martedì 31 luglio 2018

Antonella Pagnotta. Volti del corpo


Antonella Pagnotta. Ph. courtesy Bledar Hasko

ZERO GRAVITà VILLA CERNIGLIARO PER ARTI E CULTURE
presenta:
ANTONELLA PAGNOTTA
VOLTI DEL CORPO

A cura di Miroslava Hàjek

Villa Cernigliaro continua il suo dialogo con l’arte contemporanea dell’artista campana Antonella Pagnotta

con la Mostra I Volti del Corpo, a cura di Miroslava Hajek, che inaugurerà domenica 5 Agosto, alle ore 17,00

La Storica dell’arte Miroslava Hajek persegue da alcuni anni un dialogo con Carlotta Cernigliaro, al fine di innestare il cuore verde del biellese con una flora sensibile, fertile e creativa rappresentata di volta in volta dagli “ospiti” della Villa. Nel caso specifico di questa mostra, I Volti del Corpo,

possiamo scoprire una selezione dei lavori di Antonella Pagnotta, artista poliedrica che indaga l’identità intima, epidermica e interiore dell’essere umano, attraverso la pittura, la scultura, la performance e la video-art.
Un’indagine sull’essere nel suo rapporto con l’universo, ma anche rispetto al contesto sociale. Una femminilità post-femminista, che deborda senza limiti, delimitandosi col suo stesso corpo che esce fuori, divenendo il termometro dell’umidità collettiva. La sua è un’indagine sul corpo nella società dell’esposizione. Il volto umano con il suo valore culturale è scomparso dalla fotografia. L’epoca di Facebook e di Photoshop fa del volto dell’uomo una faccia, che si dissolve completamente nella sua esposizione. Su questo limite Antonella ha costruito una galleria di volti, che sono poi la ridondanza del suo sé, che si espone celandosi, non nel senso del coprirsi, ma fondendosi con la pittura stessa.
La sua è la nudità del corpo. L’esposizione sociale è invece pornografia, nel senso che la vicinanza coatta alla cosa, è come una nudità non più interrogabile giacché, è tutta già in vista.
La nudità del corpo è all’opposto colta nel bel mezzo della pittura, non è più solo questa nudità quando viene ambiguizzata dalla pittura, così da diventare un velo che non cela alcunché:
la pornografia diventa eros; quell’eros che copre la prossimità al vero, quella scadenza a “esser tutto qui”. Tutt’altra cosa.Siamo orami affidati a un’ideologia “post-privacy”, in nome della trasparenza si esige una completa rinuncia alla sfera privata, conducendo ad una comunicazione cristallina. Anch’essa incorre in molteplici errori. L’uomo non è mai trasparente a se stesso. Secondo Freud, l’Es rimane largamente nascosto all’Io. Nella psiche umana si apre così una crepa, che non consente all’Io di coincidere con il Sé. E Allora è chiaro che se tutti questi volti agiscono sulla bidimensionalità di una tela come fosse la superficie schermica della socialità odierna, è chiaro che è solo verso un fine corrosivo, quello di scavare quella crepa.

Villa Cernigliaro
La Serra dei Leoni

5 Agosto – 28 Settembre 2018
dal mercoledì al sabato ore 18/24; domenica ore 12/24
altri orari su prenotazione

Vernissage domenica 13 Maggio ore 16.00
alla presenza dell’artista



Pittrice, scultrice, scenografa, performer sperimenta tecniche e materiali in continua evoluzione.
Sul finire degli Anni Novanta è docente di Artigianato Artistico presso l’Igiene Mentale dell’Ospedale di Curteri-Mercato San Severino (SA) e presso strutture sociali per allievi italiani e stranieri.
In seguito diviene promotrice del progetto del Ministero di Grazia e Giustizia per la Casa Circondariale di Secondigliano (NA) in qualità di docente di Scenografia teatrale e tecniche pittoriche.
È Docente inoltre di: Scenografia teatrale e cinematografica Progetto Technè, Teatro Comunale di Benevento, promosso dalla Regione Campania;
Materia scenografica e tecnica pittorica e scultorea nel Progetto" Restaurarsi “ patrocinato dalla Cassa delle Ammende del Ministero di Grazia e Giustizia;
Scenografia teatrale e cinematografica e Tecniche pittoree e scultoree nel progetto “Format”, (SA) promosso dal Ministero alla Formazione e alla Cultura; Corso di scenografia teatrale e costumistica, Casa di Reclusione di Eboli (SA) I.C.A.T.T. Collabora con compagnie teatrali come scenografa, costumista di scena e attrice. Elemento costante nella sua ricerca sono i livelli temporali attraverso cui le immagini si formano e la centralità del corpo come produzione di significati. In origine sono stati i Mosaici sagomati composti da pittura e decorazione lignea ad incastro in legno. Poi lo spazio dell’opera si è proteso oltre, con l’introduzione di altri materiali: vetro, rame, gomma, nylon, plastica, metallo, carta e gesso. Il suo interrogarsi su una consapevolezza corporea l’ha portata ad un’indagine che presto ha coinciso con se stessa eseguendo lavori sul suo corpo attraverso il linguaggio della performance e della video-art. Nell’ultimo periodo il suo lavoro riflette l’intero bagaglio esperienziale, il corpo e il tempo si consolidano in un’architettura della memoria che ergendosi entro i confini del quadro lo dota di una sconfinata spazialità.
In prima istanza, le opere appiano come parti di un corpo che non è più dato nella sua interezza, come a dire un corpo celato di cui l’artista non da che riferimenti specifici delimitati ad una parte soltanto di esso.

