mercoledì 3 febbraio 2021

Isaac Julien. Lina Bo Bardi – Un meraviglioso groviglio

La video installazione e la serie fotografica dell’artista britannico ci invitano a compiere un viaggio coinvolgente attraverso la vita e le idee della grande architetta italo-brasiliana e il loro significato al giorno d’oggi

Lina Bo Bardi – Un meraviglioso groviglio è l’emozionante omaggio alla grande architetta italo-brasiliana dell’artista e filmmaker inglese Isaac Julien, al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo dal 23 settembre 2020, a cura di Luigia Lonardelli.

Dopo la mostra Lina Bo Bardi in Italia. Quello che volevo era avere storia, organizzata dal MAXXI in occasione del centenario della nascita, l’esposizione Lina Bo Bardi – Un meraviglioso groviglio offre al pubblico l’opportunità di riscoprire questa pioniera dell’architettura italiana sotto nuovi punti di vista.

L’interesse di Isaac Julien per Lina Bo Bardi nasce negli anni Novanta quando, durante un viaggio in Brasile vede alcuni degli affascinanti e potenti edifici da lei progettati. Da allora il percorso artistico del filmmaker inglese si è più volte intrecciato con l’universo creativo dell’architetta, instaurando un proficuo e felice dialogo tra le loro opere.

Frutto di un lavoro di ricerca durato oltre sei anni, Lina Bo Bardi – Un meraviglioso groviglio è un’immersiva installazione multicanale presentata su nove schermi. Le immagini sono state girate in alcuni edifici di San Paolo e Salvador, progettati da Lina Bo Bardi tra gli anni Sessanta e Ottanta. Queste location sono set d’eccezione, che per l’occasione prendono nuova vita, ospitando talvolta eventi, attività collettive e iniziative culturali. Ad accompagnarci in questo viaggio sono le attrici Fernanda Montenegro e Fernanda Torres, vere e proprie icone dello schermo in Brasile e non solo. Madre e figlia nella vita, Montenegro e Torres interpretano il ruolo di Lina Bo Bardi, rispettivamente in età matura e da giovane, portando in scena alcuni dei brani più intensi tratti dai suoi scritti.

La grande installazione di Isaac Julien crea un dialogo dinamico ma allo stesso tempo intimo con l'edificio del MAXXI, progettato da un’altra straordinaria architetta. L'originalità di Lina Bo Bardi ha trovato la sua massima espressione proprio in alcuni dei suoi progetti museali, come ad esempio il MASP di San Paolo, e questo vale anche per Zaha Hadid, che con il MAXXI ha realizzato uno dei suoi principali capolavori.

Isaac Julien ha interamente ripensato lo spazio della Galleria 3 del MAXXI, concependo una vera e propria opera d’arte on-site: dai tendaggi alle sedute, ai collage fotografici creati appositamente per questa occasione.
Ci si immerge così nella vita e nell'opera di Lina Bo Bardi: le sue esperienze di vita, le sue riflessioni sulla politica, la società e la cultura sono presentate sia attraverso la sua personale visione architettonica che attraverso la visione artistica di Julien.

Esperienza estetica immersiva, caratterizzata da una raffinata ricerca compositiva di suoni e immagini, la video installazione di Isaac Julien - cuore pulsante della mostra - avvolge lo spettatore e supera i confini tra le discipline artistiche, le epoche e i continenti.

Concepita come un film a più livelli, l'opera viene proiettata simultaneamente e alternativamente su nove schermi e il tempo perde così la sua dimensione cronologica. I piani narrativi si sovrappongono ed entrambe le attrici - la giovane Lina e la Lina in età avanzata - si ritrovano presenti nella stessa scena.
In questo modo il confine tra finzione e realtà è sfocato e la linearità del percorso biografico viene messa in discussione.

Come scriveva la stessa Bo Bardi in uno dei passaggi più celebri ed evocativi delle sue lettere: “Il tempo lineare è un’invenzione occidentale. Il tempo non è lineare, è un meraviglioso groviglio in cui, in ogni momento, si possono scegliere punti e inventare soluzioni, senza inizio né fine”.
L’opera di Lina Bo Bardi è un felice esempio di come l’unione di diverse culture sia capace di ispirare e generare una fervida energia creativa.

Grazie alla delicata sensibilità di Isaac Julien il rapporto di Lina Bo Bardi con la poliedrica cultura brasiliana e il legame con l’Italia, sua terra d’origine, emergono in tutta la loro complessità.

