lunedì 11 giugno 2018

Andrea Bianconi - Trap for the minds

Andrea Bianconi - Trap for the minds
a cura di Gaetano Centrone

Performance inserita all’interno della programmazione ufficiale di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018

Cripta della chiesa di Santa Maria del Piliere
via Bara all’Olivella, Piazzetta Angelini 1, Palermo
17 giugno 2018 ore 19.00

All’interno di uno spazio fortemente suggestivo quale la Cripta della Chiesa di Santa Maria del Piliere di Palermo, domenica 17 giugno 2018 alle ore 19.00, l’artista Andrea Bianconi propone la performance Trap for the minds in cui s’interroga, riprendendo un quesito di pirandelliana memoria, sul concetto di identità e di visione di noi e dell’altro.

Per Trap for the minds, Andrea Bianconi, Arzignano, (Vicenza), 1974, artista che vive tra gli Stati Uniti e l’Italia, posto in piedi di fronte a uno specchio, darà inizio a una sorta di rituale volto a chiarire o mistificare la natura del nostro essere. Sovrapponendo al suo volto trenta maschere di carta, ogni volta ci propone una versione altra di sé stesso, visione che rimanda al pubblico di riflesso proprio perché l’artista è rivolto verso lo specchio e non verso gli altri. La reiterazione del gesto incanta il pubblico, attento a vedere fuori per vedersi dentro.

La performance di Bianconi fa parte della rassegna “Attraverso”, nata dall’idea di un gruppo di giovani operatori culturali attivi in Sicilia: Valentina Lucia Barbagallo, Cristina Costanzo, Danilo Lo Piccolo, Giuseppe Mendolia Calella, che si terrà in diverse sedi palermitane, da maggio a novembre 2018. Il titolo della rassegna, “Attraverso”, racchiude gli obiettivi di questa serie di eventi, eterogenei e multiformi, ma accomunati da uno sguardo trasversale e obliquo sui fenomeni del contemporaneo.
Campo d’azione della rassegna è Palermo - interessata nel 2018 da iniziative di grande richiamo come Manifesta 12 e Palermo Capitale Italiana della Cultura - con particolare attenzione ai luoghi, spazi “off” che non fanno parte dei circuiti tradizionali degli eventi espositivi della città e ospiteranno arti figurative, performance, illustrazione, editoria indipendente, incontri, musica, workshop, comunicazione – radio.

Conoscere, Ri-appropriarsi e Prendersi cura: questi sono gli step del progetto che punta ad aprirsi alla comunità ricorrendo alle molteplici espressioni della cultura. Il programma di “Attraverso” si articola in progetti, mostre, conferenze, dibattiti, workshop, presentazioni di libri e open call che vedranno coinvolti, in spazi pubblici e privati, diversi artisti tra cui: Marcella Barone, Canecapovolto, Sergio Cardillo, Simone Caruso, Luca Crivello, Giorgio Distefano, Stefania Fabrizi, Zoltan Fazekas, Ellie Ivanova, Francesco Lauretta, Gianluca Lombardo, Loredana Lo Verde, Federico Lupo, Marilina Marchica, Chiara Polizzi, Francesco Surdi, Sara Vattano. “Attraverso” fa parte degli eventi di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018.

Bio
Andrea Bianconi Arzignano, (Vicenza), 1974 vive e lavora tra gli Stati Uniti e l’Italia. Ha recentemente esposto con una mostra personale al MSK Museum of Fine Arts di Ghent (Belgio), e ha partecipato alla 5° Biennale di Mosca con una public performance tra la Piazza Rossa, il Cremlino e il Manege e con una wall installation al Manege. Ha realizzato un'opera all' Ambasciata d'Italia a Washington D.C. per i 150 anni dell'Unità d'Italia; ha esposto al Museu do Meio Ambiente, Rio de Janeiro; Centro del Carmen, Valencia; Matadero, Madrid; Film Society Lincoln Center, New York; Maraya Art Centre, Sharjah, United Arab Emirates; Swiss Architecture Museum (S AM), Basilea; Kunsthal Charlottenburg, Copenhagen; ISCP, Brooklyn, NY; Palazzo Reale, Milano; Furini Arte Contemporanea, Roma; Barbara Davis Gallery, Houston, Texas. Ha realizzato numerose public art performances come Summer Night Series, Union Square NYC; Italian Cultural Institute, NYC; Postcard People, Hudson Valley Center for Contemporary Art (HVCCA), NY; The Chinese Umbrella Hat Project (Part I), Wujiang Rd West Nanjing Rd, Shanghai, China e (Part II), Piazza San Marco, Venezia. Nel 2011 Charta ha pubblicato la sua prima monografia; nel 2012 Cura. Books ha pubblicato il suo primo libro d'artista “ROMANCE” e nel 2013 il secondo dal titolo “FABLE”. Entrambi fanno parte della collezione del MoMA, NYC. Nel 2016 Silvana Editoriale ha pubblicato la monografia sui 10 anni di performance dell’artista “Andrea Bianconi Performance 2006-2016”. Nel 2017 AmC Collezione Coppola pubblica “SOLO”, una monografia con una intervista di Catherine De Zegher. Nel 2018 espone presso l’Archiginnasio di Bologna e realizza una performance a Davos, evento curato da Oliver Orest Tschirky, durante la 48° edizione del World Economic Forum. A fine giugno esporrà al CAMeC di La Spezia.

