lunedì 20 marzo 2023

Ezia Mitolo | FRANGIBILE


La Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni inizia la stagione espositiva presentando al pubblico un nuovo e inedito progetto. Nasce la project room, un ambiente interno alla galleria in cui ospitare differenti progettualità artistiche che andranno ad arricchire il già nutrito programma di mostre proposte dal 2006 ad oggi.

Ad aprire questa nuovo concept di spazio espositivo la galleria sceglie una personale di Ezia Mitolo, affermata artista pugliese capace di esprimersi trasversalmente in una modalità multidisciplinare mediante differenti tecniche e linguaggi.

Frangibile, è il titolo della mostra a cura di Ilaria Caravaglio, la prima di una serie di esposizioni che si susseguiranno con un calendario parallelo a quello dell’attività della sede storica della galleria -accanto alla Concattedrale della città bianca- rendendo finalmente concreto un intenso desiderio dell’art director Maria Gabriella Damiani.

L’artista propone una serie di opere che conducono il visitatore attraverso un percorso di riflessione e introspezione, un invito a soffermarsi sulle emozioni, dalla dimensione più intima a una lettura d’insieme, fino alla fragilità delle stesse. Disegno su carta e su stoffa, installazione, fotografia, scultura e video si alternano negli spazi della project room, a sottolineare una solida continuità nella ricerca di Ezia Mitolo, seppur espressa con differenti medium; un’esposizione che integra opere rappresentative dell’artista a opere più recenti, realizzate tra il 2021 ed il 2023, presentate al pubblico per la prima volta.

L’inaugurazione, alla presenza dell’artista e della curatrice, si terrà sabato 1 aprile alle ore 18.00 e la mostra sarà visitabile fino al 23 aprile 2023.

FRANGIBILE
EZIA MITOLO
a cura di Ilaria Caravaglio
Inaugurazione: sabato 1 aprile ore 18,00

La mostra sarà visitabile dal 1 al 23 aprile 2023

GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA 
Piazzetta Cattedrale (centro storico) 
72017 Ostuni (Br)
Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506
F: Orizzontiartecontemporanea

Communication Manager
Amalia Di Lanno 

venerdì 17 marzo 2023

Piotr Hanzelewicz & Eugenio Scrivano |STANDARD ERROR


Curva Pura è lieta di presentare la bi-personale di Piotr Hanzelewicz ed Eugenio Scrivano, Standard Error, a cura di Nicoletta Provenzano, un rispecchiamento percettivo che ribalta lo spazio interno ed esterno, periferico e confinale, urbanistico e personale nei limiti fisici e nel percorso circoscritto della galleria. 

Snodandosi nel complesso e controverso, non univoco e spesso conflittuale contesto locale, gli artisti agiscono, ricercano, analizzano e carpiscono la realtà sociale, gli oggetti e le sue forme, reali o fittizie, le voci, i suoni e le vibrazioni, le immagini - immediate di stratificazioni socio-spaziali o mediate da ritocchi scenico-urbani - di una città controversa che fa del rivolgimento dei margini e della perimetrazione non congruente il principio del proprio quotidiano. Catalizzando lo sguardo su ciò che resta invisibile, o che si occulta scientemente alla visione, l’errore è un vagare erratico e una deriva lungo strutture, cumuli e accumuli di residuati cittadini, reticolati organizzati di un paesaggio speculativo, soglie di meraviglie nate sotto un dis-astrumconfinato oltre l’abbaglio di un funzionamento finzionale. 

Come scrive George Simmel in “Sociologia” «il limite non è un fatto spaziale con effetti sociologici, ma è un fatto sociologico che si forma spazialmente»: da una emersione o sprofondamento di una frontiera urbana e domestica come ambiente del vissuto, al contempo estraneo e familiare, la mostra Standard Errorinterroga l’habitus cittadino in uno sguardo autentico e senza sovrastrutture, accogliendo l’organicità disarmonica, l’identità variegata e multiforme di un abitato metropolitano. 

