domenica 7 giugno 2020

Remember Ri’kɔ̹: dɚ’

Nico Mingozzi

Per il padre della psicoanalisi, Sigmund Freud, l’inconscio è considerato come un luogo dominato da pulsioni, ricordi, istinti e immagini, come un ambiente che segue una temporalità particolare, regolata da principi che spesso e volentieri sono in conflitto con il tempo logico-cronologico della coscienza. Qual è quindi lo scorrere del tempo in questo spazio, avulso dalla realtà materiale? 
L’inconscio è sommerso da immagini, residui della memoria, tracce rimosse, pensieri e parole che ci sono apparentemente sconosciuti ma che rimandano a qualcosa di estremamente profondo che sedimenta in noi. I ricordi sono da sempre il luogo in cui l’uomo si rifugia. La memoria ci riporta lì dove siamo stati bene, nei momenti più bui e in quelli più luminosi. La ricerca di ciò che è stato nella speranza di evitare ciò che è. Un rapporto nostalgico in cui dolore e gioia diventano totem del passato, in cui anche l’abbandono ha il gusto dolce della malinconia. Lo spazio sarà attraversato nella sua verticalità da un viaggio sensoriale che scandaglierà l’emotività dei fruitori della mostra: odori, suoni, immagini creeranno uno stato emotivo di viaggio, di transfer.

Il tutto parte dai sensi, l’olfatto, in particolare, acceleratore univoco di immagini ed eventi passati. Sileno Cheloni, noto maître parfumeur italiano, curerà un’installazione che avrà questo come scopo riattivare l’olfatto, in una ricerca arcaica interiore, nei profumi e odori che hanno rimandi alla nostra spiritualità. Un viaggio nel ricordo che continua attraverso gli scenari di Nicola Bertellotti, fotografo di luoghi in cui il tempo si è fermato, in cui solo la natura ha avuto il coraggio di intromettersi, creando un’estetica della rovina (tipico archetipo della psicanalisi). Nico Mingozzi, artista dell’objet trouvé, tramite la sua tecnica di rimodulazione e rigenerazione di foto storiche, ci racconta una storia di una memoria, una storia passata, di cui noi ciò che possiamo conoscerne è solo il volto, in parte modificato da quello che è stato l’attore principale di una storia che non ci appartiene, artigiano della memoria. Fabrizio Segaricci, invece, articola una narrazione per brevi ed epigrammatiche analogie al fine di restituire con forza, ma anche con poesia, contraddizioni storiche, sociali e personali, legate anche al territorio, raccontando storie di quella che è una cultura, di quello che erano un borgo, di quello che era un popolo che abita un luogo. Paolo Assenza, pittore di tradizione, ove il colore diventa patina, dove la luce diventa tempo. La tecnica del colore velato e stratificato diventa un filtro temporale, fotografia di un sogno sfuggente, ultima immagine prima del risveglio. Matteo Sanna, utilizza l’archetipo del vaso, il vaso come cultura, come contenitore dell’esperienza della vita, come ventre, come cranio, come stratificazione della memoria, ove al suo interno tempo, coscienza ed emozioni vengono riposte e conservate. Fabrikode, designer avantgarde retro, riporta questi concetti nei suoi abiti, caratterizzati da un’allure nostalgica, dal rapporto di chi eravamo, dalla memoria del vestire che diventa memoria dell’essere. Infine, Alioscia Bisceglia (Casino Royale), da sempre artista e ricercatore del suono, creerà per la mostra una sonorizzazione ambientale, come un catalizzatore di emozioni e flussi di ricordo. Un viaggio nella memoria per ricordare e non scordare. “Quarantine Scenario” è un’opera collettiva, una raccolta di istantanee sonore. Nasce dal passaggio di mano in mano del brano “Scenario” anticipazione ed estratto dal nuovo progetto di Casino Royale intitolato POLARIS. Nel periodo di isolamento l’esigenza di contatto, condivisione e confronto li ha portato a far girare questa traccia eterea e sospesa, incentrata su di un messaggio canalizzato. Amici in diverse parti d’Italia e del mondo l’hanno poi passata ad altri musicisti a loro vicini. Ha preso forma una sorta di colonna sonora di un film senza immagini, un audiolibro senza testo, dove le immagini ed il racconto sono quelle che ognuno ha visualizzato dopo l’ascolto di quel suono e di quel messaggio. Un’ora e mezza di viaggio, che resterà come testimonianza di un sospiro profondo e collettivo, una connessione nel silenzio delle strade e nel caos dei nostri pensieri.


