lunedì 5 novembre 2018

Andrea Baczynski. La Casa Deserta

Molte volte l’immagine della casa vuota così come la si ritrovava dopo una assenza –magari la grande casa di campagna con la vecchia mobilia dei nonni qualche arredo frugale e varie tracce di esperienze – è cristallizzata nei nostri ricordi e si affaccia alla memoria creando uno spazio ambiguo e senza tempo. 
Gli ambienti, oramai privi di “figure”, ci parlano del passato di spazi una volta funzionali dove le stanze corrispondevano ad usi e rituali ben precisi e differenziati: la cucina rustica, il salotto buono con i pezzi salvaguardati dalle immancabili coperture, la camera da letto austera e quasi respingente nel suo sapore di ospedale o di cella da preghiera.
Qualche oggetto - i bricchi, le suppellettili, il fornello elettrico, le scaffalature - testimoniano che questi luoghi fantasmatici fossero vissuti nella loro quotidianità mentre ora sono assimilabili a reperti, emblematiche presenze che sottolineano la scomparsa di chi li abitava.
Gli spazi così perdono di realtà, si moltiplicano attraverso il gioco delle porte aperte dei corridoi, sprofondano nell'oscurità o vengono raggelati in atmosfere metafisiche in scatole della memoria nelle quali le crepe, le macchie di umido, le sfaldature dell’intonaco, le sfilacciature delle tappezzerie, producono in chi le guarda strane risonanze che sembrano raccontare di un mondo interiore solitario e desertico che ha comunque vissuto con pienezza la propria storia di vita.
Andrea Baczynski nasce a Vienna nel 1959, la città patria della psicoanalisi che ha sempre influenzato il suo lavoro, assieme agli scritti del filosofo Ludwig Wittgenstein. Per questo utilizza la fotografia per esprimere l'inconscio e la mente subconscia attraverso le immagini. Ha partecipato a diverse mostre internazionali ed il suo lavoro è stato pubblicato nelle maggiori riviste di settore. Attualmente vive e lavora in Arabia Saudita.


Andrea Baczynski | 'La Casa Deserta'
Inaugurazione sabato 10 novembre ore 18.00
Finissage: 5 dicembre 2018

Strada dei Gesuiti 13, 70122 Bari
Orari di apertura
Martedì - Sabato ore 17.30 / 20.30

mercoledì 31 ottobre 2018

Pierpaolo Lista. Distanza di cortesia - Personal space


In corso fino al 6 gennaio 2019 presso la Galleria Centometriquadri Arte Contemporanea la mostra di Pierpaolo Lista Distanza di cortesia - Personal Space a cura di Antonello Tolve, inaugurata sotto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee di Napoli.

La mostra è in esposizione presso gli spazi della galleria, opportunamente rinnovati in vista del primo anno di attività. Il solo show dell’artista salernitano è un viaggio ludico attraversato da inquietudini ironiche e nostalgie per un mondo che invita ad una fruizione dell’opera libera e giocosa, una riflessione che accomuna segni semplici e materiali minimi in una pratica seriamente giocosa, che attraversa il tempo e lo sospende in uno spazio delicato e critico al tempo stesso.

Antonello Tolve definisce, questa nuova mostra di Pierpaolo Lista, una ludoteca nostalgica segnata dall’infinito intrattenimento che l’artista instaura con la pittura, con i materiali minimi della fotografia, con il pubblico, destinatario invitato sempre dall’artista a entrare nello spazio dell’opera per azionarla, per creare fantasie d’avvicinamento a oggetti sgualciti da una pennellata veloce, animata dal desiderio di togliere il bello al bello e di cancellare la parola perfezione dal vocabolario dell’arte con lo scopo di raggiungere una squisitezza ironica, una visione optofonetica, uno strato emotivo delicato e ruvido, sovratermporale e sovrastorico.