Note biografiche:
Piotr Hanzelewicz (Polonia, 1978) vive in Italia.
Ha fatto esperienze diverse fra loro, studi, lavori. Ama il termine cosa/cose.
Non ha un approccio scientifico, ma si attesta su una curiosità utile a creare collegamenti tra discipline diverse, talvolta lontane fra loro. Questa è la griglia di partenza. Poi c’è tutto il resto, insomma, poi ci sono le cose. Nota curiosa: è nato lo stesso giorno in cui è morto Paolo VI, pertanto non è sbagliato affermare che uno come Piotr Hanzelewicz nasce ogni morte di papa.

Eugenio Scrivano, nato a Roma, ma di formazione Napoletana, vive e lavora a Berlino. Condivide la sua esperienza artistica tra la musica elettronica, pubblicata come “Di Unexpected Guest”, e le arti performative e visive, nella forma di progetti site-specific e installazioni rumorose. In entrambe le esperienze rivolge la sua attenzione in particolare alla narrazione e alla possibilità di replicare spazi altrove, trasportando non solo il contenuto sonoro ma anche emotivo e visuale dello spazio stesso, rendendolo così testimone della storia che racconta.


INFO
STANDARD ERROR
Piotr Hanzelewicz – Eugenio Scrivano
a cura di Nicoletta Provenzano
Fino al 25 Aprile 2023

Orari:martedì e giovedì dalle ore 18:30 e su appuntamento - prenotare via mail curvapura@gmail.com o whatsapp 3314243004

Curva Pura
Via Giuseppe Acerbi, 1a - Roma
curvapura@gmail.com

mercoledì 15 marzo 2023

Gino de Dominicis e Calamita Cosmica. Una storia immobile

Calamita Cosmica, Gino de Dominicis, Courtesy Archivio Gino de Dominicis-Fondazione Tomassoni, ph. Giovanni Tarpani



Presentazione del libro di Italo Tomassoni sulla Calamita Cosmica 
Prima monografia dedicata interamente alla scultura di Gino de Dominicis

Giovedì 16 marzo 2023, ore 18
Foligno, Ex Chiesa della Santissima Trinitàin Annunziata

Pubblicata la prima monografia dedicata interamente alla scultura iconica di Gino de Dominicis, esposta a Foligno in modo permanente nell’Ex Chiesa della Santissima Trinità in Annunziata, secondo polo museale del CIAC. 

Il libro “Gino de Dominicis e Calamita Cosmica. Una storia immobile” è firmato da Italo Tomassoni, direttore artistico del CIAC, ed edito da Maggioli Cultura. A presentarlo il 16 marzo sarà Ludovico Pratesi, curatore, critico d'arte e fondatore di Spazio Taverna.

Si intitola“Gino de Dominicis e Calamita Cosmica. Una storia immobile” la prima monografia interamente dedicata alla Calamita Cosmicadi Gino de Dominicis. L’autore è Italo Tomassoni direttore artisticodel CIAC - Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno. Il libro sarà presentato giovedì 16 marzo 2023, alle ore 18, presso l’Ex Chiesa della Santissima Trinità in Annunziata diFoligno, sede permanente della monumentale scultura e secondo polo museale del CIAC.La pubblicazione è stata realizzata da Maggioli Cultura in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, il Centro Italiano Arte Contemporaneae l’Archivio Gino de Dominicis – Fondazione Tomassoni.

Alla presentazione interverranno: Umberto Nazzareno Tonti presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, Mauro Villa direttore di Maggioli Cultura, Giovanni Tarpani responsabile del progetto fotografico, l’autore Italo Tomassoni. Presenterà il libro Ludovico Pratesi, curatore, critico d'arte e fondatore di Spazio Taverna.

Scrive Italo Tomassoni: «Immaginata a supporto figurale di mitologie remote, Calamita Cosmica conferma che il nuovo è fondato sull’antico, che la vista può coincidere con la visione e che ogni novità, in arte, porta con sé un ritorno della memoria e del rimosso».