Remember Ri’kɔ̹: dɚ’
Rememeber Rekorda

Mercoledì 10 giugno 2020 | Opening exhibition

Artists
Paolo Assenza, Fabrizio Segaricci, Matteo Sanna, Nico Mingozzi, Nicola Bertellotti, Fabrikode, Sileno Cheloni e Alioscia Bisceglia.

Un progetto a cura di Giacomo Guidi

ORARIO
Lun — Ven
11:00 — 19:00

INGRESSO GRATUITO
Gli ingressi saranno limitati per garantire il rispetto delle normative e delle misure anti-contagio.

Contemporary Cluster
Palazzo Cavallerini Lazzaroni
Via dei Barbieri 7, Roma


15 Anni di Rosso20sette: JR, D*Face, Shepard Fairey aka Obey, Pure Evil, Maupal, Marco Rèa, Demetrio di Grado

Frank Shepard Fairey aka Obey

Rosso20sette Arte Contemporanea festeggia 15 anni di attività con una collettiva che vede protagonisti street artist internazionali come JR, Obey, Pure Evil, D*Faceed importanti street artist italiani come Maupal, Marco Rèa, Demetrio Di Grado e Pax Paloscia.

Rosso20sette ha aperto il suo primo spazio espositivo a giugno del 2005: in questi 15 anni di attività ha realizzato oltre 60 mostre con più di 300 artisti esposti, spaziando dal mondo della fotografia alla street art.

La mostra, al fine di garantire il distanziamento secondo le prescrizione delle leggi in vigore, sarà visibile da sabato 13 giugno fino al 17 luglio 2020 seguendo gli orari della galleria: dal martedì al sabato 11 - 19.30. 

JR è cresciuto a Montfermeil con i genitori, i quali avevano uno stand al mercato delle pulci di Porte de Clignancourt. Ha studiato al liceo Stanislas prima di cominciare la sua carriera nei graffiti. Lo pseudonimo rappresenta le iniziali del suo nome (Jean René) e alludono al personaggio principale della serie americana “Dallas”: J. R. Ewing.JR si definisce come un "artivisto urbano”. Dopo essere state esposte nelle città da cui sono originari i soggetti di JR, le immagini viaggiano da New York a Berlino, da Amsterdam a Parigi. È rappresentato dal gallerista Emmanuel Perrotin in Francia (Rue Turenne, Paris), a Hong Kong e a New York, da Magda Danysz in Cina, e da Simon Studer Art in Svizzera. Durante alcune mostre, offre ai visitatori il loro ritratto su un poster grazie a una gigante cabina fotografica. Lavora con un'équipe di una quindicina di persone tra Parigi e New York.

D*Face è cresciuto in un quartiere non distante da Wimbledon e fin da piccolo ha avuto un interesse per i graffiti. Da adolescente, appassionato di skateboarding, si è interessato agli adesivi e alla mentalità fai da te associata allo skate e alle fanzine punk.Ha frequentato un corso di illustrazione e design e ha lavorato come illustratore e designer freelance mentre affinava i suoi lavori di strada. Tra le sue influenze la campagna artistica Obey Giant di Shepard Fairey, Jim Philips, hip hop, musica punk e i cartoni animati popolari. Ha tenuto la sua prima grande mostra personale a Londra, Death & Glory, alla galleria Stolenspace nell'ottobre 2006. D*Face è stato proprietario e curatore dell'Outside Institute, la prima galleria d'arte contemporanea di Londra a concentrarsi sulla street art. Nel 2010 ha collaborato con Christina Aguilera per la copertina del suo album Bionic, mentre il progetto più recente di D*Face ha riguardato la realizzazione della copertina dell'album California dei Blink-182, rilasciato il 1 luglio 2016. 

