mercoledì 18 gennaio 2023

PAOLO SCHEGGI | MAKING SPACES

Paolo Scheggi, Interfiore, 1968, pittura gialla fluorescente su anelli di legno e luce di Wood, 400x400x400 cm ca. Collezione Franca e Cosima Scheggi

Making Spaces è il titolo dell’esposizione organizzata da Cardi Gallery a Milano in collaborazione con l’Associazione Paolo Scheggi a cura di Ilaria Bignotti, che dal 26 gennaio al 15 aprile 2023 presenterà al pubblico una selezione di oltre 25 opere di Paolo Scheggi.

La mostra ripercorre la ricerca dell’artista dai primi anni Sessanta all’inizio degli anni Settanta.

Per l’occasione verrà ricostruito, nella sua versione originaria, lo storico ambiente immersivo Interfiore, presentato per la prima volta alla Galleria La Tartaruga nel 1968.

A distanza di 60 anni dall’ingresso in collezione di due Intersuperfici di Paolo Scheggi nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, allora diretta da Palma Bucarelli, e dalla partecipazione dell’artista alla collettiva Monocroma a Bologna e Firenze, questa mostra intende analizzare la sua ricerca artistica dai primi anni Sessanta agli inizi degli anni Settanta, celebrando il 1963 quale data fondamentale per l’affermazione e la contestualizzazione di Paolo Scheggi a livello internazionale.

Questa mostra intende analizzare la sua ricerca artistica dai primi anni Sessanta agli inizi degli anni Settanta, celebrando il 1963 quale data fondamentale per l’affermazione e la contestualizzazione di Paolo Scheggi a livello internazionale, anno dell’ingresso in collezione di due Intersuperfici nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, allora diretta da Palma Bucarelli, e dalla partecipazione alla collettiva Monocroma a Bologna e Firenze.

Il percorso espositivo, curato da Ilaria Bignotti, si snoderà secondo due direttive che intendono, da un lato, indagare la progettazione integrata all’architettura che l’artista conduce elaborando i moduli spaziali alla base delle sue opere più note, dall’altro, offrire ai visitatori una panoramica ampia sull’approccio di Scheggi ai concetti di interazione, interspazio e di multimedialità anche attraverso inedita documentazione d’archivio.

La mostra è pensata come un dialogo tra Intersuperfici, Inter-ena-cubi, ambienti e progetti di integrazione plastica all’architettura, lettere e schizzi progettuali, disegni e maquette di ambienti che costituiscono il corollario teorico e programmatico dei suoi lavori.
Per l’occasione, verrà anche ricostruito il grande ambiente immersivo Interfiore (1968), realizzato con 85 anelli fluorescenti in legno e luce di Wood sospesi nel buio, per una decisa “invasione” dello spazio architettonico tanto cara all’artista. 

L’esposizione racconta anche il ruolo che ebbero celebri critici, progettisti e produttori con i quali Scheggi strinse collaborazioni, come Germano Celant, Angelo Fronzoni, Alessandro Mendini, Gian Mario Oliveri, Giancarlo Sangregorio, e con i quali nel 1965 l’artista firmò il volume dattiloscritto Ipotesi di lavoro per la progettazione totale presentato al Collegio Regionale Lombardo degli Architetti a Milano, fino alla collaborazione con la Fabbrica Poggi che vide la produzione di oggetti plastico-visuali anche legati all’arredo, e al suo ruolo di consulente visuale per i grandi concorsi di progettazione urbanistica tra il 1966 e il 1969.

