mercoledì 23 novembre 2016

Silvia Beltrami. Punti di fuga

25 novembre 2016 - 7 gennaio 2017
Inaugurazione venerdì 25 novembre dalle ore 18,00
Catalogo con testo critico di Giorgio Bonomi

“Punti di fuga” è un’espressione che appartiene tanto alla geometria-matematica (teoria della prospettiva) quanto alla vita reale (luogo per fuggire da un pericolo o semplicemente dalla realtà) e Silvia Beltrami nelle sue opere e nella sua poetica, analizza entrambi gli elementi.
La concomitanza dell’innovazione visivo/linguistica con l’aspetto concettuale, è l’elemento caratterizzante dei collage dell’artista bresciana.
Nelle sue opere rinnova la tecnica del collage, non utilizzando delle immagini già definite ma solo piccoli frammenti, infatti, quando vediamo un viso o un corpo, questi non provengono da un’unica immagine stampata e ritagliata, bensì da un insieme di ritagli, che fungono, così, da matita, pennello e colore.
Nei soggetti è sempre presente la figura, siano essi i ballerini di “Rave”, dove l’estasi della danza diventa sinonimo della perdita di contatto con la realtà, sia nelle donne, dove le infinite prospettive simboleggiano le molteplici sfaccettature della condizione femminile. L’artista esprime in questo modo una poetica che fa dell’umanità il suo fulcro, un’umanità costantemente in fuga da sé stessa e dagli altri.
“(…) Prima di addentrarci nell’analisi delle serie recenti, occorre evidenziare che le sue composizioni appaiono come una sorta di “esplosione” che “dissemina” i pezzi o i protagonisti stessi di quell’immagine (idealmente) originaria, apparendo dialetticamente con un duplice movimento: per un verso sembra che l’esplosione, una specie di big bang, provochi una forza centrifuga “dispersiva” che dal nucleo mette in orbita o in fuga lineare le particelle; per un altro invece l’immagine può apparire come dotata di una forza centripeta per cui quei singoli frammenti vengono “risucchiati” dalla figura (…)”
(tratto da “I colages di Silvia Beltrami” di Giorgio Bonomi)

In occasione del vernissage sarà presente l'artista


Costantini Art Gallery S.r.l.
Via Crema, 8 - 20135 Milano
Tel. +39 02 87391434 - costantiniartgallery@gmail.com
Orario galleria : 10,30-12,30; 15,30-19,30 - chiuso lunedì mattina e festivi


Shinique Smith. Black Swan


Black Swan
Shinique Smith

NOVEMBER 23, 2016 | JANUARY 14, 2017

Opening November 23, 2016 from 7-9 pm

Brand New Gallery presents Black Swan, Shinique Smith’s second solo exhibition at the gallery.

The show features an installation of new works exploring ideas of transformation and energy transference through painting, sculpture and mixed media installation.

In this exhibition, Smith uses her signature materials of fabric, calligraphy and collage, as well as her body as a brush to create a new site-specific wall painting of frenetic script and gestural body prints, which will be in conversation with paintings and hanging sculptures.

Black Swan is a metaphor for a rare event, like the sighting of a previously unknown, once assumed, mythical bird that when seen changes preconceived notions built on the belief of its non-existence.

Through this collection of works Smith continues her “quest for wonder, beauty and the expression of unseen forces” that may lie within the preconceived notions of everyday objects.

Shinique Smith’s work is inspired by the vast nature of “things” that we consume and discard, which resonate on a personal and social scale. The Graffiti of her youth, Japanese calligraphy, and Abstraction are influences from which she extracts “the graceful and spiritual qualities in written word and the everyday.”



Shinique Smith
(b. 1971, Baltimore, MD) lives and works in Brooklyn and Ulster County, NY.

Smith earned her MFA (2003) from Maryland Institute College of Art, where she served on the Board of Trustees (2013-2016) and her MAT (2000) from The Museum School and Tufts University.

