martedì 18 marzo 2025

Un passo avanti tanti dietro di Marion Baruch


La grande mostra dedicata a Marion Baruch a cura di Sergio Risaliti e Stefania Rispoli

«Nata tra le due guerre, nel 1929, a Timisoara, Romania, non più Temesvàr, Ungheria. Sono nata molto vecchia per ringiovanire vivendo. Ora posso dire che sono giovane». 

«Per me il tessile è un qualcosa che vive e palpita, ne sento l’ineffabilità del respiro o il suo flusso, un flusso continuo che è anche quello dell’intera società, riflette la storia dell’umanità e, allo stesso tempo, la dimensione sociale del lavoro».

Il Museo Novecento è lieto di presentare da sabato 15 marzo a domenica 8 giugno Un passo avanti tanti dietro, la più ampia retrospettiva di Marion Baruch (Timisoara, 1929) in un’istituzione italiana, a cura di Sergio Risaliti e Stefania Rispoli. La mostra, omaggio a un’artista instancabile e cosmopolita, nata in Romania ma vissuta tra Israele, Francia e Italia, si estenderà anche negli spazi di Manifattura Tabacchi e di Polimoda, che hanno collaborato e contribuito generosamente alla realizzazione del progetto, dove saranno presentate diverse installazioni ambientali.

L’esposizione consentirà di ripercorrere la sua intensa attività, quasi settanta anni segnati da continui cambiamenti di rotta e nuove avventure, grazie alla presenza di opere emblematiche del suo poliedrico percorso, dai primi lavori della fine negli anni Cinquanta alle collaborazioni con designer come Gavina, dalle sculture performative alla nascita di NAME DIFFUSION, dalle opere partecipative fino ai lavori in tessuto realizzati dopo il duemila. Sostenitrice di un’idea di autorialità libera priva di costrizioni e di un’arte sempre vicina alla vita, Baruch si è mossa con disinvoltura tra media, materiali e discipline diverse, dalla moda al design, alle arti visive, portando avanti un approccio unico al formalismo. I suoi lavori sono densi di riflessioni attorno alla creazione artistica ma anche alle politiche sociali: il linguaggio, il lavoro, la migrazione, il confine dell’identità, la donna, il patriarcato, internet e la società dei consumi.

Ampio spazio verrà dato ai lavori in tessuto nati dall’interesse per l’uso di scarti di sartoria e residui di lavorazioni tessili. A metà tra sculture, installazioni e ready-made, i tessuti sono reinterpretati attraverso un approccio emotivo che crea opere che abitano lo spazio. Baruchseleziona e accuratamente posiziona negativi di ritagli d’abiti in cui talvolta pare di scorgere l’assenza di una manica o della gamba di un pantalone. Il riconoscimento del loro precedente utilizzo lascia presto spazio a una nuova vita come opere d’arte.

La mostra sarà accompagnata anche dalla proiezione del documentario di Francesca Molteni dedicato all’artista.

Gli scarti tessili sono reinterpretati attraverso un approccio emotivo che crea opere che abitano lo spazio.


Marion Baruch | Un passo avanti tanti dietro
a cura di Sergio Risaliti e Stefania Rispoli

Museo Novecento, Manifattura Tabacchi
Piazza Santa Maria Novella 10, 50123 Firenze, Italia
15.03 - 08.06.2025

Maggiori informazioni sul sito di Museo Novecento Firenze



giovedì 13 marzo 2025

Pray for Seamen di Francesco Bellina


Venerdì 20 marzo 2025 l’Acquario di Milano presenta la mostra Pray for Seamen del fotografo Francesco Bellina, promossa dal Comune di Milano Cultura e dall’Acquario Civico e prodotta con MSE - Associazione Multiculturalismo Solidarietà Europa

La mostra, visitabile dal 21 marzo al 27 aprile 2025, è curata da Aldo Premoli e racconta la vita dei pescatori e l'evoluzione della pesca artigianale, attraverso uno sguardo intenso e universale. 

Francesco Bellina, originario di Trapani e proveniente da una famiglia di pescatori, coglie nei suoi scatti la dimensione umana della pesca, esplorando i profondi cambiamenti socio-economici che l'attività ha subito nel corso degli anni. Pray for Seamen non si limita a raccontare la pesca come una tradizione, ma invita alla riflessione sul suo trasformarsi in una gigantesca industria globale, con tutte le implicazioni ecologiche e sociali che ne derivano. 