‘Distanza di cortesia’ ruota tutta attorno al concetto di gioco, inteso come apertura radicale all’alterità, come brano di confine oltre il quale risuona la vita, come territorio fragile, terreno teatrico, luogo d’incontro tra l’opera e lo spettatore che si fa immancabilmente attore, figura partecipe a un dialogo mancato ma comunque intimo, mentale. 



Pierpaolo Lista (Salerno, 1977) si è diplomato al Liceo Artistico di Eboli. Vive a Paestum e lavora tra Napoli e Milano. Il vetro è l’unico supporto della pittura di Pierpaolo Lista. L’artista capovolge il dettato operativo del dipingere – lavora cioè, sul retro della lastra vitrea. Tanto il disegno che il colore affiorano, con questa tecnica particolare, come apparizioni imprevedibili, sicché ogni immagine -anche la più elementare- acquista uno spessore, non di “matericità”, ma di memoria. Se da una parte la pittura di Lista si presenta tecnicamente unica nel suo genere, le sue fotografie, che si collocano in continuità con il suo approccio pittorico, rappresentano, d’altro canto, un mondo difficilmente imitabile. Questo perché Lista progetta, di volta in volta, piccoli teatri, microcoreografie che fanno da leitmotiv allo scatto fotografico.


Indirizzo: via C. Santagata, n.14 – Santa Maria Capua Vetere – Caserta 
Genere: arte contemporanea, inaugurazione, personale, solo show
Quando: il 26/10/2018 – fino al 06/01/2019
Orari di apertura:nei giorni di sabato 27 e domenica 28 successivi all’inaugurazione, la galleria resterà aperta dalle ore 10,00-12,30. Successivamente la galleria sarà aperta il martedì e il giovedì (ore 10,00-12,30 e ore 16,30-19,00) e il sabato (ore 10,00-12,30). Gli altri giorni previo appuntamento telefonico al 339 438 7214.
indirizzo mail: centometriquadri@libero.it 




martedì 30 ottobre 2018

Diego Miguel Mirabella. Salvo me



In corso fino al 23 novembre 2018 negli spazi della Richter Fine Artdi Roma la mostra personale di Diego Miguel Mirabella Salvo me.
I lavori in mostra, tutti inediti e realizzati nel 2018, proseguono un progetto iniziato dall’artista nel 2017 nella città di Fès in Marocco. Frasi e disegni dell'artista vengono consegnati su carta ad artigiani locali che li traducono nel tipico mosaico marocchino (zellige in arabo) incastonando la consegna di Mirabella tra le trame dell'ornamento islamico.
La mostra è pensata come un’installazione scenica che gioca con i pieni e i vuoti della galleria nella quale le frasi e gli ornamenti abitano le architetture dello spazio.

Il progetto è stato vincitore del Premio Speciale Spazio Cima in occasione del Talent Prize 2018.

Diego Miguel Mirabella è un artista visivo nato nel 1988 a Enna, Italia.
Il suo lavoro si concentra su poesia e linguaggio e sulla loro restituzione visuale. Una naturale inquietudine lo porta a strutturare la sua ricerca in modo eterogeneo e con diversi media, lavorando spesso per mezzo di famiglie di progetti. Caratteristica nelle opere di Mirabella una tensione continua tra ciò che è mostrato e ciò che invece si cela allo spettatore.
In molti dei suoi progetti si avvale di altre persone, del loro immaginario, usi e culture, con il fine di spingere il confine di comunicazione e scambio tra lui e questi creando lavori che scaturiscono da questo conflitto.
Attualmente vive e lavora a Bruxelles.

In occasione della mostra sarà donato un poster dell’artista – grafica Condensed Studio(Torino) con i testi di: Arnaud Eeckhout – Artista del collettivo VOID, Sara Moccia e Giacomo Morbiato – Università degli Studi di Padova, Dipartimento di studi linguistici e letterari.

