sabato 29 marzo 2014

PAOLO ANGELUCCI

Alle ore 18 vi aspettiamo per l'opening al 7° piano del Palazzo di Saligia Bistrot della mostra personale di PAOLO ANGELUCCI.

Artist Nite Dinner
dalle 20.00 @ Saligia Bistrot
Artist Nite Party:
dalle 22.00 @ Saligia Bistrot

La ricerca artistica di PAOLO ANGELUCCI (1978) esplora processi di fotografia alternativa recuperati e rinnovati grazie all'utilizzo delle nuove tecnologie. L'uso che fa del mezzo fotografico ed in particolare delle pellicole autosviluppanti Polaroid, è svincolato da ogni convenzione e spinto ai confini della narrazione pittorica.
Le sue Polaroid liberate dalle dimensioni standard si sviluppano in una successione di campiture pastello e di visioni cieche, rivelando elementi permeabili che compongono/decompongono l'immagine.
Buio, luci e trasparenze conducono ad atmosfere rarefatte ed impalpabili che ne permettono una immediata percezione poetica.
La tavolozza carica di nero è diluita con i bianchi dell'esposizione prolungata e le prospettive suggerite dal suo obiettivo fotografico sospendono l'incredulità di chi guarda.

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Selezionato l'anno scorso dal festival della Fotografia di Belfast (Irlanda) per un masterclass con Roger Ballen e nel 2011 come tester per le nuove pellicole istantanee PX680 da GmbH, PAOLO ANGELUCCI nel 2010 espone presso la Galleria Cesare Manzo di Pescara e nel 2009 vince lo Y.C.C.A. Contest. Nel 2008 viene nominato Polaroid Master e selezionato per partecipare al progetto della Polaroid "Zinkolution", partecipa a "Made in Italy 2008" presso la Galleria Am Roten Hof di Vienna ed espone le sue polaroid presso il Chelsea Hotel di New York.


Saligia Bistrot Strada Comunale Piana 3
65129 Pescara TEL. 085 2122024

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amalia di Lanno

Daesung Lee_Sur le rivage d’une île qui disparaît "GHORAMARA"

SULLA RIVA DI UN’ISOLA CHE SVANISCE “GHORAMARA”
DAESUNG LEE

A cura di Anna d’Ambrosio
Opening: 08 maggio 2014, ore 18.30

La galleria AMY D Arte_Spazio in occasione del Photofestival di Milano espone dal 29 aprile al 25 maggio 2014 le opere di Daesung Lee dal titolo GHORAMARA… sulla riva di un’isola che svanisce, progetto economART sui profughi ambientali dell’effetto serra.

“È solo questione di tempo.” ha affermato all’Indipendent Sugata Hazra, direttore della Scuola di Studi Oceanografici, “Qualche anno e sarà anche lei inghiottita del tutto dalle acque marine che sono in costante aumento”.
Il riferimento è a Ghoramara, un’isola del delta del Gange i cui abitanti, come guerrieri, resistono a quello che per loro è il peggior nemico: l’effetto serra.
Dal 2007, anno in cui anche la vicina isola di Lohachara è scomparsa sotto il livello del mare, 10mila persone insieme ai profughi di Ghoramara hanno trovato rifugio sull’isola di Sagar, che ha già perso a sua volta oltre 3.000 ettari di superficie.
Sono dozzine di isole, con oltre 70mila abitanti che rischiano di ingrossare l’esercito di profughi climatici.
Dopo l’isola polinesiana di Tuvalu, anche le isole Maldive, Marshall così come le zone costiere dell’India, Egitto, Bangladesh sono a rischio con tutto il loro delicato ecosistema.

L’artista coreano Daesung Lee ha ripreso con mirabile occhio uomini, donne, bambini, animali nella loro bellezza fiera. Sono ritratti di destini intrecciati ed ineluttabili; come guerrieri solitari che resistono ancorati a pochi lembi di terra.
L’intento della fotografia di Lee è La bellezza della costa erosa che scompare con immagini surreali e fiabesche simbolo di un fato impossibile da evitare.
“Gran parte degli oggetti che usiamo nella vita quotidiana sono prodotti da persone che non conosceremo mai… questo “effetto farfalla”, eco dello sfrenato consumismo occidentale, crea seri danni altrove, il mondo è più connesso dalla globalizzazione di quello che immaginiamo”. …Tutto è connesso, nulla vive nell’isolamento.
Daesung Lee