La mostra collega diverse realtà mediterranee, dalle coste della Sicilia alle isole Kerkennah in Tunisia, fino ad arrivare ad Accra, in Ghana, attraverso il porto di Jamestown. Luoghi distanti, ma accomunati dalla crisi della pesca come fonte di sostentamento per le comunità locali. In mostra 14 stampe fotografiche in formato 70x105 cm e 11 immagini riprodotte su grandi flag (200x133 cm). Un filmato, che raccoglie interviste sul campo, completa il mosaico visivo, approfondendo ulteriormente il tema trattato. Il progetto espositivo vuole trasmettere emozionalmente il contesto e le persone che Francesco Bellina ha incontrato durante i suoi reportage, invitando il pubblico a riflettere sulla crescente fragilità ecologica dei mari, tema che trova riscontro nell’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, in particolare nel punto 14, che riguarda "La vita sott'acqua". In questo senso la mostra vuole essere un appello globale: la salute dei mari è una risorsa fondamentale per tutti. 

Particolare attenzione è stata dedicata alla leggibilità dei contenuti: carte geografiche, didascalie descrittive e testi di approfondimento accessibili tramite QR code sono parte integrante della grafica, realizzata dallo Studio Dondina Associati. 

Francesco Bellina (Trapani 1989) vive a Palermo. Da qui parte per i suoi reportage in giro per il mondo documentando eventi socio-politici. I suoi scatti sono stati pubblicati dalle principali testate internazionali, da The Guardian a Al Jazeera, The Globe and Mail, Paris Match, le Monde, Internazionale, l’Espresso, The Washington Post. Nel 2018 il suo lavoro “Nigerian Connection” è stato scelto da Manifesta ed esposto all’interno del festival Sabir. Nello stesso anno il suo progetto “Tanakra” dedicato al traffico di schiavi tra Niger e Libia, è stato presentato all’Università di Neuchatel in Svizzera. Nel 2019 è stato invitato alla presentazione del World Press Photo a Bari, Torino e Palermo: qui ha esposto “On a gagné” serie di scatti effettuati a bordo della nave ella Guardia Costiera Mare Jonio durante operazioni di salvataggio nel Mediterraneo. Nel 2020 ha vinto il premio SiciliaCronista dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia. Nel 2021 il progetto in corso "The Last Fishermen" ha vinto la decima edizione del fondo Italian Council, promosso dal Ministro della Cultura italiano. 

Aldo Premoli (Milano, 1954). Vive a Cernobbio. Ha curato e prodotto mostre che intende come strumento di dialogo con la realtà che ci circonda. Ha fondato insieme ad Emma Averna Multiculturalismo Società Europa associazione si prefigge di contribuire al superamento delle discriminazioni di razza, cultura e attraverso progetti di contrasto alla povertà, di formazione e studio per minori. Negli Anni ’90 ha diretto magazine Condè Nast (tra gli altri L’uomo Vogue) Di arte contemporanea scrive abitualmente per Artribune e Huffington Post Italia. Risale al 2016 il suo libro Mediterraneo Sicilia Europa. Un modello per l’unità europea a cui è seguito Mediterraneo Sicilia Europa posting (2017). Del 2025 è Wrapping. Come la Moda ha conquistato il mondo dell’arte edito da Castelvecchi. 

Associazione Multiculturalismo Solidarietà Europa APS è un’organizzazione che promuove il valore sociale della cultura attraverso attività che generano conoscenza e creatività. www.associazionemse.org 

L’Acquario e Civica Stazione Idrobiologica di Milano fu edificato nel 1906 nell’ambito dell’Esposizione Internazionale di Milano su progetto di Sebastiano Locati (1861-1939) ed è l'unico padiglione, costruito nel parco Sempione, a non essere stato smantellato una volta conclusosi l'evento. È il terzo acquario più antico d'Europa. Attualmente l’Acquario Civico di Milano, che è parte dell’Area Mostre e Musei scientifici del Comune di Milano, promuove attività di ricerca e di divulgazione nel campo delle scienze acquatiche. È un luogo dinamico, che propone eventi culturali incentrati sulla contaminazione tra arte e scienza, contribuendo ad arricchire l’offerta museale milanese. Oltre ai percorsi strettamente inerenti agli scopi di divulgazione scientifica, numerose sono le mostre d’arte contemporanea realizzate al suo interno, attività che ha arricchito la mission dell’istituto a seguito della ristrutturazione, avvenuta su progetto degli architetti Piero De Amicis e Luigi Maria Guffanti. 


