lunedì 7 giugno 2021

Futuro Arcaico Fest


Al Museo Nuova Era, l'esposizione artistica all'interno di Futuro Arcaico, un nuovo Festival multidisciplinare dedicato alle tradizioni popolari, rituali e ai territori, riletti in chiave contemporanea e con nuovi linguaggi. Una mostra collettiva e diffusa, un percorso tra leggende, riti e saperi popolari.

In un momento storico in cui si assiste irrimediabilmente alla perdita di molte certezze, al prevalere del pensiero individualista, alla crisi dei valori umani, alla difficoltà di comprendere l’importanza della connessione col sé, con l’universo e la natura, potrebbero la ritualità e la magia, essere una pratica poetica che consente di connettersi alle radici e all’origine del tutto?

Futuro Arcaico - Osservatorio artistico digitale, è un progetto a cura dello studio creativo Folklore Elettrico, un archivio virtuale e partecipato che raccoglie testimonianze artistiche su luoghi, riti, folklore e tradizioni italiane.

NeuNau / Suono Ferro Màder
Lombardia
Màder è un’installazione sonora interattiva e itinerante, composta di materiali ferrosi realizzati dai fabbri della fucina tramite l’uso del maglio, selezionati attentamente in funzione delle peculiarità sonore e sostenuti da una struttura metallica. Essa racchiude un insieme di preziose informazioni, custodite nell’identità del territorio della Valle Camonica: dal valore produttivo che la lavorazione del ferro riveste da generazioni, al significato storico e il legame con il mondo preistorico che l’intera valle costudisce attraverso un patrimonio figurativo unico. Suonare i dischi Màder è un preciso segnale che arriva al nostro sistema limbico, alla parte arcaica del cervello umano, riportandoci direttamente all’origine della nostra specie. 

Maria Vittoria Cavazzana / I am on Fire
Veneto
La carta velina, colpita dal vento o dalla luce, incarna l’idea di “mutaforma”: qualcosa di indefinibile, come identità e memoria, mentre la delicatezza dei segni leggeri della matita e degli strappi su carta, i piccoli petali di fiori appoggiati, ricordano un'estetica onirica che muta quando la luce li colpisce da diverse angolazioni. I disegni rappresentano sogni e parti di dipinti religiosi famosi che ritraggono martiri, estasi di santi e stigmate di mistici. L’utilizzo di materiali organici posti come offerte sotto i veli, richiama le tradizioni religiose che mescolano cattolicesimo, spiritismo e magia, come il voodoo e il candomblè. I am on fire è allo stesso tempo preghiera, offerta e altare, è religione e misticismo che si mescolano all’anima esoterica della venerazione di oggetti-feticci e ai quali si attribuisce un valore quasi magico.

Michele Tajariol + Ludovico Bomben / Paesaggio con Ferula - Ferula
Friuli Venezia Giulia
L’azione di Paesaggio con Ferula nasce dal dialogo tra due differenti metodi di ricerca. Quella di Ludovico Bomben è legata ad una indagine dei rapporti tra materiale e linguaggio, forma e concetto che propone una ridefinizione dell’immagine sacra nel contesto contemporaneo, mescolando antiche tradizioni a materiali e produzioni industriali. Per Michele Tajariol invece, l’identità di scultura-oggetto è stata dirottata ad una finalità performativa e fotografica, in cui egli stesso mette a confronto corpo ed opera per una unica oggettualità di sintesi visiva. Nei culti cristiani la ferula è il pastorale che viene portato durante le celebrazioni dal papa e da altri ecclesiastici. Verosimilmente, la possibilità di poter modificare le posizioni dei tre neon orizzontali permette di rimodellare il simbolo ogni qualvolta la scultura viene installata. Questo fattore compositivo è uno dei fili conduttori che accomuna Paesaggio con Ferula e Ferula, in cui due linguaggi apparentemente distanti tra loro, hanno rimesso in discussione i valori formali del loro lavoro senza perderne di significato.

NeuNau / Maria Vittoria Cavazzana / 
Michele Tajariol + Ludovico Bomben /
Futuro Arcaico Fest 

Mostra collettiva
dall'11 al 20 giugno 2021
C/O Museo Nuova Era, Bari.

Info e orari

Rosario Vicidomini - Minacce di morte al cane unicorno


Curva Pura è lieta di presentare la mostra Minacce di morte al cane unicorno di Rosario Vicidomini, a cura di Nicoletta Provenzano: un intenso incontro introspettivo con una figuratività contaminata di attrattività seduttive e malinconici affanni, patimenti e inquiete malìe. 

