mercoledì 13 luglio 2022

Dialoghi. Pino Pascali e Ugo Mulas

Pino Pascali, 1968_Fotografie Ugo Mulas © Eredi Ugo Mulas. Tutti i diritti riservati. Courtesy Archivio Ugo Mulas, Milano – Galleria Lia Rumma, Milano_Napoli


Venerdì15 luglio 2022 alle ore 19 (fino al 2 ottobre 2022) la Fondazione Museo Pino Pascali presenta la mostra Dialoghi. Pino Pascali e Ugo Mulas, curata da Alessio de’Navasques in collaborazione conl’Archivio Ugo Mulas, con il coordinamento scientifico di Rosalba Branà.

Quarantuno immagini in bianco e nero, rare vintage print, serie poco conosciute o mai esposte interamente, tracciano uno spaccato di incontri e destini incrociati, tra il fotografo milanese e l’artista pugliese, in un racconto inedito che riallinea e ricuce le relazioni tra arte, moda ed editoria, attraverso l’esperienza pionieristica de L’Uomo Vogue.

È proprio la testata, nata nel 1967, a commissionare a Mulas i ritratti che scatta a Pascali a Roma nel 1968. Quelle foto codificano il mito di Pascali in un’iconografia nuova e seducente e costituiscono l’incipit alla prima parte del percorso espositivo, nella quale si ricostruisce la storia, collocandola come esperienza peculiare all’interno della ritrattistica di Mulas dedicata agli artisti, in questo caso seguendo la singolare declinazione della fotografia di moda.

Nel tempo dilatato dei fotogrammi, Pascali si muove, rotola, interagisce con la sua opera Cavalletto, inscenando a tratti una performance, s’innalza sul corpo in un rovesciamento simbolico. In questa sequenza, esposta per la prima volta nella sua totalità, Mulas coglie - con quel distacco tipico da testimone-interprete,che ha maturato nell’osservazione degli artisti a New York e in particolare di Duchamp - i tratti caratteristici della personalità di Pascali: la verve ironica, l’anticonformismo, l’intenzione profonda nella ricerca del gesto e nel rapporto con l’opera. 

Questi scatti diventeranno il suo ritratto più famoso, reiterato nell’immaginario collettivo dell’arte contemporanea: eppure pochi sanno l’origine di quelle foto, di cui la mostra riassembla la storiariaccendendo l’attenzione sulla produzione fotografica di Mulas per i primi numeri de L’Uomo Vogue.

Tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta, la rivista, con la direzione artistica di Flavio Lucchiniè un territorio di sperimentazione e ricerca, nel segno di una creatività italiana talmente fresca e rivoluzionaria da rendere il magazine un unicum,distribuito in tutto il mondo.

La moda è il vettore che dà forma ed espressione a più libera rappresentazione del maschile, dando spazio a nuovi codici, aprendo nuove possibilità vestimentarie per l’uomo che in quegli anni si libera dalla formalità dell’abito tradizionale per indossare, disinvolto, pellicce, giacche alla coreana, capispalla di origine militare. Per ritrarre questo cambiamento sociale epocale non vengono scelti modelli professionisti, ma artisti, cantanti, attori conosciuti e non, registi, creativi di ogni genere, “tutti quelli che avevano una forte personalità, una immagine nuova, curiosa, particolare”, come ricorda lo stesso Lucchini

La mostra porta alla luce la storia poco nota di questa esperienza seminale nel panorama editoriale internazionale, ricostruendo - per la prima volta attraverso tutte le immagini - due degli editoriali più belli di Mulas pubblicati sui primissimi numeri della testata, quello con gli artisti in pelliccia del 1967 e Sette più sette artisti d'oggi le loro opere i loro abiti del 1969. Per queste serie posarono personaggi di spicco della scena culturale di quegli anni: da Lucio Fontana a Ettore Sottsass da Alighiero Boetti, ad Aldo Mondino, Tommaso Trini, Getulio Alviani e molti altri. In questa occasione Mulas scatta il più iconico dei ritratti di Giangiacomo Feltrinelli editore e rivoluzionario, tra gli avventori celebri del Bar Giamaicache appare, elegante e dandy,in astrakan e colbacco, come un personaggio di Pasternak, di cui era stato il primo a pubblicare in Italia le opere. Nell’editoriale del 1969 sarà pubblicata postuma l’immagine di Pascali scattata a Roma l’anno precedente: tutto vestito di nero, con sandali e un foulard al collo, fedele alla sua “uniforme” d'artista che indossa abiti di Porta Portese, in una forma di resilienza alla seduzione della moda e della comunicazione.

Coeve ai ritratti nello studio - e forse ugualmente destinate a L’Uomo Vogue - sono le foto di Pascali con la compagna di allora, Michelle Coudray, sul Lungotevere, in cui Mulas fissa in eterno, nello smagliante controluce, il mito della giovinezza, assieme alla spontaneità e alla gioia di vivere dei gesti della coppia. Lo scatto con Pascali di spalle - quasi una presenza evocata da un’aurea di ricci splendenti con l’ombra di Michelle sullo sfondo - è un’altra immagine molto nota dell’artista, che appare riprodotta anche nel famoso libroAutoritrattodi Carla Lonzi. La mostra riesce a contestualizzare questa fotografia, ricostruendo l’intera sequenza di quella giornata.

