mercoledì 16 giugno 2021

Angelo Titonel - A mia figlia

Angelo Titonel, "Grandi labbra", 1995, olio su carta, cm 15,3 x 17,6

L'occasione della mostra è il ritrovamento di una cartella di opere che il pittore Angelo Titonel (1938-2018) donò, a metà degli anni Novanta, alla figlia allora ventenne.

"Solo oggi realizzo che questi lavori - creduti dispersi anni or sono durante un trasloco - insieme rappresentano un corpus, e il loro destino di allora si compie in una mostra che vuole nel titolo mantenere il rapporto con il passato, una dedica, una possibilità."

"A mia figlia" è una selezione inedita, intima, di 21 olii su carta, in piccolo e prezioso formato, condivisa per la prima volta al pubblico a distanza di trent'anni, "restituendo la fiducia di quel dono a mio padre. Non credo immaginasse all'epoca che avrei avuto una mia galleria d'arte contemporanea..." (Daina Maja Titonel)

Angelo Titonel nasce a Cornuda (TV) nel 1938. Lavora a Milano in qualità di graphic-designer e art director in agenzie internazionali di pubblicità. Lasciata questa attività per dedicarsi totalmente alla pittura, espone per la prima volta nel 1964 a Velbert (Essen) in Germania. Trasferitosi a Roma, negli Anni Settanta è tra i protagonisti del Realismo magico italiano. Nel 1973 espone al Museo Civico di Bologna; nel 1974 al Museo d'Arte Contemporanea di Skopije (Macedonia); nel 1994 al Parlamento Europeo di Strasburgo; nel 2001 al Complesso del Vittoriano a Roma; nel 2005 al Museo Olimpico di Losanna; nel 2010 al Palazzo Pubblico Antichi Magazzini del Sale a Siena. Numerose le mostre realizzate in Europa, specialmente in Germania, e negli Stati Uniti. Invitato a Biennali Internazionali (Venezia 2011) e Quadriennali in Italia e all'Estero (Grand Palais, Parigi 1990) riceve numerosi premi e riconoscimenti. Ha realizzato per conto del Palazzo del Quirinale i ritratti dei Presidenti della Repubblica e personaggi storici quali: Garibaldi, Mazzini, D'Azeglio e Cavour. Ha inoltre dipinto il quadro ufficiale del Papa Benedetto XVI per il Vaticano, collocato nel Patriarchio-Galleria dei Papi in San Giovanni in Laterano. Su richiesta della Direzione della Galleria degli Uffizi di Firenze, ha realizzato il proprio autoritratto per la Collezione degli Autoritratti degli Artisti della Galleria stessa. Nel 1992 si trasferisce a Imola, dove ha vissuto e lavorato fino al giorno della sua improvvisa scomparsa, il 7 ottobre 2018.

DATI RIEPILOGATIVI
Artista: Angelo Titonel
Titolo mostra: A mia figlia
A cura di: Daina Maja Titonel
Dove: Maja Arte Contemporanea, via di Monserrato 30, 00186 Roma
Quando: 15 giugno – 10 luglio 2021

Orari apertura: martedì - venerdì h. 15,30-19,30; sabato h. 11-13 / 15-19. Altri orari su appuntamento. Ingresso libero.
Tel: +39 06 68804621, +39 338 5005483
Info e Ufficio stampa: press@majartecontemporanea.com; +39 338 5005483

Silvia Papa - Sintomalia

Martedì 29 giugno dalle ore 16.00 la Shazar Gallery di Napoli presenta Sintomalia la personale di Silvia Papa. Il progetto che prende vita negli spazi di via P. Scura ha avuto un’anteprima alla MIAPHOTO fair nel 2019, ed è stato finalista al premio BNL per la fotografia. Presenti in mostra 15 dittici ed il video Sintomalia, con le musiche di Federico Marchesano, opere che appaiono rappresentative del lavoro dell’artista torinese e della sua visione quale trasposizione emozionale delle esperienze. L’accostamento è tra le suggestioni dei particolari, degli sguardi lanciati durante un lungo peregrinare ad angoli disparati, e l’emozione che si traduce in movimento corporeo, forma e sensazione si inseguono, vengono avvicinate, si scambiano e si raccontano in un dialogo aperto. Questo spazio emotivo rarefatto è come un enigma da decifrare; si manifesta come movimento e rivela relazioni tra strati di realtà che solo apparentemente non coincidono. Sintomalia esplora corrispondenze e richiami tra questi molteplici piani della realtà, tra il movimento esterno del corpo nello spazio e i movimenti interiori, tra il movimento nelle forme e la forma nel movimento, tra questo spazio sfuggente di ombre e latenze e quello solo in apparenza più evidente e concreto del visibile. Sintomalia riflette in pieno la filosofia e l’estetica di Silvia Papa: “La fotografia è innanzitutto per me la ricerca di una connessione intima tra il mondo interno ed esterno, tra il corpo e la percezione, tra i movimenti dello spirito e il movimento nella materia e nello spazio, e la celebrazione di speciali momenti di luminosa empatia e pura intuizione.”