Da un fatto di cronaca al simbolo taumaturgico dell‘unicorno, da un potere impressivo di un’intimidazione ad un approccio dissimulato e ridente, da qui si origina il titolo per la mostra di Rosario Vicidomini negli spazi di Curva Pura: una frase che ritma e articola in una espressione vocale la complementarietà dicotomica che unisce, nelle opere dell’artista, levità estatiche a mordaci turbamenti. Il titolo si muove e disputa con un absurdus- composto dalla particella latina abe surdus risalente al sanscrito suar suonare - allontanandosi ed insieme dando voce ad una dissonanza interna che racchiude le commiste polarità di ogni correlazione sensoriale e vitale, in ordine ad un paradosso enigmatico e insieme irrinunciabile che rivolge e ricolloca iconologie bestiarie medievali in forza di una elocutoria trascinante e tenace. 

Le opere, olii su tela realizzati dall’artista durante il periodo pandemico, sono materia pittorica penetrante che si annuncia come un veleno e al contempo una cura, come confine di territorialità soggettive, identità inafferrabili intrise di conflittualità e passioni, transitorietà e sofferenze, estasi e dolore, disgiunzioni e unità multiple del sé. 

Dalle precedenti essenze minerali fissate nella sostanzialità assoluta del fondo, la poetica dell’artista si sovverte e riforma decostruendo unitarietà e pienezza nella gestualità libera che aggredisce la tela, componendo visi e corporeità di incontenibile delicatezza e sferzante tensione, originati e rapiti da un fondo che si pone oltre il limite e la finitezza di un confine, divenendo specchio in comunione con gli aspetti più vitali e complessi dell’esistenza umana.

Rosario Vicidomini, in velature sovrapposte, rivela il proprio fare artistico nella sua più appassionata e autentica diatriba, tra veementi azioni decisionali e l’incidentalità dell’imprevisto, costruendo stratificazioni tonali ricongiuntive e separative, rispecchiamenti velati in accordi e consonanze cromatiche che emergono come possibili altre soggettività, in perenni e continui nuovi intendimenti, in nuovi fondi di estraneità identitaria.

Come scrive la curatrice, Nicoletta Provenzano: «Nella smarrita dolcezza dell’estasi le velature cromatiche si combattono con incessante ferocia, mentre lo sguardo nella sua fissità si restituisce all’osservatore come alterità insondabile, profonda e interminabile, definizione di una dirompente presenza, di un feroce ricordo incorporato e assommato a molteplici intellegibilità soggettive che sembrano raccogliersi e intendersi in una sfumatura, per perdersi di nuovo e riabbracciare il mistero che le serba e le avvolge».

Le opere presentate nello spazio di Curva Pura sono la summa incisiva di questo nuovo corso poetico, un atto cruciale che sancisce nuovo ordinamento e nuovi paradigmi nella costante ricerca e indagine trasformativa dell’artista. Durante il vernissage di apertura, alle ore 20.00, verrà presentato il catalogo antologico di Rosario Vicidomini “Fino ad Ora”.

Per partecipare all’opening del 10 e 11 giugno prenotare a curvapura@gmail.como whatsapp 3314243004, indicando il giorno prescelto e la fascia oraria, il numero delle persone e i loro nominativi. 

La mostra sarà visitabile sempre su appuntamento fino al 10 settembre 2021.

Rosario Vicidomini è nato nel 1986 a Nocera Inferiore. I suoi lavori sono stati esposti in numerose mostre tra Europa e Giappone. Collabora con lo spazio Curva Pura dal 2018. Attualmente vive e lavora a Tramonti, costiera amalfitana. 



INFO
Rosario Vicidomini
Minacce di morte al cane unicorno
A cura di Nicoletta Provenzano

Opening10-11 giugno 2021 ore 18.30-21.30
Per partecipare all’opening, prenotare a curvapura@gmail.como
whatsapp 3314243004

Fino al 10 settembre 2021
Orari: su appuntamento - prenotare via mail curvapura@gmail.como whatsapp 3314243004

Curva Pura 
Via Giuseppe Acerbi, 1a - Roma 
curvapura@gmail.com


Ufficio Stampa
Roberta Melasecca
Melasecca PressOffice - Interno 14 next
tel 3494945612 - roberta.melasecca@gmail.com

venerdì 4 giugno 2021

S E L V A T I C O



White Noise Gallery inaugura Selvatico, il group show con Cristiano Carotti, Rune Elgaard, Marco Eusepi e Vincenzo Simone, che vuole essere una riflessione sugli archetipi più profondi dell’arte. Un’intera iconografia che ha passato indenne ogni epoca, ogni moda, per essere incessantemente attuale.