Paolo Scheggi, Inter-ena-cubo, 1968, moduli di cartone verde fustellato e plexiglas, 102x102x11 cm.
Collezione Franca e Cosima Scheggi

Inoltre l’Associazione Archivio Paolo Scheggi, nel perseguire uno degli obiettivi della sua mission, ovvero di promuovere lo studio e l’approfondimento dell’opera e della vita di Paolo Scheggi, ha invitato ricercatori e studiosi internazionali che hanno conseguito un titolo accademico di secondo livello in discipline storico-artistiche (laurea vecchio ordinamento, laurea specialistica o magistrale o analogo titolo accademico conseguito all’estero e dichiarato equivalente ai suddetti titoli) a candidarsi al PREMIO “IN MEMORIA DI CRISTINA CASTIGLIONI ROVERSI”-SECONDA EDIZIONE 2022. 
L’Associazione Archivio Paolo Scheggi ha indetto tale Premio grazie alla generosità del gruppo di amici “IN MEMORIA DI CRISTINA CASTIGLIONI ROVERSI” che, per omaggiare la scomparsa della Signora, conoscendone l’amore per l’arte e la volontà di aiutare le giovani generazioni, hanno voluto destinare l’importo di Euro 700,00 quale importo totale da destinarsi ai due migliori saggi firmati da studiosi che vogliano cimentarsi nell’analisi e scrittura sul seguente tema: 
Paolo Scheggi e la scena artistica milanese dei primi anni Sessanta. 
Il premio sarà così suddiviso:
- Premio di Euro 500,00 per il saggio primo classificato;
- Premio di Euro 200,00 Per il saggio secondo classificato.

C’è tempo fino al 31 dicembre 2022 per partecipare alle selezioni

PAOLO SCHEGGI | MAKING SPACES
A cura di Ilaria Bignotti

Cardi Gallery (Corso di Porta Nuova 38, Milano)
26 gennaio-15 aprile 2023

giovedì 12 gennaio 2023

Greta Schödl | Il segno traccia del nostro vissuto

Greta Schödl, Grigio La Spezia, 2022, inchiostro e foglia d'oro su marmo grigio Portoro, 10.3 x 10.8 x 5 cm


Sabato 28 gennaio 2023, LABS Contemporary Art è lieta di presentare Il segno traccia del nostro vissuto, personale di Greta Schödl, a cura di Silvia Evangelisti. La mostra, organizzata nell'ambito di ART CITY Bologna 2023 in occasione di ARTEFIERA, presenta una selezione di opere inedite.

Nata a Hollabrunn, in Austria, nel 1929, Greta Schödl si trasferisce a Bologna alla fine degli anni Cinquanta. Attiva dagli anni Sessanta, nel 1978 partecipa alla 38ma Biennale di Venezia e nel 1981 alla Biennale di São Paulo in Brasile. Le sue opere sono presenti in diverse collezioni nazionali e internazionali oltre che in diversi musei, tra cui la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il MART di Rovereto, il MAGA di Varese, e il National Museum of Women in the Arts di Washington (USA). 

Il lavoro di Greta Schödl incorpora lettere e simboli, ripetuti ritmicamente fino a renderli astratti. Forme geometriche e segni decisi si intrecciano con le parole, illuminate con foglia d’oro e fuse su diverse superfici: pagine di libri botanici, mappe, carte, foglie, pezzi di marmo, lenzuoli, che portano memoria di esistenza passata. Attraverso la combinazione di rappresentazione linguistica e visiva, Schödl cancella il significato originale delle parole e degli oggetti che usa impregnandoli di un nuovo significato. Il suo lavoro sfida i costrutti sociali del linguaggio e suggerisce forme alternative di espressione e interpretazione.

“La mia ricerca è sul segno” ha detto Greta in una recente intervista. “Il segno come momento di verifica esistenziale, pensiero che diviene traccia, e la mano dell'artista, come un sismografo, trasmette sulla carta le sensazioni interne, le emozioni, i ricordi, la storia nascosta sotto la superficie del mondo: elementi che, da intermediari tra l'idea e il segno, diventano filtro all'immagine ed il percorso mentale si trasforma in tracciato manuale, luogo della riflessione, del pensiero liberato dalla mente che dilata lo spazio ed il tempo annullando i confini del campo definito (fisico) della superficie”.