Gaetano Centrone (1978), curatore e critico d'arte contemporanea, ha insegnato alla University of Michigan, e attualmente nelle Accademie di Belle Arti di Bari e Foggia. Ha pubblicato numerosi testi critici per diversi artisti, tra cui: Mimmo Rotella, Alberto Biasi, Luigi Mainolfi, Michele Zaza. Collabora alla pagina culturale de La Gazzetta del Mezzogiorno.

Andrea Bianconi. Trap for the minds
a cura di Gaetano Centrone

Sede| Cripta della chiesa di Santa Maria del Piliere
via Bara all’Olivella, Piazzetta Angelini 1, Palermo

Inaugurazione| 17.06.18 ore 19.00
Ingresso| Libero
Informazioni al pubblico|
Amici del Piliere
amicidelpiliere@gmail.com
3273807578 – 327407588

Ufficio Stampa|
Valentina Lucia Barbagallo tel. 3498471800 | presspressoffice@gmail.com
Maria Grazia Vernuccio tel. 3351282864 | mariagrazia.vernuccio@gmail.com

Si ringraziano|
Associazione Amici dei Musei Siciliani, Bernardo Tortorici Montaperto, Pamela Bono, Danilo Lo Piccolo

Gianmaria Giannetti. Ha fatto lei questo orrore?



HA FATTO LEI QUESTO ORRORE?
Mostra personale di Gianmaria Giannetti

con un testo critico di Roberto Lacarbonara

evento collaterale della mostra 
in programmazione presso il Comune di Ostuni dal 24 aprile 2018

GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA
Piazzetta Cattedrale
Centro Storico
Ostuni
dal 16 giugno al 2 luglio 2018

INAUGURAZIONE IN GALLERIA SABATO' 16 GIUGNO 2018 ore 19,00

Il quarto evento previsto nel calendario delle mostre della galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni per questo inizio estate è affidato all'artista milanese Gianmaria Giannetti con la sua mostra "Ha fatto lei questo orrore?".
La mostra è un personalissimo quanto surreale omaggio al grande Pablo Picasso con cui Giannetti, con la sua solita malinconica ironia, ci rimanda indietro dal tempo lo stesso turbamento, lo stesso spaesamento di quel tempo, di quell'Europa muta e attonita, protagonista passiva e immobile dinanzi agli orrori della guerra, argomento purtroppo ancora oggi quanto mai attuale.

Ecco come Roberto Lacarbonara descrive l'opera magna della mostra:

Nel 1937 il governo repubblicano spagnolo commissiona a Pablo Picasso una grande tela da esporre a rappresentanza della Spagna nell’Esposizione Universale di Parigi. Picasso dipinge Guernica: una scelta radicale, coraggiosa, lontana da ogni celebrazione nazionalista, rivolta alla drammatica narrazione del bombardamento che il 26 aprile 1937 rade al suolo l’omonima cittadina basca. 
La guerra civile spagnola si conclude solo nel 1939 con circa un milione di morti e la vittoria di Franco. Quando, in risposta ad una guardia tedesca in visita al suo studio, Picasso si imbatte nella feroce critica del convenuto, la risposta è durissima. “Ha fatto lei questo orrore?” / “No, è opera vostra”.
A distanza di oltre 80 anni dalla realizzazione di uno dei massimi capolavori artistici e ideologici del Novecento, l’artista Gianmaria Giannetti si confronta con il dramma di Guernica attraverso un intervento pittorico in grado di rinnovare il profondo turbamento del dipinto cubista. 
Sulla riproduzione monocroma del dipinto originale, l’artista interviene stravolgendo ulteriormente lo spazio della rappresentazione, questa volta attraverso soggetti ironici e grotteschi, stravaganti ed ambigui, in grado di moltiplicare lo spaesamento surreale della scena. 
L’intera narrazione iconografica risulta adesso imprigionata sul fondo, al di là delle tubature sovrapposte al dipinto. Un altro orrore, un’altra manomissione della storia, quasi il tentativo di superare il dramma attraverso la strategia dello scherno, dello scarabocchio e della dissacrazione. 
L’azione è sarcastica e violenta, trasforma le urla e la tragedia in una irrisoria decorazione, in uno sfondo scenografico dal sapore turistico e popolare: un muro imbrattato su cui un elettricista ha alloggiato tubi per l’elettricità.