Frank Shepard Fairey aka Obey (Charleston, 15 febbraio 1970) è un artista statunitense. Figlio di un medico e di un agente immobiliare, Fairey cresce nella Carolina del Sud, compie studi artistici e nel 1988 si diploma presso l'Accademia d'arte. Nel 1989 idea e realizza l'iniziativa Andre the Giant Has a Posse; dissemina i muri della città con degli adesivi (stickers) che riproducono il volto del lottatore di lotta liberaAndré the Giant; gli stessi sono stati poi replicati da altri artisti in altre città. Lo stesso Fairey ha poi spiegato che non vi era nessun significato particolare nella scelta del soggetto: il senso della campagna era quello di produrre un fenomeno mediatico e di far riflettere i cittadini sul proprio rapporto con l'ambiente urbano. Ma l'iniziativa che ha dato visibilità internazionale a Fairey è stato il manifesto Hopeche riproduce il volto stilizzato di Barack Obama in quadricromia, diventato l'icona della campagna elettorale che ha poi portato il rappresentante democratico alla Casa Bianca. Il critico d'arte Peter Schjeldahlha definito il poster "la più efficace illustrazione politica americana dai tempi dello Zio Sam". Il manifesto apparve, sempre durante la campagna elettorale del 2008, con altre due scritte: "Change" e "Vote". Il comitato elettorale di Obama non ufficializzò mai la collaborazione con Fairey, probabilmente perché i manifesti venivano affissi illegalmente, come nella tradizione della street-art, ma il presidente, una volta eletto, inviò una lettera all'artista, resa poi pubblica, in cui ringraziava Fairey per l'apporto creativo alla sua campagna. La lettera si chiuse con queste parole: "Ho il privilegio di essere parte della tua opera d'arte e sono orgoglioso di avere il tuo sostegno".

Pure Evil è nato nel 1968 nel sud del Galles. Dopo aver finito gli studi in fashion design, Charles si trasferì agli inizi degli anni ‘90 in California perché non si ritrovava nelle scelte operate in UK dalla Lady di Ferro Margaret Thatcher. Vivere in quegli anni sulla West Coast significava essere al centro della nascente cultura street. Pure Evil inizia, così, a lavorare come designer per il brand di abbigliamento Anarchic Adjustmenteded entra anche nel circuito della musica elettronica a San Francisco. Ed è sempre sulla costa californiana che inizia la street art di Pure Evil. Dopo 10 anni trascorsi negli States, Charles torna a Londra e inizia a dipingere per le strade della capitale britannica entrando in contatto con altri artisti che popolavano con i propri graffiti le strade dei sobborghi della città tra cui Ben Eine, D*face, Paul Insect e soprattutto Banksy. Con loro prende vita il Santa’s Ghetto, una sorta di galleria itinerante volta a disintermediare i mercanti d’arte. 

Marco Réa è nato il 1º novembre del 1975 a Roma, dove ha condotto studi artistici dapprima al liceo, poi studiando fumetto ed illustrazione ed infine laureandosi in storia dell’arte. Parallelamente agli studi, negli anni novanta utilizza le bombolette spray per fare graffiti ed ha continuato ad utilizzarle in seguito, per realizzare le sue opere. Réa altera immagini pubblicitarie, come cartelloni e copertine di riviste di moda, usando le bombolette spray per dar vita a nuove rappresentazioni. Le opere dell'artista romano, apparentemente distruttive nei confronti del mondo della moda, hanno destato l’interesse di celebrità e persone del settore. Réa non compie un atto dissacratorio, ma di cambiamento e denuncia, dipingendo sulle immagini che propongono una realtà falsificata per rivelarne un'altra più autentica e personale. Ha partecipato con le sue opere alla settimana della moda di Parigied è oggi tra i più noti fashion illustrator. Contattato da Nick Knight per collaborare con SHOW studio, ha realizzato opere per il progetto Prayer to Saint Theresedi Chloe Sevignye Michel Gauberted ha partecipato a Moving Kate, una mostra dedicata a Kate Moss. Nel 2018 ha esposto al MACRO di Roma. 

MauPal è un artista poliedrico romano: è infatti un disegnatore, un grafico, un decoratore e scenografo ed anche pittore e scultore. Ha frequentato il liceo artistico A. Caravillani e successivamente l’Accademia delle Belle Arti di Roma, in cui sin da subito mostra una particolare predisposizione per il disegno e dove coltiva il suo amore per l’arte e per la sperimentazione. Nel suo processo creativo include ogni volta supporti differenti e materiali particolari come carte da gioco, sughero, vetro, plastica e lana d’acciaio, arrivando ogni volta a risultati nuovi, e dando vita ad oggetti ed opere unici. MauPal mostra una grande abilità manuale, ciò si evince dalle sue particolari sculture che ogni volta nascono da materiali differenti che però non vengono mai snaturati ma mostrati al pubblico attraverso diverse sfaccettature della loro stessa natura. Il suo murale Super Pope, dedicato a Papa Francesco e realizzato a Borgo Pio, ha fatto molto parlare di lui. Lo street artist ha anche incontrato Papa Bergoglio e gli ha donato un dipinto che riproduce la sua opera: il Papa in vesti da super eroe.