La dimensione spaziale, luogo dell'accadimento creativo, allora, si dilata e si moltiplica, come in una partitura musicale, in segrete e calibratissime relazioni formali che svuotano la parola dal suo significato semantico per renderla flusso continuo di segni, per così dire, preverbali e comuni a tutti e a tutte le culture, risalendo all'origine alfabetica del linguaggio in quanto strumento primo di percezione e di comunicazione elaborato dagli uomini.

Labs Contemporary Art
Via Santo Stefano 38, Bologna

Orari
Martedì-sabato: 10-13 e 15-19 o su appuntamento

Informazioni
Tel. +39 051 3512448 | Mob. +39 348 9325473
info@labsgallery.it
www.labsgallery.it
#labscontemporaryart

Ufficio stampa
Irene Guzman
Tel. 349 1250956
irenegzm@gmail.com

mercoledì 11 gennaio 2023

Monica Biancardi | THE CATALOGUE OF HUTS


Sabato 21 gennaio, dalle ore 16.00, la Shazar Gallery presenta THE CATALOGUE OF HUTS di Monica Biancardi, la seconda personale dell’artista napoletana, di base a Roma, nella galleria di via Pasquale Scura.

Il nuovo progetto, realizzato in esclusiva, è una narrazione grafica, scandita da cartine geografiche, da dati statistici, da incisioni e graffi che delineano il racconto di un dolore nascosto da superfici trasparenti. Solo la luce e le ombre rivelano la realtà della capanna, non più rifugio ma prigione, non più luogo ma oggetto simbolo, spazio dell’incubo reso dalla Biancardi con poesia leggera, con un linguaggio fanciullesco che apre a riflessioni sulle condizioni femminili. 

La denuncia dell’artista parte dal periodo del lockdown visualizzato in una mappa cartacea in cui le aree evidenziate e le date che ne indicano la chiusura, riportano all’aumento di rischio per le donne. Il lavoro, nato come mappatura mondiale in cui i paesi assumono l’aspetto di capanne e mostrano al loro interno numeri percentuali (che, preceduti da un segno + designano la crescita, rispetto all’anno precedente, delle denunce per abusi o maltrattamenti sulle donne)produce una mappatura falsata: troppi paesi – democratici e non – dichiarano percentuali del tutto ingannevoli. Ne risulta il carattere del tutto fasullo, e ipocrita, del dato statistico, che qui come in altri casi va a braccetto con l’ideologia, mascherato da prodotto scientifico.

L’opera è accompagnata da una serie di disegni di capanne incisi su carta, a testimonianza di un catalogo mondiale, e da disegni di alcuni prodotti d’uso quotidiano incisi su plexiglass, rappresentati come armi a doppio taglio che attentano la sfera femminile.

THE CATALOGUE OF HUTS rimarrà aperta fino al 18 marzo 2023 dal martedì al sabato dalle 14.30 alle 19.30 e su appuntamento.