“Pionieri di un viaggio omerico destinato, in fondo, a riportarli costantemente al punto di partenza”

La figura dell’artista riflette inevitabilmente lo spirito del suo tempo, ma al contempo contribuisce alla sua definizione. Talvolta capita che le dinamiche sociali, frenetiche ed imprevedibili, siano in aperto contrasto con le tempistiche dell’arte. Durante questi periodi, alcuni artisti finiscono con il distanziarsi dal contesto per difendere il loro stesso spazio vitale tornando ad uno stato quasi primordiale.
Per questi artisti la tendenza naturale al perfezionamento è il centro stesso della ricerca. Lo scopo per loro non è più quello, impossibile, di raggiungere il colonnello Kurtz ma è la lenta risalita del fiume ad animare la loro esistenza. La loro vita si consuma negli studi e non nei caffè, i loro rapporti privilegiati li tengono con il pigmento e con la terra, con la tela e con la fornace.

Guardano al futuro ma non rinnegano il passato, producendo lavori destinati a scavalcare le mode perché costruiti su ciò che è già sopravvissuto al giudizio del tempo. Sono artisti che non citano ma che non hanno paura di richiamare, per i quali l’originalità sarà sempre una conseguenza e mai un’ossessione. Loro non sono i protagonisti del “ritorno a” ma sono i custodi di una pratica che non si è mai sopita e che lotta contro i ritmi frenetici di una generazione impazzita. Combattono una crociata contro le sirene dell’immediatezza, dell’assolutezza e della transitorietà.
Il come viene prima del cosa e l’azione ha un’importanza paritetica all’immagine. La scelta dei soggetti è l’inevitabile conseguenza del processo legato alla loro realizzazione: non pretesti ma alleati nell’esplorazione pratica. Un fiore consente di utilizzare un particolare colore, un paesaggio può essere sintetizzato da un segno, un alveare esalta la plasticità della ceramica. La natura torna protagonista in quanto linguaggio assoluto e trasversale nei tempi. Non un soggetto ma “il” soggetto che proprio nella sua infinita ripetizione sancisce l’unicità di ciascun interprete.

Gli studi diventano dei templi che generano uno stato di trance in cui il tempo si esprime con una cadenza innaturale. La creazione dell’opera diventa un processo automatico che loro hanno solo facoltà di iniziare. Vengono sorpresi dal risultato, in un rapporto sovvertito in cui sono i lavori a parlare degli artisti piuttosto che non il contrario. Il tempo non passato in studio alimenta una fame che può essere saziata solo dal processo, ossessivo e cannibale, di costante perfezionamento della propria pratica. I gesti del mescolare, del modellare, del cuocere, sono indispensabili come battiti cardiaci.

Cristiano Carotti, Rune Elgaard, Marco Eusepi e Vincenzo Simone appartengono tutti a questa particolare categoria di soldati. Gli alveari in ceramica di Cristiano Carotti crescono lenti come strutture di megalopoli sopra parti di automobili, arrivando a bloccarle in un gesto contro-rivoluzionario della natura che reclama il suo ruolo di metronomo sulla modernità. Rune Elgaard dipinge composizioni di soggetti, al limite fra un collage DADA ed il trompe-l’oeil di un profilo Instagram, in cui la giustapposizione di immagini apparentemente sconnesse suggerisce significati nuovi e mai univoci.
I paesaggi di Marco Eusepi sono visioni universali generate dallo studio della pratica pittorica: linea, punto e superficie diventano sulle sue tele strade, laghi e campi coltivati solo accennati dal colore ma perfettamente formalizzati nell’essenza. Vincenzo Simone sembra racchiudere nelle sue nature morte la storia stessa della pittura che si polarizza sulle tele e sulle carte come materia nei buchi neri rendendole tanto dense e pesanti da riuscire a piegare il tempo.

Quattro interpreti che usano mezzi diversi per difendere la stessa idea ascetica del mestiere dell’artista, un costante esercizio per assecondare un’esigenza che cessa di essere spirituale per diventare assolutamente fisica ed istintuale. Pionieri di un viaggio omerico destinato, in fondo, a riportarli costantemente al punto di partenza.