Contatti stampa 

Ufficio stampa 
Emma Averna averna@apstudio.net 

INFORMAZIONI 

Sede 
Acquario Civico di Milano 
Viale Gadio 2 (MM2 Lanza) 

Date della mostra 
21 marzo 2025 – 27 aprile 2025 

Orari 
da martedì a domenica 10.00-17.30 (ultimo ingresso ore 17.00; chiusura biglietteria 16.30; lunedì chiuso) 

Biglietto Acquario Civico 
euro 5,00 intero, euro 3,00 ridotto 
(la visita alla mostra è compresa nel biglietto d’ingresso) 

Informazioni 
02 88465750 

Ufficio stampa del Comune di Milano 
Elena Conenna elenamaria.conenna@comune.milano.it 



mercoledì 12 marzo 2025

Quando filo, colore, parola s'intrecciano: Luciana Pretta

Luciana Pretta, "O sol manhã de flor e sal", 2025, acrilico e pigmenti naturali, 40 x 30 cm

Maja Arte Contemporanea è lieta di inaugurare mercoledì 12 marzo 2025, alle ore 18, in via di Monserrato 30 (Roma), la personale dell'artista brasiliana Luciana Pretta, alla sua prima collaborazione con la galleria.

L'esposizione è la seconda di un ciclo di tre mostre — Quando filo, colore, parola s'intrecciano — a cura di Giovanna Dalla Chiesa, che mette a confronto il lavoro di tre artiste: Alice Schivardi, Luciana Pretta e Luisa Lanarca.

Come osserva Giovanna Dalla Chiesa:
"Luciana Pretta è nata pittrice. La pittura è il linguaggio silenzioso in cui la sua sensibilità ha preso naturalmente forma, curvando maternamente intorno agli ostacoli, trovando rifugio nella ricchezza delle emozioni e del sogno. La sua pittura non presenta alcuna distinzione tra linea e colore, tra il disegno (raziocinio) e il colore (sentimento). Il Brasile da cui proviene - benché le sue origini siano italiane - con l'enorme estensione, i suoi colori, l'ignoranza di passioni e conflitti come quelli che nutrono la tragedia greca, l'assenza di ogni regola prospettica, è il regno delle relazioni spontanee, di una cultura che non privilegia la rappresentazione, ma il canto, la musica e la danza; di rituali e di comportamenti che nascono in continuità e in simbiosi con il corpo della natura (e dell'essere umano) e che ne onorano aspetti e sostanza. L'Europa ha messo più di un secolo per liberarsi dalla scissione che ha afflitto così a lungo la sua cultura e per abbattere un ego cartesiano pronto a erigere barriere a ogni occasione. Negli ultimi anni, il lavoro di Luciana Pretta è passato dai piccoli e medi formati abituali su tela, da un ingegnoso riuso di carta, cartone e oggetti minuti, alle grandi dimensioni che esaltano la qualità di una pittura paesaggio - paesaggio che è sempre protagonista nelle sue opere -, che si fa corpo, fiume, montagna per accogliere il visitatore nelle sinuosità della sua tettonica, pronta a farlo sentire a suo agio, come ci si sente sotto la volta del cielo, la chioma di un albero, la cavità di una roccia. La memoria dei panorami anfrattuosi del suo paese è sempre più presente, oggi, in una forma di trasformazione attiva, che ama servirsi di materiali organici e naturali, come pigmenti derivati da minerali e piante, oli essenziali e cotone grezzo. Una scelta che non ha a che fare solo con l'estetica, ma con l'etica del rispetto della sostenibilità ecologica, della responsabilità ambientale, dell'attenzione che si deve a tutta la creazione di cui l'uomo è solo un'infima parte."

In mostra una selezione di lavori recenti: tre monumentali dipinti verticali (h. 5 m) si susseguono lungo un'intera parete, dispiegandosi come arazzi sospesi. Disposti l'uno accanto all'altro, evocano l'idea di un trittico fluido, in cui il colore e la materia scorrono in continuità, come un'unica grande tessitura pittorica. A fare da contrappunto, un gruppo di dipinti di piccolo formato e una installazione che include alcune sue opere scultoree.