Monica Biancardi, Napoli 1972, si laurea in scenografia con una tesi sperimentale sulla fotografia di teatro. Inizia a lavorare per importanti registi (svolgendo parallelamente l’attività di docente) realizzando al tempo stesso personali ricerche. La prima Credere, vent’anni di sguardi bianco/nero al sud Italia, viene in parte acquistata assieme ad altri diversi lavori, dalla Bibliothèque Nationale de France, e nel 2014 invitata nel programma ufficiale del Mois de la Photo di Parigi. Prima mostra pubblica è Ritratti, inaugurata a Napoli nel 2003 per poi proseguire in giro per l’Europa vincendo vari premi, tanto che Achille Bonito Oliva la invita a progettare un’intera cella all’interno della Certosa di Padula, durante la rassegna “Le Opere e i giorni”. Nel 2018, in occasione della mostra Ritratti presso il Museo di Roma in Trastevere, esce il volume manodopera per la casa editrice Contrasto. “Dolore”, parte del progetto artistico Aldilà, è acquisito dalla nuova Metropolitana di Napoli e installato nella fermata Lala. Nel 2006 espone a Castel Sant’Elmo di Napoli Mutamenti, dedica al padre (cat. Electa). Sensibile al tema dell’integrazione culturale, per l’Al Quds University di Gerusalemme, Monica espone il lavoro svolto per anni in Palestina (cat. Al Quds University) e poi in forma multimediale al MAV di Ercolano Tra le immagini. Nel 2009 realizza su invito della Soprintendenza di Napoli una grande mostra dal titolo Orientamenti al Museo di Capodimonte di Napoli (cat. Shin Art). Nell’ottobre 2012 il MART la invita ad esporre il progetto Habitus. Nel 2015 vince il Premio DolomitiArteContemporanee. Nel 2017 pubblica per la casa editrice Damiani RiMembra, progetto durato più di sette anni a cui collabora il poeta Gabriele Frasca. Il lavoro viene esposto al Museo Nitsch di Napoli, all’I.I.C. a Parigi durante Paris-Photo, al Museo di Santa Maria della Scala a Siena ed è scelto per rappresentare La Biennale de la Photographie Italienne al festival de Aubagne nel 2018.
A marzo 2019 inaugura il progetto Punti di Vista presso Shazar Gallery di Napoli. Uno dei polittici viene acquisito dal MADRE di Napoli. Le sue opere sono presenti in molte collezioni private di arte contemporanea.


Press officer: Graziella Melania Geraci 3475999666 press@shazargallery.com

Shazar Gallery
Via Pasquale Scura 8
80134 Napoli Tel. 081 1812 6773 www.shazargallery.com – info@shazargallery.com
Instagram: shazargallery – FB: shazargallery

martedì 10 gennaio 2023

PRIVATE DANCE 8 artisti invadono la piattaforma più chiacchierata di sempre ,ONLYFANS!





OMAR presenta l'online viewing room "Private Dance" a cura di Francesca Rossi Minelli (1998, Brescia). Per la sua terza operazione estetica il programma OMAR (fondato nel 2021 a seguito della residenza RAMO) sbarca con il suo profilo su Onlyfans e allestisce una collettiva virtuale visitabile dal 22/12/2022 al 23/02/2023. Oltre ai fondatorз del programma Giorgia Mascitti (1995, San Benedetto del Tronto), Flavia Carolina d'Alessandro (1977, Caracas), Tamara Marino (1983, Ragusa), Devin Kovach (1987, Arizona), Sebastian Contreras (1972, Buenos Aires) e Matteo Costanzo (1985, Roma) per la prima volta sono state invitatз a partecipare lз artistз Giulia Tarditi (1997,Torino) e Claudia Petraroli (1987, Teramo). 
PRIVATE DANCE
8 artisti invadono la piattaforma più chiacchierata di sempre, ONLYFANS!

Ai social il nudo non piace. Soprattutto quello erotico e, ancora meno, quello femminile. Ma su OnlyFans tutto è ammesso e la censura sembra aver perso il suo predominio digitale. Private Dance è una libera espressione artistica di azioni che prendono vita sulla piattaforma più controversa di sempre. Un non-luogo cresciuto esponenzialmente durante il periodo del Covid e che ha saputo soddisfare il piacere più intimo e nascosto delle persone. Porno, pop e kitsch hanno tutte un nuovo spazio dove poter esprimere la loro vera natura, trasformando il piacere umano in un’erotismo per l’homo digital.
 
Ogni azione presente in Private Dance rappresenta un movimento personale, una performance coreutica dove ogni gesto, rappresentato dal lavoro dei singoli artisti, entra a far parte di una composizione a più sfaccettature.
OMAR su OnlyFans si trasforma in una stanza privata, segreta ed intima dove la danza, intesa come disciplina del movimento, prende vita.
Le tematiche indagate e le azioni svolte irromperanno nella piattaforma che diventerà lo spazio espositivo di contenuti non censurabili, dove la libertà di espressione è libera autonomia dell’erotico. OnlyFans non è solo il contenitore ma è stato anche l’oggetto di ricerca che ogni artista ha sviluppato secondo la sua personale linea di indagine ed interesse.
Censura, erotismo, immagini pubbliche, strutture, codici, dati analitici, ironia e sessualità vengono così indagati attraverso lo sguardo di 8 artisti che, uniti dallo stesso luogo, si sono impossessati della piattaforma e ne hanno prodotto un lavoro personale, condiviso e sensuale.
 