In questa “poesia visiva”, le potenti architetture di Lina Bo Bardi ispirano e generano performance, vorticose coreografie e intensi dialoghi.
Si inizia con il SESC Pompeia, nuova sede del Serviço Social do Comércio, frutto della riconversione negli anni ’70 di una vecchia industria in centro culturale e sportivo, che ospita uno dei momenti più rappresentativi dell’intera opera, quello in cui Fernanda Montenegro recita alcuni estratti del testo, scritto da Bo Bardi nel 1986, che dà il titolo alla mostra.

A seguire, la performance del giovane attore bahiano Diego Pinheiro e del collettivo ARAKÁ si svolgono nell’ex Restaurante do Coaty, uno dei progetti di riqualificazione dell’architetta per la storica Ladeira da Misericordia - la ripida strada ricca di storia, che collega la parte alta con quella bassa di Salvador. All’ingresso della Casa do Benin, il centro di cultura brasiliana di Salvador, Julien appende tessuti dell’artista Goya Lopes, omaggio alla politica e attivista Marielle Franco, brutalmente assassinata nel marzo del 2018, poco prima che il film venisse girato.

Per le scene registrate al MAM-BA Museu de Arte Moderna da Bahia, istituzione ospitata all’interno del complesso del Solar do Unhão, Julien ha collaborato con il coreografo brasiliano Zebrinha e la compagnia Balé Folclórico de Bahia, filmati mentre danzano sull’iconica scala elicoidale dello spazio espositivo, progettata da Bo Bardi e ispirata da una tecnica tradizionale di costruzione delle ruote.

Parte integrante della mostra al MAXXI sono poi una serie di collage fotografici realizzati dall’artista per il MAXXI e una selezione di materiali d’archivio legati a Lina Bo Bardi.
Inoltre, una timeline, che si snoda nel corridoio vetrato della Galleria 3 e approfondisce la genesi della produzione del film, ricostruendo le varie tappe della ricerca e delle riprese e, in conclusione della mostra, unfocus con una selezione di riviste originali che testimonia e mette in luce la versatilità e l’attualità del’opera di Lina Bo Bardi.

In occasione della mostra il MAXXI Educazione propone un denso programma di attività dedicate alle scuole e incentrate sul rapporto tra cinema e arti visive. Sono previste inoltre visite-esplorazione, sia per scolaresche che per adulti, per approfondire gli aspetti allestitivi della mostra, il processo creativo dell’artista e la vita dell’architetta Bo Bardi. Inoltre, un workshop per famiglie sarà dedicato al concetto di tempo “non lineare” – il “meraviglioso groviglio” di cui parla Bo Bardi – per decostruire fiabe della tradizione narrativa italiana e ragionare sulla rielaborazione creativa di un racconto.
Tutte le informazioni, gli aggiornamenti e le modalità di ingresso alle Attività educative e ai Programmi di approfondimento su www.maxxi.art


Isaac Julien è nato a Londra nel 1960. Negli ultimi 25 anni è stato un pioniere delle tecniche di installazione multischermo nel campo dell'arte contemporanea. Le sue opere hanno esaminato criticamente questioni legate alla poetica delle migrazioni e le culture e le politiche dei neri nelle loro diaspore, e le sue ricerche si sono concentrate su importanti figure culturali e politiche, da Frantz Fanon in Frantz Fanon, Black skin White Mask (1995) a Frederick Douglass nel recenteLessons of the Hour (2019).

I suoi film hanno anche indagato questioni legate all’estetica queer, come nel film-cult su Langston Hughes, Looking for Langston (1989). Nel 2013 è stato protagonista di una mostra personale al MoMA - Museum of Modern Art di New York con l’installazione a nove schermi Ten Thousand Waves (2010), con Maggie Cheung.

Isaac Julien è stato insignito nel 2017 dell’onorificenza di “Commander of the Order of the British Empire (CBE) for services to the Arts” e nel 2018 è stato nominato Accademico della Royal Academy of Arts.

Questa al MAXXI è la sua prima grande mostra personale in Italia.UFFICIO STAMPA MAXXI +39 06 324861 press@fondazionemaxxi.it


Isaac Julien. Lina Bo Bardi – Un meraviglioso groviglio
la mostra è prorogata fino al 28 febbraio 2021
www.maxxi.art

MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Via Guido Reni, 4a, 00196 Roma RM

Nasce SOS ARTE.


Un contenitore a cui attingere e guardare nella promozione e tutela dell’arte, nasce Sos Arte.

