martedì 9 giugno 2026

Double blind di Paolo Bufalini, quinto appuntamento di Overton Window


Matèria è lieta di annunciare il quinto appuntamento di OVERTON WINDOW - un ciclo espositivo ospitato all’interno della sua vetrina su strada - mirato a puntare i riflettori sull’arte digitale e on-chain, sviluppato in collaborazione con Re:humanism; la pionieristica piattaforma curatoriale fondata da Daniela Cotimbo dedicata ad esplorare le complesse relazioni tra cultura umanistica e scientifica, con una particolare enfasi sulla ricerca nell’ambito dell’intelligenza artificiale.

OVERTON WINDOW si propone di esplorare le possibilità derivanti dalla nostra relazione simbiotica e in rapida evoluzione con la tecnologia. Il progetto mira a sostenere gli artisti che trattano tematiche all’intersezione tra arte e tecnologia, con l’obiettivo di sfruttare il potenziale dirompente delle tecnologie AI e blockchain, aprendo la strada a nuovi modelli di produzione artistica.

Inoltre, OVERTON WINDOW funge da catalizzatore per rielaborare la produzione culturale, i mercati e i modelli di proprietà, fornendo agli artisti una piattaforma e una struttura di supporto per la sperimentazione all’interno di un panorama tecnologico in costante evoluzione.

Pensato come un ciclo di installazioni, OVERTON WINDOW presenta un dialogo aperto tra il pubblico e una selezione di artisti locali e internazionali. Filo conduttore dell’intero progetto è il concetto di nuove mitologie del digitale, un tema che abbraccia diverse declinazioni del nostro rapporto con il contemporaneo.

Se da un lato infatti chatbot, avatar e assistenti vocali diventano nuovi idoli, simulacri digitali che incarnano nuove tipologie di animismo, dall’altra proprio rinnovate forme di ritualità digitale abbracciano prospettive diversificate e suggeriscono nuove narrazioni.

Il quinto appuntamento di OVERTON WINDOW presenta un’installazione inedita dell’artista italiano Paolo Bufalini, intitolata double blind.

L’opera è composta da due immagini appartenenti alla serie Rückenfiguren (2024 - in corso), che Bufalini sviluppa a partire dal motivo romantico della Rückenfigur: una figura vista di spalle e rivolta verso un altrove misterioso e inaccessibile. 

I due ritratti, che alludono a memorie personali e familiari dell’artista, si rivelano a uno sguardo attento come immagini sintetiche. Sono stati ottenuti riaddestrando modelli di intelligenza artificiale generativa con fotografie scansionate e digitalizzate provenienti dagli album di famiglia dell’artista. 

Assumendo i segni del tempo, come graffi, polvere e imperfezioni proprie della fotografia analogica amatoriale, i nuovi modelli generativi producono un’estetica peculiare, un linguaggio ibrido tra l’immaginario visuale enciclopedico incorporato nel modello e un paradigma visivo circoscritto, intimo ed emotivamente denso. Il gioco del doppio, inoltre, contribuisce ad alimentare l’ambiguità semantica di queste immagini, proiettandosi oltre la riproducibilità tecnica e l’indessicalità fotografica, verso un territorio ancora inaccessibile fatto di rappresentazioni statistiche, memorie e credenze collettive.
-
Paolo Bufalini (Roma, 1994) è artista visivo e ricercatore. Il suo lavoro, basato su pratiche installative, fotografiche e post-fotografiche, esplora il rapporto tra affezione e alterità, mettendo in dialogo il tecnologico e l’emotivo, il passato profondo e i futuri possibili, il documentale e l’immaginario. Ha esposto in spazi istituzionali e indipendenti in Italia e all’estero, tra cui: Iuno, Roma; Fondazione Home Movies, Bologna; Palazzo Ducale, Genova; NUB project space, Pistoia; Museo di Palazzo Collicola, Spoleto; Marktstudio, Bologna; La Rada, Locarno; Gelateria Sogni di Ghiaccio, Bologna; Civitella Ranieri Foundation, Umbertide (PG); Dolomiti Contemporanee, Belluno; Fabbri-Schenker Projects, Londra; Localedue, Bologna; MASSIMO, Milano; Raum, Bologna; Neverneverland, Amsterdam. Tra i premi, le commissioni e le residenze recenti: SIAE – Per Chi Crea (2023); Carapelli for Art (2022); Premio Acquisizione della Regione Emilia-Romagna (2020); Nuovo Forno del Pane, MAMbo, Bologna (2020).
Attualmente è dottorando presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove conduce una ricerca sull’atmosferico come sentimento spazializzato.
Parallelamente alla sua pratica artistica individuale, Bufalini ha condotto negli anni un’intensa attività nell’ambito dei progetti artist-run a Bologna - come co-fondatore di TRIPLA (2016–19) e, dal 2024, come membro del collettivo che gestisce Gelateria Sogni di Ghiaccio.

Overton Window - Paolo Bufalini, double  blind
a cura di Re:humanism
Opening: 12 giugno, 2026