Sintomalia sarà visitabile fino al 10 settembre dal lunedì al venerdì dalle ore 16.00 alle 20.00 o su appuntamento. La prenotazione è possibile su tutti i canali ufficiali della Shazar Gallery.

Silvia Papa Fotografa, viaggiatrice e ricercatrice di tradizioni culturali e visioni del mondo, Silvia Papa si specializza in Comunicazione dei Beni Culturali nel 2012 con un dottorato di ricerca al Politecnico di Torino (II Fac. Di Architettura) e una tesi sul concetto di tempo e spazio nelle arti visive fra oriente e occidente, presente tecnologico e antropologia. Dal 1998 espone in fiere e gallerie d'arte nazionali e internazionali, collaborando anche con artisti di altre discipline, realizzando video-body performances e laboratori di approccio emozionale all’immagine. Il suo lavoro è stato acquisito in alcune importanti collezioni private. Dal 1986 esplora diversi continenti e incontra culture diverse in lunghi viaggi. Il progetto Sintomalia, prodotto da Shazar Gallery, è stato selezionato tra i finalisti del Premio BNL alla MIA Photo Fair 2019 (Milano, Italia) il progetto Acqua (Chromo_Cosmos) ha vinto il concorso Earthink Festival nel 2017 e il prototipo del libro fotografco “Ma Lì? Visioni dal Mali e dal Burkina Faso”, appena pubblicato per Prospero Ed. (Italia), è stato selezionato per la sezione Photo Book dell’Athens Photo Festival 2019 e per la collezione permanente dell’ Hellenic Center for Photography (Atene - Grecia).



Silvia Papa
Sintomalia
Opening: martedì 29 giugno dalle ore 16,00
Dal 29 giugno al 10 settembre 2021

Press officer: Graziella Melania Geraci 
Shazar Gallery
Via Pasquale Scura 8
80134 Napoli Tel. 081 1812 6773  www.shazargallery.com – info@shazargallery.com

martedì 15 giugno 2021

Franco Fortunato

 


Franco Fortunato

Tel/fax. 06 87130932

Port. 339 2956976

Istagram studiofrancofortunato

FB franco fortunato

Skype capitanofranz

Studio in Via Radicofani 29

00138 Roma

 

www.francofortunato.com

franco-fortunato.blogspot.it

 

