lunedì 7 ottobre 2019

Simone Geraci - Oreadi



Reduce da una serie di importanti esperienze in Europa, tra mostre in spazi pubblici e privati e partecipazioni a eventi fieristici che l’hanno portato a esporre le sue opere a Parigi, Vienna e Madrid, e in contemporanea con la sua prima esposizione collettiva a New York, il giovane pittore siciliano Simone Geraci (Palermo, 1985, vive e lavora a Palermo), rinnova il felice sodalizio con lo spazio espositivo torinese Burning Giraffe Art Gallery. 

La nuova personale è composta da una collezione di diciassette opere d’arte inedite realizzate appositamente per l’occasione, intitolata Oreadi, in onore alle Ninfe dei Monti della mitologia greca, bellissime e giovanissime vergini devote alla dea Diana, amanti della caccia, della natura e, come le fanciulle protagoniste dei dipinti in mostra, della solitudine.

La cifra stilistica che contraddistingue maggiormente l’arte di Geraci è l’utilizzo della monocromia, che dona un ammaliante carattere enigmatico e fortemente attuale a uno stile classico connotato da un grande talento nella resa pittorica della figura femminile e dei delicati e coinvolgenti ritratti delle sue misteriose muse. Se nella precedente personale, tenutasi tre anni fa da Burning Giraffe Art Gallery, il protagonista era il colore rosso, ora la palette dell’artista vira verso l’utilizzo esclusivo di un blu onirico, che avvolge i corpi e i volti accentuandone lo stato di sospensione e donando una profondità esistenziale al vuoto che li circonda.

Riallacciandosi a una ricca tradizione di ex-voto su ardesia custoditi in numerose chiese palermitane, Geraci sceglie di utilizzare lo stesso supporto per i suoi dipinti di dimensioni più ridotte, traducendolo in parte essenziale delle opere stesse, sia a livello cromatico, mantenendo sezioni della superficie della pietra inalterate dall’intervento pittorico, sfruttandone così l’affascinante grigio naturale accostato alle diverse tonalità di blu delle figure e dei loro sfondi neutri; che a livello di texture, giocando sul forte contrasto tra l’estrema opacità dell’ardesia e la luminosità della pittura a olio.


Simone Geraci consegue la Laurea triennale in Pittura e il Diploma specialistico indirizzo Grafica d’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo. Pittore, incisore ed illustratore, collabora attivamente con gallerie nazionali e internazionali esponendo in Italia e all’estero in occasione di mostre personali, collettive e fiere d’arte. Tra le più recenti, ricordiamo: Alone Together, George Billis Gallery, New York (settembre 2019); Echos, a cura di Cristina Costanzo, Quam Scicli (2019); Women in Red, Salamon Fine Art, Milano (2018); Faire Apparaitre, Teodora Galerie, Parigi (2018); Komm Mit Nach Palermo, a cura di Synne Gezmer, Istituto Italiano di Cultura, Vienna (2018); Dialogica 14, a cura di Francesco Piazza, Museo Regionale di Palazzo Bellomo, Siracusa (2017); ROT, Burning Giraffe Art Gallery, Torino (2016). Con Burning Giraffe Art Gallery ha preso parte alle seguenti fiere: JustMad Art Fair, Madrid (2019); The Others Art Fair, Torino (2017); YIA Art Fair, Parigi (2017); SetUp Contemporary Art Fair, Bologna (2016). Dal 2015 è direttore artistico della casa editrice “il Palindromo”.

Simone Geraci. Oreadi
Periodo mostra: 19 settembre – 9 novembre 2019
Orario di apertura: martedì – sabato, 14:30 – 19:30 (mattina su appuntamento)

Burning Giraffe Art Gallery
Via Eusebio Bava 8A, 10124 Torino
t. +39 011 583 2745; m. +39 347 7975704

giovedì 3 ottobre 2019

MakerArt. Maker Faire Rome – The European Edition 2019

Cod.Act, πTon, 2017, courtesy l'artista

Arriva MakerArt l’inedito progetto dedicato alla relazione tra arte contemporanea e nuove tecnologie di Maker Faire Rome – The European Edition 2019, manifestazione promossa e organizzata della Camera di Commercio di Roma, attraverso la sua Azienda Speciale Innova Camera che si svolgerà presso la Nuova Fiera di Roma dal 18 al 20 ottobre 2019. Maker Faire Rome,alla sua settima edizione,è il più importante appuntamento in Europa dedicato all’innovazione tecnologicaalla portata di tutti. Per la prima volta si apre all’arte contemporanea attraverso la creazione di percorsi sinergici e integrati tra maker e artisti internazionali selezionati dal curatore della sezione Valentino Catricalà.