NOTE BIOGRAFICHE
Nata nel 1980 a Vitória da Conquista (Bahia), Brasile, Luciana dos Santos - soprannominata familiarmente Pretta ("nera"), per il colore dei suoi capelli - vive e lavora in Italia.
Si è diplomata in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna, completando poi gli studi con la Laurea in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Roma. Ha inoltre frequentato corsi presso la Scuola di Belle Arti dell'Università Federale di Bahia, in Brasile.
Il suo lavoro esplora temi legati alla memoria, all'identità e alla relazione tra passato e presente, attraverso un uso intenso del colore e materiali di recupero. La sua pratica integra elementi naturali e organici - come pigmenti, oli essenziali e cotone grezzo - sottolineando un impegno per la sostenibilità e la consapevolezza ambientale.
Tra le sue esposizioni più recenti si segnalano: "La materia conta", H.UNICA, Roma (2023); "My Song", Galleria Davide Rossillo, Formia (2023); "Genesis, Spirito e Materia", Ambasciata del Brasile, Roma (2022); "Giochi di carta dall'Italia", Museo Tsereteli, Mosca, Russia (2021); "Knowing the Earthquake", Galleria della Molinella, Faenza (2020); "Kunst aus Italien", Kleinen Altstadt Galerie, Dachau, Germania (2018); "Ad Usum Fabricae", Follow the Dome, Roma (2018); "Abschied aus Dachau", Kleinen Altstadt Galerie, Dachau, Germania (2017); "2X2", KVD Association, Dachau, Germania (2017); "Tropico", Auditorium Vittorio De Sica, Sora (2016).


Luciana Pretta
a cura di Giovanna Dalla Chiesa
12 — 29 Marzo 2025


INAUGURAZIONE
Mercoledì 12 Marzo 2025, ore 18


Maja Arte Contemporanea
Via di Monserrato, 30 – ROMA
info@majartecontemporanea.com
+39 06 6880 4621


MAR / VEN 15.30 – 19.30
SAB 11.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00
majartecontemporanea.com

ESSE POTEST | Compresenze (Im)possibili

dettaglio opera Arianna De Nicola

Il Centro Pastorale e il Dipartimento di Storia dell’Arte dell’Università Cattolica del Sacro Cuore annunciano per il 2025 la nuova mostra "Esse Potest - Compresenze (Im)possibili", un’esposizione artistica che riflette sul concetto di compresenze apparentemente impossibili e la convivenza degli opposti. La mostra sarà aperta dal 4 al 28 marzo e anche quest’anno oltre agli spazi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore nella sede di Milano saranno coinvolte tutte le sedi dell’Ateneo: anche Brescia, Piacenza, Cremona e Roma diventando così luoghi di riflessione sul tema centrale dell’esposizione.

Nato nel 2005, il progetto Itinerari di Arte e Spiritualità ogni anno individua tematiche che favoriscono nuove riflessioni sulla realtà che ci circonda, da indagare attraverso l’occhio dell’arte contemporanea. Dal 2017 come curatori vengono coinvolti gli studenti dell’Ateneo, grazie alla sinergia tra il Centro Pastorale, coordinato da Padre Enzo Viscardi, e il Dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell’Arte, con le professoresse Elena Di Raddo, Michela Valotti e Mariacristina Maccarinelli.

Quest’anno saranno 19 gli artisti contemporanei coinvolti che con le loro opere aiuteranno a promuovere l’arte come strumento di lettura del reale e occasione di crescita culturale e personale.

La mostra si articola in quattro macro-sezioni: Forza-Fragilità, Sviluppo-Sostenibilità, Qui-Altrove, Umano-Divino, e presenta una selezione di diverse opere che esplorano come gli opposti possano dialogare, coesistere e realizzarsi proprio attraverso l’arte. Gli artisti selezionati, accomunati da una particolare sensibilità verso queste tematiche, sono stati seguiti personalmente da uno o più studenti in veste di curatori; nel caso dell’artista Vincenzo Agnetti (scomparso nel 1981), il lavoro è stato condotto in collaborazione con il suo omonimo archivio.

L’idea di esplorare la convivenza tra gli opposti e le compresenze impossibili è nata dall'esigenza degli studenti di indagare, attraverso l’arte, le contraddizioni del nostro tempo. In un contesto globale segnato da conflitti e disuguaglianze, l’arte può infatti diventare un mezzo per riflettere su queste tensioni e cercare nuove chiavi di lettura e attraverso questa iniziativa, l’Università Cattolica invita il pubblico a immergersi in un percorso artistico per favorire il confronto e la riflessione.