BIOGRAFIA

Nato a Roma nel 1946, Franco Fortunato si forma artisticamente da autodidatta, seguendo un percorso di studio di orientamento scientifici.
La formazione artistica prende corpo con lo studio della pittura italiana del Tre-Quattrocento, come dei Fiamminghi, ma anche di certi Americani del primo Novecento, anche di provenienza europea, per la linearità e la purezza figurativa e del disegno, la sintesi ed il rigore geometrico in un contesto di fantastica surrealtà e di metafisica. Franco Bio
Dopo le prime esperienze giovanili, negli anni Settanta inizia ad esporre con il “Gruppo Figurale il Babuino”, partecipando tra l’altro alla grande mostra dedicata a Pier Paolo Pasolini nel 1976 da lui stesso ideata, gruppo dal quale si è poi distaccato alla ricerca di un proprio linguaggio e di una completa autonomia di azione. È in questo momento che nasce il suo particolare metodo di lavorare per “cicli”: dalle Storie del parco ai Barboni che dipinge tra il 1980 e il 1985, ai Racconti per l’Europa del 1992, dedicato alla nascente Unione Europea e ai dodici Paesi che la fondavano. Nel 1994 affronta il tema di Pinocchio, primo ciclo ispirato ad un romanzo, che riprenderà poi nel 2004. Non è però un caso se scene tratte dal Pinocchio appaiono già nel ciclo dei Racconti per l’Europa, là dove vuole rappresentare l’Italia, uno dei dodici Paesi fondatori. Per l’artista, infatti, il capolavoro di Collodi è un grande affresco del nostro paese, con le sue povertà e miserie, la corruzione ed il Pinocchio quindi non è una favola ma un documento ed uno spaccato della nostra società, non ancora del tutto superato.
Prosegue, sempre negli anni Novanta, con l’Inventario e le Città invisibili, ciclo quest’ultimo dedicato ad una lettura di Italo Calvino, e poi con i Ritrovamenti e le Città ritrovate.
Sottesa temporalmente e tematicamente rimane sempre la figura del Vagabondo, una figura poetica che attraversa quasi ininterrottamente tutto il percorso artistico di Fortunato. Un personaggio che compare nel 1980 e vive la propria esistenza vestendo varie sembianze e vivendo le problematiche più diverse.
Nel 2000 torna sui temi letterari affrontando il ciclo dedicato al Piccolo Principe, il capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry, mentre nel 2003 sono ancora le architetture ad attrarlo con il ciclo Architetture fantastiche. Nel 2005 realizza l’importante ciclo su Moby Dick presentato in un lungo percorso di mostre, a partire dalla Rocca Aldobrandesca di Piancastagnaio, passando poi per varie città e sedi. Successivamente realizza le Storie di Mari.
Tutti cicli accompagnati da altrettante mostre in Italia ed all’Estero: Svizzera, Francia, Belgio, Spagna, Argentina, Olanda, Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania, Canada.
Ha realizzato varie pitture murali su edifici pubblici e privati. Fra queste va ricordato il ciclo Via Matris Gloriosae nella chiesa di Santa Maria Maggiore di Caramanico Terme.
Il suo lavoro si sviluppa anche nel campo della grafica, della scultura e della ceramica.
Premio Santa Caterina d’Oro per l’Arte Contemporanea, edizione 2010.
Realizza il Drappellone del Palio di Siena dell’Agosto 2010, oltre a vari altri.
Nel 2012 realizza in Carpineto Romano il monumento dedicato all’anniversario dell’Unità d’Italia, scultura in travertino bianco integrata con mosaici.
La seconda metà del 2012 sarà dedicata alla realizzazione delle scene per Il Corsaro di Giuseppe Verdi, messo in scena al Teatro Verdi di Trieste nel Gennaio 2013, anno del bicentenario verdiano, sotto la guida del Maestro Gianluigi Gelmetti.
Il 2013 è l’anno de Il Flauto Magico.
Nel 2014 è fra i protagonisti dello spettacolo “I Papi della Gente”, concepito e messo in scena all’Auditorium della Conciliazione per la beatificazione dei due Papi.
Nell’occasione della mostra personale Piccoli segreti, alla fine del 2014 a Roma, presenta tra l’altro un lavoro dedicato alla vicenda del naufragio della nave veneziana Querina avvenuto nel 1430/31, al quale dedicherà un nuovo ciclo: La Storia della Querina. 
Nel 2015 propone la prima esposizione personale di ceramiche a Roma, Smalti.
Nel 2016 inizia il ciclo sulla storia della cocca Querina (La Storia della Querina) con una grande mostra di dipinti, ceramiche, tecniche miste ed un cortometraggio sperimentale al Palazzo della Cancelleria a Roma, che successivamente sarà presentato a Bergen in Norvegia nell’ambito delle Giornate Anseatiche, per poi proseguire un suo tour, a partire da Venezia, dove nel 2017 è ospitato nelle sale del Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto. Nel 2018 sarà la volta della Mole Vanvitelliana di Ancona, con una nuova serie di opere. L’esposizione ed il film, nel 2019 sono ospitati nei Magazzini del Sale di Palazzo Pubblico di Siena, città molto amata e frequentata dall’artista.