Recent solo exhibitions: Project Atrium: Shinique Smith: Quickening, Museum of Contemporary Art (Jacksonville, FL, 2016); Resonance, Aspen Art Museum at Elk Camp (Aspen, CO, 2015-2017); Shinique Smith: Wonder and Rainbows, The Frist Center for the Visual Arts (Nashville, TN, 2015-2016); Threaded, Center for the Arts at Virginia Tech (Blacksburg, VA; 2015) and Shinique Smith: BRIGHT MATTER, Museum of Fine Arts (Boston, MA, 2014). In 2017 Shinique Smith’ works will be highlighted in the exhibition Magnetic Fields at Kemper Museum of Contemporary Art (Kansas City, MI). Recent group exhibitions: Impermanencia, Bienal de Cuenca (Cuenca, EC, 2016-2017); Hybridizing Earth, Discussing Multitude, Busan Biennale 2016 (Busan, KR, 2016); MODERN HEROICS: 75 Years of African-American Expressionism, Newark Museum (Newark, NJ, 2016-2017); Revolution in the Making: Abstract Sculpture by Women, 1947-2016, Hauser, Wirth & Schimmel (Los Angeles, CA, 2016) and NO MAN’S LAND, Women Artists from the Rubell Family Collection, Rubell Family Collection, National Museum of Women in the Arts (Washington, DC, 2016).

Smith’s works are in the collections of Whitney Museum of American Art (New York); Denver Art Museum (Colorado); The Rubell Family Collection (Miami); Studio Museum in Harlem (New York); Ackland Art Museum (Ackland); Brooklyn Museum (Brooklyn, NY); Museum of Contemporary Art (Jacksonville); Newark Museum (Newark); Museum of Fine Arts (Boston, MA) and The Margulies Collection (Miami, FL) among the others.

Smith is a 2016 recipient of the Anonymous Was a Woman award.

Vanderbilt Press has recently released a new monographic book Shinique Smith. Wonder and Rainbows. edited by Kathryn E. Delmez, curator at the Frist Center for the Visual Arts.



BRAND NEW GALLERY 
VIA CARLO FARINI 32, 20159 MILANO | ITALY
OPENING TIMES:
Tue. - Sat. 11:00-13:00 | 14:30-19:00

TODAY I’M FEELING BLUE_Installazione ambientale di MARCO VITALE


A PALAGIANO “TODAY I’M FEELING BLUE”

Installazione ambientale di

MARCO VITALE


PROGETTO
“II°PIANO ART RESIDENCE#1”


27 NOVEMBRE 2016
ore 19.00 – 21.30


DOVE:
VIA MURAT ART CONTAINER
VIA MURAT – 74019 PALAGIANO (TA)

PALAGIANO (TA). Un piccolo centro della provincia tarantina si confronta con l’Arte Contemporanea. Ospite Marco Vitale, giovane artista, già in residenza con “II°PIANO ART RESIDENCE” promosso da Z.N.S.project.



“TODAY I’M FEELING BLUE” è un esperienza sensoriale. Una installazione ambientale per un pubblico limitato. Dalle ore 19.00 alle ore 21.30, piccoli gruppi, di otto persone, si alterneranno per osservare, ascoltare, immedesimarsi.



Z.N.S.project prosegue il progetto “II°PIANO ART RESIDENCE” concludendo il 2016 con la presentazione dei risultati del percorso di ricerca avviato con “II°PIANO#1 – residenza studio site specific” con Marco Vitale (maggio 2016).


A ottobre 2016 una parte del lavoro di ricerca è stato presentato da Z.N.S.project ad ArtVerona all’interno del format i7 Spazi indipendenti curato da Cristiano Seganfreddo. A novembre, domenica 27, Marco Vitale torna a Palagiano. 