La seconda parte del percorso espositivo segna il perimetro degli incontri tra i due, nell’arco di pochi mesi, prima della scomparsa prematura dell’artista, in un tragico incidente nel settembre del 1968.

A Venezia, durante la Biennale del ’68, Mulas è presente per realizzare un reportage dedicato all’evento: la Biennale è per il fotografo una specie di grande teatro, un happening senza soluzione di continuità che pone questioni di durata, problemi di composizione, di resa del movimento, dove l’occhio dell’obiettivo fotografico è lo strumento di comprensione totale, lo sguardo che unisce, in un istante, i generi della cronaca e del ritratto. 
L’ultimo incontro è postumo, con le sole opere, nuovamente a Roma, in occasione della mostraVitalità del Negativo, curata da Achille Bonito Olivaa Palazzo delle Esposizioninel 1970. Qui, l’obiettivo di Mulas documenta i 32 metri quadrati di mare circa, cogliendone l’icastica presenza in una serie di sette immagini, anche questa esposta integralmente per la prima volta. 

Si ringrazia la Galleria Lia Rumma Milano / Napoli.

Pino Pascali Roma_1968_Fotografie Ugo Mulas © Eredi Ugo Mulas. Tutti i diritti riservati. Courtesy Archivio Ugo Mulas, Milano – Galleria Lia Rumma, Milano_Napoli


Dialoghi: Pino Pascali e Ugo Mulas

Venerdì 15 luglio ore 19 (fino al 2 ottobre 2022)

Fondazione Pino Pascali
Via Parco del Lauro 119
Polignano a Mare (BA)

press@museopinopascali.it
+39 3201122513
www.museopinopascali.it

pubblica: 


lunedì 11 luglio 2022

Straperetana 2022 | L’abaco rovesciato

Margherita Moscardini 
INHABITIN WITHOUT BELONGING

La sesta edizione di straperetana – manifestazione artistica ideata da Paola Capata e Delfo Durante – è in programma da sabato 16 luglio a domenica 28 agosto 2022 nel borgo di Pereto (AQ). Dopo cinque anni, la struttura della rassegna cambia forma: al posto della mostra disseminata in tutto il paese sono previsti interventi artistici più circoscritti, che saranno affiancati da una serie di incontri e presentazioni nell'arco del mese di apertura di straperetana.

Sede principale della rassegna sarà Palazzo Maccafani, nel punto più alto di Pereto. L'edificio storico, già in passato sede del progetto, ospiterà la mostra L'abaco rovesciato, a cura di Saverio Verini. Per questa collettiva sono stati invitati cinque artisti: Riccardo Baruzzi(Lugo, RA, 1976), Margherita Moscardini(Donoratico, LI, 1981), Alek O.(Buenos Aires, Argentina, 1981), Cesare Pietroiusti(Roma, 1955), Namsal Siedlecki(Greenfield, USA, 1986). A ognuno di loro è stato chiesto di individuare un artista che possano riconoscere come un riferimento, un modello o una figura seminale nel proprio percorso. Le risposte sono state sorprendenti: c’è chi ha scelto nomi più affermati e chi ha coinvolto dei veri e propri outsider, altri ancora hanno optato per dei coetanei, mettendo in discussione e – come suggerisce il titolo dell’esposizione – ribaltando il concetto stesso di “maestro”. Una questione chiave, quella che la mostra intende affrontare, capace di offrire spunti di riflessione e risvolti imprevisti sull’importanza delle influenze nei processi di creazione artistica. Ognuna delle cinque stanze di Palazzo Maccafani sarà dedicata a questi dialoghi, che sottolineano l'importanza del confronto generazionale, da sempre elemento caratterizzante di straperetana.

Riccardo Baruzzi ha scelto di presentare il proprio lavoro in dialogo con il fotografo Marcello Galvani(Massa Lombarda, RA, 1975). Alcune opere della serie dei Giunchie degli Spaventapasseri, realizzate da Baruzzi per l’occasione, saranno affiancate da un gruppo di scatti di Galvani, raccolti nel libro Di palo in frasca (ed. Lugo Land, 2015): gli interventi di Baruzzi, sospesi nello spazio, e le immagini a parete di Galvani trovano una comune fonte d’ispirazione nel loro paesaggio d’origine (la provincia di Ravenna e in particolare le aree rurali attorno alla città): un paesaggio fatto di elementi vegetali e tracce umane che si incontrano (talvolta fondendosi) e che per entrambi rappresenta uno stimolo inesauribile, sulla scorta della “lezione” di Guido Guidi, con il quale Baruzzi e Galvani si sono formati negli anni dell’Accademia.

Alek O. ha invitato il connazionale Diego Bianchi (Buenos Aires, Argentina, 1969), tra i più importanti autori argentini della sua generazione. I due artisti proporranno un dialogo a partire da elementi scultorei di piccolo e medio formato, contraddistinti da un approccio ironico, ludico, paradossale. Le opere di Alek O. sono caratterizzate dall’utilizzo di materiali di origine industriale che vengono di volta in volta assemblati sfruttandone la modularità; è così che, attraverso la capacità compositiva dell’artista – che ne ribalta l’iniziale destinazione d’uso –, piastrelle e maioliche impiegate nell’edilizia assumono la forma di sculture preziose e metafisiche; o, ancora, delle plafoniere poggiate a terra diventano dei corpi luminosi misteriosi e attraenti. Un’attitudine analoga si riscontra anche nelle opere di Bianchi: frutto di assemblaggi imprevedibili e giocosi, gli interventi dell’artista partono dall’utilizzo di elementi naturali (frutta e verdura) e artificiali (piccoli marchingegni autoprodotti), che vanno a comporre una popolazione ibrida fatta di incontri imprevisti, incroci incongruenti e incidenti di percorso.

