giovedì 13 ottobre 2016

Non c’è abbastanza passato da andare a visitare


Non c’è abbastanza passato da andare a visitare è una sequenza onirica applicata all’archivio di ARTcore. È uno sgombero curatoriale che coinvolge opere in deposito, ephimera, buchi neri, polvere, ornamenti e idealismi tirati in ballo da artisti visivi, parenti stretti, collezionisti e amici ora chiamati a dividere il peso del trasloco imminente della galleria. Per partito preso opera smontando. È l’amplificazione di una cimice applicata negli interstizi di un mobile che fotografa il white cube come luogo cerniera tra lo studio d’artista e il pubblico visualizzandone flussi di lavoro, opere, apparati, picchi d’intensità, oggetti d’uso quotidiano, relazioni e azzardi connessi con le forme del fare arte. Nelle tre sezioni che abbraccia Non c’è abbastanza passato da andare a visitare mette in discussione le cronologie: è fantascienza pura perché non segue ordini temporali. A questo criterio predilige di gran lunga principi di compresenza e sovrapposizioni in grado di sovvertire i primati ottici delle opere con quelli di memorizzazione e oralità. Il paesaggio che si presenta non è più quello sublime a cui la galleria nel suo lustro di attività ci ha abituati ma uno spazio sfatto. Si cammina tra affollamenti e vuoti, comunicazioni interne e non sense misti all’incoscienza di cui occorre armarsi quando si fa i conti con gli aspetti enigmatici della contemporaneità ed una comunità artistica fragile e complessa. Non c’è abbastanza passato da andare a visitare è una mostra fuga. Colpo di grazia e scompiglio per lo show closing di ARTcore.

Non c’è abbastanza passato da andare a visitare 
a cura di Valeria Raho
dal 21 ottobre al 21 dicembre 2016

ARTCORE
via N. De Giosa, 48/1°piano_Bari
info@artcore.it

martedì 11 ottobre 2016

How do landscapes shape human imagination?

How do landscapes shape human imagination?
Presentazione della residenza Mediterranean landscapes

Giovedì 20 Ottobre 2016 ore 18.00
AlbumArte | Via Flaminia 122, Roma

Partecipano: Federica Candelaresi, segretario generale Biennale dei Giovani Artisti d'Europa e del Mediterraneo (BJCEM); Carlo Testini, Arci nazionale; Marco Trulli, curatore di Cantieri d’arte
Laura Lecce e Fabrizio Vatieri, curatori di Pelagica; Ryts Monet, Ieva Saudargaite Douaihi e Neza Knez, artisti.

Il 20 ottobre 2016 viene presentato, presso lo spazio indipendente e no profit per l’arte contemporanea AlbumArte, il progetto di residenza internazionale La Ville Ouverte | Mediterranean landscapes, promosso da Arci con il sostegno di BJCEM (Biennale des jeunes créateurs de l'Europe et de la Méditerranée) in vista della nuova edizione della Biennale nel 2017. How do landscapes shape human imagination? Questa è la domanda chiave della residenza artistica Mediterranean landscapes, che intende riflettere sulle mutazioni in atto nel paesaggio mediterraneo, sulle migrazioni che cambiano il volto sociale del Mediterraneo ma ne ridefiniscono, in qualche modo, anche il paesaggio urbano e la sua fruizione. Dal 21 al 31 Ottobre a Viterbo si terrà il primo step della residenza internazionale La Ville Ouverte | Mediterranean Landscapes che si svolge nella Tuscia nell’ambito del programma d residenze che Cantieri d’Arte coordina nel territorio. La residenza è un percorso internazionale che si snoda tra le aree della Tuscia e del Tigullio e che prevede un secondo step a Lubiana e la conclusione a Tirana, nell’ambito di Mediterranea 18. Biennale dei Giovani Artisti. La residenza che si terrà a Viterbo e nella Tuscia sarà un momento di riflessione e progettazione sull'immaginario collettivo e sugli spazi pubblici del Mediterraneo che vedrà protagonisti tre artisti selezionati tramite una call internazionale Ryts Monet, Neza Knez e Ieva Saudargaite Douaihi. Dieci giorni di esplorazioni e incontri con le comunità locali e con artisti, curatori, architetti, urbanisti e sociologi. Un percorso fatto di osservazione, classificazione, rilettura e riattivazione dei territori, che unisce elementi immaginari e reali, partendo dai concetti di identità e migrazione, che vedrà come ospiti diversi visiting professor, tra cui l’antropologo Franco La Cecla. La residenza invita gli artisti a interpretare il paesaggio mediterraneo, un universo multiforme e complesso da ritrarre e su cui riflettere, sotto l’aspetto geologico e fisico, ma anche politico ed antropologico. La sua natura "narrativa" genera innumerevoli ispirazioni e produzioni, i suoi confini variabili invece restituiscono infinite sfumature e identità. Per questi motivi questo paesaggio è stato scelto come materia fertile di lavoro per giovani artisti contemporanei, uno scenario dalle molteplici fisionomie e innumerevoli contraddizioni, che vorremmo fossero il punto di partenza per un dibattito su una zona geografica, che oggi si presenta come uno dei più complessi ecosistemi culturali e umani, al mondo. Attraverso l'invito di antropologi, geografi, artisti e curatori, la residenza intende condurre gli artisti selezionati a compiere una ricerca partendo da una lettura del paesaggio mediterraneo (inteso anche come paesaggio sociale, politico) non con l'obiettivo di produrne una impossibile rappresentazione, ma per immaginare nuovi paesaggi riconfigurati attraverso il confronto tra lingue, alfabeti e geografie diverse.