“TODAY I'M FEELING BLUE” è il culmine di una ricerca basata sulle emozioni, sulla condizione dell’incomunicabilità e dunque della solitudine. E’ un avvertimento. E’ l’invito alla comprensione, a non dimenticarci dell’altro. Punto di partenza è la Balena 52 hertz, così chiamata per la particolare frequenza del suo canto. Caratteristica che rende difficoltosa, se non nulla, la comunicazione tra simili che abitualmente vivono in branco. La scelta del titolo è inerente allo stato emotivo della Balena 52, che viene umanizzata e sentita avvolta in una vita solitaria nelle oscurità marine. L’installazione ambientale di Marco Vitale è una esperienza sensoriale, sonoro-visiva; di immedesimazione e condivisione. Immersi in quella che potremmo definire la pancia della Balena, ma soprattutto i suoi sogni notturni, ci ritroviamo ad essere osservatori e protagonisti dell’avverarsi di un contatto che nella realtà appare impossibile. La stanza blu è la metafora della comunicazione con il mondo esterno, con l'altro, oggi avvenimento complesso poiché più complessi e gassosi sono la rete e i mezzi con i quali si comunica. Il canto con il quale 52 non è arrivata ai suoi simili ma è arrivata a noi delinea in qualche modo una somiglianza fra la nostra incapacità comunicativa e la sua, ma anche una somiglianza onirica, fra quello che è il nostro desiderio di raggiungere l'altro, la necessità di un contatto che diviene invece sempre più immateriale e il sogno della balena di raggiungere i suoi simili.


Marco Vitale (Brindisi, 1992) vive e lavora a Lecce. La sua ricerca artistica, basata su riflessioni meticolose, teoremi e postulati di verità disarmanti, si esprime attraverso i linguaggi dell’installazione e della fotografia. Seppur giovanissimo ha all’attivo numerose partecipazioni, tra cui ricordiamo: “Cose preziose” a cura di Z.N.S.project, ArtVerona 2016; “Some Ideas to Leave No Traces”, a cura di R. Lacarbonara, Gioia del Colle (Ba), 2016; “CreArt 2015”, a cura di L. Madaro, Palazzo Vernazza-Castromediano, Lecce; “Gnosis”, a cura di R. Lacarbonara, Palazzo Baryon, Taranto, 2015; Stanza, Manifatture Knos, Lecce, 2015. 

Z.N.S. project, ovvero “Zentral Nerve System”. Ancora “Sistema Nervoso Centrale" è un progetto che vuole integrare le principali funzioni di elaborazione creativa, cercando di trasmettere stimoli in cambio di risposte. Interviene nell'Arte Contemporanea a sostegno e valorizzazione della giovane arte pugliese e non solo. Mission è avvicinare l'Arte al pubblico, avviare una discussione sul Sistema dell'Arte Contemporanea, provocare rimescolamenti e ripensamenti.

“II° PIANO ART RESIDENCE” è un progetto di Z.N.S.project. E’ un programma di residenza sperimentale, un’iniziativa autonoma, auto sostenuta in maniera indipendente, creata da Artisti per Artisti, con sede nella provincia del sud Italia (Palagiano /Ta – Puglia). La nostra casa-studio apre le porte all'accoglienza di artisti e curatori in movimento, cercando interazioni e coinvolgimento con la cittadinanza. 

Il tessuto sociale e urbano locale diventa tema di indagine e di produzione artistica, con la possibilità di poter svolgere il proprio lavoro nello spazio laboratorio “Via Murat Art Container”, una piattaforma di incontro, confronto e interazione di idee. Artisti, creativi e curatori si alterneranno in esposizioni e residenze, animando creativamente e intellettualmente la quotidianità di "II° Piano"e "Via Murat Art Container"! 

