giovedì 12 maggio 2022

Flavia Bigi. Variabili Metrìe


Il Circolo degli Esteri è lieto di presentare la mostra personale VARIABILI METRÌE di Flavia Bigi: una indagine prossemica che interpone vicinanza e media distanza tra le singole parti e il tutto, tra il sé e l’esplorazione esteriore di una spazialità del vissuto, naturale e relazionale, originaria e viscerale. 

Nell’opera di Flavia Bigi la misura è confronto che svela i rapporti, il grado di prossimità e divergenza, lo spazio e il tempo nelle simmetrie e asimmetrie di geografie fisiche e sensibili, nelle aleatorietà interne ed esterne dell’universo personale e collettivo che si dipanano nell’impossibilità di una definizione determinata, nella inattuabilità di un rilevamento o calcolo metrico costitutivo, essenziale e incontrovertibile, comprendendo una realtà fenomenologica intercomunicante, compenetrante e fluida, a livello proiettivo e percettivo. 

Le opere nella pluralità dei linguaggi, tra scultura, pittura e fotografia, costituiscono un insieme dialettico di polarità complementari, interrelate, permeabili e unificate, in cui si compone una matrice di archetipi e physis, di ordine e caso, che emergono come principi e fondamenta di una presa di coscienza e scoperta dell’alterità e dell’identità soggettiva, nella loro reciproca coincidenza. 

In questo parallelo chiasmatico tra metafisica ed empirismo, l’artista ricerca un radicamento cosmico, una condizione preliminare osmotica che coglie e collega l’esistenzialità poietica cosciente nel suo rapporto con l’universo-natura, restituita nel suo intreccio tra matrice morfologica e forma intellegibile come intuizione eidetica, dominio corporeo e primordiale significazione percettiva. 

Flavia Bigi si immerge in un inscindibile legame tra macrocosmo e microcosmo, tra principio materico e logos, tra corrispondenza corporea e mondo sensibile, tra percezione identitaria e plurale, riappropriandosi di un influsso originario e simbolico, sapienziale e simpatetico, in cui ogni parte si unisce nelle proprie essenze ad un tutto organico, sistemico e interdipendente. 

La pietra lavica, la grafite, l’alabastro, il granito, nella ricerca dell’artista sono materie che incarnano fondamenti viscerali di una primordiale evidenza naturale, configurata in forme primarie o reti galattiche e neuronali, in direzionalità emergenti e linee di forza fluttuanti. 

La mostra VARIABILI METRÌE si esplicita in un mutarsi e ordinarsi secondo una intrinseca affinità rispondente, in un principio e movimento, in un accadere e permanere di realtà fisiche, relazionali, cosmogoniche e archetipiche che si riconoscono in polarità consce e inconsce, in pluralità simboliche e metaforiche. 

BIO 
Flavia Bigi (Siena 1965) esprime il suo pensiero tramite linguaggi polimorfi ma rigorosamente connessi tra di loro: il disegno diventa incisione su vetro e su marmo, la pittura s’interseca con la fotografia e il video, la scultura si trasforma in installazione. Privilegiando le forme essenziali, il quadrato e il cerchio, l’arco e la linea, Bigi le fa interagire tra di loro, al fine di creare un dialogo di proporzioni e metafore. La sua ricerca verte principalmente a decifrare le dinamiche d’interazione e conflitto tra sfera intima e ambiente esterno e transitorio, nell’intento di trasmettere la percezione della permeabilità dell’uomo contemporaneo nelle sue plurime dimensioni, metafisiche, filosofiche, culturali, politiche, economiche e sociali. Le osservazioni vengono poi incorporate in progetti-indagine destinate a estendersi in molteplici direzioni. Ha esposto le sue opere in mostre personali allo Spazio Agora’, Palermo (2018) all’Istituto di Cultura Francese, Bratislava, Slovacchia (2015), al Museum of Contemporary Art, Žilina Slovacchia (2013), alla Galerie Vanessa Quang Paris (2013), nella United Nations Secretariat South Lobby, New York, NY (2005). Ha mostrato il proprio lavoro in mostre collettive, in musei e fiere internazionali tra cui Palazzo Granafei-Nervegna, Brindisi (2021), Palazzo della Penna, Perugia (2018), K.H.Renlund Museum Kokkola, Kokkola, Finlandia (2017), Museum of Kymenlaakso, Kotka, Finlandia (2017), Taidemuseo Kajaani, Finlandia (2016), Kunsthaus Museum Hundertwasser Vienna (2015), LAB Kunsthalle Bratislava, Slovacchia (2015), Biennale Video di Penne, Italia (2013), Art Paris (2013), Museo delle Culture del Mondo Genova (2011), Institute for Public Knowledge, New York (2011), KUNSTART, Bolzano (2010), Volta Basel (2009), Salon du Dessin Contemporain, Parigi (2009) Nel 2020 ha vinto il Premio Memorie istituito dalla Fondazione Floridi Doria Pamphilij. Ha studiato ad Ankara, New York, Parigi e Roma. Nel 2003 è stata selezionata per partecipare a un workshop con James Rosenquist al Guggenheim Museum di New York. Nel 2005 ha conseguito il Master in Art alla New York University.
Vive e lavora a Roma e Parigi

