay, Pomodoro, Tadini, La Pietra, Mitoray, Tilson, Brindisi.
ricevo e pubblico:
Massimo Nardi

"La seconda possibilità" di STEFANIA PELLEGATTA per La Fata Porpora-Atelier e di ENRICO CASMIRRI



"La seconda possibilità"  di STEFANIA PELLEGATTA per La Fata Porpora-Atelier e di ENRICO CASMIRRI



Presso lo spazio di  Pigreco Progetti di Simone Seddio  in  via San Michele 4 a Busto Arsizio  si è inaugurata la stagione 2013 di eventi artistici e pittorici con la presentazione di opere di Stefania Pellagatta (La Fata Porpora) e di Enrico Casmirri.
Organizzatrice della mostra è l’Arch. Patrizia Ferrarini di Konta-minazione,  con la collaborazione dell’Arch. Paolo Torresan, che con il progetto Pimp my mind  si è già fatta promotrice di una serie di  corsi, mostre, seminari  e workshop unici nel genere: dalla fotografia d’architettura al design del gioiello, dalla calligrafia cancelleresca al Feng Shui, dallo spaceclearing al Flower design senza dimenticare l’intrattenimento anche per i più piccoli, con i laboratori della La Fata Porpora. 
 Gli organizzatori, tutti appassionati del “bello” e della “creatività”, offrono al pubblico l’opportunità di una “promenade” fra opere, progetti e (perché no) sogni, in un ambiente studio, stimolante e che si propone ricco di iniziative.
A breve partiranno altri interessanti iniziative che potrete conoscere chiedendo di essere inseriti nella newsletter di Konta-minazione scrivendo a :

Era una premessa necessaria per presentare le opere di Stefania Pellegatta (La Fata Porpora) e di Enrico Casmirri che rimangono esposte dal 24 novembre 2012 al 7 dicembre.

Ed in breve val la pena fare quattro passi in centro ed entrare a “vedere” le creature di Stefania e di Enrico:
è dalla “riscoperta” del riuso di materiali poveri o semplici, o “refusi”, che leggi la forza creativa di due “artisti – inventori” di nuove forme, colori, giochi.
E della Fata Porpora piccoli oggetti appesi, mobili e flessibili come molle e piume che un “soffio” muove.
Delicatezza delle decorazioni, dei tessuti, delle tinte, compongono il magnifico “kimono” steso in tela per essere ammirato.
Forza delle immagini e delle forme, create da tensioni delle tele e fili raggomitolati sono ricchi di suggerimenti e si rivolgono al “bambino che c’è in noi” dalla fantasia di Enrico Casmirri.


Busto Arsizio, 25.11.2012

Dott. Arch. Paolo Torresan
Critico d’arte
per informazioni:
Mostra dal 24 al 7 dicembre 
orari dalle 15 alle 18 martedì, mercoledì, giovedì,venerdì, sabato .
Team Konta-minazione 
 C/o presso Studio Pigreco Progetti  via San Michele 4 Busto Arsizio
Arch Patrizia Ferrarini
393 90 800 69
 Ricevo e pubblico:
Massimo Nardi

BOLLYWOOD FILM MEETING ROMA > 29 novembre ore 20.00 > TEATRO QUIRINETTA, ROMA



Bollywood Film Meeting Roma
a cura di Sabrina Ciolfi
Giovedì 29 novembre 2012 - ore 20.00 - Teatro Quirinetta, Roma


> INGRESSO LIBERO

seguirà la visione del film documentario > Bollywood: The Greatest Love Story Ever Told
(durata 81 minuti)


COMUNICATO STAMPA

In concomitanza con la mostra Akbar. Il Grande Imperatore dell'India, promossa dalla Fondazione Roma e aperta al pubblico presso il Museo Fondazione Roma di Palazzo Sciarra fino al 3 febbraio 2013, si terrà al Teatro Quirinetta, dal 29 novembre al 9 dicembre 2012, la rassegna cinematografica Bollywood Film Meeting Roma, che intende offrire un ampio sguardo sulle nuove tendenze che si vanno affermando nella produzione cinematografica in lingua hindi di Mumbai. 

La rassegna, organizzata dalla Fondazione Roma-Arte-Musei con Arthemisia Group, è ideata da Gian Carlo Calza e curata daSabrina Ciolfi, indologa ed esperta di cinema indiano presso l’Università degli Studi di Milano.

Alla vigilia delle celebrazioni per i cento anni del cinema indiano, che si terranno nel 2013, l’evento offre uno sguardo sulla Bollywood contemporanea, presentando una selezione di lungometraggi prodotti recentemente negli studi di Mumbai. Si tratta di opere di alto valore artistico e di grande successo di critica e di pubblico, espressione sia del cinema mainstream sia di quello indipendente.