Un progetto promosso da Arci, Arci Lazio e Arci Liguria con il sostegno della Biennale dei Giovani Artisti d'Europa e del Mediterraneo nell'ambito del programma Europa Creativa
dell'Unione Europea.
In collaborazione con Pelagica, A pois association, Skuc association, Raj association.
Si ringrazia Albumarte

//////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////

ENGLISH VERSION

How do landscapes shape human imagination?
Presentation of Mediterranean landscapes residency

Thursday, October 20th, 2016 at 6:00 p.m.
AlbumArte | Via Flaminia 122, Rome, Italy

With: Federica Candelaresi, General Secretary of BJCEM; Carlo Testini, Arci nazionale; Marco Trulli, Curator of Cantieri d’arte; Laura Lecce e Fabrizio Vatieri, Curator of Pelagica; Ryts Monet, Ieva Saudargaite Douaihi e Neza Knez, artists.

On October 20th, 2016 at Albumarte spaces will be presented, the international artist residency La Ville Ouverte | Mediterranean landscapes, promoted by Arci with the support of BJCEM (Biennale des jeunes créateurs de l'Europe et de la Méditerranée) in view of the 2017 Bjcem Biennale in Tirana, Albany. How do landscapes shape human imagination? This is the key question of the artist residency Mediterranean landscapes, which aims to reflect on the changes and transformation in the Mediterranean landscape. With a focus on migration flows that are changing the social dynamics of the Mediterranean area and are redefining, in some way, even the urban landscape and its enjoyment. From October 21 to 31 in Viterbo will take place the first step of residency, which takes place in the context of Tuscia residency program promoted by cultural association Cantieri d'Arte. The residency is an international path that winds through the areas of Tuscia and Tigullio, with a second step in Ljubljana and the conclusion in Tirana, for the Mediterranean 18. Biennale of Young Artists. The stage in Viterbo and Tuscia is a time of reflection about the collective imagination, and public spaces in the Mediterranean area that will feature three artists selected through an international call. The artists selected, Ryts Monet, Neza Knez and Ieva Saudargaite Douaihi will spend ten days of explorations, meetings with local communities and with artists, curators, architects, urban planners and sociologists. A path of observation, classification, re-reading and re-activation of the territories, combining fictional and real elements, starting with the concepts of identity and migration, which will see as guests several visiting professors, including the anthropologist Franco La Cecla. The residence invites the artists to interpret the Mediterranean landscape, a multifaceted and complex world to portray and reflect on, under the geological and physical appearance, but also political and anthropological. Its "narrative nature" creates innumerable inspirations and productions, and its variable boundaries return refers infinite shades and identity. For these reasons, this landscape has been chosen as subject of research for young contemporary artists, a scenario with multiple faces and countless contradictions, that we would like to be the starting point for a debate on a geographical area, which today is seen as one of the most complex cultural and human ecosystems in the world. Through the invitation of anthropologists, geographers, artists and curators, the residence intends to conduct the artists selected to perform a research from a reading of the Mediterranean landscape (also as a social landscape, political) not with the aim of producing an impossible representation but to imagine new reconfigured landscapes by comparing languages, alphabets and other geographies.