In mostra dal 29 aprile al 25 maggio 2014
Lunedì_venerdì 09.00_12.00 / 15.00_19.00
Sabato e festivi su appuntamento

AMY D Arte_Spazio
Via Lovanio 6, 20121 Milano (Italy)
Tel. +39.02.654872 - info@amyd.it - www.amyd.it
MM2 Moscova / bus 43-94 V. Statuto

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Sur le rivage d’une île qui disparaît

Bengale-Occidental, Inde. Novembre 2011

L’île de Ghoramara se situe à l’Ouest du delta du Bengale. Suite au réchauffement climatique et à l’élévation du niveau de la mer qui a débuté dans les années 60, le rivage de cette île est emporté, petit à petit, à chaque marée. Depuis les années 80, c’est plus de 50% du territoire de l’île qui a disparu et 2/3 de la population qui a dû quitter l’île.

Les 2 000 habitants de l’île sont pour la plupart des paysans ou des pêcheurs. Ils dépendent pour leur subsistance des ressources de l’île. D’ici 20 à 25 ans, le gouvernement indien pourrait décréter l’abandon de l’île. Un plan d’évacuation des habitants vers l’île de Sagar est déjà prêt. Pour autant, ce plan ne prévoit aucune indemnisation qui puisse aider les habitants à refaire leur vie.

Le rivage de Ghoramara porte les traces d’un monde disparu. Avec le recul du littoral et la disparition de la végétation, il apparaît un paysage à la beauté étrange. J’ai fait le choix de faire poser les habitants sur le rivage ce qui rend la beauté des lieux encore plus irréelle.
Et pourtant ces scènes sont bien réelles. Elles témoignent d’un monde qui va disparaître.
Elles illustrent le sort tragique de ces habitants qui n’auront un jour d’autre choix que de quitter leur île. Un jour, cette île où ils ont vu le jour, ne sera plus qu’un souvenir. La mer engloutit leur passé alors que leur futur semble bien incertain.

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amalia di Lanno

venerdì 28 marzo 2014

Domenico Ventura da Altamura

DOMENICO VENTURA da ALTAMURA
A cura di Takeawaygallery
Testo critico di Carlotta Monteverde
Inaugurazione: venerdì 4 aprile 2014, ore 18.30


Dopo quasi vent’anni di assenza da Roma, la Takeawaygallery, in collaborazione con lo Studio Abate, propone una ricognizione sul lavoro di Domenico Ventura, pittore "da Altamura" che ha narrato con vena eccentrica e corrosiva cinquant’anni di storia, quotidianità e costume (o malcostume?) sociale e culturale della provincia contadina e non solo. I dipinti, esposti in via dei Sabelli a Roma dal 4 al 28 aprile, sono in totale quindici, frutto della produzione dell’ultimo quinquennio.

Riproporre oggi l’universo mordace di Ventura, popolato da folli, ebeti, santi ed eroi significa non solo ripercorrere le alterne vicende del paese da una prospettiva alternativa e insolita, dai margini geografici, politici e umani, ma mettere in luce il versante “borderline” (non meno rilevante) del sistema arte e fare il punto su una tradizione controcorrente, che ha contribuito a sviluppare una poetica incentrata sul frammento, la lateralità, la diversità, il confine, il pensiero non istituzionalizzato. Se il punto di partenza per ogni immagine è la fotografia, il fine ultimo dell’opera è la simpatia, intesa sia come identificazione che come presa di distanza dell’osservatore attraverso il riso, vero fulcro, retroterra e soggetto del lavoro, che nella sua variante di ilarità chiassosa introduce il carattere scomposto, caotico, carnevalesco e grottesco dei personaggi e del mondo che affollano. Nel ritrarre amici, conoscenti, familiari e perfetti sconosciuti studiati attraverso l’occhio meccanico il maestro altamurano ci mostra, con lo scherno, l’ambigua faccia della morale: cosa è giusto e cosa è sbagliato? Chi giudica e chi è giudicato?

