miart celebra la sua trentesima edizione nella nuova sede della South Wing di Allianz MiCo con 160 gallerie provenienti da 24 Paesi, confermandosi tra le principali fiere internazionali.
Con il titolo New Directions, ispirato a John Coltrane, la fiera guarda al jazz come modello creativo, trasformando la propria struttura in uno spazio di improvvisazione e dialogo tra linguaggi, generazioni e prospettive artistiche.
Sezioni rinnovate, progetti speciali, premi e collaborazioni con istituzioni e partner compongono un programma attraversato da un ritmo comune, che estende l’esperienza da miart alla città e rafforza il ruolo di Milano nel panorama artistico globale.
Fiera Milano presenta la trentesima edizione di miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea diretta da Nicola Ricciardi che si svolge dal 17 al 19 aprile 2026 (VIP preview giovedì 16), e celebra questo importante traguardo valorizzando la propria storia e aprendosi a nuovi orizzonti.
Con il titolo New Directions – omaggio all'omonima raccolta delle incisioni realizzate nel '63 da John Coltrane (1926-1967) in occasione del centenario dalla sua nascita – miart 2026 fa propria la capacità del jazz di convertire uno standard noto in un terreno fertile per l’innovazione e abbraccia una trasformazione che coinvolge ogni aspetto della sua identità, a partire dalla nuova sede della South Wing di Allianz MiCo, uno spazio architettonico affacciato sul paesaggio contemporaneo di CityLife, pronto ad essere interpretato come uno spartito bianco.
Suddivise in tre sezioni – Emergent, Established ed Established Anthology – 160 gallerieprovenienti da 24 Paesi raccontano oltre un secolo di storia dell’arte, dai capolavori del primo Novecento alle ricerche più attuali. Un percorso che conferma miart come la fiera con la più ampia estensione cronologica e come una piattaforma capace di accogliere e rappresentare una pluralità di voci, celebrando il passato e al tempo stesso volgendo lo sguardo verso molteplici futuri.
Sezioni, gallerie e progetti speciali: il ritmo del nuovo layout
Come un’improvvisazione jazz che accosta memoria e innovazione in un dialogo vibrante, sezioni storiche e nuove prospettive sono protagoniste di un layout rinnovato che si articola su tre livelli distinti, concepiti per accompagnare i visitatori in un’esperienza di scoperta progressiva della fiera.
Ad accogliere il pubblico al piano d’ingresso trova posto Emergent, punto di partenza del percorso espositivo, che offre l’opportunità di scoprire le ultime tendenze dell’arte contemporanea attraverso una selezione di gallerie il cui programma è volto alla sperimentazione. La sezione, curata da Attilia Fattori Franchini, cresce, quest’anno, coinvolgendo 29 gallerie provenienti da tutto il mondo e conferma ancora una volta la sua posizione di riferimento internazionale. I 26 progetti espositivi affrontano temi come identità, memoria, corpo, strutture sociali e cambiamento climatico, attraverso pittura, scultura, ceramica, opere tessili, video e fotografia, con una forte presenza di artiste donne protagoniste di solo show e installazioni site-specific concepite ad hoc per la fiera.
La sezione storica Established ospiterà, al Level 0 della South Wing, 111 gallerie i cui progetti attraversano in modo organico l’arte del Novecento fino al tempo presente, mettendo in dialogo maestri dell’arte moderna, ricerche contemporanee e progettualità legate al design da collezione e d’autore. In questo ampio orizzonte, Established conferma la vocazione distintiva della fiera: far convivere tempi, media e genealogie diverse in un racconto in cui la contemporaneità si costruisce attraverso continuità, deviazioni, ritorni e nuove aperture. Tra gli stand emerge una pluralità di visioni: dai solo show monografici ai dialoghi generazionali, dai confronti tra moderno e contemporaneo ai focus su movimenti, geografie e materiali. Ne nasce una vera e propria costellazione di progetti in cui pittura, scultura, installazione, ceramica e fotografia diventano strumenti per indagare le trasformazioni del presente.