La prenotazione all’evento di presentazione del libro è consigliata.
Info e prenotazioni: tel. 366 6635287 - info@ciacfoligno.it- www.calamitacosmica.it

Contatti Stampa
Sara Stangoni Comunicazione– press@sarastangoni.it / cell. 339 1012800

martedì 14 marzo 2023

Giuseppe Penone. Gesti Universali alla Galleria Borghese

Giuseppe Penone. Gesti universali, Installation view, Giardino della meridiana, Galleria Borghese, Roma - ph. S. Pellion © Galleria Borghese 

Oltre trenta opere realizzate tra gli anni Settanta e i primi Duemila in un percorso che attraversa il Salone di Mariano Rossi, la Sala di Apollo e Dafne, la Sala degli Imperatori e quella di Enea e Anchise per espandersi nel Giardino dell’Uccelliera ed eccezionalmente nel Giardino della Meridiana: con Giuseppe Penone. Gesti Universali, a cura di Francesco Stocchi, dal 14 marzo al 28 maggio 2023 la Galleria Borghese torna ad aprirsi al contemporaneo, una mostra che è un omaggio all’immutata vitalità della scultura e a un Maestro dell’Arte Povera.


L’esposizione parte dalla ricerca di qualcosa che non è presente negli splendidi spazi della Galleria, offrendo una nuova lettura di quel rapporto tra paesaggio e scultura che la statuaria antica presente nella collezione del museo ci racconta secondo canoni classici. Un percorso che si pone in perfetta continuità con le ricerche sul rapporto tra Arte e Natura che caratte- rizzano la direzione di Francesca Cappelletti. 

Giuseppe Penone. Gesti Universali non propone alcun confronto ma presenta opere scelte come “ri esso” rispetto all’ambiente, offrendo un “completamento” di elementi: nelle sale caratterizzate da un tripudio di marmi, sculture e decorazioni – magni che rappresentazioni del mondo minerale – Penone aggiunge un innesto organico di foglie, cuoio, legno che col- lega e de nisce i due universi. Nei Giardini invece, l’integrazione guarda al mondo dei metalli, con sculture in bronzo che dialogano con la ricca vegetazione circostante, arricchita da circa quaranta nuove piante in vaso chiamate a sorreggere alcune opere. 

Il percorso espositivo comprende nuclei di opere meno note o iconogra camente poco asso- ciate al lavoro di Penone, come Sguardo vegetale, e altre esposte per la prima volta in gruppi tematici – Soffio di foglie e Respirare l’ombra – inserite nello spazio come presenze autono- me e originali. Nell’assenza di mitologia dei lavori di Penone, la narrazione sposta il suo asse, e il rapporto tra tempo naturale e passato storico dà vita a un nuovo presente incerto. Distanziandosi da ogni possibile confronto formale o simbolico con la Galleria, il lavoro di Penone osserva la materia rivelando le forme che nasconde, con l’intento di riattivare quel naturale scambio osmotico tra il museo e il parco circostante, che ha ispirato tante delle opere parte della sua collezione. Gli interventi dell’artista non scardinano quell’equilibro unico tra forme e architettura che caratterizza la Galleria, ma rinnova quel gioco tutto Barocco che intrecciava paesaggio, na- tura e scultura, attivando un nuovo dialogo, presentando un’interrogazione sulla scultura, rivelando la sua evoluzione storica e contemporanea 

La ricerca di Penone indaga la prossimità tra la natura umana e vegetale, elemento centrale del suo lavoro, e fa nascere una ri essione sul suo linguaggio e sul rapporto con il Tempo e la Storia, magistralmente custoditi in Galleria. In questo rispecchiamento, la componente vitale dei materiali utilizzati dall’artista si alterna al tempo storico di quelli della statuaria classica, andando alla ricerca dello stretto necessario. Uno sguardo trasversale e soggettivo che mira a un equilibrio rinnovato, guidato da pura ammirazione. 