Vademecum:
Titolo: Salvo me
Artisti: Diego Miguel Mirabella
galleria Richter Fine Art, vicolo del Curato, 3 – Roma
Durata mostra: dal 17 ottobre al 23 novembre 2018
Orari: da giovedì 18 ottobre dalle 13.00 alle 19.00 dal martedì al sabato
Email: tommaso.richter.85@gmail.com
Fb account: Galleria Richter Fine Art

Ufficio Stampa: Chiara Ciucci Giuliani mob. +39 3929173661 | email: chiaracgiuliani@gmail.com

lunedì 29 ottobre 2018

Isotta Bellomunno. Da consumarsi preferibilmente entro



“Da consumarsi preferibilmente entro” è il titolo della prima mostra personale tenuta a Roma dall’artista napoletana Isotta Bellomunno, a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo e ospitata dal 27 ottobre al 2 dicembre a Casa Vuota (via Maia 12 int. 4A). L’inaugurazione, sabato 27 ottobre a partire dalle ore 18:30, è inserita nel calendario delle iniziative di Rome Art Week. La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì su appuntamento ed è realizzata in collaborazione con Taffo Funeral Services.
La personale presenta al pubblico un corpus di opere realizzate dall’artista negli ultimi cinque anni che ruotano intorno a due temi fondamentali: il nutrimento materno e la morte. Temi che ispirano anche un’installazione pensata appositamente per gli spazi di Casa Vuota. 
“Da consumarsi preferibilmente entro” è una frase nella quale ci imbattiamo ogni giorno. Quando la leggiamo stampigliata sulla confezione di un prodotto alimentare non ci soffermiamo a pensare che che da neutrale espressione del gergo merceologico potrebbe tramutarsi per noi in una sibillina profezia. L’avvertenza che ci informa sulla scadenza degli alimenti e che associamo in particolare del latte può assurgere infatti a formula critica della società dei consumi e diventare persino metafora della brevità della vita umana.
La morte è da sempre uno dei punti cardine della ricerca di Isotta Bellomunno ed è per lei lo spunto per esprimere il carattere di una napoletanità capace di esorcizzare la paura dell’estremo traguardo con ironia e vitalismo. Al tema della morte l’artista ha dedicato una serie di lavori fotografici e di performance che ruotano intorno a una bara vera. Estrapolata dal contesto funebre, la bara trova una nuova collocazione all’interno della quotidianità domestica. Per esempio nel ciclo fotografico “Io baro”, in mostra a Casa Vuota, l’artista usa la cassa lignea come tavolo di lavoro su cui impastare il pane, come divano o come vasca da bagno. Accanto alla morte, in un vivace ossimoro, si pone la ricerca di Isotta Bellomunno sul latte materno, incentrata sull’immagine delle mammelle che, con spirito dissacratorio, sono protagoniste di installazioni, fotografie e disegni.


ISOTTA BELLOMUNNO, NOTA BIOGRAFICA
Isotta Bellomunno (www.isottabellomunno.com) nasce a Napoli nel 1987. Nel 2005 si trasferisce a Milano, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera e inizia la sua attività espositiva. Nel suo percorso di ricerca sono riscontrabili due matrici costanti e ricorrenti, da un lato un’amara ironia, a tratti beffarda e perennemente provocatoria, dall’altro le origini familiari, perno gravitazionale esistenziale e artistico. Le soluzioni formali del suo lavoro sono invece variabili e molteplici: dal disegno alla fotografia, dalle soluzioni scultoree all’azione performativa. Attualmente vive e lavora a Napoli.
Le sue mostre personali sono nel 2017 “Un maiale e un elefante”, presentazione del libro d’artista presso Tomato a Torino; nel 2015 “Latte di Mamma” a cura di Chiara Reale presso Castel dell’Ovo a Napoli; nel 2013 “#Labarabarca”, performance a cura di Anna Lucia Cagnazzi sul Lungomare Caracciolo di Napoli e “From the left side” a cura di Lorenzo Mantile presso Sarajevo Supermarket a Napoli.
Fra le collettive si annoverano nel 2018 “Una stanza tutta per Sé” curata da Eloisa Saldari alle Scuderie Aldobrandini di Frascati; nel 2016 la residenza artistica “BocsArt” a Cosenza; nel 2014 “MantegnaCercasi” alla Casa del Mantegna a Mantova e il “Concorso Internazionale Centro-Periferia” al Museo delle Terme di Diocleziano di Roma; nel 2012 “Video al termine della notte” presso il Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore a Napoli, “Womade” alla Fabbrica del Vapore di Milano e il “6° Premio Arte Laguna” alle Nappe dell’Arsenale di Venezia. È stata vincitrice, inoltre, nel 2014 del 7° Internazionale d’Arte LGBTE S.A.L.I.G.I.A. all’Ex Manifattura Tabacchi di Torino.