Selvatico
Cristiano Carotti, Rune Elgaard, Marco Eusepi e Vincenzo Simone
Mostra collettiva | 4 giugno – 25 luglio 2021 
White Noise Gallery Via della Seggiola, 9 – Roma
Opening 4 giugno h. 11/20

Tota Italia. Alle origini di una nazione


Le Scuderie del Quirinale presentano Tota Italia. Alle origini di una Nazione, una nuova grande esposizione, dal 14 maggio al 25 luglio 2021, a Roma, curata da Massimo Osanna e Stéphane Verger resa possibile grazie allo straordinario impegno della Direzione Generale Musei e di tutto il sistema museale italiano.

La mostra, inaugurata il 12 maggio dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, rappresenta un’occasione significativa per valorizzare l’importante patrimonio dei musei italiani, a cominciare dal Museo Nazionale Romano, rievocando la ricca pluralità culturale alle origini della storia del nostro Paese.

Partendo dalla straordinaria varietà e ricchezza culturale dell’Italia preromana, affascinante mosaico di genti e tradizioni, Tota Italia racconta il processo di romanizzazione, che fu scontro, incontro e ibridazione, e ripercorre le tappe che condussero all’unificazione sotto le insegne di Roma, dal IV secolo a.C. all’età giulio-claudia. La mostra riprende, nel titolo, la famosa formula del giuramento di Augusto, l’uomo che per la prima volta riunificò l’Italia in un territorio omogeneo, non solo dal punto di vista politico e amministrativo ma anche culturale, religioso e linguistico.

Roma, cuore pulsante di un gigantesco impero globale, conquistò il suo spazio e il suo ruolo relazionandosi, di volta in volta, con le tante culture e popolazioni che avevano guadagnato nei secoli un posto sulla scena del Mediterraneo, avendo come primo grande teatro del suo espansionismo la penisola italiana. Un’unificazionesotto il segno di Roma ma capace di conservare, al contempo, quella divisione in regioni che testimonia ancora oggi la ricchezza e la varietà delle nostre tradizioni.

Lungo un percorso coerente ed unitario, articolato su entrambi i piani delle Scuderie sarà possibile ammirare nella stessa sede espositiva le opere più significative di quella varietà espressiva che concorse alla formazione dell’Italia augustea e dell’Impero. Oltre 400 reperti esemplari, quali statue, elementi di arredo, produzioni ceramiche, a testimonianza del complesso dialogo tra Roma e il resto della Penisola.

Il filo conduttore della prima parte della mostra sarà la varietà dei popoli italici prima dell’unificazione romana; in primo piano, dunque, gli aspetti sociali, culturali e artistici caratterizzanti la variegata composizione etnica della Penisola.
La seconda parte del racconto sarà incentrata sulla guerra, documentata attraverso oggetti iconici o grandi fregi figurati in grado di fornire nitide istantanee dell’espansione di Roma e dell’impatto sui suoi avversari, a partire dall’unificazione romana dopo le guerre puniche fino all’età di Augusto.

Un’occasione unica per vedere riuniti nello stesso luogo reperti dall’assoluto valore storico, quali: il Trono decorato a rilievo delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini di Roma, il Ritratto di Augusto con il capo velato del Museo Archeologico Nazionale delle Marche, il Busto di Ottavia Minore del Museo Nazionale Romano - Palazzo Massimo alle Terme; corredi funerari iconici come il Corredo della “tomba dei due guerrieri”,conservato presso il Museo Archeologico Melfese “Massimo Pallottino” e il Corredo di una tomba femminile proveniente dalla necropoli di Montefortino d’Arcevia e custodita presso il Museo Archeologico Nazionale delle Marche. E ancora la Cista portagioielli con iscrizione in latino arcaico del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, il Sostegno di mensa con due grifoni che attaccano un cerbiatto del Museo Civico di Ascoli Satriano fino al celebre Rilievo con scena di battaglia tra un cavaliere greco e un persiano custodito presso il Museo Archeologico Nazionale di Taranto.

Ben 36 prestatori, fra Musei Statali e Civici nonché Soprintendenze di Stato, dal Veneto alla Calabria, per un totale di 12 regioni, hanno, dunque, fatto “rete” per raccontare, in un momento così complesso, un periodo cruciale della storia del Paese, manifestando concretamente, nonostante la situazione di chiusura forzata in cui tali Musei si trovavano, la capacità e la volontà di riaprire e mostrare un patrimonio culturale unico al mondo.