MakerArt, immaginata comeuna sortadi vera e propria lente sul contemporaneo all’interno della fiera, propone lo snodarsi di una successione d’installazioni interattive lungo il percorso della manifestazione, in modo da coinvolgere il pubblico e rappresentare i tanti e diversi modi di interpretare la cultura dell’innovazione tecnologica. Oltre a grandi installazioni d’intelligenza artificiale, robotica, sound art, videoarte, la sezione prevede dei “pop up art”, ovvero degli happening in grado di “spiazzare” continuamente lo spettatore nel suo percorso. Inoltre, per la prima volta in Italia, una novità assoluta nel panorama nazionale e peculiare a questo spaccato fieristico, gli artisti avranno la possibilità di collaborare con le aziende del settore tecnologico creando un vero connubio tra arte, scienza e innovazione tecnologica.

Le opere, basate sia su proposte di concetti utopici sia su progetti realizzabili collegati a temi universali quali la vita umana, la salvaguardia dell’ambiente, le relazioni sociali, si propongono di stimolare attraverso la creazione artistica interrogativi e riflessioni che riguardano ognuno di noi e il mondo che ci circonda.

Trentuno presenze con provenienze rappresentative di tutto il mondo: Belgio, Canada, Italia, Russia e USA compongono la rosa degli artisti rispondente a profili internazionali di altissimo livello. Durante la MakerArt saranno, infatti, visibili le installazioni di Pier Alfeo, Mattia Casalegno, Cod.Act, Joseph De Lappe, Joaquin Fargas, Anna Frants, Richard Garet, Alessandro Giannì, Elena Gubanova e Ivan Govorkov, Giang Hoang Nguyen (a cura di Re:Humanism), Sergey Komarov e Alexey Grachev, Via Lewandowsky e Carlo Caloro, LU.PA., Matteo Nasini, Simone Pappalardo e José Angelino, Chiara Passa, Donato Piccolo, Maria Grazia Pontorno, Martin Romeo, Aura Satz, Federico Solmi, Lino Strangis, Mat Toan, Patrick Tresset, Bill Vorn.


VALENTINO CATRICALA’ Curatore MakerArt è inoltre principal investigator per la Serpentine Gallery di Londra e curator per il Sony Lab di Parigi Collabora, inoltre, con il CyLand Media Lab di San Pietroburgo, la Manchester Metropolitan University ed è membro dell'Hyphen Hub Community di New York. Prima della nomina della Sezione Arte della Maker Faire – The European Edition è stato fondatore e direttore artistico del Media Art Festival di Roma (Museo MAXXI) e coordinatore dei programmi Arte della Fondazione Mondo Digitale. Valentino Catricalà è, inoltre, curatore del Kunstraum Goethe (Art Space) per il Goethe Institut di Roma. È autore dei libri Media Art. Prospettive delle arti verso il XXI secolo. Storie, teorie, preservazione(Mimesis, 2016) e The Artist Inventor(Rowman & Littlefield, Londra 2019). Ha curato mostre in importanti musei e istituzioni internazionali fra i quali: Minnesota Street Project (San Francisco), Ermitage (San Pietroburgo), Palazzo delle Esposizioni (Roma), MAXXI (Roma), Museo Riso (Palermo), Media Center (New York), Stelline (Milano), Istituto Italiano di Cultura Nuova Dheli (India), Manchester Metropolitan University (UK), Centrale Idrodinamica (Trieste).