Tra le più significative esposizioni in Italia e all’Estero:
Mostra itinerante, Consolato Generale Venezuelano in Napoli, “Artisti dei due Mondi“, Palazzo Reale di Napoli e Caracas; “Iconografia de Bolivar Hoy”, Mostra itinerante Fondazione Francisco de Elortegui di Maracaibo Estado Zulia (Venezuela) con la partecipazione della “Embajada de la Repùblica Bolivariana de Venezuela”, Istituto Italo-Latino Americano in Roma;
Istallazione “Corpo e Corpi”, ZETA Art Centere & Gallery, Tirana - Albania;
Museo Provinciale Salerno per il Centenario della Grande Guerra;  Rassegna “ARKETIPO“ Arte Contemporanea, Castello Estense di Ferrara; Videoart: Corpocomune Capitolo II° PASSARE AL BOSCO, Mediateca Marte, Cava de’ Tirreni, SA; “Maleventum Contemporary Art Contest”, Museo Nazionale Arte Contemporanea, Sannio di Benevento; Rassegna Setup Bologna Contemporary Artfair; Villa Bismak di Capri; “Junk Food”, Margutta Vegetarian Art Food, Roma.


Antonella Pagnotta
Studio d’Arte Casa del Corpo
Comune I - Salerno, via Case Rosse, 94
antonellapagnotta61@gmail.com
+ 39 393 2781396

Per informazioni: Villa Cernigliaro 015.2562174


Villa Cernigliaro
Dimora storica Franco Antonicelli
13817 Sordevolo Bi I
via Clemente Vercellone 4
segreteria telefono 015.2562174
info@villacernigliaro.it

Direzione culturale
Gestione organizzativa
Zero gravità villa Cernigliaro
per arti e culture, Associazione

Le mostre e il parco sono aperte al pubblico a ingresso libero
Casa per ferie, ricevimenti e colazioni di lavoro su prenotazione

pubblica: 

martedì 24 luglio 2018

ARTE URBANA MUTAMENTI "STREET ART" PRIMO STEP a cura di Massimo Nardi

Michele Giangrande ph.Massimo Nardi

opera di Chekos'art

.Arte urbana mutamenti "street art" primo step, è arte nel borgo antico, evento patrocinato dal Comune di Cassano delle Murge curato dal Maestro Massimo Nardi ed in collaborazione con l’Associazione Culturale ARCI "Stand By;"
Oltre i confini spaziali, oltre gli spazi banali. È Arte urbana mutamenti "street art". Una sfida in cui l’arte e la bellezza combattono il degrado e l’indifferenza del cuore di Cassano, il borgo antico scrigno di storia ed arte territoriale, sempre più vittima di atti vandalici e abbandono. 
artisti emergenti e affermati anche nel panorama internazionale in collaborazione con l’Associazione Culturale ARCI "Stand By;" realizzeranno delle opere in alcune zone del centro storico cassanese, proprio in quelle che più chiedono aiuto. Saranno installate opere d'arte come in un museo a cielo aperto, su muri scrostati, pareti instabili e offese dal degrado, percorsi trascurati e maltrattati. È una vera e propria campagna di sensibilizzazione affinché si trasmetta quell’immagine di bello che, con sempre maggiore efficacia, si sta affermando nella nostra Regione al fine di sviluppare armonia, vivibilità e cura degli spazi e delle persone. È una prima edizione, in via sperimentale, che ha come scopo quello di contribuire a valorizzare il territorio ed offrire ulteriori occasioni di promozione dello sviluppo integrato tra cultura e turismo, facendo di Cassano un museo di bellezza open do della seconda commissione comunale, Francesca Marsico. “Esperienze artistiche coniugate con vari stili e concetti che – dice il curatore Massimo Nardi - in un perfetto mélange creeranno una forza collettiva, creativa, energica e prorompente di linguaggi differenti e interessanti dove le tematiche sono tutte prese in considerazione
Questi i nomi di alcuni degli artisti della prima edizione di ors e vetrina delle dinamiche artistiche-culturali della Puglia” affermano l’assessore al bilancio, Annamaria Caprio e la presidente
 Arte urbana mutamenti "street art": Michele Giangrande, Raffaele Fiorella, Chekos’art Franco Cortese, Pietro De Scisciolo, Walter Loparco, Antonio Giannini, Gianni De Serio, Pierluca Cetera, NMR Cacciapaglia, Antonio Laurelli, Letizia Gatti, Clitorosso, Mariangela Cassano, Angela Regina, Laura Agostini, Antonio Amoroso, Pietro Ricucci, Giovanni Carpignano, Rossella Consalvo, Domenico Mazzilli, Angelo Cortese


per info 347 7040555 


mercoledì 18 luglio 2018

GENIUS LOCI del duo TTOZOI


Al via la prima mostra del progetto artistico GENIUS LOCI.
Location d’eccezione sono gli appartamenti storici del Settecento 
della Reggia di Caserta