Dichiarazioni:

Dario Franceschini, Ministro della Cultura “Con Tota Italia la cultura riparte alle Scuderie del Quirinale con uno sguardo introspettivo, capace di indagare, attraverso il nostro patrimonio, le radici più profonde della nostra identità. La stretta sinergia fra una delle sedi espositive più prestigiose del Paese e il Ministero della Cultura ha permesso infatti di allestire in breve tempo una mostra di grande spessore scientifico e culturale, che ripercorre la progressiva fusione delle differenti popolazioni italiche in un'unica nazione nel segno di Roma".

Mario De Simoni, Presidente e Ad di Ales - Scuderie del Quirinale
“Dopo l’imprevista ma straordinaria esperienza della mostra su Raffaello le Scuderie riaprono con una mostra di grande rilievo culturale e simbolico, realizzata con la Direzione Generale Musei del MiC. Una mostra che vuol essere segno tangibile della partecipazione delle Scuderie allo sforzo delle riaperture, plastica rappresentazione della collaborazione armonica di tutto il sistema museale italiano e stimolo per un’ulteriore riflessione sui valori dell’unità nazionale, nell’anno del 160° anniversario della moderna unità d’Italia, del 150° dalla proclamazione di Roma Capitale, del 75° dalla proclamazione della Repubblica”.

Matteo Lafranconi, Direttore Scuderie del Quirinale
“Una straordinaria prova di coesione sinergica tra istituzioni nazionali; un’autentica mostra-gioiello che rivela ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, la formidabile ricchezza del patrimonio diffuso nei musei di tutta Italia e il suo potenziale inesauribile come terreno della migliore ricerca scientifica”.

Massimo Osanna, Direttore generale Musei del Ministero della cultura
“Attraverso una selezione di opere di eccezionale rilevanza conservate nei principali musei italiani, con la mostra Tota Italia. Alle origini di una Nazione si è inteso proporre una riflessione su quel lungo e grandioso processo di unificazione culturale, linguistica e giuridica e di trasformazione degli assetti economici, sociali e territoriali che, sotto la spinta di Roma, portò le varie popolazioni dell’Italia antica a riconoscersi in un’unica grande entità comune.
Nella prima parte della mostra, alcune delle più rappresentative testimonianze archeologiche delle culture proprie delle genti italiche illustrano la grande varietà dei modi di vivere e di esprimersi, di costruire e di abitare, di onorare i morti e di venerare le divinità diffusi nella Penisola prima della cosiddetta romanizzazione. Nel prosieguo del percorso espositivo, le marcate differenze tra i popoli tendono a sfumare gradualmente ed emergono con forza i tratti comuni e distintivi di quella Tota Italia che, dopo la guerra sociale e, definitivamente, al tempo di Augusto, riconobbe sé stessa come nazione unica e centro del mondo mediterraneo.
Una mostra corale, dunque, in cui opere provenienti da tanti musei italiani raccontano la storia di una straordinaria ricchezza culturale che affonda le sue radici nell’Italia più antica e nella prima, grande unificazione augustea della Penisola, e che permea ancora profondamente l’Italia di oggi attraverso i tanti lasciti di Roma nella cultura, nella lingua, nel diritto, ma anche nei confini regionali, nel tracciato delle strade, nelle città e nei paesaggi rurali”.

Iniziative:
In occasione dell’apertura della mostra, le Scuderie del Quirinale presentano sui propri canali digitali una serie di appuntamenti legati all’approfondimento della mostra con diversi focus ed altre curiosità sulle origini dell’ideale di una nazione italica unita.





Tota Italia. Alle origini di una nazione
a cura di Massimo Osanna e Stéphane Verger
Fino al 25 Luglio 2021


Scuderie del Quirinale
Via Ventiquattro Maggio 16
http://www.scuderiequirinale.it


martedì 1 giugno 2021

Democracia per Fourteen ArTellaro


Quello che viene esposto al Fourteen è un progetto dei Democracia di intervento nella sfera pubblica con lo slogan "La lotta migliore è quella senza speranza". 

Con l'obiettivo di intervenire negli spazi utilizzati per diffondere messaggi istituzionali o commerciali con un concetto che interferisca con la loro logica abituale. Il destinatario del messaggio, senza mezzi di identificazione del trasmettitore, ha uno spazio aperto all'interpretazione.

Una scritta bianca che illumina su uno sfondo nero come le tenebre, una frase a grandi caratteri che fa pensare.

