martedì 20 giugno 2023

Presentazione TIMEO 2023, opera di Jasmine Pignatelli

 

Jasmine Pignatelli, TIMEO 2023

Il giorno 23 giugno 2023, alle ore 10.30, nel Parco di Villa La Rocca, Via Celso Ulpiani 27 Bari, avrà luogo la presentazione dell’opera site-specific “TIMEO 2023” che l’Artista Jasmine Pignatelli ha graziosamente donato all’Accademia Pugliese delle Scienze, rispondendo all’invito indirizzato a illustri Maestri che condividono attivamente con l’Accademia visioni e riflessioni.

Infatti, l’Accademia Pugliese delle Scienze con l’approssimarsi del primo Centenario della fondazione, per il migliore adeguamento al suo compito istituzionale – incrementare e diffondere la Cultura - si propone di costituire nella propria sede, la prestigiosa Villa La Rocca, una Galleria di Arte Moderna e Contemporaneadi grandi Artisti, con particolare attenzione a quelli che operano nella nostra Regione, e di pubblicare il Catalogo del primo Centenario delle Opere possedute. In questo modo, verrà stabilito un mutuo fecondo contatto tra le attività culturali che hanno luogo in Accademia e l’Arte attraverso un rapporto diretto tra i Soci, gli illustri ospiti dell’Accademia e gli Artisti. In particolare, Jasmine Pignatelli con la sua opera si fa interprete di una Geometria umanisticache si inserisce perfettamente nel contesto dell’attività accademica, in cui le Scienze Naturali e le Scienze Umane interagiscono positivamente. Infatti, TIMEO 2023rappresenta la traccia di un cubo o, meglio, parte di quel “solido platonico”, il cubo appunto, che il filosofo greco attribuisce all’idea di rappresentazione della Terra. A partire da questa intuizione, il pianeta è riprodotto nella sua ossatura esile e corrotta, volume incompiuto, lontano da quel cubo solido e stabile identificato da Platone nel Timeo (360 a.C.). Il tema fa riferimento all’ambiente, all’ecologia e al ruolo dell’uomo nella delicata fragilità dell’ecosistema. 

Durante la Cerimonia, che si svolgerà alla presenza dell’Autrice dell’Opera, il Prof. Eugenio Scandale, Presidente dell’Accademia Pugliese delle Scienze, e la Prof.ssa Christine Farese Sperken, Accademica storica dell’arte, illustreranno le motivazioni e l’importanza culturale della costituenda Galleriadi Arte Moderna e Contemporaneadell’Accademia.

La Cittadinanza, gli Accademici, gli Studiosi e gli Studenti sono invitati a partecipare alla presentazione, con ingresso libero.

Bari, 19.06.2023

Eugenio Scandale
Presidente Accademia Pugliese delle Scienze


Venerdì 23 giugno ore 10.30 
Accademia Pugliese delle Scienze 
presentazione opera site-specific TIMEO 2023 di Jasmine Pignatelli

La Cerimonia di consegna dell’opera si svolgerà alla presenza dell’artista Jasmine Pignatelli, del Prof. Eugenio Scandale, Presidente dell’Accademia Pugliese delle Scienze e della Prof.ssa Christine Farese Sperken, Accademica storica dell’arte.

Parco di Villa La Rocca, Via Celso Ulpiani 27 Bari

per ulteriori informazioni:
www.accademiapugliesescienze.it

lunedì 12 giugno 2023

Gianmaria Giannetti VS Giannetti Gianmaria


La Galleria Orizzonti Arte Contemporanea presenta venerdì 23 giugno 2023 alle ore 19.00 il quarto progetto all’interno della neonata project room. La mostra, in una visione ludica e stravolgente, è una bipersonale dell’artista Gianmaria Giannetti che si confronta con il suo scomodo alter ego Giannetti Gianmaria, curata da Fabrizio Fontana, altro artista rappresentato dalla stessa galleria. Il ‘gioco’ di intescambio dei ruoli artista e curatore viene nuovamente riproposto, questa volta tocca a Fabrizio Fontana assumere il ruolo di curatore per la mostra di Giannetti.

