mercoledì 6 giugno 2012

Tecnica mista: Come è fatta l'arte nel Novecento


Spazio Mostre dal 29 marzo al 9 settembre 2012
a cura di Marina Pugliese

Tecnica mista è una generica definizione che si trova spesso nelle didascalie per indicare l’uso di più materiali e tecniche in un’unica opera.
Gli enormi cambiamenti dell’arte del XX secolo non sono stati solo formali - come la scomposizione dell’immagine e l'astrazione - ma anche tecnici. L'utilizzo, oltre ai mezzi tradizionali, di materiali sperimentali o di uso comune ha esteso le possibilità espressiva ma al contempo reso le opere molto più complesse tecnicamente e fragili da conservare. Questa mostra propone di gettare lo sguardo dietro le quinte dell’arte del Novecento per capire come e perché gli artisti hanno inventato nuove tecniche, a partire dal collage, l’assemblaggio e il fotomontaggio o utilizzato nuove classi di materiali come la plastica o di dispositivi come il video. Ogni tecnica è esemplificata da un'opera delle collezioni del Museo del Novecento
e la mostra è anche occasione per esporre quelle del patrimonio poco note come Rossogiallonero (1968) di Carla Accardi,
appena restaurate come Coma (2000) di Alexander Brodsky e nuove donazioni come la Scultura da prendere a calci (1959) di Gabriele Devecchi. Questo a testimoniare la fervente attività di un museo aperto al pubblico da appena un anno.
In mostra si riprendono i contenuti di un saggio, Tecnica mista pubblicato nel 2006 da Bruno Mondadori, che fu occasione
di studio sulla tecnica di varie opere oggi esposte al Museo del Novecento. Il testo viene oggi ripubblicato quale catalogo
della mostra mentre abbiamo creato una serie di rimandi che permettano includere nel percorso di ricerca sulle tecniche anche il patrimonio del museo. Per i piccoli tra i 5 e i 10 anni è stata realizzata una apposita guida che attraverso semplici attività li aiuta ad avvicinarsi alle tecniche più innovative dell’arte del Novecento.

Fonte: www.museodelnovecento.org

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Amalia Di Lanno

martedì 5 giugno 2012

Concorso creativo Yicca

L’associazione artistica A.p.s. Moho è lieta di comunicare l’apertura ufficiale delle iscrizione al concorso Yicca (Young International Contest of Contemporary Art) 2012.

Gli artisti che verranno selezionati dalla giuria, avranno la possibilità di esporre l’opera presentata a Praga presso la sede della “The Chemistry Gallery” nel periodo dal 4 al 25 Ottobre 2012. Saranno inoltre inseriti nel catalogo generale “Yicca 2012” e infine saranno invitati a soggiornare a spese dell’associazione A.p.s. Moho a Praga il giorno dell’inaugurazione. Il concorso è rivolto a tutti gli artisti aventi la maggiore età (18 anni)

Il concorso è rivolto a tutti gli artisti o gruppi di artisti, professionisti e non provenienti da qualsiasi paese del mondo.

Le sezioni a cui partecipare sono:
Pittura
Fotografia
Video
Istallazione
Scultura
Grafica digitale
Animation
Live Media
Performance
Net Art

Termine ultimo per le iscrizioni: 20 Luglio 2012. L’iscrizione prevede il pagamento di una quota di euro 30,00.

Il 13 Agosto 2012 verranno comunicate le delle opere vincitrici

E’ prevista la realizzazione di un catalogo finale che sarà a disposizione gratuitamente durante l’esposizione. Chi volesse potrà prenotarlo comunicando l’indirizzo di spedizione e il numero di copie, all’indirizzo e-mail : catalogue@yicca.org

Per ricevere l’invito all’inaugurazione dell’esposizione bisogna invare una mail all’indirizzo e-mail: office@yicca.org

Consulta il sito

Informazioni:
office@yicca.org

Associazione A.p.s. Moho
via Monte Sabotino, 2
San Daniele del Friuli (Ud), Italy
Tel: 0240707605 ( 9:00 – 12:00 am – Mon. Fri. – english language )
Fax. +390236215913

Fonte: www.tafter.it

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Amalia Di Lanno

Concorso di progettazione_Urban‐Promogiovani4


Il concorso è aperto ai laboratori e/o corsi universitari di tutte le Facoltà italiane di Architettura ed Ingegneria impegnati in attività di progettazione urbanistica ed è finalizzato al coinvolgimento degli studenti per una maggiore diffusione degli obiettivi di Urbanpromo tra i futuri professionisti.