La visione è quella di uno “slogan” che privato dell’intento capitalistico della merce e della speculazione politica si riappropria del suo originario significato, quello da cui la parola ha origine dal gaelico scozzese ( sluagh= moltitudine di spiriti e ghairm= urlo). Per i Celti delle Highland scozzesi significava “grido di battaglia” e come tale potremmo intenderlo per una battaglia della mente che rompe l’abitudine ai percorsi obbligati. 

All’origine il messaggio è associato al centenario della nascita del guerrigliero antifranchista Quico Sabate, ma l’opera, letta senza questo specifico riferimento ha un senso aperto a una dichiarazione di lotta che non si aspetta ricompensa, contiene un senso etico che viene dal profondo e che non si accontenta di nutrirsi di miserie. 

Democracia è un collettivo costituito a Madrid (Spagna) nel 2006 da Pablo España e Iván López, caratterizzato dall'intenzione di impegnarsi in una pratica artistica centrata sulla discussione e sul confronto di idee e di forme di azione con l’interesse di intervenire nella sfera sociale e politica. I progetti rispondono a una preoccupazione per la progressiva messa in scena delle aree di convivenza; visibile, non solo nella crescente importanza dell'immagine, ma anche nella graduale incorporazione del simulacro in vari campi della vita quotidiana, come la politica, la tecnologia o la cultura.

DEMOCRACIA funziona come un nodo di interessi raggruppati temporaneamente per lo sviluppo di uno stesso obiettivo, che viene affrontato da diverse prospettive: quelle di ciascuno dei partecipanti al progetto, essendo questi i diversi agenti (permanenti e temporanei) che plasmano DEMOCRACIA come anche le comunità specifiche con le quali si instaura una collaborazione.

Democracia opera attraverso interventi artistici, ma anche attraverso produzioni editoriali e curatoriali, (editori della rivista Nolens Volens) e curatoriali (No Futuro, Madrid Abierto 2008, Creador de Dueños). Fondatori e membri del collettivo El Perro (1989-2006). 
Democracia
29 maggio 11 giugno

FourteenArTellaro, Piazza Figoli, 14 Tellaro (SP)
Rassegna Osare Perdere a cura di Gino D’Ugo

COME PESCI NELL’ACQUA

Shigeru Saito, Ripples in Rings, 2021, ottone, acciaio inox, courtesy of the artist

Il lago d’Orta, in Piemonte, diventa la sede di una importante mostra d’arte contemporanea a cura di Giorgio Verzotti. Dal 5 giugno al 18 luglio 2021

Come pesci nell’acqua è un titolo che indica familiarità e naturalezza, una frase presa in prestito, ironicamente, da una nota affermazione di Mao Tse-tung negli anni Settanta. Qui non ci sono masse popolari né avanguardie politiche, ci sono invece esponenti delle ultime tendenze artistiche italianeche hanno fatto della duttilitàe della adattabilitàdelle loro opere un tratto distintivo. Duttili come linguaggio, sempre multiforme e variegato, e adattabili agli spazi espositivi.

Da sabato 5 giugno a domenica 18 luglio la mostra è visitabile nelle stanze al piano nobile di Villa Nigra a Miasino, nelle sale del Museo Tornielli e nel Tempietto del Parco Neogotico di Ameno, bellissimi piccoli comuni sulle colline del lago d’Orta, in provincia di Novara.

La mostra è curata da Giorgio Verzotti, importante e noto critico d’arte e curatore, docente presso l’Università Cattolica di Milano. Verzotti è stato curatore capo presso il Castello di Rivoli e il MART di Rovereto, ma anche direttore di Artefiera a Bologna. A promuovere e organizzare l’esposizione è Asilo Bianco, associazione radicata sul territorio del lago d’Orta, che da anni fa dell’arte contemporanea uno dei suoi punti di forza e di riflessione. Al centro il tema dell’acquache diventa una indovinata metafora che bene si adatta a descrivere i lavori artistici presentati. Essi si configurano in base allo spazio, come l’acqua prende la forma dai suoi contenitori. E come l’acqua che rende tutto instabile, le opere sono difficilmente assegnabili a schemi e categorie precise, sono sculture ma anche fotografie, installazioni sonore, disegni, luci al neon, foglie, spine di rosa, video, rottami, oggetti comuni, ceramiche.

Per molti degli artisti partecipanti (sono quindici), l’acqua non è solo una metafora, è una realtà, per quanto sfuggente come appunto la sostanza liquida, e così fotografata, ripresa nei video, disegnata, portata in mostra in quanto tale, o allusa nelle configurazioni plastiche inventate dagli autori. Fra le loro opere alcune sono state realizzate appositamente per l’occasionee recano aspetti “site specific”, inerenti al lago d’Orta e alla sua storia. L’allestimento tiene molto presente le specificità dagli spazi espositivi ed è pensato come un continuo colloquio fra gli ambienti e le opere.