Cesare Pietroiusti ha deciso di chiamare in causa uno dei “padri” dell’arte concettuale italiana, Piero Manzoni(Soncino, CR, 1933 - Milano, 1963). L’intervento di Pietroiusti ruota attorno a una delle opere più iconiche di Manzoni: il celebre Socle du Monde, presente in mostra attraverso una riproduzione fotografica, di proprietà dello stesso Pietroiusti, realizzata da Henk Peeters(L’Aia, Paesi Bassi, 1925 - Hall, Paesi Bassi, 2013), a sua volta artista e amico di Manzoni. Il dialogo tra i due artisti avviene seguendo un approccio decisamente concettuale: a fianco della riproduzione fotografica del Socle du Monde, sarà infatti presentato un testo-omaggio scritto da Pietroiusti proprio a proposito dell’opera manzoniana, pubblicato originariamente sulla Rivista di Psicologia dell’Arte nel 1981. Dello stesso testo, di cui è esposto l’originale, saranno inoltre messe a disposizione delle copie anastatiche, che i visitatori potranno consultare e prendere liberamente.

Namsal Siedlecki ha coinvolto Sofia Bentinck(Deventer, Paesi Bassi, 1924) e Joan Hudson(Chicago, USA, 1931). Entrambe artiste “amatoriali”, Bentinck e Hudson sono le nonne di Siedlecki; ed è anche grazie a loro che l’artista ha deciso di intraprendere un percorso legato alla creazione di immagini. Fin da piccolo, infatti, Siedlecki è cresciuto circondato dalle creazioni delle nonne: in questo senso, la scelta dell’artista si configura come un omaggio alle proprie origini e all’importanza degli stimoli ricevuti nei primi anni di vita. Nello spazio espositivo, decine di diapositive di Hudson e una serie di sculture figurative di Bentinck (da cui Siedlecki ha tratto quattro copie in bronzo) sono messe in relazione a delle opere sottoposte a un processo di pietrificazione realizzate da Siedlecki negli ultimi anni, proponendo una riflessione sulla sovrapposizione temporale e sul legame affettivo con certe immagini.

L’ultimo dialogo in ordine di apparizione è quello tra Margherita Moscardinie Bas Jan Ader(Winschoten, Paesi Bassi, 1942 - scomparso in mare, 1975). Moscardini ha pensato di presentare Inhabiting without belonging, opera che riflette l’interesse dell’artista per il concetto di “appartenenza” e, in particolare, per un’altra idea di cittadinanza. La grande scritta in bronzo – che richiama la questione di una parte di terra non sottoposta ad alcuna sovranità come l’Alto Mare – trova una corrispondenza con la proiezione di un breve video che mostra Bas Jan Ader in procinto di salpare con una piccola barca a vela per la traversata oceanica da Cape Cod (Stati Uniti) verso l’Inghilterra, nel tentativo di realizzare il proprio viaggio-performance In search of the miraculous. L’artista olandese scomparve in mare, non lasciando più tracce di sé. Pur nella differenza formale, i lavori di Margherita Moscardini e Bas Jan Ader sono attraversati da una carica utopica, epica e insieme tragica.

Altra cifra del progetto è l’attenzione dedicata al territorio abruzzese e alla sua scena artistica. In continuità con le precedenti edizioni, l’artista Matteo Fato ha selezionato due autrici di generazioni differenti, Lea Contestabile (Ortucchio, AQ, 1949) e Daniela d'Arielli (Ortona, CH, 1978), che realizzeranno degli interventi inediti per le vie del borgo. Le installazioni troveranno spazio nello spazio pubblico di Pereto, dialogando con il contesto e restando visibili per tutta la durata della rassegna.

Infine, il programma di iniziative collaterali vede la partecipazione degli studiosi Gianni e Giuseppe Garrera, protagonisti domenica 31 luglio di una conferenza che riprenderà ed estenderà i temi della mostra a Palazzo Maccafani. Tra l’8 e il12 agosto saranno organizzate delle attività didattiche rivolte ai bambini di Pereto, in collaborazione con la Proloco. Domenica 28 agosto, infine, sarà presentato il catalogo che ripercorre le prime cinque edizioni di straperetana.

Quest’anno straperetana si presenta sotto una nuova veste”, commentano gli ideatori della rassegna Paola Capata e Delfo Durante. “Dopo cinque edizioni caratterizzate dall’organizzazione di una mostra disseminata in tutto il borgo, per il 2022 – in maniera molto spontanea – abbiamo pensato a un’esposizione più circoscritta, ma non meno ambiziosa. Il nostro focus è sempre sull’arte contemporanea, ma ci piace l’idea che, al di là della parte espositiva, possano crearsi momenti di incontro e approfondimento in grado di diversificare la proposta culturale di straperetanae offrire occasioni per tornare a visitare il borgo di Pereto. Naturalmente le opere e il coinvolgimento degli artisti partecipanti rimangono al centro del progetto: ed è un onore per noi accogliere il lavoro di autori riconosciuti a livello internazionale in un contesto come Pereto, che negli anni ha dimostrato un interesse e un attaccamento crescenti nei confronti della manifestazione”.