Gianmaria Giannetti è nato a Milano nel 1974, alla cui Università si laurea in Filosofia Estetica.
Inizia il suo percorso artistico nell'ambito della poesia sperimentale, con cui si identifica e vince numerosi premi. Approdando in seguito alla pittura, fa della poesia stessa il fulcro del suo lavoro pittorico tanto che resta ancora oggi la sua personale fonte ispiratrice. 
Giannetti vanta un percorso artistico intenso con all'attivo moltissime mostre personali (Roma, Parigi, Berlino ed Amsterdam) ed in collettiva. Vincitore di diversi premi in ambito internazionale tra cui la Palma d'Oro a Cannes per l'arte contemporanea sotto il patrocinio di Marina Picasso, collabora con diverse gallerie d'arte in Italia e all'estero ed è reduce da una esposizione in collettiva presso il Museo Pino Pascali di Polignano a Mare.

HA FATTO LEI QUESTO ORRORE?
MOSTRA PERSONALE di GIANMARIA GIANNETTI

INAUGURAZIONE IN GALLERIA SABATO' 16 GIUGNO 2018 ore 19,00

evento collaterale della mostra 
PICASSO E L'ALTRA META' DEL CIELO
in programmazione presso il Comune di Ostuni dal 24 aprile 2018

dal 16 giugno al 2 luglio 2018

Piazzetta Cattedrale (centro storico)
72017 Ostuni (Br)
Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506
info@orizzontiarte.it 
F: Orizzontiartecontemporanea

Communication Manager
info@amaliadilanno.com

Amedeo Del Giudice: donne, sante modelle e altro


La mostra di Amedeo Del Giudice, a cura di Raffaello Paiella, presenta opere recenti e meno recenti del campano Amedeo Del Giudice, tutte esemplificative dell’approccio tematico verso il mondo femminile che da sempre caratterizza, in modo quasi esclusivo, la produzione dell’artista che ha voluto intitolare questa esposizione “donne, sante modelle ed altro”. La sua opera documenta “una costante presenza dialettica anche nelle tematiche sociali” (Lello Spinelli) “sembra nascere da una profonda conoscenza dei registri emozionali della natura umana” (Giuliana Schiavone) e “inventa situazioni figurali che vanno al di là del political correct” (Sergio Munno). Infine “dal punto di vista formale ciò che maggiormente colpisce è una tecnica raffinata, curata fino al dettaglio” (Antonio Martone) “che fa emergere le figure attraverso deboli luci che le lasciano in penombra, conferendo loro un alto valore estetico con il segno scuro ma leggero della grafite abilmente tracciato” (Raffaello Paiella).

Amedeo Del Giudice
Nato a Napoli, vive e lavora a Pietramelara (Ce)
Nel 1969 venne incaricato docente presso l’Istituto d’Arte di Cerreto Sannita e successivamente presso il Liceo Artistico Statale di Benevento dove ebbe modo di conoscere e frequentare il noto artista della transavanguardia Mimmo Paladino. Con il pittore Domenico Purificato, Direttore dell’Accademia di Brera, ebbe una lunga frequentazione negli anni ’70 e fu da lui presentato in catalogo in una sua precedente personale romana nel 1974. Dopo l’insegnamento ed essere stato preside del Liceo Artistico di Busto Arsizio ebbe frequentazioni con i critici Carmine Benincasa e Franco Solmi; quest’ultimo lo invitò a tenere una personale alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna del quale era Direttore. Nel 1985 venne invitato da Ruth Hearley,nota professoressa d’arte, a tenere una personale al “Russel Sage College” di Troy-New York. Gli anni Novanta sono stati per lui gli anni delle grandi opere, dalla “scultura dell’angelo” sul campanile della Basilica di San Giorgio di Venezia alla realizzazione, in diverse città, di numerose pale d’altare ed affreschi. Più recentemente è stato impegnato in interventi di sculture e allestimenti nel famoso castello di Corigliano Calabro. Alla fine del 2007, a Bari, il suo primo incontro con il pittore e curatore Massimo Nardi che lo segue ancora nel suo interessante percorso artistico.