Vi aspettiamo a Palagiano con Marco Vitale e “TODAY I’M FEELING BLUE”

Domenica 27 novembre 2016, ore 19.00 – 21.30
Ingresso libero, per gruppi di massimo 8 persone.
E’ gradita la prenotazione



329 1323182

Cercaci su 
FB: Via Murat ArtContainer 
Instagram: znsprojectlab
Twitter: @ThULabArte







Claudia Meyer. SEGNI DI LUCE


Art1307

presenta

Claudia Meyer
SEGNI DI LUCE

a cura di
Cynthia Penna


Opening Giovedì 24 Novembre 2016, ore 18,30-22
dal 24 Novembre 2016 al 3 Gennaio 2017

Villa di Donato, Napoli


“Segni di Luce” è la mostra personale di Claudia Meyer, promossa dall'Istituzione culturale Art1307 e a cura di Cynthia Penna, che inaugurerà Giovedì 24 novembre 2016 alle ore 18,30, presso Villa di Donato. La mostra, la prima che vede l'artista esporre nel nostro Paese, sarà visitabile fino al 3 gennaio 2017.


Di origine svizzera, Claudia Meyer vive e lavora tra Lucerna, Parigi e Los Angeles e queste tre città, questi paesi hanno profondamente influenzato il suo modo di esprimersi e di comunicare.

“Il suo segno grafico incide superfici sempre diverse , metacrilati come carta, in un

una sorta di scrittura dinamica, un grafismo dinamico, un nuovo alfabeto dell’anima, un flusso continuo di parole che vanno a comporre, più che un discorso, una musica – spiega Cynthia Penna, curatrice della mostra – Come la “musicalità” della prosa di Proust, composta da un inarrestabile susseguirsi di immagini in movimento che sconfinano in onde sonore più che in parola scritta, cosi’ la musicalità del segno di Meyer invade lo spettatore e lo avvolge in un crescendo sensoriale di Raveliana memoria. La componente “francese” della sua personalità emerge prepotentemente nella poetica e nella musicalità della sua arte.

Il segno grafico appreso dalla tradizione Europea, si fonde con l'indagine dei materiali come i metacrilati, il cui uso connette Meyer alla matrice americana dell’arte.

Una spinta di energia allo stato puro, accentuata dall’uso della luce che illumina la scena condensandone e orientando la visione solo verso alcuni punti focali.

La luce occorre all’artista come elemento concettuale di epifania di una scoperta, come ulteriore possibilità di visione. Ed anche questo uso della luce e della luminosità può essere ricondotto all’esperienza americana, un uso della luce in tutte le sue componenti che svolge un ruolo fondamentale nella creazione dell’arte Californiana.

Indugiando con lo sguardo sullo spazio pittorico osserviamo che è sezionato in scomparti o imbrigliato in una griglia, in modo da formare una composizione grafica geometrica che ingloba l’intero “racconto”. Questa costruzione appare come la necessita’ di Meyer di connettersi alla lezione costruttivista di stampo decisamente mitteleuropeo e specificamente svizzero, dove l’eredità dei Mondrian e dei Malevich è stata sviluppata da una intera generazione di artisti quali Max Bill o Richard Paul Lohse.

Il rigore di questa componente mitteleuropea, del suo sentire la induce a creare una sorta di schema di quadrati in successione che diventano la base strutturale dell’opera.

L’arte di Claudia Meyer e’ tutto questo: energia che scorre, flussi di energia in movimento che interagiscono tra loro, imbrigliati il più delle volte entro una costruzione geometrica della scena, segno grafico che segue a sua volta l’energia che lo muove, lo sospinge e lo fa volare.”


Scheda tecnica:
Claudia Meyer – Segni di Luce
mostra organizzata da Art1307 Cultural Intitution
a cura di Cynthia penna
Opening Giovedì 24 Novembre, ore 18,30-22
Dal 24 Novembre 2016 al 3 dicembre 2017
Villa di Donato – Piazza S. Eframo Vecchio, Napoli
Testi in catalogo : Cynthia Penna



Info e Contatti:
www.claudiameyer.com
0039/081665456


Chiara Reale | promozione, comunicazione, management dell'arte
0039/3805899435


martedì 22 novembre 2016

Incontri d'Autore

 
Nell'ambito della mostra 'Diario Corale 1962-2015' dedicata alle opere del poeta visivo Lamberto Pignotti, a cura di Salvatore Luperto e Anna Panareo, Il Museo Nuova Era di Bari ospita l'incontro con l'autore introdotto da Antonella Marino, curatrice e storica dell'arte.