Il concorso prevede l’invio di un elaborato progettuale, in formato A0, per ciascun laboratorio/corso iscritto. Gli elaborati premiati e selezionati dalla Giuria saranno esposti nel corso dell’evento di Urbanpromo che si terrà a Bologna dal 7 al 10 novembre 2012.

I corsi/laboratori interessati devono compilare la domanda di partecipazione e inviarla entro il 30 giugno 2012 al seguente indirizzo di posta elettronica: urbanpromogiovani@gmail.com.

Tutti gli elaborati progettuali dovranno pervenire entro il 30 luglio 2012 in formato elettronico, utilizzando file comuni quali .pdf o .jpg, all’indirizzo di posta elettronica: urbanpromogiovani@gmail.com, sotto forma di link a server esterno (maximail, giga mail, jumbo mail…). I 15 progetti selezionati saranno esposti nella mostra di Urbanpromo e dovranno essere inviati sotto forma di pannelli da esporre, entro il termine e con le modalità stabilite per la consegna di tutti gli altri pannelli della mostra del 2012. Tali indicazioni saranno disponibili sul sito, alla pagina “Come partecipare”, link “Istruzioni per la mostra”. A tal fine, ai 15 gruppi selezionati verrà data comunicazione tempestiva e comunque non successiva al 15 ottobre 2012, anche attraverso il sito.
Le proposte progettuali dovranno consistere nell’elaborazione di una proposta progettuale relativa a due aree- chiave del waterfront di Salerno, in particolare, l’area di Piazza della Concordia e porto turistico “Masuccio Salernitano” e l’area del “Molo Manfredi”, pertinenza dell’Autorità Portuale.

La proposta progettuale dovrà tendere a configurarsi quale intervento di ricucitura urbana, attraverso una rilettura urbanistica, paesaggistica e progettuale degli spazi pubblici posti tra l’orlo urbano, il porto e il mare, con particolare attenzione, per l’area di Molo Manfredi, ad una rilettura urbanistica e progettuale dell’area del porto di Salerno posta ai limiti del contesto storico di Santa Teresa.

I 15 pannelli a cui sarà data l’opportunità di partecipare gratuitamente alla mostra di UrbanPromo a Bologna verranno valutati dalla Giuria Internazionale sulla base dei seguenti criteri:

• capacità del progetto di creare una efficace ricucitura tra il porto turistico, il porto commerciale ed il contesto urbano

• capacità del progetto di garantire un efficace dialogo tra città e paesaggio

• capacità del progetto di individuare funzioni utili alla sua sostenibilità economico-finanziaria

• qualità estetica del progetto

• sostenibilità ambientale del progetto, incluso l’aspetto energetico

Inoltre, nel corso di Urbanpromo, i 15 progetti selezionati dalla Giuria Internazionale saranno sottoposti alla valutazione dei partecipanti all’evento, tramite la compilazione di una scheda di preferenza anonima. La valutazione consisterà nell’indicazione della proposta progettuale preferita.

Al termine di Urbanpromo si individueranno i tre progetti vincitori attraverso lo spoglio delle schede di preferenza.

La Giuria Internazionale, inoltre, individuerà fra i 15 il migliore progetto da premiare con il “Premio Speciale della Giuria”.

Premi

Grazie alla partnership con l‘Autorità Portuale di Salerno, i premi consisteranno in:

- 1° premio: attestato + 5 kit di Urbanpromo + premio, offerto dall’Autorità Portuale di Salerno, in libri e/o riviste specializzate di urbanistica per un importo equivalente di 500€ + diffusione del progetto attraverso le riviste dell’INU ed altre riviste specializzate partner di Urbanpromo;

- 2° premio: attestato + 4 kit UrbanPromo + premio, offerto dall’Autorità Portuale di Salerno, in libri e/o riviste specializzate di urbanistica per un importo equivalente di 300€ + diffusione del progetto attraverso le riviste dell’INU ed altre riviste specializzate partner di Urbanpromo;

- 3° premio: attestato + 3 kit UrbanPromo+ premio, offerto dall’Autorità Portuale di Salerno, in libri e/o riviste di urbanistica per un importo equivalente di 200€ + diffusione del progetto attraverso le riviste dell’INU ed altre riviste specializzate partner di Urbanpromo.

