giovedì 8 maggio 2025

THE POETIC ENIGMA

Donatella Izzo_I killed me yesterday_2016
stampa su carta baryta montata su dibond_53 x 43 cm 


Definire una cosa poetica significa esprimere il sentimento che suscita; non c'è elogio più grande di questo, e forse neanche possibilità di critica… Resta il fatto che il pittore capace di trasmettere ad altri il sentimento che egli stesso ha provato è sempre un artista dotato di autentica forza, e questo basta…
Rivista The Studio, 1896


Von Buren Contemporary è lieta di presentare The Poetic Enigma, una mostra che esplora la natura squisitamente poetica del lavoro di alcuni artisti della galleria.

Ciascuno degli artisti presenti in questa mostra – i pittori Lucianella Cafagna, Olmo Gasperini e Christina Thwaites, la fotografa Donatella Izzo e la scultrice Claire Piredda – ha un'intensa sensibilità poetica che attraversa le loro opere e ne definisce l'originalità.

Non esiste una formula pittorica per raggiungere questo sentimento poetico: può essere visto e verificato solo dal risultato. 

Il lavoro di Lucianella Cafagna, incentrato sui temi dell'infanzia e della prima adolescenza, possiede una venatura malinconica con una inquietante capacità di catturare il fragile e il fugace. Il giovane pittore Olmo Gasperini invece ci trasporta in spazi vuoti all'interno dei quali possiamo trovare una poesia nascosta fatta di attese, di assenze che diventano presenze, di linee che non delimitano ma evocano.

La fotografa Donatella Izzo dà vita a ritratti permeati da una sospensione quasi mistica, in cui l'imperfezione diventa valore e le figure femminili appaiono avvolte in un tempo sacro, enigmatico e distante. La scultrice Claire Pireddaammalia con una nuova serie di figure femminili in terracotta dipinta che evocano il naturalismo della scuola scultorea francese del Settecento, mentre Christina Thwaites ci trasporta nel mondo dell'infanzia, con un tono di immobile poesia che ci apre le finestre sui ricordi di tempi passati.

Ad accompagnare le opere alcuni versi della poetessa romana Maria Novella Tasselli, che con le sue parole incornicia e amplifica la poetica degli artisti, dimostrando come due forme d'arte, anche se diverse, unite si possono completare l'un l'altra.

Lucianella Cafagna è nata a Roma nel 1968. Ha studiato all'École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi e nello studio di Pierre Carron, pupillo di Balthus. Il suo lavoro è stato affiliato al Realismo magico della Scuola romana e infatti ha tenuto due mostre personali a Palazzo Merulana – prestigioso polo museale che ospita proprio della Scuola romana un'importante collezione.

Olmo Gasperini, nato a Roma nel 1997, si è laureato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano nel 2021 e ora sta completando il biennio. Il suo lavoro è già stato esposto da note gallerie a Milano e Bologna.

***

Donatella Izzo, nata a Busto Arsizio nel 1979, utilizza la fotografia come medium prediletto per creare un universo personale ed intimistico. Le sue opere sono state acquistate da collezioni pubbliche e private e sono apparse sulle pagine di numerose riviste italiani ed internazionali. 

Claire Piredda è nata a Montréal, Canada nel 1963. Artista versatile, a Roma ha studiato pittura all'Accademia di Belle Arti, scultura alla Temple Abroad Tyler School Of Art, e ha frequentato l'Accademia Costume & Moda. 

Christina Thwaites è cresciuta nel Derbyshire. Ha studiato Storia dell'arte e letteratura francese all'Università di Edimburgo in Scozia e all'Ecole du Louvre di Parigi. L'artista ha vissuto e lavorato in diversi luoghi come l'Australia e gli Stati Uniti, per poi tornare in Italia, a Trieste. 

