martedì 28 agosto 2012

Back to grey_Silvio Porzionato


Silvio Porzionato

“Back to grey”


Inaugurazione:


Martedì 11 settembre 2012, ore 18


Sede mostra:


Galleria Biasutti & Biasutti

Via Bonafous 7/L – 10123 Torino

Tel. 011/8173511

Fax 011/8158818

info@biasuttiebiasutti.com


Apertura:


dal martedì al sabato: 10-12.30 / 15.30-19.30 chiuso festivi

fino al 30 settembre 2012


Back to grey è il titolo della mostra dedicata a Silvio Porzionato, giovane artista nato a Moncalieri.

Una ventina di opere celebrano il corpo come oggetto, struttura, materialità, ma al contempo come riflesso dell’anima e dell’inquietudine umana. Storie di donne, di uomini, di individui che abitano le tele, che parlano a chi li osserva.


Back to grey è, oltre a questo, anche la rappresentazione di un lavoro assiduo nell’uso del colore- non colore, nuances di bianchi, di neri, ricerca del grigio, ritorno al grigio.

In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo.

Silvio Porzionato è nato a Moncalieri (Torino) nel 1971. Vive e lavora nella sua casa-studio a Pancalieri (Torino).


Segnala:

Amalia Di Lanno


ARCHEOLOGIA / CONTEMPORANEA_FERDINANDO SCIANNA - ANTONIO RIELLO


ARCHEOLOGIA / CONTEMPORANEA

VIDEO-DOCUMENTARI / FOTOGRAFIA / INSTALLAZIONI


FERDINANDO SCIANNA - ANTONIO RIELLO


DAL 15 AL 30 SETTEMBRE MUSEO ARCHEOLOGICO

PALAZZO PANICHI, PIAZZA ARRINGO 28 – ASCOLI PICENO


La S.V. è invitata al vernissage della mostra ARCHEOLOGIA / CONTEMPORANEA

sabato 15 settembre alle ore 18.30;

la serata proseguirà con il concerto dei Silly-Gravity.

VERNISSAGE:

SABATO 15 SETTEMBRE, ORE 18.30 < ingresso libero >


Info: 3491572960 | 3887445833 | info@galleriartecontemporanea.it


Evento organizzato:

Arte contemporanea picena

a cura di Valerio Dehò


In collaborazione:

Fondazione Libero Bizzarri, MIBAC - Ministero per i Beni e le Attività Culturali, GIART.tv


Sponsor:

Amadio Bus Tour, D'Auria, Grupppo Gabrielli, Villa Cicchi, Velenosi Vini, British Schools of English, CADland




BIOGRAFIE


Ferdinando Scianna

Nato a Bagheria, 4 luglio 1943 è uno dei più importanti fotografi italiani.

Si iscrive alla Facolta di Lettere e Filosofia presso l’Università di Palermo, dove seguirà diversi corsi senza tuttavia portare a termine gli studi. Nel 1963 Leonardo Sciascia visita quasi per caso la sua prima mostra fotografica, che ha per tema le feste popolari, presso il circolo culturale di Bagheria. Quando s’incontrano di persona, nasce immediatamente un’amicizia che sarà fondamentale per la carriera di Scianna.


Sciascia partecipa infatti con prefazione e testi alla stesura del suo primo libro, Feste religiose in Sicilia, che gli fa vincere il premio Nadar nel 1966.


Si trasferisce a Milano nel 1967 ed entro un anno inizia a collaborare come fotoreporter e inviato speciale con l’Europeo, diventandone in seguito il corrispondente da Parigi.


Nel 1977 pubblica in Francia Les Siciliens (Denoel), con testi di Domenique Fernandez e Leonardo Sciascia, e in Italia La villa dei mostri (introduzione di Leonardo Sciascia).


A Parigi scrive perLe Monde Diplomatique e La Quinzaine Littéraire e soprattutto conosce Henri Cartier-Bresson, le cui opere lo avevano influenzato fin dalla gioventù. Il grande fotografo lo introdurrà nel 1982 come primo italiano nella prestigiosa agenzia Magnum, di cui diventerà socio a tutti gli effetti nel 1989. Nel 1984 collabora con Bresson e André Pieyre de Mandiargues per Henri Cartier-Bresson: portraits (Collins).


Nel frattempo stringe amicizia e collabora con vari scrittori di successo, tra i quali Manuel Vázquez Montalbán (che qualche anno più tardi scrive l’introduzione di Le forme del caos, 1989). Negli anni ottanta lavora anche nell’alta moda e in pubblicità, affermandosi come uno dei fotografi più richiesti. Fornisce un contributo essenziale al successo delle campagne di Dolce e Gabbana della seconda metà degli anni Ottanta.