A febbraio 2021 parte ufficialmente SOSARTE.NET
Il progetto online, promosso dall’associazione nazionale Aps dei consumatori SoS Utenti e dalla lussemburghese Oneness One Sarl, mette al centro dei propri obiettivi il tema della tutela dell’Arte. Tema che, per la prima volta, compare tra le proposte di un’associazione di consumatori da anni impegnata per l’individuazione, protezione e promozione dei giovani talenti, e dove la Oneness One Sarl è la società partner lussemburghese investitrice sui talenti in Europa. Fin dalla sua costituzione l’associazione Sos Utenti ha guardato all’arte contemporanea come modello di società inclusiva, ed è così che è nata la sezione SOS ARTE .

Al 2010 risale inoltre la presentazione del Premio SOS ARTE che, nella sua prima edizione, già esprimeva un inedito modo con cui guardare alle intere produzioni degli artisti indipendenti anziché a una singola opera o lavoro di un autore.
Da oltre un anno, Sos Arte lavora per catalogare gli artisti (emergenti, giovani e indipendenti) e loro opere non accessibili o non ancora approdate sul mercato, quello orizzontale dell’arte, raccogliendo, in tal senso, quanto lanciato da Sos Utenti sin dall’inizio della sua costituzione nel 2005. Ossia quei segnali di urgenza in materia di Economia e tutela dei Diritti che includono l’arte, oltre che all’ambiente e alla salute.

Di fatto, la produzione d’arte contemporanea concorre ad alimentare l’aumento del prodotto interno lordo, il PIL di uno Stato. “Tutelando l’arte se ne difende il destino e il prestigio, essendo la creatività leva importante della crescita economica e culturale di una Nazione”, questo è l’incipit di SOS ARTE.

Nelle parole degli ideatori della SOS ARTE il pensiero incisivo della attuale fase si manifesta nell’affermazione che segue e che sintetizza lo stato delle cose: “La ridotta o assente possibilità di fruire l’arte dal vivo è attualmente l’elemento più critico. Viviamo come tutti la paura e l’incertezza di questo momento storico. Tutto sembrerebbe consigliare di non aprire nuovi punti d’attrazione dell’arte, di aspettare che l’emergenza passi e la situazione si normalizzi. Ma nonostante le difficoltà del presente, abbiamo deciso di portare comunque avanti il nostro progetto seguendo i desideri , i sogni e gli impegni presi oltre un anno fa, con la passione che ci accompagna. Accettare questa sfida, lanciarsi in questa nuova avventura, crediamo sia il contributo che possiamo dare oggi all’arte e alla sua produzione per ripartire”.


Il progetto:
In modo esclusivo si è sempre pensato che il criterio migliore, per promuovere artisti che in massa sfuggono al mercato nel tradizionale allestimento di una mostra, potesse non essere solo il Museo ma anche il Web. E tutto ciò è da vedere come patrimonio ed economia da salvaguardare. SOS ARTE promuove, quindi, la nascita di uno spazio virtuale visitabile nell’intimità della propria casa, dove si potranno osservare e alla fine acquistare, attraverso il proprio monitor, le opere o la produzione di progetti esclusivi di artisti selezionati nel panorama italiano ed europeo. L’opportunità è in primis per gli artisti, ma poi la stessa si formalizza nella proposta di opere uniche e/o a bassa tiratura, come se si trattasse di pezzi unici, presentando produzioni sul mercato con una visibilità unitaria e globale - 24 ore al giorno, 7 giorni a settimana. L’opportunità è anche per i collezionisti e per gli appassionati dell’arte che potranno acquistare opere esclusive a prezzi competitivi.

La selezione degli artisti è curata dalla direzione artistica del progetto.

Obiettivo:
La mission è supportare artisti che desiderano maggiore visibilità offrendo loro uno spazio per proporre le proprie opere, concorrendo nel contempo a creare un vero e proprio mercato dell’arte alternativo a quello tradizionale. Si tratta, d’altra parte, di un processo che - accelerato dall’emergenza Covid-19, che nel 2020 ha causato un nuovo collasso a un sistema già fragile dove regole e speranze sono state disattese - vedrà finalmente una diversa riapertura. La partita ora è qui. Aperta a 360°! Gli artisti potranno muoversi come battitori liberi, senza vincoli o restrizioni alla loro produzione. Questa proposta, di un nuovo modello di arte online, è in realtà un progetto già avviato a fine 2019 e dilatato nei tempi di produzione per quello stato di sospensione dell’esistenza vissuta da tutti. Uno stato che alla luce odierna è diventato nuovo spunto di riflessione, consolidando maggiormente la mission di SOS ARTE.