Gli artisti partecipanti per questa edizione sono: Archivio Vincenzo Agnetti, Yuval Avital, Enrica Borghi, Lucia Cantò, Federica Clerici e Alberto Bettinetti, Pietro Coletta, Nicole Colombo, Giovanni Dallospazio (Giovanni Gandolfi) e Mattia Taleggio, Arianna De Nicola, Franco Guerzoni, Gianfranco Meggiato, Alessandro Piangiamore, Jasmin Prezioso, Maria D. Rapicavoli, Lorenzo Rebosio, Moira Ricci, Giovanni Stefano Rossi, Remo Salvadori, Flavia Spasari.

Alla sede di Milano prenderanno parte 16 artisti: Archivio Vincenzo Agnetti, Yuval Avital, Enrica Borghi, Lucia Cantò, Federica Clerici e Alberto Bettinetti, Pietro Coletta, Giovanni Dallospazio (Giovanni Gandolfi) e Mattia Taleggio, Franco Guerzoni, Gianfranco Meggiato, Alessandro Piangiamore, Jasmin Prezioso, Maria D. Rapicavoli, Lorenzo Rebosio, Moira Ricci, Giovanni Stefano Rossi, e Remo Salvadori.

Le inaugurazioni negli altri campus dell’Ateneo saranno:
Mercoledì 12 marzo a Roma presso il polo universitario Giovanni XXIII del Policlinico Gemelli in largo Francesco Vito 1, alle ore 16:30
Giovedì 13 marzo a Brescia nella hall via Trieste 17, alle ore 17
Martedì 18 marzo a Cremona nel salone delle Carrozze in via Bissolati 74, alle ore 12, e a
Piacenza nella sala Piana in via Emilia Parmense 84, alle ore 16. 


ESSE POTEST – Compresenze (Im)possibili
Itinerari di Arte e Spiritualità

Università Cattolica del Sacro Cuore
Largo Agostino Gemelli, 1 Milano
4 - 28 marzo 2025

Inaugurazione 4 marzo 2025 ore 18.00

Cripta Aula Magna
Orari: dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20, sabato dalle 8 alle 13 Info: itinerari.arte.spiritualita@gmail.com | 0272342238
Ingresso Gratuito

Ufficio stampa mostra
Maria Chiara Salvanelli Press Office & Communication
Maria Chiara Salvanelli mariachiara@salvanelli.it - 333 4580190 Anna Chiara d’Aloja annachiara@salvanelli.it – 329 3961225

Ufficio stampa Università Cattolica
del Sacro Cuore
Nicola Cerbino - Emanuela Gazzotti
Mob - +39 335 7125703 +39 335 1223934 
nicola.cerbino@unicatt.it - emanuela.gazzotti@unicatt.it

mercoledì 5 marzo 2025

A Roma: Art for Women Today


Elena Belobragina


Negli spazi della Fondazione Beta, sabato 8 marzo 2025 il gruppo internazionale di artiste Art for Women Today presenta una collezione di stampe d’arte limited edition, realizzata per sostenere i progetti dell’Associazione Pianoterra a favore di famiglie vulnerabili. 

In mostra per tre settimane anche le opere originali delle artiste, che in grande maggioranza saranno presenti all’evento inaugurale, giungendo da diversi paesi.

Art for Women Today è un progetto collettivo tutto al femminile, nato dall’esigenza di lasciare una traccia, una testimonianza artistica volta a descrivere la donna nel momento storico contemporaneo. Art for Women Today è un gruppo internazionale di artiste convocate da Caterina Arciprete e dalla Galleri Artsight di Stoccolma, per generare quello che di fatto è al tempo stesso un processo artistico divulgativo e un atto di affermazione individuale e di genere. Art for Women Today dà forma alla narrazione visiva di una esperienza vissuta, della condizione intima che, consciamente o inconsciamente, prende il suo spazio in ogni donna, influenzata da eventi personali e sociali affrontati a contatto con il suo specifico circostante. Una fotografia sincera - e a volte impietosa - sul nostro tempo, che ogni artista svilupperà rispondendo alle sue istanze individuali e culturali. Dare vita, attraverso la personale cifra stilistica, a una serie di interventi artistici per descrivere la condizione della donna, dare una voce all’emotività, l’empatia e l’introspezione femminile dei nostri tempi: questa è la missione di ogni componente del gruppo. 

Le artiste che compongono il gruppo Art for Women Today sono Caterina Arciprete, Elena Belobragina, Isabelle De Boulloche, Linda Kunik, Gisela Quinteros, Virgina Maria Romero, Gaya Shantaram, Yemisi Wilson, Sylvie Wozniak.