Questa mostra è un dialogo tra oggetti che esprimono dei pensieri di epoche diverse ma che hanno come lo conduttore comune il rapporto tra l’uomo e la materia che lo circonda. Questo avviene nell’azione che produce l’opera e che accomuna le opere della Galleria Borghese con la realtà di oggi. Solo attraverso una riflessione con i materiali e con lo spirito che ha sviluppato quelle forme d’arte, si può creare un dialogo che non è un confronto ma un tentativo di porre l’attenzione su dei valori che si possono ritenere condivisi.” afferma Giuseppe Penone. 

La mostra Gesti Universali presenta un dialogo che assume la forma di un innesto tra la dimensione minerale, ampiamente presente nella Galleria Borghese, e quella organica che caratterizza l’opera di Penone. Un’interrogazione sulla scultura libera da ogni sensazionalismo, volta a indagare la rappresentazione della natura in relazione al tempo di un passato storico. Un dialogo di idee e materiali, rispetto a un confronto di forme e simboli, che esprime tutta la vitalità della natura umana e di quella vegetale.” dichiara il curatore della mostra, Francesco Stocchi. 

Con la mostra di Giuseppe Penone concludiamo la serie di mostre che da due anni cercano di comunicare al pubblico della Galleria Borghese la ricerca su arte e natura, su creatività dell’artista e elementi naturali. Il percorso si svolge in maniera signi cativa da alcune sale del museo allo spazio esterno, consentendo al visitatore di mettere a fuoco relazioni fra la materia e il gesto dell’artista e riscoprire la potenziale alleanza fra l’essere umano e la natura nel ciclo del tempo.” afferma la direttrice della Galleria Borghese, Francesca Cappelletti. 

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Electa con un’intervista all’artista di Francesco Stocchi e un saggio di Andrea Cortellessa. Il volume propone immagini delle ope- re allestite nelle quattro sale del museo e nei giardini, descrivendo un osmotico usso fra la materia organica e le sale interne nonché fra le opere di bronzo e la ricchezza botanica degli esterni. 

L’esposizione è stata realizzata grazie al supporto di FENDI, sponsor ufficiale della mostra.



Giuseppe Penone. Gesti Universali a cura di Francesco Stocchi
Oltre trenta opere del Maestro dell’Arte Povera intrecciano un nuovo dialogo tra Natura e Storia, a dimostrazione dell’immutata vitalità della scultura.

14 marzo – 28 maggio 2023

Galleria Borghese
Giardini Segreti di Villa Borghese
Sito web: https://galleriaborghese.beniculturali.it/exhibition/giuseppe-penone-gesti-universali/
dal martedì alla domenica dalle 9.00 alle 19.00. Ultimo ingresso alle ore 17.45
Chiuso il lunedì
Per aggiornamenti e modalità di visita consultare ilsito ufficiale

sabato 4 marzo 2023

Al MAXXI di Roma “Claudio Abate superficie sensibile”

Claudio Abate, Contatti con la superficie sensibile (Gino De Dominicis), 1972 © Archivio Claudio Abate


Un racconto visivo attraverso la selezione di oltre 150 fotografie, dalle più celebri alle meno note, fino ad alcune ancora inedite.

«Bisogna entrare nelle opere, sentirle e farle proprie, anche amarle; se non si riesce in questo non si riuscirà nemmeno a fare delle belle fotografie», Claudio Abate.

La mostra ripercorre la produzione di Abate attraverso la “lente” del suo archivio, spazio allo stesso tempo di lavoro e concettuale che permette di indagare gli aspetti più profondi e nascosti del suo autore e che oggi costituisce un prezioso patrimonio per gli studi storico-artistici sull’arte italiana e internazionale

La produzione di Claudio Abate spazia infatti dalle fotografie di opere, artisti e mostre dell’Arte Povera, agli scatti sulla scena artistica ed espositiva in Italia e all’estero, fino a fotografie su teatro, moda, costume, attualità.

Nove sezioni tematiche, arricchite da documenti d’archivio, filmati, testimonianze d’epoca, per portare alla luce i rapporti di Abate con artisti e istituzioni, ma anche approfondire la sua ricerca fotografica.