La Galleria Arte Maggiore, nella sua nuova sede, prosegue l’attività fin qui svolta negli anni con successo di critica e di pubblico proponendo artisti già affermati o emergenti ed avvalendosi , oltre che di curatori interni, anche della collaborazione di noti critici, tra i quali Vittorio Sgarbi e Daniele Radini Tedeschi, che già in passato hanno inserito artisti rappresentati dalla Galleria in eventi da loro curati anche a livello nazionale, quali la Biennale di Venezia e la Triennale di Roma.

Via di Santa Maria Maggiore, 126 
00186 - ROMA

Evento: Mostra personale di Amedeo Del Giudice:“donne, sante modelle e altro”
Luogo: Galleria Arte Maggiore – Via di Santa Maria Maggiore, 126 ROMA
Data: 20 giugno – 8 luglio 2018
Inaugurazione: mercoledì 20 giugno ore 18,30
Ingresso: libero

Orario: 11,00/13,00 – 15,00/18,00 dal lunedì al venerdì
Contatti: Galleria.artemaggiore@gmail.com
Tel. 06.88376034 – 335.320324


venerdì 8 giugno 2018

Marco Lodola e Giovanna Fra. Tempus – Time


Unione tra passato e contemporaneoè la mostra “Marco Lodola – Giovanna Fra. Tempus – Time” a cura di Luca Beatrice, esposta presso la Reggia di Caserta dal 14 giugno al 15 settembre.
L’esposizione, organizzata da Mary Farina, anche ideatrice del progetto, e da Augusto Ozzella, con la collaborazione della galleria Deodato Arte, gode del patrocinio del Comune di Caserta, del Madre – fondazione donnaregina per le arti contemporanee e di Confindustria Caserta.
Il titolo della mostra è un voluto riferimento al trait d’unionche Marco Lodola e Giovanna Fra, grazie alle loro opere, creano fra il Tempus, la dimensione temporale legata all’antichità, al classico, alla storica sede espositiva e il Time, sintesi del mondo contemporaneo. Sottolinea Mauro Felicori, direttore della Reggia di Caserta: “La mostra si inserisce nell’importante storia del rapporto della Reggia con l’arte contemporanea e con la variegata polifonia dei suoi linguaggi, un dialogo lungo e intenso che si è rinnovato costantemente nel corso degli anni nel confronto continuo e forte, sentito tra epoche e stili, che rende sempre attiva e feconda la vita di uno spazio museale così significativo”.
Il percorso espositivosi compone di una selezione di opere dei due artisti, che dall’ingresso si snoda negli spazi interni, nel parco reale, fino ad arrivare agli appartamenti del piano nobile. L’immenso parco della sontuosa villa, nel raggio di un chilometro, è punteggiato da oltre venti monumentali sculture luminose di Marco Lodolache rappresentano alcuni dei suoi soggetti tipici, uomini e donne, ballerini, danzatrici, animali, figure reali e immaginarie, che metaforicamente partecipano a una festa di corte. Questi lavori, oltre al forte impatto creato grazie alla loro imponenza e alla vivacità dei colori, si caratterizzano per la loro peculiarità: l’emanare luce, che genera dinamismo, potenza, vitalità; qualità che non riguardano solamente le opere in sé, ma che vengono trasmesse anche all’ambiente circostante.
Le installazioni di Lodola appaiono in grande sintonia con le tele di Giovanna Frache accolgono il visitatore negli appartamenti reali e, caratterizzate da un forte cromatismo, incarnano perfettamente quell’arte contemporanea in cui la contaminazione di tecniche e la sperimentazione sono elementi imprescindibili. L’artista si misura con lo spazio interno e l’architettura vanvitelliana, reinterpretando nelle sue opere i motivi decorativi settecenteschi, arazzi, carte da parati, arredi Barocchi e Neoclassici, attraverso il linguaggio segnico, costituito da tracce di colore dalle forme imprevedibili e uniche, da textures astratte che si intrecciano con le trame del supporto digitale. I suoi lavori di matrice informale abbandonano infatti i mezzi tradizionali e, partendo da frame fotografici stampati su tela, Giovanna Fra arriva al risultato finale, percorrendo un cammino a ritroso, che la conduce a terminare l’opera con delle pennellate tradizionali, un’ulteriore dimostrazione del legame fra tempuse timee nel caso specifico del “passaggio da time a tempus”.
Seppure provenienti da formazioni diverse i lavori di Marco Lodola e Giovanna Fra creano un profondo dialogo e si completano vicendevolmente, ma soprattutto instaurano un forte legame con il luogo che li ospita, come afferma Luca Beatrice nel testo dedicato alla mostra: “Dialogare con stucchi, decorazioni, pitture di genere e, soprattutto, con un’architettura di inestimabile pregio può costituire infatti una sfida ardua eppure affascinante per gli artisti contemporanei, a partire dall’utilizzo di materiali anomali che solo da poco sono entrati nel novero appunto dell’artisticità. Senza contare volumi, cubature e l’immensità di un parco che farebbe spaventare chiunque. […] Realizzare un cortocircuito visivo tra il tempus e il time, ovvero il passato e il presente, è rischio che l’arte di oggi sente di correre con sempre maggior frequenza. Ora, in particolare, tra pittura, elaborazione digitale, plastica e luce”.
La mostra è accompagnata da un catalogoedito da Skira, con un vasto repertorio di immagini, il testodel curatore Luca Beatrice e numerosiinterventifra cui quelli di Renzo Arbore, Aldo Busi, Lorenzo “Jovanotti” Cherubini, Piero Chiambretti, Roberto D’Agostino, Salvatore Esposito, Ciro Ferrara, Antonio Stash Fiordispino, Enzo Iacchetti, Max Pezzali, Andrea Pezzi, Red Ronnie e di criticiillustri quali Achille Bonito Oliva, Philippe Daverio, Gillo Dorfles, Martina Corgnati, Vittorio Sgarbi.