Ufficio stampa
Tel: (+39) 320 5621416


Von Buren Contemporary 
THE POETIC ENIGMA

con le opere di
Lucianella Cafagna
Olmo Gasperini
Donatella Izzo
Claire Piredda
Christina Thwaites

e con la poesie di
Maria Novella Tasselli

Vernissage
Giovedì 15 e venerdì 16 maggio 2025
18:00 - 21:30

Testo critico: Anna Gasperini
Curatrice e organizzazione: Michele von Büren

la mostra resterà aperta fino al 10 giugno 2025
orari: lunedì-sabato 11:00-13:30 e 15:30-19:30

Von Buren Contemporary
Via Giulia 13, 00186 Roma

mercoledì 7 maggio 2025

L'arte contemporanea per la prima volta al FESTIVAL NARNI CITTÀ TEATRO

Adrian Paci, The Encounter, 2011

Giunto alla VI edizione, Narni Città Teatro, festival multidisciplinare di teatro, danza, musica con la direzione artistica di Francesco Montanari e Davide Sacco, si arricchisce nel 2025 con una programmazione specifica legata all’arte contemporanea, a dimostrazione dell’intersezione profonda tra i linguaggi delle arti performative e delle arti visive, in una contaminazione strettissima e fruttuosa. 

Dopo l’anteprima mercoledì 4 giugno con Alessandro Bergonzoni, a Terni, si svolgerà da venerdì 6 a domenica 8 giugno a Narni, con una programmazione composta da spettacoli di teatro, danza, musica, circo contemporaneo, oltre a una sezione dedicata a eventi extra-teatrali, tra cui dj-set, incontri e convegni che si svolgeranno in differenti luoghi di spettacolo. 

Novità di questa edizione è la sezione dedicata all’arte contemporanea, curata da Antonella Liuzzi, curatrice e Presidente di Associazione culturale Passager ETS, che si è interrogata sul tema del festival giocare la vita, esplorando i confini fragili tra casualità e destino, gioco dell’esistenza e sua potenza trasformativa.

“Il "gioco", spiega Liuzzi, “qui non è solo un atto di svago, ma una metafora di sopravvivenza, cambiamento e speranza. L’arte contemporanea, in tutte le sue forme, diventa il mezzo per esplorare queste dinamiche e per stimolare una riflessione che va oltre la superficie delle cose”.

Dal 6 giugno alle ore 16.00 il programma delle arti visive racconta i temi di identità, memoria e trasformazione, attraverso le video performance dell’artista Adrian Paci (Scutari, 1969) The Encounter (2011), Prova (2019) e Vajitojca (2002), ciascuna delle quali si confronta con la dimensione del corpo, del movimento e del tempo come elementi in continua evoluzione, su quello che resta dopo il passaggio della vita, sulle possibilità e le limitazioni di ogni gesto. Le tre opere riflettono sui concetti di equilibrio e sui limiti, e sul tema del corpo come strumento di comunicazione tra persone che provengono da contesti differenti, ma che condividono un destino comune. O ancora sulla misurazione della nostra resistenza nell’affrontare le difficoltà della vita. Infine, le dinamiche della solitudine e dell’attesa, raccontando viaggi molto attuali che sanno di speranza e resilienza. 

Narni Città Teatro ospiterà inoltre, nella giornata del 6 giugno alle ore 17.00 con la performance - rituale inedita Chords, ideata per il Chiostro di Sant’Agostino di Narni. Qui, l’artista che parteciperà attivamente all’azione “offrirà al pubblico”, spiega la curatrice, “un’esperienza unica, coinvolgendo corpo, spazio e tempo in un dialogo fisico che celebra la connessione tra corpi dissolvendo i confini e le distanze, e invitando ad abitare uno spazio attraverso uno specifico gesto reale nel tempo, creando relazioni e un’unica entità”. L’azione, in dialogo partecipativo con un gruppo di uomini, che lavoreranno con l’artista nella sua costruzione, in un momento di connessione, attraverso la stretta di mano, che stabilisce un dialogo tra l’io, il noi, il corpo, lo spazio come misura, ma anche il luogo e la sua memoria, in una ridefinizione costante delle cose nella propria relazione con l’altro, con un messaggio forte di reciprocità e coesistenza. 

