martedì 12 novembre 2019

Pierre-Yves Le Duc | Erector Vesevo


Venerdì 29 novembre alle ore 18:30 Spazio NEA presenta Erector Vesevopersonale di Pierre-Yves Le Duc. Il progetto espositivo ideato per la galleria napoletana, sarà visitabile fino al 3 gennaio 2020. 

Erector Vesevo è incentrato sul tema dell’eruzione. Oltre a centinaia di schizzi preparatori, sono presenti polittici in bianco e nero, con scheletri (tratti dalla serie Medium) che si alternano a “eruzioni vulcaniche”, come in una scacchiera. Trittici su tela realizzati bianco su bianco (dove la lettura del segno è dovuta al passare e ripassare della pittura in innumerevoli strati) e trittici realizzati a olio su carta, caratterizzati dal contrasto fra due tipi di nero, dialogano con i fogli sui quali Le Duc ha disegnato usando inchiostro di china. Completano la mostra una tela bianca coperta da un velo di lino e un trittico viola su tela e velo di seta.

Sul lavoro dell’artista francese, Diego Lama scrive: «Nuove equazioni della fisica dimostrano che il vuoto non esiste: il vuoto non è affatto vuoto e il nulla non è affatto nulla. Il nulla è una combinazione di materia e antimateria - di particelle e antiparticelle - che si disintegrano a vicenda: miliardi di miliardi di particelle compaiono e scompaiono in un milionesimo d’istante. Il vuoto è una perturbazione infinita, un ribollio pieno di energia, eppure noi non ce ne accorgiamo, crediamo che quello sia il nulla. Il lavoro di Pierre-Yves Le Duc tende al nulla - al vuoto - in due maniere: con la ripetitività del segno e con la sua cancellazione. La prima strategia porta all’annichilimento della parte emotiva del lavoro artistico: ogni ripetizione filtraqualcosa del segno precedente e prepara a quello seguente sempre più inesistente. La seconda, la rimozione - il nero su nero, il bianco su bianco - sottrae materia e immagine all’occhio di chi osserva: cancella, o meglio, nasconde la realtà. Entrambe le strategie producono il nulla: un nulla pieno (pieno di ripetizioni differenti o pieno di parti nascoste), un nulla che ribolle di energia, di materia e di antimateria, di bianco e di nero, di vita e di morte. Anche noi - perché anche noi siamo fatti di vuoto e di nulla - vibriamo e ci perturbiamo di fronte al lavoro di Pierre-Yves».

Spiega l’artista: «Il titolo della mostra “Erector Vesevo” è preso in prestito dalla poesia di Leopardi “Le Ginestre”, parafrasandone un verso. Ma è solo un diversivo. Come sempre, anche per questa esposizione ho cominciato a lavorare disegnando ossessivamente, rappresentando ripetutamente lo stesso soggetto con parametri particolarmente rigidi. All’inizio del lavoro non ho mai la certezza che la strada che intraprendo mi porterà da una parte specifica. Intuisco di dover andare in quella direzione, ma non saprei spiegarne bene il motivo. Si innesca così un processo evolutivo che fa pensare stranamente a quello dell’evoluzione delle specie. Strada facendo, disegno dopo disegno, il cammino assume un senso, e scopro potenzialità delle quali sarei stato all’oscuro se non avessi intrapreso il viaggio... L’impulso iniziale è nato dal desiderio di portare avanti un lavoro del mio passato (ho iniziato il lavoro sul Vesuvio nel 1993) che serve solo da pretesto per esprimere altro. Dopo la fase preliminare di ricerca sul segno, inizia il graduale avvicinamento alla visione della forte drammaticità dell’opera che mi porto dentro. Ma il mio fare è questa volta più lento, lungo e doloroso. Si tratta fondamentalmente di una modalità di avvicinamento, di un tentativo di portare avanti una visione che si rivelerà pian piano e che lascerà stupiti. Me per primo».