L’edizione 2022 di straperetana sarà visitabile a partire dalla giornata di apertura, sabato 16 luglio, dalle 11.00 alle 20.00. È gradita la prenotazione all’indirizzo: info@straperetana.org. La mostra sarà aperta fino a domenica 28 agosto. Nelle settimane di apertura, le opere saranno liberamente fruibili dal pubblico nel fine settimana (sabato e domenica), dalle 16.00 alle 20.00; negli altri giorni su appuntamento.

Si ringrazia la Collezione Maramotti di Reggio Emilia per la concessione dell'opera di Margherita Moscardini e l’Estate di Bas Jan Ader / Mary Sue Ader Andersen & Meliksetian | Briggs, Los Angelesper la concessione del video di Bas Jan Ader.


Titolo: straperetana 2022 / L’abaco rovesciato
Artisti: Riccardo Baruzzi in dialogo con Marcello Galvani; Margherita Moscardini in dialogo con Bas Jan Ader; Alek O. in dialogo con Diego Bianchi; Cesare Pietroiusti in dialogo con Piero Manzoni; Namsal Siedlecki in dialogo con Sofia Bentinck e Joan Hudson // Lea Contestabile, Daniela d’Arielli
A cura di: Saverio Verini, con la collaborazione di Matteo Fato
Organizzazione: Paola Capata e Delfo Durante
Luogo: Pereto (AQ), varie sedi
Inaugurazione: sabato 16 luglio 2022 dalle ore 11.00 alle 20.00. Gradita la prenotazione: info@straperetana.org
Durata: dal 17 luglio al 28 agosto 2022
Orari: sabato e domenica 16.00-20.00; gli altri giorni su appuntamento
Info e email: www.straperetana.org – info@straperetana.org
Account social: Facebook: straperetana – Instagram: straperetana

mercoledì 6 luglio 2022

Lorem — Distrust Everything a cura di Re:Humanism


COSMO, spazio veneziano di produzione e creazione per il suono e le arti visive e performative, è lieto di ospitare e co-produrre la première italiana del nuovo lavoro immersivo di Lorem Distrust Everything, a cura d Re:Humanism.

All’interno dell’abside Seicentesco della ex-Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, sull’isola della Giudecca, l’installazione audiovisiva immerge i visitatori all’interno di un sogno allucinato realizzato attraverso sistemi di Intelligenza Artificiale. Reti neurali generative analizzano l’archivio che raccoglie 21 anni di trascrizioni dei sogni di Mirek Amendant Hardiker, artista americano ed ex ricercatore a Stanford. A partire da questi, il sistema elabora un sogno radicalmente nuovo, attorno a cui si sviluppa la sceneggiatura per l’intera installazione.

Il lavoro si configura nella forma di una camera immersiva, in cui proiezioni e composizioni elettroniche avvolgono lo spettatore, e lo isolano dallo spazio esterno. Il realismo delle immagini, appositamente realizzate con fotogrammetrie 3D e reti neurali, fa da contrappunto all’ambiguo surrealismo della narrazione.

Distrust Everything indaga la relazione tra inconscio umano e algoritmico a partire da un’esperienza estetica intensa e perturbante. Il lavoro mira infatti a perlustrare l’inconscio di Mirek attraverso i più moderni modelli di elaborazione del linguaggio naturale, per produrre nuovi racconti che tendono a con-fondere realtà e fiction, interno ed esterno, coscienza individuale e collettiva.Lorem è il progetto transmediale dell’artista visivo e musicista Francesco D’Abbraccio. Attraverso l’impiego di reti neurali, CGI e tecnologie digitali, progetta ambienti audiovisivi dalla forte connotazione narrativa. L’identità di Lorem oscilla tra la dimensione individuale e l’esperienza collettiva, grazie alle collaborazioni continuative con l’artista digitale Karol Sudolski (co-regista di Distrust Everything) e con Mirek Hardiker, e all'incontro con artisti e ricercatori esterni al progetto, tra cui: Acre, Mario Klingemann, Obake AI.

Il suo lavoro è stato esposto (tra gli altri) ad Ars Electronica, Biennale di Architettura di Venezia, NXT Museum Amsterdam, Sheffield Docfest, Opéra de Lille, Triennale Milano, HEK Basel, Transmediale Vorspiel, Fiber Festival, Design Museum, RomaEuropa Festival.

Re:Humanism è un’associazione culturale che porta avanti progetti dedicati al rapporto tra arte contemporanea e nuove tecnologie, in particolare l’intelligenza artificiale. Dal 2018, l’associazione promuove il Re:Humanism Art Prize, che offre ad artisti contemporanei e internazionali la possibilità di produrre ed esporre progetti relativi al rapporto tra arte e IA. Le prime due edizioni del premio sono state ospitate a Roma presso AlbumArte e MAXXI - Museo delle arti contemporanee del XXI secolo. Dal 2019 Re:Humanism collabora inoltre stabilmente con il Romaeuropa Festival. Una serie di talk e panel inerenti alle attività dell’associazione sono stati ospitati da: Cubo Unipol (Bologna), Manifattura Tabacchi (Firenze), Ca’ Foscari (Venezia), Cattedrale dell’Immagine (Firenze), Accademia di Belle Arti di Brera (Milano), MAXXI (Roma), John Cabot University (Roma). www.re-humanism.com