Nel 1995 ritorna ad affrontare i temi religiosi, pubblicando Viaggio a Lourdes, e nel 1999 vengono pubblicati i ritratti del famoso scrittore argentino Jorge Luis Borges.


Il 2003 vede l’uscita del libro Quelli di Bagheria (facente parte di un progetto più ampio che include un documentario e varie mostre), ricostruzione dell’ambientazione e delle atmosfere della sua giovinezza attraverso una ricerca nella memoria individuale




Antonio Riello

Antonio Riello vive e lavora tra Londra e Asiago.


Nel 1997 ha realizzato “Italiani Brava Gente”, la prima opera d’arte in Europa in forma di videogame.

Ha esposto nel circuito di autorevoli musei e spazi espositivi in tutto il mondo, come la la Kunsthalle di Vienna, il MART – Museo d’Arte Contemporanea di Rovereto, il Musèe d’Art di Saint-Etienne, la Fondazione Pomodoro di Milano, il Palazzo delle Papesse a Siena, la Neue Galerie di Graz.

Nel novembre 2007, ha inaugurato alla Kunsthalle di Vienna la prima tappa espositiva di “BE SQUARE!”, realizzando le divise d’ordinanza per lo staff del Museo con un tessuto creato per l’occasione rielaborando in forma ironica e concettuale il “Tartan” della Comunità Europea.

Attualmente sta realizzando il progetto di net-art (opera d’arte creata con, per e nella rete Internet) dal titolo ONLYTHEGOOD.ORG.

Insegna alla Accademia di Belle Arti di Milano ed è “visiting professor” alla Domus Academy e alla Ruskin School of Art della Oxford University.


Segnala:

Amalia Di Lanno


COSTRUIRE CULTURA - CALL DI PARTECIPAZIONE - Percorsi e residenze formative per le professioni culturali


Selezione per una settimana di residenza formativa gratuita rivolta a 70 persone tra DRAMMATURGHI, OPERATORI CULTURALI e SVILUPPATORI APPLICAZIONI MOBILI.

Padova 19-26 ottobre

DEAD LINE CANDIDATURE: 14 settembre



L’Ufficio Progetto Giovani, Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Padova, nell’ambito del programma “Creatività Giovanile”, promosso e sostenuto dal Dipartimento della Gioventù-Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’Anci -Associazione Nazionale Comuni Italiani-, promuove la settimana di residenza formativa Costruire Cultura. Percorsi e residenze formative per le professioni culturali


COS’è

Il progetto Costruire cultura consiste in una settimana residenziale articolata in tre distinti percorsi formativi (di 40 ore ciascuno) nei seguenti ambiti:


Drammaturgia. Un seminario intensivo in cui si approfondiranno temi e tecniche della scrittura drammaturgica finalizzata alle pratica teatrale.


Sviluppo Applicazioni Mobile. Un workshop che vedrà l'interazione di competenze tra creativi, tecnici-programmatori e comunicatori con lo scopo di approfondire i diversi aspetti necessari per lo sviluppo di applicazioni Mobile.


Progettazione e Organizzazione Culturale. Una serie di workshop suddivisi in due macro aree: Progettazione e Organizzazione, Comunicazione e Fundraising, con sessioni dedicate a: tecniche di organizzazione, fundraising, comunicazione, direzione artistica di una rassegna, curatela, progettazione, gestione budget.


La formazione prevede momenti di apprendimento più tradizionale, momenti informali di scambio e confronto tra formatori e partecipanti, appuntamenti pubblici d’incontro e confronto con le realtà economiche e sociali del territorio.


A CHI è RIVOLTO

La partecipazione è aperta a giovani professionisti della cultura e dei nuovi media (under 35 e under 40, vedi specifiche bando), di qualsiasi nazionalità, residenti o che vivano e operino sul territorio italiano e che vogliano approfondire, consolidare e confrontare le proprie competenze ed esperienze in uno dei tre ambiti tematici

La partecipazione è gratuita e include la copertura delle spese di vitto e alloggio.


QUANDO e DOVE

La settimana di formazione residenziale si svolgerà in diverse strutture del centro di Padova dal 19 al 26 ottobre.


COME

Termine iscrizioni ore 12.00 del 14 settembre 2012


INFO

Area Creatività - Progetto Giovani

Assessorato alle Politiche Giovanili - Comune di Padova

Centro Culturale Altinate - via Altinate, 71 - 35121 Padova

Tel. +39 049 8204795

costruirecultura@comune.padova.it


Segnala:

Amalia Di Lanno


Concorso_p & p (poetry & photography)


p & p (poetry & photography)

Poetry&Photography, parte integrante della manifestazione “Padova Fotografia” è un Concorso D’Arte organizzato dall’Associazione Culturale Sabspace. Contenitore di Arte Contemporanea. Il concorso vuole essere un momento di riflessione su ciò che circonda l’essere umano attraverso l’uso di due linguaggi diversi, la poesia o la fotografia. L’obiettivo è far emergere nuovi artisti attraverso l’utilizzo di due linguaggi artistici distinti, uniti dalla possibilità di suscitare, stimolare sensazioni, nuovi punti di vista sul mondo reale fatto di luoghi e di persone. Poetry&Photography si suddivide in due sezioni: poesia e fotografia.