Gianmaria Giannetti attraverso le parole di Fabrizio Fontana:

Non esiste una versione di Gianmaria Giannetti che prenda una birra con gli amici diversa da quella di Gianmaria Giannetti che prenda un caffè con un curatore o un collezionista. Non esiste un Giannetti che faccia la spesa diverso da un Giannetti che visiti una mostra e, le sue telefonate ai figli hanno un codice di linguaggio identico a quelle che può fare a chiunque altro. L’unicità di Giannetti sta tutta nel suo essere autentico, puro e mai di circostanza o peggio ancora artefatto, finto come invece molti tendono ad essere, soprattutto fra i cosiddetti operatori del mondo dell’arte in cui includo gli artisti oltre a critici, curatori, galleristi, ecc. Una personalità cosi autentica non può che dar vita ad altrettante opere che comunichino con la stessa intensità pittorica sia l’autenticità che l’unicità. Difatti, le sue opere partono da una sperimentazione con la materia, il colore, gli oggetti inseriti, il segno e le parole e creano un mondo sospeso fra il surreale, la poesia e la filosofia, talvolta sfiorando il no sense. Nei suoi lavori va in scena un attacco alla nostra società contemporanea, che spesso nasconde dietro una facciata di perbeniste agiatezze un mondo infinito di squallida pochezza e scarso di contenuti... l'importante è apparire e non essere! Così dalle sue opere fanno capolino figure aberranti, caricature di uomini onorati di medaglie ma mediocri, ripresi nella loro magnificenza da cui però trapela l'orrore. Queste figure umane stilizzate, curiosi personaggi irriverenti, esseri informi e dissacranti che provocano il fruitore ma che sanno essere, allo stesso tempo, poetici e dal piglio filosofico/intellettuale, sono i protagonisti della pittura di Giannetti. Un mondo un po' felliniano, animato da personaggi strani, iconici ormai chiaramente riconoscibili nella sua cifra pittorica che ci raccontano con ironia e leggerezza delle nefandezze del mondo, ora, più di sempre. Giannetti, nelle sue opere come nella vita, non è contro nessuno né a favore di nessun altro. Giannetti può essere solo contro Giannetti, come egli stesso ci comunica nel titolo di questa sua bipersonale negli spazi di Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni. Giannetti nel suo fare arte congela la sua autenticità nell’opera e fa di tutto per fare della sua stessa vita un’opera d’arte e questo è possibile forse solo per chi, al talento e al lavoro accosta la propria autenticità. 
In una società dove si è soliti etichettare, sintetizzare con poche o peggio solo una parola, per me Gianmaria si può riassumere sicuramente in questa: a u t e n t i c o.

Fabrizio Fontana


Bipersonale di Gianmaria Giannetti
Gianmaria Giannetti VS Giannetti Gianmaria
a cura di Fabrizio Fontana


Inaugurazione 23 giugno 2023 ore 19.00

23 giugno – 16 luglio 2023

nella serata inaugurale avrà luogo una performance con la partecipazione di
Miriam Totire (danzatrice)
Alberto Totire (dj set | musica elettronica)
Stefano Pando Cardaropoli (performer)
Giancarlo Ceglie (arte del mimo)
Giannetti Gabriele (compositore | musica elettronica)
Gianmaria Giannetti

GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA
Piazzetta Cattedrale (centro storico) 72017 Ostuni (Br)
Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506
info@orizzontiarte.it- www.orizzontiarte.it
F: Orizzontiartecontemporanea

Communication Manager
Amalia Di Lanno
www.amaliadilanno.com- info@amaliadilanno.com

domenica 4 giugno 2023

A Roma la seconda edizione della rassegna di videoarte Odds, rarities and B-side da COSMO

Iulia Ghita, Running angle, 2016, video still, Odds, rarities and B-sides Vol.II, Cosmo, Roma


L’8 Giugno 2023 Cosmo presenta la seconda edizione della rassegna di videoarte Odds, rarities and B-sides, a cura di Nicoletta Provenzano e con la direzione artistica di Zaelia Bishop. 

La rassegna, come nella precedente edizione, è un itinerario randomico e peregrino nelle rarità, nell’inusitato, nel B-sides, dove trova eco la sperimentazione, l’imprevedibilità e la possibilità del linguaggio, declinato nella poetica artistica come eccezionalità e radezza confinale o come tracciato prospettico e potenziale, insito nella ricerca, che si rivolge verso l’inesplorato, il mai visto, il ricordato. 