Agli autori del miglior elaborato progettuale individuato dalla Giuria Internazionale verrà conferito il Premio Speciale della Giuria, che grazie alla partnership con l‘Autorità Portuale di Salerno consisterà in:

- attestato + 5 kit di Urbanpromo + premio, offerto dall’Autorità Portuale di Salerno, in libri e/o riviste specializzate di urbanistica per un importo equivalente di 500€ + diffusione del progetto attraverso le riviste dell’INU ed altre riviste specializzate partner di Urbanpromo.

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Fonte: www.tafter.it

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Amalia Di Lanno

Rêve causé par le vol d'une abeille [...]


Rêve causé par le vol d'une abeille
[...]

Personale fotografica di Dada Samarelli
a cura di Alexander Larrarte
CoArt gallery, Vico S. Francesco 4/6 – Corato (Ba)
Vernissage venerdì 8 giugno 2012 ore 20.00
dall' 8 al 30 giugno 2012
tutti i giorni h. 10-12 / 18-22



Venerdì 8 giugno 2012, alle ore 20.00, presso la CoArt gallery di Corato, si inaugura "Rêve causé par le vol d'une abeille", personale fotografica di Dada Samarelli, a cura di Alexander Larrarte.

L'esistenza umana può essere intesa come continua ricerca della conoscenza, condotta attraverso il costante contatto con le dimensioni spazio-tempo, sfiorando gli estremi confini dell'immaginazione, sino a spingersi oltre i limiti del "dire", per approdare in un territorio dove con l'esperienza del pensiero, l'essere umano riesce finalmente a comprendere l'incalcolabile "essere persona", senza soggetto, senza oggetto.
L'artista Dada Samarelli rivendica, pertanto, il valore dell'esperienza onirica, dell'inconscio, dell'istinto, e ancora, seguendo Foster, dell' “arcano”, con rimandi di implicazioni sessuali, in una sorta di “delirio interpretativo” non solo in relazione al mondo ma anche al proprio “ego”.
Un particolare tipo di fobia, noto come mellissofobia, sembra aver contattato la dimensione creativa dell'artista, divenendo attivatore di immagini e suggestioni surreali, rese attraverso la manipolazione della materia dei sogni, e apre le porte al viaggio della conoscenza e al dialogo con sé, creando una linea infinita che collega due sponde opposte: la coscienza reale e l'incoscienza apparente.
L'essenza del pensiero antropologico postmoderno, nella fotografia di Dada Samarelli, diviene immagine e trova le proprie radici e ispirazione nella ricerca filosofica di matrice francese annullando ogni antinomia tra soggetto e oggetto.
Uno shock emotivo segue al piacere retinico, non è un sogno, è la realtà.



Orari/info/contatti:

personale fotografica di Dada Samarelli
a cura di Alexander Larrarte
CoArt gallery
Vico San Francesco 4/6, Corato (Ba)
Dall'8 al 30 giugno 2012
Vernissage 8 giugno 2012 ore 20:00
Tutti i giorni h. 10.00-12.00 / 18.00-22.00
Info: coartgallery@hotmail.it
+39 349.6141159

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Amalia Di Lanno

Primo Festival della Letteratura a Milano


Si chiama Primo Festival della Letteratura a Milano, comincia il 6 giugno e per cinque giorni riempirà la città di incontri, dibattiti, parole, suoni, voci, corpi che danzano a un ritmo diverso da quello con cui ogni giorno assediamo le strade, o siamo da loro assediati.

Ottanta eventi di altissimo livello; l’insieme dei sussulti, le aspirazioni, le grida di dolore e di piacere, i sussurri, i gemiti, i graffi e le carezze di una città che sembra portare in grembo ogni mondo possibile, e anche il seme di quelli che verranno.

Lo ha reso fattibile il tenace lavoro di un gruppo di volontari, convinti che la cultura non appartenga a nessuno, che – per usare le parole del poeta Juan Gelman – la poesia deve essere fatta da tutti e non da uno/ che è come dire che la terra è di tutti e non di uno solo/ che il sole non è di uno/ che l’amore è di tutti e di nessuno/come l’aria/ e la morte è di tutti/ e la vita non ha padrone conosciuto.

A questi volontari se ne sono aggiunti altri, lentamente. Faticosamente. Riuscire a fare passare il messaggio si è rivelato il lavoro più sfiancante. Ma alla fine qualcosa si è risvegliato, là in fondo ai dubbi, alle tante certezze conficcate a forza tra quei dubbi, quelle che ripetono instancabili che nulla si può fare se non ci sono i soldi, o la volontà politica, o l’appoggio di qualche gruppo industriale, finanziario, religioso. Quelli che appaiono in calce a ogni programma o locandina come fautori di ogni cosa, sotto la dicitura: Con il contributo di…

Anche nelle nostre carte ci sarà questa voce, soltanto che al posto dei punti di sospensione sarà scritto … delle centinaia di volontari che hanno prestato la propria opera e il proprio talento gratuitamente affinché fosse possibile la realizzazione di questo Festival.

