martedì 18 marzo 2014

SIMULACRO di SERGIO ANGELI



Essentia 06, dal ciclo Corpus et Animam, tecnica mista su faesite 102x107 anno 2013

SIMULACRO
Mostra personale di SERGIO ANGELI
a cura di Manlio Paglione

Spazio Ginko, via del Colosseo 12, Roma
dal 21 al 27 marzo 2014
opening: venerdi 21 marzo alle 19:00
ingresso libero


Parola e pittura sono gli elementi che convivono nell’arte di Sergio Angeli, elementi in stretta relazione dove uno non può trascendere dall’altro. Il Logos plasmato dall’idea che emerge dall’abisso dell’uomo stesso.
La forza della parola, spinge cosi Sergio a sperimentare nuove forme di espressione, ovvero la pittura.
Scopo principale della sua arte, risiede nella rivelazione di esperienze vissute direttamente sulla sua pelle.
Le opere non sono frutto di studi analitici e complessi, ma nascono dall’ascolto delle proprie sensazioni che sorgono dalla vita di tutti i giorni: decisa è la capacità di cogliere quelle impressioni e dargli voce attraverso un segno, un tratto pittorico istintivo.
Come afferma lui stesso, l’unione della parola e la pittura è uno stimolo per l’interpretazione delle opere, “come se tentassi di rendere la mia visione palpabile”afferma Sergio, infatti molte delle sue produzioni sono accompagnate da titoli di poesia o da composizioni poetiche vere e proprie.
I suoi componimenti danno voce a oniriche realtà, alla strenua lotta della vita che è irrimediabilmente “sacrosanta parvenza”. La luce della quiete sfugge e l’artista è risucchiato nuovamente dalla notte ingannatrice, il crearsi una via luminosa, della persuasione, ardendo di luce propria, trafiggendo il sole, amando e odiando vivendo ogni doloroso giorno. La necessità del buio per risplendere in esso.
Ancor più interessante è la tecnica e i materiali utilizzati: colori acrilici, spray e smalti sintetici plasmano l’idea su supporti di legno o faesite, e il suo elemento d’eccezione sono capelli, ovvero ciò che di umano perdura nella morsa famelica della morte.
Costituita da cromatismi violenti e contrastanti, la forma dell’idea si espande e si contrae sul supporto, spasmodiche confessioni nel nero abissale, rossi pulsanti e verdi acidi vivono e convivono nelle sue opere.
Le opere presentate a Spazio Ginko appartengono ai cicli “Poesia delle tenebre cuore mio palpitante “ – “Corpus et Animam” – “Corpus Machina”, riunite in un unico titolo “Simulacro”, ovvero apparizione.
Il ciclo di produzioni è caratterizzato da una tecnica mista su faesite.
I quadri si presentano stilisticamente costituiti dall’ambivalenza cromatica dello sfondo: bianco e blu, alludendo alla luce e alle tenebre. Al centro son presenti, come spiriti, creature dai lineamenti umani, che aleggiano nella composizione, alcune lasciano intravedere le scheletriche anatomie.
I grigi,i verdi acidi, i ciani e i rossi degli smalti e degli spray dialogano tra loro, all’interno dei corpi di queste creature, delineate discontinuamente da tratti di colori più netti e corposi; il loro interno appare a chiazze dove il ruolo dei i grigi e verdi che l’idea di malsano e dolorante e immateriale.
In effetti interpretando l’arte di Sergio si approda in quei dualismi che da sempre costituiscono ragione di lotta nell’animo umano e, che son ben riconducibili agli stessi titoli delle sue raccolte pittoriche: il corpo e l’anima, la materia e lo spirito, il razionale e l’irrazionale.
Simulacro è l’apparizione, un qualcosa di indefinito che si materializza davanti l’occhio dell’artista, ma attenzione si parla di visioni interiori, sopra la mera oggettività e se vogliamo, riferendoci al visionario Odilon Redon, frutto dell’occhio mongolfiera, che si leva in alto verso una dimensione altra. 
(Chiara Mastroianni)



ricevo e pubblico:
amalia di Lanno