INFORMAZIONI TECNICHE:
TITOLO DELLA MOSTRA: DA CONSUMARSI PREFERIBILMENTE ENTRO
AUTORE: Isotta Bellomunno
A CURA DI: Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo
LUOGO: Casa Vuota – Roma, via Maia 12, int. 4A
QUANDO: dal 27 ottobre al 2 dicembre 2018
ORARI: visitabile su appuntamento
IN COLLABORAZIONE CON: Taffo Funeral Services
INFORMAZIONI: cell. 392.8918793 | email vuotacasa@gmail.com
INGRESSO GRATUITO

INCONTRI

Antonio-Trimani, Chora, istallazione-video-4’-42-loop-frame-del-video



Incontri. Nuovi e antichi incontri, verrebbe da dire, soprattutto se si parla del rapporto tra natura e tecnica, tecnologia e ambiente, o, meglio, del ritorno di elementi naturali all’interno del processo artistico. Una tendenza sempre presente nell’arte ma che oggi sta acquisendo nuova linfa vitale. Per questo non si propone un nuovo trend, ma una collaborazione tra maestri e artisti giovani in una location particolare: la Chiesa dell’Annunziata di Teano.


All’interno delle celebrazioni del comune di Teano sull’unità d’Italia, dal 26 ottobre 2018 dieci artisti italiani (Paolo Bini, Marco Gastini, Emilio Isgrò, Luigi Mainolfi, Matteo Montani, Nunzio, Vincenzo Rusciano, Alessandro Sciaraffa, Antonio Trimani, Ivano Troisi) si confronteranno sul tema dell’incontro nello spazio ad unica navata della Chiesa sconsacrata dell’Annunziata. La mostra, presentata da Valentino Catricalà, investiga l’incontro come un’apertura a ritrovare un nuovo rapporto con il nostro pianeta, sul presente e il futuro dell’uomo.