Pax Paloscia è un'artista italiana che vive tra Roma e New York. Ha collaborato per anni con le più prestigiose agenzie pubblicitarie e case editrici realizzando importanti progetti fotografici e illustrativi. Tra i suoi clienti figurano: Rolling Stone, Urban, Enville, Sole24Ore, Feltrinelli, Enaudi, McCann Erickson, Leo Burnett, Saatchi & Saatchi, J. W. Thompson, Publicis, Ogilvy, IBM, Nike, Mazda, Omnitel, EMI, Findus, Levi’s, Fnac, Mandarina Duck. Diplomata all’International Center of Photography di New York, le sue opere sono state pubblicate in diversi progetti editoriali ed esposte in mostre personali e collettive in numerosi musei e gallerie in Italia e all’estero. Recentemente ha preso parte alla rassegna “Cross the Streets” al MACRO di Roma (aprile 2017) e all'edizione 2016 di “Scope Art Fair” a New York. Nel 2017 presenta la personale Alice down to the Rabbit holepresso la galleria Rosso20sette.

Demetrio Di Grado, nato a Palermo nel 1976, dopo un trascorso nella cultura Hip Hop, dal 1994 al 2000, rimane affascinato dall’arte e, in particolare, dalla pittura. Nel percorso artistico da autodidatta, ha avuto modo di esporre i suoi lavori in tutta la Sicilia con numerose mostre itineranti collettive e personali. Dal 2012 ha dato inizio ad un nuovo progetto artistico, costituendo l’Associazione ManSourcing, impegnata attivamente nella promozione dell’arte attraverso le sue varie declinazioni: festival di arte urbana con la partnership di numerosi artisti nazionali e internazionali, curando eventi artistici che hanno dato modo alla gente comune di fruire dell’arte contemporanea in luoghi non convenzionali. In parallelo svolge un’intensa attività artistica all’interno di gallerie, palazzi comunali e musei, permettendo ad artisti e addetti ai lavori la possibilità di un confronto attivo e collaborativo. Da sempre interessato alla tecnica del collage, dal 2016 ha riscritto la sua biografia, ripartendo da zero tra l’Italia e l’Estero.



INFO
15 Anni di Rosso20sette
JR, D*Face, Shepard Fairey aka Obey, Pure Evil, Maupal, Marco Rèa, Demetrio di Grado
a cura di Tiziana Cino e Stefano Ferraro

13 giugno - 17 luglio 2020
Orari: dal martedì al sabato 11-19.30

Rosso20sette arte contemporanea
info@rosso27.com
tel.06 64761113


Ufficio stampa
Roberta Melasecca 
Melasecca PressOffice - Interno 14 next
roberta.melasecca@gmail.com/ 349.4945612

sabato 6 giugno 2020

Nasce 'Ottica Contemporanea': libero pensiero attraverso l'arte del nostro tempo



Nasce il blog Ottica Contemporanea, uno spazio web che ospita artisti, creativi, curatori e critici internazionali con l’obiettivo di condividere rifessioni e libero pensiero sul nostro tempo, attraverso l’arte.

Mission del progetto: essere di supporto alla diffusione di un fare culturale internazionale.

Ottica Contemporanea accoglie 5 rubriche curate da altrettanti professionisti della cultura internazionale:

Urban – art and public spaces – di Santiago Caprio; Explorations – beyond the borders – di Azzurra Immediato; People – artists' stories - di Francesco Ciotola; Visions – creatives, curators and critics from the world – di Raffaele Loffredo; Multimedia Art – texts, sounds, images – di Lamosa Lab.

Il blog nato da un progetto di Francesco Ciotola in un momento in cui non è possibile un interscambio relazionale tra paesi, si propone di continuare nel tempo a portare alla luce contenuti di pubblico interesse sulla materia.

Per saperne di più:





Ottica Contemporanea is a web space that hosts international artists, creatives, curators and critics with the aim of sharing refections and free thought on our time, through art.

Mission of the project: to support the diffusion of an international cultural activity.
Ottica Contemporanea hosts 5 sections edited by as many professionals of international culture:
Urban - art and public spaces - by Santiago Caprio
Explorations - beyond the borders - by Azzurra Immediato
People - artists ’stories - by Francesco Ciotola

Visions - creatives, curators and critics from the world - by Raffaele Loffredo Multimedia Art - texts, sounds, images - by Lamosa Lab

The blog born from a project by Francesco Ciotola at a time when a relational exchange between countries is not possible, aims to continue over time to bring to light contents of public interest on the subject.