Gli artisti:
Il progetto è aperto agli artisti che utilizzano varie tecniche: scultura, pittura, fotografia, video, net-art, realtà virtuale, intelligenza artificiale.
L’iniziale lancio di SOS ARTE coinvolge tre artisti italiani, Emanuela Barbi, Claudio Di Carlo eAlessandro Gabini, che misurano il loro sguardo fuori dai confini fisici della pandemia svelando impegno e determinazione nell’uscire dai limiti del ritiro obbligato . I tre artisti concorrono a gettare le basi per un nuovo modello trasformativo, attraverso l’artificio del virtuale, oltrepassando la frizione dei linguaggi, le frontiere e gli spazi ridotti che obbligano tutti a misure contenute di socializzazione e di scambio. Lo sforzo è verso la nascita, dunque, di una nuova Considerazione dell’Arte.

Come candidarsi alle selezioni:
Sul sito www.sosarte.net tutte le info per proporre le candidature.

CONTATTI SOS ARTE
Mail: contact@sosarte.netTel: 800 090 327
CANALI SOCIAL
FB: @sosarte.net
IG: @sosarte2021

Realizzazione sito : YBRAND UFFICIO STAMPA SOS ARTE

Contatti: Marcella Russo//Maria Letizia Paiato 
Tel: 0039 349 3999037//0039 348 3556821 
Mail: press@rp-press.it


lunedì 1 febbraio 2021

Josef Koudelka. Radici


Tappa unica in Italia, la mostra dedicata al grande fotografo dell’agenzia Magnum Photos documenta con oltre cento spettacolari immagini lo straordinario viaggio fotografico di Koudelka alla ricerca delle radici della nostra storia nei più importanti siti archeologici del Mediterraneo.

Il lavoro presentato è il frutto di un progetto unico nel suo genere, durato trent’anni, e realizzato esplorando e ritraendo con tenacia e continuità alcuni dei più rappresentativi e importanti siti archeologici del Mediterraneo.

Gli straordinari scatti in bianco e nero presentati in mostra sono realizzati dal fotografo ceco tra Siria, Grecia, Turchia, Libano, Cipro (Nord e Sud), Israele, Giordania, Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco, Portogallo, Spagna, Francia, Albania, Croazia e naturalmente Italia. Essi accompagnano il visitatore in una inedita e personalissima riflessione sull’antico, sul paesaggio, sulla bellezza che “suscita e nutre il pensiero”. I panorami senza tempo, ricchi di anima e fascino, caratterizzati da prospettive instabili, inaspettate, ambivalenti, ben rappresentano il lessico visuale e la cifra stilistica propri di Koudelka che, rifuggendo la semplice illustrazione e documentazione delle rovine, sceglie di dare respiro a ciò che resta delle vestigia delle antiche civiltà del Mediterraneo, rappresentandole in un’eterna tensione tra ciò che è visibile e ciò che resta nascosto, tra enigma ed evidenza.

Allestita nella cornice del Museo dell’Ara Pacis, a contatto diretto con le testimonianze monumentali della grande storia di Roma, la retrospettiva Radici vuol essere un eccezionale viaggio nell’opera di uno degli ultimi grandi maestri della fotografia moderna dedicatosi alla ricerca della bellezza caotica delle rovine e del paesaggio antico, trasformati dal tempo, dalla natura, dall’uomo. Le fotografie di Koudelka, esposte in stretto dialogo con uno dei monumenti più significativi della prima età imperiale, acquistano così, in questa speciale occasione, il valore unico, forte, di immagini memorabili, in un rapporto intenso di rimandi e di echi di una memoria che a Roma più che altrove diventa presente.

La retrospettiva è accompagnata dal volume Radici pubblicato da Contrasto

Josef Koudelka. Radici
Evidenza della storia, enigma della bellezza

Museo dell'Ara Pacis
Dal 1 febbraio al 16 maggio 2021
Dal lunedì al venerdì ore 9.30-19.30. L'1 febbraio dalle 14.00.
Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura

CONSULTA SEMPRE LA PAGINA AVVISI prima di programmare la tua visita al museo.
Biglietto d'ingresso

Biglietti e videoguide
Ai possessori della MIC Card ingresso nello SPAZIO ESPOSITIVO con il biglietto "ridotto solo mostra".
Informazioni 060608 (tutti i giorni 09.00 - 19.00)

Promotore 
Roma Culture - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Contrasto
Magnum Photos

Organizzazione 
Contrasto e Zètema Progetto cultura

Con la collaborazione di 
Villa Médicis. Académia de France à Rome
Centro Ceco

Collaborazione alla didattica e alla comunicazione
Forma

INTERAZIONI - Linee di connessione tra luce e suono

Javier Martin - Blindness gemelas de luz 2

Alla A PICK GALLERY è in corso la mostra INTERAZIONI. Linee di connessione tra luce e suono; la mostra, curata da Sara Liuzzi in collaborazione con Opere Scelte, presenta i lavori di Carlo Bernardini, Giulio De Mitri, Javier Martin e Paolo Scirpa.