Ecco, questo ha di diverso il Primo Festival della Letteratura a Milano. Che alla collettività non costa nulla, perché nessuno viene pagato (né rimborsato) per quello che fa. Perché hanno (abbiamo) capito che la cultura è di tutti e di nessuno, e che abbiamo l’obbligo, oltre che il diritto, di batterci per lei.

L’amore ai tempi della crisi, come direbbe qualcuno.

Milton Fernández

Consulta il sito

Informazioni:
Ideazione e Direzione Artistica
Milton Fernàndez
Mob 3356939814
fernandezmilton@libero.it

Fonte: www.tafter.it

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Amalia Di Lanno

domenica 3 giugno 2012

Alessandra Spranzi | Richard Wentworth

Alessandra Spranzi | Richard Wentworth


Dal Wednesday 11 April 2012
al Saturday 16 June 2012

"Inciampare nelle cose, talvolta, diventa l’occasione per imbattersi in oggetti che esprimono un forte senso di alterità, anche se sono sempre stati vicini a chi li guarda senza accorgersene; questo accade perché si è persa l’abitudine di considerarli o perchè non lo si è mai fatto. Esiste un esotico quotidiano, non determinato da una distanza geografica, ma da una distanza emotiva che può essere risolta o resa ancora più complessa. Per affrontarla si può cominciare con il ricercare l’etimologia delle immagini e degli oggetti, sì, esattamente come si fa con le parole; tra di esse si possono scoprire dei glifi comuni che giustificano le risonanze possibili. Questo accade agli artisti che non fanno gesti eclatanti ma che incontrano e giustappongono. Artisti che, in un certo senso, mettono a posto, ovvero organizzano le immagini facendo ricorso alla struttura delle frasi dei narratori o dei versi dei poeti; cioè operando una similitudine tra il linguaggio verbale e quello visivo, partendo già dal notare le tracce linguistiche che agiscono come connettori di immagini.

L’incontro tra Alessandra Spranzi (1962, vive e lavora a Milano) e Richard Wentworth (1947 vive e lavora a Londra) risulta possibile nel momento in cui i due artisti si riconoscono affini rispetto ad un’attitudine comune che si esprime nel ponderare la realtà di tutti i giorni e conseguentemente nell’assumere all’interno delle loro rispettive ricerche artistiche la fenomenologia del quotidiano. Entrambi lavorano con quello che hanno a disposizione, con i fenomeni visivi che il caso fa incontrare; pongono in stretto contatto dei segni apparentemente inconfrontabili.
Se oggetti o, in ultima analisi, immagini, provenienti da contesti molto diversi, si trovano a risuonare, vuol dire che si sta creando un linguaggio."
Marco Tagliafierro

I primi di giugno (data ancora da stabilire) sarà presentato un libro d'artista che raccoglie i lavori dei due artisti, a cura di Matteo Terzaghi e Marco Zuercher.

Inaugurazione Mercoledì 11 aprile 2012 dalle 19.00

Fino a Sabato 16 giungo 2012

Nicoletta Rusconi | Corso Venezia 22 | 20121 Milano | tel +39 02 784100 | www.nicolettarusconi.com

Fonte: http://www.teknemedia.net

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Amalia Di Lanno

TRANSITI - Andrea Tudini


TRANSITI
mostra personale di Andrea Tudini
a cura di Alessandro Di Gregorio

inaugurazione domenica 10 giugno 2012 h 18.30

dal 10.6 al 30.06.2012

BASEMENT PROJECT ROOM
via Tommaso d’Aquino, 26 04022 Fondi (LT)
T +39 3292753063 /// basementprojectroom@gmail.com
www.basementprojectroom.blogspot.com /// www.andreatudini.it