REGGIA DI CASERTA – venerdì 20 luglio 2018
Si inaugura venerdì 20 luglio alle ore 18.00 la prima mostra del progetto artistico Genius Loci. L’esposizione sarà presentata da Vincenzo Mazzarella, Responsabile degli eventi e della comunicazione della Reggia, Gianluca Marziani, curatore del progetto artistico ed il duo TTOZOI Stefano Forgione e Giuseppe Rossi. 
Come già anticipato nella conferenza stampa di presentazione nazionale svoltasi a Palazzo Massimo di Roma lo scorso 31 ottobre, GENIUS LOCI nasce dall’idea di realizzare opere d’arte direttamente nei luoghi storici prescelti, attraverso l’originale tecnica della proliferazione naturale di muffe su juta, con interventi pittorici successivi. 
I luoghi prescelti per questo originale progetto artistico, unico nel suo genere, e sviluppato con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del TurismoMiBACT, sono stati due siti Unesco, simboli universali della cultura architettonica, artistica ed archeologica italiana: la REGGIA DI CASERTA (14 novembre 2017) con la sua NECROPOLI SANNITA databile al IV sec a.C., riportata alla luce nel 1990 nell’area sottostante il secondo cortile e l’ANFITEATRO DEL COMPLESSO ARCHEOLOGICO DI POMPEI (19 dicembre 2017) dove il duo ha avuto a disposizione gli ambulacri, sepolti dall’eruzione del Vesuvio del 79 e successivamente riportati alla luce. 

Per Caserta e Pompei, gli artisti hanno creato delle opere in situ, implementando diverse installazioni costituite da teche sigillate,all’interno delle qualile tele hanno dimorato per circa 40 giorni, durante i quali il Tempo e la Natura fanno il resto. Questo perché, durante la gestazione, è la tela che cattura l’humus, l’anima del luogo, andando oltre il visibile e permettendo di trasferirvi la memoria del “contenitore” culturale mediante due fattori: il “condizionamento emotivo” e il “condizionamento ambientale”, in grado di evocare nella mente dell’osservatore la storia e le suggestioni dei luoghi prescelti. Il processo “naturalmente informale e concettuale” realizzato a quattro mani dal duo, prevede l’utilizzo di materie organiche (farine varie), acqua e pigmenti naturali su tele di juta, poi riposte in particolari teche che favorisconola naturale proliferazione di muffe,con manifestazioni sempre diverse: nutrendosi della sola parte organica, le spore interagiscono con l’opera secondo uno schema ignoto ed apparentemente caotico. In realtà TTOZOI monitora costantemente la progressione del processo, fin quando decide di interromperlo, secondo una declinazione di “salvataggio dall’estetica in purezza”. Segue dunque la rifinitura e l’ultimazione delle tele, che, da questo momento, non subiscono ulteriori mutazioni naturali. 
In riferimento alla selezione di 20 opere “create” ed ora esposte a Caserta, scrive il curatore Gianluca Marziani: Cosa è accaduto durante la permanenza delle opere presso la Reggia?Come hanno agito le muffe naturali nei giorni di silenziosa sospensione dei telai lungo gli spazi sotterranei dell’edificio? Il risultato diventa la forma immaginata e misteriosa, viva e pulsante, forma inizialmente possibile ma mai realmente preventivabile. Perché il risultato di GENIUS LOCI appartiene alla biologia del luogo, alle variabili infinite di un environment,ai tempi di permanenza nel sito specifico. TTOZOI decidono, con metodo e disciplina, quando fermare il processo, optando per un istante di chiusura così come nella vita si sceglie un inizio che conduca al conseguente epilogo. Dal momento in cui le muffe sono bloccate, l’opera rende l’impronta materica un segno definitivo, una nuova superficie che metabolizza la metafora e la somiglianza mimetica. Le tele nate a Caserta attraversano le molteplici nature di un’immagine dal cuore informale: paesaggi nebulosi, montagne tra cieli che brillano, mari con variabili di infiniti blu, paesaggi notturni visti dal cielo, contrappunti luminosi che giocano tra micromondo cellulare e macromondo astronomico. 


L’esposizione, fruibile gratuitamente fino al prossimo 20 agosto, seguirà i normali orari museali della Reggia.

A conclusione dell’intero progetto è inoltre prevista la pubblicazione di un catalogo generale.

Si ringraziano in particolare il Dott. Stefano Marzotto e la Cantina Vinicola Santa Margherita, sponsor del progetto artistico GENIUS LOCI. Si ringraziano inoltre Antonello Ricciardidella Galleria Arterrima Contemporary di Caserta, organizzatrice della mostra, e Mac Management Solution, Calcestruzzi Irpini, Progress, De Matteis - Grano Armando, in qualità di partner tecnici.