“Non è la prima volta che scelgo la stretta di mano”, spiega Adrian Paci. “In The Encounter ho creato un grande momento di celebrazione per questo gesto. Mi interessa per la sua semplicità quotidiana, ma anche per le implicazioni culturali e storiche. Viene usato nei funerali come nei matrimoni, quando si fa un accordo e quando si chiude un conflitto. È un gesto antico ma continua a persistere anche ai nostri giorni. Chords invece, oltre che per il gesto della stretta di mano si caratterizza per la presenza fisica che disegna lo spazio. Il corpo attraverso il gesto si muove nello spazio e lo abita creando insieme ad altri corpi delle linee che disegnano lo spazio. In generale mi interessano gli elementi semplici che contengono memorie e suggestioni e questo gesto secondo me ha queste caratteristiche”.

Antonella Liuzzi intervisterà Adrian Paci presso la Radio del Festival sabato 7 giugno h17, seguiranno le domande degli studenti del Liceo Gandhi di Narni Scalo, coordinate da David Pompili.

Completa il programma la mostra fotografica Oltre quel confine è la mia casa, curata da Shafiur Rahman, giornalista e documentarista con base a Londra, che sarà protagonista di un talk domenica 8 giugno h18 presso la Radio del Festival. La mostra racconta i temi di esilio, diaspora, ma anche di resilienza e speranza, seguendo la ricerca che Rahman porta avanti dal 2016, ed è composta dalle foto dei rifugiati Rohingya documentandone l’esperienza di fuga, di perdita e di resistenza. I Rohingya, minoranza musulmana perseguitata in Birmania sono attualmente una popolazione senza Stato che risiede in Bangladesh e in una parte del Myanmar. Hanno subito, a partire dagli anni ‘70, violentissime persecuzioni che li hanno costretti alla fuga, privandoli dei diritti di cittadinanza, della libertà di movimento, dell’educazione e di ogni diritto civile. Ai danni dei Rohingya è stato messo in atto a più riprese un genocidio da parte delle forze armate del Myanmar, i Tatmadaw, prima tra l’ottobre 2016 e il gennaio 2017, e in seguito dall’agosto 2017 fino ad oggi. La maggior parte della popolazione oppressa è fuggita in Bangladesh, dando origine al più grande campo profughi del mondo, luogo in cui le fotografie in mostra sono state scattate. L’oppressione ai danni dei Rohingya è stata denunciata dai media di tutto il mondo e definita dalle Nazioni Unite, dai Governi, dalle associazioni per i diritti umani come evento di “pulizia etnica”. Le fotografie in mostra sono state scattate dai rifugiati durante il Covid per permettere loro di documentare le proprie condizioni di vita durante la pandemia e, principalmente, la realtà da loro vissuta dopo il genocidio del 2017. La maggior parte dei partecipanti al contest fotografico sono rifugiati post genocidio del 2017, altri lo sono dagli anni ‘90. Shafiur Rahman ha pensato di dar loro parola ed espressione attraverso la fotografia, e di offrire al mondo una finestra sulla loro vita perseguitata e marginalizzata da anni. Le fotografie, infatti, sono state esposte in Italia presso il Museo, ora chiuso, del dialogo e della fiducia di Lampedusa curato dal Comitato 3 ottobre, e a Verona e Venezia, oltre che in Inghilterra, a Oxford e al British Museum di Londra. 

Adrian Paci (Scutari, 1969) ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti di Tirana. È docente alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Ha tenuto lezioni e laboratori in Università, Accademie e Istituzioni artistiche internazionali. Tra le mostre personali più recenti: Cukrarna, Lubiana (2024); Kunsthalle Krems (2019); National Gallery of Art, Tirana (2019); MAC, Musée d’Art Contemporain de Montréal (2014); PAC, Milano (2014), Jeu de Paume, Parigi (2013).