Cenni biografici.
Marco Lodola nasce a Dorno (Pavia), frequenta l'Accademia di Belle Arti di Firenze e di Milano. Successivamente, all'inizio degli anni '80, si affianca al nuovo futurismo. Si avvicina presto all'uso di materiali plastici che sagoma e colora con una tecnica personale, l’evoluzione della sua ricerca lo porta ad inserire fisicamente la luce nei suoi lavori: nascono le sculture luminose, che caratterizzeranno tutta la produzione artistica. Le sue opere sono presenti in vari musei, ha inoltre realizzato scenografie per film, trasmissioni, concerti ed eventi. In particolare è stato attivo nella moda e nel teatro. Fra le numerose mostre, si ricorda la sua presenza al Padiglione Italia della 53ª Biennale di Venezia con un'installazione luminosa e alla 54ª Biennale di Venezia con il progetto a cura di Vittorio Sgarbi “Cà Lodola”.

Giovanna Fra nasce a Pavia, si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, con una tesi su John Cage ed il rapporto tra arte e musica.
La sua visione creativa ha privilegiato la fisicità dinamica del colore in relazione alle diverse consistenze della materia, fissando nell’immediatezza del gesto attimi di vibrante musicalità.
Recentemente è stata invitata ad esporre al Friendschip project nel Padiglione della Repubblica di San Marino per la 57° edizione della Biennale di Venezia.

Coordinate mostra
Titolo Marco Lodola – Giovanna Fra. Tempus – Time
A cura di Luca Beatrice
Sede Reggia di Caserta, via Douhet 2/A- 81100 Caserta
Date 14 giugno - 15 settembre 2018
Conferenza stampa mercoledì 13 giugno, ore 18
Inaugurazione su invito
Catalogo Skira

Orari Appartamenti storici:tutti i giorni dalle 8.30 alle19.30 (ultimo ingresso ore 19 - uscita dal museo 19.25) - Parco: dalle 8.30 alle 19 (ultimo ingresso ore 18) - Giardino Inglese: dalle 8.30 alle 18 (ultimo ingresso ore 17) - MARTEDÌ CHIUSURA SETTIMANALE
Ingresso mostra compreso nel biglietto della Reggia


Appartamenti storici, Parco e Giardino Inglese € 12,00 intero - € 6,00 ridotto
Solo Appartamenti Storici (acquistabile quando il parco è chiuso)€ 9,00 intero - € 4,50 ridotto
La prima domenica di ogni meseAppartamenti storici gratuito - Parco della Reggia € 5,00 intero –
€ 2,50 ridotto - gratis fino a 18 anni

Aperture serali straordinarie dalle 19.30 alle 22.30
27 maggio - 2, 9, 16, 23, 30 giugno - 4, 7, 14, 21 luglio - 10 agosto - 9, 15 settembre
ingresso € 3,00

Info pubblico
www.tempustime.com- info@tempustime.com
Facebook/Instagram: Tempus Time

Pubbliche relazioni Marco Lodola – Giovanna Fra
Avangart
Sebastiano Pepe - Nicolò Giovine
Tel. 3341270778- info@avangartsnc.it- www.avangartsnc.it