Tradizionalmente conosciuta per le sue prevedibili trame romantiche, la Bollywood delle grandi case di produzione sta oggi vivendo una fase di radicale evoluzione, che porta i registi a sperimentare linguaggi, tematiche e stili diversi. Contemporaneamente si assiste alla crescita del cinema indipendente, già ribattezzato “Hindie” (dalla fusione tra “hindi” e “Indie” - termine usato per definire il cinema indipendente), le cui nuove tendenze attirano sempre più l’interesse dei grandi festival internazionali.

La rassegna mette pertanto in luce le diverse facce della recente cinematografia bollywoodiana, proponendo una scelta di 17 film particolarmente rappresentativa dei diversi generi cinematografici. Nel corso della rassegna sarà proiettato lo spettacolare film storico sulla vita dell’Imperatore Akbar Jodhaa Akbar (2008) di Ashutosh Gowariker, già regista dell’acclamato Lagaan (2001), candidato agli Oscar come miglior film straniero, che sarà presentato nella serata di venerdì 30 novembre 2012.

MATERIALE STAMPA E PROGRAMMAZIONE DELLA RASSEGNA IN ALLEGATO

Sede
Teatro Quirinetta
Via M. Minghetti, 5
00187 Roma
T +39 06 6794585
info@teatroquirinetta.it

Biglietti
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti
Gli spettatori riceveranno in omaggio un biglietto d’ingresso ridotto alla mostra Akbar. Il Grande Imperatore dell'India

Informazioni
T +39 06 697645599

Ufficio Stampa
Arthemisia Group
Adele Della Sala
ads@arthemisia.it - M +39 345 7503572
Camilla Tomasino
ct@arthemisia.it - T +39 06 69380306


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Massimo Nardi

Premio Sila ‘49


Premio Sila ‘49
Cosenza – Palazzo Arnone
29 novembre/1 dicembre 2012

Da giovedì 29 novembre a sabato 1 dicembre 2012 gli spazi di Palazzo Arnone in Cosenza, sede della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnontropologici della Calabria e della Galleria Nazionale di Cosenza, ospiteranno la prima edizione del Premio Sila ’49.
Questo in dettaglio il programma previsto:
Giovedì 29 novembre 2012. Inaugurazione della mostra sulla storia del Premio Sila e presentazione del libro di Andrea Mochi Sismondi Confini Diamanti. Viaggio ai margini d’Europa, ospiti dei Room. Parteciperà l’autore.
Venerdì 30 novembre 2012. Incontro con gli alunni delle scuole primarie. Laboratorio condotto da Chiara Carminati, vincitrice del Premio Andersen 2012; seminario di formazione per educatori condotto da Chiara Carminati; Dibattito: Del corretto e complesso rapporto tra economia e cultura: un manifesto per la Calabria; reading di Flavio Oreglio Sulle spalle dei giganti.
Sabato 1 dicembre 2012. Reading a cura di compagnie locali su testi vincitori delle passate edizioni. Cerimonia di premiazione dei vincitori del Premio.
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Premio Sila ‘49
Cosenza – Palazzo Arnone
29 novembre/1 dicembre 2012

Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria
Soprintendente: Fabio De Chirico
Coordinamento: Rosa Anna Filice
Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone – Patrizia Carravetta 
Tel.:  0984 795639 fax  0984 71246
Ricevo e pubblico:
Massimo Nardi

