mercoledì 27 febbraio 2013

WALTER DAVANZO Help i’m happy dal 2 al 14 marzo 2013



Dal 2 al 14 marzo 2013 la Galleria “Arianna Sartori” di Mantova in via Ippolito Nievo 10, ospita una nuova mostra personale dell’artista Valter Davanzo intitolata “Help I’m happy”.
L’artista di Treviso torna per la quinta volta nella galleria mantovana: vi ha esposto nel maggio 2006, nel maggio 2007, nel gennaio 2009 e nel gennaio 2010.
Ha conquistato sempre più ampi successi e consensi in Italia e all’estero, in Spagna (Madrid), Germania (Berlino), Slovenia (Ljubjana) e Olanda (Maastricht).

WALTER DAVANZO
La vita è ricerca. Cercare la parola giusta, il colore che dona, la nota che non stona, la forma che imprigiona. Se poi chi cerca è un artista, tutta la ricerca assume un significato diverso, come se alla fine non ci fosse un traguardo ma un consapevole punto di partenza. Alcuni di noi credono che aver trovato la strada sia una cosa buona; gli artisti che hanno trovato la strada hanno appena iniziato a prendere coscienza del loro ruolo nella vita. Manca loro ancora tutto il percorso da fare. Solo pochi di loro hanno raggiunto la meta, alcune mete o addirittura molte mete. Sanno che la strada è una ma che il risultato da ottenere è molteplice.
Walter Davanzo ha percorso molta strada. Negli anni i suoi lavori si sono definiti sempre di più individuando uno stile personalissimo, indistinguibile. Uno stile dove sia la composizione nel suo insieme che un piccolo dettaglio possono ricondurre agilmente al riconoscimento della sua mano. Le pitture di grandi dimensioni che fanno parte di quei brani artistici come la stazione di Berlino oppure la Gente, i lavori eseguiti su carte geografiche, carte usate, spartiti musicali hanno un fil rouge che tiene tutto sotto una grande luce uniforme. La sua infanzia, i suoi genitori, la classe e gli amici, ritratti d'istinto, poeticamente interpretati a partire da una fotografia della quale rimane solo ciò che di interessante ed emotivamente significativo vi si trovava. Pulisce il quadro dai dettagli che la fotografia inesorabilmente restituisce, svuota i particolari realistici dalla loro pesante referenzialità e ci lascia davanti ad un ricordo. Così come quando si pensa ad un volto, conosciuto e amato in un passato più o meno remoto, così i dipinti di Davanzo si dimostrano fedeli all'emozione, infedeli al dettaglio realistico. Ogni sfondo perde importanza dal suo vero contesto e ne può acquisire una nuova, può appunto diventare melodia, può simulare un viaggio che vede nella mappa i suoi possibili snodi e le sue possibili fughe. I suoi lavori partono dall'idea che la mano è molto più vicina al cuore che alla mente: una donna nuda, disegnata con un solo tratto continuo, sicuro, chiuso ma talmente perfetto nella sinuosità delle curve che potrebbe ingannare l'osservatore scambiandosi per ombra di un corpo reale. Un'ombra però lieve, fatta di frasi, di parole sussurrate che diventano i titoli dei suoi lavori, brevi poesie, quasi degli haiku che dentro a ogni singolo lavoro amplificano l'effetto estetico nel versante linguistico.
Davanzo ha una strada precisa da percorrere ma nelle sue opere sentiamo la consapevolezza dei mezzi e la conoscenza delle strategie per percorrerla. Una strada che lascia da parte il superfluo, non sente brusio, scioglie i nodi dell'interpretazione con parole semplici ma, soprattutto, eleva il ricordo di un momento a protagonista indiscusso di una produzione artistica, di una vita e di una meta.
Chiara Casarin

Walter Davanzo  nasce a Treviso il 1° marzo 1952. Si è dedicato fin dagli anni giovanili alla pittura iniziando l'attività espositiva nel 1970 nella propria città. Vive a Treviso. Dopo la maturità tecnica industriale, si iscrive al D.A.M.S. di Bologna, dopo due anni si dedica prevalentemente alla pittura e fotografia, le vere passioni dei suoi anni giovanili. Si interessa soprattutto all'espressionismo tedesco, sia di pittura che di cinema. Diversi viaggi lo portano a visitare famose gallerie di capitali Europee, in Francia soprattutto in Bretagna e in Normandia, altri viaggi studio lo portano in Africa nell'area mediterranea soprattutto il Marocco rinforzando così il suo interesse per i segni primitivi, per il grafismo infantile. All'inizio numerose sono le mostre personali fotografiche in varie città italiane, poi solamente mostre di pittura. Dopo una prima fase astratto informale, indirizza la sua pittura con forti componenti gestuali ad una figuratività libera e ingenua fatta d'immagini oniriche e grottesche tra sogno e realtà con riferimenti all'infanzia dando vita a delle figure di impianto fauve-espressionista. La sua è una continua ricerca di segni dell'uomo nella natura e della sua esistenza che attraverso l'opera pittorica riproduce fedelmente. Figure con colori molto furti, grafismi infantili, gioia del vivere dell'uomo ma anche la tragedia nel divenire. Le tematiche sono a cicli: gambe, cani, aerei, paesaggi urbani, vasche, ritratti, segni e colori violenti prevalentemente rossi, verde acido e arancio, indaco. Il voler recuperare tutti quei grafismi che ci ricordano l'infanzia perduta e ritrovata. Ricordiamo la personale nel 2008 a Madrid all'Istituto Italiano di Cultura in occasione della NOCHE EN BLANCO. Collabora anche come Art Director all'Asolo film Festival. Le sue opere si trovano nei musei e collezioni private, la documentazione dell'attività artistica presso l'ASAC della Biennale di Venezia e presso Ludwing forum für internationale Kunst Bibliothek- Aachen.

 Galleria "Arianna Sartori"
Mantova - Via Ippolito Nievo 10 - tel. 0376.324260
Walter Davanzo. Help I’m happy.
Date: dal 2 al 14 marzo 2013
Inaugurazione: Sabato 2 marzo, ore 17.30
Orario di apertura: 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi
Ricevo e pubblico
Massimo Nardi