venerdì 24 gennaio 2020

Simone Lingua - Waiting for Contemporary Illusions


Venerdì 24 gennaio 2020 a Pisa, presso la Chiesa di Santa Maria della Spina avrà luogo “Waiting for Contemporary Illusions”, evento di presentazione ufficiale del progetto d’installazione artistica “Contemporary Illusions - The Hole”, ideato da Simone Lingua in esclusiva per la città di Pisa. 

L’iniziativa è in collaborazione con il Comune di Pisa e curata da Manuela Antonucci e Tiziana Tommei. Per l’occasione sarà esposta una selezione della produzione dell’artista: opere di arte cinetica, in forma di scultura ed installazione, realizzate dal 2015 ad oggi. L’artista, di origine cuneese, vive ad Arezzo da quando nel 2004 è entrato in veste di creativo nel team dello Studio Baciocchi; in parallelo alla ricerca nel settore dell’arte cinetica, nel settembre del 2018 ha gettato le basi per un piano d’interventi di natura installativa, poi denominato “Contemporary Illusions”, e che coinvolge, tra le altre, le città di Pisa, Firenze, Roma e Napoli.

L’evento di presentazione
“La scelta della location è da riferirsi all’oggetto attorno al quale ruota l’evento: il concept d’installazione artistica progettato per la città di Pisa dall’artista e più in particolare proprio per l’esterno della Chiesa di Santa Maria della Spina. Il progetto è parte di un corpus, “Contemporary Illusions”, che propone interventi in diverse città italiane, mediante l’applicazione di materiali riflettenti a rivestimento di porzioni dei monumenti storici più rappresentativi. È interessante osservare che, in aggiunta alla questione installativa, a costituire un trait d’union con l’opera dell’artista è l’architettura stessa della Chiesa di Santa Maria della Spina: scrigno dal volume compatto, geometricamente modulato attraverso bicromie marmoree, la cui immagine è al contempo tanto ieratica e sacrale, quanto avvolta da un perpetuo dinamismo, grazie al riflesso prodotto dallo specchio (naturale) delle acque del fiume Arno” (Tiziana Tommei). 

La mostra
La personale propone una selezione di lavori della produzione dell’artista, compresi tra il 2015 e il 2020, relativamente alla ricerca nell’ambito dell’arte cinetica e optical. Dalle opere di scultura in acciaio super mirror e in plexiglass, denominate rispettivamente “Cilindro Cinetico” (2015) e “Cubo Cinetico” (2016), all’installazione di “Quadri Cinetici” (2016) in plexiglass specchiato, fino alle più recenti “Cupole Cinetiche” (2018) in cui unisce effetti di op art alla cinetica, per concludere con le ultime inedite sperimentazioni plastiche studiate nel corso anno appena trascorso e mai esposte.

“Un cinetismo dunque, ricco di simmetrie concentriche e di materiali fluttuanti - a tratti ipnotico - che lascia intravedere, con sintesi ed equilibrio, il movimento dietro il quale, seppur celatamente, è custodito il senso delle creazioni esposte. Anche quelle di natura apparentemente più estetica, riescono comunque a captare l’attenzione dell’osservatore il quale, attratto dalle simmetrie – spesso concentriche – e dagli effetti cinetici studiati con devota dedizione, viene attratto dai riflessi e dalle proiezioni infinite che non smettono di colpire lo sguardo” (Manuela Antonucci).