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SCHEDA TECNICA
Titolo: MakerArt – nell’ambito di Maker Faire Rome – The European Edition 2019
Direttore Artistico/Curatore: Valentino Catricalà
Apertura al pubblico: Venerdì 18 ottobre 2018 h.14.00
Durata: Venerdì 18 ottobre h. 14.00 / 19.00, l’ingresso è consentito fino alle ore 18.00
Sabato 19 e domenica 20 ottobre h.10.00 / 19.00, l’ingresso è consentito fino alle ore 18.00
Luogo: Nuova Fiera di Roma – Ingresso NORD: Via Portuense 1645-1647 
ingresso EST: Via Alexandre Gustave Eiffel, 79 RM (traversa di Via Portuense)
Contatti: Innova Camera (a Special Agency of the Rome Chamber of Commerce) 
Via de’ Burrò, 147 – 00186 Roma; Visitors: info@makerfairerome.eu 

UFFICIO STAMPA MakerArt:
Contatti: Marcella Russo//Maria Letizia Paiato
Tel: 0039 349 3999037//0039 348 3556821
Mail: press@rp-press.it
Sito: http://www.rp-press.it
Pagina FB: @russopaiatopress

mercoledì 2 ottobre 2019

Chiara Donadei - Nec Mater


Mercoledì 2 ottobre Circoloquadro inaugura Nec mater, mostra personale di Chiara Donadei che trasforma lo spazio milanese in uno scrigno prezioso con le sue tele, frutto di un lavoro certosino durato un anno. Il tema del femminile, trattato dall’artista con una pittura minuta sospesa tra il barocco e lo steampunk, investe non solo donne ma anche uomini e animali in una visione ampia e universale.

Nec mater, il progetto che Chiara Donadei presenta per la prima volta a Milano, racchiude la ricerca pittorica degli ultimi anni e si concretizza con le 11 tele a tecnica presenti in mostra, lavorate con pazienza e minuzia nell’ultimo anno.

Nec mater, mostra progettata ad hoc per Circoloquadro tanto da stravolgere lo spazio con un allestimento particolare che rende la sala espositiva uno scrigno prezioso e tenebroso, rimanda – esteticamente – all’idea di quadreria secentesca con le tele vicine le une alle altre, esaltate da cornici in legno a foglia d’oro, realizzate in gran parte dall’artista stessa.

Nelle tele, dove regna la tenebra illuminata da brevi lame di luce, si muovono personaggi il cui genere rimane spesso indecifrabile: donne, uomini e animali immersi nei loro sogni, o forse nei loro incubi. Carichi di simboli e rimandi alla mitologia e alla letteratura, i soggetti di Chiara Donadei rimandano alla surrealtà e a una dimensione onirica.

Dice l’artista: “Con questa mostra rappresento ciò che per me è il femmineo, non da intendersi come una dimensione sacra o rapportabile al materno, quanto piuttosto come qualcosa che può comprendere anche gli istinti più brutali e distruttivi. Si tratta di una presenza che il mio immaginario riconduce alla rappresentazione di figure femminili come a quella di figure maschili. Animali, natura, cose, per me il femmineo è un potenziale presente ovunque. Con l’espressione Nec mater – riferendo al vocabolo mater anche altri significati, oltre a quello più consono (come affetto, pianto madre, stipite, radice, causa, origine, fonte) – non intendo trattare esclusivamente un’assenza o una negazione, ma piuttosto esprimere una presenza assente; la presenza è immediatamente riconducibile all’unico soggetto del titolo, mater, l’assenza è riconducibile all’integrità dello stesso titolo.”

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Chiara Donadei. Bari 1980. Diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce. Nel 2012 studia le antiche tecniche di preparazione di tavole con applicazioni di tele, la preparazione di fondi a imprimitura e le varie tecniche di doratura. Tra le mostre personali e collettive si segnalano: Miti e altri Miti, con l’Associazione Culturale Media Naonis. Centro Culturale Aldo Moro – Cordenons (PN); 2016 ITALIArts, mostra collettiva su iniziativa dell’Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda, Municipio di Stoccarda, Germania; 2012 Il complesso di Michelangelo o di Artemisia, in collaborazione con il Centro Teseo creatività tra Arte e Scienza e l’Associazione Sviluppo Sostenibile; 2011 In D’io, mostra personale presso l’Auditorium Diocesano Vallisa, Bari.


CHIARA DONADEI | NEC MATER
Inaugurazione mercoledì 2 ottobre 2019, dalle ore 18.30
In mostra dal 2 ottobre all’8 novembre 2019
Orari dal mercoledì al venerdì ore 15-19 o su appuntamento.