Shafiur Rahman è un giornalista e documentarista che si dedica a svelare storie complesse e poco raccontate, combinando giornalismo investigativo e narrazione visiva per amplificare le voci emarginate e denunciare ingiustizie sistemiche. Nel 2018, il suo documentario Testimonies of a Massacre: Tula Toli è stato presentato in anteprima allo Sheffield Docs Festival ed è stato raccontato da BBC, CNN e altre emittenti oltre che presentato in numerosi festival in tutto il mondo. Il suo cortometraggio No Need to Hide Our Faces, un toccante resoconto delle lotte delle donne Rohingya, ha vinto un premio al Social Justice Film Festival.

info:
Elena Lamberti - ufficio stampa sezione teatro - 3495655066
Santa Nastro - ufficio stampa sezione arte - 320 1122513

Narni Città Teatro – www.narnicittateatro.com

COLORS di Daniela Cavallo

Daniela Cavallo, dalla serie ILLUSTRASOGNO, Pure, 2023-2024 © Daniela Cavallo

La galleria ZEMA è lieta di presentare la personale di Daniela Cavallo (Ostuni, 1982), Colors, a cura di Alessia Locatelli, seconda esposizione ospitata nel nuovo spazio dedicato all’arte femminile, aperto recentemente su via Giulia, storica via del centro di Roma.
La mostra, visitabile dal 9 maggio al 10 luglio 2025, rappresenta una panoramica sul nuovo processo creativo dell’artista pugliese, che, negli ultimi anni, ha avviato una produzione visiva che si avvale di una stratificazione di linguaggi ed espressioni artistiche, partendo dalla fotografia e arrivando all’elaborazione grafica e digitale, attraverso il disegno e la pittura. 
Colors è una raccolta di sette serie, inedite dal punto di vista espositivo, che Cavallo ha prodotto negli ultimi anni: Happy Hours (2022-2023), Venere (2023-2024), Asia (2023-2024), Marte (2023-2024), Illustrasogno (2023-2024), Erotika (2024-2025), Per te (2024-2025). 
Conosciuta nel panorama artistico come artista digitale, nei suoi recenti progetti, in mostra presso la galleria ZEMA, l’autrice parte dalla matrice fotografica per rielaborare l’immagine pittoricamente e in ultima fase digitalmente. Come scrive la curatrice della mostra Alessia Locatelli, anche direttrice artistica della Biennale della Fotografia Femminile: “L’intervento digitale permette a Daniela Cavallo di “aprire” la sua tavolozza ben oltre la realtà dell’oggetto fotografico, esprimendo così la potenza di una visione senza limiti, mentre la stampa su carta cotone restituisce la preziosità e la morbidezza dell’effetto pittorico”. 
Attraverso un utilizzo emozionale del colore - perché come sostiene l’artista stessa “Abbiamo bisogno di nutrirci di colore” – Cavallo trasmette uno stato di coscienza, una frequenza emotiva, che risuona con la frequenza musicale. Tornando, infatti, alle parole di Alessia Locatelli: “La fotografia di Daniela Cavallo si presenta come un vibrante concerto di colori, in cui ogni opera è una nota che contribuisce alla creazione di una sinfonia visiva. La sua capacità di utilizzare l’ampia gamma cromatica non è solo una questione estetica, ma un vero e proprio linguaggio che dal visivo crea assonanze musicali, invitando il fruitore a immergersi in un'esperienza sensoriale, energica e profonda”. A creare un processo immersivo, nello spettatore, anche l’allestimento della mostra, che richiama, attraverso qualche oggetto sparso lungo il percorso espositivo, la dimensione intima e domestica dello studio di Daniela Cavallo. 