Biografia dell’artista
Simone Lingua è nato a Cuneo nel 1981.
Avvia il suo percorso formativo all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Gli esordi della sua carriera artistica sono legati alla pittura. I primi studi relativi all’arte cinetica risalgono al 2010 e sono applicati alla progettazione in ambito architettonico per le facciate di Prada a Las Vegas, Shanghai e Sydney. A seguire prende corso la carriera espositiva, in gallerie e spazi istituzionali, in Italia e all'estero. Tra il 2016 e il 2017 ha esposto al Pan di Napoli, al Louvre, al Castello Estense a Ferrara, alla Galleria Mirabilia a Reggio Emilia, a Palazzo Bentivoglio Gualtieri a Reggio Emilia, alla Galleria Accorsi a Torino, al Museo di Villa Mazzucchelli a Brescia, al Castello di Bratislava, alla Fondazione De Nittis a Barletta, al Castello di Sarzana, alla Galleria Idearte a Ferrara, al Museo Fondazione Sorrento e alla galleria TAG a Lugano. Nel 2016 a Palazzo Gagliardi a Vibo Valentia, il suo lavoro viene premiato come “Migliore opera concettuale”. Tra i più recenti partecipazioni si citano: la personale interna all’evento Art Adoption New Generation (Cortona, 2017- 2018); Poesia interrotta, progetto curato da Tiziana Tommei per SetUp Contemporary Art Fair (Bologna, 2018); Condizione, pop-up space curato da Roberto Baciocchi presso Dôme di Elephant Paname (Parigi, 2018). Nel 2018 firma il progetto esclusivo Ninfea, a cura di Tiziana Tommei: un’installazione site specific, ideata e realizzata per Bagno Vignoni e correlata da mostra diffusa. Nello stesso anno l’artista avvia inedite sperimentazioni, non attinenti alla cinetica e riunite sotto il titolo di Contemporary Illusions. Un nuovo concept di installazioni artistiche, che uniscono arte e architettura, mediante l’uso di superfici specchiate. Parallelamente, egli prosegue la ricerca sull’arte cinetica, sia nelle forme identificative della sua produzione, in primis con la scultura, che in nuovi ambiti, come la trasposizione dei concetti artistici maturati nella creazione orafa, con il marchio Klinve.
Il suo lavoro è seguito dal 2017 da Tiziana Tommei. Vive e lavora ad Arezzo.


Simone Lingua
WAITING FOR CONTEMPORARY ILLUSIONS
mostra personale e presentazione del progetto per la città di Pisa
dal 24 gennaio al 2 febbraio 2020


Info tecniche
Waiting for Contemporary Illusions inaugura venerdì 24 gennaio 2020 alle ore 18.00 presso la Chiesa di Santa Maria della Spina. La mostra resterà fruibile fino al 2 febbraio 2020, seguendo gli orari della struttura e a ingresso libero.

pubblica: 
www.amaliadilanno.com          


IN LIRI DYNAMIS



Il dubbio è il fondamento dell’esistenza.

L’uomo per autodeterminarsi ha bisogno di conoscenza ma, per raggiungerla, deve trovare dentro di sé il coraggio di affrontare il viaggio.

Il dualismo di cui è intrisa la realtà in cui siamo immersi rischia di paralizzare l’uomo. L’artista non ha paura; grazie alla DYNAMIS, la forza che personifica il suo potere creativo affronta la realtà, permettendosi sia di osservare il corso del divenire dall’alto sia di farne parte. 

L’artista, naturale evoluzione dell’uomo, ha gli strumenti per risolvere questa dualità. La sua forza espressiva può permettergli di lasciare la torre riprendere il fiume e viceversa, lungo il percorso che riconduce dalla dualità all’unità.

In mostra le opere di:
Nicola AMATO – Riccardo ANGELINI – Marco CIUFFETTA – Sara CIUFFETTA – Giuseppe dE GREGORIO – Nazareno DE SANTIS – Luca GROSSI – Francesco FALACE – Samuele MOLLO – Antonio PIPOLO






L' Esposizione si terrà presso la Torre Medievale di Ceprano (FR) 
dal 31 gennaio 2020 al 9 febbraio 2020
Inaugurazione 31 gennaio 2020 alle ore 18 
Ingresso libero

pubblica: 
www.amaliadilanno.com        

giovedì 23 gennaio 2020

SISSI. Vestimenti

Palazzo Bentivoglio presenta Vestimenti, una mostra personale di Sissi, tra i Main project di ART CITY Bologna 2020 in occasione di Arte Fiera.