Lamberto Pignotti | Bio

Lamberto Pignotti, nato a Firenze nel 1926, è considerato uno dei fondatori della poesia visiva. Professore presso la Facoltà di Architettura di Firenze e al DAMS della Facoltà di Lettere di Bologna, dà vita al “Gruppo 70” insieme ad altri artisti e critici e partecipa alla formazione del “Gruppo 63”.

Incontri d'Autore | Lamberto Pignotti
27.11.2016 ore 18.00
C/O Museo
Nuova Era


> Info & Contatti Museo Nuova Era
Stra...da dei Gesuiti 13
70122 Bari
www.museonuovaera.com
museonuovaera@alice.it
Tel. 333.4462929


segnala:
Rosemarie Sansonetti

AL MART DI TRENTO E ROVERETO L'ATTESA PRESENTAZIONE DI DO UT DO


DO UT DO al  MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto
 
E’ con grande entusiasmo che DO UT DO, contenitore di iniziative promosso dall’Associazione Amici della Fondazione Hospice Seràgnoli, annuncia la penultima tappa di questa terza edizione 2016, per entrare martedì 22 novembre al MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto e immergerci ancora una volta nel viaggio della casa do ut do attraverso le nostre installazioni e con un sistema di navigazione in virtual reality 3D. A fare gli onori di casa sarà Gianfranco Maraniello, ex direttore del MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna e dal 2015 direttore del MART, pronto ad accogliere il comitato scientifico di do ut do e tutti coloro che parteciperanno. L’evento sarà introdotto da Maurizio Marinelli, con la partecipazione di altri membri del comitato, di alcuni degli autori della casa do ut do e, come al Maxxi e alla Reggia di Caserta, il pubblico potrà assistere nel corso dell’opening a delle live art performances; questa volta sarà presente l’artista Yumi Karasumaru, con il reading di alcuni testi tratti dal suo ultimo libro Korosu- Io Uccido, e si potrà assistere alla creazione di una nuova opera d’arte dell’architetto e artista Duilio Forte.
 
 
·      La terza edizione
 
Dopo il grande successo della prima edizione nel 2012 dedicata all’arte contemporanea e della seconda nel 2014 sul design, questo progetto di raccolta fondi a cadenza biennale, è tornato quest’anno con un’incredibile edizione, che ha avuto l’onore di un padrino ufficiale come il memorabile Dario Fo e per tema la Casa do ut do di Alessandro Mendini, le cui stanze sono progettate da importanti architetti e designer: Alberto Biagetti, Mario Cucinella, Riccardo Dalisi, Michele De Lucchi, Stefano Giovannoni, Alessandro Guerriero, Massimo Iosa Ghini, Daniel Libeskind, Angelo Naj Oleari, Terri Pecora, Renzo Piano, Claudio Silvestrin, Nanda Vigo.
In una società sempre più tecnologica e connessa, la terza edizione è stata annunciata sotto il segno del virtuale ad ArteFiera Bologna il 31 gennaio e ufficialmente presentata il 14 aprile all’Università Statale di Milano e il 17 maggio alla Peggy Guggenheim Collection a Venezia, e ha previsto diverse esposizioni (dal 14 luglio sino al 31 agosto presso REGGIA di Caserta, dal 15 luglio al 1° agosto al MADRE di Napoli, dal 20 al 25 settembre al MAXXI di Roma, dal 6 ottobre fino al 23 ottobre al MAMbo di Bologna, per approdare in tutto il suo splendore con una mostra straordinaria alla Pinacoteca Nazionale di Bologna dal 16 ottobre al 13 novembre e arrivare ora con grande successo al MART di Trento e Rovereto) per entrare virtualmente nella casa e nel giardino di do ut do.