MATTEO FABEN alla Galleria Arianna Sartori di Mantova




MATTEO FABEN L’irraggiungibilità dal 1 al 23 dicembre 2012 Nome della Galleria: Galleria "Arianna Sartori" Indirizzo: Mantova - via Ippolito Nievo, 10 - tel. 0376.324260 Mostra: Matteo Faben. L’irraggiungibilità Date: dal 1 al 23 dicembre 2012 Inaugurazione: Sabato 1 dicembre, ore 17.00 Presentazione in Galleria di Gilberto Cavicchioli Patrocinio: Museo Ugo Guidi, Forte dei Marmi e Amici del Museo Ugo Guidi onlus, Forte dei Marmi. Si ringrazia: Dott. Davide Lodi. Orario di apertura: Feriali 10.00 - 12.30 / 16.00 - 19.30. Festivi 15.30 - 19.00 La Galleria “Arianna Sartori - Arte & object design” di Mantova, nella sede di via Ippolito Nievo 10, dal 1° al 23 dicembre 2012, presenta la mostra personale dello scultore veronese Matteo Faben, dal titolo “L’irraggiungibilità”. La mostra gode del patrocinio del Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi e Amici del Museo Ugo Guidi Onlus di Forte dei Marmi. La mostra, si inaugurerà Sabato 1° dicembre alle ore 17.00, con presentazione di Gilberto Cavicchioli, alla presenza dell’artista. Matteo Faben nasce a Legnago (Vr), il 9 novembre 1976. “Scolpire la mia vita per lasciare una firma indelebile all’umanità, è un sogno che desidero diventi sempre più realtà. Fede e Amore, inseparabilmente uniti, sono tutto ciò che danno un’idea la quale successivamente si trasferisce in disegno per materializzarsi in marmo. Con inarrestabili colpi a questa pietra bianca, pura e luminosa e soprattutto delicata, anche se agli occhi si mostra come forza incontrollata, nel tempo diventano opere che trasmettono l’idea originale. L’opera diventa libero sfogo nel dare forma e significato a quello che solo all’inizio era un blocco di marmo bianco di Carrara”. Ha iniziato a manipolare lastre di marmo a 13 anni, ma circa 10 anni più tardi scoprii che la materia necessitava di vivere, decise allora di prendere una strada, quella che ora è la sua vera passione: “L’ARTE” per lui espressione completa della sua mente. Qui inizia il percorso di studio, in primis frequentando la scuola Appio Spagnolo di Cerea, partecipando a corsi di disegno tecnico e ornamentale, progettazione del mobile e arredamento, scultura e intaglio da modelli in argilla e gesso. Ha frequentato corsi liberi all’Accademia Cignaroli di Verona, disegno e ritratto da modelle e modelli veri. Nel momento in cui il disegno è diventato per lui manualità semplice, in modo totalmente autodidatta, provò a trasferire i suoi disegni alla tridimensionalità della scultura in marmo. Nel 2009 si trasferisce a Carrara per essere a stretto contatto con il marmo e dedica la sua esistenza a creare sculture. Nel 2012 ritorna a Casaleone (Vr). “Mai, come in questo momento, si è fatta chiara l’idea che dal mio corpo alla volontà che sento, non vi fossero ostacoli”. Matteo Faben. Scultura. L’incedere, sul paradigma contemporaneo… “E, se la Scultura è per Picasso espressione “ dell’ intelligenza”, per Matteo Fabén indica il terreno d’incontro quotidiano dove, con indubbia capacità tecnica, questo giovane artifex si richiama agli stilemi dei grandi del passato (Donatello, il morbido modellato dei Quattrocenteschi fiorentini, la fermezza di Michelangelo e il classico assunto canoviano) per desumere (quasi sempre omesso, il preparatorio) – nel libero fluire della propria sensibilità interiore, tra desideri, realtà e fantasia - scorci d’ispirazione surreale. Conseguentemente, la naturale vocazione in-forma una luminosa, frattale tridimensionalità (restano, testimoni esaltanti, Moore, Marini, George Segal e anche Finotti), segno di una visione concettuale in continuo evolversi…Per Matteo, il tempo sgrana quasi ‘religiosamente’ gli anni di un incessante sperimentare trasformativo: l’entusiasmo febbrile, soffio di esistenza speso nel rapido susseguirsi di quel continuo ricercare rivolto alla bellezza, al suo timbrico essere rivisitata dal connubio tra materia e forma…Il marmo carrarino, candida essenza al tempo possente e duttile è, dell’opera di Fabén, la veste serica e non più misteriosa aprendosi in un caleidoscopio interpretativo poiché, dai rivoli persi in profondità, affiorano le vene in texture infinitesimale… Lo specchio per la luminosa metaformofosi luce-ombra, nel volgersi del giorno. Un flusso ininterrotto, tra opera ed autore, è la nuova sinergia che valica il confine della dimensione temporale, vivificata, al contempo, da un catarsico motivo d’ispirazione negli irrinunciabili affetti familiari. E’ del resto ammirevole nel giovane Fabén quel connaturato senso di responsabilità, di adesione ai valori della propria coscienza d’artista: rispetto profondo di una dinamica ascensionale che accorda sul pentagramma stati d’animo e pulsione creativa… Del resto, è ormai così rara in questa nostra fase storica, con la messa in crisi delle leggi che