Gli artisti Pierre Ajavon, Orazio Battaglia, Elena Bellantoni, Marco Emmanuele, Mariana Ferratto, Iulia Ghita, Rita Mandolini, Fran Orallo, Vest And Page, Rosario & Nicola Vicidomini, Nika Zhukova & Rimma Gefen, indagano il tempo e il corpo, il rituale e il femminile, l’inganno dello sguardo e l’epifania, il viaggiare e lo smarrirsi in nuovi territori e nuove percezioni tra l’ironia e il sapore della nostalgia, il ritmo compositivo e la relazione tra soggetto e oggetto, l’azione reiterata come condanna e l’attesa come ipnotica assenza/presenza inquieta, l’assurdo e il surreale, la trasformazione e dispersione della forma, la ricordanza e la sopravvivenza nell'omaggio alle costellazioni dell’arte e alla sua rinascita costante, il costrutto delle identità tra professioni e vocazioni, scambi di ruoli e rivelazioni nella sfera favolistica e sacrale.

Nello scorrere della rassegna attraverso le singolarità delle riflessioni, nei salti ritmati o nell’incedere lento, nel compiersi ed esaurirsi o nel perpetrarsi e susseguirsi dell’accadere, il movimento o il suo arrestarsi conduce lo sguardo nella percezione di ogni immagine, nello svelamento di ogni metafora, nella fusione e nella sfida dell’inverosimile, nella trasformazione che corre lungo il crinale dell’eccezione e dell’esplorazione immaginale: Odds, rarities and B-sides si muove nei territori sconfinati dell’extra-ordinario. 

ODDS, RARITIES AND B-SIDES VOL II
videoart exhibition
a cura di Nicoletta Provenzano, con la direzione artistica di Zaelia Bishop
8, 9, 10, 11 Giugno 2023

Opening 8 Giugno 2023 ore 18 - 22

COSMO - Piazza di Sant’Apollonia 13 (Trastevere) – Roma
Aperto tutti i giorni dalle 17 alle 21




lunedì 29 maggio 2023

L’Italia è un desiderio. Fotografie, paesaggi e visioni 1842 – 2022 Le collezioni Alinari e Mufoco

Non c’è mai un paesaggio che non contenga in sé una quantità di altri paesaggi. L’insieme di ciò che noi abbiamo percepito come tale è soltanto un riflesso di qualcosa che è in noi. Siamo noi che creiamo il paesaggio” Andrea Zanzotto, Luoghi e paesaggi


La fotografia, come altre forme artistiche, riflette sui cambiamenti politici e culturali della società. In quest’occasione, rivolgiamo l’attenzione al paesaggio italiano la cui indagine permette oggi di studiare e analizzare trasformazioni e cambiamenti all’interno del nostro Paese. Il paesaggio diventa, quindi, metafora del cambiamento sociale, artistico e culturale in Italia da metà Ottocento fino ai giorni nostri.

La mostra L’Italia è un desiderio presenta un’ampia selezione di immagini, provenienti dagli archivi e dalle collezioni della Fondazione Alinari per la Fotografia e del Mufoco - Museo di Fotografia Contemporanea, coprendo un arco di tempo estremamente ampio: dagli albori della fotografia paesaggistica al contemporaneo. Grazie a una successione cronologica di tecniche, linguaggi e visioni, la mostra consente di ripercorrere l’evoluzione delle modalità̀ di rappresentazione del Bel Paese, apprezzandone la bellezza che lo ha proposto a lungo come un modello e misurandone anche le sue contraddizioni.

Nelle sale delle Scuderie del Quirinale sono in mostra oltre 600 opere originali caratterizzate da una grande ricchezza di tecniche, materiali, formati e di modalità di presentazione. Il percorso espositivo inizia con le fotografie degli Archivi Alinari e continua con le opere della collezione del Museo di Fotografia Contemporanea. La mostra è arricchita da una serie di scintille, momenti di dialogo diretto e inaspettato tra le due collezioni, accostamenti di opere tra loro distanti nel tempo, ma assimilabili secondo registri più diversi, che spaziano dal punto di ripresa alla tecnica, dal linguaggio al luogo rappresentato, dai temi affrontati alle infinite possibili suggestioni, rimandi e associazioni. Le scintille esposte suggeriscono alcune delle questioni più attuali nel dibattito contemporaneo sul funzionamento, la fruizione, la produzione della fotografia e, più in generale, dell’immagine.