COSMO È una piattaforma indipendente per lo sviluppo professionale di progetti e processi artistici, con particolare riferimento all'ambito musicale e sonoro, che nasce per rispondere alla necessità di nuovi modelli di produzione e fruizione. Nasce con la volontà di valorizzare le professionalità artistiche e tecniche che abitano il territorio, attraverso uno spazio in grado di costruire nuovi ponti tra le realtà esistenti, amplificando le ricadute delle eccellenze culturali che risiedono e attraversano la città di Venezia. Dal settembre 2020 COSMO ha riconfigurato gli spazi della ex-Chiesa dei Santi Cosma e Damiano sull’isola della Giudecca, attraverso un innovativo modello di attività dedicate alla ideazione, progettazione e realizzazione di progetti artistici e prodotti culturali, accogliendo musicisti, artisti, registi, promoter, professionisti ed operatori dell'industria culturale ed artistica contemporanea.

Alcune delle collaborazioni di COSMO includono istituzioni pubbliche e private come Palazzo Grassi e IUAV, brand quali Club To Club e Vitelli Milano, oltre ad artisti internazionali come Brian Eno & David Tremlett, Giorgio Andreotta Calò, Claron McFadden.


CREDITS
Commissionato e prodotto da: Re:Humanism (Roma) & COSMO (Venezia) Co-commissionato (ep.1) da: Elevate Festival (Graz), SuperBudda (Torino)

Partner di produzione: Fondazione BLM, Distretto Veneziano Ricerca e Innovazione Partner di produzione dei contenuti: Basso Profilo (Ferrara), Superbudda (Torino) Partner tecnico: BENQ

Scritto da Lorem & M. Hardiker
Regia di F. D’Abbraccio & K. Sudolski
Curato da Re:Humanism
Assistente alla regia: Leonardo Distefano
Musica, sintesi vocale e Sound Design: Lorem
Dataset dei Testi & Tavole di Trascrizione: M. Hardiker Fotogrammetrie 3D: K. Sudolski
Con contributi audio di Acre, Hampar Soum, Kid Brothers Produzione: A.E. Di Costanzo

PRESSKIT DISPONIBILE AL LINK:
https://drive.google.com/drive/folders/1uODHQbCL9Ks7dAXiICxqW4YDAXLaR8p7?usp=sharing

COSMO
Lorem — Distrust Everything a cura di Re:Humanism
15.07.2022 — 24.07.2022
Campo San Cosmo 624 | Giudecca - Venezia
Orari: 17.00 / 22.00
Opening, 15.07.22 - 18.30 / 00.00*
* (live Lorem + Acre dalle 22.00 previa iscrizione)

CONTATTI
COSMO - Campo San Cosmo Giudecca 624-625 30133 Venezia info@c-o-s-m-o.com

martedì 5 luglio 2022

Samantha Passaniti | Congiunzioni

Sacrum, 2022
Elemento naturale, pigmento bianco, argilla cruda, cera d'api e soia cm 52x26x23

La mostra “Congiunzioni”, con opere di Samantha Passaniti, a cura di Francesca Lissoni e con testi di Massimo Ferrando, inaugurerà venerdì 22 luglio alle ore 18, presso il Nuovo Polo Museale di Sassello. Si situa all’interno di una più ampia programmazione di “Passaggi D’Arte – Bosco Sacro”, evento culturale che propone esposizioni e performance di diverse discipline artistiche, in concomitanza con il Festival La città Dei Bambini, organizzato dall’Associazione Cascina Granbego nel Centro Storico di Sassello. 

Il tema del bosco, in relazione con l'essere umano, è l'origine concettuale della mostra "Congiunzioni" ed in particolare dell'installazione "Bosco relazionale", in cui è indagata anche la dimensione propria ad entrambi della collettività e dello scambio. Essa rievoca infatti il progetto di arte relazionale realizzato da Samantha Passanti, durante una residenza artistica, premio di Arteam Cup 2019, presso Cascina Granbego e in collaborazione con l'omonima associazione. L'esito è stato un'installazione site-specific, sulla cima del Monte Beigua, atto simbolico che ha messo in relazione gli abitanti di Sassello e gli alberi del monte, attraverso la rielaborazione artistica di tessuti donati all'artista dalle persone del luogo. 

Le altre opere in mostra evidenziano come Samantha Passaniti, con una notevole libertà espressiva, spaziando tra l'installazione, la scultura e la pittura, mantenga sempre una coerenza interna nella relazione con la dimensione naturale, con i materiali raccolti in natura e i luoghi a cui essi appartengono. 

Samantha Passaniti nata a Grosseto nel 1981, vive e lavora tra Monte Argentario e Roma, si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma, nel 2013 e nel 2015 frequenta un corso post laurea alla Slade School of Art di Londra. La sua ricerca artistica è incentrata sulla sperimentazione di materiali naturali raccolti nell’ambiente che diventano oggetto di riflessione e indagine sulla complessità dei rapporti umani e dell’esperienza esistenziale. Le sue opere pittoriche, scultoree e installative nascono da un continuo rapporto, dialogo e scambio tra interno ed esterno, tra mondo intimo e ambiente, tra uomo e natura, tra esperienza esistenziale e cicli naturali, con una particolare attenzione alle simbologie ancestrali e agli archetipi spirituali che collegano sin dai tempi più remoti l'uomo al mondo naturale che lo ospita. Ha partecipato a numerose mostre e residenze in siti naturalistici in Italia e all'estero.