Sissi (Bologna, 1977) emerge sul finire degli anni novanta, ancora giovanissima e mentre frequentava ancora l’Accademia di Belle Arti, rivelandosi immediatamente come uno dei più luminosi esponenti dell’arte in Italia. La sua pratica sin da subito spazia dalle performance alle sculture, dai video alle fotografie, dai disegni ai dipinti. Gli stessi linguaggi molto spesso si mescolano tra loro andando a comporre opere che mantengono sempre una fortissima cifra stilistica. Le tematiche hanno come centro il corpo, dell’artista ma non solo, spesso declinato nei suoi modi di vivere e abitare il mondo, o nei suoi elementi singoli che compongono la nostra anatomia.

Vestimenti raccoglierà un’ampia selezione di sculture-abito dell’artista. Buona parte della produzione di Sissi negli anni si è infatti concentrata sulla realizzazione di abiti, talvolta indossabili, fatti dei più svariati materiali, che l’artista ha sempre inteso e presentato come vere e proprie sculture, anche all’interno di ampie installazioni o di performance, come nella sua prima fondamentale opera Daniela ha perso il treno(1999). Si tratta di un grande corpus di lavori in grado di coprire venti anni di carriera e di approfondire uno degli elementi cardine della sua poetica.

Le sculture verranno presentate attraverso un grande progetto installativo pensato appositamente dall’artista per lo spazio espositivo di Palazzo Bentivoglio. Verrà inoltre presentata una performance in cui l’artista dialogherà con il pubblico e permetterà di sottolineare come queste opere siano legate alla nostra vita di tutti i giorni, da cui nascono e a cui sono destinate. 

La performance verrà realizzata domenica 26 gennaio, dalle ore 14.30 alle ore 16.30: l’ingresso sarà libero ma, data la capienza limitata degli spazi espositivi, si potrà accedere solo fino a esaurimento posti.

La mostra sarà accompagnata da una pubblicazione bilingue (italiano-inglese) edita da Corraini Edizioni con testi di Mariuccia Casadio (critica d’arte, curatrice e giornalista), Antonio Grulli (curatore della mostra), e un dialogo di Sissi con l’artista Christian Holstad. Il libro verrà presentato domenica 26 gennaio alle ore 16.30 alla presenza dell’artista e degli autori.

Foto: Sissi, "ONme", 2015. Foto da Archivio Addosso 1995 - in progress. Bologna, Museo Civico Archeologico, Gipsoteca. Photo Alessandro Trapezio

SISSI. Vestimenti
a cura di Antonio Grulli
Dal 21 Gennaio 2020 al 19 Aprile 2020

Palazzo Bentivoglio
via del Borgo di San Pietro 1 - Bologna

ORARI: Da venerdì 31 gennaio a domenica 15 marzo la mostra si potrà visitare il venerdì dalle 17.00 alle 20.00; il sabato e la domenica, dalle 12.00 alle 19.00. Dal 20 marzo al 19 aprile le visite sono possibili solo su appuntamento

T. +39 370 1249962
info@palazzobentivoglio.org

Performance
domenica 26 gennaio, ore 14.30-16.30
ingresso libero fino a esaurimento posti

Presentazione catalogo
domenica 26 gennaio, ore 16.30
Sissi in dialogo con Antonio Grulli, Mariuccia Casadio, Christian Holstad
ingresso libero fino a esaurimento posti

Orari di apertura durante ART CITY Bologna Art Week 
martedì 21 gennaio, 11.00-19.00 
mercoledì 22 gennaio, 11.00-19.00
giovedì 23 gennaio, 11.00-19.00

Orari di apertura in occasione del weekend di ART CITY Bologna 
venerdì 24 gennaio, 10.00-20.00
sabato 25 gennaio, 10.00-24.00 (ultimo ingresso alle 23.15)
domenica 26 gennaio, 10.00-20.00

pubblica: 
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Mika Taanila. Damage/Control


Dopo il successo della mostra Dilettanti Geniali, il Padiglione Esprit Nouveau di Bologna ospita la prima personale in un’istituzione pubblica italiana dell’artista e filmmaker finlandese Mika Taanila, a cura di Lorenza Pignatti. 

