sabato 8 dicembre 2012

Systems and Accidents




a cura di Lýdia Pribišová

Cyril Blažo - Tomáš Džadoň - Eva Koťátková - Pavla Sceránková

/English version below/

Il 12 dicembre 2012 Ex Elettrofonica inaugura nei suo spazi la mostra Systems and Accidents a cura di Lýdia Pribišová, una ricognizione sull'idea dei sistemi di controllo sociale e sulla loro violazione letta attraverso le opere di quattro artisti di nazionalità ceca e slovacca.

Cyril Blažo, Tomáš Džadoň, Eva Koťátková, Pavla Sceránková fanno parte di quella generazione cresciuta nel periodo a cavallo tra il crollo del sistema comunista e la sua persistenza, nell’immaginario dei nostri giorni, come relitto.
Ognuno di loro indaga i limiti, i disagi e la struttura dei sistemi di controllo che costantemente influenzano la loro realtà. Questa pratica consente di analizzare il ruolo della persona all'interno del sistema sociale e di indagarne le possibilità decisionali all'interno dello stesso. Il sistema, infatti, agisce in modo devastante sull’individuo, guidandolo, indirizzandolo, obbligandolo. Al contrario l’imprevisto, sfuggendo al sistema, libera. Così gli artisti mettono in scena una situazione in cui il caso gioca un ruolo determinante. Scelgono per questo di lavorare con elementi performativi, coinvolgendo il visitatore nelle situazioni più disparate, a volte anche spiacevoli, evocando l’atmosfera dei tempi passati, attraverso forme, materiali e architetture, quando il sistema era la norma, più visibile e presente. Così ogni elemento è osservato con un sorriso nascosto, che fa risuonare una vena nostalgica affrontata da ciascun artista con diverse modalità di reazione.

Cyril Blažo si interessa alle storie divertenti e ai loro processi sovversivi. Apparentemente a caso combina disegni e fotografie che danno luogo attraverso il collage ad immagini bizzarre. Cerca così di turbare l’andamento tradizionale delle cose, distruggendone le regole. Il sistema è per lui una sfida ad assumere un atteggiamento antagonista, indifferente, un atto che è spesso così coerente da funzionare come una strategia sofisticata.
Con Tomáš Džadoň si ritorna alle radici. Il suo lavoro utilizza i ricordi, il passato, gli archetipi codificati nei sistemi sociali, le strutture socio-politiche quali l’identità nazionale, il regime, la storia comune ecc… La presenza di speck fumante nella mostra funziona come archetipo dell’esperienza comune (questo salume è tipico delle regioni montuose della Slovacchia), con il suo forte profumo evoca un’atmosfera domestica e rassicurante.
Eva Koťátková si concentra sugli elementi della coercizione. Nei suoi disegni e collage ritorna ai ricordi dell’infanzia, a quando osservava con curiosità gli animali in cattività, i quali, privati della libertà, erano costretti a seguire regole assurde ed estranee alla propria natura. Nelle sue opere spesso sono evocati strumenti di tortura, metafore di un linguaggio nascosto che a ben vedere servono per deridere i sistemi repressivi.
Pavla Sceránková si dedica all’esplorazione delle influenze casuali, degli stati psicologici e dei processi della percezione. Indaga costantemente il verificarsi dell’errore nel sistema, analizzandone il funzionamento per portare alla luce gli aspetti più scuri. Sperimenta, muovendosi tra la scultura, il video e la performance. Il suo approccio fisico con la materia ricorda gli esercizi di educazione fisica, carattere questo che dà ai suoi lavori una struttura principalmente performativa.

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On December 12th 2012 Ex Elettrofonica will mark the opening of the exhibition Systems and Accidents curated by Lýdia Pribišová , an exploration of the idea of systems of social control and of their violation, read through the works of four Czech and Slovak artists.

Cyril Blažo, Tomáš Džadoň, Eva Koťátková and Pavla Sceránková are of the generation raised in the period straddling the collapse of the Communist system and its persistence, in the imagination of our time, as a relic.
Each artist probes the limits, the malaise, and the structure of the systems of control that constantly influence their reality. This practice enables them to analyse the role of the person within the social system, and to investigate that person’s decision-making possibilities. The system acts in a devastating manner on the individual, guiding them, directing them, obliging them. On the other side is the unexpected, escaping the system, free. In this way the artists set up situations in which chance plays a determining role. Thus they choose to work with performative elements, involving the visitor in the most disparate scenarios, at times even unpleasant, evoking the atmosphere of times past through forms, materials and architecture, of when the system was the norm, more visible and present. So, each element is observed with a hidden smile, sounding a nostalgic note that each artist approaches with a different type of reaction.

Cyril Blažo is interested in entertaining stories and in their subversive processes. Apparently at random, he combines drawings and photographs that give rise, through collage, to bizarre images. In this way he tries to upset the traditional course of things, by destroying its rules. For him the system is a challenge to adopt an antagonistic, indifferent stance, an act which is often so coherent as to function as a sophisticated strategy.
The work of Tomáš Džadoň inolves a return to roots, using memories, the past, archetypes codified in social systems, socio-political structures such as national identity, the regime, shared history, etc…. The presence of smoking speck in the exhibition functions as an archetye of common experience (this cold cut is typical of the mountainous regions of Slovakia), and with its strong scent it evokes a domestic and reassuring atmosphere.
Eva Koťátková concentrates on the elements of coercion. In her drawings and collages she goes back to the memories of childhood, to when she curiously observed animals in captivity that, deprived of freedom, were forced to follow absurd rules extraneous to their nature. In her works instruments of torture are often evoked, metaphors of a hidden language that on closer inspection serves to deride repressive systems.
Pavla Sceránková is dedicated to the exploration of the influence of chance, of psychological states, and of processes of perception. She constantly explores the appearance of errors in the system, analysing their most obscure aspects in order to cast light on their functioning. She experiments, moving between sculpture, video and performance. Her physical approach to the subject is reminiscent of PE exercises, giving her works a principally performative structure.

RUNS: From the 12th December 2012 to the 8th February 2013
WHERE: Ex Elettrofonica - Vicolo di Sant’ Onofrio 10, Rome

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Amalia Di Lanno