L'esposizione riflette sulle tante potenzialità espressive e sulla connessione tra luce e suono ed è accompagnata dalle tracce originali realizzate dal compositore Ãle aka Alex Palmieri.

«L’immaterialità della luce e del suono - afferma la curatrice Sara Liuzzi - assume attraverso la metafora della linea un valore determinante, non solo nell’utopia dell’astrazione, ma anche nella concretezza reale del suo essere: linea come espressione di ricerca, di narrazione, di elaborazione tridimensionale.

Con la forza dirompente della luce nelle opere di Carlo Bernardini, Giulio De Mitri, Javier Martin e Paolo Scirpa, l’illuminazione si manifesta nella sua accezione più ampia; è rivelazione di ciò che non sempre è visibile agli occhi, si lega alle caratteristiche architettoniche dello spazio e costituisce l’elemento base sul quale elaborare una partitura musicale che si sviluppa in parallelo. I lavori immortalano un’idea di luce, della quale possiamo osservare il flusso, tra scultura, neon e fotografia, in un ambiente che si articola attorno al visitatore alterandone la percezione.

La mostra sarà visibile fino al 13 marzo 2021
Visite su appuntamento. È possibile prenotarsi attraverso il modulo online (https://apickgallery.com/calendar/) oppure via mail o telefono

A PICK GALLERY via Bernardino Galliari 15/C, 10125 Turin - IT / M. +39 349 3509087 info@apickgallery.com / www.apickgallery.com / Tuesday-Saturday 3.30-8 pm




venerdì 29 gennaio 2021

Ilaria Feoli - Ivan Piano: è l’ora del nostro morire


Venerdì 29 gennaio 2021 alle ore 17:00 presso Lineadarte Officina Creativa si inaugura la mostra Ilaria Feoli - Ivan Piano: è l’ora del nostro morire. curata da Agata Petralia con un testo critico in catalogo di Pippo Pappalardo. 

Dal testo critico in catalogo di Pippo Pappalardo (critico fotografico e storico della fotografia): “…Nella circostanza, la stretta collaborazione tra i due artisti sfocia nella redazione di «sette momenti poetici» e di «sette spazi visivi» tra loro intimamente connessi sia sotto il profilo del linguaggio artistico utilizzato sia sul piano emotivo. A collegare i due piani, il letterario ed il fotografico, è la materializzazione di una sequenza che muove da un istante di leggerezza, quasi coreografica, e conclude in una scenica presenza drammatica. E se i versi enunciano e spiegano, le immagini cercano un ancoraggio che sembra risolversi in un teatro dell’assurdo assai simile a quello di Jean Genet. È la scena, quindi, e la sua conseguente rappresentazione, a risolvere le volutamente «ambigue oscurità» delle «sette poesie» e salvare gli esiti drammaticamente passionali delle immagini. Una scena sulla quale, ricordiamolo, vivono il verso e la figura: quindi, agiscono, stanno in azione, vivono dentro un’emozione.”

Durante l’esposizione sarà in mostra anche la raccolta poetica dei due fotografi, dal titolo Tremitante Chapeau, curata dalla casa editrice Meligrana Editore. Il testo poetico si delinea come filo conduttore alla mostra bi personale di Ilaria Feoli e Ivan Piano presso lo spazio espositivo Lineadarte Officina Creativa di Giovanna Donnarumma e Gennaro Ippolito.

Ilaria Feoli è nata ad Avellino nel 1995. Le principali mostre collettive sono nel 2017 Paratissima (ristorante L’Etto di Napoli, Italia); nel 2018 Woman - #spazioFotocopia (galleria Magazzini Fotografici di Napoli, Italia), Festival IJ STO CCA (Sala Consilina di Avellino, Italia), Festival Balconica (città di Futani, Italia); nel 2019 MYSELF (galleria MicroLive di Milano, Italia), 1° Premio al Premio Gianluigi Parpani “‟Il Mondo in Tasca””per Carte de Visite contemporanea(Museo della Stampa e Stampa d’Arte Andrea Schiavidi Lodi, Italia), 5ª Biennale del Libro d’Artista (Sala della Biblioteca del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore di Napoli, Italia), IV edizione di Photo Patagonia Festival Internacional de Fotografía Analógica y Procesos Alternativos (Complejo Cultural Santa Cruz di Río Gallegos, Argentina), Anemoni (Biblioteca dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, Italia), menzione speciale ex aequo al concorso fotografico Confini (Fondazione Circolo Artistico Politecnico di Napoli, Italia); nel 2020 Sine die (Palazzo della Cultura di Catania, Italia), Il piacere nei libri l’eros dagli ex libris ai libri d’artista (Lineadarte Officina Creativa di Napoli, Italia), Premio Gianluigi Parpani “‟Il Mondo in Tasca””per Carte de Visite contemporanea(Gruppo Fotografico Progetto Immagine di Lodi, Italia). Alcuni suoi scatti sono stati pubblicati su: Apologie Magazine (Francia), Peculiars Magazine (Belgio), CLIC-HE' Webmagazine di Fotografia e Realtà Visuale (Italia), ClickMagazine (Italia) e ZEUSI - linguaggi contemporanei di sempre (Italia). Tra le pubblicazioni vi sono: Tremitante Chapeau (Italia). 