Il tema del concorso, uguale a quello del festival, e’ “alone inside

Scarica il Bando del Concorso
Scarica la scheda di adesione

Tecniche Il Premio è aperto a tutti gli Artisti o gruppi di Artisti, senza limiti di età, sesso, nazionalità o altra qualificazione. Ogni artista può partecipare con una o due opere anche a più sezioni. Di seguito le specifiche tecniche:

Fotografia: sono ammesse fotografie su supporto analogico in b/n e a colori, fotografie digitali in b/n e a colori, elaborazioni digitali in b/n e a colori. Non sono ammesse opere interamente realizzate al computer. Le misure massime consentite per ogni opera sono di 100 cm per lato.
Poesia: Lunghezza: massima 36 righe (sono ammesse, invece di un’unica poesia, due o tre poesie brevi o sonetti, purché la lunghezza complessiva non superi le 36 righe. Contano anche le righe bianche tra una strofa e l’altra). Opere ammesse: Inedite. Non sono ammessi testi che siano già stati premiati ai primi 3 posti in altri concorsi.
Premi Per entrambe le sezioni sono previste premiazioni delle opere vincitrici.
Fotografia: Le opere di 15 finalisti saranno esposte e diventeranno parte integrante della manifestazione “Padova Fotografia” con l’allestimento di una mostra collettiva presso uno dei circuiti che ospitano l’evento. Sarà inoltre premiato un vincitore unico con una mostra personale oltre ad un premio in denaro di € 500,00 (cinquecento).
Poesia: Per il finalista unico è prevista una somma di € 500,00 e la pubblicazione di 500 copie (con fogliatura di 20 facciate) di un catalogo realizzato da una sua raccolta di poesie personali. Ad entrambi i vincitori verrà riservato uno spazio nel catalogo della manifestazione “Padova Fotografia”.

Iscrizione La quota di partecipazione, a parziale copertura delle spese di organizzazione, è di: € 20,00 per la sezione di fotografia€ 20,00 per la sezione di poesia€ 30,00 per la partecipazione ad entrambe le sezioni del concorso Gli artisti dovranno conservare una copia del pagamento. La quota d’iscrizione non è rimborsabile.

Modalità d’scrizione Il Concorso sarà aperto dal 1 settembre 2012 fino al 31 dicembre 2012. Gli Artisti possono iscriversi inviando in busta chiusa o consegnando direttamente all’Associazione Culturale Sabspace . Contenitore di Arte Contemporanea (Sabspace – Via San Pietro, 3 – 35139 Padova (PD) Italia) dal martedì al venerdì nei seguenti orari: 16.30 -19.30: 1) il modulo di iscrizione 2) una breve nota biografica E’ possibile iscriversi via mail con la stessa documentazione inviando in allegato formato pdf i documenti richesti al punto 1, 2 e 3 all’indirizzo: segreteria@padovafotografia.it 3)

Per la Sezione Fotografia: una riproduzione di ciascun’opera in stampa fotografica (formato max. cm. 13×19) riportante sul retro: nome, cognome, paese, titolo, dimensioni, tecnica, anno e copia del pagamento della quota di iscrizione o in formato digitale con un formato JPG a 300 dpi lato massimo 20 cm. La documentazione (foto comprese) non verrà restituita. 3)

Per la Poesia: Due copie della propria opera

Fonte e dettagli: http://www.padovafotografia.it/il-concorso

Segnala:
Amalia Di Lanno

NEXT-DOOR MONSTERS




NEXT-DOOR MONSTERS

Una mostruosa mostra collettiva a cura di Francesco Paolo Del Re


Opere di: Nicola Alessandrini, Bafefit, Zaelia Bishop, Alessio Bogani, Diavù (David Vecchiato), Claudio Evangelista, Giovanni Gaggia, Ferencz Kilian, Lucamaleonte, AliCè (Alice Pasquini), Paolo Petrangeli, Riot Queer, Mauro Santucci, YoIrene


Arte contemporanea a Cagliari per la seconda edizione di exPop Teatro (www.expopteatro.com), vetrina di arti performative e contaminazioni visuali nata nel 2011 con la direzione artistica di Valeria Orani e Valeria Ciabattoni all’interno del programma dell’European Jazz Expo.



Dopo essere stata presentata a Roma (Laboratori Sotterranei) e aver fatto tappa a Bari (Galleria Fabrica Fluxus), inaugura il 4 settembre 2012 alle ore 18.00 ed è visitabile fino al 9 settembre la mostra collettiva “Next-door monsters”, cura di Francesco Paolo Del Re, allestita negli spazi di Locale Sfitto, in piazza San Giacomo angolo via Sulis.