CIRCOLOQUADRO arte contemporanea
Via Gian Battista Passerini 18 Milano
Email: info@circoloquadro.com

STILL LIFE LIVE di Guido Bonacci




STILL LIFE LIVE di Guido Bonacci

Mostra d’arte contemporanea

Opening: 10 ottobre 2019, alle ore 18:00
Ambassador’s Residence
Blvd. Tzar Osvoboditel, 11
Sofia

La mostra è organizzata nell'ambito della 15a Giornata del Contemporaneo - Arte Contemporanea Italiana, il grande evento per portare al pubblico l'arte della nostra era, organizzato annualmente da AMACI (Associazione dei Musei di Arte Contemporanea Italiana) in collaborazione con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, a sostegno e coordinamento del Ministero per i beni e le attività culturali.

Guido Bonacci è nato a Roma nel 1964.
Artista eclettico e versatile, quasi leonardesco, per la molteplicità di forme in cui prende vita la sua arte. Di formazione archeologo, pratica questa professione per alcuni anni, per dedicarsi in seguito esclusivamente alla sua produzione artistica, di complementi di arredo e alla creazione di eventi.

L’Arte di Guido Bonacci
Guido Bonacci era bambino quando smontava e rimontava i propri giochi su un piccolo tavolo da falegname e da allora non ha più smesso di costruire i “suoi mondi”. La vena creativa si è costantemente alimentata di un naturale e profondo interesse per le attività artistiche e artigianali e con gli studi di archeologia all’università l’ispirazione si è sviluppata, a Roma, nell’esercizio anche professionale di una disciplina umanistica fortemente legata alla manualità dello scavo, al contatto diretto con i materiali costitutivi della storia che si rivela.
Nelle creazioni di Bonacci si avverte appunto l’intensità del rapporto fisico con i materiali degli oggetti naturali e artificiali da lui intercettati nel mondo: una relazione che investe i cinque sensi e che viene da paragonare per intensità ed emozione a quella che intercorre tra un pittore dell’action painting e il colore o a quella di uno scultore con la materia. Nella poliedrica attività artistica di Bonacci prevale il ruolo dello scenografo e come tale potremmo forse definirlo. Occorre però dare il significato di supervisore a tale suo ruolo, nel senso che oltre a ideare scene e allestimenti, egli ne crea, uno per uno, gli elementi costitutivi, realizzandoli direttamente e poi spesso organizzandoli tra loro a formare dei collegamenti significativi. Il costruire, ricercare, ‘incontrare’ oggetti, opere e curiosità da tutto il mondo, semplici o ricercati che siano, e poi raccoglierli, non sono attività fini a sé stesse. Bonacci è sì un collezionista, ma con un significato particolare: la sua raccolta diviene il principale strumento creativo, la ‘tavolozza’ da cui prendere il colore; il legno, la pietra, la creta da lavorare e trasformare.
Quando realizza oggetti dal materiale brillante e cromaticamente ricco e dal disegno complesso, Bonacci supera la storica contrapposizione tra forma come funzione e ornamento come inutilità. Pensando al design viene in mente un collegamento con la poetica di Piero Fornasetti o, venendo all’attualità, con quella degli artisti di Carpenters Workshop Gallery. La funzione è messa in crisi e si esalta la capacità dell’oggetto di evocare altri mondi, creare realtà bizzarre, che Bonacci radica nella storia e nella natura ma filtra con la fantasia.
Le aggregazioni di oggetti suggeriscono talvolta un effetto Wunderkammer: Bonacci non rinuncia a stupire, a instillare una gioiosità sfrenata in chi osserva o partecipa attivamente allorquando si tratta di happening: “nature morte” fuori del quadro; villaggi su palafitte; diademi di principesse esotiche; pop up che dischiudono composizioni futuriste, oppure scenari fantastici o di paesi lontani, mondi enigmatici; oppure piattaie che sembrano altari; castelli in miniatura da immaginare popolati di personaggi e storie; mongolfiere su cui volare per incontrare pesci che si librano nell’aria.
Tuttavia la finalità non è tanto o solo quella di stupire: l’esplorazione della propria anima di cui è specchio il viaggiare di Bonacci, mette in scena tante visioni del mondo e della vita. Sono tanti i palcoscenici, metaforici e non, da cui gli oggetti entrano in relazione con lo sguardo e con l’azione del pubblico. Si suggerisce la felicità ma anche la complessità dell’uomo. Probabilmente come il personaggio del Mondo nel dramma teatrale di Calderon de la Barca, qui evocato nel titolo, ovvero scenografo dell’esistenza umana.
(Daniele Ferrara, Direttore del Polo museale del Veneto)




1879 - 2019
140 anni di Relazioni Diplomatiche
fra Italia e Bulgaria

 


martedì 1 ottobre 2019

Jacopo Di Cera - Italian Summer


STAMBERGA è lieta di presentare ITALIAN SUMMER del fotografo Jacopo Di Cera(Milano 1981), in mostra dal 10 Ottobre al 13 Novembre 2019. 