Il seme di arancio ingrandito migliaia di volte di Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Grotto, 1937) che apre la mostra necessita infatti di un terreno fertile per poter diventare pianta e dare il frutto. Sono così gli alberi, creati attraverso spazi vuoti, pertugi tra carte leggerissime, il tema del lavoro di Ivano Troisi (Salerno, 1984) che, nell’incontro tra pieno e vuoto, vengono animati in un morbido movimento dal passaggio dello spettatore. È ancora il pubblico ad attivare l’opera di Alessandro Sciaraffa (Torino, 1976) dal titolo L’ombra del mare, che grazie a un’infiorescenza di sensori, produce un suono che richiama il fruscio delle onde quando il corpo e in particolare le mani dello spettatore si giustappongono al fascio di luce che investe l’opera. Ancora il mare, il mare nostrum, il Mediterraneo che abbraccia la penisola, è il soggetto evocato dall’opera di Paolo Bini (Battipaglia 1984), che lavora attraverso la scansione orizzontale inseguendo la possibilità di molteplici orizzonti. Marco Gastini (Torino 1938-2018), maestro indiscusso della pittura contemporanea italiana, viene omaggiato dagli organizzatori con un’opera del 2013 nella quale il bianco, il pigmento oltremare puro e il nero del carbone sono il campo d’azione di uno spazio esclusivamente pittorico rimesso in discussione con urgenza esistenziale dal sorprendente arrivo di elementi tridimensionali: tre schegge di pietra affilate. Una scultura a parete, un legno combusto, è il segno invincibile di Nunzio (Cagnano Amiterno, 1954): l’incontro con l’elemento fuoco ridefinisce un valore plastico al legno e paradossalmente lo rigenera, per lo sguardo. Il Video è il medium con il quale Antonio Trimani (Cosenza, 1970) si confronta da anni. Chôra, l’opera scelta per la mostra, è un paesaggio ipnotico dove cielo e mare si incontrano su una linea d’orizzonte discernibile ma surreale, una nuvola di fumo si irradia nell’ambiente riflettendosi nell’elemento liquido, contribuendo alle variazione cromatiche e ritmiche del video. L’opera di Vincenzo Rusciano (Napoli 1973)è un tessuto che vive di contraddizioni e ipotizza un ideale spostamento di quella classicità, che ancor oggi continua ad essere un importante giacimento della nostra eredità culturale, dentro l’estetica della contemporaneità. Il basamento dell’altare della chiesa ospita Isola, di Luigi Mainolfi (Rotondi 1948), esponente di spicco della cosiddetta scultura post-concettuale, impostasi al principio degli anni Ottanta. L’opera di Mainolfi innalza sul sole e oltre il sole (riconoscibile negli elementi del piedistallo che appaiono come raggi) un elemento naturale spoglio e umile come il legno, operando un rovesciamento alchemico nel quale il valore minimo di un materiale povero assurge potentemente a valore assoluto. Chiude il cerchio, e lo rimette in gioco, Matteo Montani (Roma, 1972), facendo incontrare cielo e terra sulla superficie scura della carta abrasiva.

Incontri è patrocinata dal Comune di Teano e realizzata con il contributo e la collaborazione della Galleria Nicola Pedana Arte Contemporanea di Caserta e Carlo Cinque - Le Stazioni Contemporary Art di Milano.

SCHEDA TECNICA

Titolo Mostra: Incontri
Presentata da: Valentino Catricalà
Artisti: Paolo Bini, Marco Gastini, Emilio Isgrò, Luigi Mainolfi, Matteo Montani, Nunzio, Vincenzo Rusciano, Alessandro Sciaraffa, Antonio Trimani, Ivano Troisi.
Inaugurazione: Venerdì 26 ottobre 2018 ore 18.00
Periodo della Mostra: Dal 27 ottobre all’11 novembre 2018
Luogo: Chiesa dell’Annunziata - C.so V. Emanuele II - 81057 - Teano CE
Patrocini: Comune di Teano (CE)
In collaborazione con: Galleria Nicola Pedana Arte Contemporanea (CE)
Carlo Cinque - Le Stazioni Contemporary Art (MI)

Ufficio Stampa:
Contatti: Marcella Russo//Maria Letizia Paiato
Tel: 0039 349 3999037//0039 348 3556821
Mail: press@rp-press.it;
Pagina FB: RPpress @russopaiatopress