Il percorso all’interno della mostra si trasforma così in un vero e proprio viaggio in Italia: dalle vedute fotografiche quasi pittoriche dei Fratelli Alinari alle “inquadrature naturali” dal nord al sud d’Italia di Luigi Ghirri, dai ritratti delle fabbriche milanesi di Gabriele Basilico ai primi negativi retroilluminati, fino alle ultime ricerche dove la fotografia si apre sempre più ad altri media. Alla fine della mostra rimane un’idea ampia di paesaggio, che introduce dimensioni immateriali e astratte - psicologiche, poetiche, politiche – che lasciano spazio all’interpretazione del pubblico. Il progetto non vuole ricostruire una storia della fotografia italiana bensì coinvolgere il visitatore – attraverso le immagini delle due collezioni - in un’esperienza di viaggio unica e preziosa.

La Fondazione Alinari per la Fotografia è stata creata nel 2020 dalla Regione Toscana per conservare e valorizzare gli Archivi Alinari, fondati dai fratelli Alinari nel 1852, che rappresentano oggi uno dei maggiori giacimenti italiani di documentazione fotografica. Il patrimonio della collezione raggiunge circa 5.000.000 pezzi, raccolti tra archivi e collezioni di grande rilevanza per la storia della fotografia. Del patrimonio fanno parte anche documenti, una biblioteca specializzata, apparecchiature e attrezzature storiche da atelier. La Fondazione si impegna a rendere l’archivio fruibile e accessibile attraverso il sito online, ricerche, restauri, catalogazioni e digitalizzazioni, mostre e iniziative pubbliche.

Il Mufoco - Museo di Fotografia Contemporanea nasce nel 2004 a Cinisello Balsamo-Milano e conserva un patrimonio fotografico di 2 milioni di immagini dal Secondo Dopoguerra ai giorni nostri, organizzate in 42 fondi fotografici che spaziano per temi dal ritratto, al paesaggio, al reportage, alla fotografia di ricerca artistica, documentando la presenza di oltre 1000 autori italiani e internazionali. Il Museo è impegnato nell’arricchimento delle collezioni e nella promozione della cultura fotografica contemporanea su scala nazionale e internazionale, attraverso committenze pubbliche, call, premi e concorsi, residenze d’artista e progetti partecipati.

L’Italia è un desiderio. Fotografie, paesaggi e visioni 1842 – 2022 Le collezioni Alinari e Mufoco
Dal 01 giugno 2023 al 03 settembre 2023
Scuderie del Quirinale Via XXIV Maggio 16 – 00187 ROMA
E-mail:info@scuderiequirinale.it
call center+39 02-92897722

martedì 23 maggio 2023

Roberto Patella | The volatility of being


Dal 25 Maggio, gli spazi del Gallery Hotel Art ospitano la mostra The volatility of being, una selezione di opere fotografiche di Roberto Patella a cura di Valentina Ciarallo, da un progetto di Mario Rescio WiB Milano.

Attraverso l’interazione con oggetti inanimati Patella crea narrazioni intime, dove racconta storie di cose e persone e del rapporto che si instaura tra di loro. In questo naturale connubio tra fotografia e scultura i soggetti di Patella, minuziosamente creati ed isolati visualmente, parlano un linguaggio universale in cui la dimensione corporea si incontra con quella spirituale in un connubio tra forma ed essenza. Sono le forme semplici e comuni a diventare i soggetti preferiti della sua indagine: lo stelo appassito di un fiore, un bicchiere di vetro, la piegatura di un foglio. Patella instaura una “corrispondenza d’amorosi sensi”quasi “foscoliana” tra gli oggetti e i personaggi ritratti, dove il fattore umano diventa dominante.

Roberto Patella, classe 1984, è un fotografo statunitense di origini italiane, che vive tra Milano e New York, noto per le sue collaborazioni con le più importanti realtà del mondo della moda. Dopo aver assistito il leggendario fotografo e regista Bruce Weber, ha fotografato artisti famosi e celebrità come Kevin Bacon, Chuck Close ed Elizabeth Nyamayaro, Mäneskin per riviste come Elle, Vanity Fair, Numèro, V Magazine. Oltre ai numerosi lavori editoriali ricca è la sua produzione personale dove riflette sul concetto di corpo fisico come definizione dell’esperienza umana.