Al piano superiore prende forma la nuova sezione Established Anthology, che riunisce 20 gallerie internazionali attorno a un comune obiettivo: raccontare la complessità, le traiettorie e le trasformazioni del tempo. Le opere esposte indagano ciclicità, metamorfosi, memoria, salti temporali e futuri possibili, creando un dialogo continuo tra i linguaggi del moderno e le pratiche più attuali. Attraverso esposizioni tematiche, focus monografici e accostamenti generazionali, i progetti celebrano figure storiche e artisti contemporanei, esplorando le dimensioni di tempo, spazio e trasformazioni culturali. Established Anthology conferma così l’approccio di lunga data di miart, che considera la storia dell’arte non come una sequenza lineare, ma come un orizzonte vivo di ritorni, riscritture e anticipazioni.
A miart 2026 debutta inoltre il progetto speciale Movements, dedicato all’immagine in movimento e nato dalla collaborazione con il St. Moritz Art Film Festival. Curato da Stefano Rabolli Pansera, il programma presenta 20 film realizzati da artisti rappresentati da 15 gallerie, esplorando, per la prima volta a miart, il linguaggio poetico e sperimentale del video e del film d’artista.
Il tema di Movements: If Music indaga il rapporto tra musica e cinema come spazio di possibilità, in cui il film non è più narrazione ma vibrazione, ritmo e risonanza. Le opere presentate mostrano come il suono possa trasformare percezione, spazio e corpo, generando nuove forme di esperienza.
Organizzata in cinque movimenti, la rassegna attraversa: Materia e paesaggio, dove immagini e suoni emergono come campi di risonanza; Voce e traduzione, in cui la dissonanza diventa spazio collettivo e politico; Spazio ritmico, trasformato in architetture di loop e ripetizioni; Coreografia, dove il corpo è partitura, memoria e archivio vivente; Ritmo del lavoro, che rivela il potere trasformativo del gesto quotidiano.
Nel suo insieme, Movements | If Music propone un modo nuovo di vedere e ascoltare: la musica non accompagna le immagini, ma le genera, aprendo un territorio polifonico da abitare.
miart 2026 crea uno spartito di visioni eterogenee, in cui ogni progetto diventa nota di un accordo più ampio, generando un dialogo tra tempi, linguaggi e generazioni, e dando vita a un’esperienza collettiva in cui passato, presente e futuro dell’arte risuonano insieme e aprono nuove direzioni e possibilità creative.
Partner e premi: l’orchestra delle collaborazioni
In occasione della trentesima edizione, miart rafforza il dialogo con partner e sponsor, come un ensemble jazz in cui ogni voce contribuisce al ritmo collettivo, dando vita a un programma vivace di premi, fondi di acquisizione e iniziative speciali che celebrano la creatività condivisa.
Si rinnova la collaborazione con il Gruppo Intesa Sanpaolo, che supporta miart in qualità di main partner. Internazionalità, eccellenza e attenzione allo sviluppo culturale del territorio sono i valori che legano miart al gruppo bancario, con l'obiettivo di consolidare la centralità di Milano nel panorama nazionale e internazionale e di offrire alla città un ulteriore volano di crescita e sviluppo economico, culturale e civile.
In occasione di miart 2026, la Banca presenta il progetto Standard/Variations, curato da Nicola Ricciardi, che indaga il dialogo tra pittura e jazz negli anni Sessanta, mettendo in relazione le prime ricerche di Robert Ryman e Mario Schifano con l’evoluzione del jazz modale inaugurata da Kind of Blue di Miles Davis. Il progetto – realizzato anche con opere della Collezione Luigi e Peppino Agrati e distribuito tra l’area lounge della Banca in fiera e il caveau delle Gallerie d’Italia in Piazza Scala – interpreta il jazz non come semplice decorazione concettuale, ma come paradigma della modernità: l’innovazione nasce lavorando all’interno delle regole, trasformando la forma senza distruggerla. Le tele bianche di Ryman e i monocromi di Schifano mostrano come lo standard possa diventare soglia e risorsa, offrendo una lettura della sperimentazione come intensità distribuita nel tempo e armonia tra struttura e libertà. Nello spazio dedicato all’interno della fiera trovano spazio due monocromi emblematici: il rosso Analogo (1961) di Schifano e il bianco Winsor 20 (1966) di Ryman.