INFO
Flavia Bigi 
VARIABILI METRÌE 
A cura di Nicoletta Provenzano
Fino al 15 Maggio 2022
Orari: su appuntamento - prenotare via mail 

Circolo degli Esteri 
Lungotevere dell’Acqua Acetosa, 42 – Roma

pubblica: 

www.amaliadilanno.com   

 

 

 

 

 

 

mercoledì 11 maggio 2022

Lello Lopez. O my..!


Giovedì 12 maggio, in occasione di ArteFiera ed ArtCity Bologna 2022, alle ore 20, Shazar Gallery & SaMaC presentano O my!, personale di Lello Lopez, a cura di Azzurra Immediato.

Cosa conosciamo della storia dell’uomo? Cosa ricordiamo di ciò che è accaduto ed accade vicino o lontano da noi? Nella infinita trama di avvenimenti e stravolgimenti esistenziali, i cui frammenti si innervano in tempi e luoghi diversi, pur mantenendo un filo invisibile che, troppo spesso, la memoria collettiva fatica a tener viva, la nemesi generata dall’arte, in simbiosi con il concetto ancestrale della pietas e della misericordia, ha originato il progetto di Lello Lopez, ‘O my…!’ nell’antica Chiesa di S.Maria e S.Valentino della Grada, a cura di Azzurra Immediato, promossa da Shazar Gallery e in collaborazione con la Parrocchia SaMaC, in occasione di ArteFiera Bologna ed ArtCity2022.

Sin dal titolo ‘O my…!’ – esclamazione, invocazione, supplica e preghiera – nelle sue plurime sfaccettature interpretative, genera una nuova costruzione della memoria e la volontà dell’artista delinea inusitate possibilità di ripensare l’uomo al centro di una necessaria ridefinizione esistenziale, sociale, morale. Attraverso opere di matrice installativa, fotografica e sonora, le tre preghiere delle grandi religioni monoteiste – la Prima Sura araba, il Pater Noster latino e l’ebraica Ascolta Israele – attuano un inatteso corto circuito: ciò che nell’epoca contemporanea è stato definito inconciliabile, afferisce in verità alla stessa matrice e ricerca la medesima uguaglianza degli uomini tra uomini, nell’alveo di un’energia misericordiosa in grado di accogliere i mutamenti della Storia e delle storie. 

È all’interno dell’architettura bolognese di S. Maria e S.Valentino della Grada che tale riflessione si attua, in una commistione di immagini, suoni e parole, la cui sintesi pone gli occhi e l’animo del pubblico dinanzi ad una realtà che ha subito alterazioni e che l’arte, nel suo racconto puro, può tracciare. Al grande telero che racchiude i primi versi delle tre preghiere monoteiste fa da eco l’insieme di collages fotografici, narrazione immaginifica eppur tangibile del complesso dialogo che avviene nell’incontro tra migranti e società ‘occidentale’: un rapporto che continua a sottolineare il vuoto di una ipocrita compassione priva di quel sentimento primigenio alla base della fratellanza umana. Le opere agiscono nel cuore della chiesa bolognese, diventando momento di immersione filosofica e antropologica, in cui il missaggio mnestico di linguaggi, simboli dà vita ad una collisione percettiva che sollecita le coscienze assopite, togliendo il velo dai nostri sguardi abbrutiti da una visione egotica e priva di senso.