Il progetto ha anche, sin dalla sua genesi, un fine sociale: sostenere le attività dell’Associazione Pianoterra ETS, nata a Napoli nel 2008 e attiva oggi anche a Roma e a Castel Volturno con l’obiettivo di stare accanto a famiglie che vivono in condizioni di estrema vulnerabilità, in cui sono presenti bambini e bambine molto piccoli. Pianoterra lavora in particolare con le madri per accompagnarle in un percorso di empowerment e garantire ai bambini pari opportunità di crescere sani e sereni, nonostante condizioni di partenza svantaggiate. 

Il sostegno di Art for Women Today all’Associazione Pianoterra è concreto e diretto: le stampe d’artista, raccolte in eleganti cofanetti in edizione limitata, saranno in vendita e il ricavato andrà interamente a Pianoterra. Le artiste del collettivo saranno inoltre coinvolte in percorsi laboratoriali con le donne e i bambini che frequentano gli spazi dell’associazione, per rendere concreto e continuativo un obiettivo: essere al fianco di tutte le donne, attraverso l’arte.

La mostra Art for Women Today, che nella Galleri Artsight di Stoccolma ha trovato una sua prima casa, nella sua tappa romana ha il patrocinio dell’Ambasciata di Svezia in Italia. 

Sabato 22 marzo, a chiusura dell’evento, sarà possibile partecipare al laboratorio creativo “Io sono onda”, a cura di Caterina Arciprete. Il laboratorio si svolgerà dalle 10.00 alle 12.30 nei locali dedicati alla mostra. È aperto a tutti e tutte con un contributo di 20 €. Il laboratorio si attiverà con un minimo di 6 iscritti. 


Per maggior informazioni sul progetto Art for Women Today
Instagram: @artforwomentoday
Caterina Arciprete: arcipretecaterina@gmail.com

Per maggior informazioni sull’Associazione Pianoterra ETS e per iscriversi al laboratorio “Io sono onda”

Giusy Muzzopappa: comunicazione@pianoterra.net | 3400716353


Art for Women Today~ Event
Opening_ 8 Marzo dalle 12 alle 18
Mostra_ 8-22 Marzo su appuntamento

Fondazione Beta - Via Giusti 24, Roma


martedì 4 marzo 2025

Shirin Neshat | BODY OF EVIDENCE


Il Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano presenta la prima ampia personale in Italia dell'artista iraniana Shirin Neshat (1957, Qazvin), vincitrice del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1999, del Leone d’Argento per la Miglior Regia al Film Festival di Venezia nel 2009 e del Praemium Imperiale a Tokyo nel 2017. La mostra ripercorre oltre trent’anni di carriera, attraverso quasi duecento opere fotografiche e una decina di video-installazioni, entrate a far parte delle maggiori collezioni museali al mondo, come quelle del Whitney Museum, del MoMA, del Guggenheim di New York e della Tate Modern.

Artista multidisciplinare, Neshat si è confrontata con la fotografia, il video, il cinema e il teatro, creando narrazioni altamente liriche, oltre a visioni politicamente cariche, che mettono in discussione questioni di potere, religione, razza e relazioni tra passato e presente, Oriente e Occidente, individuo e collettività.

La lente attraverso cui Neshat interpreta la Storia e la Contemporaneità non solo del suo Paese d'origine, l'Iran, ma del mondo intero, è lo sguardo delle donne: dagli esordi nei primi anni Novanta con la serie fotografica Women of Allah, i celebri corpi femminili istoriati con calligrafie poetiche, fino a The Fury, video-installazione che anticipa il movimento “Woman, Life, Freedom”. La ricerca di Shirin Neshat però travalica il tema di genere e, partendo dal dualismo uomo-donna, indaga le tensioni tra appartenenza ed esilio, salute e disagio mentale, sogno e realtà.

La mostra è promossa dal Comune di Milano - Cultura, prodotta dal PAC e Silvana Editoriale e realizzata grazie a Tod’s, con il supporto di Vulcano; partner tecnico Coop Lombardia; si ringrazia Reti S.p.A.