Ogni stanza è dedicata a un VALORE che i vari architetti hanno scelto tra quelli che compongono la qualità dell’abitare e formano il senso più profondo di una casa, così come di una comunità, di una città, di un paese: vitalità, empatia, sogno, civiltà, gioco, attesa, inclusione, natura, complicità, luce, amore, incontro, il coraggio (delle donne).
E’ nelle parole di Alessandro Mendini che si legge a pieno il significato dell’operazione artistica di DO UT DO: “Il Palazzo che ho disegnato per DO UT DO ha una facciata fiabesca, indica l’attitudine poetica con la quale viene svolta periodicamente questa attività del dono. Il dono, appunto, un gesto positivo di apertura, di disponibilità verso il prossimo, di anima attenta e gentile. E dalla porta principale della tremolate grafia della facciata della mia architettura, si accede a un atrio circolare a cupola dal quale partono le stanze virtuali progettate dei famosi architetti donatori, a loro volta arredate con gli oggetti e le opere realizzate dai cinquanta artisti donatori. Doni che contengono dei doni che contengono dei doni. E il fine di questa operazione di cultura è quello di contribuire a una attività benefica, sociale, psicologica e scientifica, a favore di persone che vivono una vita difficile, anzi molto difficile. Le cinquanta opere raccolte quest’anno DO UT DO sono una collezione davvero notevole, e magicamente creano fra loro interessanti combinazioni, generando una empatia di grande effetto e qualità estetica. Un goal culturale combinato al sostanziale obbiettivo benefico”.
La visita virtuale in virtual 3D  è stata realizzata dalla società Vitruvio VR, che ha reso navigabile le 12 stanze e il giardino, oltre all’atrio comune, utilizzando tecnologie di modellizzazione 3D, visibile su tablet, smartphone e computer attraverso il sito doutdo.it e con visori indossabili che offrono una spettacolare esperienza immersiva e tridimensionale.
 
 
·      Si deve far “p’arte”
 
Anche in questa edizione, secondo il tradizionale schema dell’ “estrazione a sorte”, ogni opera verrà assegnata a chi avrà dato un contributo per sostenere le attività della Fondazione Hospice Seràgnoli Onlus.
In tal senso, la formula di do ut do prevede il coinvolgimento di grandi artisti che, aderendo al progetto, donano un’opera per il sostegno delle attività di assistenza e cura ai pazienti affetti da malattie inguaribili e per le attività di formazione e ricerca sulla medicina palliativa nel Campus Bentivoglio.
Le opere donate verranno assegnate a sorte a coloro che avranno prenotato il biglietto do ut do. L’estrazione si terrà il 15 dicembre a Bologna presso il MAST - Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia, alla presenza dei collezionisti, artisti, architetti, designer, galleristi, produttori e sostenditori di do ut do 2016.
 
Oltre agli architetti e designer autori delle stanze, le adesioni tra artisti, stilisti, architetti e designer che regalano una loro opera annoverano: Bertozzi & Casoni, Alberto Biagetti, Irma Blank, Michel Boucquillon e Donia Maaoui, Fernando e Humberto Campana, Sandro Chia, Aldo Cibic, Antonio Citterio, Gabriele Corni, Fabrizio Cotognini, Mario Cucinella, Barbara Cuniberti, Cuoghi Corsello, Riccardo Dalisi, Michele De Lucchi, Flavio Favelli, Jacopo Foggini, Duilio Forte, Stefano Giovannoni, Alessandro Guerriero, Maria Christina Hamel, Massimo Iosa Ghini, Marcello Jori, Yumi Karasumaru, Massimo Kaufmann, Francis Kèrè, Kings - Daniele Innamorato e Federica Perazzoli, Steve Leung, Ugo Marano, Antonio Marras, Emiliana Martinelli, Paola Martelli, Roberto Sebastiàn Antonio Matta, Andrew Moore, Bruno Munari, Giovanni Ozzola, Francesco Patriarca, Terri Pecora, Simone Pellegrini, , Paola Pivi, Fabrizio Plessi, PSlab, Davide e Maurizio Riva, Claudio Silvestrin, Sissi, Isabella Vacchi,  Francesco Vezzoli, Nanda Vigo, Velasco Vitali, Danijel Zezelj, Tobias Zielony