Ivan Piano è nato a Napoli nel 1975. Le principali mostre personali sono nel 2017 The Sleep Of Reason Produces Monsters (Italia); nel 2016 Premio Napoli (Italia); nel 2014 Decay & Sublime (Italia); nel 2006 Metamorphosis Factory (Italia); nel 2001 Ivan Piano (Italia). Le principali mostre collettive sono nel 2020 Exposición Internacional de Fotografía Estenopeica (Columbia), Estenopeica sin Fronteras (Messico); nel 2019 Photo Patagonia IV Festival Internacional de Fotografía Analógica y Procesos Alternativos (Argentina), Premio Gianluigi Parpani ‟Il Mondo in Tasca”per Carte de Visite contemporanea (Italia); nel 2018 L’incisionecome commento sociale (Grecia), FOF Segundo Festival Oeste Fotográfico (Argentina), Wunderkammer der Natur (Germania); nel 2017 DEVELOPING Italian Sperimental Photography up to now (Germania), Symbiose (Belgio); nel 2016 FLASHBACK Fotografia italiana di sperimentazione 1960-2016 (Italia); nel 2013 55° Biennale di Venezia (Italia); nel 2011 54° Biennale di Venezia (Italia), Biennale di Video Fotografia Contemporanea di Alessandria (Italia); nel 2010 Intimate Travel (Italia); nel 2008 The Polaroid (Italia), Biennale di Video Fotografia Contemporanea di Alessandria (Italia); nel 2003 XIV Quadriennale di Roma (Italia); nel 2001 X Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo (Italia); nel 1998 Tracce Punto Due (Italia). È stato pubblicato su alcune riviste quali Arte; Arte e Critica; ClickMagazine; Flash Art; Frattura Scomposta; Image Mag; Private; Segno; Witty Mag; ZEUSI - linguaggi contemporanei di sempre e alcuni volumi quali DONI - Authors from Campania; Il corpo solitario. L’autoscatto nella fotografia contemporanea; NANOWRITERS MEET POLAROIDERS; Tremitante Chapeau. 

Ilaria Feoli - Ivan Piano: è l’ora del nostro morire. 
a cura di Agata Petralia 

Lineadarte Officina Creativa
Via San Paolo 31, 80138, Napoli
www.lineadarte-officinacreativa.org
info@lineadarte-officinacreativa.org
dal 29 gennaio al 26 febbraio 2021
lunedì - venerdì, 16:00 - 19:00
infoline: 3275849181- 3342839785

Per garantire un’adeguata sicurezza all’ingresso verrà rilevata la temperatura corporea. Non sarà consentito l’accesso in caso di temperatura corporea superiore a 37,5°C. Per tutta la durata della mostra sarà obbligatorio l’uso della mascherina.

PROSSIMAMENTE, l’Arte sostiene il Cinema, il Cinema sostiene l’Arte


Virginia Zanetti - I pilastri della terra - Sabbiuno
Uno dei manifesti per Prossimamente




PROSSIMAMENTE
l’Arte sostiene il Cinema, il Cinema sostiene l’Arte

Lo spettacolo dell'arte come esperienza collettiva in una “mostra diffusa”che attraversa la Puglia nei luoghi della settima arte. 

dal 30 gennaio 2021 fino alla riapertura delle sale cinematografiche


Opere di: Mariantonietta Bagliato | Elena Bellantoni | Valerio Berruti | Silvia Celeste Calcagno | Pierluca Cetera | Matheus Chiaratti | Piero Chiariello | Michele Chiossi | Guillermina De Gennaro | Maurizio Di Feo | Elisa Filomena | Andrea Francolino | Nunzio Fucci | Giovanni Gaggia | Claudia Giannuli | Eva Hide | Andi Kacziba | Massimo Pastore | Jasmine Pignatelli | Antonella Raio | Cosimo Terlizzi | Filippo Tolentino | Nicola Vinci | Virginia Zanetti | Claudio Zorzi | Emiliano Zucchini