Le sue maschere, mostri, gente comune testimoniano un cosmo tutt’ora ancorato a pratiche quasi medievali e a ritmi dettati dal muovere delle stagioni e dalle necessità biologiche di animali e persone e rappresentano un compromesso tra passato presente e futuro, portando sui loro volti le cicatrici di una lotta tra le istanze del cambiamento ed una mentalità ancora primitiva. L’uso del ritratto è funzionale ad accentuare gli esiti tragicomici di tale processo, la fisionomia e le pose tormentate da timori, innocenza, ingenuità e “perversione”, mentre il verismo analitico dettato dalla macchina fotografica crea lucide composizioni che indugiano sul minimo dettaglio. Le figure monolitiche occupano tutta la superficie ed anche quando si disperdono in messinscena corali non allentano mai il travestimento che indossano. L’occhio del pittore oscilla tra freddo cinismo e divertita partecipazione: il suo lavoro, che si nutre di richiami e spunti figurativi che spaziano dall’iconografia sacra medievale ai prodotti della cultura contadina e paesana, si inscrive nella tradizione oggettiva e realista, giunta fino a noi nella versione graffiante e non edulcorata attraverso le forme “basse” della satira e dell’illustrazione.

Info:
Studio Abate, Roma via dei Sabelli 16, (San Lorenzo)
Orari:5, 6 aprile 10.00/13.00 16.00/19.00
dal 7 al 28 aprile lunedì / venerdì 17.00/19.00
per appuntamento 347.9479467 333.4878239
Entrata Libera

Con il contributo di:
Industria Molitoria Mininni e Casale del Giglio Azienda Agricola

Contatti:
takeawaygallery@gmail.com
www.takeawaygalleryroma.altervista.org

Si consiglia la visione della mostra ad un pubblico adulto

ricevo e pubblico:
amalia di Lanno

mercoledì 26 marzo 2014

Mark Manders_Cose in corso

9 marzo – 28 settembre 2014


Mark Manders apre la sua pubblicazione Reference Book del 2012 con questa nota per il lettore: “… I will continue to work on this self-portrait, because that’s what it really is, and you are invited to trace it as long as you are alive”.

Oggetti trovati, ri-costruiti o meglio reinventati si affiancano a manufatti creati dall’artista in composizioni che, caleidoscopicamente, continuano a presentarsi in sempre nuove costellazioni organiche creando ulteriori interazioni tra la vita e gli oggetti, come pagine di un diario di un personalissimo percorso artistico.
Sculture e oggetti sedimentano per lunghi periodi, talvolta anni, nel suo studio e sono assoggettati a incessanti modifiche e cambiamenti nell’arco del tempo in un lungo processo di gestazione che si conclude nel momento in cui vengono inscritti nello spazio destinato alla loro installazione.

Si può allora parlare di opere aperte sia in senso temporale sia semiologico.

In coerenza con il concetto di percorso in fieri è la scelta elettiva di un materiale come l’argilla che Manders impiega nei suoi manufatti sia come calco per sviluppi successivi con altri materiali (le resine epossidiche, le fusioni) sia come materia prima con cui realizza figure umane e animali, fratturate o di sfilacciata incompletezza.
L’argilla è materiale duttile, plasmabile e mobile per eccellenza.

Per Manders l’arte ci consente di esperire la nuda forma di questi oggetti che fungono da catalizzatori di sogni e ricordi e sono capaci di generare una comprensione del mondo non solo per l’artista, ma per lo stesso spettatore.

Da qui la sua definizione di “autoritratto come architettura” che si inscrive in un progetto concettuale senza soluzione di continuità. Il suo primo lavoro del 1986, Self-Portrait as a Building, ha già in sé tutti gli aspetti centrali della sua ricerca: la trasformazione dell’esistenza dell’opera e il suo sviluppo biografico in spazi della memoria.

Cose in corso è il titolo che l’artista ha dato al progetto realizzato per la Collezione Maramotti, sottolineando in questo modo la continuità con le premesse del suo lavoro creativo.
La mise-en-scène di questa grande installazione impiega oggetti già presenti in altri lavori (la vasca da bagno, le sedie, il corpo incompiuto che si distende sull’asse lignea poggiata alla sedia), ma che sono qui contestualizzati in modo nuovo. L’installazione è collocata su un pavimento costituito da mattonelle in ferro che crea un ambiente virtuale inscritto nello spazio espositivo. Il risultato è la creazione di una rappresentazione teatrale che, come viene indicato dallo stesso Manders, contiene una “conceptual potential narrative in a total frozen theatre”. Un elemento nuovo è inoltre l’uso del colore puro che definisce alcuni oggetti presenti nell’opera a sottolineare la possibilità di un gesto fortemente pittorico in una dimensione sculturale.