Orari: dal martedì al sabato 11.00-13.00 / 17.00-20.00
anche su appuntamento


Nei non luoghi non si abita, si transita.
Marc Augé

Il mondo rimpicciolisce. “Schnell” in tedesco vuol dire veloce, ma la velocità si concentra nelle stazioni: nella fretta con cui si sale e si scende, nel risucchio delle masse a ritmi da film muto. La stazione è un non luogo: nessun marciapiede per dirsi addio, nessuna banchina su cui ti senti arrivato, nessun cartello con la scritta “Benvenuti”.
Il mondo che gravita attorno a quella stazione è diventato un cronometro implacabile: lì il tabellone delle partenze non finisce mai, immaginando un campo sterminato di ferraglia ed elettricità e tutt’intorno un meccanismo ad orologeria dove i ritardi non sono contemplati.
I treni ingoiano fiumi viaggiatori, attraverso le vetrate della sala d’attesa tuonano l’imam degli afghani e si vedono agitarsi nelle cabine telefoniche i fez marocchini e i fazzoletti grigi di donne mediorientali. Fuori c’è la coda ed il costo delle telefonate aumenta con la miseria dei paesi.
Il luogo diventa il non-luogo perché area di transito, di massima mobilità, luogo di non-appartenenza, di non residenza e, per così dire, di pura funzionalità. Il presente diventa l’unico tempo possibile e la presenza diventa l’unico luogo: la storia, intesa come decorso o progressione cronologica, diventa la dislocazione da un momento all’altro del presente, da un luogo all’altro della presenza, come transito.
Sulla scia di una fantasia proustiana perduta e ritrovata, quel cronometro implacabile diventa il tempo dell’attesa e della speranza, ma anche il tempo della malinconia, della nostalgia e della pittura stessa, mutando in puro interrogativo nell’orizzonte di alcune emozioni, senza le quali non sarebbe nemmeno possibile intravedere il cammino frastagliato della vita. Lo scorrere del tempo che si dà come storia e non come cronologia fa sì che muti la sua natura in attesa come matrice delle attese in cui siamo profondamente immersi nel corso della vita e che riemerge dagli occhi e dagli sguardi poiché attendere è aspettare e aspettare è guardare.
Non possiamo non attendere.
Non possiamo non sperare.



ANDREA TUDINI
Testo di Marianna Cozzuto

"Irrequieto ed in perpetua ricerca, Andrea Tudini è un pittore in continua evoluzione. Consegue la sua formazione presso L'Accademia di Belle Arti di Roma, specializzandosi in scenografia. Ha lavorato, come scenografo, per il cinema e per il teatro.

Con uno sguardo sempre attento a ciò che lo circonda, Tudini fa del mezzo pittorico il suo strumento di indagine della società in cui viviamo. L'uomo e la sua condizione di vita nella contemporaneità, questo è il motivo costante della sua numerosa e variegata produzione artistica. Le figure sbiadiscono nel tempo dell'attesa, diventano sagome o addirittura si sciolgono in uno sfondo fatto di ruggine, numeri e sigle incomprensibili stampati su vagoni ferroviari, oppure emergono da una membrana bianca accecante tumefatti, fisicamente provati, ancora in mutazione, come in una genesi misteriosa che ha un eterno processo di formazione, di delineazione, e quindi, di non stabilità. E ancora bianco, questa volta vuoto,azzerante, silente, sul quale si stagliano le silouette dei corpi senza bocca di coloro i quali, per parlare, utilizzano solo i mezzi di comunicazione di massa.
E poi di nuovo i treni. Stazioni deserte, paesaggi urbani e suburbani, luoghi di passaggio, dipinti in modo nervoso, rapido, a sollecitare una situazione di partenza, lo scadere di un tempo di attesa per cui tutto diventa movimento. Il treno è in corsa, ma lo è anche la banchina, la stazione ferroviaria, tutto è trascinato dal tormento dell'artista che in questi ultimi quadri sembra lottare contro un conto alla rovescia. I colori si uniformano, si fondono come quando osserviamo il paesaggio da un finestrino di una locomotiva ad alta velocità, la realtà diventa una striscia monocromatica che scorre veloce. Le persone non ci sono, o meglio non si vedono, perchè sono incluse nel vortice del movimento e hanno lo stesso colore della stazione, grigio. L'uomo è diventato parte del cemento, dell'acciaio, del vetro, del ferro che scompongono il "non luogo" ferroviario rappresentato. Se all'inizio della sua carriera artistica Tudini dipinge il tempo dell'attesa, ora egli esamina il tempo del raggiungimento, il tempo della partenza verso l'obiettivo.
Nel 2009 parallelamente alla sua attività di pittore, inaugura anche quella di scultore, realizzando due monumenti pubblici, in bronzo, pietra e ferro per il comune di Cave, in provincia di Roma. Anche le sculture, come i suoi dipinti, mantengono il carattere figurativo, l'adesione alla realtà di cui l'artista vuole essere interprete e testimone."

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Amalia Di Lanno