Sono quattordici gli artisti protagonisti della tappa cagliaritana del progetto: Nicola Alessandrini, Bafefit, Zaelia Bishop, Alessio Bogani, Diavù (David Vecchiato), Claudio Evangelista, Giovanni Gaggia, Ferenkz Kilian, Lucamaleonte, AliCè (Alice Pasquini), Paolo Petrangeli, Riot Queer, Mauro Santucci e YoIrene.


Nato all’intersezione tra cinema e arte contemporanea, “Next-door monsters” è un progetto espositivo in divenire, aperto a contributi sempre nuovi, che vuole costituire un archivio del mostruoso da addomesticare e promette al popolo dei vernissage un’esperienza artistica ironicamente agghiacciante, mescolando in un mix da incubo i linguaggi della fotografia, della street art, del disegno, dell’incisione, dell’illustrazione e della pittura.



"Attingendo al vasto patrimonio dell’immaginario horror, bizzarro e pauroso – scrive il curatore Francesco Paolo Del Re – la mostra proporre una riscrittura di alcune figure mostruose che affollano il repertorio cinematografico, popolari o quasi dimenticate, ancestrali o di nuovissima confezione. Attraverso lo sguardo disparato degli artisti, lo spettatore è chiamato a essere protagonista di un’indagine di desideri, ambizioni e possibilità dei mostri della porta accanto o dei mostri dentro di noi”.



--


INFORMAZIONI TECNICHE:


TITOLO: NEXT-DOOR MONSTERS



AUTORI:

Nicola Alessandrini

Bafefit

Zaelia Bishop

Alessio Bogani

Diavù (David Vecchiato)

Claudio Evangelista

Giovanni Gaggia

Ferencz Kilian

Lucamaleonte

AliCè (Alice Pasquini)

Paolo Petrangeli

Riot Queer

Mauro Santucci

YoIrene


A CURA DI: Francesco Paolo Del Re


LUOGO: Cagliari, Locale Sfitto, piazza San Giacomo angolo via Sulis


QUANDO: dal 4 al 9 settembre 2012, orario 18.00/21.00


VERNISSAGE: 4 settembre 2012, ore 18.00


INFORMAZIONI:

cell. 393.5631511

expopteatro@gmail.com



INGRESSO GRATUITO


Segnala:
Amalia Di Lanno


Personale di GIAN GENTA a Mantova alla Galleria Arianna Sartori






GIAN GENTA
Labbra, becchi e libri chiusi
Sculture in ceramica

dal 31 agosto al 13 settembre 2012

Galleria "Arianna Sartori"
Indirizzo: Mantova - via Cappello, 17 - tel. 0376.324260
Mostra: Gian Genta. Labbra, becchi e libri chiusi. Sculture in ceramica
Date: dal 31 agosto al 13 settembre 2012
Inaugurazione: Venerdì 31 agosto ore 17.30
Con il patrocinio COMUNE DI MANTOVA
Orario di apertura: dal lunedì al sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30.
Domenica 9 settembre 15.30-19.00

La Galleria “Arianna Sartori - Arte & object design” di Mantova, nella sede di via Cappello 17, dal 31 agosto al 13 settembre 2012, presenta la mostra dell’artista savonese Gian Genta. Labbra, becchi e libri chiusi. Sculture in ceramica.

La mostra, patrocinata dal Comune di Mantova, si inaugurerà Venerdì 31 agosto alle ore 17.30, alla presenza dell’artista.