Contenuto, 2021 
Cortecce di eucalipto, pigmento bianco, terre naturali, spago e materiale di recupero cm 60x25x15

Titolo: CONGIUNZIONI
Artista: Samantha Passaniti
A cura di: Francesca Lissoni
Testi di: Massimo Ferrando
In occasione di: “Passaggi D’Arte – Bosco Sacro”
Presso: Nuovo Polo Museale Perrando, Vico Concezione, Sassello (SV)
Opening: 22 luglio 2022 h.18
Durata: 22 luglio - 4 settembre 2022

Orari: 23-24 luglio h.10-19
Dal 25 luglio al 4 settembre 
il sabato h. 10-12, in altri giorni e orari su appuntamento telefonando al +39 347 7810778
Direzione Artistica e Ufficio Stampa: info@granbego.com

DIREZIONE ARTISTICA: Francesca Lissoni e Massimo Ferrando
info@granbego.com
+39 340 7650786

UFFICIO STAMPA: Alessandra Giacardi
info@granbego.com
+39 349 0968534

lunedì 4 luglio 2022

Gianmaria Giannetti | M. DIPLOIDE + NEFOLOGIA ASSOLUTA


Dopo il lungo periodo di chiusure e di silenzi, la galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni torna a movimentare il cartellone della stagione degli eventi ostunesi per il 2022 e propone “M. diploide + Nefologia Assoluta”, la mostra di uno degli artisti che meglio rappresentano le scelte culturali della galleria stessa: Gianmaria Giannetti.

“Sono tanti anni che contribuisco alla diffusione del suo lavoro e ne sono orgogliosa, specie quando sono testimone di tante evoluzioni, sia personali che pittoriche. Gli ultimi lavori di Giannetti parlano di una nuova consapevolezza interiore, una Verità che esplode nelle forme e nei simboli rappresentati nelle sue opere, una maturità dell’uomo prima ancora che dell’artista. Questo periodo di lunghe chiusure ha prodotto tanti disastri ma anche tanti gioielli: il cambiamento vero, lì dove possibile, delle nostre menti e delle nostre coscienze verso un futuro migliore, possibile e sostenibile. E’ necessario però recuperare la nostra consapevolezza di Esseri animici e spirituali che purtroppo si sono fatti trasportare in un sociale un po’ troppo distratto, un po’ troppo veloce, un po’ troppo assente e consumistico. Si è perso ogni valore vero e profondo.
Ma sicuramente siamo qui per imparare… dovremmo farci carico della nostra responsabilità del vivere e acquisire nuove modalità di relazione, fondate sulla solidarietà e sulla condivisione; dovremmo imparare dalla Natura, dagli Alberi, dai Fiori, osservare di più il Cielo e il magico gioco delle forme delle sue Nuvole e riprendere quindi il nostro posto di uomini integrati nel ciclo naturale delle Cose, rispettando la nostra Vita, il nostro corpo e la nostra Essenza e quelli di ogni essere vivente, al fine di collaborare al bene della collettività. È un concetto che Gianmaria esprime in pieno, attraverso la filosofia e la poesia e con tutta la sua cifra pittorica e personale, facendo salvo sempre il suo infinito decadente romanticismo”.
Maria Gabriella Damiani

Ecco come lo stesso Giannetti parla di questo suo ultimo ciclo pittorico:
Margherita diploide è una pianta erbacea della famiglia delle Asteracee (le comuni Margherite) mentre la Nefologia è una branca della meteorologia che studia le nubi, in modo da permetterne la classificazione e descrizione in movimento. I miei nuovi lavori sono il tentativo assoluto e impossibile di classificare e immaginare degli “oggetti” naturali in modo semplice e astratto, attraverso la fantasia ed con uno sguardo al mondo interiore. Sono lavori inediti, realizzati su diversi supporti, tela e carta ad esempio. Queste Margherite e Nuvole scandiscono le giornate e i momenti intimi e semplici di una ricerca che tende verso una linea: la linea essenziale della semplicità. Semplicità tanto agognata da Gilles Deleuze nel suo saggio su Francis Bacon “Logica del Senso”. 
G.G.

M. DIPLOIDE + NEFOLOGIA ASSOLUTA
Gianmaria Giannetti
Vernissage 16 luglio ore 19,30
16 – 24 luglio 2022

GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA
Piazzetta Cattedrale (centro storico)
72017 Ostuni (Br)
Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506
info@orizzontiarte.it
www.orizzontiarte.it
F: Orizzontiartecontemporanea

Communication Manager
Amalia Di Lanno
www.amaliadilanno.com
info@amaliadilanno.com

CIELOMARE Ilaria Abbiento/Giuseppe Ciracì

Ilaria Abbiento, Quaderno di un'isola, 2019

Giovedì 14 luglio, alle ore 19, negli spazi di Momart Gallery, in Piazza Madonna dell’Idris, nel Sasso Caveoso, prende il via la mostra “Cielomare” bipersonale di Ilaria Abbiento e Giuseppe Ciracì, a cura di Carmelo Cipriani. L’esposizione pone in relazione i lavori dei due artisti, uno fotografico, l’altro pittorico, esaltando comunanze di pensiero e specifiche qualità espressive. Un incontro artistico già scritto il loro, almeno dal 2015, quando durante un comune percorso di residenza a Cosenza, si sono ritrovati l’uno affianco all’altra sulle acque del Crati e del Busento. La mostra parte simbolicamente da allora, da quando i due hanno compreso di svolgere ricerche differenti ma affini, accomunate dal dominio dell’azzurro, quello del cielo per Ciracì, quello del mare per Abbiento.