giovedì 25 ottobre 2018

The Others 2018


The Others è la principale fiera indipendente italiana, dedicata alle più recenti tendenze artistiche internazionali e con un focus specifico sulle ultime generazioni.
Una piattaforma espositiva rivolta a gallerie, artist–run e project spaces, collettivi di artisti e curatori, spazi indipendenti. Concepita per espositori giovani – con costi di partecipazione tra i più bassi in Europa – The Others è un’importante vetrina all’interno della Contemporary Art Week torinese.
Nomade e ospitata sin dagli esordi in sedi non convenzionali, negli anni The Others si è spostata in diverse strutture, rivitalizzando e riconvertendo importanti edifici in disuso. Gli orari di apertura serali, l’atmosfera vivace e informale, un ampio programma di eventi transdisciplinari sono gli ingredienti che hanno portato alla creazione di un nuovo format di promozione dell’arte.
Un board internazionale composto da giovani curatori attivi in diverse aree d’Europa e una nuova sezione dedicata alle video installazioni sono le principali novità di The Others 2018: una fiera internazionale e un progetto curatoriale, un luogo per esposizioni e progetti site specific che vanno oltre il concetto tradizionale di booth.
Per il terzo anno consecutivo The Others sarà ospitata nella straordinaria sede dell’ex Ospedale Regina Maria Adelaide, un edificio storico – inaugurato nel 1887 – nato come nosocomio per bambini affetti da rachitismo e successivamente trasformato in centro traumatologico di eccellenza, attivo fino ad Aprile 2016.

The Others, la fiera ideata da Roberto Casiraghi, torna dal 1° al 4 novembre 2018 a Torino nell’ex Ospedale Regina Maria Adelaide in lungo Dora Firenze 87.


Ex Ospedale Maria Adelaide
Lungo Dora Firenze, 87 - Torino

1 novembre 2018 - 4 novembre 2018
Orario: 10:00 - 18:00

Storie dal Seicento. Santa Maria della Vittoria e l'Estasi di Santa Teresa


Il '600 a Roma inizia il 17 febbraio quando a campo de Fiori brucia il corpo dell'eretico Giordano Bruno. Ma non c'è solo questo tragico evento. Ci sono altre mille storie da raccontare, a cominciare da quelle d'arte. C'è, tra Classicismo e Barocco, anche il cavalier Bernino che a Santa Maria della Vittoria ha lasciato una delle opere più sensazionali della sua lunga carriera. La Roma seicentesca era popolata di artisti, collezionisti e mecenati. Tra questi ultimi non soltanto i cardinali Francesco Maria del Monte e Scipione Borghese ma anche la famiglia Corner di Venezia che rende Santa Maria 
della Vittoria un punto di ostentazione del suo potere economico e politico. Sabato 17 novembre 2018 inizierà un racconto lungo un secolo e sarà una bella occasione per conoscere dal vivo i capolavori seicenteschi di questa piccola, preziosa chiesa. Tutto questo si svolgerà senza la confusione dei turisti che solitamente l'affollano per vedere e fotografare "L'estasi di Santa Teresa" eseguita da Bernini per il cardinale Federico Cornaro. Quel giorno cercheremo di capire a fondo anche e soprattutto quella. Cercando di scoprire qualcosa in più rispetto a quanto ci viene solitamente raccontato su questo complesso e intrigante "teatro di immagini scolpite". Certo, il gruppo scultoreo berniniano ci rapisce e di solito ci fa percorrere la piccola chiesa senza guardare nient'altro. Questa volta invece, ci soffermeremo senza fretta davanti ad altre opere belle quanto sconosciute: il "Sogno di San Giuseppe" gruppo scolpito da Domenico Guidi, la splendida e affascinante "Trinità" dipinta dal Guercino per il card. Berlinghiero Gessi, la "Vergine e San Francesco" del Domenichino e altre pitture che rendono questa chiesa un vero gioiello del '600 romano. Cercheremo infine anche di comprendere il rapporto tra committenti ed artisti, con un occhio all'utilizzo devozionale, liturgico e/o sociale delle immagini (dipinte o scolpite) di questo luogo sacro di Roma.

Info
Visita a porte chiuse a cura del professor Giovan Battista Fidanza 
ordinario di Storia dell'arte moderna nell'Università di Roma Tor Vergata
Appuntamento ore 12 all'ingresso della chiesa 

Per prenotazioni entro il 14 novembre 2018
tel. 3491505237 o scrivere a annasicilianodefazio@gmail.com
Press Office Artpressagency di Anna de Fazio Siciliano