La mostra è, inoltre, parte della decima edizione di ART CITY Bologna, il progetto di alleanza culturale nato dalla collaborazione tra Comune di Bologna e BolognaFiere per affiancare con mostre, eventi e iniziative speciali l'annuale svolgimento di Arte Fiera e proporre un'originale esplorazione di musei, gallerie e luoghi d'arte in città.


La personale di Lello Lopez, O my! sarà aperta al pubblico sino al 20 maggio, con i seguenti orari:
13 maggio ore 15.30 – 20.30
14 maggio ore 15.30 & Art White Night;
15 maggio ore 10:30 - 13 ; 15.30 - 20;
16 - 20 maggio ore 15.30 – 18.30 o su app.to

Press officer: Graziella Melania Geraci 3475999666 press@shazargallery.com

Shazar Gallery
Via Pasquale Scura 8
80134 Napoli Tel. 081 1812 6773 www.shazargallery.cominfo@shazargallery.com


Parrocchia SAMAC
Via S. Felice, 64
40122 Bologna, Tel. 051 554256 segreteria@parrocchiasamac.it - www.parrocchiasamac.it/

pubblica: 

www.amaliadilanno.com  

martedì 10 maggio 2022

Marta Spagnoli. In primo luogo

Galleria Continua ha il piacere di ospitare nella sua sede romana “In primo luogo”, la personale della giovane artista Marta Spagnoli. In mostra una serie di opere inedite - tele di medio e grande formato, dipinti e disegni su carta realizzati tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 – nelle quali l’autrice torna su un tema a lei caro, l’universo naturale. 


Il titolo, “In primo luogo” (nell’accezione di “innanzi tutto”, “principalmente) rimanda da un lato alla necessità di Spagnoli di voler indicare le tematiche e i soggetti trattati nell’esposizione – la vicinanza e la prossimità tra uomo e ambiente naturale che lo circonda – dall’altro, in senso più figurale, i luoghi primi, che ci precedono. Sfuggendo alla tentazione nostalgica di evocare meramente un immaginario edenizzato, l’artista intende mettere in luce il sentimento che ci lega ancora profondamente al contesto naturale, fino a rimembrare le tracce della provenienza di noi primati sulla terra. 

Le opere di Marta Spagnoli tessono tra loro un dialogo visivo che abbraccia tematiche come il selvatico e il primordiale. Il carattere di ogni opera riflette su punti eterogenei, ma in ogni modo legati al contesto naturale: l’attività costante di ridisegnare la morfologia del paesaggio, propria della natura umana; lo sviluppo dell’immaginazione e della percezione del paesaggio nel quale ci collochiamo (al pari di una cartografia emozionale); fino alla rappresentazione dell’uomo in stretta relazione col mondo animale, per segnalarne la provenienza biologica e spirituale.

Punto di partenza di tutta la mostra il disegno “Teriantropo”, una sorta di corteo/corpo animale in movimento, che incede omogeneo riconciliando in sé “intenzione” umana e istintività animale. Vi è l’allusione al sostegno e alla vicinanza dell’animalità all’interno della vitalità del fanciullo. Tradizionalmente, un teriantropo è una creatura, parte uomo e parte animale, del mito e dell’immaginazione. La parola deriva dalle parole greche therion, che significa bestia, e anthropos, uomo. In “Teriantropo” e negli altri disegni presenti in mostra, vengono affrontate ibridazioni tra corpi umani, vegetali e animali.