 

BIO (English)

Born in 1946 in Rome, Franco Fortunato is formed artistically self-taught, following a study of scientific orientation.
His artistic training took shape with the study of Italian painting of the fourteenth and fifteenth centuries, such as Flemish, but also some American of the early twentieth century, and even from Europe, for linearity and  figurative purity and design, synthesis and rigor in a context of geometric fantastic surreal and metaphysical.
After his first experiences as a youth, in the seventies he began to exhibit with the “Gruppo Figurale il Babuino”, participating in the great exhibition dedicated to Pier Paolo Pasolini in 1976 designed by himself, group from which he is then detached in search of his own language and a complete autonomy of action.
It is at this moment that he created his particular method of working in “cycles”: Storie del parco (Park’s Stories) to the Barboni (Homeless) that he painted between 1980 and 1985, the Racconti per l’Europa (Stories for Europe) in 1992, dedicated to the nascent European Union and the twelve founding countries. In 1994, he addressed the issue of Pinocchio, first cycle based on the novel, which continued in 2004. It is no coincidence that scenes from Pinocchio already appear in the cycle of Racconti per l’Europa, in which they represent Italy, one of the twelve founding members. For the artist, in fact Collodi’s masterpiece is a large fresco of this country, with its poverty and misery, corruption; and Pinocchio so it is not a fairy tale but a document and a cross-section of its society, not yet fully exceeded.
He continued, in the Nineties, with Inventario (Inventory) and Città invisibili (Invisible Cities), cycle dedicated to a reading of Italo Calvino; then with Ritrovamenti (Discoveries) and Città ritrovate (Rediscovered Cities).
Underlying temporally and thematically is always the figure of the Vagabondo (Wanderer), a poetic figure that crosses almost continuously throughout the artistic career of Fortunato. A character who appears in 1980 and live his own existence dressing various guises and experiencing many different issues.
In 2000 he returned to literary themes addressing the cycle dedicated to Il Piccolo Principe (the Little Prince), the masterpiece of Antoine de Saint-Exupéry, while in 2003 are still the architectures that had attracted him with the cycle Architetture fantastiche (Imaginary Architecture).
In 2005 he produced the important cycle of Moby Dick presented in a long tour of exhibitions, from Rocca Aldobrandesca of Piancastagnaio, to various cities and locations. Then he implemented Storie di Mari (Seas’ Stories).
Every cycles accompanied by as many exhibitions in Italy and abroad: Switzerland, France, Belgium, Spain, Argentina, Holland, Great Britain, USA, Germany, Canada.
He has made several murals on public and private buildings. Among these should be mentioned theVia Matris Gloriosae, in the church of Santa Maria Maggiore in Caramanico Terme.
His work is also being developed in the field of graphic design, sculpture and ceramics.
Santa Caterina d’Oro Prize for Contemporary Art, 2010 edition.
He realized the Drappellone of the Palio di Siena of August 2010, in addition to various others .
The second half of 2012 was dedicated to the realization of the scenes for Il Corsaro by Giuseppe Verdi, staged at the Teatro Verdi in Trieste in January 2013, the year of the bicentennial of Verdi, under the guidance of Maestro Gianluigi Gelmetti.
2013 was the year of The Magic Flute of W.A.Mozart.
In 2014 was among the protagonists of the show The Popes of the People, conceived and staged at the Auditorium della Conciliazione in Rome, for the beatification of the two Popes.
At the end of 2014 , during the exhibition Piccoli segreti (Little Secrets) in Rome, he presented his first works inspired by the story of the sinking of the Venetian ship Querina that occurred in 1430/31 , starting then a new cycle: La storia della Querina (the Querina Story).
In 2015 he showed his first exhibition of ceramics in Rome, Smalti (Glazed).
In 2016 he began the series on the history of Cocca Querina with the exhibition (La Storia della Querina) of paintigns, ceramics, drawings and an experimental short movie at the Palazzo della Cancelleria in Rome, works that has been presented in Bergen (Norway) during the Hanseatic Days, then continue his tour, first in Venise in 2017 in the Consiglio Regionale del Veneto’ halls. In 2018 will be the turn of the Mole Vanvitelliana in Ancona, with a new series of artworks. in 2019 short movie and exhibition have been hosted at Palazzo Pubblico’ Magazzini del Sale in Siena, a very known and beloved city by the artist.

franco-fortunato.blogspot.it


Bonelli

 

FRAGILE


La mostra collettiva Fragile indaga uno stato d’animo individuale e collettivo, una condizione sospesa e apparentemente indefinibile, mobile e mutevole. Le opere degli otto artisti (Thomas Braida, Anna Capolupo, Emanuela Barilozzi Caruso, Laura Cionci, Serena Fineschi, Oscar Giaconia, Marta Roberti e Serena Semeraro) diversi per età, formazione, background e linguaggio, si inscrivono in questa condizione.