Sempre nell’area lounge della Banca, Intesa Sanpaolo Private Banking sarà presente con il servizio di art advisory, dedicato a chi considera l'arte un'opportunità di crescita diversificata del proprio patrimonio e vuole avvalersi di una consulenza altamente specializzata nella selezione, valutazione e gestione di collezioni o singole opere d’arte.
Si conferma anche il Fondo di Acquisizione di Fondazione Fiera Milano, istituito nel 2012. Del valore di 100.000 euro, il Fondo è destinato a opere d'arte che andranno a implementare la collezione di Fondazione Fiera Milano, oggi ospitata all'interno della Palazzina degli Orafi, sede di Fondazione, e che attualmente si compone di oltre 140 lavori in rappresentanza di linguaggi artistici differenti. Tutte le opere sono visibili su https://www.fondazionefieramilano.it/it/il-patrimonio/patrimonio-artistico.html.
Giungono all’undicesima edizione il Premio Herno, che conferisce un riconoscimento di 10.000 euro allo stand con il miglior progetto espositivo, e il Premio LCA Studio Legale per Emergent, del valore di 4.000 euro, istituito in collaborazione con LCA Studio Legale e destinato alla galleria che si distingue per la migliore presentazione all'interno della sezione Emergent.
Viene inoltre confermata per la quarta edizione la presenza a miart del Premio Orbital Cultura – Nexi Group, l’unico riconoscimento interamente dedicato alla fotografia, insieme al Premio Matteo Visconti di Modrone, istituito in ricordo del Presidente della Fonderia Artistica Battaglia. Per quest'ultimo viene assegnato un riconoscimento del valore di 10.000 euro destinato a un artista selezionato tramite open call, che avrà l’opportunità di realizzare la propria opera all’interno della fonderia, avvalendosi del supporto e della competenza dei maestri artigiani. La Fonderia Artistica Battaglia introduce inoltre quest’anno una Menzione Speciale, del valore di 1.000 euro, che offre all’artista selezionato la possibilità di utilizzare il contributo per realizzare una produzione o una sperimentazione presso la fonderia.
Si rinnova anche la SZ Sugar miart commission, nata in collaborazione con SZ Sugar, casa editrice dedicata alla musica colta contemporanea. Il progetto di questa edizione, che coinvolgerà anche CAM Sugar – il più ampio e prestigioso catalogo di colonne sonore originali italiane –, si concentra su due opere fondamentali del 1960: Audace colpo dei soliti ignoti di Piero Umiliani, tra i più prolifici e visionari compositori italiani di musica per il cinema, con la collaborazione del musicista jazz statunitense Chet Baker; e Invenzione su una voce per nastro magnetico di Bruno Maderna, uno dei compositori e direttori d’orchestra più influenti dell’avanguardia musicale italiana del ventesimo secolo. Le gallerie partecipanti a miart sono invitate a proporre ai loro artisti un lavoro di intervento diretto sui nastri delle due opere, da rielaborare e trasformare in nuove produzioni artistiche.
Inaugura in occasione della trentesima edizione della fiera Archivorum Publication Award per miart, che nasce in continuità con la filosofia che guida le attività di Archivorum. Il premio sostiene lo sviluppo e la realizzazione di un progetto editoriale originale, concepito in stretta collaborazione tra l’artista selezionato e un editore indipendente. L’iniziativa mira a superare il formato tradizionale del catalogo, favorendo la sperimentazione di nuovi linguaggi editoriali – tra cui, ma non solo, il libro d’artista.