Marta Spagnoli(Verona, 1994) vive e lavora a Venezia, ha studiato pittura all’Accademia di Belle arti. Nel 2019 è vincitrice del 3° Premio della 102maCollettiva Giovani Artisti della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia. Tra le mostre personali e collettive: Earthly Body, Galleria Continua, Les Moulins (2021); Italian Twist, Gallerie delle Prigioni, Treviso(2021); Truc à faire, a cura di JR, Galleria Continua, Parigi, (2021); Felicia Munera, Una boccata d’arte, Ronciglione, (2020); Whiteout, Galleria Continua, San Gimignano (2020); Libere Tutte, a cura di Daniele Capra e Giuseppe Frangi, Casa Testori, Novate Milanese (2019);BocsArt, residenza a cura di Giacinto di Pietrantonio, Cosenza (2019); Art Zagreb, Zagabria (2019); Immersione Libera, Palazzina dei Bagni Misteriosi, Milano, 2019; Veritatem Inquirenti, a cura di Walter Ferri, Castello Borromeo di Corneliano Bertario (2019).102maCollettiva Giovani Artisti, Fondazione Bevilacqua La Masa, Galleria di San Marco, Venezia (2019); Braintooling, Forte di Monte Ricco, Pieve di Cadore (2018); Progettoborca, residenza per Dolomiti Contemporanee presso l’ex Villaggio Eni, Borca Di Cadore (2018); Opera Prima, spazio ASP-ITIS, Trieste (2018); Collezione Malutta + Black Market, Galleria Monitor, Roma (2017);PersonaliNI, Finestra Illuminata, Venezia (2016).

MARTA SPAGNOLI
“In primo luogo”

The St. Regis Rome, Via Vittorio E. Orlando 3
Dal 13 maggio 2022 fino 25 giugno 2022 dal martedì al sabato 11-19

Nel rispetto delle misure sanitarie si consiglia la prenotazione della visita: roma@galleriacontinua.com 

Per ulteriori informazioni sulla mostra e materiale fotografico: 
Silvia Pichini ufficio stampa press@galleriacontinua.com, cell. + 39 347 45 36 136


 

Spazio MICROBA, che presenta Tropicalia, mostra di Luigi Loquarto, a cura di Nicola Zito

 


Luigi Loquarto

 

Tropicalia

 

 

MICROBA

Via Giambattista Bonazzi 46, Bari

Sabato 14 maggio 2022, ore 18,00

 

 

 

Secondo appuntamento del 2022 allo Spazio MICROBA, che presenta Tropicalia, mostra di Luigi Loquarto, a cura di Nicola Zito, che sarà inaugurata sabato 14 maggio 2022, alle ore 18.

In questa occasione vengono presentate opere che fanno parte dell’ultima serie inedita dell’artista, legata alla sua personale esperienza vissuta durante il recente periodo pandemico, il quale ha generato un nuovo interesse verso il mondo vegetale (e la sua cura), trasposto con il proprio linguaggio peculiare nei lavori in esposizione.

L’esposizione di Luigi Loquarto sarà aperta e visitabile fino all’11 giugno 2022, dal martedì al sabato dalle ore 17,00 alle ore 20,00.

 

 

MICROBA si pone lontano dal canonico concetto di galleria d’arte e, anche in questo nuovo ciclo di eventi, rinnova la propria aspirazione di spazio laboratoriale e sperimentale. Attraverso le opere e le esperienze di artisti giovani ma già di respiro nazionale e internazionale, il centro barese persegue la propria missione nel territorio e intende introdurre stimoli di riflessione nel contesto culturale circostante.

 

L’Associazione culturale Achrome è un collettivo che opera nel campo dell'Arte Contemporanea, muovendosi tra molteplici ambiti, dalla didattica alla ricerca, dall'organizzazione di eventi espositivi alla formazione professionale. Intessendo rapporti con il territorio, Achrome si propone di favorire un rinnovato e più proficuo dialogo tra la città e le dinamiche dell'Arte Contemporanea.