Shirin Neshat, Rebellious Silence, 1994
stampa ai sali d’argento e inchiostro
© Shirin Neshat
Courtesy l'artista e Gladstone Gallery

Shirin Neshat | BODY OF EVIDENCE
A cura di Diego Sileo e Beatrice Benedetti
28 Marzo 2025 - 8 Giugno 2025

PAC - Padiglione d'Arte Contemporanea
Via Palestro 14 - Milano

lunedì 3 marzo 2025

Arcaico. Moderno. Futuro: Giuseppe Spagnuolo

Giuseppe Spagnulo, Senza titolo, 1970 circa, acciaio, 18 x 79 Ø cm. Ph. Antonio Maniscalco. 
Courtesy Associazione Archivio Giuseppe Spagnulo

KROMYA Art Gallery rende omaggio a Giuseppe Spagnulo (Grottaglie, 1936 - Milano, 2016), uno dei più importanti scultori italiani della seconda metà del ‘900, capace di dare vita a opere potenti e dinamiche ispirate alla forza dei miti classici, reinterpretati attraverso un linguaggio contemporaneo.

L’esposizione Arcaico. Moderno. Futuro: Giuseppe Spagnulo, allestita dall’11 marzo al 20 giugno 2025 nella sede storica della Galleria a Lugano, sarà inaugurata martedì 11 marzo alle ore 18.30 alla presenza del curatore, Luca Massimo Barbero, e dei rappresentanti dell’Associazione Archivio Giuseppe Spagnulo, che ha collaborato alla realizzazione del progetto.

«Espressione di una ‘distanza zero’ tra pensiero e azione plastica. Dal pensare allo scolpire. L’opera di Giuseppe Spagnulo si plasma attraverso l’incontro tre la materia e il fuoco. Un vitale e complesso corpo a corpo con il metallo e l’argilla che consegna all’arte contemporanea questi materiali in origine inerti tutta la potenza di una esistenza antica quanto lo è il mito classico», scrive Luca Massimo Barbero.


La mostra si apre idealmente con una porzione del tavolo da lavoro dell’artista, generoso custode di un pensiero progettuale che nasce già come materia. Una superficie piana sulla quale si materializzano concretamente, attraverso la terracotta, le meditazioni scultoree di Spagnulo. Il percorso espositivo comprende, inoltre, una ventina di opere – Carte, Ferri e Terre cotte – realizzate dal 1964 al 2013; lavori partecipi del medesimo istinto plastico attraverso cui l’artista ha indagato il mondo. Le Carte, trattate attraverso la stesura di ossidi ferrosi, carbone e sabbie vulcaniche, non sono mai studi o bozzetti preparatori, bensì opere a sé stanti, a cui appartiene una vigorosa fisicità che le rende a tutti gli effetti un corpo plastico. Nelle sculture in ferro, in particolare dagli anni Settanta, la materia viene esibita senza sovrastrutture e appare carne. Materia erotica, come è stata definita dalla critica, solcata da un gesto potente e drammatico che ricorda i tagli di Lucio Fontana. L’argilla, conosciuta nel laboratorio di famiglia a Grottaglie e studiata a Faenza, interessa infine l’artista per la sua suscettibilità alle trasformazioni del fuoco, per il suo fendersi e lacerarsi, senza alcuna volontà di controllo totale.


«La mostra di Giuseppe Spagnulo – conclude Tecla Riva, direttrice di KROMYA Art Gallery Lugano – si colloca all’interno di un percorso che abbiamo costruito nel tempo, presentando artisti operanti sulla materia e sul gesto. Insieme al curatore Luca Massimo Barbero e ad Andrea Spagnulo, presidente dell’Associazione Archivio Giuseppe Spagnulo, abbiamo studiato un allestimento volto ad esaltare la monumentalità e l’intensità delle opere del Maestro, anche nella piccola dimensione, offrendo altresì la testimonianza di un’importante esperienza scultorea del secondo ‘900 italiano ed europeo, tra spiccata innovazione e rispetto della tradizione».


L’esposizione, realizzata con il sostengo di Helvetia, Kessel, Kommodities Partners Trading Investments, OLG Fine Art Logistic, Sense Immaterial Reality e SIGE Consulenza, è accompagnata da una monografia disponibile in Galleria con il saggio critico di Luca Massimo Barbero e la documentazione fotografica dele opere esposte. 


KROMYA Art Gallery Lugano rimarrà aperta al pubblico nei seguenti giorni e orari: da martedì a venerdì ore 13.00-18.00, sabato su appuntamento, chiusura pasquale dal 19 al 27 aprile compresi; in data 19 marzo, 1 e 29 maggio, 9 e 19 giugno visite su appuntamento. (T. +41 919 227000, tecla@kromyartgallery.com). Ingresso gratuito. Per informazioni: www.kromyartgallery.com.