La mostra, dal titolo Mika Taanila. Damage/Control, presenta un’ampia selezione di opere multimediali incentrate sulle continue trasformazioni dell'immagine in movimento: due videoinstallazioni, una serie di fotogrammi intitolati Black and White Movies, la serie Film Reader, una nuova produzione di collage dal titolo Family Films e tre opere filmiche (Futuro - A New Stance for Tomorrow, Future Is Not What It Used to Be e Tectonic Plate).

La ricerca multidisciplinare di Mika Taanila indaga le forme del sapere e il significato storico e culturale di utopie passate che sono diventate archeologia del futuro e gli scenari futuri della condizione umana, con una particolare attenzione alla natura ambivalente delle innovazioni tecnologiche che hanno portato l'umanità a vivere in una perenne condizione di allerta e di “Damage Control”.

Mika Taanila ha esposto in numerosi musei e gallerie internazionali, tra le sue recenti personali ricordiamo: WeeGee/EMMA, Espoo, Finlandia (2018), STUK, Leuven (2018), Balzer Projects, Ginevra (2017) Artopia Gallery, Milano, (2017), Kiasma Museum of Contemporary Art di Helsinki (2015), TENT, Rotterdam, (2013), Museum of Contemporary Art, St. Louis, USA (2013). Numerose le mostre collettive tra cui The Dream of the Library, Museum für Gegenwartkunst, Siegen (2019), dOCUMENTA (13) nel 2012, Padiglione Nordico della Biennale di Venezia (2017), Aichi Triennale, Nagoya, (2013), Schriftfilme, ZKM, Karlsruhe (2014), Shanghai Biennale (2006), Berlin Biennal (2004), Manifesta 4 (Francoforte, 2002).
I suoi film sono stati presentati in più di 300 festival cinematografici internazionali, tra cui Berlin Film Festival, IFFR Rotterdam, TIFF Toronto, Clermont-Ferrand, Karlovy Vary, Midnight Sun FF, IDFA Amsterdam e Oberhausen Kurzfilmtage. In Italia i suoi film sono stati presentati in una sua retrospettiva al cinema Oberdan di Milano nel 2015, al Milano Film Festival (2016), e a I BOREALI Nordic Festival (2017). www.mikataanila.com

La mostra — nell'ambito di ART CITY Bologna 2020 — è promossa da Istituzione Bologna Musei | MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna e Regione Emilia-Romagna ed è in collaborazione con Frame Contemporary Art Finland, Kinotar, Testifilmi, Associazione Culturale Stòff, con il patrocinio dell’Ambasciata di Finlandia a Roma.

Mika Taanila. Damage/Control
A cura di Lorenza Pignatti

Immagine coordinata Alessandro Jumbo Manfredini

Padiglione de l'Esprit Nouveau
Piazza della Costituzione 11 | Bologna

Dal 24 gennaio al 22 marzo 2020

Orari di apertura
Sabato e domenica h 15 - 18

INGRESSO LIBERO

Inaugurazione
Giovedì 23 gennaio 2020 h 17 - 21

Orari di apertura straordinaria in occasione di ART CITY Bologna 2020
Venerdì 24 gennaio | sabato 25 gennaio | domenica 26 gennaio 
h 11 - 20

Informazioni 
MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna
via Don Minzoni 14 | 40121 Bologna
Tel. +39 051 6496611

pubblica: 
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mercoledì 22 gennaio 2020

Frammenti. Fotografie di Stefano Cigada


La mostra presenta 21 preziose stampe che raccontano la passione del fotoreporter Stefano Cigada per l’archeologia e la sua ricerca di far “palpitare” le statue antiche.

Il suo percorso si distingue dalla ricerca di altri fotografi contemporanei e pone l’accento su alcuni particolari delle statue antiche mettendone in risalto le parti danneggiate, ferite ancora vive che possono essere assimilate alla "carne viva".