TTOZOI_Biografia
Stefano Forgione (Avellino, 1969) e Giuseppe Rossi (Napoli, 1972) sono il duo artistico operante con lo pseudonimo TTOZOI dal 2010, anno della personale a Napoli presso Castel Dell’Ovo (a cura di Luca Beatrice). Stefano (Laurea in Architettura) e Giuseppe (Laurea in Economia) sono entrambi autodidatti. Fin dall’adolescenza sperimentano varie tecniche artistiche (carboncino, china, acquerello, acrilico, olio, spray, collage...) e si avvicinano alla Storia dell’Arte di matrice Informale, assecondando la loro vocazione estetica e concettuale. Nel dicembre 2006 sarà la comune passione per l’Informale a riavvicinare i due, dopo anni vissuti in varie città d’Italia. Al centro del loro confronto c'è la consapevolezza che “l’Arte sia sempre stata Contemporanea” e che “l’Artista non può operare prescindendo dal passato”: da qui l’elaborazione di un progetto - basato su “concetto” e “forma”, “tempo” e “materia” – che sta diventano portavoce di una piccola rivoluzione nel campo sperimentale della pittura. TTOZOI è artefice del cosiddetto “vuoto d’intervento”, una vera e propria attesa, successiva all’azione simultanea a quattro mani sulla tela.


UFFICIO STAMPA
Patrizia Barsotti– patrizia@studiomediacommunication.com- +39. 335.1242065
Cristina Attinà– cristina@studiomediacommunication.com- +39. 392.6133227
Brigida Mascitti - ufficiostampa@studiomediacommunication.com - +39. 3889291884



pubblica: 

lunedì 16 luglio 2018

DEMANIO MARITTIMO.KM-278. VIII Edizione / Coexistence


Venerdì 20 luglio, dalle 6 pm alle 6 am, sulla spiaggia di Marzocca di Senigallia, la notte dedicata all’architettura, alle arti e al design

Si svolge il 20 luglio 2018, al km 278 del litorale di Marzocca di Senigallia, l’ottava edizione della notte dell’architettura, delle arti, del design: Demanio Marittimo.Km-278, come sempre dalle 6 di sera alle 6 del mattino. Dedicata al tema Coexistence, inviterà nuovi ospiti internazionali sui palchi allestiti in riva al mare per un racconto della contemporaneità che dura fino all’alba, con talk, conferenze, workshop e produzioni live.
Il progetto è a cura di Cristiana Colli e Pippo Ciorra ed è promosso dalla rivista MAPPE, Gagliardini Editore – direttore editoriale Cristiano Toraldo di Francia - con la collaborazione del MAXXI, Museo delle Arti del XXI secolo, del Comune di Senigallia, della Regione Marche e con il supporto di un’ampia rete di imprese, istituzioni e associazioni culturali nazionali e internazionali.
Ogni anno su questo tratto di litorale adriatico si riunisce una comunità ampia e mobile, tenuta insieme dalla fiducia nel progetto, applicato ad architettura, arte, design, impresa, territorio e sempre diretto all’innovazione sociale. Edizione dopo edizione, questa comunità ha preso forma grazie alle centinaia di voci italiane e internazionali che la hanno animata e a un sistema di reti che dal territorio si sono aperte alle due sponde dell’adriatico e infine a una prospettiva globale. Riprendendo le fila dall’edizione del 2017, dove la parola chiave era proprio comunità, il tema della coesistenza, di idee, di storie, di traiettorie, di migrazioni, assume quest’anno un significato ancora più attuale.