Ufficiostampa Reggia di Caserta
Vincenzo Zuccaro
tel. 0823 1491202 - 0823 277402/3 - vincenzo.zuccaro@beniculturali.it
Ufficio Valorizzazione
Vincenzo Mazzarella 0823 277406 - vincenzo.mazzarella@beniculturali.it


Ufficio stampa mostra
IBC Irma Bianchi Communication
Tel. 02 8940 4694 - mob. 328 5910857 - info@irmabianchi.it
testi e immaginiscaricabili da www.irmabianchi.it

pubblica: 

giovedì 7 giugno 2018

Milovan Farronato curerà il Padiglione Italia della 58.Esposizione internazionale d’arte della Biennale di Venezia


Milovan Farronato curatore del Padiglione Italia alla #BiennaleArte 2019. Lo annuncia il Ministro Alberto Bonisoli, che ha scelto il progetto del direttore del Fiorucci Art Trust tra le tre proposte individuate dalla DG Arte Architettura Contemporanee e Periferie Urbane.


“Sarà Milovan Farronato il curatore del Padiglione Italia alla 58. esposizione internazionale d'arte di Venezia del 2019”. Lo rende noto il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Alberto Bonisoli che fa sapere come il nome di Farronato sia stato individuato al termine di una procedura di selezione a cui sono stati invitati a partecipare dieci nomi rappresentativi del panorama artistico nazionale. Il progetto è stato scelto dal Ministro nell'ambito della terna proposta dalla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanea e Periferie Urbane.
Tra le dieci proposte presentate, tutte attente alle più avanzate tendenze artistiche internazionali, è stato selezionato il progetto di Farronato che si concentra su un gruppo limitato di artisti a cui verrà dato spazio per presentare le proprie opere e indagare i loro universi creativi.
“Il progetto di Farronato - ha dichiarato il Ministro Bonisoli - è molto originale e innovativo anche dal punto di vista dell’allestimento, valorizza il lavoro degli artisti e pone il Padiglione in linea con il panorama artistico internazionale”.
Milovan Farronato é il Direttore e Curatore del Fiorucci Art Trust, per il quale ha sviluppato dal 2011 il festival Volcano Extravaganza a Stromboli. Assieme all’artista Paulina Olowska, ha fondato nel 2014 il simposio Mycorial Theatre a Rabka, in Polonia, che nel 2016 è migrato a San Paolo, Brasile. Ulteriori collaborazioni includono le Magazine Sessions (nel 2016) con le Serpentine Galleries di Londra. Ha inoltre concepito The Violent No! all’interno della 14esima Biennale di Istanbul nel 2015. Dal 2005 al 2012, è stato Direttore dell’organizzazione no profit Viafarini e Curatore presso DOCVA Documentation Centre for Visual Arts, Milano.
Dal 2006 al 2010 è stato Curatore Associato della Galleria Civica di Modena, per la quale ha curato nel 2006 la mostra collettiva Egomania e le personali di Ugo Rondinone e Yayoi Kusama; nel 2007, la personale di Katharina Fritsch; nel 2008, la bipersonale di Runa Islam e Tobias Putrih e nel 2009 la personale di Christian Holstad.
È stato professore di Cultura Visiva al CLADEM, Università IUAV, Venezia, dal 2008 al 2015.
Tra le mostre curate da Farronato si ricordano Nick Mauss, Illuminated Window, La Triennale e Torre Velasca, Milano 2017; Lucy McKenzie, La Kermesse Héroïque, presso la Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia 2017; Si Sedes Non Is presso The Breeder Gallery, Atene, 2017.
E’ stato parte del team curatoriale del Dhaka Art Summit, 2017 e fa parte del Development Committee della Chisenhale Gallery a Londra.
Farronato è l’editore di varie pubblicazioni e i suoi testi sono stati pubblicati da Mousse Magazine, Flash Art, ATPDiary, CURA, Artribune, Tate Etc., L’Uomo Vogue, Fashion Trend, tra gli altri.

Di seguito si riportano i nomi dei 10 curatori invitati: Antonia Alampi; Laura Barreca; Andrea Bellini; Alfredo Cramerotti; Milovan Farronato; Luigi Fassi; Andrea Lissoni; Bruna Roccasalva; Francesco Stocchi; Roberta Tenconi.
La selezione dei curatori è stata condotta attraverso l’individuazione di personalità del settore che negli ultimi anni hanno svolto significative attività non solo nel campo della curatela delle mostre di arte contemporanea ma anche nell’ambito della ricerca. La scelta è stata eseguita tenendo conto delle esperienze maturate in campo nazionale e internazionale, garantendo anche la presenza di giovani e affermati professionisti.