La scelta di Omar di operare su OnlyFans è provocatoriamente conseguenza di un recente crollo del boom pandemico delle mostre online. Virtual exhibition e gallerie virtuali erano diventati puri ambienti di comunicazione, luoghi lontanissimi da quelli fisico - architettonici dove gli spazi erano banalmente definiti da video e da contenuti multimediali. Un’arte aleatoria che prediligeva un’estetica influenzata dai trend  del momento e dall’instagrammabile” che ha piegato le ricerche artistiche ai meccanismi del mercato estetico social.
 
Inoltre, durante la pandemia, il consumo di prodotti virtuali sessualmente espliciti ed erotici è aumentato sensibilmente; ma quello che è aumentato è l’utilizzo della piattaforma OnlyFans da parte dei creators.
“creando un account OnlyFans, puoi, nel giro di pochi minuti e con un investimento iniziale praticamente nullo, monetizzare la tua creatività”.
Questo il messaggio pubblicitario che la piattaforma aveva utilizzato per sponsorizzarsi e per invogliare i nuovi utenti ad iscriversi.
 
Omar, con questa azione, non vuole monetizzare ma sfruttare l’originaria identità di OnlyFans quale piattaforma per creativi e proporre un’azione artistica.


testo di Francesca Rossi Minelli.

Come accedere alla online viewing room:
Per poter visualizzare “Private Dance” è necessario registrarsi o possedere un profilo su Onlyfans. L’iscrizione a OnlyFans non richiede alcun costo, ciò che devi fare è accedere alla pagina ufficiale della piattaforma e fare clic sulla voce “Iscriviti a OnlyFans” che si trova sotto il modulo per accedere al social. Ti verrà chiesto di inserire la tua email, una password e un nome utente. Quindi, fai clic sul pulsante “Registrati” e apri la tua posta elettronica per fare clic sull’email di conferma che ti arriverà sull’indirizzo che hai indicato al momento dell’iscrizione. Per sottoscrivere l’abbonamento GRATUITO al profilo di OMAR e avere accesso alla mostra, OnlyFans ti chiederà di registrare una carta di pagamento sulla quale effettuerà un addebito UNA TANTUM di $0,10 solo per verifica. Se completerete tutti i passaggi nel modo corretto avrete accesso gratuito e illimitato al profilo e alla mostra “Private Dance”.