E' la prima mostra in Italia di Stefano Cigada, fotografo che, dopo anni passati all’estero come fotoreporter in ambito marino, cambia rotta, rallenta, rientra nel suo paese d’origine e inizia a cercare un’altra forma per esprimersi, sempre con la macchina fotografica, ritrovando una vecchia passione per l’archeologia. Le opere di Cigada accompagnano lo spettatore in un viaggio nel tempo e nello spazio insieme al senso preciso di quella frazione di secondo, quando il pezzo di pietra sembra girare, ruotare, sollevare peso, respirare, piegarsi o sospirare.

La ricerca dell’artista diventa un’ossessione: quella di far "palpitare" le statue antiche, arrivate a noi quasi mai integre, come dichiara egli stesso: "Cercando quello che manca, quello che non si vede, cercando l’infinito nel frammento". Viaggia in tutta Europa, visita i musei per scovare le statue di cui coglie non l’interezza ma la fragilità, mettendo a fuoco la rottura, la faglia, nell’attimo in cui quel particolare "è toccato dalla luce naturale". Le immortala quando vengono colpite da un raggio di sole attraverso una finestra o una porta, le va a trovare in diverse ore del giorno, mese dopo mese, stagione dopo stagione. L’immobilità diviene movimento, la materia fredda del marmo rivive con l’inganno dell’effetto mimetico.

E come Cigada stesso racconta: "Conosco statue ed orari in cui sono colpite dalla luce, con che incidenza arriva la luce secondo il calendario. Ad esempio alla Centrale Montemartini il 27 di settembre una delle mie statue preferite – il guerriero morente del tempio di Apollo Sosiano – è accarezzata per dieci minuti da un raggio di sole. Una settimana prima e una settimana dopo il sole passa oltre, e la fotografia è inutile. Solo durante quei 10 minuti succede qualcosa di magico. E quelli sono i miei dieci minuti, quelli che voglio acciuffare".

Cigada dialoga con le statue, divinità, animali, guerrieri, atleti, ninfe, senza preferenze, scegliendo quelle che gli "parlano" e che lo illuminano. Le fotografa senza cavalletto, senza luce artificiale, con lenti luminose, apertura massima di diaframma e poca profondità di campo. Mette a fuoco il punto il punto di rottura, elevando quel frammento a protagonista mentre tutto il resto sfuma. Cigada consegna questo frammento allo spettatore per riempirlo con un’immagine, percependo molto di più di quel che realmente vede. La magia di questi Frammenti risiede nello strato subatomico della materia: il marmo è vivo, allo stesso modo di piante e animali. Il livello molecolare della pietra, infatti, si muove, magari in modo differente dalle altre specie animate, ma si muove. La luce del giorno, che cambia nel giro di un istante, fornisce una prova del dato scientifico, quasi come una performance.

Cigada va alla ricerca di quell’esatto momento, che carpisce dopo innumerevoli prove ed errori: la sua ossessione permette allo spettatore di assaporare la fugace ma palpabile evidenza di una materia viva, che respira.

Stefano Cigada è definito dalla curatrice Jill Silverman van Coenegrachts un amateur. Come il British Conceptual artists ART & LANGUAGE ha scritto in diverse occasioni "vogliamo essere dilettanti, perché la qualità che rende interessante un amateur è la sua vulnerabilità, l’apertura di pensiero verso l’argomento in questione. L’amateur affronta il lavoro senza pregiudizi, con occhi spalancati e mente priva di preconcetti. Partendo da questo, con un po’ di fortuna, realizza qualcosa di completamente nuovo".

Il progetto prevede anche un percorso didattico dedicato alle scuole.