Nell’ultimo anno, abbiamo imparato sempre più e sempre meglio come al “consumo” artistico e culturale si possa e si debba sostituire l’esperienza. In questo senso, l’arte è in grado di costruire una nuova dimensione intima, interiore, quasi domestica, quindi di stabilire un rapporto diretto e profondo con un essere umano che si avvia a non essere più “spettatore”, così come con una comunità che non è più soltanto “pubblico”.
È qualcosa che ha strettamente a che fare con la distanza tra verità e finzione, tra avvenimento e rappresentazione: la fiction sembra cioè fare difetto, in un’occasione come quella che stiamo vivendo; e comincia a insinuarsi il sospetto che si sia creata una frattura non temporanea, ma destinata forse ad allargarsi e ad approfondirsi, legata al rapporto delle opere d’arte con il contesto da cui provengono e con quello in cui vengono inserite normalmente, e ai diversi modi in cui le opere stesse vengono recepite e fruite. Si tratta dunque di (ri)abbracciare il vuoto, il momento - ricercando forme inedite di sincerità, di precarietà e di spontaneità. L’elemento al centro di questi lavori è la relazione, intesa come incontro e dialogo autentico. La fragilità individua così (anche) una situazione di totale apertura e disponibilità nei confronti del non ordinato, del non conosciuto, dell’imprevisto. Cioè, fondamentalmente, dell’altro. Questo progetto espositivo rende conto di una situazione del genere, e prova ad articolarla criticamente attraverso i lavori e gli interventi delle autrici e degli autori coinvolti.


FRAGILE
a cura di Christian Caliandro
Opening martedì 15 giugno
ore 14-20

Fino al 23 luglio

MONITOR
via Sforza Cesarini 43 A, 44 Rome,  00186 Italy

lunedì 14 giugno 2021

KIMERE di Vania Elettra Tam

Per aprire la stagione degli eventi 2021 la galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni propone Kimere, la mostra di una delle artiste che meglio rappresentano le scelte culturali della galleria stessa: Vania Elettra Tam.

“Sono tanti anni che contribuisco alla diffusione del suo lavoro e ne sono orgogliosa, specie quando sono testimone di tante evoluzioni, sia personali che pittoriche. Gli ultimi lavori di Vania, infatti, parlano di una nuova consapevolezza interiore, una Verità che esplode nelle forme e nei colori delle sue opere, una maturità della donna prima ancora che dell’artista. Questo periodo di lunghe chiusure ha prodotto tanti disastri ma anche tanti gioielli: il cambiamento vero, lì dove possibile, delle nostre menti e delle nostre coscienze verso un futuro migliore, possibile e sostenibile, se solo recuperassimo la nostra consapevolezza sociale… dovremmo imparare dagli animali, e riprendere il nostro posto di uomini integrati nel ciclo della Natura, al fine di collaborare al bene della collettività.  È un concetto che Vania esprime in pieno con tutta la sua cifra pittorica e personale, pur senza perdere, anche se espresso in modo più delicato ed elegante, il suo puro umorismo”.

Maria Gabriella Damiani

 

Carlo Micheli presenta quest’ultimo ciclo pittorico di Vania Elettra Tam:

