Ενεργειακά Τοπία _ spazi energetici
Il titolo della mostra, Ενεργειακά Τοπία, introduce una riflessione sul paesaggio come campo di intensità e percezione. Il lavoro nasce da un’esperienza diretta della natura, restituita come condensazione di energie, memorie e stati percettivi. I dipinti si sviluppano attraverso composizioni che uniscono frammenti di paesaggi osservati e studiati, dando origine a spazi che non esistono ma che risultano familiari. Ambienti sospesi tra presenza e assenza, tra densità e rarefazione. Il colore accade, manifestandosi come materia, intensità, presenza che si deposita e si espande nello spazio pittorico.
La pratica si confronta con una sensibilità affine alle tradizioni visive orientali, in cui il vuoto assume una funzione strutturale. Le zone rarefatte attivano: sono spazi di sospensione e possibilità, in cui l’immagine resta instabile, attraversabile. In questo contesto, lo sguardo entra in relazione, muovendosi all’interno dell’immagine e sostando in uno stato di attenzione e sospensione. La pittura diventa una soglia: un luogo di passaggio tra visibile e percepito, tra esperienza e memoria.
Pantelis Nicolaou è un artista cipriota che vive e lavora a Nicosia.
Dopo la laurea all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, ha proseguito gli studi a Firenze, nel campo del restauro pittorico. La sua pratica si sviluppa attorno alla pittura come campo aperto, in cui immagini e forme emergono attraverso processi di accumulo, variazione e slittamento. Il colore assume un ruolo centrale come agente attivo e generativo; percorre la superficie, strutturando l’immagine attraverso stratificazioni, ripetizioni e modulazioni. Ne risultano configurazioni instabili, sospese tra costruzione e dissoluzione, tra riconoscibilità e perdita di forma.
Parallelamente insegna e conduce il proprio atelier nella città vecchia di Nicosia. Ha esposto a Cipro e all’estero, tra cui l’Armenian Center for Contemporary Experimental Art (Yerevan, 2024), il CVAR (Nicosia, 2023), la Biennale Internazionale di Pittura in Moldova (2021) e la Biennale di Larnaca (2018).
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H λεμφική ηχώ των τόπων
L’eco linfatico dei luoghi
Nicolau Pantelis opera una ricerca ontologica che scandaglia le entità del mondo con le loro categorie nodali dell’esistenza. La linfa d’indagine verte heideggerianamente sulle cause ultime della realtà, l’epistemologia e più genericamente la metafisica e quei campi energetici invisibili o “energie sottili” che rievocano l’estetica atemporale dei territori e la memoria storica in nuclei, ove l’antropizzazione è assente e la pittura si fa soglia esistenziale. Il sorgere di un place attachment risulta vitale, così come l’evoluzione del nesso tra individuo e ambiente specifico densissimo di significati, vissuti e di un proprio ordine strutturale interno, generante una “place identity” che, altresì, non vuole imporre una difesa sulla terra di studio. Di contro, ciò porta a una naturale osmosi e intensa percezione dell’eco che conduce il corpo a una sovraesposizione immersiva e che interessa la psiche. L’insieme degli attributi spaziali, le azioni e i comportamenti svolti in una determinata area e le rappresentazioni mentali ed emotive afferenti al luogo producono un annodamento vicendevole, secondo il modello di Canter, e provocano un'identità del locus. Gli stessi diventano attori attivi per gli stati emotivi, percezioni, comportamenti e definiscono il nostro “io”, attraverso i ricordi e le esperienze interrelati. L’analisi del luogo determina una libertà d’azione e uno svincolo dalla resistenza, intercettando quelle energie psicogeografiche, spingendosi verso la deriva debordiana che abbandona i percorsi abituali dell’essere, orientando il soggetto verso un vagabondaggio senza meta e figlio della guida di stimoli emotivi e sensoriali del territorio. Soggettivamente, viene superata una cartografia classica, per il ritrovamento di nuove aree lontane dai centri urbani, e che privilegiano un’emancipazione dei propri istinti, ponendo una decostruzione degli spazi urbani, in cui - come sostiene Burges E.W. in “Lo sviluppo delle città”, contenuto in “Le città” di Park R. E. - “con l’andare del tempo ogni zona e ogni quartiere della città assume qualcosa del carattere e delle qualità dei suoi abitanti…”.