«Qui su l'arida schiena / del formidabil monte /
sterminator Vesevo, / la qual null'altro allegra arbor né fiore, /
tuoi cespi solitari intorno spargi, /
odorata ginestra, / contenta dei deserti»

Giacomo Leopardi
La Ginestra, 1836

Pierre-Yves Le Duc nasce in Francia nel 1964. Si laurea alla Sorbona in letteratura italiana nel 1988. Durante gli studi si reca frequentemente in Italia, fino a decidere di trasferirsi a Napoli dopo aver ottenuto una borsa di studio. Nel 1989 realizza le sue prime opere. Fondamentale è l'incontro nel 1992 con Alfredo Bovio Di Giovanni frequentandone il laboratorio fino alla sua morte nel 1995. La ricerca di Le Duc si concentra principalmente sulla realizzazione di installazioni monumentali dedicate a precisi luoghi, cicli di opere complesse e articolate con una forte impronta progettuale. Esposte a Napoli sono l'opera pubblica “Il Cenacolo” allestita attorno all'obelisco di piazza San Domenico Maggiore nel 1994, “Le nove muse e i nove poeti” ideata per l'emiciclo di piazza Plebiscito nel 1995, “I Quaranta Ladroni” nella Napoli Sotterranea nel 1996, “Medium” nella sala del Lazzaretto nel 1998, “GU” esposta al Museo Archeologico nel 2004, “Soap Opera” che ritrae il ciclo dell'acqua e della vita, e altre opere come “Erotoritratti”, “Osso-Buco”, “Bonificarsi, please!”, “Rosarno, desperate house-lives”. Ha lavorato all'elaborazione di “Métastrophysique”, “Débordements”, “APPARATO”, alla video installazione “O”, “Magigonie” e ad altri progetti, quali l'installazione del video monumentale “Motion Painting” e l'installazione interattiva “Kosmic Whore”. È del 2018 la sua ultima personale dal titolo «Andare avanti sino al “via!”» esposta allo Spazio NEA. Nel 2012 si trasferisce con la moglie e la figlia in Francia, continuando a tenere aperto il proprio atelier a Napoli.Le Duc ha esposto in Italia (Milano, Napoli, Pavia, Salerno, Sorrento, Torino, etc.) e all'estero (del 2012 la personale ad Atlanta, Stati Uniti). È presente in importanti fiere quali Basilea Art Fair, Miami Art Fair e Artissima.


artista: Pierre-Yves Le Duc
titolo: Erector Vesevo
durata: 29 novembre 2019 - 3 gennaio 2020
dove: Spazio NEA, via Costantinopoli 53 / piazza Bellini 59 - Napoli
orario: lunedì - domenica dalle 9.00 alle 2.00 am
ingresso: libero
contatti: 081 45 13 58 | info@spazionea.it


pubblica:
amalia di Lanno

Giancarlo Sciannella. Scultore di Archetipi

Veliero, 2009 ceramica, legno, catrame e cera 180 x 50 x 20 cm

È dedicata a Giancarlo Sciannella, scultore in terracotta e fra le massime espressioni della scultura contemporanea italiana, in particolare legata alla materia di terra, la mostra GIANCARLO SCIANNELLA. Scultore di Archetipi, ospitata ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali dal 16 novembre 2019 al 16 febbraio 2020.

L’esposizione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il patrocinio del Comune della Città di Castelli e con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, è a cura di Simone Battiato. L’ingresso è gratuito per i possessori della MIC.


La mostra, articolata lungo la via Biberatica, documenta la produzione dell’artista dal 1980 al 2013 attraverso 12 opere scelte per aver più significativamente espresso il rapporto tra la scultura e lo spazio. Il progetto espositivo e le modalità di allestimento sono stati pensati proprio in funzione degli ambienti in cui le opere sono collocate e con i quali esse si misurano, creando un percorso di forte suggestione.


Come scrive il curatore Battiato: “È un dialogo interrogativo interiore, intimo e personale, quello intrapreso da Sciannella con la materia primaria e arcaica, che il fuoco concretizza, investendola e trasformandola in scrittura, attraverso un racconto che conserva sacralmente gli echi della tradizione ceramica paesana” di Castelli d’Abruzzo, luogo d’origine dell’artista, famoso per le sue ceramiche.

Sciannella rinnova questa tradizione attraverso il costante confronto con le varie tendenze dell’arte contemporanea rivolte alla materia terra, rappresentate in Italia da Martini, Fontana, Melotti e Leoncillo, e, in tempi più recenti, da Valentini, Spagnulo e Mainolfi.

Il percorso artistico di Sciannella ha cercato e trovato nella ceramica la “ragione povera” delle opere, lontane dal virtuosismo e invece allusive a un passato arcaico e mai perduto. Ne sono esempio le scultureStrumenti(1980) e Macina(2005), che rimandano a un mondo rurale, montano, legato al lavoro e al luogo d’origine.

Zodiaco (2003), Osservatorio(2003) ed Enea(2011) testimoniano il viaggio metaforico intrapreso nel suo intimo dall’artista, novello Odisseo, e, in dimensione storica per quest’ultima opera, il viaggio per mare compiuto dalle anfore romane che le fanno da suggestivo contorno.