To find out more:

Angelo Bellobono - Pian delle balze mi attende a mezzanotte (primavere d'inverno)

Angelo Bellobono, Paesaggio raschiato, 23x32, olio su tavola


Domenica 7 Giugno alle ore 12.00 a Casa Sponge si inaugura la personale di Angelo Bellobono: Pian delle balze mi attende a Mezzanotte (primavere d'inverno). Il progetto prosegue lo studio sul paesaggio circostante iniziato nel 2018 ed è la restituzione dell'omonima residenza svoltasi a Gennaio 2020.

Mi ritrovo nel mio studio romano a ripensare alle giornate trascorse nelle Marche, a Casa Sponge.- scrive Angelo Belllobono nel ricordo consegnato ad Artribune - È straniante ritornare in quelli che sono stati i luoghi che hanno accolto le mie estati di bambino e che mi hanno fatto scoprire la montagna. Giornate che hanno accarezzato la mia esistenza. Dipingere dal pianerottolo della casa della famiglia di mia madre, come se gli occhi fossero i suoi, guardare lontano e scrutare l’Appennino. Gli strati d’aria e luce si sovrappongono e mescolano, impastano l’erba e la terra dei campi e restituiscono mille tonalità d’ocra, verde e marrone. Azzurri lievi disegnano i profili di colli e montagne gentili e poi, un po’ sopra il resto, il Catria e l’Acuto si mostrano per più di quanto sono, in una veste invernale incerta, evanescente. Allora la pittura cerca gli strati del tempo, la terra sotto e la terra sopra, i passi coperti e scoperti. Cerca il magma che risale e fissa le forme per qualche milione di anni per poi sgretolarle, per non abituare nulla alla certezza. Ecco che inverno e primavera si abbracciano e confondono gli occhi e i sensi di chi ci sta in mezzo. La pittura rallenta, osserva, elabora e un mondo si compie, si cancella, stratifica. Il corpo si muove ed è mosso, si carica e scarica, sa che lui non sarà per sempre. Sarà sempre un inizio di giovani a tempo e vecchi eterni, sarà sempre un tempo di giorni che si accendono e spengono e passi, primavere, inverni, estati e autunni, rumori e silenzi e un po’ di pittura che si asciugherà evaporando in altre luci. L’Italia è una grande ed unica provincia in cui germogliano e respirano scrigni di pura bellezza, non nostalgici, ma attivatori di modelli semplicemente perfetti. Non bisogna vivere con sensi di inferiorità scimmiottando un altrove che non appartiene ai suoi luoghi. […] “

Biografia
Angelo Bellobono è un artista e un allenatore di sci. “Dipingo per tornare a casa. La pittura è la mia mappa fatta di sudore, vento, freddo, sole, salite e discese, è la costruzione del sentiero.” Bellobono è vissuto tra le montagne di mezzo mondo, a New York e Roma. Attraverso il suo lavoro Bellobono dipinge atmosfere e storie sospese, che indagano il rapporto tra antropologia, geologia, identità, confine e territorio ridisegnando costantemente il paesaggio naturale e sociale. Sperimenta costantemente un senso di appartenenza “corporale” ai luoghi, esperienza necessaria a leggere le sedimentazioni e le memorie del paesaggio. Negli anni le sue professioni di artista e sportivo professionista si sono fuse insieme. Il ghiaccio e le montagne, in particolare le catene montuose del Mediterraneo, sono elementi frequenti nel suo lavoro; ghiaccio che rappresenta l’archivio di memoria del pianeta e le montagne immaginate come cerniere e non barriere, ponti tra culture e paesi. Considera il Mar Mediterraneo un “Lago di montagna”. Insieme alla sua ricerca pittorica Bellobono ha realizzato diversi progetti interdisciplinari in cui arte, sport e biosostenibilità diventano strumenti di connettività sociale e sviluppo microeconomico, come nel caso di Atla(s)now con le comunità Amazigh dell’Alto Atlante marocchino, o Before me and after my time con i Ramapough Lenape i nativi americani di New York e Io sono Futuro nelle aree appenniniche colpite dal sisma. Nell’estate del 2018, per il progetto Linea Appennino 1201, ha attraversato tutto l’Appennino dalla Calabria alla Liguria per raccogliere la terra di ogni vetta poi utilizzata nei suoi dipinti. Ha partecipato alla XV Quadriennale di Roma, alla IV e V Biennale di Marrakech. Ha esposto in spazi pubblici e privati come l’American University’s Katzen Art Center di Washington, AlbumArte Roma, Spazio Mars di Milano, Fondazione Volume di Roma, Museo di arte moderna del Cairo e quello di Nuova Delhi, Museo Macro di Roma, Multicultural art center Melbourne, Museo Ciac di Genazzano, Palazzo Re Enzo di Bologna, The Othersize Gallery di Milano, Galleria Wunderkammern di Roma, Galleria Changing Role di Napoli, Envoy Gallery di New York, Frank Pages di Ginevra, Biasa ArtSpace di Bali. E’ stato invitato nel 2019 al Grand tour d’Italie del Mibact, ha vinto il bando Cultura e Arte dalla Fondazione Roma nel 2019, il Premio Celeste per la pittura nel 2005 e quello Artslant per il disegno nel 2009. È stato finalista del Premio Lissone, del Premio Combat e del Premio Portali dello Scompiglio. Nel 2010 è stato invitato ai Martedì critici e nel 2015 al Tedx-Roma. Nel corso degli anni è stato invitato in varie residenze come Bocs Cosenza, Landina Cars Omegna, Casa Sponge Pergola, Fondazione Lac O Le Mon San Cesario di Lecce. Il suo lavoro è presente in numerose collezioni pubbliche e private.