Il progetto Cose in corso si accompagna a un libro d’artista totalmente ideato e realizzato dallo stesso Manders ed edito da Roma Publications, casa editrice indipendente fondata
dall’artista.


Private view ad invito: 8 marzo 2014 ore 18.00, alla presenza dell’artista.

9 marzo – 28 settembre 2014
La mostra, ad ingresso libero, è visitabile negli orari di apertura della collezione permanente.
Giovedì e venerdì 14.30 – 18.30
Sabato e domenica 10.30 – 18.30
Chiuso: 25 aprile, 1° maggio, dall’1 al 25 agosto


fonte: 



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amalia di Lanno

“AT FULL BLAST”. Arti visive a tutto spiano




REGIONE PUGLIA
COMUNE DI ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)
ORGANIZZA:

AT FULL BLAST!A TUTTO SPIANO
MOSTRA D'ARTE CONTEMPORANEA
PITTURA - SCULTURA - FOTOGRAFIA - INSTALLAZIONE- VIDEO
PALAZZO DE MARI e TEATRO COSMO DI ACQUAVIVA DELLE FONTI
A CURA DI MASSIMO NARDI


promossa da
ENKOMION (RIVISTA DI STORIA LETTERATURA E ARTE)
IL SITO DELL'ARTE (REDAZIONALE DI ARTE E CULTURA)
in collaborazione con
PRO LOCO CURTOMARTINO
COMITATO COMMERCIANTI VIA MONSIGNOR CIRIELLI
DELEGATO AL TEATRO COMUNALE FRANCESCO LONGOBARDI
ASSISTENTE ALLESTIMENTO PINO COCE
EDI MEDIA COMMUNICATION (EDITING & UFFICIO STAMPA)


DAL 28 MARZO AL 15 APRILE 2014
VERNISSAGE 28 MARZO 2014
ORE 18,00

INTERVERRANNO:
DAVIDE CARLUCCI - SINDACO

AUSTACIO DOMENICO BUSTO - VICE SINDACO ASSESSORE Beni Culturali e Ambientali
ANTONIA SARDONE - ASSESSORE ALLA CULTURA
NIKI VENDOLA - PRESIDENTE DELLA REGIONE PUGLIA
MAURIZIO BRUNIALTI – SOCIOLOGO


Artisti in mostra

Personale di CHRISTIAN LORETTI (SCULTURA) e AMEDEO DEL GIUDICE (PITTURA)

Mostra concorso di fotografia:


ALTOBELLI, BAMBINO, BELLINO, CATALANO, CUSANO, D'ALESSANDRO, DE SANTIS, DI LANNO, DITROILO, FANTETTI, FIANTANESE,


FUSCO, GATTI, INGEGNO, LABIANCA, LADDAGO, MASTROGIACOMO, NARDOMARINO, PANSINI, PASTORESSA, REGINA, SIMI, SPAGONE, STUFANO



GIURIA:
Nicola Amato (fotografo) - Stefania Ferrante (giornalista) - Maurizio Brunialti (sociologo)


Video e Installazioni:
CARPIGNANO, CHIONNA , DELLI CARRI, DE SERIO, FVSCA, GIANNINI, GUARICCI, MASCOLI, SANNICANDRO, SYLOS LABINI, SIVILLI, SPIZZICO, VENUTO

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PALAZZO DE MARI e FOYER TEATRO COMUNALE

Centro Storico
Acquaviva delle Fonti (BARI)


AT FULL BLAST - A TUTTO SPIANO, un titolo che nasce dall'idea di far tornare "a vivere" il Teatro comunale di Acquaviva, da anni chiuso al pubblico, riaprendolo "con l'arte" affinché possa contribuire a valorizzare il territorio pugliese ed offrire ulteriore occasione di promozione dello sviluppo integrato tra cultura e turismo, facendo di Acquaviva delle Fonti una vetrina delle dinamiche artistiche-culturali della Puglia. L’iniziativa si propone, tra l’altro, di promuovere la produzione di giovani artisti di talento, ancora poco conosciuti, le cui opere meritano di essere affiancate a quelle dei Maestri di notevole spessore e presentate al grande pubblico. Trovo sia molto interessante mettere a confronto le varie esperienze artistiche e i vari stili e concetti di artisti giovani e meno giovani che creano assieme, in questa collettiva, una forza creativa energica e prorompente di linguaggi differenti e interessanti dove le tematiche sono tutte prese in considerazione.