Tra i sostenitori di do ut do 2016 con donazioni, fornitura di servizi e produzioni delle opere troviamo:
Adriano Group, Aldo Colella, Andrea Testi, AN.T.A.RES Restauro, Antica Forma, Archimede Falegnameria, Art DefenderArteria, AT imballaggi, Azienda Ferrarini, Azienda La Battaglia
Azimut Wealth Management, Cantina Bentivoglio, Cantine Gregoletto, Casone Group, Cerdisa, Cirulli Archive, ComunicaMente, Damiani, Digi-Graf, DOC/FILM, Eataly/Osteria Stagioni, Elena Garagnani Restauro, Enoteca Cortina, Enoteca Italiana, Fondazione Divo Bartolini, Fondazione Plart, Fourghetti, Fratelli Rinaldi Importatori, Gabriele Corni studio fotografico, Galleria Antonio Verolino, Galleria Lia Rumma, Galleria d'Arte Maggiore, Galleria MDC Massimo De Carlo, Galleria P420, Garage San Marco, Google Cultural Institute, Grafiche dell'Artiere, Kobalt entertaiment, In-Novo, Industrialbox, Istituto Alberghiero Riolo Terme, Il Laboratorio delle Idee, La Caramella di Gino Fabbri, La Casona group, L’Angolo della Freschezza, Marsèll, Martinelli Luce, Massimiliano Poggi Cucina, MBM Biliardi, Mingardo Designer Faber, NTL traduzioni, Palmieri, Partesa, PIMAR, Polpette e Crescentine, Pubblierre, Osteria La Bottega, Radio Sata, Renografica, Ricci marmi, Ristoranti della Buona Accoglienza, Riva 1920, Rolex, Serralunga, SlowFood Veneto, Stark, Technogym, Tenuta Santa Cecilia, Trattoria La Gatta, Turri 1870, Visionnaire Home Philosophy, Vitruvio VR.
 
 
In collaborazione con:
MADRE – Museo di Arte Contemporanea DonnaRegina, Napoli
MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna
MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto
MAST – Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia, Bologna
MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, Roma
Artefiera, Bologna
Circolo dei Lettori, Torino
Pinacoteca Nazionale di Bologna
Peggy Guggenheim Collection, Venezia
Reggia di Caserta
Interni Open Borders Università di Milano
 
 
INFORMAZIONI UTILI
 
Dove: MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto - Corso Bettini 43, 38068 Rovereto (TN)
 
Apertura:
22 novembre 2016
 
Orari:
Martedì - Domenica 10.00 - 18.00
Venerdì 10.00 - 21.00
Lunedì chiuso
La biglietteria chiude mezz'ora prima della chiusura del Museo
 
Direzione organizzativa:
Segreteria do ut do: Tel. 051 271060; e-mail: info@doutdo.it
 
Siti di riferimento
 
Ufficio Stampa:
Lucia Crespi, tel. 02 89415532 – 02 89401645, lucia@luciacrespi.it
 
pubblica:
Massimo Nardi

lunedì 21 novembre 2016

Bruno Tobia. La città nascosta


Bruno Tobia
La città nascosta
2 – 14 dicembre 2016

Inaugurazione (alla presenza dell’artista): venerdì 2 dicembre 2016, ore 19.00-22.00

Carlo Gallerati è lieto di presentare La città nascosta, una mostra personale di Bruno Tobia a cura di Noemi Pittaluga.