SCHEDA TECNICA:
Arcaico. Moderno. Futuro: Giuseppe Spagnulo
A cura di Luca Massimo Barbero


KROMYA Art Gallery
Viale Franscini 11, Lugano
11 marzo – 20 giugno 2025
Inaugurazione: martedì 11 marzo, ore 18.30


Orari di apertura: da martedì a venerdì ore 13.00-18.00, sabato su appuntamento, chiusura pasquale dal 19 al 27 aprile compresi; in data 19 marzo, 1 e 29 maggio, 9 e 19 giugno visite su appuntamento.


Ingresso gratuito


Monografia disponibile in Galleria con saggio critico di Luca Massimo Barbero e documentazione fotografica delle opere esposte


PER INFORMAZIONI:
KROMYA Art Gallery 
Viale Franscini 11, Lugano
T. +41 919 227000


UFFICIO STAMPA:
CSArt – Comunicazione per l’Arte
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Giuseppe Spagnulo nasce a Grottaglie (TA) nel 1936. La sua formazione avviene nell’officina di famiglia e all’Istituto della Ceramica di Faenza, dove conosce Nanni Valentini. Trasferitosi a Milano per frequentare l’Accademia di Brera, egli inizia a gravitare attorno a figure quali Giò Pomodoro e Lucio Fontana. Seguono l’impegno politico e alcune grandi opere nate per lo spazio urbano, come quelle esposte alla Biennale di Venezia del 1972, che fanno immediatamente di Spagnulo un protagonista della scultura italiana e internazionale. Negli anni Ottanta continua l’attività espositiva, che lo vede sempre più presente anche all’estero. Nel 1982 costruisce il gigantesco tornio nel quale modella l’imponente Turris, più tardi forgiata in ferro. È del 1986, invece, la seconda partecipazione alla Biennale di Venezia. All’inizio degli anni Novanta gli viene affidata la cattedra di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Stoccarda in seguito al grande successo ottenuto dal suo lavoro presso gallerie e musei tedeschi. Seguono numerose mostre, tra le quali la personale E se venisse un colpo di vento? (2005) curata da Luca Massimo Barbero alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia, la collettiva Addio anni 70. Arte a Milano 1969-1980 (2012) curata da Francesco Bonami al Palazzo Reale di Milano e la mostra …Ma un’estensione. Gastini, Icaro, Mattiacci, Spagnulo(2015-16) curata da Bruno Corà a Ca’ Pesaro, Venezia. Nel 2016, anno della scomparsa dell’artista, viene allestita la mostra Materia Prima, la ceramica dell’arte contemporanea, a cura di Marco Tonelli, presso il Museo della Ceramica di Montelupo Fiorentino. La sua eredità è stata raccolta dall’Associazione Archivio Giuseppe Spagnulo, che si propone di promuovere e sviluppare iniziative e attività culturali dirette ad approfondire l’opera del Maestro.


Luca Massimo Barbero è studioso e critico d’arte, Direttore dell’Istituto di Storia dell'Arte della Fondazione Giorgio Cini, membro del comitato scientifico della Collezione Farnesina e Curatore Associato delle Collezioni di Arte Moderna e Contemporanea di Intesa Sanpaolo, già Curatore Associato della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia. Curatore presso istituzioni d’arte moderna e contemporanea nazionali e internazionali come il Moderna Museet di Stoccolma, il Kunsthaus di Zurigo, il Solomon R. Guggenheim Museum di New York e la Biennale di Venezia. Specializzato in arte italiana e americana del secondo dopoguerra, è autore di numerose pubblicazioni d’arte contemporanea.


KROMYA Art Gallery viene fondata nel 2018 a Lugano; nel 2020 viene aperta una seconda sede nel centro storico di Verona. La sede svizzera, diretta da Tecla Riva, è ubicata all’interno di un classico appartamento di inizio Novecento nel cuore di Lugano. La mission della Galleria è costruire ponti tra nazioni e generazioni, attraverso un programma dinamico rivolto ad un pubblico diversificato. L’attività espositiva della sede di Lugano è distinta nelle sezioni denominate “Camere” e “•YOUNG”: la prima dedicata ai maestri storicizzati, la seconda agli autori più giovani. KROMYA Art Gallery ha preso parte a varie fiere d’arte, tra le quali Miart, Arte Fiera Bologna, Roma Arte in Nuvola, ArtVerona. Collabora con GAL, Associazione Gallerie d’Arte Lugano. Per informazioni e approfondimenti: www.kromyartgallery.com


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