Frammenti. Fotografie di Stefano Cigada
Museo di Roma in Trastevere
Dal 22 gennaio al 15 marzo 2020

Da martedì a domenica ore 10.00 - 20.00
La biglietteria chiude alle ore 19.00
N.B. per eventuali aperture e/o chiusure straordinarie consultare la pagina dedicata agli Avvisi
Chiuso lunedì
Biglietto d'ingresso

Dal 22 gennaio al 23 febbraio 2020 (periodo di apertura al pubblico della mostra “Taccuini romani. Vedute di Diego Angeli.Visioni di Simona Filippini”), biglietto con integrazione di € 1,50 come segue:
- biglietto unico comprensivo di ingresso al Museo e alla Mostra per l’importo di € 7,50 intero e di € 6,50 ridotto, per i non residenti;
- biglietto unico comprensivo di ingresso al Museo e alla Mostra per l’importo di € 6,50 intero e di € 5,50 ridotto, per i residenti;
- gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente. Non sarà attivato un biglietto solo Mostra.

Ingresso gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.
Per i possessori della MIC Card l'ingresso, al museo e alle mostre, è gratuito.

Le tariffe potrebbero variare in base alla nuova programmazione del museo.
Informazioni

Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)

Promossa da
Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale, Sovraintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Servizi museali
Zètema Progetto Cultura

Giorni di chiusura
Lun

Curatore
Jill Silverman van Coenegrachts

pubblica: 
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martedì 21 gennaio 2020

Sono ancora qua. SetUp to be continued


SETUP 2020 SIMONE MARINI Piazza Internet 2019 


A qualche giorno dall'apertura dal periodo più caldo dell'anno per il mondo dell'arte bolognese e non solo, Alice Zannoni, Amministratore Unico di SetUp Art srl, annuncia la mostra “Sono ancora qua. SetUp to be continued” che si terrà dal 24 al 26 gennaio2020 negli spazi al primo piano dell'Autostazione, proprio quelli che hanno visto nascere nel 2013 la dinamica e frizzante SetUp Contemporary Art Fair, la prima fiera d'arte collaterale di Bologna. 

Dopo 7 edizioni, 5 delle quali dirette dal duo Zannoni-Gavioli, SetUp nel 2020 non si terrà, così aveva comunicato in autunno la stessa Zannoni al timone dell'azienda da gennaio 2019 e infatti la fiera non ci sarà, ma dice Alice Zannoni: “Non potevo non ascoltare i tanti segnali positivi e di supporto all'iniziativa che mi sono giunti in questi mesi, così ho pensato che se anche non ci sono le condizioni per organizzare un evento della portata di quelli precedenti, è mio dovere lanciare un messaggio positivo rispetto al futuro: SetUp riprenderà la sua attività. SetUp ci sarà”. 

E qui sta il senso del titolo della mostra scelto da Alice Zannoni, “Sono ancora qua”, tra la provocazione, rivolta soprattutto a sé stessa con autoironia dopo che negli ultimi due anni si era allontanata dalla direzione artistica della fiera per divergenze di gestione, e il gioco volutamente equivoco di tornare in Autostazione come se a pronunciare le parole fosse la personificazione della fiera che dichiara così un ritorno al luogo delle origini. 

Continua la Zannoni: “Mi muove il senso di responsabilità verso chi ha creduto nel progetto quando non era niente e io non ero nessuno, verso chi lo ha sostenuto negli anni a seguire, verso coloro che non hanno mancato di supportare SetUp anche solo con un segnale di presenza. Mi muove anche un profondo senso di consapevolezza di quanto SetUp sia stata una “base 0” fondamentale per tanti giovani artisti. Mi interessa continuare a lavorare in questa direzione, cambiando, evolvendo, ma senza fare compromessi con l'identità della fiera. SetUp è stato e sarà un progetto per dare soprattutto opportunità di crescita agli artisti emergenti”.