WiB Milano rappresenta Roberto Patella worldwide

Coordinamento mostra Maria Giuseppa De Filippo, Sergio Saladino e Andrea Saracino

Roberto Patella
The volatility of being
A cura di Valentina Ciarallo

Firenze, Gallery Hotel Art, Lungarno Collection

dal 25 maggio 2023

Ingresso libero

Informazioni: Gallery Hotel Art, Vicolo dell’Oro 5, Firenze, Italia

L’istante e l’eternità. Tra noi e gli antichi


A Roma, al Museo Nazionale Romano, è in corso la mostra “L’istante e l’eternità. Tra noi e gli antichi” che, attraverso circa 300 pezzi eccezionali tra opere greche, romane, etrusche e italiche, medievali, moderne e contemporanee, esplora in modi inaspettati e spettacolari il rapporto complesso e variegato che noi intratteniamo con gli antichi. Per l’occasione riaprono al pubblico, dopo decenni, alcune delle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano, che ospitarono nel 1911 la Mostra Archeologica nell’ambito delle celebrazioni per il primo cinquantenario dell’Unità d’Italia e che conservano, ancora oggi, parte dell’allestimento storico degli anni Cinquanta. La mostra, visitabile dal 4 maggio al 30 luglio 2023, è promossa dal Ministero della cultura italiano e dal Ministero della cultura e dello sport della Grecia (Eforato per le Antichità delle Cicladi) e testimonia la centralità e l’importanza della collaborazione tra i due Stati. L’evento espositivo, organizzato dalla Direzione generale Musei e dal Museo Nazionale Romano in collaborazione con Electa, è ideato e curato da Massimo Osanna, Stéphane Verger, Maria Luisa Catoni e Demetrios Athanasoulis, con il sostegno del Parco Archeologico di Pompei e la partecipazione della Scuola IMT Alti Studi Lucca e della Scuola Superiore Meridionale. Il nostro rapporto con gli antichi è sostanzialmente doppio: da una parte, si è costruito attraverso un lungo e discontinuo processo storico di trasmissione intellettuale e artistica che ha plasmato la nostra cultura classica fra continuità, fratture e manipolazioni; dall’altra, ha talvolta preso la forma di un rapporto di immedesimazione, sviluppato con persone che, pur vissute molto tempo fa, hanno affrontato, come noi, tutte le vicende della vita, dalle più gioiose alle più drammatiche, e a queste hanno dato voci e forme che sono giunte fino a noi. Per questo, gli antichi ci sembrano allo stesso tempo lontani e vicini. 

La prima sala della mostra (Aula I - L’eternità di un istante) si apre con un reperto che più di tutti esplicita questo doppio rapporto: il calco di due vittime anonime dell’eruzione del Vesuvio che l’archeologia ci ha restituito come eternamente immobilizzate nell’istante della morte. Attorno ad esse invece, sono presentate diverse forme popolari e colte di reinterpretazione moderna dell’antico. La seconda sala (Aula II - La fama eterna degli eroi) esplora le forme della trasmissione e tradizione culturale dell’antichità attraverso l’arte e la letteratura: come i moderni hanno ereditato modi antichi di ostentare e rappresentare il potere, da Cesare a Cosimo da Medici; come i grandi cicli mitici - quelli omerici dell’Iliade e dell’Odissea – tramandati in varie forme fin dall’antichità, sono rimasti vivi nell’immaginario popolare contemporaneo; e come, al contrario, altre tradizioni mitiche siano cadute nell’oblio, e poi recuperate solo grazie alla riscoperta erudita e filologica della letteratura antica operata in età post-antica. Dal mito si passa, nell’Aula III (L’ordine del cosmos) alle rappresentazioni antiche dello spazio e del tempo, che prendono la forma di divinità, di personificazioni e di entità astratte che hanno dato origine alle nostre categorie spaziali e temporali. Così si conclude un primo percorso verso l’eternità - Aion - e l’ordine immutabile del mondo - il kosmos: tra le forme che gli antichi dettero a nozioni sovrumane come queste, spiccano alcuni reperti eccezionali che popolano questa sezione, come l’omphalos – l’ombelico del mondo – che si trovava nel grande santuario di Apollo a Delfi. 