In mostra: Francesco Arena, Stefano Arienti, Gianni Caravaggio, Alice Cattaneo, Massimo De Caria, Carlo Dell’Acqua, Elisabetta Di Maggio, Sergio Limonta, Gianluigi Maria Masucci, Yari Miele, Filippo Manzini, Luca Pozzi, Luca Trevisani, Fabio Roncato, Shigeru Saito.

La giornata inaugurale di sabato 5 giugno sarà l’occasione per una visita guidata alla mostra con il curatore Giorgio Verzotti e alcuni degli artisti. Appuntamento alle ore 14:30 al Museo Tornielli di Ameno e a Villa Nigra a Miasino alle ore 17. Sarà possibile raggiungere il secondo spazio espositivo con una semplice passeggiata immersi nel verde in compagnia di una guida naturalistica. Il programma completodella giornata è disponibile sul sito e sui social di Asilo Bianco.

La mostra è a ingresso gratuito e sarà visitabile, nelle due sedi, da giovedì a domenica dalle 15 alle 18:30.

“Come pesci nell’acqua” nasce nell’ambito del progetto finanziato da Fondazione Cariplo “Villa Nigra. Cultura e impresa per lo sviluppo di un territorio liquido” e del progetto di cooperazione Italia-Svizzera “Di-Se – DiSegnare il Territorio”. Si ringrazia per il sostegno VA Albertoni.


Villa Nigra, Piazza Beltrami 5, Miasino (NO)
Museo Tornielli, Parco Neogotico, Piazza Marconi 1, Ameno (NO)


Per tutte le informazioni:
www.asilobianco.it
IG Asilo Bianco
FB Asilo Bianco

Asilo Bianco è una piattaforma di lavoro nata nel 2005 sul Lago d’Orta, in Piemonte. Da anni lavora per rigenerare luoghi dimenticati e per far germogliare la cultura di un territorio attraverso i semi dell’arte contemporanea. Asilo Bianco promuove una programmazione di workshop online e in presenza (Asilo Bianco Academy) ed eventi culturali interdisciplinari. Quello dell’associazione è un impegno che guarda all’arte, all’architettura, al design, al cinema, alla letteratura, alla fotografia, al sociale, all’ambiente – www.asilobianco.it


Ufficio stampa: Paola Fornara (Asilo Bianco) | 346 3002931 | paola.fornara@gmail.com

La Vita Nova. L’amore in Dante nello sguardo di 10 artiste

 Letizia Battaglia, Rielaborazione (Rosaria, Eleonora d’Aragona e Marta), 2010, fotografia

Inaugura il 9 giugno 2021 presso il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco a Roma, la mostra La Vita Nova. L’amore in Dante nello sguardo di 10 artiste, progetto speciale del Comitato Nazionale delle Celebrazioni Dantesche 2021 istituito dal MIC Ministero dei Beni Culturali, promosso da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e con il sostegno della Fondazione Donna Regina di Napoli. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

La mostra, ideata e curata da Alessandra Mammì è prodotta dal Centro Studi Roccantica, associazione culturale interdisciplinare fondata da Ileana Florescu nel 2018.

Dopo la prima tappa romana, fino al 19 settembre, il progetto proseguirà a Napoli presso il Museo Madre, partner dell’iniziativa. La mostra coinvolge 10 artiste italiane contemporanee di diverse generazioni: Micol Assaël (Roma, 1979), la fotografa Letizia Battaglia (Palermo, 1935), Elisabetta Benassi (Roma, 1966), Marta dell'Angelo (Pavia, 1970), l'artista e film-maker Rä di Martino (Roma, 1975), Giosetta Fioroni (Roma, 1932), Marzia Migliora (Alessandria, 1972), Sabina Mirri (Roma, 1957), Elisa Montessori (Genova, 1931) e un’opera di arte visiva della poetessa Patrizia Cavalli (Todi, 1947).

Il progetto di questa mostra prende spunto dal celebre testo giovanile di Dante Alighieri, proponendosi di chiedere alle artiste un’opera ispirata ai temi della Vita Nova: la celebrazione dell’amore; l’apparizione e la santificazione della donna amata; il connubio amore e morte; l’elevazione spirituale e la ricerca di Dio attraverso l’amore terreno, ma anche la crudeltà dell’amore come appare nell’inquietante sogno di Dante che immagina Beatrice nell’atto di mangiare il suo cuore. 

