venerdì 17 giugno 2011

Il “vero” Padiglione italiano è in esilio. In Spagna









Esperienze artistiche marginali, non riconosciute, ignorate dai musei e dal sistema. Ecco il Museo dell’arte contemporanea italiana in esilio. Un progetto d’arte sociale di Cesare Pietroiusti, che passa proprio alla Biennale di Venezia. Prossimo appuntamento, sabato 18 giugno, al Padiglione Spagna.

È nel Padiglione spagnolo ai Giardini della Biennale che trova asilo provvisoriamente il Museo dell’arte contemporanea italiana in esilio.
A offrire ospitalità è Dora García nell’ambito della sua opera, L’Inadeguato, Lo Inadecuado, The Inadequate, ampia performance collettiva che si estende per l’intera durata della Biennale e che vede tra i protagonisti Andrea Lanini, Fausto Delle Chiaie, Giuliano Nannipieri e Aldo Piromalli. Loro sono quattro degli esuli artistici intercettati dal progetto curatoriale di Cesare Pietroiusti (al quale collaborano Alessandra Meo, Mattia Pellegrini e Davide Ricco), che ha “lo scopo di individuare personalità singole o collettive che svolgono attività creative sorprendenti, eterodosse, fuori dai circuiti della comunicazione mediatica”. Una ricerca che si è svolta prima attraverso un “network informale” – generato dalle comunicazioni via email indirizzate ad artisti, curatori, scrittori e intellettuali italiani, invitati a segnalare personalità che potessero essere incluse nel progetto -, poi è stata allargata a un pubblico più vasto attraverso i workshop tenuti da Pietroiusti presso istituzioni come la Galleria Civica di Trento, o in occasione di eventi culturali quali il Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza.



Artribune