Gian Genta 67 anni è nato Savona dove risiede.
Un signore che nonostante le sberle della vita non lo abbiano risparmiato ha un bel daffare nel mostrare pragma e disillusione: lo frega l'anima, quella che quando la possiedi non puoi mettere a tacere.
“Il mio amore per l’arte - spiega Gian Genta in una recente intervista - nasce istintivo, indipendente e perseve-rante non riesco a retrodatarlo, essendomi dedicato fin dagli anni 60 prima alla pittura poi all’intarsio del legno in seguito alla stesura di versi ed aforismi e quindi alla ceramica. Autodidatta, impegnato come chi ingenuamente è alla ricerca della verità, ho sempre rifiutato ogni principio accademico sia per soddisfare la ragione dei miei errori, sia per non sentirmi strozzato dalla gratitudine verso un qualche maestro.”
Personalità complessa ed inquieta quella di Gian Genta, Paolo Castellucci nel 1974 a proposito dei suoi quadri parla su ECO D’ARTE di un giovane artista che percorrendo sul veicolo delle immagini le tappe di quel complicato essere chiamato uomo, bersaglia la società e la storia isolandole in una sorta di dimensione artificiale dove il giuoco e l’ironia assumono l’aspetto accusatore per un illusorio processo al quotidiano.
Assiduo frequentatore dei circoli e della mitica scuola artistica Albissolese fin dagli ani 60-70 dopo l’esordio alla quadriennale di Roma Gian Genta vive a stretto contatto con i più grandi nomi dell’arte italiana con cui ha un rapporto di amicizia ma al tempo stesso di riservatezza e di rispetto affascinato dalle differenti qualità di Sassu, Fabbri e Fontana ed altri con cui ha avuto modo di ragionare e di riflettere.
Ed è proprio in Aligi Sassu che Gian Genta si riconosce maggiormente per quel suo primitivismo incentrato sulla figura e per quella sua passionalità gestuale ed arcaica con cui Sassu infrange le regole della decorazione e della forma.
E non solo.
Sassu è un poeta impegnato politicamente e socialmente, un artista con una marcia in più, che riesce nei versi lucidi ed impietosi a trasmettere tutto l’inappagato, quando i colori devono tacere e le proiezioni dell’anima si possono esprimere solo con le parole.
Come artista Gian Genta ha trovato solo in anni recenti un crescente interesse da parte di critica e pubblico: esaurita l’animosità politica che per lunghi anni lo ha dominato, con il nuovo millennio trasforma il proprio vissuto personale in forme di partecipazione artistica immediate, alternando la terra all’inchiostro e facendo scivolare segno e colori nell’argilla come nella poesia alla ricerca di quella luce che deve avvolgere.
Nel 2002 esce la sua prima raccolta di immagini e pensieri "Fiori di Ortica" a cui dedica la copertina l'amico artista Giorgio Moiso, nel 2005 il secondo libro in versi ed aforismi "Passato accanto" la cui copertina, un angelo in camicia di forza, vede l’intervento di Gianni Celano Giannici, artista con cui Gian Genta ha convissuto i migliori momenti culturali della Albissola di Lam, Fontana, Jorn, Sassu, Rossello, Rossello, di Agenore Fabbri e di tanti altri ancora.
Fondamentale è stata la sperimentazione con la creta, prima presso la bottega di Turi d’Albissola ed in seguito presso l’atelier di Sandro Soravia che tuttora lo ospita per la cottura delle sue ceramiche.
Selezionato ben due volte al Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011 sia a Milano che a Torino oggi la sua attività lo vede impegnato quasi esclusivamente nella ceramica.

Brevi cenni critici
“Sono immagini plastiche, emulsionate nel segno simbolista, affioranti, come richiamate da un desiderio di sintetetismo onirico, per rafforzare una dimensione dove anche la ragione ha i suoi sogni.
Ricordi e archetipi di una cultura classicheggiante, umana, riversata nella fantasia degli stessi segni,filtri sospesi con la dolce persuasione del colore vibrante.
Mi ha colpito particolarmente il simbolismo arcaico della Lunigiana”.
Alfredo Pasolino
storico e critico d'arte

“Quella di Gian Genta, artista, ceramista, poeta 63enne, savonese di nascita e nel cuore, è una ricerca univoca e continuativa alla scoperta dell'uomo, delle sue origini e del suo io più profondo.
Ricerca complessa, turbinosa, spesso travalicante i confini dell'onirico, ma mai distaccata nei suoi assiomi, dalla realtà umana più vera.
Una ricerca intimista palese, un espressionismo non solo formale ma pienamente assimilato e rielaborato secondo parametri di assoluta originalità.
E' un primitivismo forte, talora disturbante e grottesco, ma vivo e profondamente vero.
Assoluto come si potrebbe definire, nell'essere insieme primi-genio e attuale.
Con quei volti che ricalcano quelli di statuette arcaiche e l'inserzione di oggetti uniti in soluzioni biomorfe che sono al contempo critica e visione piena dell'umanità d'oggi”.
Dr. Andrea Coppini
redattore e critico d'arte

“Unisce al talento artistico e alle particolari capacità espressive una grande umanità e una personalità vulcanica, positiva, ricca di energia. Un'intervista quindi che parla di arte, di vita e di ciò che significa essere artista in questo momento storico.
Un grazie a Gian Genta per il suo personale apporto e la sua schietta testimonianza”.
Anna Ferrari
redattore e critico d'arte