Titolo: Pian delle balze mi attende a Mezzanotte (primavere d'inverno)
Artista: Angelo Bellobono
A cura di: Milena Becci
Inaugurazione: domenica 7 giugno ore 12
Luogo: Casa Sponge, Via Mezzanotte 84 – 61045, Pergola (PU)
Durata: 7 giugno – 6 settembre
Orario di apertura: su appuntamento
Info: spongecomunicazione@gmail.com | spongeartecontemporanea.net| +39 339 4918011

La mostra a cura di Milena Becci è visitabile su appuntamento fino a domenica 6 settembre 2020 
339 4918011 \ spongecomunicazione@gmail.com



giovedì 4 giugno 2020

Allegra ma non troppo di Sonia Andresano


AlbumArte spazio indipendente per l’arte contemporanea, presenta la mostra personale di Sonia Andresano (Salerno 1983) dal titolo Allegra ma non troppo a cura di Daniela Cotimbo. È la prima mostra che AlbumArte non è costretto a rimandare a causa delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria, ma naturalmente nel tempo passato nel confinamento sociale, la mostra si è modificata, inglobando nuovi contenuti. Sonia ha sempre detto di sentirsi a casa ad AlbumArte, ora ci ritorna in un momento di silenzio, così difficile per il mondo intero e sente il desiderio di riaprire la porta, di riallestire di nuovo lo spazio e provare a farlo rivivere pur nella mestizia di questo momento, nella convinzione che l’arte sia una sollecitazione sempre necessaria per guardare al futuro. La mostra sarà visitabile su prenotazione fino al 17 luglio. Si ringrazia Alan Advantage per il supporto.

Esiste una vita dei luoghi che va al di là della nostra quotidiana percezione. Un flusso incessante di connessioni a cui non prestiamo sempre attenzione e che determina il nostro rapporto con lo spazio: può trattarsi di un rumore, della crepa di un muro, di un elettrodomestico dai movimenti meccanici che ne intercetta gli interstizi. Tutto questo ci invita a ripensare al nostro bisogno di abitare come ad un continuo rivisitare luoghi e relazioni, consapevoli che tutto fluisce intorno a noi e che noi stessi siamo agenti che si muovono costantemente da un punto all’altro. La casa allora diventa un iperoggetto, un’entità viscosa che cambia forma, luogo, ma che continua a rappresentare un polo attrattivo della nostra esperienza. Sonia Andresano nel corso della sua giovane vita ha cambiato tante volte casa e città e ogni suo movimento è stato accompagnato dal bisogno di esplorazione volto a stabilire relazioni con gli spazi e i luoghi, che poi sono sempre, in primis, relazioni con se stessi. 

Il progetto racconta, mediante opere realizzate nell’arco cronologico di circa due anni (2018-20) questo attraversamento continuo. A tale percorso si aggiungerà un’incursione site specific realizzata all’interno dello spazio di AlbumArte appena finito il lockdown, dove l’artista segue i movimenti di una piccola mosca bianca, dispositivo già utilizzato in diverse occasioni come strumento per far emergere nuovi punti di vista. Lo spostamento metaforico della mosca, registrato in un video e poi restituito al pubblico per farne nuovamente esperienza, dà il titolo alla mostra. 