AT FULL BLAST - A TUTTO SPIANO è una mostra patrocinata dal Comune di Acquaviva delle Fonti e promossa dalla rivista di Storia, Letteratura e Arte "Enkomion", di cui sono responsabile del settore arte, edita dalla Messaggi edizioni, e vede la collaborazione della EDI Media Communication (editing e ufficio stampa).
Massimo Nardi


“AT FULL BLAST”. Arti visive a tutto spiano.
L’arte della società post-industriale è caratterizzata da un paradosso: da una parte richiama grandi numeri di appassionati, dall’altra crea molte perplessità e viene considerata “difficile”, a volte incomprensibile. Quella contemporanea, quindi, è un’arte scomoda, che richiede al suo pubblico un plus di impegno e di partecipazione, che richiede, insomma, una produzione di pensiero, un ruolo attivo da parte dello spettatore in relazione all’opera. Uno tra gli artisti più provocatori (e pertanto furbescamente “integrato”) sulla scena internazionale dell’arte contemporanea – Maurizio Cattelan -– afferma che «[…] la costruzione e la riuscita del lavoro stesso dipendono anche dal grado di interazione che si stabilisce con le persone con cui si viene a contatto. Cerco sempre di lasciare l’opera senza confini già demarcati, in modo che sia il rapporto con gli altri a completarla». È, probabilmente, proprio in questo rapporto dialettico che si innesta la cifra, la specificità, delle nuove forme creative di espressione estetica.
Con lo stesso spirito e la medesima consapevolezza, la “chiamata alle arti” (pittura, scultura, fotografia, installazioni e video) organizzata ad Acquaviva delle Fonti “rischia” – per così dire – di diventare qualcosa in più di una collettiva d’arte contemporanea.
L’agitatore culturale Massimo Nardi, curatore degli eventi in programma, non lascia (nulla al caso), anzi raddoppia. Innanzitutto il numero delle location: Palazzo de Mari e il Teatro Comunale. Quest’ultimo, è bene ricordarlo, dopo circa trent’anni torna ad essere, almeno in parte, patrimonio della comunità locale e viene restituito oggi con funzione di spazio espositivo al dialogo e all’interazione con i cittadini e il territorio.
Come sostiene il filosofo Remo Bodei, «[…] l’opera d’arte crea combinazioni sensoriali ed intellettuali che disincagliano il nostro sentire, il nostro pensare e la nostra sfera affettiva». Analogamente “AT FULL BLAST” e i suoi artisti – c’è da scommetterci – sapranno liberare le vibrazioni emotive e le suggestioni creative più intense entusiasmando, senza limiti di sorta, proprio come nel titolo dell’evento: “a tutto spiano”.
Maurizio Brunialti


Inserita nel programma della manifestazione


"LA CIPOLLA E' UN'ALTRA COSA", evento che promuove lo sviluppo e la conoscenza dei nostri prodotti, in questo caso parliamo della cipolla rossa protagonista già a MasterChef Italia, un appuntamento che negli Stati Uniti è riuscito ad avere grandissima risonanza. Inoltre sarà protagonista all'EXPO 2015 di Milano, che avrà come tema : Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.


EDI Media Communication
Via Diego Laudati, 14
70020 Cassano delle Murge (BA)
Tel. 080 776278 – 388 7390395
edimediacommunication@gmail.com


Si ringrazia La Vigilanza LA FONTE

courtesy ph. Rosaria Pastoressa

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amalia di Lanno

Piero Manzoni 1933-1963

A Milano - Palazzo Reale
Piero Manzoni 1933-1963
fino al 2 giugno 2014

A poco più di cinquant’anni dalla morte improvvisa di Piero Manzoni, la sua opera è riconosciuta sempre più come una delle esperienze fondamentali dell’avanguardia del XX secolo.
Questa mostra, nata di concerto con la Fondazione Piero Manzoni, ne ricostruisce la vicenda breve e fervida in un percorso che documenta con opere primarie tutti gli aspetti della sua attività.
È un atto doveroso, che la sua città della vita gli dedica in seno a questa "Primavera di Milano".
Manzoni vive la Milano delle avanguardie artistiche e in genere culturali degli straordinari anni cinquanta, e ne è la prima testa di ponte autenticamente internazionale, tra Düsseldorf e Rotterdam, Copenhagen e Bruxelles.
Quella Milano vivissima e attiva, vera capitale, è lo scenario della sua parabola folgorante. Nella scelta delle opere si è deciso per questa ragione di privilegiare quelle provenienti dal collezionismo milanese che, nei suoi esempi più illuminati, fu da subito a fianco dell’artista.
Il Manzoni degli Achrome, delle Linee, di Socle du monde, di Merda d'artista, che ha rinnovato profondamente l'idea stessa di arte d'avanguardia, è un grande capitale culturale della città.
Milano gli dedica, doverosamente, questo omaggio.