ITALIAN SUMMER, oltre ad essere un racconto per immagini dell’italianità balneare, vuole essere anche una ricerca sociologica e al contempo paesaggistica del nostro Paese. 

Jacopo Di Cera, con l’aiuto tecnologico di un drone, rende l’individuo tassello di un puzzle, una massa corale ritratto della nostra contemporaneità. Non ci sono ricordi di famiglia o tinte di memoria nelle immagini di ITALIAN SUMMER, ma geometrie umane che trovano il loro senso nella classificazione sociale, o meglio nel suo appiattimento. In un periodo storico in cui l’identità dell’individuo e del lavoratore è in crisi, in cui certe classi sociali vanno scomparendo, in cui è la precarietà a fare da padrona, il racconto di Jacopo Di Cera ci offre uno spaccato veritiero sull’Italia e il suo stato sociale. L’estate sul bagnasciuga ha il volto ossessivamente ordinato dei lidi in cui gli ombrelloni si alternano agli sdraio come dei ligi soldatini sull’attenti, ma anche quello più scomposto e naturale delle spiagge libere dove l’unità di misura risulta essere l’asciugamano. 

Inoltre il progetto, focalizzato sul panorama balneare di diverse regioni italiane, punta la sua attenzione - grazie ad un’inquadratura “a volo d’uccello” - anche sul paesaggio circostante: sulle differenze territoriali e su una marcata sensazione di precarietà urbanistica. Spesso compaiono infatti, all’interno dell’immagini, elementi - come una strada o una ferrovia - che volutamente creano discontinuità con la serena estetica di una giornata al mare.

Il lavoro di Jacopo Di Cera è un documento oggettivo, senza prese di parte o di posizioni, dello stato sociale italiano. 

Il 13 Novembre per il finissage della mostra sarà presentato il libro ITALIAN SUMMER. Inoltre il progetto sarà esposto anche alla quindicesima edizione di Paratissima ART FAIR di Torino dal 30 Ottobre al 3 Novembre, presso l’ex Accademia Artiglieria (Piazzetta Accademia Militare 3, Torino)


Jacopo Di Cera

Nato a Milano nel 1981, si laurea nel 2005 in Economia Aziendale e lavora per anni come responsabile marketing in diverse aziende multinazionali approdando nel 2012 a Roma. In questi anni studia fotografia con grandi fotografi internazionali con i quali ha modo di sperimentare e di confrontarsi. Nel percorso formativo ha esposto i suoi lavori a Roma al Museo di Roma in Trastevere e a Palazzo Valentini con un importante progetto su Gerusalemme. Nel 2010 vince il prestigioso quarto posto al concorso del National Geographic. Nel 2016, con il progetto “Fino alla Fine Del Mare” dedicato al tema della migrazione con soggetto i barconi dell’isola di Lampedusa espone in diversi musei, gallerie e fiere interazionali tra cui: MIA Photo Fair — Milano; Fotofever Paris Photo — Parigi; Palazzo Velli Expò — Roma; Les rencontres de la photographie — Arles; Festival Con_vivere — Carrara; PAN – Napoli; Paratissima — Torino; Atelier Photo — Ginevra; Galleria Breda — Padova. Nel 2017 espone durante la Biennale d’Arte di Venezia presso la Galleria Accorsi in San Stae e durante il Festival del Cinema sulla barca di Pier Paolo Pasolini, Edipo Re, presso l’Arsenale di Venezia ottenendo una grande visibilità internazionale. Le sue fotografie sono attualmente presenti in alcune gallerie in Italia e all’estero e fanno parte di importanti collezioni private.