Nella seconda parte del percorso, si illustra il rapporto intimo di immedesimazione che, malgrado la distanza culturale e temporale che ci separa dagli antichi, ce li rende vicinissimi ogni volta che identifichiamo le vicende delle loro vite con le nostre. Nell’Aula IV (Le opere e i giorni) si ricostruiscono, attraverso una serie di spettacolari scoperte recenti, importanti momenti della vita sociale, sia nella casa sia nella città, scandite da rituali privati e pubblici. L’antichità ha tramandato un’inesauribile varietà di modi di rappresentare l’individuo, dalle potenti statue-stele neolitiche alle raffinate composizioni classiche ed ellenistiche. Una scelta significativa di queste raffigurazioni è esposta nell’Aula V (Umani divini). Spiccano in particolare la monumentale statua femminile di Santorini, una della più antiche di tutta la scultura greca, esposta per la prima volta in assoluto al grande pubblico, la statua in bronzo dell’arringatore e uno dei giganti sardi di Mont’e Prama. Intorno a queste figure umane divinizzate, si segue il lungo percorso che porta il defunto nell’aldilà, sia attraverso le diverse raffigurazioni del rituale funerario, sia tramite le varie credenze nell’oltretomba che l’antichità ci ha tramandato. Accompagnano il visitatore in questo percorso di scoperta e confronto, alcune opere straordinariamente rappresentative, provenienti non solo dai principali musei italiani, nell’ambito del Sistema Museale Nazionale coordinato dalla Direzione Generale Musei, ma anche da importantissimi istituti della Grecia. Molte delle opere in mostra sono presentate al pubblico per la prima volta: nuove scoperte, come il carro da parata di Civita Giuliana e la statua di Ercole del Parco Archeologico dell’Appia Antica, nuove acquisizioni, come la Tabula Chigi del Museo Nazionale Romano, e soprattutto numerosi capolavori solitamente conservati nei depositi dei musei dell’Italia e della Grecia, come la statua di Santorini. La mostra rappresenta così un'ulteriore opportunità per il progetto Depositi (Ri)scoperti, ideato e promosso dal Museo Nazionale Romano, permettendo non solo di proseguire l'iniziativa, ma anche di incrementarla con la realizzazione di nuove tappe espositive negli istituti della Direzione Regionale Musei Lazio a Nemi e a Sperlonga. “Il valore della libertà, il valore dell’Occidente è il filo conduttore di questa mostra. L'intento è quello di proporre le origini e il cammino della nostra storia. Ringrazio il Ministero della cultura e dello sport della Grecia per la collaborazione fattiva e amichevole. Nella civiltà greco-romana affondano le nostre radici ed è nostro compito salvaguardare e rendere fruibile a tutti questo patrimonio che ci ricorda la nostra eredità culturale e che ispira la nostra filosofia contemporanea. Tradizione e modernità, due facce della stessa medaglia, fanno parte del percorso della mostra ‘L’istante e l’eternità. Tra noi e gli antichi’”, ha dichiarato il Ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano.

L’istante e l’eternità. Tra noi e gli antichi
4 Maggio 2023 - 30 Luglio 2023
Via Enrico de Nicola, 78
Roma, 00185 Italia

mercoledì 17 maggio 2023

In Pardis, Il sensibile nel design e nell’opera di Leila Mirzakhani e Dylan Tripp


SUBSTRATUM 
𝗚 𝗔 𝗟 𝗟 𝗘 𝗥 𝗜 𝗔
presenta

In Pardis 
Il sensibile nel design e nell’opera di Leila Mirzakhani e Dylan Tripp