I PROTAGONISTI
Coexistence e architettura: Demanio Marittimo invita a parlarne figure di grande rilievo come Giancarlo Mazzanti (Medellin), Christopher Roth (Berlin) e Jan Boelen (Eindhoven) e giovani artisti, performer e autori già affermati come Liam Young (Los Angeles), James Taylor-Foster (Stockholm) e molti altri.Alcuni di loro arrivano sulla spiaggia di Marzocca di Senigallia per far partire un ambizioso progetto di ricerca itinerante e transdisciplinare, Housing the Human, che intende promuovere il contributo che il “progetto” può dare alla coesistenza tra individui e comunità nello spazio contemporaneo. La ricerca, a cura di Freo Majer (Forecast, Berlin), Joséphine Michau (Copenhagen Architecture Festival), Jan Boelen (Istanbul Design Biennale) e Pippo Ciorra (MAXXI, Demanio Marittimo.Km-278), porterà alla realizzazione di 5 prototipi che saranno presentati a Copenaghen e Berlino nel corso del 2019, e quindi alla prossima edizione di Demanio Marittimo.
Il tema si declina in Housing the Art in un talk condotto dal curatore Marcello Smarrelli e da Signe Boggild (Copenhagen Architecture Festival), con artisti, critici e architetti: Simone C Niquille, Margherita Moscardini, Matilde Cassani, Liam Young, Matteo Nasini – la cui personale, a cura di Smarrelli, inaugura il 21 luglio al Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro – Dries Deporter, Christopher Roth.
A Demanio si continua a parlare di geografie in transito e trasformazione, guardando l’orizzonte Adriatico-Mediterraneo, in un talk moderato da Francesco Cancellato, direttore de Linkiesta. Così come rimane acceso l’obiettivo puntato sul terremoto del 2016. Saranno infatti presentate le committenze fotografiche affidate a Olivo Barbieri, Paola De Pietri e Petra Noordkamp per Terre in movimento, un progetto promosso dalla Soprintendenza ai Beni e alle Attività Culturali e del Turismo delle Marche guidata da Carlo Birrozzi, insieme al MAXXI e all’Ambasciata Olandese, e impegnato a restituire la metamorfosi del paesaggio naturale, culturale e urbano marchigiano segnato dal sisma del 2016.
I Grattacieli Adriatici, da Rimini a Porto Recanati, sono lo scenario di un incontro condotto da Manuel Orazi (Quodlibet) con il regista Marco Bertozzi, l’antropologo e regista Giorgio Cingolani, e Claudio Gaetani dell’Università di Macerata. Cingolani e Gaetani sono autori di Homeward Bound: sulla strada di casa, film sperimentale realizzato a costo zero con un gruppo di adolescenti che vivono all’Hotel House di Porto Recanati, enorme (17 piani, 512 appartamenti) e isolato grattacielo/ghetto dove vivono circa 2000 persone provenienti da più di 40 paesi differenti: luogo periferico e marginale, limbo separato, socialmente e per dimensioni, dalla piccola cittadina.
La “rete di reti” di Demanio ospiterà anche protagonisti di manifestazioni importanti della scena culturale internazionale – dalla Biennale di Architettura di Venezia a Manifesta; non mancherà un rimando a un anniversario speciale con Il mio ’68: per il tramite di un panel trasversale, Francesca Molteni e Franco Raggi raccontano le varie anime del movimento e le influenze rispetto alle discipline artistiche e del progetto.
L’omaggio al Maestro del Territorio esplora una figura mitica tra spiritualità e paesaggio, impresa magia e alchimia – Girolamo Varnelli – l’erborista preveggente che nel 1868, diede vita alla Distilleria Varnelli, un’impresa celebrata in tutto il mondo, con spirits divenuti iconici come l’Anice Secco, l’Amaro Sibilla e il Persico ripresentato in occasione della celebrazione nel 2018 dei 150 anni di fondazione. Saranno racconti di montagne e misteri, Sibille e immaginari con Orietta Maria Varnelli, imprenditrice e discendente di Girolamo, Aldo Bonomi sociologo e studioso di sviluppo locale e Oliviero Olivieri, Presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

Si guarda al territorio anche con l’incontro, con la partecipazione del presidente ADI MAM, Michele Gasperini, dedicato ai Compassi d’Oro marchigiani: Gianfranco Tonti IFI e Fabrizio Crisà ELICA, vincitori del XXV Compasso d'Oro ADI.

LE PRODUZIONI DEDICATE
Due produzioni appositamente concepite accompagnano la manifestazione, l’attesa dell’alba e i giorni successivi, realizzate con differenti partner nazionali e internazionali.
Sislej Xhafa presenta obbobobbobo dul peshku, un’installazione site specific che inaugura sabato 21 luglio in un altro tratto di lungomare adriatico, all’altezza del ristorante Da Nialtri, prodotta dall’Associazione Demanio Marittimo.Km-278 in collaborazione con il Ministero della Cultura del Kosovo, la Galleria Nazionale del Kosovo di Prishtina, la Municipalità di Peja, l’Università Politecnica delle Marche, Galleria Continua e con il patrocinio del Comune di Montemarciano.
Su un palcoscenico dedicato si svolgerà Unnamed, lo spazio rituale, progetto interpretato da Andrea Anastasio, Roberto Paci Dalò e Alessandro Sciarroni e curato dal direttore artistico Davide Quadrio che si compone, lungo tutta la notte, di una conversazione, un’installazione e due performance. La prova generale occuperà la prima ora del programma, aprendo simbolicamente Demanio Marittimo con una conversazione tra lo stesso Quadrio, Cristiana Colli e l’artista e designer Andrea Anastasio con cui si introducono le azioni successive. Alle prime luci dell’alba, il palco quadrato 10x10 metri che ospita l’installazione di Anastasio, Sinopie, diventa il centro delle performance Niggunim | sashimono di Roberto Paci Dalò e Don’t be afraid of turning the page di Alessandro Sciarroni, con cui idealmente si conclude la manifestazione.

Il passaggio di ogni ora, dalle 6 pm alle 6 am, viene scandito da una parola chiave che restituisce la varietà semantica e la sintassi come orientamento: 12 parole per 12 ore formulate da Giorgio Moretti, fondatore del blog unaparolaalgiorno.it.

Questa edizione è inoltre documentata e raccontata da Usmaradio (la stazione radio fondata e diretta da Roberto Paci Dalò e prodotta dall’Università di San Marino). Una sezione podcast dedicata – disponibile in tempo reale – trasmetterà le voci dei protagonisti di Demanio Marittimo.Km-278. usmaradio.org

L’ALLESTIMENTO
Gli incontri e le azioni dell’ottava edizione di Demanio Marittimo Km-278 si svolgono negli spazi e sui palchi ideati dagli studenti del Royal College of Art di Londra, partner per quest’anno del concorso di idee per realizzare il progetto di allestimento, un’architettura temporanea, della durata di 12 ore, pensata per inquadrare il mare ed ospitare idee, immagini e pensieri. Intitolato Fili d’Unione, il progetto vincitore riflette sulla spiaggia come limite del paesaggio urbano contemporaneo, luogo di incontro tra l’identità e l’eccellenza locale e la creatività internazionale. I vincitori - selezionati dalla giuria presieduta da Margherita Guccione, Direttore MAXXI Architettura sono gli studenti Matthew Darmour-Paul, Dika Terra Lim, Yujun Liu, Chi-Jen Wang.