E continua: “Nel 2013, con il rito del varo, abbiamo battezzato la nave “SetUp” che significa nel gergo informatico “predisporre le operazioni per il successivo avviamento di un sistema”; si pensava che offrire un'opportunità agli artisti emergenti, in momento importante del mercato dell'arte come quello generato da Arte Fiera, potesse essere la chiave per sostenere il futuro e per mettere in moto una visione a lungo termine rivolta a quelli che saranno gli artisti del domani. Dal 2013 SetUp ha accolto oltre 600 artisti, partendo con soli 25 espositori e arrivando a 60 nel 2017. SetUp ha rischiato e chiesto di rischiare alle gallerie che partecipavano. SetUp ha investito per far crescere una nuova generazione di collezionisti. SetUp ha fatto in modo che una fiera potesse essere soprattutto unapiattaforma culturalecon talk, tavole rotonde, performance e ideato un format che metteva al centro la triangolazione tra curatore-galleria-artista. Il cambiamento era ripensare il sistema arte per innescare un nuovo processo e generare una sana “economia della cultura”. Tutto ciò che abbiamo fatto mi fa credere che il progetto sia solido e la nave fatta con i migliori presupposti, con una carena che può essere migliorata e con le intenzioni che oggi non sono intaccate dalla paura di affondare”. 


La mostra “Sono ancora qua. SetUp to be continued” è costituita da oltre 30 artisti e non ha un sostrato curatoriale a sostegno, ciò perché le opere esposte sono il frutto di donazione da parte di artisti e collezionisti che, con un gesto di generosità e riconoscenza, vogliono contribuire a sostenere la rinascita della fiera.

“L'idea dell'Exhibition and Sale è nata proprio da un'azione spontanea di un amico che mi ha offerto la donazione di una propria opera per dare una mano, parlando di questo gesto di altruismo con altre persone, molte si sono aggiunte senza esitazione con un immediato: “Te ne do una anche io!”. “Anche” è una parola straordinaria. Significa tutto e ancor di più, è una parola inclusiva e virale. E' una parola enorme. Ho pensato di metterla a frutto, ho pensato che “anche” io avrei dovuto masticarla e riscendere in campo”.

“Prendere la decisione di fermare SetUp è stata una scelta obbligata, un dovere e una responsabilità le cui parole non avrei mai voluto pronunciare. Il cuore è muto, ma continua a battere e non per ostinazione, ma perché sono convinta che il legno con cui è stata costruita la barca sia di di qualità. Il vero capitano è l'ultimo ad abbandonare la nave, per questo “sono ancora qua”, per rilanciare SetUp”.

#sonoancoraqua
#tobecontinued


INFORMAZIONI UTILI
TITOLO: Sono ancora qua. SetUp to be continued.
DOVE: Autostazione, Piazza XX Settembre 6, Bologna
QUANDO: Dal 24 al 26 gennaio 2020, dalle 11.00 alle 23.00
CONTATTI: alicezannoni@gmail.com+ 39 3298142669

Ufficio stampa | Culturalia di Norma Waltmann 
051 6569105, 392 2527126 
info@culturaliart.com | www.culturaliart.com
Facebook: culturalia | Instagram: culturalia_comunicare_arte



Fosco Valentini - Uno spazio accanto al tempo


La Galleria Alessandra Bonomo è lieta di annunciare la nuova mostra di Fosco Valentini il 29 Gennaio 2020 alle ore 18.00.

Tra le altre opere in mostra, un video e un libro dedicati a Baruch Spinoza realizzati dall'Artista insieme a foto ispirate ai Maestri della pittura e due paesaggi "sonori" dedicati a Roma e Milano.