Nell’opera Foresta(1993), riconosciuta dalla critica come capolavoro della scultura ceramica italiana del Novecento, Sciannella riesce a “trasformare” la terracotta in legno, mentre in Selva(2011), minimale nella sua essenziale linearità geometrica, riflette gli echi della ricerca di Alberto Burri e delle poetiche dell’Informale.

In relazione ai temi suggestivi e stimolanti per la valorizzazione della forma artistica e per lo stretto legame con il passato, la mostra è completata da attività didattiche e divulgative. 

Le proposte didattiche sono costituite dai progetti di Alternanza Scuola Lavoro da realizzare con il Liceo Artistico Statale Enzo Rossi “Suggerire suggestioni: un’esperienza condivisa”, in collaborazione con le associazioni Opera Sante De Sanctis e Amici di Simone, e “Curatori per un giorno”, rivolto agli studenti delle scuole superiori.

Gli eventi, programmati e tenuti dal curatore per la comunicazione e divulgazione della mostra, prevedono gli incontri “Giancarlo Sciannella scultore” (21 novembre 2019), “Il Liceo Artistico F.A. Grue di Castelli tra passato, presente e futuro”, con il Direttore della Raccolta Internazionale di Castelli (5 dicembre 20129), “La scultura di terra nell’ambito della scultura italiana contemporanea: storia, protagonisti, prospettive”, con la partecipazione dello storico dell’arte Lorenzo Fiorucci (23 gennaio 2020) e “Il MuBAQ: Museo dei Bambini l’Aquila”, con la collaborazione dell’artista Lea Contestabile (6 febbraio 2020).


La mostra Giancarlo Sciannella. Scultore di archetipi è corredata da una monografia sull’artista pubblicata da Silvana Editoriale, contenente saggi di Giulia D’Ignazio, di Lorenzo Fiorucci e del curatore Simone Battiato.


Ufficio stampa mostra
Daniela Fuina 333 9377798; fuinadaniela@libero.it 

Ufficio stampa Zètema Progetto Cultura 
Chiara Sanginiti 06 82077386 – 340 4206787; c.sanginiti@zetema.it


SCHEDA INFO
Mostra Giancarlo Sciannella. Scultore di Archetipi
Dove Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali
Via Quattro Novembre 94 – 00187 Roma
Quando 16 novembre 2019 – 16 febbraio 2020
Preview stampa 15 novembre 2019 ore 17.00
Inaugurazione 15 novembre 2019 ore 17.30
Orari Tutti i giorni 9.30 – 19.30
La biglietteria chiude un’ora prima


Biglietteria Mostra senza biglietto integrato.

Ingresso ordinario:
€11,50 intero 
€ 9,50 ridotto 

Per i cittadini residenti nel Comune di Roma 
€ 9,50 intero 
€ 7,50 ridotto 

Ingresso gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.
Per i possessori della MIC Card l’ingresso è gratuito.

Promosso da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Patrocinio Comune della Città di Castelli

Organizzazione Associazione Culturale TRAleVOLTE
A cura di Simone Battiato


Volume artista Silvana Editoriale

Sponsor mostra Cingoli Consolidamento e Restauro
SPONSOR SISTEMA MUSEI IN COMUNE

Con il contributo 
tecnico di Ferrovie dello Stato Italiane
Servizi museali Zètema Progetto Cultura

Info Mostra Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) 



lunedì 11 novembre 2019

MAÏMOUNA GUERRESI - RÛH / SOUL


From November 14th, 2019 to January 18th, 2020, the Officine dell’Immagine gallery in Milan will host the largest solo exhibition ever produced in Italy by Italo-Senegalese artist Maïmouna Guerresi, curated by Silvia Cirelli.

Very well known internationally, Maïmouna Guerresi is one of the protagonists at the current Lagos Photo Festival, as well as being included in the Modest Fashion collective at the Stedelijk Museum Schiedam. Invited to exhibit in prestigious museums, such as the LACMA Museum in Los Angeles, Institute du Monde Arabe IMA and the Cultural Institute of Islam ICI in Paris, the KIASMA Museum of Contemporary Art in Helsinki, the National Museum of Sharjah, the National Museum of Bamako and the MACAAL Museum in Marrakech, her works also feature in major public collections, such as at the Smithsonian African Art Museum in Washington, the LACMA Museum in Los Angeles and the MIA Minneapolis Institute of Art.