BIOGRAFIA 
Daniela Cavallo nasce a Ostuni nel 1982, vive e lavora a Milano come artista e insegnante. Dopo aver esposto all’International Festival of Experimental art nel 2008, rappresenta la Lombardia presso Palazzo della Regione in occasione della 54esima Biennale di Venezia. 
Ha collaborato con Sky per il lancio del canale Sky Arte nel 2012, rappresentando l’arte fotografica digitale femminile. Nello stesso anno espone all’Acquario Civico di Milano il progetto Love is water dove mette in scena, attraverso il mezzo digitale, gli stati emotivi dell’acqua. 
Nel 2022 partecipa a vari progetti indipendenti: collabora infatti con il FAI Giovani di Milano, esponendo la mostra personale Stelline nella settecentesca Cascina Linterno, e, in occasione dell'inaugurazione di Palazzo Giureconsulti, palazzo storico milanese, coopera con YesMilano per la video installazione Milan’s Murales.
Nel 2023, in occasione della personale Bergomumpop, presso lo spazio Bart a Dalmine (BG), espone la sua visione di Bergamo, Capitale italiana della cultura 2023, mentre nella collettiva Alice e il minotauro, presso il centro di fotografia Milano Bottega Immagine, nel 2024, rappresenta la città di Milano con due opere digitali. 


COLORS
di Daniela Cavallo
dal 09 maggio al 10 luglio 2025
a cura di Alessia Locatelli

OPENING venerdì 09 maggio e sabato 10 maggio; 17:00 - 20:30
 
GALLERIA ZEMA
via Giulia 201, Roma
orari di apertura: martedì 17:00 – 20:00; mercoledì – sabato, 15:30 – 20:00


UFFICIO STAMPA
Francesca Orsi 348 5238868

lunedì 5 maggio 2025

Primo Simposio Internazionale di Scultura su Pietra a Modugno



Cinque scultori internazionali, cinque blocchi di pietra del nostro territorio, un parco trasformato in laboratorio a cielo aperto. È il Primo Simposio Internazionale di Scultura su Pietra a Modugno, che dal 14 al 25 maggio 2025 animerà il Parco Pinuccio Loiacono, la cava ex cementeria.


Un evento unico, promosso dalla Città di Modugno, su impulso della consigliera con delega all’Arredo Urbano Creativo, Antonella Ventola, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bari e il direttore artistico Mauro Antonio Mezzina. Un’iniziativa che vuole restituire valore alla materia più antica e autentica del nostro paesaggio, la pietra, trasformandola in arte, in presenza, in memoria viva.


Per l’occasione, il Parco Pinuccio Loiacono sarà riaperto provvisoriamente, con sospensione dei lavori di riqualificazione in corso, per permettere a tutta la cittadinanza di partecipare e vivere da vicino questa esperienza straordinaria.


Il 13 maggio alle ore 19.00, nella suggestiva cornice del chiostro di Palazzo Santa Croce, si terrà la conferenza stampa di presentazione, aperta al pubblico: un momento per raccontare il progetto, conoscere gli artisti e scoprire il significato profondo di questa azione condivisa.


Dal 14 maggio, giorno dell’apertura dell’esposizione, il pubblico potrà assistere al Parco alla realizzazione dal vivo di cinque sculture, nate da blocchi di pietra estratti da cave locali, in un processo creativo che coinvolge artisti di fama internazionale e studenti dell’Accademia che saranno impegnati in un workshop. Le opere, una volta completate, verranno successivamente installate nel centro storico, restituendo bellezza e identità ai luoghi cittadini.


“La Rinascita” è il tema scelto: una rinascita culturale e urbana che Modugno abbraccia, accogliendo l’arte come segno di rigenerazione. E proprio lì, dove un tempo si estraeva pietra per il cemento, oggi si genera visione, relazione, futuro.


Gli artisti protagonisti di questa esperienza sono Pietro De Scisciolo (Italia), Mauro Antonio Mezzina (Italia), Marino Di Prospero (Italia), Evrim Kilic (Turchia) e Michela Tabaton Osbourne (Inghilterra). A loro è affidato il compito di interpretare la pietra e dare forma, attraverso il proprio linguaggio, a una narrazione che attraversa la storia millenaria della città.