 

 

 

Luigi Loquarto (aka gig) è un artista italiano nato nel 1982; vive e lavora a Trani, in Puglia. I suoi lavori spaziano dai wall paintings, realizzati in varie città spontaneamente o in occasione di festivals e progetti di arte urbana, alla poster art, ma anche alla pittura, al disegno e in ultimo alla scultura. Tutta la sua ricerca artistica è fortemente contraddistinta dal costante richiamo alla natura, focalizzandosi per lungo tempo sulla pietra quale elemento distintivo che caratterizza il paesaggio naturale pugliese. I suoi accumuli, dipinti sui muri in giro per le città o disegnati su carta, si ispirano proprio ai muretti a secco e ai trulli, manufatti caratteristici della sua terra. In seguito alla pandemia da Covid 19, che ha portato all’adozione in tutto il mondo di misure di lockdown, ha portato avanti un progetto di poster art sui muri di un locale del centro cittadino nella sua città, coinvolgendo vari artisti con lo scopo di sottolineare l’importante ruolo dell’arte di strada quando essa è libera da ogni cornice e, mai come in quel momento, più capace di attribuire un significato a un luogo.  In questo periodo di confinamento è partito il suo interesse per le piante, dedicandosi alla coltivazione di varie specie, e ciò ha influito sulla sua recente produzione.

 

Luigi Loquarto

Tropicalia

A cura di Nicola Zito

 

MICROBA

Via Giambattista Bonazzi 46

70123 – Bari

 

Inaugurazione: 14 maggio, ore 18,00

Fino all’11 giugno 2022

Da martedì a sabato, dalle ore 17 alle ore 20

 

Info:

MICROBA

+39 3927385558 – spaziomicroba@gmail.com - https://www.facebook.com/microba46/?fref=ts

 

ACHROME

associazioneachrome@gmail.com - https://www.facebook.com/acachrome/?fref=ts

Carlo Battisti. ARGENTOVIVO. 43 fotografie ai sali d'argento

La mostra si articola in cinque sezioni relative ad altrettante tecniche o linguaggi. Tutte le foto sono in bianco e nero e realizzate con tecnica analogica. Da stampe a contatto di grandi negativi di cm. 20 X 25 sino a piccoli assemblaggi dove l’immagine dialoga con elementi reali.

La serie “#25” compone su una sola parete venti foto che, isolate dal loro contesto, restituiscono ad oggetti di uso assolutamente comune (tazze, grucce, forbici…) l’unicità sorprendente della loro valenza estetica. Le foto della serie “Mosaic”, (stessi negativi della serie #25) sono realizzate su carte fotografiche originali degli anni ’50 di formato assai ridotto (6X9 cm. e simili), e, quindi, assemblate per ottenere stampe di dimensioni adeguate. La loro particolare “patina” è dovuta all’ invecchiamento dell’emulsione vergine.… “Ghost” è una serie che esplora il fascino di un soggetto che, piuttosto che mostrato, viene “suggerito” poiché l’immagine è “mascherata” da un vetro smerigliato. Il risultato è un’ aria di straniante mistero…Gli esemplari della serie “Box” sono realizzati con elementi tridimensionali assemblati in scatole di plexiglas, legno o metallo. Stampe ma anche lastre positive e negative, sospese all’interno della gabbia che li ospita. E foto che “dialogano” in giochi di specchi o luminose.  “Various”, infine, è una miscellanea di soggetti di taglio “concettuale”. Emblematica di questa serie è una foto che rappresenta la cornice stessa dalla quale è incorniciata: quasi una tautologia che colloca il lavoro in un contesto metalinguistico. Ancora una curiosità: in un angolo della mostra ci sono tre piccoli visori stereo: sono i bisnonni delle attuali tecniche 3D.

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Carlo Battisti, biografia: “Sono nato nel 1945”. 


Carlo Battisti. ARGENTOVIVO. 43 fotografie ai sali d'argento
Vernissage: 7  maggio ore 18.00
Durata: dal13/05/2022 al 04/06/2022
Museo Nuova Era Strada dei Gesuiti 13 – Bari
Ingresso libero

L’evento si svolgerà nel rispetto delle norme anti-Covid
Giornate ed orari di apertura: dal martedì al sabato, dalle 17.30 alle 20.00

lunedì 9 maggio 2022

Mario Red De Gabriele| Sea conditions Mare mosso da umane inquietudini

 


Sea conditions

Mare mosso da umane inquietudini

mostra personale

di Mario Red De Gabriele

a cura di Patrizia Dinoi

Interverrà per la presentazione il dott. Sabino Ciavarella

visitabile dal 13 maggio  al 5 giugno 2022, con orario di apertura 19:00 – 21:00          

 