MAXXI - MUSEO DELLE ARTI DEL XXI SECOLO
Via Guido Reni 4a - Roma - Lazio
Claudio Abate | Superficie sensibile
Curatori: Bartolomeo Pietromarchi, Ilaria Bernardi
La mostra sarà aperta al pubblico dal 3 marzo al 4 giugno 2023

venerdì 3 marzo 2023

A Milano The Greenland Project di Roberto Ghezzi

Roberto Ghezzi, The Greenland Project, 2022


Gilda Contemporary Art presenta il nuovo progetto di Roberto Ghezzi a cura di Cristina Gilda Artese.
Il progetto nasce da una residenza d’artista tenutasi nel mese di giugno 2022 in Groenlandia. Qui, ospite a Tasiilaq per un mese presso la Red House di Robert Peroni, si è occupato del fenomeno della Chlamydomonas Nivalis, un’alga che, riducendo l’albedo del ghiaccio a causa del colore rosso che la caratterizza, ne favorisce lo scioglimento. Mediante l’utilizzo della cianotipia, un’antica tecnica fotografica che prevede l’uso di carte fotosensibilizzate, è riuscito a catturare il rapido mutamento dello spessore del ghiaccio, ponendo a confronto sia aree con presenza dell’alga rossa sia zone di ghiaccio non ancora invase, ottenendo risultati sorprendenti sia da un punto di vista estetico che scientifico.

Il progetto è stato infatti realizzato in collaborazione con ricercatori dell’Istituto di Scienze Polari del CNR che hanno potuto riconoscere nelle stampe di Ghezzi delle vere e proprie radiografie, originali testimoni dello stato di salute del tesoro bianco dell’Artico. Artista e studiosi, infatti, intrecciando i reciproci sguardi e approcci, hanno offerto inedite chiavi di lettura dello stesso fenomeno contribuendo alla divulgazione e conoscenza, attraverso questa proficua collaborazione multidisciplinare, di suggestioni e rivelazioni su uno dei più problematici fenomeni naturali della nostra epoca.

The Greenland Project è stato realizzato grazie al contributo della antica Cartiera Magnani di Pescia, che ha fornito all’artista carte fatte a mano per la realizzazione delle opere. L'intera residenza artistica è stata ad impatto neutro grazie al contributo di Phoresta Ets che ha calcolato e poi compensato mediante la piantumazione di alberi tutte le emissioni di CO2 del progetto. Il paesaggio naturale è da sempre il campo di ricerca artistico di Roberto Ghezzi. Dapprima indagato attraverso la pura pittura, negli ultimi anni l’artista toscano, affascinato dagli ambienti e dalle loro specifiche peculiarità, inizia ad operare sempre più immergendosi in essi e tentando di restituirne le specificità e l’essenza. Nascono così agli inizi del Duemila le Naturografie©, tele letteralmente scritte dalla natura che l’artista lascia in terra o acqua e ritira nel momento in cui ritiene i sedimenti qui trasferitesi ne restituiscano in qualche modo il sembiante e il DNA. Si tratta di lavori che richiedono a Ghezzi lunghi tempi di realizzazione e portano l’artista a praticare e vivere l’ambiente naturale per lunghi periodi, sondandone caratteristiche, morfologie e divenendone empiricamente un ottimo conoscitore. A questa ricerca, a matrice pittorico/estetica, si affianca quindi, sempre più, anche un interesse scientifico tale da indurre l’artista a collaborare sovente con biologi e studiosi ed enti che si occupano di rilevare l’impatto che l’uomo ha sulla natura stessa. In due decenni Ghezzi ha realizzato installazioni e ricerche in molti luoghi nazionali e internazionali, legando il suo lavoro a studi sull’ecosistema e sulla biologia in parchi e riserve naturali di tutti i continenti (Alaska, Islanda, Sud Africa, Tunisia, Norvegia, Patagonia, Croazia, Groenlandia). In Italia ha realizzato numerosi progetti di ricerca in ogni regione e tipologia di ambiente (Toscana, Emilia Romagna, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Lazio, Calabria).