JACOPO DI CERA│ITALIAN SUMMER
10 Ottobre – 13 Novembre 

Opening 
Giovedì 10 Ottobre 2019 
dalle ore 19.00 alle ore 21:00

Finissage
Mercoledì 13 Novembre (con presentazione del libro ITALIAN SUMMER)

{STAMBERGA} | Art Photography
Corte di via Melzo 3, Milano (Zona Porta Venezia)
Mercoledì - Venerdì | 12:00 - 19:00
sabato | 11:00 - 19:00
335.5636433
art@stamberga.it


Ufficio stampa
Francesca Orsi
348 5238868
francesca.orsi@gmail.com


Canova. Eterna bellezza


Dal 9 ottobre il Museo di Roma ospita “Canova. Eterna bellezza”, esposizione dedicata al massimo interprete della  scultura neoclassica.


Una mostra-evento incentrata sul legame tra Antonio Canova e la città di Roma, con oltre 170 opere e prestigiosi prestiti da importanti Musei e collezioni italiane e straniere.


Dal 9 ottobre 2019 prende il via Canova. Eterna bellezza: una mostra- evento dedicata al legame di Canova con la città di Roma che, fra Settecento e Ottocento, fu la fucina del suo genio e un’inesauribile fonte di ispirazione.Un rapporto, quello tra lo scultore e la città, che emerge in una miriade di aspetti unici e irripetibili.

Incorniciati all’interno di un allestimento dall’eccezionale effetto scenografico, oltre 170 opere di Canova e artisti a lui coevi animano le sale del Museo di Roma in Palazzo Braschi: in uno spettacolare gioco di luci e ombre, tra eleganti movenze e apparizioni di mitiche divinità, l’esposizione capitolina racconterà in 13 sezioni l’arte canoviana e il contesto che lo scultore trovò giungendo nell’Urbe nel 1779.

Attraverso ricercate soluzioni illuminotecniche, lungo il percorso espositivo sarà rievocata la calda atmosfera a lume di torcia con cui l’artista, a fine Settecento, accoglieva i suoi ospiti nell’atelier di via delle Colonnette.

A definire la trama del racconto, preziosi prestiti provenienti da importantiMusei e collezioni: l’Ermitage di San Pietroburgo, i Musei Vaticani eCapitolini, la Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno, il Museo Civico di Bassano del Grappa, il Museo Correr di Venezia, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, le Accademie di Belle Arti di Bologna e di Ravenna, l'Accademia Nazionale di San Luca, il Musée des Augustins di Toulouse, i Musei di Strada Nuova-Palazzo Tursi di Genova, fino al Museo Civico di Asolo, solo per citarne alcuni.

La mostra Canova. Eterna bellezza, promossa e prodotta da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia, organizzata con Zètema Progetto Cultura e curata da Giuseppe Pavanello, è ospitata fino al 15 marzo 2020 al Museo di Roma.

La mostra è realizzata in collaborazione con l’Accademia Nazionale di San Luca e con Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno.

Canova. Eterna bellezza
a cura di Giuseppe Pavanello
9 ottobre 2019 - 15 marzo 2020

SEDE
Museo di Roma - Palazzo Braschi Ingresso da Piazza Navona, 2 e da Piazza San Pantaleo, 10

INFORMAZIONI
T. +39 060608 (tutti i giorni ore 9 - 19) www.museodiroma.it; www.museiincomune.it; www.arthemisia.it

ORARI
Tutti i giorni ore 10 - 19 (la biglietteria chiude alle 18)
Giorni di chiusura: 25 dicembre, 1 gennaio

BIGLIETTERIA
Biglietto “solo Mostra”
Intero € 13,00
Ridotto € 11,00
Biglietto “integrato” Museo di Roma + Mostre
Residenti: intero € 19,50, ridotto € 17,50
Non residenti: intero € 19,00, ridotto € 15,00
Ingresso gratuito al museo per i possessori MIC, che accedono alla mostra con Biglietto "soloMostra"

Ignasi Monreal - Mi manchi come il Wi-Fi


STUDIO STEFANIA MISCETTI è lieto di presentare Mi manchi come il Wi-Fi, prima esposizione personale in Italia dell'artista Ignasi Monreal, ideata e realizzata in collaborazione con Jack Wooley e Bernardo Moleón.