Tutti temi che possono essere rielaborati attraverso quella ricerca visiva che, soprattutto le artiste dalla seconda metà del Novecento, hanno abbracciato a partire dalla propria esperienza personale. Del resto, la novità del testo di Dante fu proprio quella di porsi in forma autobiografica, in una sorta di diario che indaga il sentimento d’amore e lo distilla in un'opera letteraria dai forti elementi visivi. Il tema di questa mostra non è illustrativo. Vuole piuttosto offrire un confronto ravvicinato fra la contemporanea sensibilità di un'artista donna e l'eternità di un testo che, al di là delle tante interpretazioni mistiche, esoteriche e allegoriche, resta un paradigma del discorso d'amore nella cultura d'Occidente.

Scenario di questo appassionante e avvincente percorso espositivo, che mette in scena 10 modi diversi di fare arte nell'affrontare le tematiche proposte, è il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco. Questa splendida sede, che reca la firma di Antonio da Sangallo, fa da cornice alla raccolta di antichità donata da Giovanni Barracco alla città di Roma nel 1904. Oggi, la collezione Baracco, costituita da reperti di atemporale bellezza – che vanno dall'arte egizia a quella Sumera e Assira, dalla scultura ellenistica alla pittura a fresco romana – si interseca con le opere delle artiste, creando uno spazio intimo e insieme corale, pieno di suggestioni.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da All’Insegna del Mare, la casa editrice fondata nel 2019 dal Centro Studi Roccantica assieme a Franco Cardini e Roberto Mancini. Corredato da un intervento storico-critico della curatrice Alessandra Mammì e da un testo firmato dall’italianista e professore all’ Università per Stranieri di Perugia, Floriana Calitti.

Il Comitato Nazionale per le celebrazioni dei settecento anni dalla morte di Dante Alighieri è stato istituito con il decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e il turismo del 21 febbraio 2018, n. 114, in attuazione della legge 153 del 12 ottobre 2017, recante “Disposizioni per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e Raffaello Sanzio e dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri”. Il Comitato (Presidente Carlo Ossola; Maria Ida Gaeta, Segretario Generale) si è insediato in data 9 maggio 2018, alla presenza del Ministro per i beni e le attività culturali, Dario Franceschini. Per assolvere ai compiti di ideazione, programmazione e coordinamento di tutte le iniziative celebrative del settecentenario dantesco il Comitato ha istituito nel 2019 un bando a cui sono pervenute centinaia di proposte da tanti luoghi d’Italia e del mondo, a testimonianza della inesauribile passione e del costante interesse per il padre della lingua italiana. Tra le tante proposte pervenute, sono state selezionate dal Comitato quelle ritenute meritevoli di contributo economico e quelle meritevoli di patrocinio. A questi progetti se ne sono poi aggiunti alcuni altri sollecitati e promossi direttamente dal Comitato perché ritenuti particolarmente significativi e in grado di colmare alcuni ambiti e alcuni aspetti che risultavano essere un po’ trascurati dall’insieme della programmazione scaturita dal Bando. Tra questi la mostra La Vita Nova. L’amore in Dante nello sguardo di 10 artiste.


Il Centro Studi Roccantica si trova nel cuore della Sabina, in un luogo incontaminato, ad un’ora dalla capitale. Attraverso varie iniziative, dai seminari di storia, agli incontri con studiosi e specialisti internazionali, dalle residenze in loco ai corsi di scrittura o di arte e architettura, il CSR vuole accogliere le diverse espressioni delle discipline umanistiche e artistiche. La sua sede, la Casa del Diospero, dirimpetto il bellissimo borgo di Roccantica, è un luogo concepito sin dall’inizio per ospitare chiunque voglia studiare e lavorare in modo creativo, in solitudine o in compagnia, nel silenzio di una campagna punteggiata da ulivi secolari. Il motto del CSR, “Chi Semina Raccoglie”, vuole essere un auspicio affinché ogni iniziativa intrapresa trovi un terreno fertile in un clima conviviale e rispettoso dell’ambiente.

L’ingresso al Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco è gratuito.

La prenotazione allo 060608 è obbligatoria per l’accesso di sabato, domenica e festivi entro il giorno prima. Per gli altri giorni è fortemente consigliata.

Per informazioni www.museiincomuneroma.it

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