Questa inedita architettura, creata da giovani talenti, incontrerà e ospiterà anche un seduta iconica della storia del design, il mitico Sacco di Zanotta che nel 2018 celebra i suoi 50 anni e sarà la “poltrona ufficiale“ di Demanio Marittimo.Km-278.


Ufficio stampa
Maddalena Bonicelli | maddalena.bonicelli@gmail.com | +39 335 6857707
Santa Nastro | snastro@gmail.com | +39 392 8928522 


facebook.com/mappelab | twitter.com/mappelab | #dmkm278 #mappelab​

venerdì 13 luglio 2018

Altre | Stanze - Anni '50 e '60 - Opere dalle raccolte della Banca d'Italia


Venerdì 20 luglio 2018 alle ore 17:30 presso la sala Federico II del Castello Svevo di Bari sarà inaugurata la mostra Altre | Stanze Anni ‘50 e ‘60, opere dalle raccolte della Banca d’Italia.
Saranno qui esposte al pubblico oltre quaranta opere di trentacinque artisti italiani, raccolte per l’occasione e provenienti da varie sedi italiane della Banca d’Italia.
Destinate precedentemente agli uffici di rappresentanza, tali opere vengono oggi ricondotte alla più giusta unità di visione, mostrando la loro non scontata rilevanza in quanto testimonianza del passaggio nell'arte italiana dalla fase figurativa a quella astratto – informale, nel corso dei due decenni di maggior sviluppo creativo per la nostra cultura artistica.
Da Lucio Fontana a Franco Angeli, da Renato Guttuso a Corrado Cagli, da De Chirico a Mambor, la mostra presenta dipinti e sculture che hanno segnato l’arte contemporanea del nostro Paese, rileggendo i fermenti culturali di almeno due generazioni di artisti, la distruzione di molti dei valori interiori preesistenti e la forte volontà di crearne di nuovi.
Il catalogo, pubblicato dalla Banca d’Italia, sarà fornito ai visitatori su contributo volontario e i fondi così raccolti saranno destinati al restauro di opere d’arte provenienti dal Castello.


Aperta al pubblico fino al 15 ottobre, la mostra osserverà i seguenti orari:
ore 8:30 – 19:30 (ultimo ingresso ore 18:30);
chiusura settimanale: martedì.


Informazioni Evento:
Data Inizio: 20 luglio 2018
Data Fine: 15 ottobre 2018
Costo del biglietto: 9 €; Riduzioni: 6 €; Per informazioni 080 5213704
Prenotazione: Facoltativa
Luogo: Bari, Castello svevo di Bari
Orario: ore 8:30 – 19:30 (ultimo ingresso ore 18:30) chiusura settimanale: martedì.
Telefono: 080 5754201


Dove:
Castello svevo di Bari
Proprietà: Ente MiBAC
Indirizzo: piazza Federico II di Svevia, 4 70122 - Bari (BA)
Telefono: +39 080 5213704


pubblica: 

mercoledì 11 luglio 2018

Ettore Pinelli. Un luogo sconosciuto

About reactions | P1 2016 fusaggine su carta 150x210cm

Che cosa fa sì che un luogo ci appaia sconosciuto? Cosa lo rende tale? Possibile che questo terreno nel quale un attimo fa mi sentivo a casa sia ora un luogo pericoloso? Ettore Pinelli sviluppa il suo lavoro da queste domande focalizzando la propria attenzione su quelle dinamiche relazionali violente in grado di cambiare la percezione di un ambito da sicuro e intelligibile a pericoloso, inquietante e impenetrabile.

Da Ritmo l’autore espone una serie di lavori eterogenei che si dipanano con coerenza, tenuti insieme dal fil rouge di rapporti oppositivi e conflittuali. Scene di guerriglia urbana si alternano a scontri animaleschi tra gorilla, mentre tecniche diverse danno corpo a questo immaginario, mantenendo un grande eclettismo mediale, sempre concluso con grande perizia tecnica, tanto nella fusaggine su carta quanto nell’olio su tela. Per la prima volta vengono mostrati anche due video come opere autonome, sorta di readymade visivi da cui l’autore trae ispirazione e spunto per le proprie composizioni ma anche documenti visivi che impressionano per il “sublime contemporaneo” da youtube che riescono a creare.

Tutta la mostra nel suo insieme analizza con sguardo quasi antropologico la capacità dell’animale-uomo di trasformare lo spazio in maniera psicologica, proiettando su esso e sugli altri soggetti che lo attraversano le proprie ambizioni di sopraffazione e controllo. Così i centri delle nostre città o le placide giungle incontaminate possono diventare scenari di guerre e scontri se solo qualche piccolo particolare si incrina, capovolgendo tutto quanto è noto in una nuova dimensione. La mostra presenta sette lavori recenti di Ettore Pinelli ed è accompagnata da un testo di Gabriele Salvaterra.