"Uno spazio accanto al tempo" è lo scavo della memoria in quei tunnel della storia che assomigliano ai wormhole degli scienziati, cunicoli simili al buco scavato da un verme, attraverso cui si potrebbe passare secondo la teoria, da una zona all'altra dello spaziotempo, o collegare fra di loro universi paralleli. L'accelerazione con cui Fosco Valentini ha realizzato in passato i suoi paradossali viaggi tra Scienza e Magia, spostandosi nel tempo tra gli universi di Keplero, Paracelso e Spinoza, cede apparentemente il passo, per un momento, e approda dentro l'archetipo di un a tu per tu con la pittura, come quello fornito esemplarmente dagli interni di Vermeer o di Velasquez, frutto di uno sguardo, dove gli attimi che scandiscono i gesti della vita quotidiana - costruiti con speciali accorgimenti ottici - sono distillati sino a sembrare sospesi nell'eternità di un tempo senza tempo. Un ponte, come quello ipotizzato dalla teoria di Einstein-Rosen che è, tuttavia, favorito oggi dalle nuove tecnologie. L'artista non nasconde il trucco, anzi ci strizza ironicamente l'occhio utilizzando oggetti del nostro quotidiano e non d'epoca, nella sua rivisitazione, ma la magia, nondimeno avviene e scivoliamo appagati e complici nella "stanza accanto", dopo aver goduto delle diafane apparizioni dei suoi video, degli spostamenti dei suoi lenticolari, della visione stereometrica 3D di un viaggio cosmico, mentre i piccoli dipinti a olio che ritraggono le due capitali italiane, Roma e Milano, ci trasferiscono nuovamente altrove - questa volta sulle note insinuanti di una canzone - e il libro, Storia disegnata per accenni dedicato alla filosofia di Spinoza, ci avverte che l’osservatore ha ogni libertà di accomodare ciò che vede o legge, secondo il proprio modo d’intendere. Con questa mostra Fosco Valentini disegna la mappa di una nuova geografia integrata, quella tra la terra e il cielo, tra la realtà della pittura e la sua fantasmagorica illusione.

Giovanna dalla Chiesa

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Fosco Valentini si è formato a Roma negli anni del grande dibattito tra Pittura, Arte Povera e Concettuale. L'amicizia e la stretta collaborazione con Alighiero Boetti e con il filosofo Aldo Braibanti hanno favorito la sua apertura culturale a 360 gradi sui vari aspetti della conoscenza. Ha partecipato all’esperienza ideologica d’intonazione surrealista dell’Ufficio per l’Immaginazione preventiva, creato da Tullio Catalano e da Maurizio Benveduti sul finire degli Anni Settanta senza abbandonare mai, tuttavia, l’interesse per la pittura e per le arti plastiche. Nel 1989 si è trasferito a Lugano dove ha maturato la propria svolta artistica in direzione di una filosofia della visione che si esprime nella totale libertà dei mezzi adottati - dalla pittura anamorfica al video, dalla tecnologia lenticolare all’installazione e alla scultura tradizionale - avendo come fulcro essenziale, il disegno. 

Tra le gallerie con cui ha lavorato in Italia: Galleria Alessandra Bonomo, Roma (1980 – 1985; 1996); Galleria Zona, Firenze (1983); Franz Paludetto, Torino (1984); Corrado Levi, Milano; Pio Monti, Roma (1985); Marilena Bonomo, Bari (1989); Galleria Majorana, Brescia (1990); Galleria Brera 1, Corbetta - Milano (2010); Nowhere Gallery, Milano (2012); Galleria Toselli, MiArt (2013).

All’estero: Galleria De Ambrogi, Fiera di Basilea (1989); Hell, Centre d’Art Contemporain, Martigny (1993; 1994 - 1999); Hellbound 93 RMX, Veragouth Arte Contemporanea, Lugano (1998); Galleria Barbara Mahler (2000 – 2010); Kunsthalle Lugano, Lugano (2010-2011).

Ha partecipato alla X Quadriennale Nazionale d’Arte: La Nuova Generazione (Roma 1975); e alla 54° Biennale di Venezia, Istituti Italiani di Cultura nel mondo - Padiglione Italia, Kulturhaus Helferei, Zürich (2011).

Nel 2019 ha tenuto nell’Ex Mattatoio di Roma l’antologica Visionaria 1986 – 2019, curata da Giovanna dalla Chiesa, una mostra in cui erano presenti circa 110 opere tra disegni, dipinti, sculture, video e video animazioni, installazioni - e un quadro parlante - nonché l’edizione d’arte in 200 esemplari, dedicata ai testi di Baruch Spinoza, corredata dai suoi disegni.

Fosco Valentini - Uno spazio accanto al tempo
testo di Giovanna dalla Chiesa
visitabile dal 29 gennaio al 10 febbraio 2020


GALLERIA ALESSANDRA BONOMO
VIA DEL GESÙ 62
00186 ROMA
T. +39 06 69925858
F. +39 06 6797251

pubblica: 
www.amaliadilanno.com