Si imprime una dissociazione da un habitat autoctono per privilegiare un’etica della deriva che nega il radicamento territoriale sterile, per attivare un itinerario multidirezionale. La liberazione avviene principalmente tra i boschi incontaminati di Cipro e gli ultimi paesaggi esplorati dall’artista, fissati attraverso il disegno e il mezzo fotografico. L’erranza procede attraverso un ordine labirintico, seducente e fervido e un sentimento simpatetico corale, distante da ogni rigore accademico o dottrinario, per giungere alle più autentiche derive. I luoghi frequentati definiscono il nostro “io”, attraverso associazioni, ricordi ed esperienze associate. In effetti, è quando parliamo di luogo che immettiamo caratteristiche fisiche, oggettive e valutazioni impresse dalla nostra persona, mentre il concetto di ambiente continua a riferirsi alle mere caratteristiche fisiche. L’intenzione dell’artista non è quella di modificare l’ambiente per renderlo più simile a sé ma la mera osservazione che coglie il profumo del fogliame, il suono dell’acqua, la vitalità del vento che muove le entità naturali e infonde un’impressione energetica di attraversamento che ci raggiunge e ci pervade involontariamente.La fotografia e gli appunti disegnati, impiegati da Pantelis, ritraggono e perpetuano la forza che è contenuta nel soggetto, riconoscibile come perturbante e riconducente a un’antica concezione del mondo, tipica dell’animalismo e utile al passaggio sulla tela. Non cercano un proprio status per erigersi a mezzo primario, nel lavoro dell’artista, ma divengono dispositivi d’indagine che ritagliano una parte di orizzonte, in cui traggono quelle linee di energia ritrovate, trasmutando in strumenti narrativi, abili nell’imprimere l’anima del luogo, tracciandone, con la materia immaginifica, la purezza e la sensibilità che ne discernono il volto. Il paesaggio, dunque, non risulta reale ma trascendente il dato visivo. Il colore è espressione sia dell’energia, sia della posa riservata e attenta, rispetto alla natura e alla sua esperienza diretta. Si apre una fenditura che ha la funzione strutturale di intervallo visivo, spaziale e senza tempo, quel ‘Ma’ che cesella il visibile dall’invisibile, in cui il taglio bidimensionale e la composizione, memori delle stampe giapponesi, sono indennizzati dalla fluttuazione e dall’organicità del mondo. I toni selezionati registrano un avvicinamento ai colori energetici scelti dall’espressionismo astratto del Colour Field, che tende a ridurre le forme naturali a geometrie e ritmi basali. Così, i toni del tramonto pullulano festosi, inseguendo il violetto, il nerbo del giallo si celia con la vividezza del rosso, con la sincerità e la forza generatrice del verde e con la quiete del blu, volteggiando in un sismografo di energia sottesa che, stringendo l’intera superfice dell’opera, arriva fino a solleticare l’essenza individuale.
di Laura Catini
Ενεργειακά Τοπία _ Spazi Energetici
di Pantelis Nicolaou
di Pantelis Nicolaou
a cura di Martina Marini Misterioso
Testo critico a cura di Laura Catini
Testo critico a cura di Laura Catini
con il patrocinio del Comune di Montesilvano
primopiano
via G. D'Annunzio 33,
Montesilvano
https://maps.app.goo.gl/8okyDvpxQtXm4b7o9
Sabato 6 Giugno h 18:00 incontro con l'artista
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Sabato 6 Giugno h 18:00 incontro con l'artista
11 Giugno h 18:00 Finissage
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