Così presenta la mostra il curatore Carmelo Cipriani: “Il cielo e il mare sono dimensioni tanto sensibili quanto oniriche. Luoghi in cui evadere, da sondare, sognare o anche solo immaginare. Ad essi gli artisti guardano da sempre, con timore reverenziale e stupita ammirazione. In quella sottile linea d'orizzonte in cui mare e cielo s'incontrano e a cui la terra, sposa tanto dell'uno quanto dell'altro, sembra tendere invano, si annida la speranza degli artisti di farsi interpreti e cantori della natura, non solo di quella reale ma anche di quella immaginata, evocata, auspicata. La mostra "Cielomare" vuole raccontare, attraverso le opere di Ilaria Abbiento e Giuseppe Ciracì, la storia di questo incontro, o forse sarebbe più giusto dire di tanti incontri: quello tra il mare e il cielo, ma anche quello tra loro e la terra, l'uomo, l'arte, il tempo, la memoria. Da qui il titolo del progetto, che oltre a narrare il confronto tra mare e cielo, si pone come intimo dialogo tra i due artisti. Luogo idoneo per l'esposizione (ma non scontato) è Matera, città in cui è la terra a dominare, con le sue sporgenze e rientranze. A Matera la narrazione si amplia ad una terza voce, quella della terra per l'appunto, in un dialogo ancestrale, sugli elementi generativi, sulle origini del tutto”.

La mostra, promossa da Momart Gallery in collaborazione con I tre portali di Matera, residenza luxury nel cuore dei Sassi, è patrocinata dal Comune di Matera ed è sostenuta da Ferrovie Appulo Lucane.

All’evento, oltre agli artisti, al curatore e alla gallerista Monica Palumbo, interverranno il Sindaco del Comune di Matera Domenico Bennardi, l’Assessore al Bilancio del Comune di Matera Arcangelo Colella, l’Assessore alla Cultura Tiziana D’Oppido, il Presidente delle Ferrovie Appulo Lucane Rosario Almiento. 

All’inaugurazione sarà disponibile il catalogo della mostra, a cura di Carmelo Cipriani, edito da Sfera Edizioni, contenente il testo critico del curatore, le note biografiche degli artisti e le riproduzioni delle opere in mostra. 

Giuseppe Ciracì, A mezz'aria 2022

Giuseppe Ciracì (Brindisi, 1975). Ha frequentato il Liceo Artistico di Brindisi e si è diplomato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Lecce. Ha avviato il suo percorso professionale in Puglia per poi trasferirsi, nel 2003, a Milano dove ha sviluppato le ricerche nell’ambito della pittura figurativa, impegnandosi in un’originale rilettura della storia dell’arte antica e moderna. La sua recente indagine pittorica, avviata a partire dal 2017, è una riflessione intima sulla luce, la natura e il rapporto con l’uomo maturata negli anni di trasferimento da Milano al Sud, in Puglia. Nei lavori più recenti l'artista ha inteso tradurre in pittura il procedimento tecnico e concettuale dei disegni del ciclo denominato "Azzurro cielo" (2017-2018), incollando su tela le pagine del libro di storia dell’arte precedentemente esposte alle intemperie e trasformate in azzurro dagli agenti atmosferici e continuando, pertanto, con la pittura, parte dell’opera. Le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive in spazi quali: The Project Gallery, Atene; Museo Riso, Palermo; Open Dream, Treviso; Kyro Art Gallery, Pietrasanta (LU); MAP Museo Mediterraneo dell’Arte Presente, Brindisi; Università Del Salento, Lecce; Nuovo Consiglio Regionale della Puglia, Bari; Università agli Studi Aldo Moro, Bari; Scatolabianca, Milano; MArTA Museo Archeologico Nazionale, Taranto; Casa del Mantegna, Mantova; Spazio Thetis Arsenale Novissimo, Venezia; Dream Factory, Milano; Centrale Montemartini, Roma; Gaya Art Space, Bali, Indonesia; Mya Lurgo Gallery, Lugano; 91 mQ Art Space, Berlino. È stato finalista in diversi premi nazionali tra cui il Premio Celeste, il Premio Arte Mondadori, il Premio Arte Laguna di Venezia e ha vinto la 2^ edizione del Premio di Pittura “Giuseppe Casciaro”. Ha collaborato con i suoi dipinti al film-documentario Sigmund Freud, Il grande pensatore, per la regia di Ferruccio Valerio. In Italia è rappresentato da Kyro Art Gallery di Pietransanta - LU - (www.kyroartgallery.com). Vive e lavora a Brindisi. 