“Il progetto fotografico La città nascosta ha la stessa intensità dell'emicrania di Zeus quando partorì Atena. L'artista e professore Bruno Tobia rivela come negli anni trascorsi tra le mura della città universitaria romana La Sapienza abbia vissuto negli edifici progettati da Marcello Piacentini. Il suo sguardo nostalgico esprime con malinconica ironia la propria esperienza esistenziale all'interno di un ambiente che è riuscito a rendere familiare unicamente nei momenti di solitudine. Anche nel racconto breve La città nascosta di Fabio Stassi, dove sono presenti le immagini dell'autore – che si incontrano con il testo in un rapporto alla pari – emerge con forza il senso di spaesamento percepito negli ambienti accademici della Capitale. Le aule, le biblioteche e gli archivi sono stati i luoghi in cui, raccolto in se stesso, Tobia ha potuto riflettere sul suo percorso di crescita. L'impressione di realizzare solamente in parte le proprie aspirazioni personali assume una svolta decisiva nel momento in cui l'autore incomincia a rappresentare la realtà in maniera del tutto individuale. L'atto creativo è una scelta di riordine all'interno di un sistema caotico di segni visivi, un montaggio di frame che rappresentano avvenimenti e sensazioni fondamentali per l'artista. E questo isolamento riflessivo, riconoscibile anche in altri lavori, ma soprattutto in Disiecta membra e in Les souvenirs, si mostra nella mancanza di figure umane, l’esistenza delle quali è ricostruita dall'autore soltanto attraverso gli oggetti lasciati dalle tracce del loro operare. L'assenza è il vero oggetto di uno studio quasi archeologico che attraverso una catalogazione scientifica riprende il metodo di studio teorico. In questa palude emotiva, l'obiettivo della macchina fotografica è inevitabilmente uno schermo protettivo da cui osservare il mondo, un modo per orientarsi all'interno dei propri pensieri e una mappa per delineare nuovi itinerari possibili. Per Tobia lo scatto è una sorta di terapia per focalizzare, in un'estetica impeccabile, una stasi emozionale che vuole superare ed elaborare. La stanchezza cronica sembra così finalmente scacciata attraverso il fare artistico che si rivela essere un atto di liberazione e di spoliazione dalle sovrastrutture fino ad allora costantemente accumulate. La rottura è avvenuta: e lo rivelano il sovrapporsi di spazi pieni e vuoti alla Escher, le inquadrature di porte, che lasciano scorgere vie di fuga, e i neon abbaglianti, che rimandano ad atmosfere kafkiane e fantascientifiche. In conclusione il dialogo con l'altro è esploso e lo spettatore, tenendo presenti le piantine originali de La Sapienza, diviene la guida all'interno del labirinto mentale e dell'incubo dell'artista. Le singole immagini, come pezzi di un puzzle, vengono unite lasciando intravedere finalmente l'uscita tanto ricercata.” (Noemi Pittaluga)


Bruno Tobia (Roma, 1948) si è a lungo occupato di storia contemporanea come professore ordinario all’Università La Sapienza di Roma. Da alcuni anni è impegnato in progetti fotografici, prediligendo la ricerca attorno a spazi e paesaggi urbani. Sue opere sono state esposte a Roma presso la Oneroom (La città nascosta, 2014) e presso la Galleria Gallerati (Fuori 6, 2014). Nel 2013 ha pubblicato con Camera 21 La città nascosta.



Bruno Tobia
La città nascosta

A cura di Noemi Pittaluga
Galleria Gallerati (Via Apuania, 55 – I-00162 Roma – Tel. +39.06.44258243 – Mob. +39.347.7900049)
Inaugurazione: venerdì 2 dicembre 2016, ore 19.00-22.00
Fino a mercoledì 14 dicembre 2016 (ingresso libero)
Orario: dal lunedì al venerdì: ore 17.00-19.00 / sabato, domenica e fuori orario: su appuntamento
Mezzi pubblici: bus: 61, 62, 310, 542; metro: linea B, ferm.Bologna (da P.Bologna: 400 m lungo V.Livorno o V.M.di Lando) Ufficio stampa: Galleria Gallerati
Informazioni: info@galleriagallerati.it, www.brunotobia.it



Via Apuania, 55 – I-00162 Roma – Tel. +39.06.44258243 – info@galleriagallerati.it – www.galleriagallerati.it - www.amaci.org