BIOGRAFIA
Nato a Cortona nel 1978, la sua formazione ha avvio all’interno dello studio di scultura di famiglia e si perfeziona all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Inizia ad esporre negli anni Novanta e i suoi esordi sono legati alla pittura. Negli anni matura un disegno concettuale che, muovendo da riflessioni e sperimentazioni sulla natura, a partire dalla pittura, trova espressione in un corpus di lavori inediti, da lui stesso denominati, mediante un neologismo, Naturografie©. Si tratta di opere che Roberto Ghezzi realizza attraverso la natura, in un dialogo dove Uomo e Ambiente entrano in profonda e originale connessione. Dal ’92 espone in contesti pubblici e privati, in Italia e all’estero. Tra questi: Museo di Arte Contemporanea di Skopje, Galleria Comunale di Arte Contemporanea di Arezzo, Museo civico di Palazzo della Penna, Museo della Fine del Mondo di Ushuaia, Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, MARCA di Catanzaro, Palazzo Medici Riccardi di Firenze, Battersea Park a Londra, Chiostro del Bramante a Roma, Casa dei Carraresi a Treviso, biblioteca di Pu-Dong a Shangai, Museo Oceanografico di Tunisi. Le sue Naturografie hanno vinto il premio Residenze d’artista Fondazione Rocco Guglielmo 2020, il premio ORA 2016, il premio ArtApp Artist Contest 2017, il premio residenza ArteamCup 2018, e il premio ArteamCup Vanilla Edizioni 2019. Ha effettuato decine di residenze artistiche, ricerche sperimentali e installazioni ambientali, oltre che in Italia, anche in luoghi remoti del pianeta come Alaska, lslanda, Sudafrica, Norvegia, Tunisia, Patagonia, Danimarca, Nord Macedonia e Groenlandia.
Ha realizzato progetti artistici in collaborazione con importanti istituti di ricerca scientifica tra cui CNR ISMAR, CNR IOM, CNR ISP e ARPA.

The Greenland Project - Roberto Ghezzi
A cura di Cristina Gilda Artese
Dal 9 marzo all'11 aprile 2023

L’opening si svolgerà
Giovedì 9 marzo alle ore 18
Ingresso libero

Gilda Contemporary Art
via San Maurilio 14 Milano
info@gildacontemporaryart.it
www.gildacontemporaryart.it

giovedì 2 marzo 2023

PREMIO LILT per la Fotografia Contemporanea | Metamorfosi: uno scatto per il futuro




Iscrizioni fino al 15 maggio 2023
Partecipazione gratuita

LILT Associazione metropolitana di Bologna(Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) lancia la prima edizione del Premio LILT per la Fotografia Contemporanea per favorire, attraverso il dialogo tra Arte e Scienza, i temi della prevenzione e del vivere sano.

Il Premio è gratuito e aperto a tutti i fotografi residenti in Italia, professionisti ed emergenti, che alla data della propria iscrizione abbiano compiuto il diciottesimo anno di età. Il regolamento completo e la scheda di partecipazionesono scaricabili dal sito ufficiale di LILT, che dedica al concorso un’apposita sezione: www.legatumoribologna.it/premio-lilt-per-fotografia-contemporanea.

Il tema scelto per la prima edizione del Premio è Metamorfosi, un concetto ampio e trasversale, che affonda le proprie radici in epoca antica, nella mitologia, nella religione, nella filosofia e nel sapere. Molto spesso il concetto di metamorfosi si è ampliato sino a coincidere con un innato ed ancestrale senso di mistero ed indeterminatezza che accompagna l’umano vivere ed è per questo che LILT, nella sua quotidiana lotta contro i tumori, ha scelto di affidare alla fotografia e al suo linguaggio una nuova narrazione sul tema della metamorfosi, intesa come atto di trasformazione in positivo, visione in grado di rispondere ai cambiamenti che la vita pone in essere e reazione ad essi.