As a multifaceted artist with an incisive poetic force, Maïmouna Guerresi constantly engages with current issues such as identity and multiculturalism, creating an allusive dialogue between European and African culture. Mixing personal themes with testimonies from the real world, she explores the manifold variety of stylistic languages – from video to installation, from photography to sculpture – by tracing a narrative path that finds its primary motivation in the exaltation of spirituality. In experimenting with a universal humanity, in which harmony between different cultures and faiths takes the place of fear and deaf negation, the artist achieves an expressive boldness full of seductive symbolism and aesthetic contemplation.

The exhibition in Milan, entitled RÛH / SOUL, traces the distinctive traits of her vast artistic career, focusing on a hybrid lexical register, a combination of mystical references, cultural metaphors and thaumaturgical influences. The choice of the title itself – the Arabic rûh means "inner spirit" – contextualises a narrative approach that absorbs a marked contemplative sensitivity, which has always been a thread in the poetic synthesis of Maïmouna Guerresi. In the urgency of internalising and then revealing the artistic message, the symbolism of the body becomes an allegory of the inner dimension: the body as a meeting place for different faiths, as a manifestation of human strength, and as the sacred locus for transformation into continuous becoming. Gesture, choice of colour, of clothes and scenarios build an instant immortalised in its complex elaboration, an instant that gives the characters in the shots an almost ethereal monumentality, suspended between reality and transcendence. 
The juxtaposition of object, its use and its cultural meaning has always been essential in the visionary world of the artist, and it is deeply connected to references of the Sufi belief, a specific Muslim practice with a mystical and ascetic character that places the human being at the centre of the universe, in direct relationship with the divine. This search for intimate dialogue with the divine asserts the importance of natural elements, such as the symbolism of the tree or branch, which become a metaphysical bridge between heaven and earth; but it also surprises us with its use of swings, trampolines or air-filled bags, metaphors for a process of suspension, for a lifting off from the ground. 
The artist projects her own cultural storyline onto the absoluteness of the constant transition between earthly energy and interior contemplation, a storyline that develops its own legitimacy upon the evolutionary concept of human vulnerability.

BIOGRAPHICAL NOTES
Maïmouna Guerresi was born in Vicenza (Italy) in 1951. She currently lives and works between Italy and Senegal. She has numerous participations to her credit, both in important international museums, such as the Stedelijk Museum Schiedam, the Smithsonian African Art Museum in Washington, the KIASMA Museum of Contemporary Art in Helsinki, the MACAAL Museum in Marrakech, the Cultural Institute of Islam ICI in Paris, the National Museum of Sharjah and the National Museum of Bamako; as well as in festivals and biennials, such as the Venice Biennale, Documenta, Les Rencontres de Bamako, the Dak'Art Biennial, Manifesta, 13th Cairo Biennale and the International Festival of Photography of Bangladesh.
Her works also feature in major public collections, such as at the Smithsonian African Art Museum in Washington, the LACMA Museum in Los Angeles and the MIA Minneapolis Institute of Art.

MAÏMOUNA GUERRESI - RÛH / SOUL
Opening: November 14, 2019 
November 14, 2019 – January 18, 2020 
curated by Silvia Cirelli

Officine dell'Immagine
Via C. Vittadini 11, 20136 Milan (Italy) 
info@officinedelllimmagine.com 
www.officinedellimmagine.com

Free entrance
Hours: Tuesday - Saturday: 11 a.m. - 7 p.m.; Monday and holidays by appointment

Lello Lopez - Home Sweet Home

from the cycle "Home sweet home" 2018

Alla Fondazione Filiberto e Bianca Menna è stata presentata la personale di Lello Lopez Home Sweet Home, a cura di Giulia Perugini e Antonello Tolve, in collaborazione con l’Associazione FigurAzioni, visitabile fino al 10 dicembre 2019.

Maturate nell’ambito di un discorso di matrice relazionale che affonda le proprie radici nell’autobiografico, le operazioni artistiche di Lopez insistono sulla valenza fisica e simbolica della memoria che diviene via via catalogazione del vissuto, archivio di un tessuto emozionale fatto di controspazi, teatro stabile di oggetti e di forme che ritornano dal passato per sfilare sulla balaustra del presente e farsi così cronistoria di una vita, quella del singolo, che mira a sintetizzare l’impatto della specie in una trama sociale sempre più smussata dal circolo mediatico, rarefatta dall’ottundimento della ragione, piegata e piagata dalla massificazione, dall’oblio quotidiano. Inteso come terreno fenomenico, veicolo espressivo carico di tracce, superficie densa di significati, di possibilità e di eventualità, ma anche come suolo in cui risiede il pensiero, lo spazio diviene ora protagonista di una indagine radicale che lo trasforma, lo modella secondo un criterio espositivo che attira il pubblico per farlo cadere in una intelaiatura estetica entro la quale il tempo sembra regredire, ripiegarsi su se stesso, tornare agli anni Sessanta e Settanta del Novecento.