Vi sono animali che vivono in società organizzate, dove ogni individuo ha un ruolo prestabilito e lavora per il bene comune: le termiti, le formiche, le api... no, inutile cercare l'uomo nell'elenco, l'uomo non sa ragionare in termini di sacrificio personale, bene comune, crescita collettiva... Tanto meno lo sanno fare i politicanti di mestiere. Vania Elettra Tam ha un dono raro: sa vedere oltre la barriera dei comunicati ufficiali, sa cogliere la realtà del momento, spesso volutamente offuscata e, ancor più, sa intuire ciò che sarà, attraverso l'infallibile sfera di cristallo della sua arte. Così, fluttuando tra lo stato onirico, la razionalità e la creatività, Vania ha immaginato una società matriarcale, sull’esempio del sistema organizzativo proposto dagli insetti sociali, (contrapposti alla dannosità degli inutili parassiti) e in sostituzione del fallimentare modello maschile. Nel ciclo "Kimere", donne-regine dirigono società ispirate a formiche, termiti, api, a delineare mondi perfetti, vere e proprie utopie sostenibili. Sintesi profonde, espresse con chiarezza e ironia, come nel caso del castoro, costruttore e riutilizzatore, capace di "fare diga" contro le difficoltà. L' autoritaria figura femminile (coi capelli raccolti a coda di castoro) incarna l'alternativa per una ricostruzione sostenibile, espressa dall'accostamento tra gli igloo di Merz e le tane dei Castori, in una sorta di ribaltamento logico, a suggerire come la realtà debba rifarsi all'arte e non viceversa. Il messaggio si fa più sorridente e giocoso allorché la “cacciatrice di utopie” si trova al cospetto degli uccelli tessitori, mimetizzata con un copricapo a forma di nido, in perfetta armonia con la natura e nel rispetto delle diversità. Un richiamo alla responsabilità di ognuno, alla necessità di ricostruire al meglio, di ripartire nella consapevolezza che "l'arte lo dice prima, l'arte lo dice meglio..." 

Carlo Micheli

 




KIMERE
Vania Elettra Tam

Dal 26 giugno al 10 luglio 2021
inaugurazione sabato 26 giugno 2021 

Orario visita
tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 21


GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA
Piazzetta Cattedrale (centro storico)
72017 Ostuni (Br)

Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506
info@orizzontiarte.it
www.orizzontiarte.it
F: Orizzontiartecontemporanea


Communication Manager
Amalia Di Lanno
www.amaliadilanno.com
info@amaliadilanno.com

 

MASSIMO VITALI - Leporello 2020. No Country for Old Men


Uno dei massimi fotografi italiani, Massimo Vitali con Leporello 2020. No Country for old men a cura di Gianluca Marziani, ha inaugurato la nuova stagione di Visionarea Art Space, progetto che, per il quinto anno consecutivo, vede il prezioso sostegno della Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele. 

Una ripartenza d’eccellenza con un’esclusiva mostra personale del fotografo d’arte di fama internazionale: sette fotografie di grande formato, stampate in occasione della riapertura dello spazio, facenti parte del progetto Leporello 2020. No Country for old men, realizzato in collaborazione con la Galleria Mazzoleni di Londra che ha prodotto le opere assieme a Visionarea. Una selezione eccezionale di 16 foto, scattate dal grande artista della fotografia negli ultimi 12 mesi, testimoniando il paese chiuso che torna a riversarsi nelle spiagge, per poi tornare a richiudersi. Sedici foto che diventano opera d'arte con le sembianze di oggetto d'arte, una pubblicazione a fisarmonica, un leporello insomma.

Massimo Vitali non è mai stato attratto dal vuoto e le città deserte gli interessano poco. Ma in seguito alla chiusura primaverile, non appena è stato possibile lasciare la casa italiana per viaggiare, la gente è tornata sulle spiagge. E Vitali era lì, pronto a catturare gli italiani durante i loro momenti di relax e svago, quasi a chiedersi se in qualche modo fossero cambiati lungo l’esperienza pandemica. Dopo il primo mese di libertà, in cui una certa distanza era evidente e il tempo sembrava sospeso, i fine settimana estivi di luglio e agosto non si sono presentati molto diversi da quelli degli anni precedenti. 

Gli elementi tecnici sono quelli che da sempre definiscono la personalità figurativa di Vitali. Grandi panoramiche orizzontali a campo aperto, uso magistrale del colore naturalistico, sensibilità tonale per le variazioni infinitesimali di luce, formati di estensione panoramica, stampe e materiali dal perfezionismo matematico. Un codice visivo che diventa sguardo ascetico sul mondo, un vero apparato sensoriale dello sguardo panoramico

I temi di Vitali toccano l’umanità sociale, cogliendo gli istanti nei luoghi del raduno spontaneo, del divertimento, dello sport, della condivisione collettiva. Spiagge, discoteche, grandi concerti, piste da sci, città d’arte… spazi dell’aggregazione e luoghi dello scambio che raccontano la civiltà contemporanea, il mondo mutante, il sottile confine tra divertimento e invisibile follia.