Mario Red De Gabriele

Nasce a Bari nel 1980, si affaccia nel mondo dell'arte grazie al writing. Negli anni ha sviluppato tematiche di denuncia, traducendole con lavori pittorici, fotografici, scultorei, installativi e digitali. L’artista tende a rappresentare in chiave surrealista la relazione tra elementi umani, terreni con il mondo marino. Ne deriva una visione intima del reale in cui l’uomo, ripiegato su stesso, avvolto dal silenzio  di infinite forme di solitudine, è portato a misurarsi con la poesia del mare evocata anche solo dagli oggetti che lo ricordano. La  solitudine non è però associata a stati incoscienti di accidiosa indolenza. Nella poetica dell’artista essa induce al cambiamento quasi totale: la forma è preesistente ma il colore è nuovo, diverso, inconsueto. Prendono corpo nuove emozioni. Il bianco, il blu, il fucsia, l’arancio proiettano gli oggetti della sua scoperta in immaginifiche storie di uomini di mare avvezzi alla conquista della propria dimensione esistenziale in spazi aperti e sconosciuti. E i loro orizzonti mutano, si allargano in modo imprevedibile.

Il giovane artista vanta già un curriculum ricco di riconoscimenti importanti e numerose presenze in pregevoli mostre collettive.

                                                                                                                          

                                                                                                                                 Patrizia Dinoi

 

La comunicazione è curata da Spazio Start.

Progetto grafico : Claudia Dagostino

 

Per informazioni e prenotazioni:

Tel.:  389 191 1159

Email :  spaziostart.giovinazzo@gmail.com

Web: https://www.facebook.com/spaziostart 

mercoledì 4 maggio 2022

A MOTHER FOR EARTH. Leila Vismeh | Janine von Thüngen

Opera di Leila Vismeh

Dal 5 maggio al 18 giugno 2022, la galleria Maja Arte Contemporanea espone nei suoi spazi in via di Monserrato 30 a Roma, le sculture dell’artista tedesca Janine von Thüngen e i dipinti dell’artista iraniana Leila Vismeh, di cui la galleria ha ospitato in passato le rispettive personali.

Una madre per la Terra. Un titolo, che a ripeterlo a voce alta, par di udire un accorato appello, un’urgente richiesta di primaria tutela. La mostra, invero, nasce ancor prima dei drammaticieventi tutt’ora in corso in Ucraina; tuttavia, l’attualità aggiunge -o forse fa semplicemente emer- gere- un senso altro, una nuova intenzione: la rappresentazione della negazione della Guerra.

What if? E se per mezzo del potente linguaggio artistico mettessimo in scena un’alternativa e attraverso la ricca morbida sinuosità dei corpi femminili nudi modellati da von Thüngen ritro- vassimo un profondo senso di pienezza, fecondità, abbondanza? Se potessimo affermare la vita - e la sua implicita cura – ispirati dalle Maternità dipinte con generosità cromatica dalla Vismeh? Quanto spaventa salutare oggi quel passato presente che sostiene il contrario, salu-tare “quel clan” e affermare: “io sono diversƏ”?

Scrive Isabella Ducrot a proposito delle sculture di von Thüngen: “[...] occupano lo spazio come dei punti interrogativi, che con ostinazione stanno a sollecitare risposte, e anche a voler ri- schiare che esse non siano rassicuranti. [...] Appare così lampante e anche accattivante che in ognuna di queste statue, di piccole o grandi dimensioni, convivono caratteri opposti, sono fem- mine spavalde, creature ormai liberate, prive di allusioni a divinità edeniche, per niente sa- crali[...]. Pur esibendo attitudini sicure e determinate a queste donne immaginate dall’artista manca la testa. Non sembra che abbiano perso la testa, ma che non l’abbiano mai avuta.