“Ho conosciuto Gian Genta tramite il palcoscenico infinito di internet, ma personalmente il suo sguardo si è rivelato gioviale e trasparente, anche se la sua poliedricità non nasconde le sorprese tipiche di un personaggio eclettico e dal vissuto interessante.
Lo stupore inizia da un vivace scambio di impressioni riguardo ad una sua opera, “Come le foglie”, da lui concepita per interpretare l’immagine di un albero, ma dal risultato finale di tutt’altro aspetto. Dalle sue mani è nata infatti una figura antropomorfa, che ricorda un pesce fantasioso che emerso dagli abissi marini ostenta una bocca carnosa, icona della moderna chirurgia plastica, che si apre sensuale su un profilo di donna egizia o, se lo sguardo si posa sul lungo collo, tribale.
Se avessi dovuto battezzarla, l’avrei chiamata “La sirena afro-egizia”
In ogni statua si condensano mille emozioni di stampo metafisico, in quanto un oggetto è tale per qualcuno ma non per tutti, dal momento che ogni fruitore può intravedervi immagini ed emozioni differenti, a seconda del suo percorso individuale.
E se la moderna genetica un giorno fosse in grado di partorire esseri come questi, metà donna e metà pesce, metà albero e metà sfinge?
Gian Genta, dal canto suo, si limita a crearli per gioco e per passione, forse non conscio del fatto che talvolta la realtà supera la fantasia.
Perché, è risaputo, a volte gli artisti sono anche un po’ veggenti”.
Silvana Gatti
critico d'arte

“Guardando le opere di Gian Genta non possiamo non rilevare un’espressione di bellezza che di fatto è firma distintiva di tutta la sua ricca attività artistica.
L’artista savonese porta l’esultanza creativa del suo temperamento unita al sottile ingegno indagatore nell’espressione dei volti delle giovani donne, nell’essenzialità dei volumi, nell’eleganza delle soluzioni decorative e nel taglio particolarissimo delle belle teste femminili così come in genere in tutta l’opera ceramica ove sempre è evidente un forte intento espressionistico che si traduce in forme raffinatamente arcaizzanti. Sculture straordina-rie per maturità di visione, per intensità espressiva di certe semplificazioni plastiche dove l’affettuosa restituzione della verità del soggetto coincide con la preoccupazione della forma preziosamente stilizzata in un bivalente accordo frutto di una sensibilità umana che trasforma i molteplici soggetti iconografici in forme di ideale bellezza non scevre della loro concreta fisicità.”
Giorgia Cassini
critico e curatore d’arte

“Gian Genta è un artista che ha scelto la sapienza e la maturità di una tecnica millenaria come la ceramica per proiettare la sua interpretazione del mondo e il suo universo sensitivo esprimendosi attraverso la raffigurazione di volti prevalentemente femminili.
Tutte le sue figure hanno un nome,una identità,ma esse non rivelano il mistero della loro origine,lasciando al mistero quello che al mistero appartiene.
In ogni opera c’è un’importante concentrazione di emotività ,che partecipa attivamente allo spazio scultoreo tramite una misurata economia delle forme.
Ma in queste composizioni niente è fermo ,tutte le opere godono di una intensa dinamica impartita anche dal colore, elemento fondamentale:tenui o travolgenti,le cromie appartengono sempre alla stessa essenza delle opere e non vengono mai sovrapposte alla superficie della forma sin dall’origine del lungo processo alchemico che la ceramica richiede.
L’artista propone in ogni ritratto un nuovo sguardo sul mondo, sono volti che interpellano indagando lo spettatore in modo sottile e silente, ma sempre inquietante e con una grande adesione alla bellezza”.
Laura Fernandez
critico e curatore d’arte