Allegra ma non troppo, rappresenta una tappa significativa di un percorso di ricerca, un moto continuo attraverso nuove forme di relazione con le cose. Non sappiamo quando potremo tornare a godere realmente dei luoghi che pensiamo ci appartengano o semplicemente ci contengono, incontrandoci, scambiando riflessioni e condividendo momenti del quotidiano, quello che però possiamo dire con certezza è che mentre oggi torniamo a guardare, nulla ci sembra più come prima.

Allegra ma non troppo
Mostra personale di Sonia Andresano 
a cura di Daniela Cotimbo

Momento inaugurale 24 giugno 2020 dalle ore 17.00 alle 22.00
L’ingresso dei visitatori sarà regolato mediante un programma di accessi pianificato attraverso prenotazione*


AlbumArte | Spazio indipendente no profit per l’arte contemporanea
Via Flaminia 122 00196 Roma
T | F +39 063243882 E info@albumarte.org W www.albumarte.org
Facebook | Twitter | Instagram | YouTube | Google Arts & Culture


mercoledì 3 giugno 2020

ALCHIMIE





Comunicato stampa

“MARCELA BRACALENTI E ISABELLA SCOTTI. ALCHIMIE”
I quadri-installazione e le sculture delle due artiste toscane in mostra
dal 2 giugno al 26 luglio 2020 nel Lu.C.C.A. Lounge&Underground


La materia che si trasforma, si contamina e diviene pretesto per riflessioni sulle cose umane e sul sovrannaturale. Marcela Bracalenti e Isabella Scotti si divertono a giocare con il proprio mezzo espressivo dando vita l’una a quadri-installazioni e l’altra a sculture che nascono dalla commistione dei materiali più diversi. I loro lavori producono “Alchimie”, come il titolo della loro mostra collettiva esposta nel Lu.C.C.A Lounge & Underground  dal 2 giugno al 26 luglio 2020 con ingresso libero.

“Quelli di Marcela Bracalenti e Isabella Scotti – scrive il direttore del Lu.C.C.A. Maurizio Vanni –sono due mondi apparentemente dissonanti, due stili antitetici (uno informale e l’altro figurativo), due esiti estetici agli antipodi. Ma se partiamo dal presupposto che nessuna delle due cerca risposte estetiche, il percorso percettivo potrebbe rivelarsi ancora più interessante. Il loro approccio alle arti visive è simile in quanto viene trasformato in uno strumento che, in progress, ha a che fare con ciò che potremmo definire metamorfosi, evoluzione continua o, più semplicemente, processo alchemico”.

L’esito artistico delle loro opere si basa sul processo di trasmutazione dei metalli in oro, caro alla scienza alchemica, secondo cui la creazione, corrotta a causa del peccato originale, tende a ritornare verso la perfezione originaria, proprio come i metalli che mutano verso la forma più nobile della loro specie ovvero l’oro. “Le composizioni della Bracalenti, sempre più aggettanti e pervasive – sottolinea Vanni – sembrano ruotare in un lento vortice centripeto che attrae gli oggetti contaminandoli con la materia, aggregandoli con la superficie e trasmutando il tutto attraverso la luce”. Le sue opere-installazioni tendono ad espandersi fuori dai confini del supporto ligneo e fungono da catalizzatore di elementi esterni per poi riportare l’attenzione verso l’interno del quadro stesso.
“Le strutture scultoree della Scotti – continua Vanni – potrebbero essere considerate un inno alla natura perché collegate ai quattro elementi primari. Le forme, più o meno figurative ed essenziali, diventano pretesti per un’indagine che va oltre la superficie delle cose, che si sublima nell’utilizzo cosciente di simboli che sposta la percezione dalla sfera emotiva a quella cerebrale. Isabella trasforma la materia in forma che incontra la patina cromatica e la superficie per poi unirsi alla luce, alla bellezza suprema. Ne scaturiscono volumi a tuttotondo che non devono spiegare o narrare alcunché, ma suggerire percorsi di conoscenza e auto-conoscenza”.

Marcela Bracalenti e Isabella Scotti sperimentano la materia, l’evoluzione delle forme e la trasformazione degli oggetti. “Da una parte – conclude Vanni –, nei lavori della Scotti, l’individuo, simbolo di vita e del tempo che scorre, si ripresenta ciclicamente facendoci riflettere sulle questioni più rilevanti del nostro essere; dall'altra, nelle opere della Bracalenti, la materia, al tempo stesso fluida e solida, concreta e spirituale, effimera ed eterna, ci spinge a non dare mai nulla per scontato e a non soffermarci sull’apparenza delle cose”.