La stessa sottrazione si ritrova nelle figure senza volto dipinte da Leila Vismeh. Osserva Mar- gareth Dorigatti: “Se è vero che la vita è lotta e alternanza tra i contrari, allora polemos (guerra) diventa ciò che è perché non è il suo contrario e allora, come sosteneva Spinoza, ogni determinazione è negazione. Quando costruisce attentamente la figura anatomica femminile, sola, oppure con una creatura umana tra le braccia, Leila Vismeh dichiara la sua visione anali-tica, la quale, con gesto veloce e sicuro lascia entrare l’emozione che cancella e diventa cen-sura. Il gesto creativo della cancellazione unisce nell’atto in cui divide e diventa nuova armonia.”

E alla eventuale domanda da parte delle donne del futuro: “Donne, chi erano costoro?” cisaranno risposte a noi oggi non concesse, tanto misterioso è l’enigma del nostro tempopresente. Non possiamo sapere oggi come eravamo. [Isabella Ducrot, 31 marzo 2022]

NOTE BIOGRAFICHE 
Leila Vismeh
Nasce nel 1979 ad Arak (Iran). Vive e lavora a Teheran. Nel 2009 si laurea in Pittura presso l'Università d'Arte di Teheran. Da allora partecipa a numerose collettive (in Iran, Dubai, Francia, Germania, Italia, Malesia, Qatar) e vince diversi premi e concorsi. Nel 2011 si tiene la sua prima personale alla Day Gallery (Teheran), a cui segue la seconda, nel 2015, presso la rinomata Etemad Gallery di Teheran. Nel 2016 espone la serie "The Hunting" a Roma alla galleria Maja Arte Contemporanea. Nel 2017 partecipa alla mostra ART CAPITAL, Salon des Artistes Indépendants Comparaisons Salon des Artistes Français al Grand Palais, Parigi. Del 2018 la personale "There is No End to This Winter" alla Etemad Gallery. È membro dell'Associazione iraniana Pittori e del Centro iraniano per lo Sviluppo delle Arti Visive. Leila Vismeh rappresenta l'inquietudine dell'essere umano, che si confronta con un arduo cam- mino; lo fa poeticamente, usando uno stile sia metaforico che espressionista. Mostra tutte le impervietà di questo cammino: le opportunità date o negate da un determinismo geopolitico e dai monopoli politici, che non lasciano scampo e rendono la destinazione incerta. Comunque, il cammino continua. E l'amore diventa l'unico possibile rifugio. In una lingua tanto semplice quanto sincera, la Vismeh esprime il bisogno della Terra di ritrovare l'amore materno per so- pravvivere.

Janine von Thüngen
Nasce nel 1964 a Monaco di Baviera. Attualmente vive e lavora tra Roma e Venezia.
Sue sculture e istallazioni sono presenti in numerosi musei internazionali, spazi pubblici e im-portanti collezioni private. In questi anni ha affiancato alla sua attività d’artista, la collabora-zione con istituzioni sociali, pubbliche e private, con centri per la promozione dell’educazione,oltre che con architetti e altri artisti. Tra le mostre recenti: nel 2020 "Renderings", a cura di Nikolaj Rasmussen e Dina Vester Feil- berg presso il Den Frie Centre of Contemporary Art (Copenhagen) e "Wurzeln und Flügel Ge- meinschaftsausstellung", a cura di Beate Düsterberg presso lo Schloss Reuschenberg (Düssel- dorf); del 2019 le due personali a Palermo nel prestigioso Palazzo Branciforte con "Tempo tra- sposto" e all'Archivio Storico Comunale con "Trasparenza", a cura di Chiara Modica Donà dalle Rose. Nel 2017 espone a Venezia - durante la 58ma Biennale d'Arte – “ETERNITY”, a cura di Bruno Corà a Villa Foscari – La Malcontenta. Janine von Thüngen trova ispirazione nel contrasto, nella giustapposizione tra gli esseri umani, la natura e lo spazio. Le interazioni tra questi elementi sono al centro delle sue opere. Il tempo e lo spazio sono temi che segnano il cammino e l'evoluzione di tutta la sua opera. È la relazione tra l'artista, lo spettatore e l'arte, l'obiettivo primo della sua ricerca.

Maja Arte Contemporanea
Via di Monserrato, 30 – Roma
info@majartecontemporanea.com
+39 06 6880 4621

MAR / VEN 15.30 – 19.30
SAB 11.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00
majartecontemporanea.com