A project promoted by Arci, Arci Lazio e Arci Liguria with the support of BJCEM into the Creative Europe Programe of the European Union
In cooperation with Pelagica, A pois association, Skuc association, Raj association
Thanks to Albumarte

lunedì 10 ottobre 2016

Gruppo REC. Léggere forme leggére

Léggere forme leggére
Il Gruppo REC a Palazzo Tupputi

30 ottobre – 26 novembre 2016
Palazzo Tupputi, via Cardinale dell’Olio, 30 – Bisceglie (BT)

Domenica 30 ottobre 2016, alle ore 18, presso Palazzo Tupputi di Bisceglie (BT), si inaugura Leggere forme leggere, mostra del Gruppo REC, a cura di Edoardo Trisciuzzi.
La mostra si ispira all’opera letteraria di Italo Calvino e ne interpreta le possibili letture metatestuali e ipertestuali, con dipinti, installazioni, video, sound-art e performance.
Gli interventi, concepiti in dialogo con gli ambienti del Palazzo, intendono sviluppare, attraverso una fruizione sinestetica, le molteplici interazioni tra la parola e l’immagine.
Negli ultimi anni la ricerca del Gruppo REC si è confrontata con i lavori di Italo Calvino in numerosi eventi espositivi, tra cui Le città invisibili (nell’ambito del Festival di Musica Contemporanea URTICanti) presso la chiesa di Santa Teresa dei Maschi a Bari, Ti con zero alla Galleria Formaquattro di Bari e Lezioni Americane (six+one). Omaggio a Italo Calvino presso il Fortino Sant’Antonio di Bari.
La mostra sarà anticipata da un incontro introduttivo sabato 15 ottobre, presso la chiesa di Santa Margherita di Bisceglie, in occasione della XII edizione della Giornata del Contemporaneo promossa dall’AMACI (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani).
Il Gruppo REC – Ricerca Estetica Contemporanea è un collettivo di artisti (Alessandra Lama, Natalia Bartoli, Mimmo Avellis, Francesco Avellis) nato a Bari nel 2012, che condividono la propensione a rappresentare la realtà contemporanea con linguaggi eterogenei, ma per mezzo di una simile vocazione intellettuale. Nei vari progetti, il Gruppo REC si arricchisce della collaborazione di altri artisti, come Vincenzo Chiatante, già presente nelle mostre del 2015. Per l’occasione, il Gruppo accoglie gli interventi di video-arte di Francesco Scagliola, artista multimediale e professore di Composizione musicale elettroacustica presso il Conservatorio di Bari “N. Piccinni”.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo pubblicato da Mario Adda Editore, con fotografie di Beppe Gernone.

Leggere forme leggere. Il Gruppo REC a Palazzo Tupputi

Presentazione: sabato 15 ottobre, chiesa di Santa Margherita, strada S. Margherita – Bisceglie (BT), ore 18:30
Inaugurazione: domenica 30 ottobre, ore 18
La mostra rimarrà aperta fino al 26 novembre 2016
Orari di apertura: dal lunedì al sabato, dalle ore 18 alle ore 20 (su appuntamento)

Palazzo Tupputi, via Cardinale dell’Olio, 30 – Bisceglie (BT)

Per info:
328 8459480 – 347 1876708 – 348 5626881
alelama@gmail.com / edoardo.trisciuzzi@gmail.com / grupporec@libero.it


Q.I. VEDO - Igor Grubic "Monument" & Piano City


Sabato 15 ottobre, durante la XII Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI - Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani, Q.I. VEDO, il progetto d'arte pubblica del Quartiere Intelligente a cura di Adriana Rispoli, presenta l'artista Igor Grubic.


h.19.00
Talk
Adriana Rispoli, curatrice Q.I. Vedo
Eugenio Viola, curator at large Museo Madre
Igor Grubic, artista


Seguirà in occasione dell'iniziativa PIANO CITY NAPOLI il concerto di Ramin Bahrami sulla Scala di Montesanto alle ore 21.30.