Con le sue ampie Tende (2019) su cui l’intervento dell’artista sembra quasi una scrittura braille formulata mediante l’inserto di riquadrature su cui sono disegnati grappoletti di ciliege, con quei cinque parati circolari (tutti del 2018), con la Prima Casa (2018) e la Seconda Casa (2018) dimenticate a memoria e ricreate sotto forma di maquette, con il Memento (2018) imperdibile dove confluiscono natura e cultura, o anche quei Numi Tutelari (2018) su cui ritornano figure di santi e di eroi legati a una infanzia radicata, portata avanti come una traccia poetica legata alla tradizione napoletana, Home Sweet Home rappresenta un salto nel tempo e contestualmente nello spazio per raccontare l’avventura dell’esistere, la sua provvisorietà. 


Un ringraziamento particolare alla Galleria 100mq Arte Contemporanea (Santa Maria Capua Vetere).

Lello Lopez – Home Sweet Home
a cura di Giulia Perugini e Antonello Tolve
fino al 10 dicembre 2019
Fondazione Filiberto e Bianca Menna | Archivio Menna/Binga
Via dei Monti di Pietralata 16 – Roma
info | +39 349 5813002 – 340 1608136

domenica 10 novembre 2019

Tipica Food & Art. L’ARTE INTERPRETA LE TIPICITÀ DEL SUD-EST BARESE

Dario Agrimi, Progresso


Con una mostra collettiva si conclude il racconto artistico di “Tipica Food & Art” per esaltare l’identità territoriale ed agroalimentare del Sud Est barese.

Il GAL continua il percorso di valorizzazione delle eccellenze agroalimentari del Sud Est barese aprendosi a un mondo, quello artistico, capace di esaltare in maniera originale e affascinante le peculiarità materiali ed immateriali del territorio.

Il progetto Tipica Food & Art ha infatti posto in relazione l’arte contemporanea con le risorse agroalimentari di Conversano, Rutigliano e Mola di Bari, come la ciliegia, l’uva da tavola e i prodotti ittici. 

Tipica Food & Art è finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito del Programma Straordinario in materia di cultura e spettacolo ed è promosso dal GAL Sud Est Baresee da un vasto partenariato di operatori culturali ed attori istituzionali, tra cui le associazioni ETRA E.T.S e Volontari per la Cultura, la Galleria Cattedrale di Conversano e i Comuni di Conversano, Rutigliano e Mola di Bari, e si avvale della direzione artistica delle associazioni culturali succitate e della curatela della critica d’arte Lia De Venere.

Dopo la presentazione di PROGRESSO, l’installazione di Dario Agrimi presso la Pinacoteca Paolo Finoglio, Castello di Conversano, della mostra LE PAROLE E I PESCI di Massimo Ruiu presso il Castello Angioino di Mola di Bari) e della mostra GRAPPOLI DI LUCE di Salvo d’Avila presso il Museo Civico Archeologico di Rutigliano,

- Il 16 novembre alle ore 18 verrà inaugurata presso la Galleria Cattedrale di Conversano la mostra collettiva che conclude il progetto.

Oltre alle opere di Agrimi, Ruiu e D’Avila saranno esposte presso la Galleria Cattedrale di Conversano anche quelle di tre giovani artiste selezionate attraverso una call: Mariantonietta Bagliato(Bari,1985) con un lavoro sull’uva da tavola, Cristina Mangini(Bari,1988)con un lavoro sulle ciliegie, Anastasiia Morozova(Perm (Russia), 1992) con un lavoro sui pesci. 