Roma, 6 giugno 2018
Ufficio Stampa MiBACT

Fonte MiBACT https://goo.gl/3zBS7t




La plasticità del sé: Workshop&SoloShow con e di Silvia Celeste Calcagno




AiCC e Museo Carlo Zauli insieme per la Ceramica Contemporanea

La plasticità del sé
Workshop&SoloShow con e di Silvia Celeste Calcagno

Museo Carlo Zauli
7.8.9 luglio > workshop
9.25 luglio > Solo Show_ ROOM 60

con il sostegno e la collaborazione di
AiCC – Associazione Italiana Città della Ceramica


Continua la collaborazione del Museo Carlo Zauli con AICC Associazione Italiana Città delle Ceramiche su progetti formativi contemporanei ed inediti pensati per i ceramisti, in particolare rivolti ai residenti delle Città della Ceramica.

I laboratori che furono di Carlo Zauli, dal 2002 sono teatro di sperimentazioni ceramiche promosse dal museo a lui intitolato attraverso residenze con artisti contemporanei internazionali, e rappresentano il luogo ideale e naturale sul territorio per creare incontri ed esperienze, generare idee innovative, approfondire temi attuali legati al mestiere del ceramista.

Dopo quello con Paolo Polloniato del 2017, l’invito del museo va a Silvia Celeste Calcagno, che conduce i partecipanti in un viaggio alla scoperta della propria identità, acquisendo gli strumenti tecnici legati alla stampa su ceramica.

In collaborazione con
AiCC

«È lei! È proprio lei! Finalmente l’ho trovata!», esultava Roland Barthes quando, nel suo celebre saggio “La camera chiara”, racconta di avere rinvenuto in uno scatolone, durante una giornata di novembre, il “Giardino d’inverno”, la fotografia che ritrae sua madre bambina. L’unica, fra tante, a restituire in modo autentico la sensazione sicura del ricordo della donna da lui tanto amata. Quel “reale che non si può più toccare”, la fotografia, che è anche “agente della Morte, l’alibi che nega lo smarrimento del vivente”.

Il fulcro del workshop sarà l’ampio e complesso tema dell’identità e il senso del doppio, da sempre affrontati nel percorso dell’artista. Tra “Uno, nessuno, centomila” di Luigi Pirandello e la stereotipata moda del selfie, indagheremo con complessa solennità il tema dell’autoritratto fotografico allo specchio, il senso del doppio e le innate potenzialità della materia, forti della consapevolezza di non essere né fotografi e né necessariamente ceramisti. Attraverso queste due negazioni, proveremo ad affermare e codificare un nostro personale alfabeto mediante un preciso metodo.

Dopo tre giorni di lavoro in laboratorio, il workshop apre al pubblico, per restituire a tutti i risultati del lavoro, all’interno del calendario MCZ Padiglione Estate 2018.
Nell’occasione viene anche presentata una installazione di Silvia Celeste Calcagno, visitabile fino al 25 luglio 2018.

SCHEDA WORKSHOP 
docente: Silvia Celeste Calcagno
introduzione: Matteo Zauli
periodo: 7-8-9 luglio 2018
target: ceramisti
luogo: laboratori del Museo Carlo Zauli, Via Croce 6
oggetto realizzato: stampa fotografica sperimentale su ceramica
NB. L’utilizzo di toner non ceramici esclude naturalmente la cottura del pezzo, perché scopo del corso è fornire una traccia concettuale che stimoli i partecipanti ad una ricerca interiore legata al concetto di identità.