catalogo: 




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SENSATIONAL UMBRIA BY STEVE MCCURRY

Montefalco tessitura - Sensational Umbria: Photography © 2012 Steve McCurry


 “Il significato di un viaggio è nel suo percorso. E anche nel suo arrivo”.

Non esiste un viaggio se questo non può essere raccontato, e non esiste un viaggio senza un fotografo che lo racconti. Questo “fotografo”, per la Regione Umbria, è Steve McCurry che con le sue esperienze di viaggio in Umbria ha nella sintesi delle sue immagini il dono di comunicare emozioni e realtà, valori e aspetti di un tempo passato, di un tempo presente e di un tempo futuro.
Le 100 immagini di Steve McCurry, per lo più inedite, e altre sull’Umbria provenienti dal suo archivio personale, sono il contenuto della mostra “Sensational Umbria”, promossa e organizzata dalla Regione Umbria in collaborazione con il Comune di Perugia.
La mostra è allestita negli spazi dell’Ex Fatebenefratelli, appena recuperati e inaugurati per l’occasione, mentre una parte delle immagini troverà spazio nel Museo di Palazzo Penna, nella Sala delle Lavagne di Beuys.
L’esposizione narra il viaggio che uno dei maestri della fotografia internazionale ha compiuto in Umbria in diverse occasioni, e del fascino che la terra e la gente di questi luoghi hanno esercitato su di lui. “Una terra ricca di tempo”: le foto di Steve McCurry hanno reso possibile una lettura attraverso le immagini dell’esperienza millenaria della gente che in Umbria vive, opera o visita questa terra.  Le immagini trasmettono un’ “esperienza” che restituisce una chiave di lettura della identità Umbra: la veridicità dei propri valori.
La mostra sarà anche l’occasione per far conoscere gli spazi del complesso dell’ex Ospedale Fatebenefratelli che, recentemente ed impeccabilmente restaurato, offrirà al pubblico l’opportunità di conoscere un luogo “restituito” alla città. Per la sua peculiarità e per la sua imponenza, riuscirà ad amplificare le caratteristiche innovative della formula espositiva, completamente diversa da tutte le altre mostre anche dello stesso McCurry.

Il Progetto, con l’esposizione di alcuni scatti, è stato presentato in anteprima al Fuorisalone di Milano nel 2013, presso la Pinacoteca di Brera, poi a Marsiglia, a New York, Perugia, Assisi e Orvieto e Terni. “Sensational Umbria”, dal punto di vista di una strategia di branding e soprattutto come buona pratica per l’uso dei fondi comunitari, a gennaio è stata presentato a Bruxelles nella sede del Parlamento Europeo con un’anteprima della mostra nella quale sono stati esposti dieci scatti, abbinati ad altrettanti filoni d’intervento dei fondi comunitari in Umbria. È questo il senso che la Regione Umbria ha dato al lavoro di Steve McCurry. A testimonianza di questa volontà, mentre a Perugia si aprirà la mostra di tutto il Progetto, a Shanghai con una singolare coincidenza, tre grandi Aziende Umbre apriranno una showroom, Casa Umbria, che ha al suo interno una parte dedicata alla valorizzazione territoriale. Saranno proprio le immagini di Steve McCurry a illustrare questo concetto e a impreziosire tale risultato di collaborazione tra aziende nel campo della promozione economica e un nuovo passo nella creazione del brand Umbria.
McCurry ha deciso di curare personalmente l’allestimento della mostra a Perugia e del suo catalogo, ampliando il Progetto regionale “Sensational Umbria” di una serie di scatti sull’Umbria provenienti dal suo archivio personale. Scelta questa che arricchisce d’inediti un lavoro già imponente, accrescendo così il valore del progetto espositivo e del catalogo
 
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Info e prenotazioni: 199.151.123 – callcenter@sistemamuseo.it
www.sensationalumbria.eu

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amalia di Lanno