La scelta dell’artista avverrà nell’ambito delle presentazioni della sezione Emergent e il premio avrà un valore di 20.000 euro.
Si confermano anche quest’anno il Premio Rotary Club Milano Brera per l’Arte Contemporanea e Giovani Artisti – istituito nel 2009 come primo riconoscimento nel contesto di miart e ora alla sua sedicesima edizione – che prevede l’acquisizione di un’opera di un artista emergente o mid-career da donare al Museo del Novecento di Milano, e il Premio Massimo Giorgetti, giunto alla sua quarta edizione. Nato dalla volontà dello stilista e collezionista Massimo Giorgetti di supportare giovani artisti all'inizio della propria carriera, il riconoscimento assegna un premio del valore di 5.000 euro.
L’assegnazione di questi prestigiosi riconoscimenti i sarà guidata dal contributo di direttori e curatori internazionali di altissimo profilo, che parteciperanno in qualità di giurati, tra cui: Clément Delépine, Direttore, Lafayette Anticipations, Parigi; Helena Kritis, Capo Curatore, WIELS Centre for Contemporary Art, Bruxelles; Arturo Galansino, Direttore Generale, Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze; Vittoria Matarrese, Curatrice Indipendente, Parigi; Edward Gillman, Direttore, Chisenhale Gallery, Londra; Alessio Antoniolli, Direttore, Triangle Network, Londra & Curatore Fondazione Memmo, Roma.
Per la trentesima edizione di miart si rinnovano altre partnership strategiche, come quella con il brand di moda MSGM, diretto e fondato da Massimo Giorgetti, che ha commissionato all'artista Alessandro Di Pietro (Messina, 1987) un’opera di animazione site-specific prodotta grazie alla collaborazione con OGR Torino e concepita appositamente per lo schermo LED outdoor della South Square di Allianz MiCo, spazio di connessione e accesso al nuovo ingresso della fiera. Il progetto, intitolato Buena vista, è un cortometraggio d’animazione che ha come protagonista Testa di Casa, personaggio creato da Di Pietro e apparso su FRANKENSTEIN Magazine nel 2023: unə ragazzinə milanese con un tetto al posto della testa che, dopo uno sfratto, si trova a fare i conti con una nuova condizione e con i bisogni più elementari, come mangiare e riposare: Milano diventa il suo letto e i simboli della città il suo nutrimento. Attraverso una sequenza di episodi quotidiani dal tono tragicomico e sfondi essenziali sullo stile de “La Linea” di Osvaldo Cavandoli, l’opera affronta il tema del diritto alla casa ponendolo come nucleo narrativo e politico del lavoro.
Anche Maison Ruinart conferma il suo impegno nel mondo dell'arte e della sostenibilità, presentando, all'interno della Lounge Ruinart e per la prima volta in Italia, le opere dell’artista giapponese Tadashi Kawamata, protagonista della serie Conversations with Nature 2026. Famoso per le sue opere e installazioni realizzate con legno e parti di arredi, l’artista invita a osservare le vibrazioni della natura, elemento fondamentale per l’armonia dello champagne.
Elle Decor Italia e Kartell valorizzano invece lo spazio del VIP Restaurant by Cracco, la rinnovata collaborazione con l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto racconta l’incontro e la contaminazione tra due eccellenze, arte e food, mentre l’inedita partnership con Radio Monte Carlo, official radio della manifestazione, rafforza e amplifica la vocazione jazz di miart 2026.Si rinnova per il quarto anno consecutivo la collaborazione con ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, che continua a offrire un contributo significativo allo sviluppo della dimensione internazionale della fiera. Il sostegno di ICE consente di amplificare la visibilità di miart all'estero e di favorire la partecipazione internazionale, consolidando il ruolo della manifestazione all’interno del panorama artistico globale.