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

XII Giornata del Contemporaneo

15 ottobre – 30 ottobre 2016
Quartiere Intelligente, Scala Montesanto 3, Napoli
h 19.00 - 24

Q.I. VEDO a cura di Adriana Rispoli
Igor Grubic
Monument
2015
50’

Monument è un documentario poetico-sperimentale composto da una serie di nove ritratti di imponenti memoriali di cemento antifascisti commissionati dalla Ex Jugoslavia. Durate la guerra degli anni ’90 nei Balcani questi “guardiani della storia”, costruiti per onorare le vittime della II Guerra Mondiale, sono stati in parte distrutti perché percepiti come meri monoliti di un’ideologia comunista superata. Il tentativo di cancellare queste costruzioni è alla base di questo lavoro che punta dunque a rileggerne nella storia l’eco della questioni politiche nei Balcani. L’artista sottolinea l’inaspettata fragilità di queste strutture monumentali riprendendole in uno scenario naturale di passaggio, di cambio stagionale, evidenziando metaforicamente anche il ruolo e la ciclicità della natura che è stata testimone di una serie di traumi e di cambiamenti radicali. In una atmosfera quasi spirituale l’artista lascia che i monumenti si raccontino da soli innescando allo stesso tempo un interrogativo sul valore ed il senso del monumento oggi.

Igor Grubić (Croazia 1969) è noto per il suo attivismo politico e morale e per le sue operazioni negli spazi pubblici, spesso nati in una atmosfera misteriosa di anonimato, che mirano a generare nuovi significati come la serie 366 Liberation Rituals (2008) o Angel with dirty faces (2006). Attivo dagli anni 90 il suo lavoro include performance, fotografia e video e dal 2000 inizia a lavorare anche come produttore. I suoi lavori sono stati esposti in numerose rassegne ed istituzioni internazionali tra cui Manifesta 4, Francoforte; Tirana Biennale 2; 50.October Salon Belgrade; 11. Istanbul Biennial; Manifesta 9, Genk, , Gwangju Biennale 20th; 'Zero Tolerance', Moma PS1, New York, Tate Modern, Londra.

Il progetto è realizzato in collaborazione con l'Ambasciata della Repubblica di Croazia a Roma, l’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria, con il sostegno del Ministero della Cultura della Repubblica di Croazia, con il patrocinio dell’MSU di Zagabria e il matronato della Fondazione DonnaRegina per le Arti Contemporanee.


NINNI PEPE. THE FORM’S MACHINE


NINNI PEPE
THE FORM’S MACHINE
mostra a cura di Denis Curti
11 ottobre 2016 ore 18.30| MILANO

Francesco “Ninni” Pepe nasce nel 1956 a Fasano di Brindisi dove tuttora vive e lavora. Nel 1978 inizia a scattare e ad appassionarsi di fotografia, collaborando a diversi progetti - ricordiamo la partnership con Spazio Immagine (Bari) - e partecipando a numerose mostre collettive. Nel 2005 porta a Milano “The men of family”, mostra personale curata da Denis Curti.

Ed è proprio a Milano, presso la galleria Still, che lo rincontriamo con il suo ultimo lavoro intitolato “The form’s machine”, nuovamente curato da Denis Curti, che così commenta il progetto:

Ninni Pepe ha saputo riflettere su temi e argomenti che, a partire da una esperienza intima e personale, hanno toccato le corde del linguaggio fotografico, nel vivo della sua evoluzione verso una nuova consapevolezza artistica. Nell’intima rappresentazione del suo corpo, l’autore ha realizzato una serie di grande interesse, in grado di esprimersi su più livelli di linguaggio e di significato.

The form’s machine, in omaggio al gruppo jazz rock The Soft Machine, è una serie di 8 grandi stampe che ritraggono con leggere varianti un unico soggetto: il torso del fotografo stesso, il suo ventre, che grazie all’imposizione delle mani assume diverse forme simboliche, nel tentativo, vano, di esorcizzare la decadenza del tempo, come dalle sue parole:

Se il suicidio interrompe il corso del tempo, l’autoritratto fotografico fa del nostro corpo un cadavere più giovane, se possibile più bello, di quello che prima o poi sarà effettivamente. Quando, però, gli autoritratti riguardano un’età avanzata come la mia, l’operazione riesce meno, e oltre un residuo d’illusione c’è una sorta di punizione, di leggero masochismo.



Nini Pepe
The form’s machine
11 ottobre | 13 novembre 2016
Still, via Balilla 36, 20136 Milano
opening Martedì 11 ottobre ore 18.30
lunedì | venerdì 9,00 | 18,00
sabato - domenica su appuntamento
ingresso libero
per materiale stampa:
www.stillfotografia.it, info@stilllove.it
tel. 02 36 74 45 28

pubblica:

domenica 9 ottobre 2016

PAUL ATHANAS | Hidden Intentions _ Intenzioni nascoste Mostra fotografica a cura di Barbara Martusciello

 


PAUL ATHANAS | Hidden Intentions _ Intenzioni nascoste Mostra fotografica a cura di Barbara Martusciello In collaborazione con Rotarian Gourmet Inaugurazione: lunedì 24 ottobre, ore 18.00 in occasione di Roma Art Week 2016 EVASIONI Studio, via dè delfini 23, Ghetto-zone, Roma



PD (Paul) Athanas, autore americano con una provata esperienza nel campo della Fotografia, espone per la prima volta a Roma, città dove, tra le mete dei suoi tanti viaggi, ha una residenza.