Un appuntamento da vivere giorno per giorno, che fa della creazione artistica un gesto pubblico e condiviso, in dialogo con il paesaggio, le persone e la memoria.

Il simposio sarà visitabile dalle 900 alle 1300 e dalle 15 alle 18.

Comune di Modugno

venerdì 2 maggio 2025

Ogni cosa creata: MAGDA DI FRAIA | LUCIA SCHETTINO


Alla NAMI gallery di Napoli è in corso la mostra bipersonale di Magda Di Fraia e Lucia Schettino
Ogni cosa creata, a cura di Stefania Trotta. 

La mostra vuole riflettere, attraverso il confronto tra i due linguaggi principali delle artiste - la scultura e l'incisione - sulle inquietudini che da sempre interrogano l'essere umano.
Sebbene il trauma esistenziale possa essere più o meno visibile, è universalmente e indissolubilmente legato alla "creazione" da cui le due artiste partono, per dare vita alle proprie creature, con le loro fragilità e le loro potenzialità. Magda Di Fraia e Lucia Schettino, attraverso la potenza evocativa dell’incisione e della scultura, raccontano di un mondo viscerale, immaginario, che al contempo si alimenta dal reale, in bilico tra tensioni e meraviglia. 

Le loro opere danno voce a quanto sopravvive come testimone di una natura primordiale che abita i nostri sogni più reconditi.
“Ne i giganti di Magda Di Fraia – scrive nel testo la curatrice - lunghe silhouette dai tratti scavati e vibranti sembrano voler uscire da un mondo inconscio più vicino di quanto sembri; mentre le corazze dei "non" animali di Lucia Schettino hanno il fascino di embrioni dalle forme aliene che pulsano una verità ancora in divenire. Le due artiste rivelano la profonda necessità di trasmettere attraverso linee rette e sinuose i loro universi di terrore e umana solitudine. La forza espressiva di questi miraggi reali simula il ricordo di un istinto che è in ogni essere umano.”

Una mostra che esplora il concetto di “creatura” come espressione profonda del creare, in equilibrio tra l’animato e l’inanimato, tra l’umano e il bestiale, parte di un universo poetico e inquietante, specchio di un’umanità in eterno conflitto con sé stessa.

Ogni cosa creata non è solo il frutto dell’invenzione, ma porta in sé la memoria del gesto originario, del bisogno ancestrale, un sentire contemporaneo che cerca, tra rovine e sogni, di riemergere dalle proprie coscienze.


BIOGRAFIE
Magda Di Fraia (Napoli 1997) artista visiva. Diplomata con lode presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, è attualmente impegnata come cultrice alle cattedre di Pittura e Disegno per la Pittura presso la stessa istituzione. Ha sviluppato una personale poetica del segno, attraverso cui esplora il recupero della dimensione più intima e autentica dell'essere umano. La sua ricerca artistica si distingue per la capacità di mettere in dialogo l'interiorità umana con il mondo esterno, evocando un legame profondo con la natura dell'esistenza. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private.

Lucia Schettino (Castellammare di Stabia, 1988) artista multidisciplinare. La sua ricerca artistica si concentra sull'esplorazione dell'animo umano attraverso la materia. Le sue opere, spesso sculture dalle forme antropomorfe in trasformazione, indagano la natura selvaggia e istintiva che ci abita. Laureata in scultura presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, ha successivamente conseguito un Master triennale in Arti Terapie. Le sue opere sono state esposte in numerose collettive. Attualmente lavora presso il suo studio Atelier Alifuoco a Napoli.

NAMI gallery
Via Carlo Poerio 9 
80121 Napoli 
+39 371 186 6842
info@namigallery.com




FLOWERING SEASON. Federica Gonnelli, Louises Will, Sofia Neri


opera di Federica Gonnelli

Ci sono momenti nella vita di un artista in cui tutto si schiude: le forme si liberano, i pensieri prendono corpo, la voce interiore trova il proprio ritmo. Questo è il tempo della fioritura: Flowering Season.