Le sale cinematografiche: 
Bari, Santo Spirito|IL PICCOLO - 2 espositori
Bari|CINEMA ESEDRA - 3 espositori
Bari |CINEMA SPLENDOR - 1 espositore
Bari |ANCHECINEMA - 1 espositore 
Santeramo in Colle (BA)|PIXEL CINEMA - 9 espositori
Mola di Bari (BA) |METROPOLIS MULTICINE - 7 espositori
Bitonto (BA)|CINETEATRO COVIELLO - 3 espositori
Barletta (BT) |CINEMA OPERA - 3 espositori
San Giorgio Ionico (TA) |CASABLANCA MULTISALA - 12 espositori
Lecce |DB D'ESSAI - 9 espositori

Un progetto di:Pierluca Cetera, Maurizio Di Feo, Jasmine Pignatelli

“Prossimamente” è una mostra diffusa che attraversa la Puglia nei luoghi della settima arte. 26 artisti espongono attraverso la formula del “manifesto” all’interno dei 50 espositori su strada che le sale cinematografiche (chiuse per i decreti a tutela della salute pubblica), mettono a disposizione di ciascun artista. 

26 artisti si misurano con quello che per eccellenza è tra i più importanti mezzi di comunicazione: il manifesto(140x100 cm), storicamente utilizzato per informare e comunicare messaggi, sogni, desideri. 

La mostra è un esperimento espositivo che mette in scena le forme resilienti dell’arte in un invito aperto ai passanti a vivere l’arte come esperienza collettiva.

“Prossimamente”, termine usato nel gergo cinematografico, allude alla speranza di un futuro migliore, che permetta a noi tutti di rituffarci nel magico mondo del cinema e delle Arti tutte.

Nutrimento del nostro progresso e dell’elevazione umana e morale le Arti appaiono oggi, nel pieno di una planetaria emergenza sanitaria, come le grandi dimenticate o peggio, rimosse dalle priorità e dalle necessità degli individui. La pandemia e relativi dpcm hanno svuotato i luoghi dell'arte, dai teatri ai cinema, dalle sale da concerto ai musei. Nonostante le limitazioni, gli artisti e gli operatori culturali hanno manifestato innovative e creative forme di resilienzae mai si sono abbandonati alla resa. 

Le sale cinematografiche sperimentano con questo progetto la volontà di aprire i propri spazi all’arte contemporanea, per continuare a intrattenere il pubblico, per continuare a offrire un momento di svago, ma anche per sugellare un inedito scambio culturale nelle inusuali location fuori dal sistema delle gallerie e dei musei.

In attesa delle riaperture delle sale cinematografiche, riaccendere simbolicamente le luci degli espositori e in essi mescolare opere e forme d’arte è il nuovo rito artistico e collettivoper custodire e proteggere l’identità culturale e i luoghi del pensiero. 

Anche nella loro assenza, i luoghi della cultura, non sono mai stati così presenti.
Si immagina un giorno in cui ogni forma d’arte tornerà più viva che mai. 
Quando ci rivedremo? Presto.Prossimamente!

“Prossimamente” aderisce a una campagna di raccolta fondiBARI SOLIDALEper l’emergenza Covid-19 istituito dal Comune di Bari. Con una donazione si potrà prenotare un manifesto della misura 130x90 cm, tra quelli messi a disposizione dagli artisti. La raccolta fondi è gestita dall’Aps Cellule Creative di Bari. Tutte le info sul sito dell’evento.

L’evento culturale ha il patrocinio del Comune di Baried è realizzato con il sostegno di Cellule Creative APSe Misia Artedi Bari, Isorropia Home Gallerye Art In Gallerydi Milano, con il contributo di Antonicelli Metalmeccanicadi Gioia del Colle e la collaborazione di Mediatipo srldi Modugno.