“La serie dei panorami di spiagge italiane è iniziata alla luce dei drastici cambiamenti politici in Italia” spiega la storica dell’Arte dell’Università di Berkley Whitney Davis. “Massimo iniziò a osservare con molta attenzione i suoi connazionali. Ha rappresentato una visione igienizzata e compiacente della normalità italiana, rivelando allo stesso tempo le condizioni interne e i disturbi della normalità: la sua falsità cosmetica, le allusioni sessuali, lo svago mercificato, il senso di benessere illusorio e il conformismo rigido”.

“L’artista si mette a debita distanza” spiega il curatore Gianluca Marziani, “osserva il quotidiano coi suoi ritmi naturali, quindi scatta fotografie panoramiche a campo lungo, quasi a racchiudere il maggior numero di elementi in una medesima immagine. Agisce come un regista da western epico, osservando la forza naturale del paesaggio, l’impatto di cieli che sembrano in movimento, il punto di fuga verso orizzonti lontani. Le sue spiagge fermano la vita nelle ore più calde, le discoteche si mostrano durante l’apice notturno, le piste da sci compaiono piene di sportivi, le città d’arte piene di turisti accaldati, i parchi pubblici pieni di gente divertita. Un racconto dentro la vita tramite opere di grande formato, talvolta strutturate per dittici o trittici, in modo da evocare le sensazioni avvolgenti di uno schermo sulla realtà. La fotografia diventa un ideale cinemascope che ingrandisce la scala e gioca col vedutismo pittorico… In un’epoca dominata dal distanziamento sociale, il messaggio di Massimo Vitali ci riporta alle energie liberatorie dell’umanità, alla nostra attitudine verso lo scambio, ad una promessa di futuro che sia una riconquista di noi stessi attraverso l’esperienza condivisa”.

Afferma il Prof. Emmanuele Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale: “Sono davvero molto lieto di presentare, per il quinto anno consecutivo, il progetto Visionarea Art Space, che in questo 2021 viene realizzato in concomitanza con la ripartenza dell’Italia dopo l’arresto forzato dovuto al Covid. La rassegna, quest’anno, porta peraltro con sé un’importante novità, da me fortemente voluta: si articolerà in uno spazio dell’Auditorium Conciliazione completamente nuovo, dedicato ai progetti espositivi, di respiro museale, che affaccia con grandi vetrate su Piazza Pia, creando un ideale dialogo tra la modernità delle opere in mostra – che saranno distribuite in due ampie sale attigue, a loro volta collegate al foyer – e la secolare bellezza del paesaggio romano, rappresentata dall’iconica mole di Castel Sant’Angelo”. 

Massimo Vitali è nato a Como nel 1944, vive e lavora a Lucca. Si è trasferito a Londra dopo il liceo, dove ha studiato fotografia al London College of Printing. All'inizio degli anni Sessanta inizia a lavorare come fotoreporter, collaborando con molte riviste e agenzie in Italia e in Europa. In questo periodo conosce Simon Guttmann, il fondatore dell'agenzia Report, che sarà una figura fondamentale per scoprire la sua attitudine al profilo artistico della fotografia. All'inizio degli anni Ottanta inizia a lavorare come direttore della fotografia per la televisione e il cinema. Tuttavia, il suo rapporto privilegiato con la macchina fotografica lo riporta verso la ricerca artistica. Da quel momento la carriera di Vitali è costellata da innumerevoli successi, esponendo nei grandi musei italiani e internazionali. 

Insieme all’inaugurazione della nuova stagione di Visionarea ArtSpace, Auditorium della Conciliazione presenta una nuova veste, concepita e realizzata durante l’emergenza per rispondere alle nuove istanze della città. Dopo mesi d’attesa a causa della pandemia, riapre lo spazio con una veste completamente rinnovata, ampliata nei volumi espositivi, dotata di tecnologie di ultima generazione, di una caffetteria al suo interno e di un nuovo ingresso autonomo in Piazza Pia a Roma.