Inaugurazione venerdì 26 maggio 2023 ore 18.00
via in Selci 84b, 00184 - ROMA

𝘈𝘭𝘭’𝘢𝘭𝘭𝘪𝘦𝘷𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘨𝘭𝘪 𝘤𝘩𝘪𝘦𝘥𝘦 𝘴𝘦 𝘦𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦 𝘪𝘭 𝘱𝘢𝘳𝘢𝘥𝘪𝘴𝘰, 𝘪𝘭 𝘮𝘢𝘦𝘴𝘵𝘳𝘰 𝘗𝘢𝘳𝘢𝘤𝘦𝘭𝘴𝘰 𝘳𝘪𝘴𝘱𝘰𝘯𝘥𝘦 𝘥𝘪𝘤𝘦𝘯𝘥𝘰𝘨𝘭𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘪𝘭 𝘱𝘢𝘳𝘢𝘥𝘪𝘴𝘰 𝘦𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦 𝘦𝘥 è 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘢 𝘛𝘦𝘳𝘳𝘢. 𝘔𝘢 𝘦𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘭’𝘪𝘯𝘧𝘦𝘳𝘯𝘰, 𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦 𝘯𝘦𝘭 𝘯𝘰𝘯 𝘢𝘤𝘤𝘰𝘳𝘨𝘦𝘳𝘴𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘷𝘪𝘷𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘪𝘯 𝘶𝘯 𝘱𝘢𝘳𝘢𝘥𝘪𝘴𝘰.
Jorge Luis Borges

Il secondo tema del progetto quadrimestrale che SUBSTRATUM, studio di architettura nel rione Monti di Roma, presenta venerdì 26 maggio 2023 alle ore 18.00 in GALLERIA, è un viaggio 𝘐𝘯 𝘗𝘢𝘳𝘥𝘪𝘴, verso un Empireo umano sensibile e sostenibile. Nello spazio espositivo si ricrea l’atmosfera del Pardis, termine ripreso dal persiano per indicare giardino e paradiso. Tutto fiorisce nella purezza di un design essenziale, la cromia eterea dell’arredo accoglie, in un unicum paradisiaco, la naturale delicatezza del gesto dell’artista iraniana Leila Mirzakhani e la scultorea eleganza compositiva del floral designer americano Dylan Tripp. Un disegno allestitivo, curato da SUBSTRATUM, che reintepreta un giardino indoor, un ambiente abitativo che si configura, in accordo con la visione progettuale, come un’intima stanza dove fermarsi e restare. È un invito al respiro, all’ascolto, allo stare bene e alla relazione nel godimento dell’opera che è delizia di sensi tangibili e invisibili. 

I lavori di 𝗟𝗲𝗶𝗹𝗮 𝗠𝗶𝗿𝘇𝗮𝗸𝗵𝗮𝗻𝗶 ricreano, in armonia con l’ambiente, un’atmosfera fresca e leggera, gli elementi vegetali divengono fluidi negli acquerelli su carta. I colori richiamano una ricerca tonale, ogni accostamento risulta calibrato da un segno teso all’essenzialità e al dettaglio. 𝘐𝘯 𝘗𝘢𝘳𝘥𝘪𝘴 l’artista crea un attraversamento spaziale, allorché le pareti, animate dall’opera, generano una nuova dimensione sensoriale che amplifica la percezione e verticalizza l’anima. Nell’atto ascensionale di questo giardino simbolico il sensibile si ritrova nella meraviglia e nell’incanto floreale dell’opera di 𝗗𝘆𝗹𝗮𝗻 𝗧𝗿𝗶𝗽𝗽. Un affascinante mondo botanico che ipnotizza gli occhi al cielo, ogni senso in ogni senso è attratto, presi in questo celestiale tourbillon, è il piacere di lasciarsi andare al lirismo seduttivo del creato.

Seduti sulla 𝘭𝘦𝘢𝘧 disegnata da Lievore Altheer Molina per Arper, diveniamo foglie, sedotti dalla natura che intorno ci abbraccia, in basso come in alto è arte e poesia, è il Paradiso. Ancora un’altra sosta su una diversa forma, la 𝘝𝘪𝘤𝘢𝘳𝘪𝘰 disegnata da Vico Magistretti per Artemide, poltrona sinuosa e iconica su cui adagiarsi. In Paradiso tutto è senso, tutto ha un senso in questo simbolico giardino di piaceri, la natura è arte, l’arte è natura che mette in relazione ogni cosa e, in ogni cosa il gusto del bellessere. Ma, di giorno come di notte, tutto può accadere In Pardis, possiamo anche immaginare di essere lucciole in quel 𝘛𝘦𝘛𝘢𝘛𝘦𝘛 di Davide Groppi, luci che identificano luoghi d’incontro, che accarezzano e irradiano i sensi ricreando un vero e proprio Eden di delizie. 