Ilaria Abbiento (Napoli, 1975). La sua pratica artistica, che dedica da molti anni al tema del mare, è costellata da immagine e materia e percorre itinerari cartografici immaginari volti a un’indagine poetica del suo oceano interiore. È stata allieva di Antonio Biasiucci orientando il suo percorso a una ricerca di fotografia d’autore. L’artista si esprime essenzialmente attraverso la fotografia ed elabora le sue opere adoperando elementi materici in relazione alle immagini, costellate talvolta da testi poetici e letterari. La sua pratica spazia dalle installazioni site-specific al video. Le sue opere sono state esposte in molti luoghi tra i queli: PAC-Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano; Al Blu di Prussia, Napoli; Riccardo Costantini Contemporay, Torino; Porto d’Arte Contemporanea, Salerno; Le Quadrilatère Galerie, Beauvais; L’Art Pur Gallery, Riyadh; Institut Culturel Italien, Parigi; Galleria d’Arte Moderna, Catania; MACRO, Roma, Museo Madre, Napoli. Alcune opere sono presenti in collezioni d’Arte pubbliche e private come Imago Mundi Art, l’Archivio del Fondo Malerba per la fotografia, la Mediterraneum Collection e la Biblioteca Vallicelliana di Roma. Ha partecipato a varie residenze d’artista tra cui BoCs Art a Cosenza, The Photosolstice all’Asinara in Sardegna, Plaza Art Residency sull’isola di Capraia e Residenze Mediterranee in Corsica. Ha esposto in Festival di fotografia internazionali tra cui il Photolux Festival di Lucca e il Photaumnales in Francia. Ha vinto diversi premi e ha avuto molti riconoscimenti, tra cui un’opera finalista alla decima edizione del Premio Francesco Fabbri per le arti contemporanee. Attualmente è rappresentata da mc2gallery di Milano. Vive e lavora a Napoli.

Carmelo Cipriani (Terlizzi, 1980)è giornalista, storico dell’arte e curatore indipendente. Già cultore della materia in Museologia presso l’Università degli Studi della Calabria, ha insegnato Storia e Metodologia della Critica d’Arte all’Accademia di Belle Arti di Lecce. Ha condotto studi specialistici e curato mostre per Soprintendenze, Enti Locali e Musei. Tra le mostre curate di recente: Pamela Pintus. El oro no se oxida (Santiago del Cile, 2017); Visioni d’Arte. Sguardo alla Nuova Figurazione italiana (Lecce, 2017), Raffaele Quida. Geolocalizzazioni (Palermo, 2018), Beetwen two seas (Los Angeles, 2019), Arte fuori dal Comune (Lecce, 2020), Altars. Luigi Presicce e Raffaele Quida (Lecce, 2021). Dal 2011 al 2013 ha curato la rassegna nazionale di arti visive contemporanee OPEN SPACE, nella Galleria Nazionale di Cosenza. Nel 2018 ha curato la VI edizione del progetto di residenza d’artista Apulia Land Art Festival. È stato tra i curatori invitati al progetto MONET alla Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare. Dal 2010 porta avanti il progetto “Arte in Comune”, volto alla valorizzazione dei patrimoni latenti delle pubbliche amministrazioni, progetto selezionato all’interno del bando pubblico “Arte e Spazio Pubblico”, promosso dalla DGCC del Ministero della Cultura e della Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività Culturali. Numerose le pubblicazioni, molte realizzate con alcune delle maggiori case editrici italiane (Silvana Editoriale, Gangemi Editore, Rubbettino, ecc.), e le partecipazioni a convegni. È collaboratore stabile del Nuovo Quotidiano di Puglia (gruppo “Il Messaggero”) e delle riviste di settore Segno ed Exibart. Vive e lavora tra Roma e Lecce. 



CIELOMARE
Ilaria Abbiento/Giuseppe Ciracì
A cura di Carmelo Cipriani
14 luglio-21 agosto 2022

Matera
Momart Gallery 
Opening: giovedì 14 luglio, ore 19


INFO PUBBLICO
Momart Gallery, Piazza Madonna dell’Idris, 4-7, 75100, Matera
Orari: dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13, dalle 17 alle 20

Contatti 
Info: +39 338 841 4318
momartgallery57@gmail.com

domenica 3 luglio 2022

TRAME di Raffaele Ferrero

 



                                      TRAME di Raffaele Ferrero presso il Centro d'arte Michelangiolo di Trani

Chi vive in Puglia ama le luci e le atmosfere incantate delle notti estive. Conosce le suggestioni di certi crepuscoli che manifestano nei rossi incredibili sfumature viola e blu. Chi vive in Puglia ricorda il valore dell’azzurro del cielo, del verde e del giallo splendente. 

Raffaele Ferrero dipinge le suggestioni di questi colori nelle sue trame e tracce grafiche che delineano la sua linea espressiva e traducono il suo senso cromatico oltre che la sua visione spaziale. Si tratta di una pittura vissuta nel gioco geometrico tra fantasia e razionalità, attraverso un mezzo mai accidentale, velato all’origine ma controllato nell’intera composizione. 

Ferrero vive la sua arte come esperienza fisica oltre che pittorica e culturale; la combinazione tra mondo emozionale e creativo è completa e totale. I suoi quadri diventano vita vera e vibrante. Il prof. Mongelli, durante la presentazione di una sua mostra, espresse perfettamente tale concetto: l’arte in quanto luogo di liberazione, esposizione e trasformazione aiuta a vivere facendoci vedere le modificazioni della realtà. Trasformazioni, quindi, che se riferite all’artista Ferrero si esplicitano nell’ambito acclamato di astrattismo geometrico. 



Inaugurazione: 9 Luglio ore 19,30
La mostra si terrà dal 9 al 24 Luglio in forma totalmente gratuita.

Di seguito i nostri contatti:
tel: +39 340 154 1925
c.d.artemichelangiolo@gmail.com
https://galleriamichelangiolo.it/
https://www.facebook.com/CentrodArteMichelangiolo