stravolgono il potere, la forza di quell’immaginario rivolto alla libera ispirazione, contro la mera curiosità, il fugace soffermarsi di un establishement che inneggia a modelli di riferimento mediale tra politica, sport e moda… Matteo Fabén, fisionomia chiara, sguardo severo e luminoso, offre il carisma di un temperamento razionale, entusiasta e sensibilmente vigile nel saper cogliere le impronte emblematiche del proprio ruolo: operando la filosofia della differenza, indica la legge di quel linguaggio autonomo e consapevole che coniuga la voce classica sul paradigma di una contemporaneità rivolta alla dialettica speculativa. Così la scultura è l’inarrestabile desiderio di percepire il mondo e di sentirsene protagonista, facendo fremere la passione liberatoria, quella vena di concreta vitalità che nasce dall’ estro gioioso per aprirsi a infiniti interrogativi… Attratta, mi si conceda, da un accenno di melanconia? Le opere di Fabén sono, nella trasfigurazione dei modelli ispirativi, prettamente originali, e questa singolarità medesima funge da input per il potere immaginifico di ciascuno. La forza indagatrice di uno sguardo interiore che attende di uscire, grazie al movimento correlato all’ atto stesso della visione, dalla camera oscura del prestabilito. Vedere un’opera di Fabén, per me, significa l’oltre canone, lavorare sui confini più estremi, sondare la mia radice emozionale interpretandone, nel percorso narrativo, l’intima ragione d’essere: una forma fatta di luci, di dati sensibili ricomponentisi, di volta in volta, in entità sullo scacchiere dell’Idea. Così, allargando la potenzialità percettiva, mi soffermerei sull’ironia compiacente della citazione (quale esempio, nella serie ‘animalia’, comunque improntata a serafica contemplazione - il grande pesce in verticale, emerso dagli abissi marini per un elettivo redimersi “Alla ricerca della purezza”, con occhi intenti a rimirare la nuova realtà ‘celeste’ e due piccole cave appendici laterali – levate in orante gestualità - ; e, ancora, nella protome “ Amore di cavallo”, la criniera gonfia per l’impeto del galoppo ma avvolta in seriche volute; il dettaglio civettuolo delle foltissime lunghe ciglie contorno allo sguardo sognante, o delle grosse labbra in rilievo come fossero ben truccate)…Qui ritrovo il coraggio di Matteo al non allineamento ‘canonico’, per l’ effetto di una visualità intrigante e festosa, lo slancio di quella libera inventiva che ha visto approdare il mito olimpico al cinema di animazione digitale. Ecco quindi, il trend ‘reale’ , frutto di un sapore eclettico che resta più accattivante del reale a schema ‘classico’. Infine, in silenzio di fronte allo splendido manichino (Guttuso ma anche Kostabi) in legno d’ulivo – silloge di un’anima (Matteo) racchiusa ma pulsante in quelle venature geocentriche, e, al pari, cosmiche ellissi in attesa di Conoscenza – ecco la mia richiesta…Intraprendere, sia pure in parallelo agli impegni già corposi, un ulteriore percorso di sperimentazione ed approfondimento: altri materiali, trattati diversamente per offrire luce anche a nuovi soggetti. Regalandoci, ex abrupto, la “lettura” del gesto che suggerisce senza rivelare tutto, quando la raspa si ferma prima di arrivare all’effetto decisamente levigato. Come già Igor Mitoraj, autore di grandi magnifiche sculture intese come frammenti classici ma che suscitano quel senso d’inquietudine dovuto alla frattura…” Caterina Berardi (Per concessione mediartenews.it)
21/01/2012
ARIANNA SARTORI ARTE & OBJECT DESIGN Via Ippolito Nievo, 10 - 46100 MANTOVA - Tel. 0376.324260 - info@sartoriarianna.191.it 
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Massimo Nardi

Le Baiser di Picasso_la Fine è l'Inizio


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Un bel percorso antologico quello in mostra al Palazzo Reale di Milano. Documenti che testimoniano lo stretto rapporto di Picasso con la città meneghina...un rapporto che con questa terza esposizione (dopo quella del 1953 e del 2001) si consolida. Interessante l'allestimento nella sala delle Cariatidi, spazio in cui sono raccolti documenti, carteggi originali, foto. Un lavoro che si sviluppa all'interno e all'esterno dell'artista spagnolo. La sua poliedrica figura spazia e si diffonde nelle sale...il visitatore è trasportato in un iter storico-artistico che si evolve quasi a rimarcare lo stato d'animo e il vissuto di Picasso. Vicissitudini e i disastri incombenti che non poco hanno influenzato scelte cromatiche e di stile...ma la mostra lascia assoporare i tempi e gli umori dell'artista...una sorta di viatico non solo antologico ma simbolico...dalla difficoltà e dalle cromie poco definite si giunge alla luminosità del colore pieno...ed ecco...ad attenderci un piacevole epilogo...'Le baiser'...perché un semplice bacio può divenire luce nel buio (?)


di 
Amalia Di Lanno