Brevi note biografiche
Marcela Bracalenti
È nata a Buenos Aires (Argentina) dove ha vissuto fino al 1979. Ha lavorato come architetto a Milano fino al 1984, anno in cui si è trasferita in Toscana. Vive e lavora a Pisa.
Alla fine degli anni ’90 dà inizio ad una nuova esplorazione nel mondo dell’arte riaccostandosi alla pittura, percorso che affianca in un primo momento alla sua attività di architetto, ma che occuperà uno spazio sempre più rilevante nella sua vita. Risale al 2001 la partecipazione alla prima esposizione collettiva. Da allora realizza numerose mostre personali e risulta selezionata per partecipare a importanti rassegne in ambito pubblico e privato.
Le sue opere sono presenti in collezioni private in Italia, Francia, Spagna, Germania, Svizzera, Stati Uniti e Argentina.


Isabella Scotti
Dopo gli studi classici e una laurea in Lingue e Letterature Straniere, lavora per un lungo periodo come organizzatrice di eventi, finché comincia a mettere la sua creatività al servizio di stoffe, paglie e feltri, realizzando cappelli fantasiosi, pezzi unici.
Come modista autodidatta, è libera di usare qualsiasi materiale. Oltre a lavorare i materiali più tradizionali, comincia a dare forma a copricapi anche in sughero e in pietra, preannunciando la sua vena di scultrice.
Iscrittasi nel frattempo al Liceo Artistico Passaglia di Lucca, dopo il diploma inizia la sua nuova carriera di artista-scultrice, prediligendo come materiali di lavorazione creta, metalli e... parole. Ha partecipato ad esposizioni collettive a Firenze, Pisa, Carrara, Pontremoli, Pontedera, Pietrasanta, Viareggio e Lucca.


MOSTRA “MARCELA BRACALENTI E ISABELLA SCOTTI. ALCHIMIE”
Lu.C.C.A. Lounge&Underground
dal 2 giugno al 26 luglio 2020
orario mostra: da martedì a venerdì ore 14-18; sabato e domenica 11-18; chiuso lunedì.
Ingresso libero
_______
Per info:
Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art Via della Fratta, 36 – 55100 Lucca         
tel. +39 0583 492180   www.luccamuseum.com  info@luccamuseum.com

Addetto Stampa Lu.C.C.A.
Michela Cicchinè mobile +39 339.2006519 m.cicchine@luccamuseum.com


lunedì 1 giugno 2020

Attiva Cultural Projects presenta Ŏpĕra, la rivista d’artista in edizione limitata



Pubblicato il secondo numero di Ŏpĕra
La rivista d’artista in edizione limitata dal taglio curatoriale

Attiva Cultural Projects presenta il secondo numero di Ŏpĕra, la rivista che si propone di essere un libero spazio espressivo e fulcro di ricerche, dedicata alla scena artistica italiana emergente.

Ŏpĕra 02 è il risultato inaspettato del lockdown che l’Italia si è trovata a vivere.

Il cambiamento ha naturalmente coinvolto e influenzato gli artisti, ponendo dei limiti al reperimento di materiali, agli spostamenti e alle ricerche che, per ciascuno, si sono traslate sempre più verso l’interno, producendo riflessioni inaspettate e, a tratti, comuni. Ciò è sorprendente se si pensa che, fino alla pubblicazione, gli artisti non hanno avuto modo di conoscersi, né di rapportarsi. Ricerche e mezzi diversi, risultati che portano in sé la traccia indelebile - involontaria ma evidente - di un periodo storico che ha stravolto il mondo e il vivere quotidiano. 



Gisella Chaudry, Cristina Cusani, Stefan Milosavljevic, Miriam Montani, Rachele Moscatelli e Luca Petti sono gli artisti selezionati ed invitati a partecipare con opere inedite.

Lavorare a questo numero di Ŏpĕra ha significato, più che mai, la volontà di mantenere viva la fiamma del pensiero creativo e del confronto attivo, nonostante i vincoli della distanza e dell’isolamento. Ma ha anche proiettato nuova luce sul ruolo dell’artista quale sensibile indagatore e libero interprete della realtà.

La rivista d’artista Ŏpĕra risponde a una nuova idea di collezionismo che permette di scoprire e sostenere le più recenti ricerche e proposte del mondo dell’arte. Le cento copie del secondo numero sono già disponibili e ordinabili contattando Attiva Cultural Projects ETS.




ATTIVA CULTURAL PROJECTS ETS
attiva.art@gmail.com