Selezione eventi 2007 /2012:
2007 - “Arte Parma 2007”, Arte Fiera, Parma. “Poesia con creta”, Personale Comune di Spotorno. “Il posto che cercavo”, Borgo telematico Colletta Personale Open space, Colletta di Castelbianco. “Premio Seetal 07”, Kunst forum international Collettiva Internazionle, Finalista a catalogo, (Svizzera). “ArteRoma 2007”, Galleria Crispi Collettiva internazionale, Roma. “Arte e non violenza”, ANTS Collettiva Internazionale, Firenze. “Virtutem Forma Decorat”, 900Artgallery Collettiva Internazionale, Rovato (Bs).
2008 - “Vernice Art Fair”, Fiera di Forlì Mostra Mercato, Forlì. “Conche bacini e pignatte”, Festival internazio-nale della maiolica, Albisola Superiore. “Quelli del Talian”, Festival internazionale della maiolica, Albisola Mare. “Mostra scultura ceramica”, Palazzo Tovegni Collettiva sculture, Murazzano. “Piral Arte”, Selezione di opere ceramiche Sala Fabbri, Albisola Superiore. “Artemoderna”, ASTA d’Arte contemporanea Galleria ARTECAPITAL, Brescia. “Arte in Villa 2008”, Tre Artisti a Villa Serra, Genova S. Olcese. “Pozzo Garitta”, Personale, Albisola. “Artinterni”, ASTA d’Arte contemporanea Galleria ARTECAPITAL, Brescia. “Portoni Aperti” Festa della ceramica, Selezione di opere ceramiche, Nove (VI). ECOMUSEO di Ronco Biellese, Personale, Ronco Biellese. “Vetrine d’artista”, Cassa Risparmio Savona, Personale, Savona. “Alba Chiara”, Personale, Albisola.
2009 - “Arte Dubai”, MUSEUM OF AMERICAS, Dubai. “Cocci d’Arte”, Academia Montis Regalis, Mondovì. “Donne Sirene madonne”, Personale Chiostro Convento San Francesco, Savona.
2010 - “Casa D’aste Rubinacci”, ASTA d’Arte contemporanea, Genova. “Vernice Art Fair 2010”, Artefiera Forli, Forlì. “Atelier degli Artisti”, Fortezza del Priamar, Savona. “Festival della Maiolica”, Festival 2010, Albissola Mare. “Candelo in Fiore”, Museo dell’ecoceramica del Biellese, Candelo. “3 galli giovani donne e qualche civetta”, Personale, Villa Scasso, Sassello. “50 sima mostra ceramica”, Personale, Fornace di Castella-monte. “Ceramica al castello”, Castello Del Carretto Millesimo. “La mano espressione della mente”, Sala del Commissario Priamar, Savona. “Cocci D’Arte”, Palazzo Oddo, Albenga.
2011 - “Vernice Art Fair 2011”, Artefiera Forlì, Forlì. “Collezione arte sacra”, Museo Santa Rossello, Savona. “Atelier degli Artisti”, Fortezza del Priamar, Savona. “Festival della Maiolica”, Albissola Mare. “Vetrine d’Artista”, Personale, Osteria del Varadrillo, Albissola Mare. “Ou allez vous la belle”, Personale, Sala mostre Nyala, San Remo. “54 Biennale di Venezia. Padiglione Italia” Galleria Vittorio Emanuele, Milano. “Vetrine d’Artista”, Installazione, Centro Arte restauri, Albissola Mare. “La luce e la forma”, Selezione 6° Biennale Internazionale d’Arte di Ferrara 2012, Castello Estensi, Ferrara. “Declinazioni d’arte”, Centro artistico culturale Bludiprussia, Albissola Marina. “Percorsi e protagonisti tra Savona e Genova”, Biblioteca Berio, Genova. “La Ceramica di Natale”, Circolo degli Artisti, Albissola Marina. “54 Biennale di Venezia. Padiglione Italia, Palazzo delle Esposizioni - Sala Nervi, Torino.
2012 - “Atelier Degli Artisti”,
personale di Gian Genta, Priamar di Savona. “Incontri con l'Artista”, selezione della Galleria Merighi, (artisti: M. Kostabi, M.N.Rotelli, G. Moiso, M. Lodola, A. Capuzzo, Gian Genta, A. Bencich, A. Sala, G. Tiranti, M. DiNieri, I. Cuvato, E. Carotti, C. Massa, Y. Plaka, G. Buschiazzo, M. Demar Tino, C. Rolfi Brescianini, P. Bonetto, S. Abbatepaolo), Hotel Torre, Celle Ligure. “Gian Genta con i ceramisti di Castellamonte”, Castellamonte. “Gian Genta. Due galli, un cane e donne sole tra libri e civette”, sale del Filanda Cafe’ di Albissola Superiore, Golf Club di Borgo degli Erchi a Luceto. “Change Contemporary Ceramic Art”, (artisti: Silvia Calcagno, Terry Davis, Mariano Fuga, Gian Genta, Rita Miranda, Simone Negri, Brenno Pesci, Jasmine Pignatelli, Franco Rampi, Paola Staccioli, Paolo Staccioli), Centro Ceramico Fornace Pagliero, Castellamonte. “Gian Genta. Labbra becchi e libri chiusi”, Arianna Sartori
Arte & Object Design, Mantova. “La Modella per l'Arte” 20 famosi artisti italiani per realizzare un quadro sulla “donna d’oggi” (Ugo Nespolo, Marco Lodola, Bruno Donzelli, Fernando de Filippi, Luca Alinari, Antonio Pedretti, Brescianini Da Rovato, Cinzia Pellin, GiamPaolo Talani, Andy, Antonio Tamburro, Ludmilla Radchenko,
Stefano Puleo, Domenico Simonini, Aldo Parmigiani, Claudio Giulianelli, Luciano Crepaldi, Teresio Ferrari, Gian Genta e Sergio Unia). I festeggiamenti finali dopo una serie di 40 galà itineranti in prestigiose località della penisola, si svolgeranno ad ottobre a Stresa con due galà nei saloni dell’Hotel Villa Carlotta di Belgirate.