 


Tutte le informazioni su:
http://prossimamentearte.wixsite.com/kino
www.comune.bari.it/web/servizi-alla-persona/bari-solidale-fondi-raccolti
Contatti:prossimamente.arte@gmail.com - cellulecreativeaps@gmail.com

PROSSIMAMENTE
Un progetto di: Pierluca Cetera, Maurizio Di Feo, Jasmine Pignatelli

Con il Patrocinio del Comune di Bari
Con il sostegno di:
Cellule Creative APS eMisia Arte – Bari
Isorropia Home Gallery – Milano
Art In Galleriy – Milano
Con la collaborazione di: Mediatipo srl– Modugno (BA)
Con il contributo di: Antonicelli Metalmeccanica– Gioia del Colle (BA)

 

mercoledì 27 gennaio 2021

Giulio Catelli - Doppio Ritratto

Giulio Catelli, Divanetto 2020, olio su tela 60x50 cm

La galleria Richter Fine Art apre la nuova stagione espositiva con la personale di Giulio Catelli Doppio Ritratto, in mostra da giovedì 11 febbraio 2021.

L’artista presenta una nuova serie di dipinti in cui è frequente la presenza di due figure: persone fisiche da un lato e oggetti connessi e in dialogo tra loro dall’altro, quasi a dar vita a un controcanto reciproco. 

Volendo accostare la pittura alla vita stessa, Giulio Catelli compone un itinerario di ambienti e affetti. Non si tratta infatti solamente di contrapposizioni o ripetizioni, ma un vero e proprio diario visuale interiore in cui modelli e iconografie sono rivisitati in una tensione alla spontaneità e alla leggerezza.

“Il perché del titolo che dà vita alla mostra è molto semplice – spiega l’artista – tutto ha inizio da un quadro, non grande, in cui mi sono autoritratto con Andrea, il mio compagno. Mi sembra un raggiungimento e ho creduto giusto partire da questo dipinto. Mi interessa l’idea di riuscire a trasferire gli affetti e il vissuto dentro la pittura.”

Ed è proprio il vissuto particolare di quest’ultimo anno ad essere protagonista. Rispetto ai lavori esposti nel 2019, sempre alla Richter Fine Art, lo sguardo del pittore si sposta dalla scena urbana agli interni, uno spostamento naturale, visti i lunghi periodi che da marzo 2020 tutti trascorriamo nelle nostre case. Il divanetto allestito all’ingresso, la fantasia del tessuto con i cammelli, il tappeto dalle righe rosse inchiodato al muro come spalliera. L’arredamento e i dettagli, diventano un paesaggio vero e proprio, i cuscini modulano l’andamento di fossi e alture, caratterizzati al punto da diventare i personaggi di una storia familiare. 

“Nel mio lavoro ho capito che sono presenti diversi umori o anime, - afferma Catelli - che è giusto assecondare e approfondire”. 

Giulio Catelli (Roma 1982). Tra le mostre recenti si ricordano: Crafting difference,Georgian House 23 Welbeck Street, a cura di Brian Kennedy, Londra 2021; Mistici, sensuali, contemplativi,a cura di Nicola Nitido, Metodo Milano, Milano 2020; Le altre opere. Artisti che collezionano artisti, a cura di Lucilla Catania e Daniela Perego Museo Carlo Bilotti, Roma2020; Fiore aperto / fiore chiuso, con M. Bongiovanni, Galleria Richter, Roma2019; Selvatico [quattordici]/ atlante dei margini, delle superfici e dei frammenti, a cura di M. Fabbri, Museo Civico di San Rocco, Fusignano (Ra) 2019; Spiriti in Fermento a cura di E. Mandarà e S. Falzone, Galleria Civica d’Arte di Palazzo Moncada, (Ct); Antonio Mercadante, un critico irregolare in mostra. Paesaggi umani, a cura di W. Angelelli, F. Bottari, S. Petrocchi, Accademia di Belle Arti di Roma, Roma 2019; Cats love birds, con A. Finocchiaro, Mars, Milano 2019; Quotidiano emozionale a cura di M. Silenzi, con un contributo di M. Auteri, Galleria Centofiorini, Civitanova Marche (Mc) 2018; Birds, a cura di E. Mitrovic, L’Officina e Galleria Ghelfi, Vicenza 2018; Landina 2018, esperienze di Pittura en plein air , a cura di L. Boisi, Museo Tornielli, Ameno (NO) 2018.


Vademecum:
Titolo: Doppio Ritratto
Artisti: Giulio Catelli
galleria Richter Fine Art, vicolo del Curato, 3 – Roma
Durata mostra: 11 febbraio – 26 marzo
Opening day: giovedì 11 febbraio dalle 16 alle 19
Orari: dalle 13.00 alle 19.00 dal lunedì al sabato - preferibilmente su appuntamento.
Sito internet: http://www.galleriarichter.com/
Email:info@galleriarichter.com
Fb account: Galleria Richter Fine Art

Ufficio Stampa: Chiara Ciucci Giuliani mob. +39 3929173661 | email: chiaracgiuliani@gmail.com