 
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lunedì 19 dicembre 2022

Anica Huck | Outermost region


Curva Pura è lieta di presentare la personale di Anica Huck, Outermost region, a cura di Nicoletta Provenzano, una esposizione che affonda, al di là dello spazio e del tempo, nelle terre del remoto, fende e fraziona sedimenti lapidei, scandaglia e si addentra nello spazio confinario di un abisso, in insoliti ed enigmatici regni insulari, in picchi e crateri di preziose mappature, solcanti l’interno di una profonda regione corporea femminile. L’artista tra video, scultura ed azione performativa durante l’evento inaugurale, introduce e immerge il fruitore in una stratigrafia sentimentale di memorie e luoghi intimi, di fondali irraggiungibili eppure percorsi da forme minute di origine eruttiva, paesaggi ventrali segnati dalla mancanza, tracce di una separazione materica in tensione tra resistenza e friabilità, distanza da un’unità perduta nella frattura irreparabile, tormentata da veementi percussioni. In un erratico fluttuare tra trascrizioni ecografiche della non esistenza, nelle sculture di ottone, e impossibilità di una emersione terrestre, nelle opere video, la presenza marmorea, in sé traccia e resto che permane dall’atto artistico compiuto, si pone come corpo infranto, come realtà transitoria portatrice di una storia parcellizzata e distaccata da un tutto a cui apparteneva. La corporeità si riflette nella materia, nell’immagine, si fa territorio disperso in una presenza-assenza, recesso incondivisibile e incolmabile, discesa nel vuoto inafferrabile, lungo la vertigine inquieta di un limite, invalicabile, inappropriabile. Nel rimando dato dal titolo ad un territorio appartenete all’Unione Europea collocato oltremare e lontano dai limiti continentali, la regione ultraperiferica nella ricerca artistica di Anica Huck si pone come linea di demarcazione corporale, fondamento spaziale e itinerario immaginale dove l’interno si rispecchia nell’esteriorità, si espone come espressione geografica, come luogo estremo, significante, organico, identitario e politico. Come in una indagine speleologica lungo le concavità di un lontano altrove, di non-luoghi ed entità impervie, arcane e misteriose, il dentro e il fuori di un confine di proprietà tra corpo, geopolitica, materia e forma si ritrovano ambiguamente scambievoli, intrinseci. Definita dall’artista come “il dispiegarsi di una topografia malinconicala mostra Outermost region irrompe in una frontiera assoluta, transita in bilico lungo una soglia sospensiva, delinea margini e perimetri malcerti, isolati, contesi dai contorni di luce e d’ombra, segna fratture e increspature articolate nelle profondità di corpi e materie poste in relazione di prossimità e distanza, limitazione e coincidenza, unite in un legame metaforico, essenziale, alchemico e primordiale. 


INFO
Outermost region
Anica Huck
a cura di Nicoletta Provenzano


Inaugurazione 22 dicembre 2022 ore 18.30-21.30
Performance ore 19:30
Fino al 26 gennaio 2023
Orari:su appuntamento - prenotare via mail curvapura@gmail.com o whatsapp 3314243004

Curva Pura
Via Giuseppe Acerbi, 1a - Roma
curvapura@gmail.com

lunedì 5 dicembre 2022

Kaspar Ludwig | Curato dalla mamma


Spazio in Situ presenta la prima mostra personale in Italia di Kaspar Ludwig (Norimberga, 1989). La mostra si pone in contiuità con l’attitudine curatoriale dell’artist-run space romano, il quale è stato da sempre un luogo di dialogo tra Roma e la scena internazionale.

Secondo appuntamento della stagione e naturale proseguimento di riflessioni intorno agli attori che orbitano intorno al concetto stesso di mostra, Curato dalla mamma è di fatto un progetto incentrato su due figure: quella del curatore e quella dell’artista. A questi  due personaggi chiave nel mondo dell’arte, se ne va ad aggiungere un terzo, esterno ed estraneo ai meccanismi del sistema, la madre, che veste in questa occasione i panni di curatrice.

Partendo da un aneddoto personale, l’artista si interroga sul ruolo della madre all’interno del processo artistico e, più generalmente, nella determinazione di una morale.

‘’Mi trovavo all’apertura di una mostra di un’amica, era tardi ed ero uno degli ultimi visitatori all’interno del museo mentre la maggioranza erano già indaffarata  tra chiacchiere e buffet. Mi aggiro per la mostra e arrivo in una sala in cui la mia amica aveva creato ogge modella nella ghiaia di catrame che si propagavano per l’intera sala. A questo punto due persone mi passano a anco chiacchierando serenamente; uno è il dire ore del museo che conosco di vista e la donna al suo fanco che non avevo mai visto prima. La donna si inginocchia e direttamente affonda la sua mano fino al polso in uno di questi  oggetti! Il direttore la guarda impallidendo e con voce borbottante dice: - N-n-non p-pp-può fare così! -. La signora si gira con un sorriso candido e dolce e gli fa: - Non si preoccupi! Sono sua mamma -. Il direttore rimane lì spiazzato con la bocca aperta. Io scoppio a ridere e scappo dalla mostra.