Anche la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura torna a miart con uno spazio istituzionale aperto al confronto con operatori, istituzioni e stakeholder. L'occasione per presentare i programmi che strutturano la politica pubblica per l'arte contemporanea — Italian Council, Strategia Fotografia, PAC – Piano per l'Arte Contemporanea — nei loro diversi ambiti di intervento: dalla produzione e promozione internazionale degli artisti italiani al rafforzamento delle collezioni pubbliche. Nello spazio sarà anche possibile consultare le pubblicazioni che illustrano alcune delle ricerche prodotte nell'ambito di questi progetti.
Mostre e progetti speciali: il suono della città
Durante la settimana di miart, Milano si presenta come un paesaggio attraversato da molteplici risonanze. Tra mostre, performance e progetti speciali, emerge un fil rouge musicale che accompagna alcune delle principali proposte in città, mettendo in relazione pratiche, linguaggi e dispositivi espositivi diversi. Il suono, il ritmo, l’improvvisazione, la variazione e l’ascolto — oltre a essere elementi caratterizzanti del tema curatoriale di miart 2026 — diventano così strumenti per interrogare lo spazio, il gesto e la dimensione collettiva dell’esperienza.
Alle Gallerie d’Italia, il progetto “Ryman/Schifano : Standard/Variations” trova ulteriore spazio all’interno del Caveau, eccezionalmente aperto nei giorni di miart, con un nucleo di opere dei due artisti selezionate da Nicola Ricciardi attingendo anche alla Collezione Luigi e Peppino Agrati, la prestigiosa raccolta d’arte contemporanea oggi parte delle collezioni del Gruppo Intesa Sanpaolo grazie al lascito del Cavalier Luigi Agrati. I lavori trasformano lo spazio in una vera e propria “camera d’ascolto” della pittura, dove la riduzione del linguaggio rende percepibili differenze minime, scarti e possibilità del gesto. Il progetto espositivo dialoga poi, nella Sala Manzoni al piano superiore, con la monumentale Surface Veil IV di Ryman. Inserita in questo contesto curatoriale, l’opera rende ancora più evidente che la pittura non è semplicemente un genere o un’immagine, ma un fatto spaziale e materiale, quasi spirituale, in una relazione tra luce, fisicità, gesto e tempo di visione che ne rendono l’esperienza non dissimile da quella dell’ascolto dal vivo del jazz.
La mostra “Il ritmo dell’occhio. Don Bronstein e la scena jazz a Chicago 1953–1968” presso Triennale Milano, a cura di Filippo Fossati e Nicola Ricciardi, presenta per la prima volta in Europa il lavoro del fotografo Don Bronstein, figura appartata ma centrale nella cultura visiva americana del dopoguerra. Attraverso una selezione di fotografie dedicate ai protagonisti del jazz tra gli anni Cinquanta e Sessanta — da Nat King Cole a Miles Davis — il progetto restituisce un linguaggio visivo capace di trasformare il documento in esperienza sensibile. La mostra inaugura inoltre un percorso di ricerca che troverà continuità in Triennale nei mesi a seguire con “Henri Matisse. Jazz as a Method”, a cura di Viviana Bertanzetti e Nicola Ricciardi: un ulteriore capitolo di approfondimento che, a partire dall’opera Jazz (1947) del maestro francese, estenderà la riflessione al rapporto tra arti visive, composizione e sperimentazione editoriale.
Al PAC - Padiglione d’Arte Contemporanea trova invece casa “The only true anarchy is that of power”, la prima monografica europea dedicata a Marco Fusinato, artista e musicista tra i più innovativi della scena contemporanea internazionale. A cura di Diego Sileo, l’esposizione propone una selezione delle opere più significative degli ultimi anni, tra cui Desastres, l’imponente opera-performance con cui l’artista ha rappresentato l’Australia alla 59ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia nel 2022. La mostra segna il ritorno in Italia di Fusinato e invita il pubblico a entrare in un universo sonoro e visivo radicale, in cui la percezione è costantemente messa alla prova.