In questa personale, a cura di Barbara Martusciello, sono state selezionate una serie di immagini che fermano la quotidianità, quasi sempre metropolitana, rintracciandone la sua peculiare bellezza. In queste panoramiche, è dominante la riflessione, il rispecchiamento, il riverbero caratterizzati dalla presenza di finestre, vetrine, elementi architettonici o urbani geometrici che l’inquadratura rende fondamentali della composizione visiva. Tale particolarità dà corpo a una sorta di misteriosa narrazione indirettamente esaltando un pensiero laterale evidenziato anche nel titolo della mostra: Hidden Intentions (Intenzioni nascoste). E', questa, una citazione di Oblique Strategies (sottotitolo: Over One Hundred Worthwhile Dilemmas), l’opera-congegno di Brian Eno e Peter Schmidt volta a facilitare negli artisti (in particolare i musicisti), la rimozione di ogni blocco creativo per una liberazione espressiva e della propria singolarità. PD Athanas la riecheggia proprio riferendosi a questo affrancamento e a tale possibilità liberatoria.

Superfici riflettenti in cui il soggetto immortalato raddoppia, o si fa evanescente, si sovrappone ad altri elementi della scena, o aperture da cui si intravedono figure, e, ancora, panoramiche di sguincio, che sono caratteristiche delle fotografie di Athanas, e che potrebbero apparire come un disturbo per la purezza fotografica, per la nettezza  del punto di vista, si palesano, invece, caratteristica distintiva dell’autore e dispositivo che rivela "un'intenzione nascosta”, secondo la strada suggerita da Eno e Schmidt nel 1975 (“Honor your mistake as a hidden intention”). La modalità sequenziale non necessariamente porta a risultati rilevanti, segnalano Eno e Schmidt: un’indicazione che è accolta anche da Paul. Infatti, e così,  è pertanto necessaria una variazione di posizione, di punto di osservazione sulla realtà  che sia altro, che incornici inesplorate angolazioni: qualcosa che PD Athanas sa fare benissimo e ci fa vedere in questa sua mostra italiana.

L’evento, che rientra in Roma Art Week 2016, è tra le iniziative promosse da Rotarian Art Gourmet _ http://www.rotariangourmet.it/

 

Una tappa della mostra è ospitata giovedì 27 ottobre, dalle ore 19.00, nell’ambito dell’Electonic Art Cafè a cura di Umberto Scrocca da Camponeschi, Piazza Farnese 52 Roma

 

Info mostra

PAUL  ATHANAS | Hidden Intentions _ Intenzioni nascoste | Mostra fotografica a cura di Barbara Martusciello | In collaborazione con Rotarian Gourmet  - Inaugurazione: lunedì 24 ottobre, ore 18.00 in occasione di Roma Art Week 2016 - Dal 24 ottobre al 7 novembre 2018 - EVASIONI Studio,  via dè delfini 23, Ghetto-zone, Roma.

Solo giovedì 27 ottobre, mostra-evento dalle ore 19.00, nell’ambito dell’Electonic Art Cafè a cura di Umberto Scrocca da Camponeschi, Piazza Farnese 52 Roma

 

sabato 8 ottobre 2016

Elio Castellana. Ad un tratto e per sempre

Interno 14: “Ad un tratto e per sempre” di Elio Castellana
con un testo critico di Fabrizio Pizzuto

14 ottobre 2016 ore 18.30 | Interno 14 | Via Carlo Alberto 63 Roma

Il giorno 14 ottobre 2016 alle ore 18.30 Interno 14_lo spazio dell’AIAC – Associazione Italiana di Architettura e Critica presenta “Ad un tratto e per sempre”, mostra fotografica di Elio Castellana con un testo critico di Fabrizio Pizzuto.

“Ad un tratto e per sempre” è il primo lavoro totalmente fotografico dell'artista che, proprio attraverso il medium della fotografia così legato per sua natura al rapporto fra l'esserci e il mancare, si confronta col tema della perdita. Un lavoro severo e poetico che fonda la sua struttura sulla fragilità emozionale da cui sorge.