«L’intento – spiega il presidente di LILT Bologna Francesco Rivelli– è quello di costruire un corpusdi opere fotografiche capaci di edificare frammenti di memoria futuribile, il cui vocabolario è ormai universale. Sarà interessante scoprire nuovi parallelismi tra Scienza, Arte e Psiche. Noi medici affidiamo agli strumenti fotografici un ruolo importantissimo nella ricerca e nella clinica chirurgica, questa volta affidiamo ai fotografi un nuovo modo di fare ricerca…».

Ad ogni partecipante è richiesto l’invio di un portfolio di minimo 8 e massimo 10 immagini, unitamente ad un breve curriculum vitae. I progetti saranno valutati da una Giuria composta da Shobha (presidente della giuria – fotografa, vincitrice di dueWorld Press Photo), Benedetta Donato (curatrice e critica di fotografia, specializzata in mostre e progetti editoriali), Massimo Mattioli(giornalista, vicedirettore di ArtsLife, saggista, critico e curatore), Loretta Secchi(UniBo, curatore responsabile del Museo Anteros, Istituto Ciechi F. Cavazza, Bologna) ed Enrico Stefanelli(direttore artistico di Photolux Festival, Lucca). La commissione giudicatrice sarà supportata da Anna Rosati (visual artist, fotografa e graphic designer) e da Azzurra Immediato(storica dell’arte e curatrice, art editor per diverse testate), alle quali è affidata la direzione artistica del Premio, unitamente a Francesco Rivelli, medico oncologo e presidente LILT Bologna.

In palio, materiale fotografico, una crociera di 5 giorni, la pubblicazione sul volume fotografico LILT dedicato al Premio, abbonamenti annuali a Segno, la rivista più longeva d'Italia, media partner del concorso, e ingressi gratuiti a Photolux Festival 2024.

I nomi dei vincitori saranno annunciati sul sito web di LILT Bologna – www.legatumoribologna.it– nel mese di giugno. La premiazionesi terrà con cerimonia ufficiale il 6 dicembre 2023 a Bologna, alla presenza della giuria, degli sponsor e del pubblico con la consegna dei premi, la proiezione dei progetti vincitori e la presentazione del volume editoriale dedicato al Premio. In tale occasione sarà comunicata anche la data della mostra dedicata al Premio LILT e ai suoi vincitori. 

La prevenzione oncologica, oggi più che mai, necessita di nuove strade per raggiungere una audience sempre più ampia. L’apporto di nuove energie e di nuovi canali di riflessione e ricerca sono, pertanto, fondamentali per generare nuovi campi di azione e originare nuovi risultati. Con questo progetto, LILT Bologna chiede ai fotografi italiani di farsi portavoce di un messaggio importante, ovvero che prevenire è vivere, in un momento storico in cui la fotografia è divenuta una sorta di esperanto, compresa da tutti e diffusa in maniera trasversale tra le generazioni. 

La segreteria organizzativa del concorso è disponibile all’indirizzo premiolilt@yahoo.com. Per informazionie iscrizioni: www.legatumoribologna.it


Direzione artistica: Anna Rosati e Azzurra Immediato

SCHEDA TECNICA:
PREMIO LILT per la Fotografia Contemporanea
Metamorfosi: uno scatto per il futuro
Iscrizioni fino al 15 maggio 2023
Partecipazione gratuita
Regolamento e scheda di partecipazione disponibili sul sito www.legatumoribologna.it
Giuria: Shobha, Benedetta Donato, Massimo Mattioli, Loretta Secchi, Enrico Stefanelli
Direzione artistica: Anna Rosati e Azzurra Immediato
Organizzazione: LILT Associazione metropolitana di Bologna, presieduta da Francesco Rivelli
Graphic design: Anna Rosati | www.rosatistudio.it
Media partner: https://segnonline.it/

PER INFORMAZIONI:
LILT Associazione metropolitana di Bologna
(Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori)
Via Turati 67, 40134 Bologna
premiolilt@yahoo.com

UFFICIO STAMPA
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano 54, 42121 Reggio Emilia
T. +39 0522 1715142
M. +39 348 7025100
info@csart.it www.csart.it

 

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