PROGRAMMA completo 👉 https://goo.gl/wXDs8q

Per informazioni e prenotazioni ✍️ a museocarlozauli@gmail.com



Silvia Celeste Calcagno è nata a Genova nel 1974, vive e lavora ad Albissola. Diplomata all’ Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Vince nel 2010 il I Premio Opera Pubblica Festival Internazionale della Maiolica Albissola MuDA Museo Diffuso Albissola Marina, nel 2013 il Premio Speciale Artisti in Residenza Laguna Art Prize Venezia, nel 2013 la Targa del Presidente della Repubblica, 57° Concorso Internazionale della Ceramica d’arte Contemporanea Premio Faenza e nel 2015, prima donna italiana, la 59° edizione del Premio Faenza.
Tra le mostre principali: Nerosensibile, Studio Lucio Fontana, a cura di Luca Beatrice, Albissola 2012, Not Me, Musei Civici Imola e Il Pomo da DaMo Contemporary art Imola ,a cura di Luca Beatrice 2014, Mood, PH Neutro Fotografia Fine-Art a cura di Luca Beatrice, Pietrasanta 2014, GNAM Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma 2015, Interno 8 La fleur coupée, Officine Saffi, a cura di Angela Madesani, Milano 2015, La sfida di Aracne Riflessioni sul femminile dagli anni ’70 ad oggi, Nuova Galleria Morone, a cura di Angela Madesani, Milano 2016, XXIV Biennale Internationale Contemporaine Musée Magnelli, Vallauris 2016, Il millenio è maggiorenne MARCA Catanzaro e Fabbrica Eos Milano, a cura di Luca Beatrice, 2017.
Nel 2017 espone in Corea, In the Earth Time. Italian Guest Pavillion Gyeonggi Ceramic Biennale Yeoju Dojasesang. Sempre nello stesso anno, presenta IF ( but I can explain ) al Museo d’ arte contemporanea Villa Croce, Genova a cura di Alessandra Gagliano Candela, esposto nel settembre 2017 nella Project Room della Nuova Galleria Morone, Milano con la quale presenta i suoi ultimi lavori ad Art Karlsruhe nel Febbraio 2018. Sempre nel 2018 espone al MARCA Museo delle Arti di Catanzaro nella mostra ” Il millennio è maggiorenne” a cura di Luca Beatrice.
Nell’ambito della V Biennale di Mosaico di Ravenna in collaborazione con il MIC Faenza inaugura la personale Il Pasto bianco (mosaico di me) a cura di Davide Caroli, l’ opera fa parte delle collezioni permanenti della storica Biblioteca Classense e MAR Ravenna.


AiCC e Museo Carlo Zauli insieme per la Ceramica Contemporanea

La plasticità del sé
Workshop&SoloShow con e di Silvia Celeste Calcagno

Museo Carlo Zauli
7.8.9 luglio > workshop
9.25 luglio > Solo Show_ ROOM 60

con il sostegno e la collaborazione di
AiCC – Associazione Italiana Città della Ceramica


Museo Carlo Zauli
Via della croce, 6
48018 Faenza (Ra)
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Anastasia Kurakina. Colore nudo


La Galleria Francesco Zanuso di Milano ospiterà le opere di Anastasia Kurakina (Mosca 1987). La mostra dal titolo “Colore nudo” avrà inizio mercoledì 13 giugno alle 18 e si potrà visitare fino a venerdì 29 giugno.

Racchiudere il vento nella bottiglia?Impossibile! Gli occhi hanno bisogno dell’orizzonte, l’anima ha bisogno di bramare, il cuore ha bisogno di sentire che non ci siano i limiti.
Le opere della presente serie raccontano dei vari stati d’animo,i due strati del quale, il visibile e il celato, si sovrappongono in una unica pennellata a guisa di figura femminile - l’essenza della spontaneità e fluidità del pensiero.
Da cosa vengono accesi e spenti i colori del nostro umore?Perché oggi ci sentiamo color rosso e domani giallo? Come nascono sfumature inesistenti degli umori inspiegabili? Nelle domande senza risposte e nel conflitto dei contrari nasce la bellezza. Così nella pittura gli scontri tra i colori delle tonalità diverse divengono un’opera d’arte. La luce e l’ombra si evidenziano reciprocamente, arricchendo l’uno l’altro senza alcuna possibilità di escludersi.
l’equilibrio dell’animo nasce nella contraddizione: “Come apparirebbe la terra se ne sparissero le ombre?”(Bulgakov, “Maestro e Margherita”).
La natura dell’essere umano è bella nella sua complessità ed incomprensibilità come lo spazio, che ci affascina perché è infinito. L’uinverso fu creato in modo che vi ci potesse sempre abitare un mistero da svelare.
Così anche le tele della presente serie custodiscono con cura l’indefinibile, l’impercettibile nelle vene delle sfumature, gocce impietrite di colore e pennellate volanti.
Le opere in esposizione si metteranno “a nudo”agli occhi del pubblico per la prima volta. Le operesu tela (15-20 pezzi) sono statedipinte ad acrilico, olio epigmenti naturali. Quellesu carta(10-30pezzi) ad acquerello, tempera, acrilicoechina. Mentre i lavori su legno (3-4pezzi) sono realizzati a tempera, acquerello, acrilico e pigmenti naturali.
I “Colori a nudo” invitano lo spettatore a ritrovare il proprio colore dell’anima e a farlo brillare senza limiti.


Anastasia Kurakina
Colore nudo

13 – 29 giugno 2018
Vernissage mercoledì 13 giugno dalle 18 alle 21.30

Corso di Porta Vigentina 26, 20122 Milano
H da lunedì a giovedì ore 15-19 venerdì su appuntamento
T +39 335 637 9291
E francesco.zanuso@gmail.com

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