EN

What makes a place seem unknown? What are its traits? And how is it possible that this very place, in which a few moment ago I felt like home, is now a dangerous place? Ettore Pinelli develops his artistic work starting from these questions, focusing his attention on those violent relational dynamics that are able to change the perception of a safe field into something dangerous, unsetting and impenetrable.
Pinelli presents at Ritmo in Catania, Italy, a series of diverse works that develop their discourse with coherence, kept together by the leitmotiv of conflicted and hostile relationships. Scenes of urban guerrilla are shown together with animal fights of gorillas. At the same time, different techniques give shape to this universe, with an eclectic approach to the medium that is always concluded with great mastery, both in charcoal on paper or in oil on canvas. For the first time in Pinelli’s experience also two videos are exhibited as autonomous works. These videos operate like visual readymades, from which the author takes inspiration for his composition, and like real documentation of violence that shocks for its youtube-like “contemporary sublime”.
The entire exhibition – entitled An Unknown Place – analyzes, with an almost anthropological view, the ability of the human-animal to transform the space in a psychological manner, projecting on it, and on the other actors that pass through it, his own ambition of subjugation and control. In this way the centers of our cities or the calm, uncontaminated, jungles can become war or battle sceneries if only any small detail changes, transporting everything is known in a new unknown dimension.
The exhibition presents seven recent works by Ettore Pinelli and is presented with an essay by the curator Gabriele Salvaterra.

–

Ettore Pinelli (Modica, 1984)

Formatosi in Accademia di belle arti di Firenze, si diploma in pittura nel 2007 e in progettazione e cura degli allestimenti nel 2010 in collaborazione con il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Nel 2009 fonda .LAB (Young Artists Sharing Ideas | Firenze)
Nel 2014 è selezionato per la 1ª edizione del Premio FAM Giovani per le arti visive (AG). Nel 2015 partecipa al Workshop Residenza Ritratto a Mano 2.0 con Simone Berti e Valentina Vetturi, a cura di Giuliana Benassi e Giuseppe Pietroniro, Caramanico Terme (PE) e sempre nel 2015 é selezionato da Eva Comuzzi ed Andrea Bruciati per Some Velvet Drawings (ArtVerona). Tra il 2015 e il 2016 è finalista in numerosi premi tra cui il Premio Fondazione San Fedele (Milano), Premio Combat Prize (Livorno), Premio Arteam Cup (Alessandria) e Premio Francesco Fabbri (Treviso). Nel 2015 è vincitore del Premio Marina di Ravenna e nel 2016 del Premio We Art International (Milano) in collaborazione con Basement Project Room (LT). Nel 2015 è artista selezionato dai curatori del premio ORA. Nel 2016 è uno dei finalisti di TU 35, geografie dell’arte emergente in Toscana, promosso dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Artista inserito da Camillo Langone in Eccellenti Pittori, il diario della pittura italiana vivente. Presente nella collezione Identità Siciliane di Imago Mundi, Fondazione Benetton. Nel 2017 partecipa a Modernolatria Boccioni+100 esponendo alla Galleria Nazionale di Cosenza. Nel 2017 è finalista al 18º Premio Cairo (Palazzo Reale Milano). Invitato da I Martedì Critici a partecipare alla 5ª sessione del progetto di Residenze Artistiche Bocs Art a cura di Alberto Dambruoso (Cosenza). Menzionato dalla rivista Arte (Cairo Editore) come uno degli artisti under 40 significativi dello stato della ricerca artistica italiana.


UN LUOGO SCONOSCIUTO
Ettore Pinelli

a cura di Gabriele Salvaterra

opening: 15 Luglio / h 19.00
15 Luglio – 15 Settembre 2018
Ritmo / v. Grotte Bianche 62 – CT

Straperetana | Il tempo svogliato

​Thomas Braida, exhibition view, ph. Gino Di Paolo



STRAPERETANA
arte contemporanea nella porta d’Abruzzo
un progetto ideato da Paola Capata e Delfo Durante
a cura di Saverio Verini

Il tempo svogliato
con Francesco Alberico, José Angelino, Francesco Arena, Elisabetta Benassi, Lupo Borgonovo, Thomas Braida, Simone Camerlengo, Michela de Mattei, Roberto Fassone, Matteo Fato, Flavio Favelli, Corinna Gosmaro, Lorenzo Kamerlengo, Valerio Nicolai, Alfredo Pirri, Nicola Samorì, Sissi