Presso Pirelli HangarBicocca, la mostra “The House That Jack Built” di Rirkrit Tiravanija indaga trent’anni di ricerca intorno alle pratiche spaziali e architettoniche dell’artista. Il progetto include dispositivi come untitled 2026 (demo station n. 9), una piattaforma a spirale pensata per incontri, performance e workshop, e configura l’esposizione come uno spazio da abitare e attivare. In questo contesto, venerdì 17 aprile, si inserisce l’intervento di Giotto Orsini, studente del Politecnico delle Arti di Bergamo, la cui ricerca si colloca in una linea di continuità tra linguaggi musicali afroamericani — techno, jazz e blues — intesi come pratiche di sperimentazione, resistenza e autonomia. Con The Blue Circle, Orsini evoca il dancefloor come condizione percettiva; riprendendo una lezione che rimanda anche a Miles Davis, l’attenzione qui si concentra su ciò che accade tra i suoni: pause, interstizi, zone di sospensione.
Sempre in Pirelli HangarBicocca, sabato 18 aprile la mostra “Rebecca” di Benni Bosetto, prima grande esposizione istituzionale dell’artista italiana, prende vita con un programma dedicato alle sue performance. Durante tutta la giornata, in diversi spazi della mostra, Benni Bosetto rimette in scena momenti tratti da suoi lavori performativi che emergono come apparizioni inaspettate, immagini oniriche che riattivano le opere in luoghi e tempi differenti. Attraverso momenti musicali, di danza e di canto le tre aree in cui è divisa la mostra, la Guancia, la Pancia e il Cuore, entrano in una modalità performativa che rimanda alla lunga ricerca di Benni Bosetto sui linguaggi del corpo.
Infine, Fondazione Prada, e in particolare il Cinema Godard, prosegue la propria programmazione dedicata al cinema del presente e del passato. Durante il fine settimana di miart, all'interno della sezione #Supernova, rivolta ai talenti emergenti, al Cinema Godard verrà proiettato White Snail. Il film, scritto e diretto da Elsa Kremser e Levin Peter e presentato in concorso a Locarno nel 2025, si distingue anche per la colonna sonora originale firmata da John Gürtler e Jan Miserre, due compositori che negli ultimi anni si sono imposti come voci particolarmente riconoscibili della musica per immagini europea, capaci di costruire partiture tese, atmosferiche e molto sensibili alla relazione tra suono, spazio e intensità emotiva.
Numerose altre iniziative animano, dal 13 al 19 aprile, la Milano Art Week, manifestazione diffusa dedicata all’arte in tutte le sue forme, coordinata dall’Assessorato alla Cultura e organizzata da Arte Totale ETS . Un calendario di opening, installazioni, mostre, eventi e incontri accendono i riflettori sulla vivacità del sistema dell’arte milanese, e vedono protagoniste le principali istituzioni pubbliche e private della città.
New Directions vuole essere un invito a lasciarsi attraversare da linguaggi che si rinnovano, da artisti che osano, da gallerie che scommettono, da un pubblico che ascolta. Così come si ascolta il jazz: con rispetto, con stupore, con desiderio.
È questa la vocazione di miart 2026: come in un brano in cui ogni nota dialoga con la successiva, la manifestazione conferma con orgoglio le proprie radici reinterpretando la sua identità per raccontare il presente e immaginare nuove prospettive per il futuro.
Ufficio stampa Fiera Milano - miart:
Elisa Panico Cristofoli: elisa.panicocristofoli@fieramilano.it | + 39 331 6716900
Ufficio stampa Pickles PR:
Rhiannon Pickles | rhiannon@picklespr.com | +31 6 1582 1202
Stampa italiana:
Claudia Santrolli | claudia@picklespr.com | +39 339 7041657
Marta Zanichelli | marta@picklespr.com | +39 339 2816693
Maria Cristina Giusti | cristina@picklespr.com | +39 339 8090604
Stampa internazionale:
Gair Burton | gair@picklespr.com | +44 7402 784470
miart 2026
17 - 19 aprile 2026
VIP Preview 16 aprile 2026
Allianz MiCo South Wing, gate 1-2 Milano