“(...) Le cose della vita sono nella cornice incastonate, sono mura di case vissute, sono la decadenza del ricordare, sono la danza della sopravvivenza. Questo avviene anche nel lavoro di Elio Castellana.

“Ad un tratto e per sempre” è un lavoro fotografico e poetico. Queste mura, fotografate, vivono e si realizzano nella mente in un continuo zoom, dentro fuori, dettaglio insieme, sono stanze della mente, mura che andranno appese su muro.

Tutto si fa senso nel perdersi alla luce, fotosintesi, foto e sintesi, sintesi della foto oppure operazione di filtraggio e rinascita, rielaborazione, clorofilla, linfa vitale.

L'assenza è sempre una presenza. La presenza di un assente. Un elefante che cammina non visto dentro ad una stanza. Siamo tutto quello che siamo stati. E lo siamo ancora, anche se sanati. Le chiamano cicatrici ma sono pezzettini del corpo.

Lo zoom adesso diventa uno zoom intimo. Non solo dettaglio, particolare e universale, ma interno ed esterno, intimo e palese. Nel luogo dentro cui siamo che è il nostro corpo, intimo ed esteriore, ci stiamo. Ci muoviamo come gatti con gli occhi spalancati per vedere al buio. Stringendo nel dettaglio, approfondendo con la visione, c'è il cuore e con lui le assenze e l'odore di quello che non c'è più. Allargando c'è invece la vita dentro cui ci si perde.

In mezzo c'è una penombra, buio dentro cui ritroviamo oggetti, sui comodini del tempo, senza la polvere, vivi e nel passato. Alzando la testa una luce e il colore sembrano apparire alla fine delle stanze. Abbiamo speranza, abbiamo mano, natura, cuore, aria.

Questa in definitiva è anche la vita dell'immagine, dell'immaginario che ha per referente la realtà, astratta in quanto selezione, abstract, estratto, che significa anche prelevato.” (Fabrizio Pizzuto)
Elio Castellana (Brindisi, 1971) artista visivo e fotografo, opera sul confine tra realtà e finzione, freddezza e incandescenza, utilizzando diversi media, dall’installazione,al video, alla performance, alla fotografia. La sua esperienza come regista e come psicologo sociale lo portano ad utilizzare strumenti concettuali come la sospensione dell’incredulità, la giustapposizione di elementi incoerenti e il ribaltamento del senso comune come chiavi per indagare le tensioni spirituali e i paradossi che permeano l’immaginario visivo contemporaneo, con un focus specifico su temi come l’identità, la morte, la sessualità, la rappresentazione del sè e del prodotto artistico. Nel tempo si confronta con artisti e performer, collaborando e partecipando al lavori linguisticamente diversi. Le sue opere sono state ospiti in sedi istituzionali e non, come Palazzo delle Esposizioni Roma, Teatro Parenti Milano, Istituto Svizzero di Cultura – Istituto di Romania Roma, Teatro India Roma, Accademia di Ungheria Roma, Museo Nazionale di Cosenza, gallerie private, luoghi d’arte non convenzionali come il MAAM e il Forte Prenestino di Roma e in vari festival cinematografici; alcuni dei suoi video sono stati prodotti e trasmessi da Sky Cinema Italia. Fra le mostre più recenti ricordiamo “Open Space 2” presso la Galleria Nazionale di Cosenza, “Ribirth day” al MAAM di Roma, “Artsiders” presso la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, “Ostrale ’15” a Dresda Germania e l’installazione “In nomine” presso la Galleria Spazio Y Roma. Vive e lavora fra Roma e Brindisi.

La mostra è visitabile dal 15 al 21 ottobre 2016 su appuntamento: T. +39 3494945612

“Ad un tratto e per sempre” di Elio Castellana aderisce all’11° Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI: la mostra sarà visitabile il 15 ottobre dalle 17 alle 21.

L'iniziativa non si prefigge finalità commerciali di alcun genere, ma fa parte delle attività culturali dell'associazione. L'evento sarà strettamente su invito e prenotazione: mandare una mail a uffstampaaiac@presstletter.com

Associazione Italiana di Architettura e Critica

UFFICIO STAMPA AIAC
Roberta Melasecca
uffstampaaiac@presstletter.com
tel. 349 4945612
per info eventi: www.presstletter.com