La mostra rimarrà aperta presso la Galleria Cattedrale sino all’8 dicembre con i seguenti orari: tutti i giorni dalle 17 alle 20; festivi 10-13; lunedì chiuso.


giovedì 7 novembre 2019

Still Moving / Portuense201 exhibition + open studios

Portuense201 presenta

STILL MOVING
A cura di Label201

Archema Studio – Art Studio MLBS – Copihue Floral Studio – Daniela Pinotti – Delphine Valli – Designfood.house – Dugong Films – Eurofilm – Francesco Turi – Laboratorio di restauro tessile – Marco De Masi Design – Millim Studio – Paolo D’Arrigo Design Studio – Secondome – Spazio FOuR

Un attimo in cui tutto si ferma, mentre quotidianamente tutto è in movimento contaminandosi costantemente. Portuense201 svela l’anima del suo mondo fermandosi all’interno di un unico luogo, Label201. Una scena inedita, sperimentale e vibrante che racconta l’architettura, il design nelle sue più ampie espressioni, l’arte e il cinema prodotte dalle realtà del distretto.

Colore e geometrie generano tensioni nello spazio, rendendo i lavori esposti sospesi in un momento di calma apparente, che presto riprenderà a muoversi per creare nuove prospettive.

Still Moving fa parte di un ciclo di mostre trasversali tra arte e design a cura di Label201 che ha come protagonisti gli abitanti del distretto Portuense201. Microcosmo urbano di ideazione, produzione e generazione di un’estetica contemporanea.

Durante l’inaugurazione sarà possibile visitare gli studi dei designer e artisti in mostra.

Degustazione a cura di Sartoria del Vino

Direzione e organizzazione Manuela Tognoli
Visual design Millim Studio

Label201 - Via Portuense 201, Roma
Opening Venerdi 8 Novembre 2019 ore 19 – 22


Valeria Vaccaro. Carta, forbice, sasso


È Valeria Vaccaro, una giovane artista del marmo, la protagonista della mostra di novembre da PUNTO SULL’ARTE. Il vernissage della sua personale dal titolo Carta, forbice, sasso si terrà sabato 23 novembre 2019 dalle 18 alle 21. 

Un lavoro elegante e dalla realizzazione impeccabile in cui il materiale della scultura per eccellenza diventa simbolo della società liquida che ci contraddistingue. La scultura infatti qui rinnega per certi versi se stessa, ripensando il materiale nobile per oggetti che di nobile non hanno nulla: dal pallet alla cassa da imballaggio, dal foglio di carta alla classica busta da ufficio destinata a essere lacerata e poi gettata via. Un’allusione che si fa ancora più sottile nella realizzazione scultorea di vecchi giocattoli, di un triciclo, di un lettino da bambino con le sponde: la cameretta del passato si trasforma qui in una celebrazione del tempo che passa e che rende questi oggetti inevitabilmente inutili. E un senso di spaesamento invade lo spettatore quando si rende conto che ciò che da lontano gli sembrava una giocosa ricostruzione di un ambiente infantile, da vicino si rivela il monumento a un tempo che non tornerà più. La trasformazione, la metamorfosi, il divenire sono evidenziati nel lavoro dell’artista anche dal ricorrere dell’effetto combustione. La sua materia, infatti, appare spesso invasa da una serie di bruciature che ne denotano la fragilità, la destinazione all’impermanenza. Tutta costruita sui contrasti tra pesante e leggero, eterno ed effimero, prezioso e ordinario, dunque, l’opera di Valeria Vaccaro ci mette di fronte all’incertezza del nostro tempo. 

Un catalogo bilingue, con la riproduzione delle opere esposte ambientate e il testo della curatrice Alessandra Redaelli, verrà realizzato da PUNTO SULL’ARTE. L’Artista sarà presente in Galleria in occasione del Vernissage Sabato 23 Novembre.

Valeria Vaccaro nasce nel 1988 a Torino. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico, studia scultura presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Espone regolarmente dal 2005. Tra il 2013 e il 2015 partecipa alla Biennale Itinerante Europea JCE Jeune Création Européenne. Nel 2015 espone a Exihibit a Torino e al Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivara. Nel 2017, in occasione dell’Art Prize CBM, vince una menzione speciale dalla città di Torino. Nel 2019 inizia la collaborazione con la Galleria PUNTO SULL’ARTE ed espone alla 15° Edizione di ArtVerona. Vive e lavora a Torino.


VALERIA VACCARO
CARTA, FORBICE, SASSO
a cura di Alessandra Redaelli
Vernissage: SABATO 23 NOVEMBRE 2019, dalle ore 18 alle 21
Periodo: 24 Novembre - 22 Dicembre 2019
Luogo: PUNTO SULL’ARTE, Viale Sant’Antonio 59/61, Varese
0332 320990 I info@puntosullarte.it 
Orari: Martedì - Sabato: 10-13 | 15-19. Domenica: 15-19
Catalogo: Testo critico di Alessandra Redaelli