Hanno scritto di lui
Il Secolo XIX, La Stampa, Il Giornale, La Repubblica, Il Lavoro, Il Corriere mercantile, Il Messaggero, Il Giorno, La Nazione, Il Resto del carlino, Etc…

Commenti e recensioni
Astengo Piero, Baglietto Roberto, Bottaro Silvia, Bragadin Monti Stefano, Cacciola Agnese, Cassini Giorgia, Castellucci Paolo, Cervone Pier Paolo, Coiro Paolo, Ferrari Anna, Fernandez Laura, Gallea Francesco, Gatti Silvana, Molteni Ferdinando, Pasolino Alfredo, Pastorino Ivo, Pezzini Stefano, Pinna Fabrizio, Scalia Enzo, Etc…

Sue opere figurano in Musei e Collezioni pubbliche quali:
Borgo Telematico Colletta di Castelbianco Savona, Comune di Albisola Marina, Comune di Albisola Superiore, Scuola della ceramica di Albisola, Museo Agenore Fabbri Albisola, EcoMuseo della terracotta del Biellese, Museum of Americas Miami, Comune di Sassello, Convento dei Frati Cappuccini di Savona, Comune di Savona.
segnala:

Arianna Sartori

lunedì 27 agosto 2012

BAGLIORI DORATI- Il gotico Internazionale a Firenze 1375-1440


L’intento dell’esposizione è quello d’illustrare al pubblico della Galleria un panorama dell'arte fiorentina nel periodo cruciale che approssimativamente va dal 1375 al 1440, in un’ideale prosecuzione della mostra L’eredità di Giotto. Arte a Firenze 1340-1375, ordinata agli Uffizi nel 2008.
La fioritura tardogotica s’innesta a Firenze nella gloriosa tradizione trecentesca, che nella sua ultima fase trova i massimi interpreti in artisti del calibro di Agnolo Gaddi, Spinello Aretino, Antonio Veneziano e Gherardo Starnina: ognuno rappresentato con tavole capaci d’attestarne compiutamente la peculiare espressione. Una posizione d’avanguardia è occupata dagli scultori, a cominciare dal tardo Trecento (Jacopo di Piero Guidi, Piero di Giovanni Tedesco, Giovanni d’Ambrogio), fino agli altissimi protagonisti del primo Quattrocento: Lorenzo Ghiberti, Nanni di Banco, Donatello, il ‘Maestro del San Pietro di Orsanmichele’ (Filippo Brunelleschi?) e Michelozzo.
Lorenzo Monaco, rimasto dopo la morte dello Starnina (ante 1413) il maggior pittore fiorentino, propone del gotico estremo una variante personalissima, diversa perfino dal naturalismo prezioso della declinazione divulgata a Firenze da Gentile da Fabriano, anch’esso presente in mostra al suo miglior tenore.
Lo scenario fiorentino a cavallo fra Trecento e Quattrocento si manifesta ricco di variegate istanze culturali e stilistiche, fra le quali si segnala, per un’originale rilettura della tradizione recente, accompagnata da recuperi dell’antico e da spiccati interessi per il nuovo, un drappello di personalità artistiche quali Mariotto di Cristofano, Giovanni Toscani, Ventura di Moro, Francesco d’Antonio, Arcangelo di Cola, da cui potrebbe aver attinto nella sua formazione il genio di Castel San Giovanni, Masaccio, incarnazione spregiudicata di una visione del mondo veridica e salda; rappresentato tuttavia in mostra dalla ‘cortese’ e gentile Madonna Casini, che appunto documenta il perdurare del gusto tardogotico.
In questo contesto cronologico Beato Angelico si fa emblema d’una linea espressiva capace di coniugare il passato recente con quanto d’inedito stava emergendo a Firenze. Disposizione culturale, la sua, che trova espressione nella scultura e nell’architettura di Michelozzo ed è strettamente legata alla cerchia degli intellettuali orbitanti intorno a Cosimo il Vecchio. Appare nel contempo assai vitale e creativo il versante più esplicitamente tardogotico, caratterizzato da personalità ragguardevoli come Giovanni dal Ponte, che oscilla stupendamente fra acute interpretazioni masaccesche e atmosfere cortesi, o gli affascinanti anonimi ‘Maestro della predella Sherman’ e ‘Maestro del giudizio di Paride’.
Figura eminente nel panorama fiorentino del tardogotico fu, specie nella prima fase della sua attività, Lorenzo Ghiberti, nel cui cantiere per la prima porta del Battistero, avviata all’esordio del secolo e ultimata nel 1424, s’erano formati quasi tutti gli artisti di spicco operosi in città: da Masolino a Paolo Uccello. E proprio con Paolo Uccello si chiude la mostra: la Battaglia di San Romano (appena restaurata e, anzi, presentata in anteprima dopo l’intervento) si offre al visitatore come sintesi magnifica e suggello cólto della complessità intellettuale e spirituale d’una grande stagione dell’arte fiorentina.

Galleria degli Uffizi
19 giugno - 4 novembre 2012

Fonte : http://www.unannoadarte.it

Segnala:
Amalia Di Lanno