Ignasi Monreal, giovane artista nato a Barcellona e già attivo nel mondo dell'audiovisivo e della moda, dopo la sua prima mostra di oli a Madrid giunge a Roma con un progetto inedito, con il quale s’interroga sulle implicazioni del rapporto che ci lega alle neo-divinità tecnologiche, una su tutte Internet e la chiave di accesso ad esso, il dispositivo router.  Internet. Elemento etereo e inafferrabile che è entrato a far parte della vita di tutti i giorni e al quale non riusciamo più a rinunciare. È con noi ovunque: invisibile ma pervasivo. Eppure una sua manifestazione fisica e tangibile esiste, il router Wi-Fi, che tuttavia non riceve alcun tipo di rilievo e dignità estetica nonostante 
si trovi ormai dappertutto.

Attraverso un'installazione interattiva l'artista intende restituire alla necessità di essere connessi il ruolo centrale che essa ha assunto, in modo quasi smisurato, nella vita contemporanea, tentando di rendere quanto più possibile "presente" qualcosa di così immateriale come Internet.
Realizzata in collaborazione con Jack Wooley, artista e ceramista residente a Londra, e Bernardo Moleón, il quale è stato Strategic Planner di Apple, la scultura Hypercube porta a compimento una perfetta armonia tra arte, artigianato, nuovi media e universo hi-tech, creandouna connessione tra gli spazi fisici e intangibili della mostra.

L’opera esposta è il risultato fluido della commistione tra diversi elementi: le ultime innovazioni tecnologiche, – in particolare l’ascesa della connessione 5G; la cultura spagnola dell’artista, manifesta non solo nell’uso della decorazione ceramica ma anche nell’adozione dell’iconografia religiosa – interessante a tal proposito il rimando alla Crucifixion (Corpus Hypercubus) di Salvador Dalì; spunti autobiografici, come il riferimento visivo all’Aziziye Camii di Londra, ex cinema divenuto moschea nel 1983, di fronte alla quale l’artista ha vissuto per diversi anni.

La mostra è accompagnata da un testo critico di Dobrila Denegri in conversazione con Ignasi Monreal, Jack Wooley e Bernardo Moleón.


Ignasi Monreal è un artista poliedrico nato a Barcellona nel 1990 e attualmente residente a Roma. Lavora con diversi media tra cui pittura, design, ceramica, animazione e film. È l'ideatore della celebre campagna Primavera/Estate 2018 di Gucci, la prima nel suo genere ad essere pienamente dipinta in digitale grazie alla quale è stato selezionato per il Beazley Designs of the Year, premio del London Design Museum e del The Design Prize di Milano. Monreal è anche noto per i suoi murales visibili a New York, Chicago, Londra, Parigi, Milano, Shanghai e Hong Kong.  All'interno della scena musicale l'artista ha diretto un video musicale per la cantante spagnola Rosalía e collaborato con le cantautrici FKA twigs e Christine & the Queens. La sua prima mostra personale Plats Bruts è stata inaugurata a febbraio 2019 presso La Fresh Gallery di Madrid.

Jack Wooley è un artista e designer di ceramica nato nel 1990 a Cleveland, Ohio, e vive attualmente a Londra. Lavora principalmente con la porcellana, creando stoviglie e oggetti decorativi. Laureato nel 2019 alla Central Saint Martins, la sua Banquet Collection è apparsa recentemente nel numero di luglio di Vogue Living Spain. Lavora con il ristorante Estela di New York, parte della 50 Best List di San Pellegrino World, realizzando oggetti personalizzati. Inoltre, collabora con artisti e designer come Coco Capitan, l'artista Frances Wilks e la stilista Paula Canovas del Vas.

Bernardo Moleón, nato a Madrid nel 1990, è sempre stato appassionato di tecnologia. Dopo la laurea in Pubblicità e PR, ha creato una start-up di produzione focalizzata sulla Creazione di nuove narrazioni ed ha inoltre collaborato con la videoartista Maria Forqué. Successivamente è entrato a far parte dell'agenzia pubblicitaria TBWA e nel team internazionale di Apple come Strategic Planner. Attualmente si concentra sulle strategie digitali, aiutando i brand a raggiungere rilevanza culturale attraverso l’azione capillare della rete.

IGNASI MONREAL
con Jack Wooley e Bernardo Moleón
Mi manchi come il Wi-Fi

inaugurazione: venerdì 11 ottobre 2019 - ore 18
chiusura: sabato 16 novembre 2019
orari: da martedì a sabato, dalle 16 alle 20


Via delle Mantellate 14
00165 - Roma (Italia)
T/F +39 0668805880