La mostra raccoglie opere di tre artiste (Federica Gonnelli, Louises Will e Sofia Neri) nate in quel momento fragile e potente in cui l’arte smette di cercare e inizia a esistere. Non si tratta solo di maturità tecnica, ma di una presa di coscienza più profonda: l’artista diventa terreno fertile, e la creazione non è più uno sforzo, ma una necessità organica.

Questa fioritura non è definitiva, né conclusa. È il respiro stesso del processo creativo: ciclico, vitale, instancabile.

FLOWERING SEASON

Federica Gonnelli
Louises Will
Sofia Neri


OPENING mercoledì 7 maggio ore 18

Periodo mostra: 8 maggio - 14 giugno 2025
Dal martedì al sabato 10.30-13 / 16-19.30


BoA Spazio Arte
via Barberia 24/A 40123 Bologna
 

mercoledì 30 aprile 2025

Iris Nesher. The Fault Line

Iris Nesher, s.t., 2024, fine art print, 93 x 130 cm


Maja Arte Contemporanea è lieta di inaugurare giovedì 8 maggio 2025, alle ore 18, in via di Monserrato 30 (Roma), "The Fault Line", la mostra personale dell'artista multidisciplinare Iris Nesher.

Attiva a livello internazionale, Nesher torna a esporre in Italia dopo "Materia/Matter" (Nomas Foundation, Roma, 2022) e la partecipazione a una collettiva al museo MAXXI (Roma, 2019).

La mostra presenta una selezione di fotografie monocromatiche e sculture in porcellana di Limoges, realizzate nel corso del 2024, in cui l'artista propone un'esplorazione potente e simbolica della frattura e della ricomposizione come metafore dell'esperienza umana, in un'epoca ossessionata dalla perfezione.

All'interno del percorso espositivo, i due differenti linguaggi – che in questo progetto si rispecchiano e completano a vicenda – compongono una sorta di paesaggio archeologico dell'interiorità, dove Nesher celebra la bellezza delle imperfezioni, aprendo uno spazio di risignificazione.

Le linee di faglia, che segnano non solo la materia ma anche l'anima degli oggetti, nelle mani dell'artista si trasformano in tracce preziose: le porcellane – nelle forme originarie di vasi e piatti – sono intenzionalmente frantumate per poter essere ricomposte grazie all'uso del filo di lino, che sostituisce qui l'oro della tradizione giapponese del kintsugi. Filo e ricucitura rappresentano una vera e propria dichiarazione estetica, creando un nuovo vocabolario visivo, dove ogni giunzione diventa un momento di bellezza e occasione di contemplazione sul carattere transitorio di ogni esistenza.

Nelle fotografie, il monocromo dei toni – bianchi lattiginosi, grigi tenui, chiaroscuri sfumati – sospende ogni riferimento spazio-temporale, trasportando lo sguardo in una dimensione ovattata, quasi uterina, dove il fragile non è negato, ma accolto e valorizzato. 

Quella di Iris Nesher è una riflessione visiva e materica sul cambiamento: dall'integrità iniziale alla frammentazione poetica, fino ai gesti di intima ricomposizione che ci accompagnano nel corso della vita. Le sue opere danno corpo a questo passaggio, rivelando nella crepa non solo la ferita, ma anche la possibilità di una nuova forma; in alcuni casi, una vera e propria opportunità, in altri una necessità che si impone.

Iris Nesher
THE FAULT LINE

A cura di Daina Maja Titonel
Testo critico di Manuela De Leonardis

INAUGURAZIONE Giovedì 8 maggio 2025, ore 18

8 maggio — 28 giugno 2025

Maja Arte Contemporanea
Via di Monserrato, 30 – ROMA
info@majartecontemporanea.com
+39 06 6880 4621