MASSIMO VITALI  - Leporello 2020. No Country for Old Men
a cura Gianluca Marziani
fino al 10 Settembre 2021

Visionarea Art Space
Piazza Pia 1 - Roma

ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria

info@visionarea.org
www.visionarea.org


giovedì 10 giugno 2021

/pos·tàc·cio/ #1 Gianmaria Marcaccini


Spazio Y inaugura /pos•tàc•cio/, format espositivo realizzato in collaborazione con OFF1C1NA, studio condiviso e spazio di ricerca artistica nel quartiere Quadraro.

Il format fa parte del progetto OFF1C1NA EXTENDED e prevede l’utilizzo dello spazio esterno allo studio per realizzare installazioni site-specific, trasformandolo in una piattaforma generativa, dove stratificare tracce e segni di un fare temporaneo.

/pos•tàc•cio/, a cura di Spazio Y, muove dall’idea di trascendere la neutralità del white cube, sperimentando le possibili intersezioni tra l’intervento artistico e il rumore visivo proprio dello spazio, testando idee e progetti in fase di lavorazione, accogliendo l’interferenza, trasformando e risignificando, con un’azione progressiva di accumulo, aggiunta e spostamento, la configurazione formale e semantica del luogo.

Il primo artista invitato è Gianmaria Marcaccini la cui ricerca, vicina a un'attitudine postmediale, spazia con disinvoltura dall’installazione, alla pittura, ai new media.

Il suo lavoro, indirizzato ad un’analisi critica delle forme del reale e ad un dialogo serrato tra spazio e costruzione dell’opera, indaga le strutture, apparenti e contenutistiche, degli oggetti del quotidiano, scardinandone la logica di funzionamento e mettendo in discussione il concetto di stabilità e certezza.

Per /pos•tàc•cio/, l’artista costruisce una sorta di percorso iniziatico dai toni onirici, invitandoci a compiere un rituale collettivo di attraversamento.

Muovendo da un’analisi spaziale del luogo, Marcaccini presenta un’installazione site-specific che combina elementi “freddi”, prelevati dall’ambito tecnologico e della produzione industriale, con frammenti “caldi”, dal sapore arcaico e rituale, creando così un cortocircuito visuale e interpretativo.

*L’accesso alla mostra, visitabile dal 17 al 27 giugno, sarà contingentato in osservanza delle misure adottate dal Governo Italiano in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19, si consiglia pertanto la prenotazione scrivendo a:


Gianmaria Marcaccini
Artista, designer e co-fondatore di Post Ex (artist run space a Roma) si è formato al D.A.M.S. e all’A.B.A. di Bologna, all’A.B.A. di Brera a Milano, al Barnett College a Londra, alla Fondazione A. Ratti per l’Arte Contemporanea a Como e allo IED di Roma. È stato alunno di Alberto Garutti e Joseph Kosuth ed ha studiato arte contemporanea con critici, storici dell’arte, curatori e semiologi quali Renato Barilli, Giacinto Di Pietrantonio, Angela Vettese e Omar Calabrese.
Ha partecipato a progetti curati o supervisionati, fra gli altri, da:
The Independent del MAXXI a Roma; Francesco Tedeschi per Intesa Sanpaolo a Milano; Floriano De Santi alla Mole Vanvitelliana di Ancona; Guido Molinari per il Trevi Flash Art Museum; Laura Cherubini per Fuori Uso a Pescara; Giacinto Di Pietrantonio e Alberto Garutti per Viafarini a Milano. I suoi lavori sono oggi parte di collezioni italiane e straniere.

Spazio Y
Spazio Y è una realtà indipendente fondata nel 2014 con lo scopo di sviluppare mostre e ricerche in ambito contemporaneo, favorendo la sperimentazione e sostenendo lo scambio tra artisti, curatori e pubblico.
Collettivo organizzativo /pos•tàc•cio/: Paolo Assenza, Ilaria Goglia, Germano Serafini.


OFF1C1NA EXTENDED
Collettivo organizzativo: Paolo Assenza, Raniero Berardinelli, Fabrizio Cicero, Toni Franz, Ila Hoch (Ilaria Goglia), Katia Pugach.

/pos·tàc·cio/  #1 Gianmaria Marcaccini
a cura di Spazio Y
testo critico di Ilaria Goglia

Opening 17 e 18 giugno 2021, dalle 18:00 alle 23:00, visitabile fino al 27 giugno, prenotazioni: info@spazioy.com
OFF1C1NA 11, via dei Juvenci 11, Roma