Pereto (AQ)
Fino al 5 agosto 2018

Dopo la prima edizione tenutasi nell’estate del 2017, il borgo di Pereto, in provincia de L’Aquila, torna ad animarsi con straperetana. Nato da un’idea di Paola Capata e Delfo Durante, il progetto, a cura di Saverio Verini, vede la partecipazione di 17 artisti: per un mese le loro opere saranno visibili in diversi spazi di Pereto – sia all’aperto che al chiuso – comprendenti chiese, cantine, abitazioni dismesse, vicoli e piazze. Gli interventi coinvolgeranno l’intero borgo, creando un percorso che si dipanerà tra vie, architetture e paesaggio.
Il nome del progetto espositivo, straperetana, allude a una dimensione fieramente “di paese”, ma estesa, amplificata: gli interventi degli artisti contamineranno il luogo, in un tentativo di dialogo tra contemporaneo e antico, tra innovazione e tradizione, che offrirà una lettura inedita di un contesto già carico di storia e fascino (le prime notizie su Pereto risalgono all’anno 995 dopo Cristo). Le opere, disseminate in tutto il borgo, si pongono come interferenze lievi, degli intervalli che intendono porsi in relazione con Pereto, senza stravolgerla e offrendo la possibilità di fruire delle sue peculiarità: un’occasione unica per scoprire un luogo inaspettatamente ricco di bellezze architettoniche e paesaggistiche, a soli 70 chilometri da Roma.
Quest’anno straperetana è accompagnata da un sottotitolo: Il tempo svogliato. Un’espressione che fa riferimento al senso di “stasi” e quiete di Pereto: aggrappata alla montagna, in posizione dominante rispetto alla valle, a Pereto sembra quasi che il tempo – il tempo presente – si manifesti a fasi alterne, tra vecchie insegne, abitazioni datate, usanze e abitudini cristallizzate. Il tempo scorre, ma secondo un ritmo difficilmente definibile, che si limita a sfiorare il borgo e concorre a definire il carattere del luogo, apparentemente sospeso tra senso di attesa e desiderio di non essere toccato dai cambiamenti.
Questa condizione conferisce a Pereto un sapore quasi letterario, che le opere degli artisti cercano di interpretare, suggerire e rilanciare. Più che un vero tema, Il tempo svogliato vuole essere una traccia capace di dare una “temperatura” al percorso espositivoe di fungere da collante tra i diversi lavori, senza tuttavia imbrigliarli e permettendo la coesistenza di poetiche eterogenee che si manifestano attraverso mezzi espressivi che vanno dalla pittura all’installazione, dalla performance al video, toccando sia lo spazio pubblico che quello privato.

I 17 artisti che partecipano alla seconda edizione di straperetana sono: Francesco Alberico (Pescara, 1996), José Angelino (Ragusa, 1977), Francesco Arena (Torre Santa Susanna (BR), 1978), Elisabetta Benassi (Roma, 1966), Lupo Borgonovo (Milano, 1985),Thomas Braida (Gorizia, 1982), Simone Camerlengo (Pescara 1989), Michela de Mattei (Roma, 1984), Roberto Fassone (Savigliano (CN), 1986), Matteo Fato (Pescara, 1979), Flavio Favelli (Firenze, 1967), Corinna Gosmaro (Savigliano (CN), 1987), Lorenzo Kamerlengo (Pescara, 1988), Valerio Nicolai (Gorizia, 1988), Alfredo Pirri (Cosenza, 1957), Nicola Samorì (Forlì, 1977), Sissi (Bologna, 1977).


L’avvicinamento a straperetana 2018 è stato preceduto da due iniziative nel corso degli scorsi mesi. In prossimità delle feste natalizie si è infatti svolto il progetto Maluttaklaus, con il coinvolgimento del collettivo di artisti Fondazione Malutta, che hanno disseminato nel borgo una serie di pecore realizzate in vari materiali – alcune delle quali donate direttamente agli abitanti di Pereto; l’idea era quella di creare una specie di presepe alternativo, puntando l’attenzione su un elemento “marginale” del presepe stesso e al tempo stesso con una forte relazione con il contesto e le sue usanze. Lo scorso aprile invece l’artista Thomas Braida ha tenuto due giornate di laboratorio artistico incentrato sul disegno e sulla lavorazione dell’argilla insieme ai bambini dell’istituto Salvo D’Acquisto di Pereto; due interventi che puntano a dare continuità all’azione di straperetana sul territorio, stringendo con esso un rapporto sempre più saldo.
Gli interventi di straperetana saranno visibili fino a domenica 5 agosto. Nelle settimane di apertura, le opere saranno liberamente fruibili dal pubblico dal venerdì alla domenica, dalle 15.30-20.00; negli altri giorni su appuntamento.

Straperetana si avvale del Patrocinio del Comune di Pereto ed è inserito tra gli eventi dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018.


Titolo: straperetana| Il tempo svogliato

Artisti: Francesco Alberico, José Angelino, Francesco Arena, Elisabetta Benassi, Lupo Borgonovo, Thomas Braida, Simone Camerlengo, Michela de Mattei, Roberto Fassone, Matteo Fato, Flavio Favelli, Corinna Gosmaro, Lorenzo Kamerlengo, Valerio Nicolai, Alfredo Pirri, Nicola Samorì, Sissi

A cura di: Saverio Verini
Organizzazione: Paola Capata e Delfo Durante
Luogo: Pereto (AQ), varie sedi
Durata: fino al 5 agosto 2018
Orari: dal venerdì alla domenica 15.30-20.00; gli altri giorni su appuntamento
Account social: FB straperetanashow - TW @straperetana - IG straperetana

press: Santa Nastro snastro@gmail.com +39 3928928522