Questo aneddoto mi ha fatto molto ridere su molti  rapporti ed equilibri del mondo dell’arte e come questi  possono essere tutti  spezzati  in un secondo da un’autorità più forte ed antica, l’autorità per eccellenza, la Mamma! Infatti  ogni cosa tu sei sarai hai, avrai, fai, farai, è come per estensione sotto giurisdizione della Mamma”.

All’interno dell’esposizione, un nuovo corpus di lavori crea appositamente dall’artista, compongono una storia fatta di immagini allegoriche. Queste ultime, più che meri riferimenti  a favole pre-esistenti, richiamano un certo po di immaginario rivendicando però la libertà narrativa a raverso riferimenti  liberi a qualità morali e atitudini, rappresentate nella forma di animali. I lavori sono accompagna da un testo scritto dalla madre dell’artista, parte integrante del processo che ha portato alla costruzione della mostra stessa.

L’evento è patrocinato dall’Istituto Svizzero di Roma e sostenuto da ProHelvetia.

Curato dalla mamma
mostra personale di Kaspar Ludwig
A cura di Karin Cainero Ludwig
Con un testo di Karin Cainero Ludwig

Spazio in Situ
Via San Biagio Platani 7
00133 - Roma
fino al 7 gennaio 2023 visitabile tutti giorni su appuntamento

Fammi andare baci | Han Sessions, Alfio Mazzei, Magda Drozd


Mercoledì 7 dicembre, l’Associazione Grande Velocità organizza un momento di festa e sperimentazione artistica e musicale in occasione dell’inaugurazione del nuovo sito di Spazio Lampo e del progetto artistico digitale permanente ad esso legato.

Posizionato sulla sommità della vetrina che si affaccia su Via Livio 16 a Chiasso, un microfono rileva e trascrive in tempo reale parole e frammenti di conversazioni di chi passa di fronte al co-working, per poi riproporle sulla homepage del nuovo sito di Spazio Lampo sotto forma di un testo in perenne scorrimento. Il progetto, pensato e coordinato dall’Associazione Grande Velocità, sottolinea lo spirito di scambio continuo con la città che da sempre contraddistingue la nostra programmazione culturale, costruendo una narrazione aperta e continua che chiunque, in qualsiasi momento, può leggere o alimentare. Un componimento spontaneo e collettivo dal sapore urbano, frutto di una connessione originale tra il mondo fisico e quello virtuale, che permette di proiettare l’identità e la dimensione locale di Spazio Lampo al di fuori dei propri confini fisici, costruendo ponti e legami con altri spazi d’arte indipendenti in Svizzera e all’estero. 

Durante l’evento di lancio, alla presenza di una proiezione delle frasi in scorrimento sulla home page del sito, il pubblico potrà assistere a due performance live che alimenteranno con il proprio slancio creativo la narrazione collettiva della vita che brulica attorno a Spazio Lampo: il disegno dal vivo dell’artista illustratore ticinese Han Sessions che animerà con il suo tratto le frasi catturate dal microfono, per poi distribuire queste memorie tra il pubblico, e la performance musicale di Magda Drozd, artista e musicista polacca profondamente interessata all'ascolto la cui pratica si basa sulla sensibilità uditiva e su come il suono produca conoscenza.



Fammi andare baci
Han Sessions, Alfio Mazzei, Magda Drozd

Mercoledì 7 dicembre
18:30 - performance di Hans Sessions in collaborazione con Alfio Mazzei

Cena collettiva
21:00 - performance di Magda Drozd
A cura di: Associazione Grande Velocità

In occasione del lancio del nuovo sito di Spazio Lampo, www.spaziolampo.ch, l'Associazione Grande Velocità organizza l'evento Fammi andare baci, una serata di sperimentazione visiva e musicale con una performance visiva di Han Sessions (CH) in collaborazione con Alfio Mazzei (CH) e una performance sonora di Magda Drozd (P).


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