❀ 
𝗦𝘂𝗯𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝘂𝗺 è uno studio di architettura con sede a Roma dal 2017, costituito da Giorgia Castellani e Giovanni Tamburro. Il principale oggetto di interesse dello studio è la materia storica, antica o più recente, che si traduce in lavori di restauro di beni storico-artistici, ristrutturazioni di edifici residenziali, disegno di arredi e allestimenti. Si relazionano con l’esistente urbano anche attraverso la progettazione di nuovi edifici. In un senso arcaico Substratum è ciò che sta sotto, talora nascosto, ma pur sempre ciò che tiene, materia fatta di relazioni solide, connessioni costanti, collegamenti persistenti. Esige uno sguardo acuto, dinamico, capace di leggere dal basso verso l’alto e ritorno, di lato e di traverso, fuori e dentro. Un’indagine attenta non solo alle luci ma soprattutto alle ombre, perché sono queste a dare spessore e sostanza, capace di rintracciare segni e disegni, di ricostruire tessuti e trame, di connettere idee ad altre idee, colori a forme, gesti a corpi, sensi a sogni, suoni a forme, forme a idee, e da capo. La filosofia di SUBSTRATUM può essere sintetizzata nelle loro parole: osserviamo il basso per guardare l’alto, ricuciamo il sotto per tessere un sopra.

𝗟𝗲𝗶𝗹𝗮 𝗠𝗶𝗿𝘇𝗮𝗸𝗵𝗮𝗻𝗶 nata a Tehran. Attualmente vive e lavora a Milano. Si è laureata nel 2004 in Comunicazione Visiva all’Università d’Arte di Tehran, prosegue i suoi studi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma dove si è diplomata in pittura e grafica d’arte. La sua ricerca artistica parte dallo studio di metafore e collegamenti tra la natura stessa e il mondo interiore. Nei suoi disegni il segno diventa l’alfabeto visivo usato per far emergere l’aspetto poetico da ciò che ci circonda. Nel 2008 vince la sesta edizione del “Premio per l’incisione al Centro per l’incisione e grafica d’arte” a Formello e nel 2018 le viene assegnato il “Premio Pavoncella per la creatività femminile” a Sabaudia. I suoi lavori sono stati esposti in mostre personali e collettive, in istituzioni pubbliche e gallerie nazionali ed internazionali. 

𝗗𝘆𝗹𝗮𝗻 𝗧𝗿𝗶𝗽𝗽 è un floral designer americano trasferitosi a Roma nel 2004, città dove vive, lavora e ha sede il suo atelier. Tripp inizia la sua carriera inizialmente nella Moda, lavorando per diversi anni come fashion designer per diversi uffici stile, come Valentino e Fendi. Parallelamente al lavoro nella Moda, Dylan Tripp sviluppa la sua passione per la natura e il mondo floreale che dal 2012 diventa la sua unica strada. Con un occhio speciale per forma, colore e movimento, Dylan dà vita a piccoli mondi botanici che riflettono uno stile dove spontaneità, eleganza e poesia si incontrano, creando un'estetica floreale contemporanea. Questa sua visione "floreale" del mondo, lo porta a lavorare per importanti realtà aziendali che richiedono le sue composizioni per eventi, set design, flower services per boutiques, showroom e hotel.


SUBSTRATUM 
𝗚 𝗔 𝗟 𝗟 𝗘 𝗥 𝗜 𝗔
In Pardis 
Il sensibile nel design e nell’opera di Leila Mirzakhani e Dylan Tripp

Inaugurazione: venerdì 26 maggio 2023 ore 18.00 

Visite su appuntamento lun-ven 10-19 Tel. 3384038423 
progetto quadrimestrale, in corso fino a settembre 2023

SUBSTRATUM
Via in Selci, 84b, 00184 – Roma 
T. 064823658 www.substratum.it
g.tamburro@substratum.it - g.castellani@substratum.it 

Communication Manager 
Amalia Di Lanno
www.amaliadilanno.com - info@amaliadilanno.com 

Si ringrazia Mobilia Scatena s.n.c. di Battaglini Gabriele & c. Via Montello, 17 – 06024 Gubbio (PG